mercoledì 31 agosto 2011

Trasferimenti/mobilità personale infermieristico Presidio Ospedaliero G.B.Grassi.


Al Direttore Generale AUSL Roma D
Prof. Ferdinando Romano
Al Direttore Sanitario Aziendale
Dr.ssa A. Rosalba Buttiglieri
Al Direttore Sanitario P.O. G.B. Grassi
Dr.ssa Paola Masala
Al Coordinatore dei Servizi delle Servizi delle Professioni
Sanitarie e Sociali
Dr. Andrea Tranghese
Al Coordinatore S.A.I. P.O. G.B. Grassi
Sig. Luciano Pietrarelli

e,p.c Al Consiglio delle/i Delegate/i R.S.U

.
Scrivente O.S., è venuta a conoscenza, solo oggi, del trasferimento di una CPSI, avvenuto in data 03/04/2011, dal Pronto Soccorso dell’Ospedale G.B. Grassi al Reparto di Emergenza e Terapia Sub Intensiva dello stesso Ospedale.
Il provvedimento avrebbe contestualmente determinato anche il passaggio di un’altra CPSI dallo stesso reparto di Emergenza e Terapia Sub - Intensiva al Pronto Soccorso.
Non si comprendono le ragioni, né tantomeno l’opportunità, di tali spostamenti in considerazione anche del fatto che i provvedimenti hanno riguardato operatrici con diversa tipologia di contratto: infatti l’unità infermieristica che era in servizio presso il P.S., è assunta con contratto a tempo indeterminato, mentre l’altra unità si trova ancora a tempo determinato, per sostituzione maternità, con contratto in scadenza ( 30/09/2011 ).
Cosa accadrà nell’eventualità, chiaramente non auspicabile, che all’operatrice trasferita al P.S. non venga rinnovato il contratto in scadenza?
E’ utile ricordare che, proprio per permettere l’attivazione del reparto di Sub Intensiva, furono utilizzati inserimenti/assunzioni di figure professionali infermieristiche con contratto a tempo determinato, stipulati a seguito della nota campagna antinfluenzale H1N1.
Non vorremmo, invece, che tra le ragioni di tali spostamenti ci fosse il tentativo, di cercare di creare “condizioni di stabilità” al reparto di Emergenza e Terapia Sub - Intensiva, nell’eventualità che non siano rinnovati i contratti in scadenza, assegnando, allo stesso, personale prelevato da altri servizi e altri reparti, aggirando così il problema, senza affrontarlo come si dovrebbe, ma anzi eludendo quella che è la vera questione della carenza del personale; pensiamo invece che sarebbe necessario adottare, anche in questa situazione di difficoltà economico/finanziaria, quei provvedimenti che possano almeno assicurare gli attuali livelli di assistenza, attraverso la proroga dei contratti in scadenza, la sostituzione continuativa di tutto il personale in maternità ed il reintegro del personale sospeso a vario titolo.
Se così fosse, si sono pensate le conseguenze che tale sciagurata ipotesi potrebbe creare per quei reparti e, in questo caso, per il Pronto Soccorso già fortemente carenti di personale?
Non può tale decisione, quindi, non suscitare stupore, perplessità e particolare preoccupazione per la completa assenza di procedure, come quelle, per esempio, di avvisi di mobilità e graduatorie, che avrebbero permesso ad altre/i lavoratrici/tori di poter concorrere, tenuto conto, soprattutto, che il Pronto Soccorso è un reparto dove si verificano circa 70000 accessi l’anno e dove le/gli operatrici/tori, proprio per la carenza e l’insufficienza del personale, sono costretti a svolgere il proprio lavoro in condizioni di estremo disagio e difficoltà, sottoposti a ritmi e carichi di lavoro inumani e, quindi, costretti ad inevitabili condizioni di stress ( burnout).
Questa O.S. ha più volte avuto modo di segnalare e denunciare le problematiche riguardanti le politiche, l’uso e la gestione delle Risorse Umane e Professionali all’interno della Asl Rm/D, sottolineando come queste (assunzioni, mobilità, trasferimenti, comandi, ecc.,) necessitavano di interventi adeguati in grado di garantire, in modo oculato ed appropriato, sia un’equa distribuzione e razionalizzazione delle stesse in rapporto ai ruoli, alle qualifiche, alle competenze e alle professionalità nelle rispettive assegnazioni e collocazioni, sia il rispetto di quei criteri e quei principi di correttezza e trasparenza ( graduatorie, avvisi e bandi di mobilità, ecc.) necessari per assicurare certezza e tutela del diritto, nonché dignità umana, professionale/lavorativa a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori.
Quanto avvenuto, invece, sembra ripercorre strade e modalità già conosciute che contrastano, non solo con i principi di correttezza, trasparenza e buona fede, ai quali un’amministrazione pubblica deve richiamarsi, ma, sembrerebbero, essere anche in contrasto con le stesse intenzioni espresse dalla Direzione Aziendale e che, si presume, fossero all’origine dell’emanazione delle circolari del 14/01/2001, Prot. n° 3379 e della successiva integrazione del 23/02/2011, Prot. n° 17695. Tali circolari, emanate anche in virtù dei Programmi Operativi 2011 – 2012 della Regione Lazio, in merito alla ricognizione del personale e allo scopo indubbiamente di “recuperare”, ottimizzare le risorse umane e professionali esistenti, stabilivano che….” ogni trasferimento interno deve essere preventivamente autorizzato dalla Direzione Generale”.
Scrivente O.S. ritiene, pertanto, tali spostamenti di personale, disposti senza aver prima definito, in modo leggibile e trasparente, criteri, priorità e modalità degli stessi, in rapporto alle esigenze e alle priorità dei vari servizi e reparti, immotivati, discrezionali ed arbitrari e si riserva di segnalare qualsiasi incompatibilità e disservizio che dovesse, eventualmente, verificarsi.
Scrivente O.S. chiede, infine, che vengano attivate tutte le iniziative e le procedure necessarie affinché, alle unità lavorative in servizio a tempo determinato, possa essere rinnovato il contratto, onde evitare ulteriori, gravi e profonde carenze di personale con pesanti ricadute sui servizi e sui reparti e, quindi, sulle stesse condizioni di salute dei cittadini/utenti. Distinti Saluti
Prot. Asl Rm/D
n° 79268 del 25/08/2011
p. il Cobas Asl Rm/D
le/i Delegate/i R.S.U.
Laura Mazzarella - Cesare Morra - Antonio Nocera

Servizio di pulizia e sanificazione ambientale: riduzione attività


Al Direttore Generale Asl Roma D
Prof. Ferdinando Romano
Al Direttore Sanitario Aziendale
Dr.ssa Anna Rosalba Buttiglieri
Al Dirigente U.O.C Acquisizione Forniture Beni Servizi
Dr.ssa Diana Pasquarelli
Al Dirigente U.O.C. Amministrativa PP.OO. Grassi CPO
D.ssa Paola Savina
Al Direttore del Dipartimento di Prevenzione
Dr. Claudio Fantini
Al Direttore Area Risorse Umane e Affari Generali
Dr. Filippo Coiro
e p.c Al Consiglio delle/i Delegate/i R.S.U




Scrivente O.S., è venuta a conoscenza che, a seguito di recenti disposizioni della Direzione della Asl Rm/D, sono state ridotte, da qualche settimana, le attività di pulizia e sanificazione ambientale, espletate dalle ditte appaltatrici, presso alcune strutture/locali e servizi, specificatamente a quelle che fanno riferimento ad alcune tipologie di superfici/spazi.
Pur consapevoli che tali decisioni aziendali sono dettate dalla necessità di dare applicazione al Piano di rientro, imposto dalla Regione Lazio, che chiede, tra l’altro, alle Aziende Sanitarie la realizzazione di un ulteriore risparmio del 10% sugli acquisti di beni e servizi, rispetto ai costi sostenuti nel 2010, non possono non sollevarsi alcune obiezioni e preoccupazioni in merito alle misure adottate.
Infatti, le possibili conseguenze derivanti da tale disposizione sono quelle di non veder garantite quelle condizioni di igiene e salubrità, nonché di decoro, che necessariamente devono mantenersi nei luoghi di lavoro che, si ricorda “…….devono essere sottoposti a regolare pulitura, onde assicurare condizioni igieniche adeguate” (art.64 – d.lgs.81/08). Il diritto alla salubrità nei rispettivi luoghi di lavoro, è una manifestazione del diritto alla salute sancito nella Costituzione Italiana, e deve ritenersi, fondamentale anche per il rispetto della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori che vivono una parte considerevole della loro giornata in tali ambienti senza trascurare il fatto che alcuni degli uffici interessati sono aperti anche al pubblico e, quindi con una maggiore necessità di interventi.



Cosa che non può, inoltre, non essere sottolineata è quella della pulizia dei bagni e dei servizi igienici che richiedono pulizie e sanificazioni quotidiane.
Probabilmente le limitazioni imposte andranno a determinare un peggioramento delle condizioni igieniche nei spazi/luoghi di lavoro, soprattutto con la ripresa del lavoro a pieno regime dopo le ferie estive e, quindi, un disagio per le/gli operatrici/tori/, questo anche in considerazione del fatto che i livelli dei servizi affidati alle ditte esterne erano, già prima della recente restrizione, il risultato di appalti che nel corso del tempo sono stati sempre più progressivamente orientati ed improntati a logiche e criteri di estremo risparmio.
I tagli nei fondi destinati a tali servizi, potrebbero, inoltre, avere ripercussioni sugli standard di qualità delle attività di pulizia giornaliere e/o periodiche, per la stessa necessità da parte delle ditte di dover operare un ulteriore razionalizzazione e risparmio nel tentativo di recuperare quella parte di utili sacrificati dalla applicazione delle nuove disposizioni.
Scrivente O.S. intende, inoltre, sottolineare, un’ulteriore aspetto, che non può essere trascurato, ed è quello delle possibili ricadute che tale provvedimento può comportare dal punto di vista occupazionale per il personale addetto a tali servizi: ossia, il rischio di vedersi collocato, a causa della riduzione dell’orario di lavoro, in cassa integrazione o di perdere il lavoro stesso.
Questa O.S. auspica, pertanto, che ogni rimodulazione del servizio di pulizia venga programmato e organizzato nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia di igiene e pulizia nei luoghi di lavoro tenendo conto, oltre alla necessità di provvedere al contenimento della spesa, alla necessità dell’individuazione e dell’adozione di efficienti ed efficaci sistemi di verifica e di controllo sui servizi resi per poter meglio garantire livelli quantitativi/qualitativi adeguati delle prestazioni.
Distinti saluti

Prot. AUSL RM/D
n° 78.678 del 23/08/2011




p. il Cobas Asl Rm/D
le/i Delegate/i R.S.U.
Laura Mazzarella - Cesare Morra - Antonio Nocera

Presidio Sant’Agostino – Progetto Casa della Salute della Donna e del Bambino – destinazione / collocazione attività e Servizi.

Al Presidente e Commissario alla Sanità della Regione Lazio
On. Renata Polverini
Al Direttore Generale AUSL Roma D
Prof. Ferdinando Romano
Al Direttore Sanitario Aziendale
Dr.ssa A. Rosalba Buttiglieri
Al Direttore del Distretto Municipio XIII
Dr.ssa Daniela Sgroi
Al Direttore Area Tutela della Donna e del Bambino
Dr. Pierluigi Palazzetti
Al Direttore del Dipartimento di Prevenzione
Dr. Claudio Fantini
Al Direttore f. f. U.O.C.I. Salute della Donna e del Bambino
Dr.ssa Patrizia Musacchio
Al Dirigente Responsabile U.O. Tutela Salute Mentale e
Riabilitativa Età Evolutiva
Dr. Enrico Nonnis
Al Dirigente U.O.C. Gestione Patrimonio Immobiliare
Ing. Domenico Di Nino
e,p.c Al Comitato a Difesa della Casa del Parto e dei
Servizi Materno - Infantile
Al Consiglio delle/i Delegate/i R.S.U


Questa O.S., ha avuto modo di rappresentare più volte in passato, attraverso diverse segnalazioni, la problematica della carenza e dell’inadeguatezza delle strutture nel Distretto Sanitario del XIII Municipio.
Particolare attenzione è stata rivolta al Presidio Sant’Agostino di Ostia in merito al trasferimento e alla sistemazione dei servizi lì precedentemente collocati ( v. Consultorio Familiare di Ostia, l’Immunoprofilassi / Vaccinazioni, TSMREE, Comavi, ex Medicina Preventiva) e per quanto riguarda la ripresa dei lavori stessi dopo la nota sospensione ( tra quelle inviate le note del 7.09.2010, Prot. Asl n° 80838 e del 14/01/2011 Prot. Asl n° 3329 Rm/D).
Nelle note si chiedeva, tra l’altro, di poter conoscere le intenzione e la programmazione Aziendale in merito alla realizzazione del Progetto della “Casa della Salute della Donna e del Bambino”, motivo stesso dello stanziamento e del finanziamento dei lavori di ristrutturazione e, soprattutto, di conoscere, viste le enormi difficoltà e gli evidenti disagi nei quali attualmente operano i servizi sopra indicati, i tempi e le modalità della definitiva ricollocazione dei Servizi lì precedentemente esistenti.
Tali questioni e le relative problematiche sono state anche al centro di partecipate iniziative pubbliche con richieste di chiarimenti e sollecitazioni da parte di molte realtà del Territorio ( v. Comitato a Difesa della Casa del Parto e dei Servizi Materno Infantile ) che hanno visto anche l’interessamento delle forze politiche del XIII Municipio.
Malgrado ciò a tutt’oggi, al di là di alcune generiche notizie, peraltro diramate e apparse a mezzo stampa, nessuna formale comunicazione ed informazione è pervenuta e non si sono potuti, quindi, conoscere nè i tempi certi dell’ultimazione dei lavori, né, tantomeno, fatto ancora più grave, le modalità di attuazione, con l’individuazione e l’assegnazione di spazi idonei ed adeguati, come previsto nel Progetto originale e dalle norme esistenti riguardanti l’accreditamento delle strutture sanitarie, della sistemazione e ricollocazione dei servizi, soprattutto, di quelli lì precedentemente esistenti quali il Consultorio Familiare di Ostia, il TSMREE, l’Immunoprofilassi/Vaccinazioni, oltre a quella fondamentale, ed imprescindibile, della destinazione e del pieno utilizzo della struttura pubblica Sant’Agostino.
Tra le intenzioni manifestate dall’Azienda, sempre a mezzo stampa ( Il Nuovo Giornale di Ostia del 12/07/2011 dopo di quello sul Messaggero del 2/09/2010 ) ci sarebbe quella del trasferimento, dei servizi e delle attività legate agli ambulatori di Medicina Specialistica, dalla sede di Via Paolini al presidio Sant’Agostino. Tale trasferimento sarebbe determinato dalla necessità di realizzare i lavori di ristrutturazione, soprattutto, quelli per la messa in sicurezza della struttura stessa, lavori peraltro già preventivati, annunciati e rinviati da tempo.
Questa O.S. esprimeva, a tale proposito, e specificatamente nella nota del 7.09.2010, Prot. Asl n° 80838, il timore che tale decisione, senza le opportune garanzie sui tempi, sui modi e, soprattutto sulla temporaneità del trasferimento in questione, in merito ai lavori di ristrutturazione della sede di Via Paolini, potesse compromettere, non solo il progetto della Casa della Salute della Donna e del Bambino, ma anche ostacolare un’adeguata ed idonea ricollocazione all’interno del Sant’Agostino, di quei servizi che lì si trovavano e che attualmente operano con particolari difficoltà e con enormi disagi per le/gli operatrici/tori e, soprattutto per i cittadini/utenti.
Timori e preoccupazioni che, oggi trovano fondamento anche nel fatto che al Progetto della Casa della Salute della Donna e del Bambino non è stata data definizione certa sia in merito ai servizi e alle specifiche attività che lì dovrebbero svolgersi, sia in merito all’individuazione delle risorse umane e professionali necessarie alla sua completa realizzazione e, di conseguenza, al pieno e completo funzionamento della struttura stessa secondo quanto già previsto ed approvato.
Si ricorda che il Progetto della Casa della Salute della Donna e del Bambino rispondeva agli obiettivi strategici del Piano Sanitario Nazionale 2003 – 2005 e agli obiettivi legati alla riorganizzazione e al potenziamento dei Servizi Territoriali con particolare riferimento a quelli riguardanti l’Area Materno Infantile e dell’Età Evolutiva. Ed è con queste premesse che venne individuato, una volta ristrutturato, il Sant’Agostino come un idoneo specifico spazio fisico per ospitare la Casa della Salute della Donna e del Bambino e il Centro per il bambino autistico.
Progetto, questo, che si inserisce, oltretutto, in un contesto territoriale, quello del Comune di Fiumicino e del Municipio XIII, già carente di servizi e che ha visto realizzare nel corso degli anni una forte crescita ed espansione edilizio/abitativa, peraltro ancora in continuo e crescente divenire, con una significativa presenza di donne, di coppie giovani e con indici di natalità molto elevati.
Dopo la nota sospensione, la ripresa dei lavori lascia pensare che sia imminente la consegna della struttura ( novembre 2011? ) ma la mancanza di chiarezza e di trasparenza da parte della Regione Lazio e della Direzione Aziendale, nel far conoscere formalmente le intenzioni, i programmi ed i progetti e la più totale assenza di un confronto per cercare di realizzare un percorso condiviso con le parti sociali, le realtà del territorio e le/gli operatrici/tori, rischiano di trasformare la Struttura/Presidio Sant’Agostino in “Terreno di Conquista” privo di uno studio razionale e funzionale oltre che di una sua effettiva progettualità capace di tener conto dei reali bisogni di salute del Territorio.
Tale situazione può determinare, in assenza di una necessaria ed ineludibile visione d’insieme nell’organizzazione e nella programmazione socio/sanitaria territoriale, la spinta ad assecondare interessi ed esigenze che, se pur avrebbero una qualche ragione e legittimità, rischiano di compromettere non solo il Progetto originario, per il quale è stata finanziata la ristrutturazione, ma la giusta, idonea e funzionale collocazione di quei servizi lì precedentemente esistenti.
Scrivente O.S. riterrebbe, grave, pertanto, qualora corrispondesse al vero, l’esistenza di un “Piano Operativo Aziendale dei Servizi Territoriali e Distrettuali” in merito all’utilizzo del Sant’Agostino che, cancellerebbe, di fatto, il Progetto della Casa della Salute della Donna e del Bambino senza, peraltro, aver preventivamente informato, interessato ed investito sia le/gli operatrici/tori, i cittadini/utenti e tutte quelle realtà che nel Territorio direttamente operano e vivono.
Si ricorda, a tale proposito, che questa O.S. ha già rappresentato più volte in passato, attraverso una serie di note, la necessità di politiche volte all’individuazione e alla realizzazione di spazi e strutture dove potenziare e collocare quei servizi socio – sanitari primari, necessari alla tutela della salute e, di conseguenza, al miglioramento della qualità della vita delle persone, ribadendo la necessità e la priorità di dare giusta ed idonea sistemazione a quei servizi sopra indicati, ricordando, inoltre, che, in particolare, per quanto riguarda il Consultorio Familiare di Ostia sono state presentate dettagliate e specifiche note di segnalazione (del 15/12/2008 Prot. Asl n°103823 – del 23/06/2009, Prot. Asl n° 57806, del 09/02/2011, Prot. Asl n° 12268) e, pertanto, la sua futura sistemazione, all’interno del Sant’Agostino, non può non rispettare e osservare quei requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi previsti dal Decreto della Regione Lazio n° 90 del 10/11/2010.
Situazione altrettanto delicata quella riguardante il TSMREE e il Servizio Immunoprofilassi/ Centro vaccinale.
Lo spostamento e la ricollocazione, presso il Sant’Agostino, dei servizi suddetti non può non tener conto delle loro singole e specifiche esigenze e necessità anche attraverso uno studio e un’analisi che sappia considerare e superare le difficoltà, le criticità ed i disagi attualmente esistenti.
In particolare, per quanto riguarda il TSMREE, l’attuale collocazione (sede ANFFAS di Via del Sommergibile ) se pur ritenuta dignitosa rispetto a quella, che fu in passato inizialmente individuata ( Via U. Cagni) risulta insufficiente e non risponde chiaramente a quei requisiti e a quell’esigenza di luogo/spazio dove i pazienti, portatori di svariate e specifiche patologie, di diverse fasce di età, possano essere accolti, visitati, curati e seguiti in modo idoneo e funzionale al percorso terapeutico ed al progetto riabilitativo necessario, insieme al nucleo familiare.
Situazione altrettanto disagevole quella del Servizio Immunoprofilassi/Centro vaccinale, che avrebbe la necessità di 7/8 stanze ed ampie sale d’attesa, ma che attualmente è collocato presso parte dei locali di V.le Vasco De Gama / Via delle Repubbliche Marinare dove le/gli operatrici/tori sono costretti a svolgere la loro attività in spazi angusti ed insufficienti, e dove, gli stessi cittadini/utenti e molte mamme con bambini in passeggino, sono costretti a sostare, a causa dell’insufficienza dei locali e dell’inadeguatezza della sala d’attesa, all’esterno della struttura cercando di trovare sistemazione lungo uno strettissimo marciapiede da dove, peraltro, provengono miasmi irrespirabili per la presenza di grate che si affacciano sugli impianti idraulico/fognari condominiali e quindi sicuramente insalubri in particolar modo per i bambini presenti.
Scrivente O.S. considererebbe, pertanto, inaccettabile ed ingiustificabile qualsiasi scelta o provvedimento che non tenesse conto degli spazi necessari per ciascun servizio, con l’assegnazione di un numero sufficiente ed idoneo di stanze per garantire non solo un appropriato e funzionale svolgimento del ruolo e delle funzioni istituzionali dei servizi suddetti, ma anche il rispetto della dignità umana, lavorativa e professionale delle operatrici e degli operatori, nonché per rispondere alle esigenze, ai bisogni, ai diritti e per tutelare il diritto alla salute e la dignità stessa dei cittadini/utenti.
Scrivente O.S. nell’esprimere, infine, il più totale rammarico e disappunto per l’assenza di un confronto su tali problematiche, malgrado questo fosse stato più volte richiesto e sollecitato anche dalle realtà del Territorio come il Comitato a difesa della Casa del Parto e dei Servizi Materno Infantile, dichiara la sua più netta contrarietà a decisioni e scelte che potrebbero determinare la cancellazione del Progetto della “ Casa della Salute della Donna e del Bambino” e che, in modo particolare, potrebbero altresì comportare limitazioni e difficoltà per quei servizi che, operando nelle più totali difficoltà e nel più profondo disagio, sono da anni in attesa di una definitiva idonea e dignitosa sistemazione.
Scrivente O.S. si riserva, in ogni caso, di intraprendere tutte le iniziative per segnalare e denunciare qualsiasi criticità, limitazione, disservizio e disagio che verranno a determinarsi.
Distinti saluti
Prot. Asl Rm/D
n° 78455 del 22 Agosto 2011

p. il Cobas Asl Rm/D
le/i Delegate/i R.S.U.
Laura Mazzarella - Cesare Morra - Antonio Nocera

I Cannibali

Dal 2009 cinquecentomila posti di lavoro in meno, solo quest’anno sono stati novantamila, ed il futuro non lascia intravedere, vista la possibile recessione, nessuna inversione di tendenza, questo mentre il Governo con l’ ennesima manovra economico-finanziaria, con il decreto di agosto, aggira, e di fatto cancella l’art.18, rendendo più facili i licenziamenti, annullando il Contratto Nazionale e sacrificando, in nome della crisi, diritti fondamentali delle lavoratrici e dei lavoratori (abolizione del 25 Aprile, 1 Maggio e delle festività civili, pagamento delle tredicesime subordinato al raggiungimento degli obiettivi, trasferimenti più facili, slittamento di 24 mesi del pagamento del TFR etc. etc. …) smantella, inoltre, i servizi sociali , privatizza e svende servizi, beni e patrimonio pubblico …….

E questo senza alcun intervento sulle ricchezze e sui patrimoni…..

Ora, non contenti, come cannibali, cercano anche di spolpare tutto ciò che è rimasto, pensano di rimettere mano alle pensioni, innalzando l’età pensionabile ed ipocritamente sostengono, mentendo sapendo di mentire, che tali interventi saranno di aiuto, non solo per affrontare e risolvere la crisi, ma anche ai giovani, mentre neanche nel più lontano orizzonte si intravede una politica che aumenterà l’occupazione e che favorirà la stabilizzazione dei migliaia dei giovani precari, attualmente esistenti.

In questa situazione, la CGIL, come se nulla fosse accaduto in questi mesi, e dopo aver firmato, con la CISL, la UIL, l’ UGL e la Confindustria un documento comune, minaccia di indire uno sciopero, inviando anche una lettera a CISL e UIL, ....

Ma per dire cosa?? Su quali punti, e con quali contenuti?

In realtà, pensiamo, stiano agendo non per contrastare realmente la manovra, la sua filosofia ed i suoi contenuti, ma per favorire ed accompagnare operazioni politiche, mascherate da possibili “Governi Tecnici e/o di Responsabilità” che di fatto non costituiranno una vera alternativa politica e sociale e pertanto non saranno in grado di affrontare le vere cause della crisi, che è soprattutto crisi di sistema e che, quindi, non può essere affrontata, né tanto meno risolta, con sotterfugi, accorgimenti di facciata, e, soprattutto, con le stesse politiche che l’hanno determinata.

Noi riteniamo, invece, sia necessario sviluppare tutte le iniziative possibili per realizzare un movimento di massa che, partendo dai Territori e dai posti di lavoro, sappia far nascere e crescere una forte mobilitazione per contrastare, impedire la definitiva approvazione di queste odiose misure e la realizzazione di una vera e propria devastazione sociale, in difesa dei diritti, della dignità e della libertà.
21 agosto 2011
Cobas Asl Rm/D

mercoledì 22 giugno 2011

“Domati” con lo zuccherino ….?!!!

Ogni anno si ripropone, per il Territorio del XIII Municipio del Comune di Roma e per il Comune di Fiumicino il problema dell’emergenza estiva nelle strutture e nei Servizi Socio Sanitari con particolare riferimento all’Ospedale G.B. Grassi di Ostia.
Ma si tratta di vera emergenza stagionale? O ci troviamo, invece, dinnanzi ad una “normale” drammatica ordinaria quotidianità?
La grave carenza di personale (medico, infermieristico, ausiliario, tecnico, amministrativo, ecc.) che investe i servizi e le strutture pubbliche, aggravata ulteriormente e pesantemente dal blocco delle assunzioni e del turn-over, sottopone le/gli operatrici/operatori a ritmi e turni di lavoro insostenibili, se non a rischio e a danno della loro stessa salute nonché di quella degli stessi cittadini/utenti, non garantendo, peraltro, i livelli essenziali di assistenza e, quindi, il pieno diritto alla salute.
Se mettiamo da parte i consueti e roboanti annunci, i proclami e le rituali denunce sulla ormai costante “emergenza estiva” negli Ospedali e nei Servizi Socio Sanitari e i fantomatici “stati di agitazione”, dovremmo riflettere, ragionare, e da qui partire, sui processi in atto che investono il Servizio Socio Sanitario Pubblico Nazionale.
Gli stessi Piani di Rientro economico e finanziario, frutto e conseguenza di gestioni e di politiche inadeguate, sia da parte dei Governi di Centro-Destra che di Centro-Sinistra e la riorganizzazione della Rete Ospedaliera, stanno determinando un pesante ridimensionamento dei Servizi Socio-Sanitari Pubblici con una diminuzione dei posti letto e la chiusura di vari reparti ospedalieri, senza che questa sia stata preceduta ed accompagnata da una reale programmazione legata ai bisogni e alle esigenze di salute della popolazione e, soprattutto, ad un potenziamento dei Servizi Socio-Sanitari Territoriali, favorendo i processi e le politiche di deospedalizzazione e di integrazione socio-sanitaria.
La logica che ha accompagnato tali politiche è stata sempre quella di “fronteggiare” le problematiche e le criticità non affrontando, ma anzi lasciando irrisolte, le vere e gravi carenze e criticità divenute di fatto emergenze quotidiane ad iniziare dalla cronica carenza di Risorse Umane e Professionali all’interno dei vari reparti e dei vari servizi.
Bisogna sottolineare inoltre che richiedere ulteriori sacrifici economico-finanziari alla AUSL RM/D, già fortemente penalizzata da un inadeguato trasferimento di risorse (383 euro pro-capite rispetto, ad esempio ai 1.075 della AUSL di Latina) significa costringere al collasso se non alla vera paralisi l’insieme del sistema dei Servizi Socio - Sanitari - Tecnici - Amministrativi della Azienda Usl RM/D.
Proprio per questo pensiamo che bisogna assumersi la responsabilità politica e gestionale di rigettare ulteriori richieste di contrazione della spesa, in particolar modo di quella riguardante il personale, adottando da subito quei provvedimenti ad oggi possibili quali la sostituzione del personale in maternità e il reintegro delle/dei lavoratrici/tori sospesi a vario titolo.
Come si risponde a questa situazione?… Con il Progetto “Estate Sicura”?...Sic .!!!
In cosa consiste?..........Bastone e zuccherino!!!
La Direzione Generale, infatti, attraverso le sue articolazioni (vedi Responsabili e Dirigente SAI ) per “risolvere” il problema ha escogitato la “trovata”, peraltro non troppo originale, in quanto già adottata negli anni passati, di dare degli incentivi agli/alle operatori/trici che svolgono il proprio servizio articolato sui tre turni lavorativi (h. 24).
L’incentivo è di circa 28 Euro per gli infermieri e di circa 23 Euro per gli OSS e ausiliari, per un massimo di 25 ore, tutto il resto rientra nello straordinario.
Peraltro non si capisce con quale criterio, quale analisi, con quale priorità e con quale ragionamento siano stati individuati alcuni reparti e non altri oltre ad essere stati esclusi ( almeno inizialmente ) Servizi Ospedalieri e Territoriali quali il CPO, i Nuclei di Cure Primarie, ecc. ecc..
Con chi sono state concordate tali misure, che incidono sull’organizzazione del lavoro, sulle condizioni di vita e di lavoro, nonché sulla qualità dell’assistenza ai cittadini/utenti?
Forse in qualche stanza segreta dove è consuetudine intraprendere oscure ed ambigue relazioni sindacali? E se così non è stato, le OO.SS. e la RSU, dopo aver minacciato e proclamato fantomatici “Stati di Agitazione”, non hanno nulla da dire in proposito?
O forse si preferisce, ergersi a paladini dei lavoratori spacciando per conquiste, forme di ricatto e sfruttamento, attraverso la monetizzazione e la mercificazione del rischio? Ma costoro non sono gli stessi che hanno sancito e sottoscritto accordi e contratti che hanno contribuito a rendere più incerte e difficili le condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori?
Si ricorda a tutti Lor Signori che il lavoro straordinario non può essere utilizzato come fattore ordinario di programmazione del lavoro ( art.34 CCNL del 7.04.1999 ) e che lo stesso dovrebbe avere, sempre e comunque, carattere di eccezionalità. Ci troviamo, invece, di fronte ad un perenne ricorso preventivo, continuativo, e oramai “istituzionalizzato”, dell’orario di straordinario che, oltre a non coprire la gravi carenze di organico esistenti, comporta per gli/le operatori/trici, un aumento dei carichi e dei ritmi di lavoro che divengono ancor più gravosi e stressanti in considerazione dei particolari compiti e mansioni che gli stessi debbono svolgere nei vari reparti e servizi.
Comprendiamo che le lavoratrici ed i lavoratori, di fronte alla grave crisi economica e nella condizione data di dover in ogni caso svolgere il proprio lavoro, rinunciando e sacrificando i propri tempi di vita (la famiglia, gli amici, gli affetti, il tempo libero, ecc.) vedano con favore tali decisioni per la possibilità di integrare il proprio esiguo e vergognoso salario.
In questa situazione, però, si rischia di non scorgere il pericolo di rimanere ostaggio di tali logiche che tendono a rendere noi tutte e noi tutti “ricattabili” e più subalterni, oltre a mettere in serio pericolo la tutela della salute e la sicurezza sul lavoro per le/gli stesse/i lavoratrici/lavoratori e per gli stessi cittadini-utenti.
Crediamo che, quelle sino ad oggi adottate, siano solo strumentali ed inutili scorciatoie, che oltre a non affrontare i veri problemi rappresentano un inganno e un ulteriore danno per le/gli stessi lavoratrici/tori e i cittadini/utenti.
Riteniamo, invece, che l’Azienda, davanti a questa situazione, abbia l’obbligo e la responsabilità politica e morale di organizzare i servizi e i reparti in base alle effettive Risorse Umane e Professionali a sua disposizione, programmando e adottando nel breve, nel medio e nel lungo periodo, provvedimenti in grado di salvaguardare la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro e, nel contempo, garantire livelli qualitativi e quantitativi adeguati e corrispondenti ai bisogni dei cittadini-utenti.

martedì 10 maggio 2011

Al Direttore Generale AUSL Roma D
Prof. Ferdinando Romano
Al Direttore Sanitario Aziendale
Dr.ssa Anna Rosalba Buttiglieri
Al Dirigente U.O.C. Reclutamento e Stato
Giuridico del Personale Dipendente
Dr.ssa Giuditta Del Borrello
Al Direttore Area Risorse Umane e AA.GG.
Dr. Filippo Coiro
e,p.c Al Presidente della Regione Lazio
On. Renata Polverini
Al Consiglio delle/i Delegate/i R.S.U.


Scrivente O.S., facendo seguito alla nota del 14/1/2011 Prot. Aziendale n. 3320 riguardante le modifiche della disciplina del Part-Time stabilite dalle Leggi n.° 133/2008 (art. 73) e n° 183/2010 (Collegato al lavoro) e alla successiva nota di risposta Aziendale del 21/1/2011 prot. n° 5847 a firma del Direttore UOC Reclutamento e Stato Giuridico del Personale Dipendente D.ssa Giuditta Del Borrello e venuta a conoscenza dell’avvio di procedure da parte dell’Azienda, con richiesta di “dettagliate motivazioni” ai dipendenti ai quali era stata riconosciuta, prima della Legge 133/2008, la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale, per sottoporre a nuova valutazione i provvedimenti stessi, esprime la propria contrarietà rispetto a misure che tendono a limitare e ledere quei diritti che rispondono a svariate e multiformi esigenze di organizzazione dei tempi e dei bisogni di vita delle persone.

Ciò trova ragione in considerazione del fatto che le/gli lavoratrici/lavoratori interessati, spesso si trovano costretti a ricorrere a tali strumenti normativi/giuridici, per compiti di assistenza, cura ed organizzazione familiare, a causa anche delle notevoli carenze dei servizi sociali deputati a svolgere tali funzioni, rinunciando, peraltro, a parte del proprio salario cosa che, in un momento di grave crisi economica è ancora più gravosa.
Scrivente O.S. ribadisce inoltre la profonda preoccupazione per i rischi che l'applicazione di tali modifiche potrebbero comportare in assenza di regole certe ispirate a principi di uguaglianza, trasparenza, correttezza e buona fede, tenuto conto del forte potere di discrezionalità insito nelle nuove norme giuridiche.
Infatti tali norme tendono a limitare e trasformare, in qualche modo, ciò che era un diritto acquisito, in una concessione, con il rischio di divenire grave strumento di discriminazione, determinando condizioni di sudditanza e subalternità che violerebbero non solo la certezza del diritto ma la libertà e la dignità stessa di ciascuna/o lavoratrice e lavoratore.

Inoltre le limitazioni poste al diritto al Part-Time con la vigente normativa, secondo la quale le richieste di trasformazione dell’orario non sono più accolte “automaticamente”, entro 60 giorni dalla presentazione, ma accettate “discrezionalmente“ dalla Amministrazione, si pongono in evidente contrasto con gli orientamenti europei che tendono ad una maggiore attenzione ai tempi di vita e di lavoro delle persone, agevolandole nei vari e molteplici aspetti riguardanti i diversi bisogni ed esigenze individuali.

Il rischio oggettivo di una pesante limitazione di questo diritto emerge dall'eventualità che le nuove norme siano applicate nel tentativo di supplire a quelle croniche carenze di organico che da anni
ormai compromettono il regolare funzionamento della Pubblica Amministrazione e che sono dovute principalmente al blocco del Turn - Over e al mancato reintegro del personale in quiescenza. Basterebbe rapportare infatti il numero irrisorio di coloro che usufruiscono dello strumento del Part - Time (circa 80 unità del comparto su circa1710 dipendenti) per vedere come sia illusorio, oltre che ingiusto, pensare di poter far fronte alle carenze di organico esistenti attraverso la limitazione di diritti, oltre tutto senza prima aver affrontato un effettiva ricognizione e razionalizzazione delle Risorse Umane e Professionali presenti ed il problema di una riorganizzazione e programmazione dei vari servizi in base alle esigenze della popolazione.

Questa O.S. ritiene che senza una visione d'insieme e senza tener conto di come tali modifiche possano incidere pesantemente sulla vita delle persone, sui loro affetti, sulle spesso delicate problematiche che accompagnano la richiesta del Part - Time, proprio in virtù della grave e preesistente carenza di organico, i Dirigenti o i Responsabili di riferimento chiamati a valutare la possibilità o meno di concedere l'assenso, tenendo conto delle esigenze del servizio, potranno trovarsi di fronte alla contraddizione/conflitto di segnalare la carenza di determinate figure umane e professionali e, al contempo, dover valutare la richiesta di un proprio collaboratore all'utilizzo del tempo parziale lavorativo, con il rischio evidente che sarà lo stesso Dirigente o Responsabile ad "apparire" in contraddizione e/o la lavoratrice o il lavoratore a subirne le effettive conseguenze.

Si evince da ciò che, per evitare difformità, disuguaglianze e assoluto potere discrezionale in un'eventuale applicazione di suddette modifiche, tale questione non possa non vedere la piena assunzione di responsabilità da parte della Direzione Aziendale, proprio facendo riferimento all'art. 16 della legge n.° 183/2010, che stabilisce non l'obbligatorietà ma la possibilità, e quindi la facoltà, di sottoporre a nuova valutazione i provvedimenti di concessione della trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale adottati prima della data di entrata in vigore del Decreto Lgs. n.° 112/ 2008 convertito con modificazione dalla Legge n.° 133 del 2008.

Questa O.S. ribadisce la necessità che su tale questione, prima dell'adozione di qualsiasi provvedimento, venga avviato un confronto con la RSU Aziendale e con le OO.SS. per poter meglio definire criteri e principi applicativi, al fine di prevenire ed evitare atteggiamenti discriminatori, ingiusti e discrezionali, a garanzia della certezza del diritto per ogni singola/o lavoratrice/lavoratore.

In ogni caso scrivente O.S. auspica che eventuali provvedimenti di revoca dei Part-Time vedano coinvolti le/gli stesse/i lavoratrici/lavoratori interessati allo scopo di consentire e facilitare la riorganizzazione dei bisogni e delle esigenze personali e familiari.

Scrivente O.S. nel confermare la propria disponibilità ad un confronto su tali questioni, si riserva nel contempo la valutazione e il giudizio sui vari provvedimenti che verranno adottati.

Cordiali saluti
Prot. ASL RM/D
n° 45474 del 10/05/2011

p. il COBAS AUSL RM/D
le/i Delegate/i R.S.U.
Laura Mazzarella - Cesare Morra - Antonio Nocera

mercoledì 4 maggio 2011

Presidio Sant’Agostino – misure preventive idonee alla conservazione dello stato dei lavori.

Al Presidente della Regione Lazio
On. Renata Polverini
Al Direttore Generale AUSL Roma D
Prof. Ferdinando Romano
e,p.c Al Comitato a Difesa della Casa del Parto e dei
Servizi Materno - Infantile
Al Consiglio delle/i Delegate/i R.S.U.


Questa O.S., in merito alla sospensione dei lavori del presidio Sant’Agostino, già segnalata con note del 14/01/2011 ( prot. ASL n° 3329 ) e del 22/02/2011 ( Prot. ASL n° 17209 ) alle quali, ad oggi, non è stato dato alcun riscontro, tenuto conto che, la stessa, ha più volte in passato rappresentato le problematiche relative allo stato e alla condizione dei Servizi Socio Sanitari del Territorio, con particolare riferimento alle criticità dovute alle attuali collocazioni del Consultorio Familiare di Ostia, del TSMREE e del Servizio Immunoprofilassi/Vaccinazione, nel denunciare il preoccupante ritardo nella ripresa dei lavori e per la realizzazione della “Casa della Salute della Donna e del Bambino” così come richiesto anche dal “Comitato a Difesa della Casa del Parto e dei Servizi Materno Infantile”, segnala il grave stato di abbandono nel quale è stata lasciata la struttura dopo che la Ditta appaltatrice ha bloccato gli interventi di ristrutturazione.
Risulta, infatti, che, dalla sospensione lavori ( novembre 2010 ) non è stato realizzato alcun intervento preventivo e protettivo della struttura, soprattutto, attraverso l’apposizione di teloni a copertura dei battenti rimasti aperti. Tale situazione, oltre a rappresentare un ingiustificabile stato di abbandono di una struttura adibita a Servizi Socio - Sanitari Pubblici indispensabili per il Territorio, può determinare, in considerazione anche della sua collocazione, esposta ad agenti atmosferici e soggetta al possibile ingresso e nidificazione di volatili, grave nocumento dei lavori già effettuati con il conseguente aumento dei costi che ciò può comportare.
Questa O.S., nel sollecitare nuovamente l’immediata ripresa dei lavori e la piena realizzazione del Progetto della “Casa della Salute della Donna e del Bambino” chiede l’esecuzione degli interventi tecnici necessari alla conservazione dello stato dei lavori già eseguiti, nell’attesa della ripresa della attività di ristrutturazione nel cantiere.
In attesa di un sollecito riscontro si inviano distinti saluti.
Prot. ASL RM/D
n° 43438 del 4/05/2011 p. il COBAS AUSL RM/D
le/i Delegate/i R.S.U.
Laura Mazzarella - Cesare Morra - Antonio Nocera