giovedì 20 gennaio 2011
PART-TIME
Prof. Ferdinando Romano
Al Dirigente U.O.C. Reclutamento e Stato
Giuridico del Personale Dipendente
Dr.ssa Giuditta Del Borrello
Al Direttore Area Risorse Umane e Affari Generali
Dr. Filippo Coiro
e,p.c. Al Consiglio delle/i Delegate/i della R.S.U. AUSL RM/D
Oggetto: Part - Time modifica disciplina D.lgs n° 112/2008 art. 73.
Il D.lgs n° 112/2008 art. 73, stabilisce che le Pubbliche Amministrazioni hanno l’obbligo di rivedere i Part – Time concessi prima dell’entrata in vigore del suddetto Dl.gs, consentendo agli stessi soggetti pubblici di respingere le domande di trasformazione in Part – Time del rapporto di lavoro in presenza di gravi ragioni organizzative.
Scrivente O.S. ritiene che l’introduzione di tali modifiche siano in contrasto con la normativa europea che ha come scopo quello di “ facilitare lo sviluppo del lavoro a tempo parziale su base volontaria” cercando nel contempo di “ assicurare la soppressione delle discriminazioni nei confronti dei lavoratori a Part – Time e di migliorare la qualità del lavoro parziale”.
Tali modifiche, pertanto, potranno comportare, al momento della loro applicazione, gravi restrizioni verso alcune/i lavoratrici e lavoratori che ne usufruiscono attualmente, allo scopo di rispondere alle infinite e multiformi esigenze di organizzazione dei propri tempi e bisogni di vita.
La revisione e, quindi, l’applicazione di tali modifiche, potrebbero, inoltre, in assenza di regole certe, ispirate a criteri e principi di trasparenza, correttezza e buona fede,
divenire grave strumento di discriminazione, determinando attraverso il potere assoluto della “discrezionalità” condizioni di sudditanza e subalternità che violerebbero non solo la certezza del diritto, ma la libertà e la dignità stessa di ciascuna/o lavoratrici e lavoratore.
Scrivente O.S. chiede, pertanto di conoscere se codesta Azienda ha provveduto a definire principi e criteri di valutazione e attuazione del suddetto D.lgs in merito alla problematica del Part – Time.
Chiede, altresì, che, su tale questione, venga avviato un confronto con la R.S.U. aziendale e con le OO.SS per poter meglio definire criteri e principi applicativi al fine di prevenire ed evitare atteggiamenti discriminatori e discrezionali a garanzia della certezza del diritto per ogni singola/o lavratrcice/tore.
In attesa di un auspicabile riscontro, si porgono Distinti saluti.
Prot. ASL RM/D n° 3320 del 14/01/2011
p. il COBAS AUSL RM/D
I Delegati R.S.U.
Laura Mazzarella - Cesare Morra - Antonio Nocera
SOSPENSIONE DEI LAVORI AL PRESIDIO SANT'AGOSTINO DI OSTIA
Al Presidente della Regione Lazio
On. Renata Polverini
Al Direttore Generale della AUSL RM/D
Prof. Ferdinando Romano
e,p.c. Al Presidente del Municipio 13
On. Giacomo Vizzani
All’ Assessore ai Servizi Sociali, Scuola e Casa
del XIII Municipio – Comune di Roma
On. Lodovico Pace
Al Comitato a Difesa della Casa del Parto e
dei Servizi Materno-Infantile
Al Consiglio delle/i Delegate/i della R.S.U. AUSL RM/D
Oggetto: sospensione lavori di ristrutturazione presidio Sant’Agostino – Ostia.
Questa O.S., è venuta a conoscenza dell’avvenuta sospensione dei lavori di ristrutturazione del presidio Sant’Agostino. Tale sospensione sarebbe determinata dall’assenza dei finanziamenti e stanziamenti, da parte della Regione Lazio, necessari all’ultimazione dei lavori stessi, cosa, peraltro, incomprensibile, considerato che i lavori, secondo quanto annunciato, dovevano, dopo gli innumerevoli rinvii rispetto agli impegni dichiarati, ultimarsi entro marzo 2011 e, quindi, con finanziamenti e stanziamenti presumibilmente già definiti al momento dell’assegnazione dei lavori alla Ditta cui è stato affidato l’appalto.
Queste situazioni, ripropongono con forza l’esigenza di definire con maggior trasparenza i tempi ed i modi degli appalti stessi per non incorrere, come di consueto, a quel gioco ricorrente per cui, ad eventuali ritardi nei pagamenti, corrisponde un conseguente ed ulteriore aumento dei costi dovuti allo “ Stato di avanzamento dei lavori”, con il risultato evidente di non pervenire, come avvenuto anche in questo caso, nei tempi previsti, alla consegna di una struttura ritenuta indispensabile per rispondere, almeno in parte, alla collocazione di servizi e attività fondamentali per il Territorio del XIII Municipio – Distretto 2.
Questa O.S. ha avuto modo di rappresentare già in passato, attraverso diverse note e segnalazioni, agli Organi di Direzione della ASL RM/D, la problematica della carenza e dell’inadeguatezza delle strutture nel Distretto Sanitario del XIII Municipio (v. note del 30/09/2008 Prot. n° 79158, 15/12/2008 Prot. n° 103823, del 23/06/2009 Prot. 57806, del 21/09/2009 Prot. n° 85039 e del 25/02/2010 Prot. n°18651 ) e, recentemente, con nota Prot. ASL RM D n°80838 del 7.9.10, a seguito di alcuni articoli di stampa ( settembre 2010 ) riportanti l’intenzione, da parte della Direzione Aziendale, di trasferire i servizi e le attività degli ambulatori di Medicina Specialistica, dalla sede di Via Paolini al presidio ristrutturato Sant’Agostino.
Tale trasferimento si renderebbe necessario per realizzare i lavori di ristrutturazione, e soprattutto di messa in sicurezza, della struttura di Via Paolini, lavori peraltro già preventivati e annunciati in diverse occasioni e da diverso tempo.
Davanti a questa eventualità, la scrivente O.S. esprimeva il timore che tale decisione potesse, “…..senza le opportune e necessarie garanzie sui tempi, sui modi e, soprattutto, sulla temporaneità del trasferimento in questione, ulteriormente ritardare, se non compromettere, non solo il progetto della Casa della Salute della Donna e del Bambino ( progetto che, peraltro, secondo noi, resta ancora oggi tutto da definire sia in merito ai servizi e alle specifiche attività che lì dovrebbero svolgersi, sia per la carenza delle risorse umane e professionali necessarie alla realizzazione del progetto stesso) ma anche ostacolare la ricollocazione all’interno del Sant’Agostino, di quei servizi che lì si trovavano e che attualmente, dove “temporaneamente” collocati, operano con particolari difficoltà e con enormi disagi per le/gli operatrici/tori e, soprattutto per i cittadini/utenti…….”
Nella nota succitata scrivente O.S. richiedeva, in ogni caso, che, l’eventuale spostamento temporaneo, dal presidio di Via Paolini, delle attività e dei servizi, presso l’edificio ristrutturato Sant’Agostino, dovesse avvenire con criteri che garantissero sia la funzionalità dei servizi e delle diverse attività, sia l’immediata e contemporanea ricollocazione di quei servizi, come il Consultorio Familiare di Ostia, per il quale questa O.S. ha presentato, in data 23/06/2009 alla Regione Lazio e alla ASL, Prot. 57806, una dettagliata e specifica segnalazione/esposto, nonchè del TSMREE, e dell’Immunoprofilassi/Vaccinazioni che si trovavano e si trovano a svolgere le loro attività in situazioni di difficoltà e disagio socio/ambientale sia per le/gli operatrici/operatori che, soprattutto, per i cittadini/utenti.
Si fa presente che un eventuale ritardo nella consegna del presidio andrebbe ad incidere pesantemente sulla qualità ed il possibile sviluppo di Servizi Socio Sanitari ritenuti indispensabili per la popolazione del Territorio del XIII Municipio già fortemente penalizzata a causa delle profonde trasformazioni avvenute in questi anni nel tessuto urbano, sociale e culturale a seguito di un intensivo sviluppo edilizio/abitativo, peraltro, a tutt’oggi ancora in continua e vertiginosa crescita, dove è stata del tutto assente una politica volta all’ individuazione e alla realizzazione di spazi e strutture dove collocare quei servizi necessari al miglioramento della qualità della vita delle persone.
La carenza se non l’assenza di servizi primari come
La sola rete dei Servizi Socio Sanitari Territoriali presente è rimasta quella di circa trent’anni fa: basti pensare che già allora, con metà della popolazione rispetto a quella attuale, si parlava di realizzare, nel XIII Municipio, allora Circoscrizione, un terzo Consultorio Familiare. Rileviamo invece che, a tutt’oggi, ne sono rimasti solamente due, mentre la legge ne prevede uno ogni 20.000 abitanti.
La chiusura del Presidio Sant’Agostino ed il conseguente trasferimento e la ricollocazione delle attività e dei Servizi ivi esistenti, si era venuta ad inserire, quindi, in un quadro già complesso e delicato per lo stato dei Servizi Socio - Sanitari del XIII Municipio - Distretto 2.
L’assenza, quindi, di una reale programmazione territoriale ha comportato negli anni, di fatto, anche il mancato completamento, potenziamento e realizzazione di Servizi con compiti e funzioni articolate, capaci di favorire, non solo una necessaria integrazione Socio – Sanitaria per rispondere appieno alla domanda e alle esigenze di salute delle persone, ma la possibilità, anche, di adempiere ad una funzione e ad un processo di deospedalizzazione degli interventi sanitari e, quindi, di “alleggerimento” delle Strutture Sanitarie Ospedaliere.
In questo quadro di una realtà complessa preoccupa fortemente la sospensione dei lavori, anche perché non si vorrebbe che, un eventuale ritardo e/o mancato stanziamento dei fondi necessari per l’ultimazione dei lavori stessi, rappresentasse l’occasione per paventare una diversa destinazione ed utilizzo della struttura, con il rischio di dare spazio a tentativi di alienazione ed inaccettabili e pericolose operazioni speculative e privatistiche, che determinerebbero per il territorio una grave, ulteriore ferita per l’ulteriore perdita di spazi e beni pubblici.
Premesso quanto sopra, scrivente O.S. chiede alla Regione Lazio, congiuntamente alla nuova Direzione dell’Azienda USL RM/D ed alle Istituzioni tutte, di promuovere urgentemente tutte le iniziative necessarie a far sì che venga assicurata l’immediata ripresa dei lavori del Presidio Sant’ Agostino garantendone, nel contempo, l’originale destinazione d’uso, programmando ed organizzando, nei tempi e nei modi utili, soprattutto lo spostamento dei Servizi e delle attività già precedentemente esistenti, quali il Consultorio Familiare di Ostia, il TSMREE di Ostia, l’Immunoprofilassi/Vaccinazioni, ecc.
Scrivente O.S., auspica che su questi aspetti e su queste problematiche si possa avviare un confronto tra i diversi livelli istituzionali e con le realtà Sindacali e Sociali del Territorio, per cercare di favorire e promuovere un ragionamento nel merito delle questioni poste e per favorire le soluzioni più idonee capaci di assicurare servizi quantitativamente e qualitativamente migliori ai cittadini/utenti del Territorio.
In attesa di un Vostro sollecito riscontro si porgono cordiali saluti.
p. il COBAS AUSL RM/D
I Delegati R.S.U.
Laura Mazzarella - Cesare Morra - Antonio Nocera
mercoledì 29 dicembre 2010
A CHE SERVE QUESTO ORGANISMO SOCIALE?
L’Organismo Sociale ci rivolge ogni anno, durante le occasioni festive ( Natale – Pasqua) i suoi auguri deliziandoci con “graditissimi” confezioni/pacchi dono.
Sarà che siamo in tempo di crisi ( per chi?) ma ai lavoratori e alle lavoratrici, che sono quelli che subiscono le più feroci conseguenze, in termini di peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro e che, peraltro, si sono visti cancellare anche il diritto del rinnovo del contratto, vorremmo che gli fosse risparmiata la beffa e l’umiliazione di ricevere, da un’ Organismo che si definisce e si vuole sociale, pacchi “ dono” a dir poco indecorosi contenenti scarsità di prodotti, privi anche di quei dolci classici che appartengono alla tradizione festiva ( pandoro – panettone – spumante – torrone, ecc. ) per non parlare della scelta e della scarsa qualità dei prodotti stessi presenti al suo interno.
Ricordiamo che gli Organismi Sociali Aziendali si sostengono con il contributo delle lavoratrici e dei lavoratori e sono, peraltro Organismi elettivi, muniti di un regolare statuto e specifico bilancio (quali sono quelli della A.S.L.RM/D? ) che, non solo dovrebbero promuovere, gestire e garantire attività ed iniziative di partecipazione, pluralismo, solidarietà, oltre a quelle ricreative, assistenziali, formative, turistico e sportive, le cui iniziative ed attività dovrebbero essere sempre, e comunque, discusse e sottoposte a confronto e valutazione da tutti i soci in regola con il pagamento delle quote sociali non ignorando ed eludendo, peraltro, la partecipazione ed il confronto diretto con i dipendenti dell’Azienda ed il rapporto, ed il collegamento, con le R.S.U. Aziendali e con le strutture sindacali territoriali. Di tutto questo non si è mai vista minima traccia nella ASL RM/D….Come Mai?
Ci chiediamo, inoltre, come mai gli Organismi Sociali che, in quanto organismi elettivi, dovrebbero essere democraticamente e periodicamente rinnovati ( ogni tre anni, circa ) non vengono sottoposti regolarmente al rinnovo.
Come COBAS della ASL RM/D nel denunciare la beffa e l’umiliazione inflitta alle lavoratrici ed ai lavoratori con la VERGOGNA della consegna del “PACCO DONO NATALIZIO” valuterà l’ipotesi di promuovere una campagna di cancellazione dall’ Organismo Sociale della ASL RM/D sino a quando non verranno ripristinati e garantiti il rispetto di quei criteri e principi, per noi fondamentali, di trasparenza, democrazia e partecipazione al di fuori di qualsiasi calcolo e/o interesse di bottega.
giovedì 28 ottobre 2010
Problematiche e criticità C.S.M. di Via delle Sirene - Ostia
Dr. Andrea Balbi
Al Direttore f.f. D.S.M. XIII Municipio – II Distretto
Dr. Antonello D’Elia
Alla CPSE XIII Municipio
Sig.ra Manuela Ialongo
Al Responsabile Centro Diurno XIII Municipio
Dr.ssa Rosina Cursi
Al Responsabile U.O.P. C.S.M.
Dr. Massimo Di Colantonio
Al Coord. Del Servizio delle Professioni Sanitarie e Sociali
Dr. Andrea Tranghese
Al Direttore Area Risorse Umane e Affari Generali
Dr. Filippo Coiro
e p.c. Al Direttore Generale f.f. USL ROMA D
Dr. Maurizio Vittucci
Al Direttore Amministrativo USL ROMA D
Al Direttore Sanitario Aziendale USL ROMA D
Scrivente O.S. è venuta a conoscenza, dello spostamento dal C.S.M. di Via delle Sirene al Centro Diurno di Via Tagaste, della CPSI Moghetti Roberta. Tale provvedimento è stato adottato con nota prot. 95220 del 20/10/10, a firma della CPSE XIII Municipio Sig.ra Manuela Ialongo, per motivi riguardanti la riorganizzazione dei servizi psichiatrici, “conseguenza” dell‘ esito negativo della richiesta di “adesione volontaria” oggetto di un “bandino interno” del 12/10/2010, divulgato senza alcuna formalizzazione ufficiale, ma soprattutto senza la individuazione dei criteri di preferenza, dei requisiti e titoli che, eventualmente, si ritenessero necessari per il personale infermieristico da destinare al Centro Diurno di Via Tagaste.
E’ pertanto singolare, che le ragioni addotte per tale “spostamento” si riferiscano in modo generico a criteri di esperienza e competenza, non indicati, peraltro, nel suddetto “ bandino” emesso per l’assolvimento delle funzioni richieste e neanche mai valutate, precedentemente, al momento dell’ assegnazione di personale il presso il C.S.M..
E ci si chiede come mai, se si ritenevano necessarie particolari “conoscenze e competenze”, queste, non sono state precedentemente indicate ed esplicitate, com’era auspicabile e necessario, ed eventualmente, se non era peraltro opportuno adottare, nei tempi e nei modi utili, politiche specifiche di formazione e aggiornamento di tutto il personale presente nel servizio, proprio per rispondere alla suddetta ” esigenza”.
Si fa presente che un riferimento, così com’è stato evidenziato nella suddetta nota, riguardante riconosciute, e generiche “competenze ed esperienze”, non solo evidenzia una non chiarezza nella programmazione e nell’indirizzo progettuale del servizio, ma rappresenta una mortificazione delle professionalità, delle competenze, e della dignità stessa, delle/gli operatrici ed operatori del servizio che, si ricorda, hanno lavorato, ed ancora lavorano, in condizioni difficili, per garantire la funzionalità, l’efficacia e l’umanità del servizio.
Un servizio che, non bisogna dimenticare, svolge la sua azione e la sua attività in un territorio dove molteplici e profonde sono le condizioni di disagio e di malessere umano e sociale, anche in virtù di una esponenziale crescita edilizio abitativa e che, per l’appunto, necessita di interventi e progettualità capaci di affrontare e contenere tali difficoltà.
Tale crescita ha determinato un forte aumento della domanda di salute da parte dei cittadini/utenti, non accompagnata da un potenziamento dei servizi, ciò, anche a causa di una pesante carenza di personale riguardante tutte le figure professionali coinvolte ( Psicologi, Assistenti Sociali, Psichiatri, Infermieri ).
A tale proposito sarebbe interessante conoscere i dati riguardanti gli ambulatori del CSM del XIII° Municipio, in particolare i tempi di attesa delle prime visite, nonché delle relative prese in carico dei pazienti, per poter avere un quadro globale della situazione suddetta e per poter meglio valutare, in base alle carenze organiche esistenti, una più idonea distribuzione e collocazione degli operatori in rapporto alle esigenze complessive del Servizio tutto.
Scrivente O.S. non ignora, certamente le difficoltà e le criticità che impediscono l’effettivo potenziamento del Servizio in rapporto alle esigenze ed ai bisogni di salute dei cittadini/utenti, ma in ragione di ciò, si ritengono ancor più necessarie politiche di Gestione delle Risorse Umane e Professionali basate su principi e criteri oggettivi, di equità e trasparenza delle scelte effettuate.
Purtroppo, nella Azienda ASL RM/D, come questa O.S. ha già avuto modo di segnalare e denunciare, la politica di Gestione delle Risorse Umane e Professionali ( trasferimenti, incarichi, comandi, ecc.) è stata portata avanti, nel recente passato, al di fuori di ogni regola di diritto e trasparenza, senza criteri e priorità oggettive e programmatiche, da parte della Direzione Aziendale ed, in particolar modo, da alcune sue articolazioni, attraverso una precisa “Strategia di Gestione” ( v. note COBAS ASL RM/D del 29/05/2008, Prot. Aziendale n° 44753 e del 17/11/2008, Prot. n° 94759 )…..”, un’idea proprietaria e feudale della “ Cosa Pubblica”: una rete di piccoli/grandi interessi, particolarismi, clientele, che non esita ad usare forme sottili di “ pressione “ e di “ricatto” utilizzando, anche al di fuori di ogni regola di diritto e trasparenza, la Gestione delle Risorse Umane e Professionali, come strumento di “controllo totale”….”, ed, inoltre, “……L’inosservanza, la violazione sistematica, il mancato rispetto degli accordi sindacali, l’inadeguatezza, se non la vera e propria assenza di regole, normative e di strumenti che diano trasparenza e certezza del diritto, determinano, di fatto, comportamenti discrezionali generando nei lavoratori/trici, condizioni di completa sudditanza e sottomissione, inducendoli, in questo modo, a ricercare “ strategie “ personali e/o a rapporti esclusivamente personalistici, “ prigionieri” magari, di zelanti esponenti e Dirigenti Aziendali che pensano di possedere e, quindi, esercitare, in modo spesso autoritario, il Potere Assoluto nella vita e nei destini lavorativi delle persone, e/o di rappresentanti politici e sindacali, nella speranza e nell’aspettativa di potersi vedere riconoscere e affermare bisogni e diritti altrimenti negati.”
Tali politiche di gestione delle Risorse Umane e Professionali non potevano, proprio in virtù della pesante carenza di personale, non aggravare ulteriormente le difficoltà e le criticità già esistenti in tutti i servizi, reparti, ed uffici.
Questo stato di cose, secondo noi, ha finito per condizionare, incidere ed interferire sulla funzionalità e sull’efficacia dei vari servizi dentro i quali non possono certamente essere ignorate le scelte e le decisioni prese verso e nel CSM del XIII Municipio – Distretto 2.
Infatti, non si comprende come nel corso di questi anni, malgrado diventava sempre più complessa la richiesta di interventi da parte dei cittadini/utenti, non si sia provveduto ad integrare e potenziare il personale anche in ragione dei trasferimenti avvenuti dal CSM di via delle Sirene (circa nove unità infermieristiche) in altri servizi (compreso il Centro Diurno). Ci si domanda con quali criteri e con quali priorità si sono decisi in tutti questi anni trasferimenti, collocazioni di personale da un servizio e/o reparto ad un altro lasciando che, progressivamente, il CSM di Ostia, Via delle Sirene, venisse impoverito di risorse umane e professionali e, di fatto, depotenziato.
Ci si dovrebbe peraltro interrogare sulle molteplici domande di trasferimento giunte in questi ultimi due mesi, come quelle degli infermieri, di un assistente sociale, di due psicologi, e di un Responsabile U.O.S. del CSM. Pensiamo che, quando un fenomeno è così esteso, questo possa essere il segno di un disagio e di un malessere profondo. Tali difficoltà sono emerse, infatti, anche nell’Assemblea svoltasi il 18/10/2010 presso il CSM di Via delle Sirene, come rappresentato ampiamente da alcune operatrici/tori anche attraverso una Lettera Aperta. Tale situazione risulta aggravata da un deficit di comunicazione, di dialogo, da un’ assenza di percorsi di confronto e condivisione, in mancanza di procedure definite in modo chiaro e trasparente, all’interno del Servizio. Inoltre un peso, pensiamo, l’abbiano avuto anche alcune scelte riguardanti l’organizzazione e la funzionalità del servizio stesso, in particolare la revoca e l’assegnazione di diversi incarichi: come la revoca all’incarico dell’Assistente Sociale D.ssa Rosaria Forte e del Dirigente Psicologo Dott. Francesco Sollai, nonché l’incarico affidato al Coordinatore pro-tempore facente funzioni U.O.S. assegnato ad una figura professionale di recente inserimento al CSM nonostante nel Distretto ci fossero operatori con maggiore anzianità di servizio e, quindi, con quel legame, quel radicamento nel territorio di riferimento fondamentale nella complessa rete di relazioni umane, sociali e professionali.
La Scrivente O.S. ritiene che l’impegno, l’umanità e la professionalità degli operatori/trici siano elementi indispensabili ed irrinunciabili per evitare, o quanto meno contenere, disagi e disservizi per l’utenza, soprattutto nei momenti in cui un Servizio non è in grado di rispondere compiutamente ai bisogni e ai diritti di salute degli utenti stessi, per difficoltà legate anche ad una carenza di personale ed in un quadro generale di impoverimento in termini quantitativi e qualitativi del Servizio Socio Sanitario Pubblico.
Se viene, pertanto, a mancare il confronto, il coinvolgimento di coloro che direttamente operano ed intervengono sulle attività di prevenzione, di cura e di assistenza delle persone, questo non può non determinare disfunzioni e difficoltà che potrebbero invece essere evitate attraverso percorsi di condivisione e partecipazione. Ciò è quanto è stato rappresentato, appunto, da alcuni operatori/trici nella Lettera Aperta dove, a tale proposito, è stata chiesta l’apertura di un Tavolo di Confronto Permanente, nel rispetto dei ruoli e della dignità e professionalità di ognuno, soprattutto, nell’interesse dei cittadini/utenti.
Scrivente O.S. esprime, pertanto, preoccupazione per lo stato di profondo malessere e disagio presente maggiormente all’interno del CSM di Via delle Sirene e per il clima di tensione venutosi a creare già con l’ Assemblea del 28 settembre ed altresì aumentato dopo l’Assemblea successiva del 18 ottobre u.s..
In questo quadro lascia “perplessi” l’atteggiamento di quei Dirigenti che, con “spirito democratico”, hanno partecipato ad un momento di confronto e di dibattito voluto dagli stessi operatori/trici, senza coglierne, peraltro, il senso e le necessità espresse, e che, avendone la titolarità, le competenze e le responsabilità, non solo non hanno saputo cogliere quel disagio, quel malessere e le criticità presenti, ma hanno contribuito, con provvedimenti adottati senza alcun rispetto delle regole e di quei criteri di equità, di trasparenza e di professionalità, ad un ulteriore inasprimento dei rapporti e delle relazioni contrariamente a quell’idea di partecipazione e di democrazia che dovrebbe essere alla base di una corretta gestione del Servizio Pubblico.
Scrivente O.S, ribadisce, infine, la propria contrarietà verso tutti quei trasferimenti ed assegnazioni degli incarichi adottati e/o in via di definizione avvenuti senza tener conto di procedure, regole di trasparenza ed equità.
Per quanto riguarda, nello specifico, lo spostamento della CPSI Moghetti Roberta, ribadisce che, tale assegnazione è avvenuta in modo fortemente discrezionale non solo per l’assenza di un percorso di confronto e di condivisione all’interno del servizio, ma anche per la genericità, se non pretestuosità, con la quale tale provvedimento è stato adottato, senza tener conto di alcuna graduatoria e senza nessuna comparazione e/o valutazione di titoli e specificità professionali. In questo contesto appare, altresì evidente, che ad una richiesta di partecipazione e confronto è stato risposto attuando comportamenti ed azioni senza alcuna condivisione con gli operatori del servizio.
Scrivente O.S. nel segnalare e denunciare quanto sopra auspica interventi ed azioni tendenti a ripristinare un clima di dialogo e confronto in difesa della dignità umana e professionale di ciascun operatore/trice ed anche nell’interesse dei cittadini/utenti.
Distinti saluti
p. Il COBAS AUSL RM/D
I Delegati R.S.U.
Laura Mazzarella - Cesare Morra - Antonio Nocera
Prot. ASL RM/D n° 97432 del 27 ottobre 2010
Materassi antidecubito – C.P.O..
Dr. Maurizio Vittucci
Al Direttore Amministrativo
Al Direttore Sanitario Aziendale
Al Direttore Sanitario del C.P.O.
Dr.ssa Carla salvitti
Al Dirigente U.O.C. Prevenzione e Protezione
Dr. Vittorio Chinni
Al Direttore Area Risorse Umane e Affari Generali
Dr. Filippo Coiro
e,p.c. Alle/i Delegate/i del Coordinamento R.S.U.
Scrivente O.S. con la presente intende segnalare l’insufficienza e il grave stato d’usura dei materassi antidecubito ad aria, necessari all’assistenza per il trattamento delle mielolesioni, nella struttura sanitaria ospedaliera del C.P.O.
Tali presidi risultano essere ormai usurati a tal punto da non poter essere più riparati; si trovano, inoltre, nella condizione di dover essere dichiarati fuori uso e non potendo essere sostituiti da quelli nuovi perchè insufficienti rispetto al numero di pazienti ricoverati attualmente presso il C.P.O.
Scrivente O.S. ricorda che tale presidio è indispensabile all’assistenza delle mielolesioni per evitare l’insorgenza di ulcere da decubito, molto frequenti in questo tipo di paziente.
Si chiede, pertanto, che vanga sollecitata la fornitura dei presidi suddetti.
Nell’attesa di un sollecito riscontro, si porgono distinti saluti.
Prot. ASL RM/D n° 94921 del 20/10/2010
p. Il COBAS della ASL RM/D
le/i Delegate/i R.S.U.
Laura Mazzarella – Cesare Morra – Antonio Nocera
Programmazione soggiorni di vacanza utenti psichiatrici.
Dr. Maurizio Vittucci
Al Direttore Amministrativo AUSL Roma D
Al Direttore Sanitario Aziendale
Al Direttore del DSM AUSL RM D
Dr Andrea Balbi
Al Direttore Area Risorse Umane e Affari Generali
Dr. Filippo Coiro
Crediamo necessario ribadire l’importanza che Il Centro Salute Mentale, struttura complessa, ha nella prevenzione, cura e riabilitazione dei malati psichiatrici. Il Servizio fa parte del Dipartimento di Salute Mentale e, per la sua storia e la sua cultura, ha segnato una seria svolta riformatrice per i servizi socio-sanitari territoriali con un effettivo ed importante ruolo di riequilibrio ed integrazione tra gli interventi ed i servizi ospedalieri e quelli territoriali. Per sua natura, inoltre, ricopre una gamma molteplici d’interventi socio-sanitari con al centro la persona con difficoltà, il suo nucleo familiare e la comunità nel suo insieme.
In questo contesto, particolare importanza rivestono, per gli utenti psichiatrici, ai fini di un loro reinserimento sociale, nonchè per le loro famiglie, i soggiorni di vacanza. Infatti il Comune di Roma e quello di Fiumicino finanziano tali attività con proprie risorse economiche, che quest’anno, per quanto riguarda il comune di Roma, sono arrivati in ritardo generando un evidente disagio per gli utenti.
Questa O.S. chiede, ai fini di una visione più approfondita delle problematiche su esposte, di conoscere la programmazione ed il bilancio analitico di tale attività per i quattro distretti del dipartimento.
In attesa di un Vostro sollecito riscontro si porgono i più cordiali saluti.
Prot. ASL RM/D n° 94930 del 20/10/2010
p. Il COBAS AUSL RM/D
I Delegati R.S.U.
Laura Mazzarella - Cesare Morra - Antonio Nocera
lunedì 4 ottobre 2010
CAMBIANO I MUSICISTI MA LA MUSICA E' SEMPRE LA STESSA...
Il COBAS ritiene ingiustificabile e grave la decisione, da parte della Regione Lazio, in merito al mancato rinnovo dell’incarico a Commissario dell’AUSL RM/D, Dr.ssa Graziella Ansuini ( per quale motivo..?) incarico, ricordiamo, affidato temporaneamente dal 1 luglio u.s., in attesa della nomina definitiva dei Direttori Generali in tutte le Aziende Sanitarie del Lazio. . ..Ora abbiamo il ” Commissario” del Commissario…!!!
Tale decisione avviene in un momento già grave per la sanità laziale, in attesa, peraltro, di un riordino complessivo che non potrà non comportare ricadute sempre più dannose e pesanti sui Servizi Socio Sanitari Pubblici, per gli operatori e per i cittadini, anche in ragione delle proposte di riordino della Rete Ospedaliera che porteranno al ridimensionamento e al taglio ( circa 2800 ) dei posti letto e alla chiusura di circa 24 ospedali, determinando, peraltro, in modo particolare, un gravoso squilibrio tra il Centro e le Province del Lazio.
Ci sembra un’ulteriore beffa, oltre al danno, far prevalere ancora una volta pratiche, logiche e manovre spartitorie, frutto di equilibri ed appetiti politici che poco hanno a che fare con i bisogni e le necessità di funzionalità e razionalità della Gestione della Salute Pubblica.
Pertanto non possiamo che denunciare questo stato di cose e chiamarlo con il suo vero nome…: …LOTTIZZAZIONE…!!!
La lottizzazione è una degenerazione gravissima che ha sempre caratterizzato il Servizio Sanitario Nazionale e che è andata sempre più affermandosi con l’introduzione della figura dei Direttori Generali nelle Aziende Sanitarie ed Ospedaliere con i quali si è cercato, apparentemente, di dare risposte, in nome dell’efficienza e dell’efficacia, ad un’idea di gestione di carattere privatistico e falsamente manageriale; come se i diritti e, soprattutto, la salute delle persone potessero essere considerati una merce, un bene di consumo, ma che, di fatto, per il ruolo e per il potere monocratico e assoluto assegnato ai Direttori Generali, non solo ha finito per mortificare, soffocare e reprimere quell’idea di gestione democratica e partecipata della Cosa Pubblica, che era nello spirito riformatore della L.833/78, ma ha finito per diventare strumento ed elemento di occupazione e spartizione dello Stato da parte dei partiti con tutte le conseguenze degenerative verso quei fenomeni di dominio, clientelismo ed autoritarismo, che questo sistema ha determinato.
I Direttori Generali, nello svolgimento del loro ruolo, hanno dimostrato, sino ad oggi, che non hanno idea di cosa sia la “ Cosa Pubblica”, il Servizio e il Bene Pubblico; non considerano la necessità, l’opportunità che, per poter rendere più efficienti, più efficaci e, soprattutto, più umani l’insieme dei servizi socio sanitari dedicati alla cura e all’assistenza delle persone e per cercare di farli meglio funzionare e per rispondere appieno alle esigenze, ai bisogni ed ai diritti di salute delle persone, questi hanno bisogno di essere “ Governati” attraverso percorsi, processi e gli strumenti della pratica della Democrazia e della Partecipazione, con il coinvolgimento diretto ed indispensabile di tutte quelle competenze, quei saperi, quelle sensibilità presenti all’interno del Servizio Pubblico rappresentato dalle molte e molti operatrici ed operatori che vi lavorano.
Il COBAS della AUSL RM/D, nel denunciare, ancora una volta, questo stato di cose che genera ed aggrava ulteriormente la confusione e il disorientamento nella Gestione del Servizio Sanitario Pubblico, rinnova il suo impegno, al di fuori di qualsiasi opportunità e compatibilità politico/sindacale/aziendale, in difesa delle condizioni di vita e di lavoro delle/dei lavoratrici/tori, del Servizio Pubblico e del Diritto alle cure e alla Salute per tutte/i i cittadini.