lunedì 22 ottobre 2012
VOLER GUARDARE IL DITO PER NON VOLER VEDERE LA LUNA
La carenza di personale nei presidi e nelle strutture socio - sanitarie ha raggiunto livelli allarmanti, ma riteniamo sia un errore quello di rincorrere il sensazionalismo mediatico fuori da qualsiasi analisi e ragionamento sulle reali ragioni che stanno mettendo a rischio la funzionalità e l'esistenza dei servizi pubblici e la situazione è destinata a peggiorare con la Spending review, la legge di stabilità, il Fiscal compact.
Da anni è in corso un lento, ma inesorabile processo di impoverimento, depotenziamento e smantellamento del Servizio Sanitario Pubblico che passa attraverso i tagli indiscriminati, il sottofinanziamento del SSN, il blocco del turn over, gli sprechi, la malagestione, ecc.ecc.. Lo scopo è chiaro: favorire il processo di privatizzazione del sistema sanitario, non voler vedere questo significa non voler vedere la realtà vera delle cose e ostacolare quei processi di partecipazione ed iniziativa necessari per rilanciare una concreta lotta in difesa del Servizio Socio Sanitario Pubblico, del Diritto alla Salute sancito dalla stessa costituzione e di tutti i Beni Comuni....
18 ottobre 2012
Cobas Asl Rm/D
martedì 9 ottobre 2012
POLIZIA DI STATO O STATO DI POLIZIA?
Ieri, 4 ottobre 2012 è stato notificato, presso il Commissariato di Pubblica Sicurezza di Ostia, il procedimento penale a carico di 4 esponenti delle realtà sindacali e sociali del territorio che avevano partecipato al Sit-in organizzato dal Comitato a Difesa della Salute della Donna e del Bambino e dei Servizi Materno Infantile, il giorno 8 Marzo 2012 per sollecitare il pieno funzionamento della Casa del Parto, presso l'Ospedale G.B. Grassi
Il “reato” del quale si sarebbero resi responsabili i 4 manifestanti, peraltro, durante una iniziativa regolarmente autorizzata, sarebbe l’articolo 650 del Codice Penale, riguardante “l'inosservanza di un provvedimento legalmente dato dall'Autorità”. La contestazione riguarderebbe, di fatto, lo “spostamento” dei manifestanti, tra cui donne in stato interessante e bambini, dall’esterno dell’ospedale verso l’interno nel cortile della Casa del Parto dove c’è stato anche un incontro con il Direttore U.O.C. di Ostetricia e Ginecologia del G.B. Grassi, Dr. Pierluigi Palazzetti.
Per un attimo abbiamo pensato di trovarci su “ Scherzi a parte” o forse hanno creduto che i 4 manifestanti fossero degli infiltrati pericolosi Black bloch ma, purtroppo, non è così.
Pensiamo non sia un caso che sia stato “scelto” un giorno e un periodo alla vigilia di un autunno che si preannuncia “caldo”, come non è un caso che siano stati denunciati solo i volti noti per il protagonismo nelle battaglie del territorio in difesa dei diritti sociali e dei beni comuni.
Inutile dover riferire che il fatto non sussiste e che siamo di fronte all'ennesimo atto repressivo.
Non possiamo in questo scenario, però, non rilevare come l'operato del Commissariato di Ostia e del suo Dirigente non abbia avuto, all’interno di questo clima, un ruolo funzionale e sistemico come, abbiamo già avuto modo di constatare negli ultimi anni: lo sgombero della chiesetta nella Vittorio Emanuele, le schedature e le denunce agli artisti del Teatro del Lido, i vergognosi sgomberi delle famiglie in emergenza abitativa tra cui ricordiamo viale Vega, la battaglia contro le recrudescenza dei fenomeni della criminalità organizzata ridotta sostanzialmente a reprimere solo comitive di ragazzini colpevoli di farsi le canne al parchetto, per non parlare poi del tentativo di far apparire come una “ rissa tra bande” un aggressione di alcuni fascisti di zona nei confronti del Teatro del Lido intento ad affiggere manifesti nel territorio ( risultato: 3 ragazzi con gravi contusioni e traumi ).
La polizia non solo non è un organo neutro (questo lo sapevamo da tempo) ma sostanzialmente è l'unico “interlocutore politico” rimasto in piedi in mancanza di una classe politica autorevole e credibile capace di dare risposte e soluzioni ai gravi problemi e alle istanze di cambiamento presenti nel paese.
Assistiamo così all’estendersi di un sistema intimidatorio/repressivo pronto a criminalizzare i percorsi ed i processi sociali, di partecipazione, di dissenso e ribellione.
Coscienti di non essere l'unico territorio in questa condizione continueremo a mobilitarci senza paura alla luce del sole. La repressione non fermerà le mobilitazioni nel nostro Territorio.
Roma , 05-10-2012
COMITATO A DIFESA DELLA CASA DEL PARTO E DEI SERVIZI MATERNO-INFANTILI
ASSEMBLEA DELLE DONNE
COBAS ASL RMD
COLLETTIVO L’OFFICINA
mercoledì 26 settembre 2012
FACCIAMOCI DEL MALE!!!
Quest’ O.S. ha più volte avuto modo di segnalare e denunciare, le problematiche riguardanti l’uso e la gestione delle Risorse Umane e Professionali all’interno della ASL RM/D, sottolineando come l’uso e la gestione di queste (assunzioni, mobilità, trasferimenti, comandi, ecc.) richiedessero interventi e politiche adeguate orientate ad un utilizzo appropriato, efficace, efficiente e funzionale piuttosto che, come si è verificato, a criteri e a logiche arbitrarie e discrezionali al di fuori di ogni regola di trasparenza, di confronto e, soprattutto, di funzionalità gestionale.
Pensiamo che con l’acuirsi delle criticità connesse alla carenza degli organici determinata dal blocco delle assunzioni, dalle mancate sostituzioni dei Turn-Over, unitamente agli effetti della spending review, al di là delle generiche dichiarazioni di razionalizzazione e di efficentazione del sistema, si stia andando, invece, a delinearsi, attraverso più o meno sotterranei processi di privatizzazione, un progressivo smantellamento del servizio sanitario pubblico e un attacco alle condizioni di lavoro delle lavoratrici dei lavoratori, nonchè a quel Diritto alla Salute sancito dalla stessa Costituzione.
Questa situazione riteniamo che richieda una particolare attenzione e scelte sui criteri da adottare nella gestione delle risorse esistenti in rapporto all’individuazione delle priorità per meglio garantire i pur minimi livelli qualitativi e quantitativi di assistenza.
E invece…
Mentre da un lato si afferma la necessità di potenziare i servizi di assistenza domiciliare, dall’altro si spostano quattro infermieri dai Centri di Assistenza Domiciliare di Fiumicino e del XIII Municipio per ricoprire le necessità del Dipartimento di Prevenzione - Medicina Scolastica.
Tali provvedimenti, predisposti attraverso il meccanismo della modalità d’urgenza (a settembre l’inizio dell’anno scolastico è indubbiamente un evento improvviso e non prevedibile…sic!!!), per un servizio non previsto nei LEA, a scapito di un Assistenza Domiciliare che, in tutta la recente normativa e
nella letteratura internazionale viene indicata come essenziale per un contenimento dei costi, per favorire i processi di deospedalizzazione e per l’ umanizzazione dei percorsi di cura e ciò la dice lunga sulla capacità e volontà stessa di programmazione e organizzazione presente nell’Asl Rm/D.
Ovviamente non si è neanche prestata attenzione, o si preferisce far finta di non sapere che, diversamente da altri settori, esiste una specificità di ruolo per gli infermieri e gli operatori della riabilitazione e che ogni operatore sottratto dai CAD determina automaticamente un aumento dei costi per l’esternalizzazione, con conseguente ricorso a strutture private, e l’impossibilità di attendere alle funzioni di programmazione e controllo, obbligatorio nei rapporti di committenza.
Siamo certamente ben consapevoli che nei CAD sussistono molte criticità che ne impediscono un ottimale dispiegamento, ma di certo questi provvedimenti costituiscono un colpo mortale ad un servizio e ad patrimonio umano/professionale che si mette in gioco in prima persona dovendo utilizzare spesso mezzi propri e che si trova ad operare nelle condizioni più disparate, quasi sempre disagevoli, presso il domicilio dei pazienti.
Alla luce di quanto esposto chiediamo la revoca dei provvedimenti adottati e l’avvio di un serio confronto sulle criticità e difficoltà, sempre più profonde, in merito alla carenza del personale in tutti i servizi e le strutture socio sanitarie del Territorio.
Roma, 25 settembre 2012
Cobas Asl Rm/D
lunedì 10 settembre 2012
Gli Infermieri non arrivano?…Per favore, non facciamo confusione...!!!
In questi giorni è stato dato ampio risalto dagli organi di informazione (v. il Messaggero del 7 settembre u.s.) alla notizia relativa alle difficoltà incontrate nell'Asl Rm/D, a pervenire, tramite chiamata con l’utilizzo di graduatorie già esistenti, alla copertura di n 9 posti per Collaboratore Professionale Sanitario Infermiere da impiegare presso le strutture sanitarie ospedaliere G.B. Grassi - C.P.O.. Difficoltà dovute al "rifiuto", opposto da circa 500 operatori sanitari/infermieri ( su 9 disponibilità al momento sarebbero solo 2 i posti ricoperti). Non si tratta di nuove assunzioni, ma della copertura di posti vacanti attraverso contratti a tempo determinato ( circa 5 mesi ) per le sostituzioni di maternità, le lunghe assenze, ecc…
E’ una goccia nel mare che, in ogni caso, non è in grado neanche minimamente di affrontare, ne' tanto meno risolvere, la grave carenza del personale esistente in tutte le strutture e i Servizi Socio - Sanitari Pubblici.
Come Cobas dell'Asl Rm/D, riteniamo debbano essere evitate da parte di tutti letture ed interpretazioni semplificative che possono essere utili solo per creare facili sensazionalismi mediatico/propagandistici, ma non aiutano certamente a comprendere, ne' tanto meno a conoscere la complessa attuale realtà del Servizio Sanitario e dei Servizi Pubblici in generale, nonché la difficile situazione che sta attraversando il Paese.
Il problema, riteniamo, non sta nel fatto che davanti ad una situazione di disoccupazione dilagante c'è chi si "permette” di "rifiutare" un lavoro, un'occupazione, uno stipendio... una professione e, peraltro, ciò contrasterebbe , appunto, con la scelta di tutte/i coloro che hanno già conseguito la Laurea in Scienze Infermieristiche, ma in un sistema che tende ad estendere le situazioni ed i fenomeni di incertezza e precarietà lavorativa, professionale, sociale ed umana.
Si pensi proprio a quante e quanti di costoro che hanno avuto una formazione e hanno conseguito una Laurea non hanno avuto in tutti questi anni la possibilità e l'opportunità di poter trovare inserimento presso Il Servizio Sanitario Pubblico a causa del blocco delle assunzioni e del turnover.
Tale situazione, rende ancora più complesso, se non a volte impossibile, anche il reperimento di quelle poche unità lavorative/professionali chiamate a contratto a tempo determinato, proprio perché diventa difficile, per chi già svolge un lavoro, rispondere a chiamate solo per brevi periodi magari con il rischio di perdere anche le poche certezze acquisite (vedi lavoro presso altre strutture).
La carenza degli infermieri, pertanto, non può essere risolta attraverso chiamate a tempo determinato o attraverso modalità normativo/contrattuali che non garantiscono un minimo di certezza e/o di continuità lavorativo/professionale.
Quali garanzie, quali prospettive, quali speranze, progetti di vita e di lavoro, quale, inoltre, continuità professionale ed assistenziale, può esserci attraverso la copertura di posti vacanti con tipi di contratti che non lasciano alcuna prospettiva? Si valutano quali effetti e conseguenze si determinano nei vari reparti e servizi con il continuo ricambio di personale?
Se a tutto questo si aggiungono le pessime politiche di gestione del personale ( v. trasferimenti, mobilità, collocazioni, spostamenti, ecc.) possiamo assistere ad una situazione che, nelle varie strutture e nei vari servizi sta mettendo, a causa di ritmi e carichi di lavoro insostenibili, seriamente a rischio le condizioni di vita e di lavoro delle operatrici e degli operatori e, di fatto, gli attuali pur minimi livelli qualitativi/quantitativi di assistenza con le gravi conseguenze che questo stato di cose potrà avere sugli stessi cittadini/utenti.
Quello che ci troviamo davanti, pensiamo, allora, sia in realtà un dato che conferma ed evidenzia, ancor più la difficile situazione sociale, lavorativa, occupazionale, causa e conseguenza delle politiche economico/ finanziarie dei vari Governi di Centro sinistra, Centro destra, e oggi di quelli "Tecnocratici" che, di fatto, stanno determinando il depotenziamento, lo smantellamento del Servizio Socio Sanitario Pubblico a vantaggio del sistema privatistico e di una visione mercificata del Bene Salute.
Non si possono dare risposte ai bisogni di salute delle persone continuando a tagliare sui servizi, sul personale, sulla sanità...... La salute non è un costo...
La salute è un diritto...!!!
Cobas Asl Rm/D
venerdì 24 agosto 2012
Utilizzo/pagamento fondi produttività
Al Commissario Straordinario dell’ Asl Rm/D
Dott. Vitaliano De Salazar
Al Direttore Sanitario Aziendale
Dr.ssa Anna Rosalba Buttiglieri
Al Direttore Amministrativo
Dr. Massimiliano Gerli
Al Direttore Area Risorse Umane e Affari Generali
Dott. Filippo Coiro
e,p.c. Al Consiglio dei Delegati della R.S.U.
Scrivente O.S., esprime con la presente il proprio disappunto e contrarietà perché, malgrado sia stata più volte rappresentata ( v. note del 6 aprile 2012 Prot. Az., n° 31791 e del 15/05/2012, Prot. Az. n° 43023) la problematica dei fondi della produttività in giacenza per gli anni che vanno dal 2006 al 2009, fondi che ammonterebbero a circa 2 milioni di €, a distanza di circa 4 mesi, non vi sia stato in merito alcun riscontro, eludendo, in questo modo, non solo le prerogative sindacali del diritto all’informazione, ma, soprattutto, le aspettative e i legittimi diritti delle lavoratrici e dei lavoratori rispetto a quello che dovrebbe essere e rappresentare un “ Atto dovuto”. Si ritiene che tali questioni dovrebbero e devono costituire una priorità proprio perché riguardanti il riconoscimento di spettanze retributive che, se pur in minima parte (circa 500 €.), sono, oggi più che mai, un importante sostegno a fronte della difficili condizioni economiche che diventano ogni giorno, a causa della crisi che attraversa il paese, sempre più gravose e profonde per la vita delle persone.
Scrivente O.S. sottolinea, inoltre, che tale problematica è stata altrettanto rappresentata dalla RSU aziendale con nota del 12 aprile u.s., Prot. Az. N° 33717, e nell’incontro avvenuto tra il Commissario Straordinario, Dr. Vitaliano De Salazar e le OO.SS. del 13 giugno u.s.; malgrado ciò a tutt’oggi nulla è dato sapere in merito alla suddetta questione.
Scrivente O.S., sollecita, pertanto, la positiva soluzione della problematica in oggetto, nonché il riconoscimento e la conseguente erogazione delle spettanze per ogni singolo lavoratore e lavoratrice; considererà, inoltre, ingiustificabile ogni ulteriore ritardo che farebbe sorgere il dubbio che tali fondi e risorse siano stati utilizzati dall’Azienda, in modo difforme e improprio rispetto alla loro destinazione naturale.
Scrivente O.S., chiede, pertanto di conoscere formalmente la disponibilità e l’ammontare esatto degli importi in oggetto, nonché le ragioni di un eventuale altro utilizzo dei fondi in questione.
Distinti saluti
p. il Cobas Asl Rm/D
Prot. Asl Rm/D n° 73726 i Delegati R.S.U.
del 22/08/2012 Corrado Minioto – Cesare Morra – Antonio Nocera
venerdì 17 agosto 2012
LA STORIA QUANDO SI RIPETE…..DIVENTA FARSA!!!
Continua lo stato di confusione, indeterminatezza e precarietà nella gestione dell’Asl Rm/D dove ancora una volta assistiamo a un susseguirsi di nomine e incarichi a tempo o provvisori alla Direzione Generale senza pervenire, come necessario e dovuto, ad una nomina definitiva.
La Regione Lazio ha provveduto a prorogare l’incarico, per altri tre mesi, di Commissario Straordinario, assegnato il 14 maggio u.s., per un periodo di 90 giorni, al Dr. Vitaliano De Salazar.
Tale “ inspiegabile” e irresponsabile decisione, oltre che a rinviare ingiustificatamente quello che dovrebbe essere un atto dovuto, quello, appunto della nomina di un Direttore Generale, giunge dopo che, nell’arco di circa 3 anni, si è assistito ad un susseguirsi di avvicendamenti negli assetti organizzativi/gestionali (Commissari, Sub Commissari, Direttori, Direttori facenti funzioni e ancora Commissari) determinando uno stato di confusione e rendendo ancor più difficile ed inefficace un ruolo e un’azione di governo, oggi più che mai necessari per affrontare le numerose e profonde criticità e problematiche presenti nel sistema dei servizi socio-sanitari pubblici.
In questo modo si determinano continui e ripetuti ritardi, disagi e difficoltà nella normale attività tecnico-amministrativa-gestionale e s’impedisce e si ostacola, di fatto, una programmazione ed organizzazione dei servizi socio-sanitari, necessarie a garantire quantomeno i pur minimi livelli essenziali di assistenza, per non parlare poi dell’assenza di linee di indirizzo e orientamento rispetto alle realtà e alle problematiche del Territorio.
Tale situazione ha ricadute ancor più pesanti in considerazione delle scelte e dei provvedimenti che devono essere presi e adottati relativamente al Piano di Rientro del debito sanitario e a quelli, ancora più recenti, legati alla revisione e razionalizzazione della Spesa Pubblica (spending review) che comporterà, tra l’altro, una riduzione di un ulteriore 5% per tutte quelle commesse e prestazioni relative a contratti di appalto di servizi e di fornitura di beni e servizi, con ricadute sia sulla qualità dei servizi offerti che sui livelli occupazionali e diminuzione delle ore di lavoro per il personale interessato (vedi società pulizie, dell’ N.T.A. – Nuove Tecnologie Applicate -, della manutenzione, ecc.).
Tali provvedimenti renderanno più acute e profonde le criticità e difficoltà già esistenti, sia per le condizioni di vita e di lavoro delle/i lavoratrici/lavoratori, che per l’efficacia e l’efficienza dei servizi tutti (socio-sanitari, tecnici e amministrativi) messi già a dura prova a causa della cronica carenza del personale (blocco delle assunzioni e del turn over).
Scrivente O.S. ritiene pertanto grave e irresponsabile la decisione della Regione Lazio di non dare un governo e una gestione stabile attraverso la nomina a tutti gli effetti di un Direttore Generale, decisione, questa, che è il riflesso, indubbiamente, dei conflitti, delle tensioni e degli equilibri di potere tutti interni al quadro politico ed istituzionale della stessa Regione Lazio e le cui conseguenze, di fatto, ricadono ulteriormente sulla qualità e sull’offerta dei servizi socio-sanitari ai cittadini.
Chiede altresì al nuovo Commissario Straordinario, Dott. De Salazar, di rappresentare lo stato di disagio e difficoltà della Asl Rm/D e di avviare nell’immediato un confronto con le parti sociali e sindacali per affrontare i numerosi e gravi problemi presenti nei servizi e nelle strutture socio-sanitarie del Territorio (v. Pronto Soccorso, ecc. ecc.)
Cobas Asl Rm/D
16/08/12
mercoledì 18 luglio 2012
Situazione D.S.M. – Distretto 2 – Municipio XIII – Via delle Sirene – Ostia.
Scrivente O.S. è venuta a conoscenza che nel corso di una riunione di servizio del DSM del XIII Municipio – Distretto 2, svoltasi in data 14 maggio u.s., presso la sede di Via delle Sirene/Via Cozza – Ostia, sarebbero state presentate dal Direttore f.f., Dr. Antonello D’Elia, due Psicologhe che opererebbero, per il Centro “Alios”, presso lo studio medico MED&TECH, centro che risulta non essere accreditato. Le ragioni di tale presenza, sarebbero state dettate per realizzare un’eventuale collaborazione consistente nell’invio, presso il Centro suddetto, di quei cittadini/utenti che, rivolgendosi al C.S.M., e avendo necessità di psicoterapia, non hanno la possibilità di essere seguiti, a causa della lunga lista d’attesa, dal Servizio stesso.
Tale situazione è stata immediatamente rappresentata da alcuni operatori, attraverso una lettera, in data 23/05 u.s., Prot. Az. n° 47485 inviata al Direttore DSM, Dott. Andrea Balbi, al Dott. Antonello D’Elia e, per conoscenza, al Consiglio delle/i Delegate/i R.S.U. e alle OO.SS. delle categorie Medici e Psicologi, con la quale, tra l’altro, veniva richiesto un incontro urgente per discutere delle problematiche emerse nella suddetta riunione.
A seguito di tale lettera fu indetta dalla R.S.U. un’Assemblea, presso la sede di Via delle Sirene/Via Cozza, per il giorno 31 maggio, avente come O.d.G: “Chiarimenti degli obblighi spettanti agli operatori, relativi alle modalità di accoglienza degli utenti e al loro eventuale invio presso soggetti esterni”, assemblea, alla quale furono invitati, dalla stessa RSU, sia il Direttore di Dipartimento, Dott. Andrea Balbi, sia il Dirigente f.f. Dott. Antonello D’Elia.
A seguito di tale convocazione, risulta a quest’ O.S., ci fu, da parte del Dott. A. D’Elia, un tentativo d’interferire sul regolare svolgimento dell’Assemblea attraverso una lettera inviata in data 30 maggio u.s. al personale del DSM del XIII Municipio e al Direttore DSM, Dott. A. Balbi adducendo motivazioni riguardanti i tempi e le modalità dell’assemblea stessa, motivazioni risultate poi di natura pretestuosa e strumentale tendenti unicamente ad ostacolare lo svolgimento della riunione. Tale atteggiamento costrinse la stessa RSU ad inviare ulteriore nota di conferma dello svolgimento dell’assemblea stessa.
Questa O.S. fa notare, non solo la natura antisindacale di certi comportamenti tendenti a ledere principi, diritti e libertà riconosciuti dalla stessa Costituzione Italiana, ma come questi evidenzino e aggravino ulteriormente il clima di difficoltà e criticità, sia nei confronti dell’utenza, sia nei rapporti e nelle relazioni interne al Servizio. Basti pensare che dalla fine del 2008, data dell’incarico affidato al Dott. A. D’Elia, come Direttore f.f. del D.S.M. del XIII Municipio – Distretto 2, sono stati circa 16 gli operatori che si sono trasferiti presso altri servizi, senza, peraltro, che siano stati mai completamente sostituiti con altro personale; un fenomeno, questo, che non può e non deve essere sottovalutato considerando anche che sono state interessate tutte le figure professionali ( Infermieri, Assistenti Sociali, Psicologi, Psichiatri, compresi i due incarichi di Struttura Semplice del II° Distretto - Responsabile C.S.M. di Ostia e Responsabile Centro Diurno di Via Tagaste - ).
A fronte delle difficoltà e delle criticità in cui versa il Servizio, tenuto altresì conto dell’aumento del disagio psichico, sembra evidente come questo lento ed inesauribile depauperamento di risorse umane e professionali presso il Servizio DSM del Distretto 2, abbia ulteriormente aggravato e compromesso la capacità dello stesso servizio di rispondere, sia in termini quantitativi che qualitativi, ai bisogni e alle necessità assistenziali dei cittadini/utenti che vi si rivolgono. Basti pensare che i tempi di attesa ad oggi sono di circa 150 giorni ( cinque mesi): di fatto, ci troviamo davanti alla realtà di un Servizio che, nel corso degli anni, anche a seguito di questi avvenimenti, è stato gravemente depotenziato, cosa che questa O.S. ebbe già modo di segnalare con una nota del 27.10.2010, Prot. Az. n° 97432 inviata a seguito della decisione di “spostare” una unità infermieristica lì collocata.
Questa situazione è stata ampiamente discussa e affrontata nell’ambito delle due assemblee svoltesi presso il DSM Distretto 2, a seguito di quanto accaduto, indette dalla RSU, ad una delle quali, quella del 31 maggio u.s., ha partecipato anche il Direttore del Dipartimento di Salute Mentale, Dr. Andrea Balbi.
Restano, pertanto, incomprensibili le ragioni per le quali, a distanza di due mesi, l’Azienda Asl, pur essendo stata direttamente investita in merito ai fatti accaduti, anche attraverso una nota della R.S.U. del 22/06/2012, Prot. Az. n° 56940, non abbia provveduto, non solo ad adottare alcuna decisione, ma neanche a fornire i necessari chiarimenti in una vicenda che non può non considerarsi in tutta la sua gravità, come quella, appunto, che vedrebbe utenti, inizialmente rivoltesi presso un Servizio Pubblico, trovarsi a essere “dirottati” verso operatori e strutture privati a spese, peraltro, degli stessi.
Non può essere, pertanto, una “ragione”, né un pretesto, nè tantomeno una giustificazione, quella dell’esistenza di lunghe “liste d’attesa” che sono la conseguenza del lento, ma progressivo depotenziamento avvenuto nel corso di questi anni, anche a causa delle ragioni suddette.
Si ricorda, inoltre, come un eventuale ricorso a forme di collaborazione con soggetti e strutture private debba necessariamente rispondere, e rispettare, procedure di accreditamento e/o convenzionamento, previste dalle apposite normative, in modo trasparente e pubblico, altrimenti ci si troverebbe davanti ad un sistema tendente a favorire, in modo sotterraneo, direttamente e/o indirettamente, il trasferimento di funzioni, servizi e attività dalla Struttura Pubblica a quella Privata, cosa questa che finirebbe, peraltro, per incidere inevitabilmente, pesantemente e negativamente sulla qualità e l’efficacia dell’intervento terapeutico - assistenziale stesso.
La scrivente O.S. non può non rilevare la singolarità dell’atteggiamento degli Organi di Direzione Aziendale che, mentre nel passato sono intervenuti prontamente, attraverso la revoca di incarichi, anche in circostanze meno evidenti e gravi ( V. tra i tanti, gli avvicendamenti avvenuti nel dicembre 2011) a distanza di circa due mesi, non hanno dato alcun riscontro in merito a quanto accaduto.
Non vorremmo pensare che il mancato intervento da parte degli Organi di Direzione Aziendale sia una conseguenza di quel sistema di relazioni, anche “extra-aziendali”, di quegli apparati politici, sindacali, lobbistici, abituati, a volte, ad agire in modo occulto e spesso intervenuti nel passato, condizionando e determinando scelte che nulla hanno a che vedere con la difesa del Bene Pubblico.
Non può, peraltro, essere una ragione quella di chi sostiene che tale vicenda sarebbe un fatto “marginale” che ha interessato solo una parte dei lavoratori rispetto ad un’altra che avrebbe espresso, invece, anche attraverso una lettera, apprezzamenti sull’operato del Direttore f.f. DSM Distretto 2 Municipio XIII dott. A. D’Elia. Tale impostazione che, peraltro, dovrebbe far riflettere sul clima che si è instaurato all’interno del servizio, contrasterebbe con il fatto che gli operatori che hanno sentito il dovere, avendone peraltro l’obbligo, di segnalare quanto ritenuto illegittimo, hanno richiesto e promosso un incontro/assemblea per discutere appunto di quanto avvenuto con tutte le parti interessate. Si sottolinea, infatti, come nelle diverse e partecipate assemblee svoltesi non si sono registrate difformità di veduta e di posizioni contrapposte, rispetto all’accaduto.
Tale visione sarebbe, in ogni caso fuorviante, strumentale e finirebbe per eludere quella che è la vera questione che non può restare inascoltata.
Pensiamo, invece, che ogni logica di “schieramento” vada evitata favorendo e lavorando per l’unitarietà del servizio.
Quello che invece non può essere evitato è la conoscenza, l’analisi e la verifica dei fatti. Solo da questi è necessario partire.
Come O.S. pensiamo, quindi, che questa Direzione Aziendale abbia il dovere di verificare e accertare quanto avvenuto all’interno della riunione del 14 maggio u.s. tenutasi presso il DSM di Via delle Sirene, accertando e valutando solo ed esclusivamente i fatti: per esempio, chi era presente e a che titolo e perché, considerando altresì che gli operatori, inviando utenti presso soggetti e strutture private, senza una regolare e formale procedura rischierebbero di incorrere in evidenti violazioni.
Ciò, pensiamo sia doveroso nell’interesse stesso dell’azienda, nell’interesse del servizio pubblico, della dignità umana e professionale degli operatori e, soprattutto, dei cittadini/utenti.
In attesa di un sollecito riscontro si porgono Distinti saluti
Prot. Asl n° 64830 del 18/07/2012
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