martedì 16 dicembre 2008

LETTERA DEL COBAS E DELEGATI RSU AUSL RM D DEL 15.12.2008

Al Direttore Generale AUSL Roma D Dr.ssa Giuseppina Gabriele
Al Direttore Sanitario Aziendale Dr. Maurizio Rango
Al Direttore Amministrativo Dr. Antonio Scuteri
Al Direttore del Distretto 2Dott. Vittorio Chinni
Al Dirigente U.O.C. Prevenzione e Protezione Dr. Vittorio Chinni
Al Direttore del Dipartimento di Prevenzione Dr. Agostino Sorce
Al D. R. U.O.Tutela Salute Mentale e R.Età Evolutiva Dr. Enrico Nonnis
Al D. Area Tutela della Donna e del Bambino Dr. Pierluigi Palazzetti
Al D. f. f. U.O.C.I. Salute della Donna e del BambinoDr.ssa Patrizia Musacchio
Al R. U.O.S. Consultori del Distretto 2 Dr. Gianlorenzo Darbisi
Al D. U.O.S.D. Im. e Prog. Di Prev. e Prom. della SaluteDr.ssa Daniela Reggiani
Al Direttore Area Risorse Umane e Affari Generali Dr. Filippo Coiro
e,p.c. Al Presidente della Regione Lazio On. Piero Marrazzo
Al Presidente del Municipio XIII – Comune di Roma On. Giacomo Vizzani
All’ Assessore ai S. S. Scuola e Casa del XIII Municipio –On.Lodovico Pace
Al Coordinatore delle R.S.U. Eugenio Bellomo
Oggetto: trasferimento Consultorio Familiare – Ostia / Attività e Servizi Socio Sanitari, Distretto 2 XIII Municipo.
Scrivente O.S., ha appreso la notizia dell’annuncio della consegna, all’interno della pineta dell’ Ospedale G.B. Grassi, della struttura denominata “ Casa del Parto “. In tale struttura, come si evince dallo stesso comunicato stampa diramato dalla Direzione Aziendale, si dovranno effettuare dei lavori per permettere il temporaneo trasferimento del Consultorio Familiare di Ostia, trasferimento dovuto all’intenzione più volte dichiarata e annunciata, di pervenire alla definitiva, inevitabile ristrutturazione, viste anche le condizioni di estremo degrado, abbandono ed inagibilità, del presidio Sant’Agostino, con la conseguente realizzazione della “ Casa della Salute della Donna e del Bambino”, dove il Consultorio, una volta terminati i lavori, ritroverà la sua collocazione originaria.
Consideriamo singolare l’annuncio della realizzazione di una struttura, quella della “Casa del Parto “ che, eventualmente, avrà attuazione, secondo quanto anche dichiarato nel suddetto comunicato stampa, solo dopo ultimati i lavori di ristrutturazione del Sant’Agostino. Considerato che i lavori, secondo quanto dichiarato ed annunciato, dovevano essere già ultimati e la “Casa della Salute della Donna e del Bambino” doveva già essere stata realizzata ( 8 marzo 2008…,2009….? ) e tenuto conto che ancora non si conoscono, in modo certo, i tempi di inizio dei suddetti lavori, si può tranquillamente evincere che tale struttura, anche se avessero inizio entro il prossimo anno, non vedrà la sua definitiva realizzazione prima dei prossimi due / tre anni, a meno che, altri e formalmente sconosciuti, siano i programmi e, altre le scelte, contrariamente a quanto precedentemente annunciato. Sarebbe opportuno, dichiarare in modo chiaro, trasparente e definitivo, nel rispetto degli operatori/trici e dei cittadini utenti quali siano effettivamente i programmi ed i progetti che si intende perseguire e realizzare.
Appare altrettanto singolare quanto ancora dichiarato, sempre attraverso il comunicato stampa, che, per permettere il trasferimento temporaneo del Consultorio Familiare, debbono essere eseguiti, all’interno della struttura, da poco realizzata, “ piccole modifiche strutturali “.
Si chiede come mai non si è ritenuto opportuno procedere, nei modi e nei tempi utili, prima della sua realizzazione, ad una corretta e funzionale programmazione e progettazione della struttura stessa. Ciò, pensiamo, avrebbe non solo, permesso il completamento di una struttura con spazi più ampi e funzionali in grado di rispondere al meglio alle esigenze dei Servizi a della attività, ma avrebbe evitato anche il ricorso ad eventuali e successivi costi aggiuntivi.
Si fa altresì presente che, in un recente incontro tra le R.S.U. e il Direttore del Distretto 2, Dr. Vittorio Chinni, il Direttore U.O.C. Area Tutela della Donna e del Bambino, Dr. Pierluigi Palazzetti e il Dirigente U.O. Tutela della Salute Età Evolutiva, Dr. Enrico Nonnis, era stato assicurato, dopo gli evidenti ritardi, che il Consultorio si sarebbe trasferito entro novembre/dicembre 2008.
Ci si chiede come poteva essere realizzato tale trasferimento quando, appena pochi giorni fa, si è dichiarato che, per realizzarlo, devono ancora essere effettuate modifiche strutturali?
Crediamo sia necessaria la massima chiarezza anche per non alimentare e dare corpo a preoccupazioni, nonché a voci insistenti, che intendono dar credito all’ipotesi di un cambiamento nelle decisioni della Direzione Aziendale in merito al trasferimento del Consultorio Familiare di Ostia presso la struttura da poco realizzata all’interno dell’Ospedale G.B. Grassi. Ipotesi e voci che trovano ulteriore conferma nelle notizie apparse sugli Organi di Stampa ( Il Messaggero 12/12/u.s. ) che, se confermate, non farebbero che contribuire ad aumentare lo stato di incertezza ed aggravare la situazione in merito ai destini dei Servizi Socio – Sanitari nel territorio del XIII Municipio.
Se come viene dichiarato alla stampa, il trasferimento del Consultorio sarebbe in “ stand – by”, perché non lo si è detto con chiarezza e trasparenza lo stesso venerdì 5 dicembre e specificato nello stesso comunicato stampa della Direzione Aziendale?
Si vuole forse trovare eventualmente “giustificazione” nel fatto che i nuovi locali sarebbero insufficienti ed inadeguati a contenere le attività del Consultorio stesso?
Certamente ciò corrisponde, anche, a verità! Noi, da subito, abbiamo segnalato che questa soluzione avrebbe comportato un restringimento degli spazi per le attività e le esigenze del Consultorio, ma si riteneva questa, comunque, una soluzione dignitosa che aveva, in ogni caso, trovato il gradimento anche degli operatori/trici, considerato il fatto che sino ad allora non si erano pensate, cercate e non erano emerse soluzioni alternative valide.
Ma se ipotesi diverse sono ora emerse nelle intenzioni della Direzione Aziendale, lo si scopre, senza che sia stato dichiarato ufficialmente quando tutti già sapevano ed aspettavano a breve il trasferimento e quando si era già provveduto ad acquistare specificatamente, per un importo di € 17.282,04 ( Determinazione Dirigenziale n° 658/49 del 25/08/2008 ) arredi adatti agli spazi del Consultorio ( nell’attesa, sembra, giacciano in magazzino ) come proposto ed indicato dalla stessa Area Tutela della Salute e del Bambino.
Ci chiediamo quale siano le vere ragioni di tale ipotesi, considerato che viene anche ammesso, sugli Organi di Stampa che si starebbero “ svolgendo ricognizioni” per trovare soluzioni alternative. In che tempi ed in quali modi si intende praticarle e realizzarle dato che il Sant’Agostino, per ovvie ragioni, deve comunque chiudere?
Deve essere chiaro che saranno respinte ipotesi di soluzioni che tendano a mortificare e limitare ulteriormente un servizio ed un’attività fondamentale come quella portata avanti dai Consultori Familiari.
Perché ci si rende conto e ci “preoccupa” solo ora di quanto poteva, invece, tranquillamente essere, rilevato attraverso il dialogo ed il confronto con le stesse operatrici e gli stessi operatori, le OO.SS. – R.S.U., come, anche, dalla scrivente Organizzazione era stato più volte richiesto e sollecitato?
Sfuggono ragioni oggettive di tale sciagurata ipotesi considerato che, eventualmente, se i lavori di ristrutturazione del Sant’Agostino saranno realizzati, sia la “Casa del Parto” che il Consultorio Familiare di Ostia avrebbero la loro specifica sede….è quanto si evince anche dal Comunicato Stampa, NO??!!!
Non vorremmo, invece, che in fondo ci siano solo mere questioni di propaganda, magari, nella ricerca di qualche accreditamento politico/professionale, che porta a “privilegiare”, annunciando e proclamando con enfasi e con qualche anno di anticipo, scelte e realizzazioni di spazi e servizi, sacrificandone altri, perché magari hanno la capacità, anche mediatica, di dare più lustro e voce all’immagine e alla propaganda, utilizzando, anche in modo strumentale, argomenti, questioni, nonché problemi legati ad una eventuale “inadeguatezza ambientale “ della struttura in modo, così, da poter accelerare l’auspicata e ambita soluzione della “Casa del Parto”, prima di possibili futuri cambiamenti negli assetti Aziendali.
Riteniamo sempre fondamentale e prioritaria la realizzazione di strutture, di spazi e di servizi di qualità e di eccellenza che possano dare risposte più complessive ai bisogni e ai diritti di salute dei cittadini/utenti, ma pensiamo che queste possano e debbano avvenire attraverso l’individuazione delle priorità, delle carenze, delle molteplici domande in base alle risorse umane e finanziarie disponibili e in rapporto anche alle risorse economico/finanziarie dell’Azienda. Per questo riteniamo fondamentale che si apra un dialogo ed un confronto che metta al centro lo sviluppo quantitativo e qualitativo dei Servizi Socio – Sanitari.
Ma dobbiamo dire, purtroppo, che, sino ad oggi, così non è stato.
Si è proseguiti imperterriti con decisioni, scelte e provvedimenti improvvisati e contraddittori: da una parte cercando di “ svuotare “ il Sant’Agostino, procedendo a spostamenti e trasferimenti di alcune attività, Servizi e Funzioni, come la Direzione del Distretto 2, la Protesica, la Guardia Medica, il C.A.D., Servizio Disabili adulti, la Scuola Infermieri Professionali mentre, dall’altra, successivamente, si decideva di trasferire senza oggettivi e plausibili criteri e ragioni nella stessa struttura, oltretutto in spazi e locali inidonei e divenuti oramai inagibili, la ex Medicina Preventiva e la Direzione del TSMREE.
Scelte, decisioni, annunci, proclami, avvenuti senza alcun preventivo confronto e senza adeguate informazioni, se non attraverso gli Organi di Stampa, dettati, non da criteri e principi di razionalità, di crescita, sviluppo quantitativo e qualitativo dei Servizi, ma da improvvisazione e pressappochismo al punto che tutto ciò che era annunciato veniva nei modi e/o nei tempi successivamente contraddetto e smentito dai fatti.
Bastano solo alcuni esempi: ristrutturazione Sant’Agostino, - realizzazione della Casa della Salute della Donna e del Bambino; trasferimento TSMREE presso Via U. Cagni; trasferimento Servizio Immunoprofilassi – Vaccinazioni – ex Medicina Preventiva – CO.MA.VI. presso Viale delle Repubbliche Marinare; trasferimento Vaccinazioni e Consultorio di Acilia presso ex Pronto Soccorso in Largo da Montesarchio ( Acilia ); trasferimento attività e Servizi della sede di Lungomare Paolo Toscanelli, 72; ristrutturazione Presidi Via Paolini e Repubbliche Marinare – Viale Vasco De Gama; apertura Poliambulatorio di Ostia Antica, ecc..
Ancora oggi, quando, in teoria i lavori di ristrutturazione del Sant’Agostino dovevano essere già iniziati, se non ultimati, non si conoscono con certezza né, i tempi dei trasferimenti né, le rispettive ed effettive collocazioni dei vari Servizi che, ivi si trovano, e se, questi, verranno destinati in sedi e spazi idonei per rispondere al meglio ed in modo funzionale alle esigenze degli operatori ed operatrici, in rapporto alle attività da loro svolte nei singoli servizi che, a quelle dei cittadini utenti che ci si rivolgono per cercare e trovare risposta alle varie esigenze e bisogni di Salute.
Tutto ciò, indipendentemente dal rinvio per il ricorso vinto da una delle ditte che hanno partecipato alla gara, ovviamente.
Appare chiaro come queste siano un’ulteriore dimostrazione di come, in merito alla collocazione e al trasferimento dei Servizi Socio - Sanitari, non vi sia stata una vera programmazione e organizzazione in grado di affrontare le diverse problematiche e di individuare e proporre valide e adeguate soluzioni. E’ mancata, di fatto, anche alla luce dei cambiamenti e della crescita di un Territorio, una visione d’insieme delle problematiche riguardanti i destini dei Servizi e delle attività Sociali e Sanitarie del XIII Municipio.
Questa O.S. ha più volte segnalato e denunciato il rischio di tale situazione e lo stato di grave crisi e difficoltà in cui versano i servizi Socio Sanitari nel Distretto 2 – XIII Municipio, ultima la nota del 30.09.2008 Prot. n° 79158, sia per la carenza, inadeguatezza ed inagibilità degli spazi che, per l’evanescenza delle soluzioni presentate dall’Azienda in merito al trasferimento e alla collocazione dei Servizi stessi. Ad oggi, infatti, non risultano esserci tempi e soluzioni certe sia, per quanto riguarda la messa a norma e la consegna delle diverse strutture interessate alle ristrutturazioni, compreso il Sant’Agostino, che, per una adeguata e funzionale sistemazione e destinazione dei vari Servizi interessati in rapporto alle attività ed al numero degli operatori/trici impegnati, agli spazi e all’individuazione di eventuali nuove sedi.
Anche le proposte emerse che potrebbero rappresentare una valida, se pur parziale, soluzione, come quella del trasferimento del TSMREE in una parte dei locali, realizzati per l’ANFFAS, in Via del Sommergibile ad Ostia, devono ancora trovare formale e definitiva soluzione. Si chiede, a tal fine, di attivare e sollecitare, in concorso con il Municipio XIII, tutte le misure e procedure necessarie per pervenire in modo sollecito alla definitiva destinazione di tale struttura.
Tra le soluzioni che sembrano prendere corpo, inoltre, sempre secondo alcune voci, ci sarebbe quella di un utilizzo, da parte della AUSL RM/D di una parte dell’edificio attualmente in dotazione alla Guardia di Finanza, nella zona Infernetto. Tale scelta sarebbe determinata dal fatto che non comporterebbe particolari costi per l’Azienda.
Ribadiamo, a tale proposito, come questa eventuale soluzione, pur nell’esigenza di perseguire scelte dettate da criteri di risparmio e razionalità, non possa rappresentare un’idonea soluzione, vista la sua collocazione, priva di sufficienti ed adeguati collegamenti di trasporto e viari, di eventuali trasferimenti di servizi già esistenti nel territorio. Tale soluzione, comunque da verificare, potrebbe essere utile per andare ad una diversa articolazione ed ulteriore potenziamento della rete di strutture e di Servizi Socio – Sanitari necessari al Territorio, in una zona in continua espansione edilizio/abitativa carente di qualsiasi struttura e Servizio Socio Sanitario Pubblico.
Pensiamo, che le suddette problematiche e tutte quelle relative al funzionamento, al miglioramento, allo sviluppo qualitativo e quantitativo dei Servizi debbano vedere interessati e coinvolti tutti i soggetti e le Realtà Istituzionali, Sociali, Sindacali e Politiche del Territorio per cercare, attraverso percorsi partecipativi, di individuare le soluzioni più idonee e possibilmente condivise nell’interesse della cittadinanza e in difesa di Servizi Pubblici più efficienti e più umani.
A tale proposito dichiariamo e riconfermiamo tutta la nostra disponibilità per un confronto di merito su tali questioni e su tutte le suddette problematiche, dovunque e con chiunque.
Saluti
I Delegati R.S.U. AUSL RM/D Antonio Nocera – Cesare Morra
p. La Segreteria Territoriale COBAS AUSL RM/D Francesco Donzella
Prot. AUSL RM D
N°103823 del 15.12.2008
Prot. Municipio XIII
N°108697 del 15.12.2008

martedì 2 dicembre 2008

COMUNICATO DEL COBAS AUSL RM D SULLA RIDUZIONE DEI POSTI LETTO AL G.B.GRASSI DI OSTIA

COBAS AUSL RM D Roma, 1.12.2008

email:listacobasrmd@gmail.com
blog :listacobasrmd.blogspot.com

LA TELENOVELLA DEI POSTI LETTO DEL G.B.GRASSI …NUOVA PUNTATA…!!!!

La Regione Lazio propone la riduzione del taglio di 2.373 posti letto nel proprio territorio.
Tale decisione riguarderà anche l’Ospedale G.B. Grassi che vede scendere a 266 ( in realtà quelli attuali ) il numero dei posti letto, contrariamente a quanto precedentemente annunciato.
Tale decisione smentisce clamorosamente quanto in precedenza individuato con lo stesso Atto Aziendale che stimava in 293 posti letto. Ma in realtà a quanti posti letto l’ultimo atto formale consente di avere al Grassi? Ed ovviamente con quanti infermieri ed altre figure professionali si dovrebbe garantire questa quantità di posti letto?
Crediamo che il taglio dei posti letto al Grassi sia una decisione discriminatoria ed irresponsabile.
Si è sempre sostenuta l’esigenza di pervenire ad un potenziamento della struttura sanitaria di emergenza in ragione di un territorio ( Municipio XIII, Comune di Fiumicino ) in continua crescita edilizio/abitativa con un aumento esponenziale della popolazione residente e con un notevole transito di migliaia di persone nel periodo estivo per le attività turistico/balneari e la presenza, peraltro, dell’aeroporto, quello di Fiumicino, tante è vero che tale potenziamento era stato inserito nell’Atto Aziendale.
Tale decisione è un’ulteriore conferma del fatto che il Piano Sanitario Regionale è dettato e determinato solo ed esclusivamente da quel piano di rientro economico/finanziario, discusso ed approvato con il Governo Berlusconi che comporterà tagli, tickets e risparmi che, di fatto, già gravano e graveranno ancor più sulle condizioni di vita e di lavoro degli operatori/trici, sull’ erogazione quantitativa e qualitativa dei servizi socio sanitari e, soprattutto sulla garanzie e sui diritti di salute dei cittadini stessi.
Ci permettiamo di sottolineare: se un Atto Aziendale rappresenta lo strumento con il quale un’Azienda definisce la sua organizzazione ed il suo funzionamento in rapporto ai servizi, alle attività e alle strutture nell’ambito di una programmazione sanitaria, come mai, quell’ Atto Aziendale concordato solo pochi mesi fa, anche dalla Regione, oggi viene smentito e stracciato?
Forse dinanzi a decisioni come quelle adottate si pone un problema; o quelle delineate nel suddetto Atto Aziendale erano solo enunciazioni di principio e/o proclami e propaganda o, altrimenti, dinanzi a decisioni che ne rinnegano lo spirito ed i contenuti, facendone carta straccia, si dovrebbero,allora, trarne tutte le conseguenze politiche/istituzionali.
Non si può, pensiamo, sostenere una cosa e successivamente e contemporaneamente l’esatto contrario…quel contrario poi, dovrebbe essere e rappresentare una risposta quantitativo/qualitativa alla domanda, ai bisogni e ai diritti di salute dei cittadini.
Pensiamo che sia necessario promuovere ed attivare tutte le iniziative politiche, sindacali ed istituzionali per richiedere che tale decisione venga revocata, rilanciando, anche, con l’occasione un forte movimento nel nostro territorio in difesa del Servizio Pubblico, dell’Integrazione dei Servizi Socio Sanitari, del Diritto alla Salute.
Proponiamo, a tal fine, che la RSU della AUSL RM/D si faccia parte attiva indicendo un’Assemblea Pubblica con il coinvolgimento e la partecipazione delle realtà istituzionali ( XIII Municipio – Comune di Fiumicino ) e di tutte le realtà politiche, sociali e culturali.

martedì 25 novembre 2008

TELEGRAMMA CUB-CONFEDERAZIONE COBAS-SDL PER INDIZIONE SCIOPERO 12.12.08

Al Presidente del Consiglio
On. Silvio Berlusconi
Palazzo Chigi – Roma

Al Ministro del Welfare
On. Maurizio Sacconi
V. Fornovo 8 – Roma

Al Ministro della Funzione Pubblica
On. Renato Brunetta
C.so V. Emanuele II°, 116 – Roma

Al Presidente la Commissione di Garanzia ex Legge 146/90
Dott. Antonio Martone
Via Po 16 – Roma


Oggetto: Proclamazione Sciopero Generale.


Le scriventi Confederazioni ed Organizzazioni sindacali CUB, Confederazione Cobas, SdL Intercategoriale, in continuità con lo sciopero generale del 17 ottobre, proclamano lo SCIOPERO GENERALE di tutte le categorie pubbliche e private per l’intera giornata del 12 dicembre 2008:

- contro la Finanziaria, i tagli e la privatizzazione di scuola e Università, per la cancellazione della legge 133 e della 169 (ex-decreto Gelmini);

- per usare il denaro pubblico per forti aumenti salariali e pensionistici, per scuola, sanità e servizi sociali e non per salvare banche fraudolente e speculatori, per l’introduzione di un meccanismo automatico di adeguamento salariale legato agli aumenti dei prezzi e difesa della pensione pubblica, per il rilancio del ruolo del contratto nazionale come strumento di redistribuzione del reddito, la difesa e potenziamento dei servizi pubblici, dei beni comuni, del diritto a prestazioni sanitarie, del diritto alla casa e all'istruzione;

- contro la precarietà e per l'abolizione delle leggi Treu e 30, per la continuità del reddito e la lotta alla precarietà lavorativa e sociale, con forme di reddito legate al diritto alla casa, allo studio, alla formazione e alla mobilità;

- per la sicurezza nei posti di lavoro e sanzioni penali per chi provoca infortuni gravi o mortali;

- per restituire ai lavoratori il diritto di decidere, per la difesa del diritto di sciopero e il recupero dei diritti sindacali sequestrati dai sindacati concertativi.

- per fermare il razzismo che, oltre a negare diritti uguali e la dignità delle persone, scarica sui migranti la responsabilità dei principali problemi sociali;

Durante lo sciopero generale saranno garantiti i servizi minimi essenziali.
Le articolazioni di categoria saranno quanto prima comunicate a cura delle stesse.


CUB Confederazione\Cobas SdL Intercategoriale
Piergiorgio Tiboni Piero BERNOCCHI Fabrizio TOMASELLI

Info:

02 70631804 06 70452452 06 59640004


TELEGRAMMA DEL 17 Novembre 2008 ..............

venerdì 21 novembre 2008

IERI IL MESSAGGERO HA RIPORTATO STRALCI DELLA NOSTRA NOTA E LA AUSL RM D MINACCIA QUERELE!!!




E mail: listacobasrmd@gmail.com COMUNICATO DEL 20.11.08
Blog: listacobas.blogspot.com

………In Tribunale, In Tribunale……..!

A seguito della nostra denuncia sulla Gestione delle Risorse Umanane nella AUSL RM/D, l’Azienda risponde, attraverso organi di stampa ( Il Messaggero 20/11/2008 ) che,:....” non è tenuta a rispondere ai COBAS in quanto, Organizzazione Sindacale non firmataria di contratti…” inoltre, di aver interessato l’Ufficio Legale per….”procedere ad una querela per diffamazione….” nei nostri confronti.
A parte il fatto che, visti i contratti e gli accordi firmati, lo consideriamo un merito ed un complimento….! Per il resto….Bene, aspettiamo…! Ma intanto facciamo notare che:
1) Nella suddetta nota, firmata, peraltro, da delegati R.S.U,. abbiamo parlato di violazioni non per il fatto che non ci si rispondesse, questo attiene alla sensibilità, ai doveri, ai principi di buona regola e rispetto del confronto democratico e delle relazioni e prerogative sindacali, ma di inosservanza e violazione degli accordi sindacali sottoscritti anche nel verbale d’intesa con le R.S.U. del 12/02/2008,( obbligo di informativa e mobilità da attuarsi con criteri certi e trasparenti ) ci risulta, inoltre che, la R.S.U., abbia inoltrato formale richiesta e, pertanto questa amministrazione non ha adempiuto, nello specifico, all’obbligo informativo nei confronti della R.S.U., oltre che verso l’O.S. COBAS. ……Aspettiamo di essere smentiti…..!
Ma poi, se la vogliamo dire proprio tutta, non esistono anche Leggi ( n°241/90 e 142/90) sulla trasparenza nella pubblica amministrativa che fa riferimento al diritto di accesso ai documenti amministrativi…?

2) Tutte le questioni sollevate nella suddetta nota e, anche, in quella precedente del 29/05/2008 Pro. n°44753, chiedevano e sollecitavano chiarimenti in merito alla Gestione delle Risorse Umane ( inserimenti, trasferimenti, comandi, ecc. ).
Quanti e quali sono, per esempio, quelli avvenuti ed effettuati dal 2006 ad oggi?

Si vuole forse dire che non è pertinente chiedere e conoscere il modo come queste risorse vengono inserite ed utilizzate, ai fini di una corretta e funzionale ottimizzazione, in rapporto alle esigenze e alle priorità dei servizi e degli uffici e nel rispetto delle normative e, a garanzia e alla tutela dei diritti degli stessi lavoratori e lavoratrici?

Si vuole continuare ad eludere questioni che sono sotto gli occhi di tutti? Non sarebbe opportuno, invece, rispondere nel merito delle questioni poste….?
……..Ai posteri l’ardua sentenza……!

20/11/2008 COBAS AUSL RM D

martedì 18 novembre 2008

CONTINUANO LE PRATICHE CLIENTELARI ALLA AUSL RM D NUOVA PRESA DI POSIZIONE DEI NOSTRI DELEGATI COBAS NELLA RSU AZIENDALE PER UNA DIFESA DEI SERVIZI




Roma, 17/11/2008
E - mail:listacobasrmd@gmail.com
Blog: listacobasrmd.blogspot.com


Al Direttore Generale AUSL Roma D
Dr.ssa Giuseppina Gabriele
Al Direttore Amministrativo
Dr. Antonio Scuteri
Al Direttore Sanitario
Dr. Maurizio Rango
Al Direttore Area Risorse Umane e A.G.
Dr. Filippo Coiro
Al Dirigente U.O.C. Reclutamento e Stato
Giuridico del Personale Dipendente
Dr.ssa Giuditta Del Borrello
Al Dirigente S.A.I. Aziendale
Dr. Andrea Tranghese
e,p.c. Al Presidente della Regione Lazio
On. Piero Marrazzo
Al Coordinatore R.S.U.
Eugenio Bellomo
Oggetto: Gestione Risorse Umane. Trasferimenti - mobilità interna.
Scrivente O.S., fa seguito alla nota Prot. AUSL RM/D n° 44753 del 29/05/2008, nella quale, nel segnalare la grave carenza del personale tecnico, amministrativo e socio - sanitario nei vari servizi, uffici e strutture dell’ AUSL RM/D si evidenziava anche l’uso distorto e discrezionale, al di fuori di ogni buona regola di confronto e di trasparenza, nell’uso e nella gestione delle Risorse Umane in merito agli spostamenti, ai trasferimenti, agli incarichi, alle assunzioni ( v. immissioni dal S. Lucia ), ai Comandi e alle Consulenze.
A tale proposito si chiedeva altresì di conoscere la movimentazione del personale in entrata ( Comandi, Consulenze, Incarichi, Assunzioni, Trasferimenti, ecc.) avvenute presso l’Azienda AUSL RM/D, dal 2006 ad oggi, specificando ruolo, qualifica, professione, sede e servizio di assegnazione.
Si deve purtroppo constatare che, a tutt’oggi, non sono pervenute alcune risposte e questo, oltre a rappresentare un elemento elusivo ed omissivo, anche in merito ai doveri ed ai principi di informativa verso le istanze sindacali, denota la completa assenza di rispetto e sensibilità per il confronto democratico, per le relazioni sociali e le prerogative sindacali. Ciò evidenzia ancor più, al di là di generiche dichiarazioni di principio e di facciata, oggi tanto in voga, come, su scelte che riguardano la gestione della Pubblica Amministrazione, dei Servizi e della loro funzionalità, efficacia ed efficienza, si continuano a perseguire comportamenti e scelte dettati solo ed esclusivamente da logiche arbitrarie e discrezionali, in spregio a norme ed accordi sindacali e al di fuori di ogni regola di confronto, che nulla hanno a che vedere con una corretta, trasparente, democratica e partecipata gestione della Cosa Pubblica.
Le condizioni di difficoltà e di criticità nelle quali versano i Servizi tutti, legate alle sempre più evidenti difficoltà economico/finanziarie, alla carenza degli organici, alla inadeguatezza degli strumenti necessari allo svolgimento dei rispettivi lavori (qualità e insufficienza del sistema informatico, carenza materiale sanitario, tecnico/amministrativo, ecc. ) compromettono, non solo la qualità e la quantità delle attività e delle prestazioni, ma determinano ritmi e condizioni di vita e di lavoro per i singoli operatori/trici difficili da sostenere, con rischi per la salute e per le loro stesse condizioni psico - fisiche.
Tali condizioni, proprio in presenza di una dichiarata gravosa situazione economico/finanziaria, richiederebbero comportamenti oculati e scelte in merito all’uso, alla gestione e alla distribuzione delle Risorse Umane, dettate e mirate ad una più equa distribuzione e razionalizzazione in rapporto ai ruoli, alle qualifiche, alle competenze, alle professionalità delle rispettive assegnazioni e collocazioni, partendo dalle priorità delle attività e dei singoli servizi. Ciò, nel rispetto degli accordi, ultimo quello sottoscritto e ratificato nel Verbale d’Intesa tra l’Azienda AUSL RM/D e le RSU in data 12/02/2008.
L’osservanza delle normative e dei regolamenti contrattuali, dei principi e delle regole di consultazione ed informazione, dell’espletamento di tutte le procedure tecnico/amministrative basate su criteri di correttezza e trasparenza ( graduatorie, avvisi e bandi di mobilità, ecc. ), nel pieno ed esclusivo rispetto dei principi di equità, correttezza e trasparenza, sono condizioni necessarie per ridare certezza del diritto, e fattibilità nell’esercizio del potere di organizzazione, di gestione degli uffici e dei servizi e di ottimizzazione delle attività. Ciò allo scopo di conseguire il migliore e più funzionale inserimento del personale, in rapporto alle dotazioni e alle carenze organiche, all’organizzazione del lavoro e per una crescita professionale/lavorativa di tutti/e gli operatori/trici così da dissipare ogni comprensibile dubbio su atteggiamenti autoritari, vessatori e/o clientelari, più volte ed in varie occasioni palesati.
Basti pensare, a tale proposito, che, ancora oggi, gli innumerevoli provvedimenti legati agli spostamenti, alle mobilità e ai trasferimenti avvengono, in maniera completamente deregolamentata senza alcuna preventiva e successiva informazione, magari per la sola ed esclusiva volontà e decisione di singoli Dirigenti, e senza che ci sia la possibilità di conoscerne ragioni, criteri e priorità.
Tali provvedimenti apparirebbero, pertanto, dettati solo ed esclusivamente da scelte e logiche clientelari, di “ favore “ e/o punitive determinate, spesso , peraltro, da mere “ trattative private “, con il risultato che ad alcuni dipendenti è concesso di trasferirsi, anche più volte, magari senza neanche aver presentato formale domanda, rispetto ad altri che, nel corso degli anni, pur avendo manifestato l’esigenza di un cambio e di un trasferimento, divengono “ ostaggio “di “esigenze di servizio “ a volte improcrastinabili altre volte, invece…., no !
L’inosservanza, la violazione sistematica, il mancato rispetto degli accordi sindacali, l’inadeguatezza, se non la vera e propria assenza di regole, normative e di strumenti che diano trasparenza e certezza del diritto, determinano, di fatto, comportamenti discrezionali generando nei lavoratori/trici, condizioni di completa sudditanza e sottomissione, inducendoli, in questo modo, a ricercare “ strategie “ personali e/o a rapporti esclusivamente personalistici, “ prigionieri” magari, di zelanti esponenti e Dirigenti Aziendali che pensano di possedere e, quindi, esercitare, in modo spesso autoritario, il Potere Assoluto nella vita e nei destini lavorativi delle persone, e/o di rappresentanti politici e sindacali, nella speranza e nell’aspettativa di potersi vedere riconoscere e affermare bisogni e diritti altrimenti negati.
Anche quando si è cercato di dare, per alcuni trasferimenti, una parvenza di trasparenza ed ufficialità ( v. Avviso di Mobilità per il Personale Amministrativo ) attraverso bandi ed avvisi pubblici, questi, sono stati carenti, sia sotto l’aspetto della tempestiva e della capillare informazione e diffusione in tutti gli uffici e le sedi Aziendali, sia per la mancanza di chiarezza e trasparenza degli atti, delle scelte e dei criteri adottati. Ciò ha lasciato spazio ad applicazioni interpretative con un ampio potere discrezionale nella formazione delle graduatorie, nelle scelte e nelle collocazioni, non indicando e specificando, peraltro, nell’avviso di mobilità stesso, né le funzioni, né i ruoli e né, tanto meno, le qualifiche da ricoprire. Per non parlare, poi, dei tempi per la presentazione delle domande, da parte degli/delle interessati/e, ( 10 giorni dalla pubblicazione del bando di mobilità del personale amministrativo ) e non è un caso, pensiamo, che siano state poche le domande presentate.
Per quanto riguarda, invece, le figure pervenute dall’Istituto S. Lucia, ( circa 32 unità ) c’è da sottolineare come, l’immissione del suddetto personale, sia avvenuta in modo sotterraneo, senza alcun confronto finalizzato all’individuazione delle effettive carenze e criticità esistenti in materia di dotazione organica, non permettendo quindi né un corretto e funzionale inserimento di queste figure professionali, né i trasferimenti a domanda, attraverso regole certe e condivise, delle unità lavorative già presenti.
E’ ancora da chiarire, peraltro, se, queste assunzioni/trasferimenti, siano corrispondenti ai criteri e alle normative vigenti riguardanti le assunzioni nella Pubblica Amministrazione e l’istituto della mobilità, ( richiesta presentata anche dall’ O.S. C.I.S.L. in data 17/05/2007, Prot. AUSL RM/D n° 40638 ).
Non si può, inoltre, proprio perché attinente ai temi qui trattati, in merito alle problematiche sulla Gestione delle Risorse Umane, non segnalare il modo, i tempi, i criteri con i quali, con le “Delibere Balneari” n° 583 del 27/07/2006 e n° 640 del 24/08/2006 e n° 645 del 28/08/2006, si è proceduto al bando di selezione per l’attivazione del Cantiere Scuola Lavoro che, di fatto, ha escluso dalla possibilità di partecipare, anche per il criterio della “ Residenza Territoriale AUSL”, considerato anche il periodo estivo e per l’assenza di una tempestiva e diffusa informazione, quanti sarebbero stati interessati, primi fra tutti/e anche molti/e di quei lavoratori/trici che da anni lavorano nell’azienda in condizioni di precarietà.
E’ lecito avere qualche dubbio sui modi e sulle scelte che hanno portato a tali decisioni anche se sono sempre condivisibili provvedimenti mirati alla stabilizzazione del personale, come quello approvato con Deliberazione n° 635 del 13/08/2008, che ha riguardato le 10 unità di personale del Cantiere Scuola Lavoro.
Un’altra questione che merita attenzione ed esigenza di chiarezza e trasparenza è quella riguardante il personale entrato in regime di Comando e gli eventuali rapporti di Consulenza all’interno dell’Azienda: è possibile conoscere con esattezza quanti e quali sono?
Così come sarebbe lecito conoscere quali e quanti sono gli incarichi, formalmente ed “informalmente” rilasciati dall’Azienda!
A quali logiche di risparmio, razionalità, efficacia, efficienza, ottimizzazione e priorità risponderebbero, per esempio, scelte che vedono addirittura assegnare unità in comando per compiti e attività ( vedi Rassegna Stampa, Formazione, ecc. ) che poco o nulla hanno a che vedere, con la carenza degli organici e con le diverse carenze, priorità ed esigenze esistenti nei vari servizi socio – sanitari e nelle diverse attività tecnico/amministrative? Per di più quando tali scelte non corrispondono talvolta ai ruoli e alle qualifiche di appartenenza.
Tali scelte e comportamenti non trovano neanche giustificazione nella motivazione che il personale in entrata sostituirebbe numericamente il personale in uscita nel corso di questi anni. Infatti, quante e quali unità sono andate a coprire effettivamente i ruoli, le qualifiche, le attività e le funzioni dei dipendenti cessati e/o trasferiti?
Dovremmo pensare che questo è solo il frutto di uno stato di confusione, approssimazione e pressappochismo? O, forse, è questo ciò che si vuole, in modo da poter affermare, difendere, attraverso una precisa “Strategia di Gestione”, un’idea proprietaria e feudale della “ Cosa Pubblica”: una rete di piccoli/grandi interessi, particolarismi, clientele, che non esita ad usare forme sottili di “ pressione “ e di “ricatto” utilizzando, anche al di fuori di ogni regola di diritto e trasparenza, la Gestione delle Risorse Umane e Professionali, come strumento di “controllo totale”, così da salvaguardare logiche, appetiti ed interessi Aziendali/Politici/Sindacali, per non disturbare i “ conducenti “?
E’ forse un caso che a tutt’oggi non si conoscono formalmente, il numero delle persone in entrata ( solo dal 01/01/2008 sarebbero circa 104 persone ) i trasferimenti e gli spostamenti realizzati, le assunzioni avvenute, i criteri e le priorità di assegnazione né, tanto meno, il ruolo, la qualifica del personale interessato e la loro destinazione?
L’assenza di una preventiva, dettagliata ed esauriente, informazione sulla movimentazione del personale in merito agli spostamenti e alle mobilità effettuate ed in via di imminente e prossima realizzazione, è una palese ed inaccettabile violazione degli accordi sindacali sulla mobilità, ribaditi, anche, nel verbale d’intesa del 12/02/2008 con le R.S.U. .
Le problematiche sopra esposte pongono l’attenzione sull’esigenza di affermare e realizzare principi e criteri di trasparenza e confronto nella Gestione delle Risorse Umane, sia in rapporto alle necessità organizzative dell’Azienda, alle carenze degli organici, ai carichi di lavoro, anche per meglio ottimizzare le diverse conoscenze, competenze e professionalità che alla tutela e alla difesa dei diritti dei singoli lavoratori e lavoratrici, nonché per rispondere a quei criteri di risparmio, di razionalizzazione e ottimizzazione delle risorse umane e di lotta agli sprechi.
A tali principi e criteri sembrano, solo ora, richiamarsi anche alcune delle recenti disposizioni in materia di Assestamento di Bilancio diramate dalla Regione Lazio per far fronte alle difficoltà di natura economico/finanziaria della Sanità Regionale. Una situazione di crisi e difficoltà della quale conosciamo la provenienza e le responsabilità dei Governi Nazionali, della precedente Giunta Regionale e delle passate Gestioni Aziendali, ma che, pensiamo, non abbiano trovato, anche, una volontà ed una capacità di risposta nelle politiche sociali e sanitari dell’attuale Governo della Regione Lazio.
Pensiamo non siano state attuate sufficienti forme di controllo sull’operato delle Aziende Sanitarie rilevando e contrastando realmente le vere fonti di spreco e di disservizio presenti nella Sanità ( appalti, consulenze, incarichi, finanziamenti alle strutture private, esternalizzazioni, ecc. ).
Oggi, dopo il dicktat / ricatto del Governo Berlusconi si cerca di correre ai ripari, dichiarando una generica lotta agli sprechi e lo si fa, in accordo con lo stesso Governo, attraverso il piano di rientro del deficit finanziario ed il Piano Sanitario Regionale con interventi che porteranno, di fatto, a tagli e risparmi che peseranno e graveranno sulle condizioni di vita e di lavoro, sulle garanzie e sui diritti degli operatori/trici e sui cittadini, con la riduzione dei posti letto, il blocco delle assunzioni e della stabilizzazione dei lavoratori/trici precari e la reintroduzione dei ticket sui farmaci, ecc..
La situazione e le problematiche, sopra rappresentate, pensiamo, richiedano interventi e risposte immediate.
Questa O.S. si riserverà di intraprendere le iniziative che riterrà più opportune qualora, tali problematiche, venissero, ancora una volta eluse e disattese.
Distinti saluti
Prot. AUSL RM/D
n° 94759 del 17/11/2008

p.il COBAS AUSLRM/D
I Delegati R.S.U.
Antonio Nocera - Cesare Morra- Ivano Piermattei

lunedì 10 novembre 2008

I DELEGATI COBAS DELLA RSU AUSL RM D DIFENDONO IL DIRITTO ALLA SALUTE LETTERA SULLE VACCINAZIONI


Roma, 30/10/2008
Al Direttore Generale AUSL Roma D
Dr.ssa Giuseppina Gabriele
Al Direttore Sanitario Aziendale
Dr. Maurizio Rango
Al Direttore Amministrativo
Dr. Antonio Scuteri
Al Direttore del Dipartimento di Prevenzione
Dr. Agostino Sorce
Al Dirigente Responsabile U.O.SD. Immunoprofilassi
e Programmi di Prevenzione e Protezione della Salute
Dr.ssa Daniela Reggiani
Al Direttore f.f. Area Politiche del Farmaco
Dr.ssa Lorella Lombardozzi
e,p.c. Al Coordinatore delle R.S.U.
Eugenio Bellomo


Oggetto: disposizioni in materia di somministrazione vaccini.

Scrivente O.S. è venuta a conoscenza di disposizioni che limiterebbero le prestazioni vaccinali consentendo solamente quelle obbligatorie e sospendendo e posticipando all’01/01/2009 tutte le vaccinazioni raccomandate.

Tali disposizioni sarebbero determinate dalla necessità di contenimento del budget Aziendale in relazione al Piano di Rientro della Regione Lazio.

Pur nella necessità di contenimento della spesa dovuta alle difficoltà di natura economica/finanziaria che attraversa la Regione Lazio e, di conseguenza, tutte le Aziende UU.SS.LL., non si può non rilevare come eventuali decisioni e disposizioni non solo, possono creare disagio e allarme per quei cittadini/utenti che, pur avendo già prenotato le prestazioni delle vaccinazioni si vedono sospendere e rimandare l’appuntamento ottenuto, ma sarebbero in contrasto con quanto stabilito dal Comunicato relativo alla Deliberazione del 03 marzo 2005, Conferenza Stato - Regioni, ( Gazzetta Ufficiale n° 120 del 25/05/2005 ) recante “ Accordo, ai sensi dell’art. 4 del DLG 28 agosto 1997, n° 281 tra il Ministro della Salute e i Presidenti delle Regioni e delle Province autonome, concernente il Nuovo Piano Nazionale Vaccini 2005 - 2007 “ che, richiama i compiti, tra gli altri, del Dipartimento di Prevenzione ossia,
…” quello di presidiare operativamente le seguenti Aree prioritarie:
1) la promozione dell’adesione consapevole alle vaccinazioni;
2) l’offerta attiva e gratuita dei vaccini previsti dal calendario…….”.
Si pone l’attenzione all’assunzione di responsabilità di fronte alle conseguenze che una mancata copertura vaccinale potrebbe comportare verso quelle patologie gravi come la meningite in bambini che, comunque, frequentano scuole e nidi per l’infanzia.
Si ravvisa, inoltre, una distinzione obsoleta tra vaccinazioni obbligatorie e facoltative, in quanto il Piano Nazionale Vaccinazione non prevede distinzione nella formulazione del Piano stesso.

In attesa di un sollecito riscontro si porgono, distinti saluti.

Prot. AUSL RM/D
n° 89634 del 30/10/2008
p. I COBAS AUSL RM/D
IDelegatiR.S.U.
Antonio Nocera - Cesare Morra - Ivano Piermattei

lunedì 27 ottobre 2008

NUOVO VOLANTINO DEL COBAS AUSL RM D


SARANNO DUE SOLDI, MA DATECELI, VISTO CHE SONO NOSTRI …!

Mentre da una parte si fanno sempre più gravose le condizioni di vita delle persone e delle famiglie per la grave crisi economica e sociale che attanaglia il paese, il governo prosegue il suo attacco ai lavoratori pubblici, apprestandosi a dare, per il rinnovo del contratto del pubblico impiego,2008-2009, la miserrima somma di soli circa 40 € netti al mese in busta paga, più € 7 di produttività, prosegue, all’interno della nostra ausl, un sistema di relazioni sindacali che e’ ben lontano dal perseguire e realizzare processi di democrazia partecipata, dal definire ed affermare un sistema di regole trasparenti e condivise, capace di ridare certezza del diritto, su temi e questioni che attengono la gestione del personale, ( trasferimenti, comandi, assegnazioni ecc. ) l’organizzazione del lavoro, la funzionalità degli uffici e dei servizi socio – sanitari, la collocazione, il trasferimento, il potenziamento dei servizi e della sicurezza ed idoneità dei luoghi e degli spazi di lavoro.
Si continuano ad applicare, infatti, senza alcun confronto e, spesso, in modo discrezionale e burocratico, strumenti normativi/contrattuali che generano malcontento, sperequazione e disuguaglianze ( v. indennità turni, posizioni organizzative, utilizzo fondi produttività ).
Con lo stipendio di ottobre molti lavoratori/trici, troveranno in busta paga il pagamento della quota della produttività.
Si tratta di quote non elevate che risalgono ai fondi residui a disposizione risalenti all' anno 2005.
Purtroppo, però, dobbiamo dire, che il pagamento di tali esigue somme non riguarderà tutti/e i lavoratori e le lavoratrici perché l'azienda ha deciso di pagare tali somme in base agli " obiettivi raggiunti " indicati dai responsabili e dirigenti dei vari uffici e servizi.
Malgrado da tempo all’interno della R.S.U., i delegati eletti nella lista COBAS , abbiano sollecitato e seguito la vicenda, sostenendo che il pagamento riguardante i fondi residui 2005, 2006, 2007 e, chiaramente, successivamente, anche per quelli relativi all’ anno in corso 2008, dovesse essere distribuito, come già avvenuto negli anni precedenti ( dal 2000 al 2004 ), in assenza di un confronto preventivo di metodo e di merito sugli obiettivi, attraverso il calcolo delle presenze,come la normativa consente, ed un’ unica soluzione.
Solo negli ultimi giorni, ed in maniera informale, si e’ venuti a conoscenza che il pagamento delle suddette somme avrebbe riguardato solo coloro che si trovavano all'interno degli obiettivi indicati e raggiunti.
Tale scelta la consideriamo iniqua, non solo perché gli obiettivi indicati dall' azienda, dai rispettivi responsabili e dirigenti non hanno avuto come base e premessa alcun confronto, ne’tantomeno hanno visto coinvolti e resi partecipi i diretti lavotratori/trici che quegli obiettivi contribuivano a raggiungere, ma rappresenta ed esprime una volontà ed una decisione unilaterale da parte della stessa azienda che, su tale questione, non ha avuto con le rappresentanze degli stessi lavoratori e lavoratrici un confronto sistematico finendo per penalizzare e creare disparità di trattamento, i lavoratori/trici stessi che hanno continuato e continuano a svolgere con serietà, professionalità e sacrificio il proprio lavoro, garantendo la funzionalità e l’efficienza dell’ attività anche in presenza di una sempre più grave carenza degli organici e molto spesso degli strumenti necessari allo svolgimento del lavoro ( inadeguatezza del sistema informatico, carenza materiale sanitario e tecnico/amministrativo, ecc. ), che riguarda tutti gli uffici e i servizi socio - sanitari dell’azienda.
Non possiamo, allo stesso tempo, tacere e nascondere le responsabilità che le R.S.U. hanno avuto in questa vicenda nell’affidarsi esclusivamente ad effimeri colloqui informali e personali con rappresentanti dell’azienda, senza riuscire ad avviare un confronto reale con l'amministrazione e, soprattutto, senza un confronto con gli stessi lavoratori e lavoratrici che, attraverso un percorso partecipato, avrebbe potuto dare quella spinta necessaria alla soluzione positiva di tale problematica.
Pensiamo che tale esito non debba ripetersi e che tale situazione possa divenire occasione per riflettere e per avviare un percorso di partecipazione che sia in grado di riaprire e dare forza ad una vertenza con l'azienda che porti, sia al riconoscimento del pagamento, per tutte/i i lavoratori/trici, delle somme ancora a disposizione degli anni 2006 -2007 - 2008, che ad un confronto ampio e articolato sul metodo ed i criteri da adottare nell'utilizzo dei fondi legati alla produttività a partire dall'anno 2009.
A tale proposito invitiamo tutti/e i delegati/e R.S.U. ad attivarsi per promuovere e favorire le iniziative e la partecipazione di tutti i lavoratori e tutte le lavoratrici sulle problematiche suddette.
E’ necessario, infine, dare la massima informazione per favorire la più ampia partecipazione e mobilitazione in difesa delle condizioni di vita e di lavoro dei lavoratori e lavoratrici, contro l’attacco ai servizi pubblici, per un' immediato rinnovo del contratto di lavoro che metta al centro realmente la questione salariale, per la difesa del servizio sanitario pubblico, contro il degrado politico, culturale e sociale in atto e l’attacco ai diritti e alle libertà, oggi, ancor più minacciati dagli interessi e dalle politiche economico - sociali del governo e delle imprese.
ROMA 27.10.2008