domenica 15 marzo 2009

PROTOCOLLO D'INTESA CON LA AUSL RM/D

Questa è la nota a firma del Direttore Generale della AUSL RM/D, Dr.ssa Giuseppina Gabriele.

Questa Direzione Generale, in seguito ai ripetuti contatti dell'Area Materno Infantile e di parte di questa Direzione con le Organizzazioni Sindacali e con l'Assemblea delle Donne prende atto positivamente del rinnovato clima di collaborazione reciproca auspicabile.Invita tutti alla festa dell'otto marzo per l'inaugurazione della Casa del Parto, e indice un tavolo per la programmazione condivisa dell'assistenza. Materno Infantile, con le Associazioni femminili e del Territorio e con I Sindacati.Tale tavolo sara' gestito dal Direttore dell'Area Materno Infantile che ha mandato, insieme alla UOC Consultori, Dott.ssa Musacchio e alla Dott.ssa Canitano, ginecologa Ambulatoriale, Referente Sanitario per la “Casa della Salute della Donna e del Bambino”, di valutare l'adeguatezza dei servizi Consultoriali di Ostia, per I quali è in corso una trattativa per locali atti all'apertura di un secondo Consultorio.Ha altresi' mandato di aprire una riflessione comune sulle necessità, nel nostro Territorio, della popolazione femminile e pediatrica, nonchè adolescenziale.Al Direttore dell'Area Materno Infantile, Prof Palazzetti, spetta inoltre stabilire la data del primo incontro di tale tavolo.Buona festa dell'otto marzo a tutte e a tutti.Il Direttore Generale, Giuseppina Gabriele

giovedì 5 marzo 2009

LETTERA AL DIRETTORE GENERALE AUSL RMD

Al Direttore Generale AUSL RMD Dott.ssa Giusy Gabriele

Al Responsabile Area Materno Infantile Dott. Pierluigi Palazzetti


L'Assemblea delle donne, a seguito dell'incontro del 25 febbraio dal quale non e' emerso alcun impegno chiaro sulla collocazione del consultorio di Ostia in locali idonei, ribadiscono che pur non avendo alcun pregiudizio sulla Casa del Parto, tanto meno sulla Casa della salute della donna e del bambino che anzi rispondono a richieste trentennali, vedono con preoccupazione il depotenziamento del Consultorio di Ostia.

In un territorio di circa 200.000 abitanti dove esistono solo 2 consultori, il rapporto per legge sarebbe di uno ogni 20.000 abitanti, assistiamo ad una ulteriore riduzione del servizio in controtendenza anche alle ultime disposizioni regionali sulla riorganizzazione dei consultori ( delibera Giunta regionale del Lazio n° 945 del 22/12/08 ) mirato al sostegno della genitorialità che stanzia ulteriori fondi ai consultori stessi.

Il trasferimento del Consultorio dal Sant'Agostino ai locali di Via Capitan Casella 3, di fatto impedisce il mantenimento delle funzioni precedentemente svolte in quanto gli spazi si riducono e conseguentemente diminuiranno le prestazioni poiché le operatrici/i saranno costretti ad alternarsi nell'utilizzo delle stanze; diviene inoltre difficoltoso anche l'accesso alle mamme con carrozzine e, di fatto, impossibile l'accesso ai disabili.

La polverizzazione del servizio preesistente snatura il consultorio rendendolo una somma di ambulatori dislocati nel territorio, spostando su un'ottica prevalentemente sanitaria anche ciò che non lo è. Chi e dove svilupperà gli interventi di prevenzione? Chi agirà sulla crescita culturale del territorio? Chi socializzerà la conoscenza e creerà le reti di protezione sociale necessarie? Chi lavorerà sull'integrazione delle donne immigrate? A questo proposito invitiamo a rileggere le disposizioni della nuova legge regionale n° 945/08!

Ribadiamo l'importanza del lavoro sinergico delle varie figure professionali al fine di ottimizzare ed integrare gli interventi socio-sanitari e questo può avvenire solo all'interno di strutture polifunzionali come definito dalla legge regionale 15/1976.

Del resto non ha senso una Casa del Parto naturale senza una forte presenza sul territorio di chi costruisce una cultura altra non medicalizzata e rispettosa dei tempi e dei bisogni delle donne, funzione tipicamente consultoriale.

Riguardo la Casa della Salute della donna e del bambino ribadiamo quanto detto fin dal giorno della sua presentazione: chiediamo un tavolo di confronto dove vengano costruiti tutti i passaggi a garanzia della sua realizzazione anche nella previsione che la struttura sara' ultimata nella prossima legislatura regionale e la sua destinazione potrebbe cambiare prestandosi anche a manovre speculative.

Se, come è stato ribadito, le finalità sono comuni ci sembra inutile il clima di contrapposizione che si è creato che va soltanto a favorire chi da sempre tenta di destrutturare le strutture socio-sanitarie territoriali ed in particolare i Consultori Familiari.

Chiediamo una risposta nel merito chiara e concreta da questa Amministrazione

Roma, 3/3/2009 L'Assemblea delle Donne del XIII° Municipio

mercoledì 4 marzo 2009

......Al peggio non c'è mai fine.....!

…. Al peggio non c’è mai fine…..!
Dopo gli innumerevoli e svariati annunci, i roboanti proclami e le contraddittorie decisioni sui destini dei Servizi Socio–Sanitari del 13 Municipio – Distretto 2, è avvenuto lo scandaloso trasferimento del Consultorio di Ostia, all’interno di locali inidonei e al limite dell’agibilità per la carenza e l’inadeguatezza degli spazi, dove è persino impossibile accogliere e far sostare le persone per l’assenza di uno spazio adibito a sala d’attesa e dove è difficile, se non impossibile, l’accesso alle persone disabili, per la presenza di scalini ma, anche, per la ristrettezza degli spazi interni che ne rendono difficoltosa la permanenza nella struttura stessa. Un Consultorio che vedrà, di fatto, frammentata e diminuita la sua capacità erogativa di servizi e di attività, precedentemente esistenti nella vecchia struttura Sant’Agostino (v. corsi di preparazione alla nascita ai quali possono partecipare un massimo di 8 donne, anziché 15, come era precedentemente; operatrici/operatori costretti ad alternarsi nell’utilizzo delle poche stanze disponibili con la conseguente diminuzione delle prestazioni professionali).
Ciò comporterà ulteriori disagi in un territorio dove sono presenti solo due Consultori Familiari a fronte di circa 10 previsti dalla legge (1/20.000 ab.).
Riteniamo anche noi necessaria e non più procrastinabile la ristrutturazione del Sant’Agostino e chiediamo ed auspichiamo che questa avvenga nei modi e tempi utili, anche per impedire che si insinuino eventuali operazioni speculative di carattere privatistico.
Tuttavia tale ristrutturazione, annunciata circa 3 anni fa, e che avrebbe dovuto concludersi l’8/3/2008, con l’apertura della Casa della Salute della Donna e del Bambino, non ha ancora trovato effettiva realizzazione, non solo per difficoltà tecnico-amministrative-burocratiche (casuali?) legate al ricorso nell’espletamento delle gare d’appalto, ma anche per l’assenza di un piano, di una reale programmazione, nonché di una capacità organizzativa in grado di individuare, in un territorio in continua espansione edilizio-abitativa, già carente di Servizi Socio-sanitari, soluzioni idonee e dignitose al trasferimento dei servizi e delle attività ivi esistenti.
Infatti la ristrutturazione del Sant’Agostino, insieme a quella degli atri presidi socio-sanitari (Acilia, Via Paolini, Ostia Antica, Via Vasco De Gama/Repubbliche Marinare) ha visto incredibili ritardi, paradossali “ incidenti “ in tutti i cantieri aperti con innumerevoli disservizi ed ingiustificabili disfunzioni createsi ( v. crolli controsoffitti, lavori finiti e riavviati per ritagliare le stanze vaccinali) per non parlare del trasferimento/trasloco dei servizi SPRESAL – SISP – SIAN dalla sede di Lungomare Paolo Toscanelli nei “nuovi” locali di V.le delle Repubbliche Marinare – V.le Vasco De Gama, avvenuti senza adeguata e preventiva informazione e senza che fosse garantita la funzionalità e continuità delle attività (collegamenti telefonici e di rete, ecc.) con riscaldamenti non funzionanti e l’inosservanza delle norme sulla sicurezza (V. assenza di estintori) e di uno studio per l’utilizzo razionale degli spazi esistenti.
E’ di questi giorni la decisione dell’immediato ed “urgente trasloco” dei Servizi e delle attività collocate presso il Sant’Agostino, senza che siano state individuate soluzioni alternative idonee a garantire non solo il rispetto delle condizioni di lavoro e la dignità stessa delle operatrici e degli operatori, ma, soprattutto, la funzionalità e l’efficacia stessa dei servizi e delle attività a tutela dei diritti dei cittadini/utenti. Infatti sono state date disposizioni per trasferire l’UOSD Immunoprofilassi nei locali dell’ANFASS assegnati al TSMREE (Tutela Salute Mentale e Riabilitazione in Età Evolutiva) sottraendo spazi indispensabili all’attività della stessa, e separandoli dall’ex Medicina


Preventiva (nei locali di Via Cagni?) quando solo appena un anno fa si era trasferita la stessa “momentaneamente” dalla sede di Casal Bernocchi “per permettere la riunificazione dei servizi afferenti al Dipartimento di Prevenzione per il Litorale” (…sic…!) per non parlare del COMAVI (scomparso persino nell’Atto Aziendale) con un rimpallo di responsabilità in merito alla struttura di riferimento.
Tutto ciò è avvenuto violando e calpestando le più elementari norme di partecipazione e confronto contraddicendo, peraltro, continuamente, gli accordi e gli impegni presi da alcune Dirigenti Aziendali con le R.S.U. In modo vergognoso ed irresponsabile è stato persino “rimandato” l’incontro che doveva svolgersi il 3 marzo, nel corso del quale dovevano essere verificate e discusse le ipotesi di soluzione per il trasferimento dei servizi ancora collocati al Sant’Agostino.
Ci si chiede, a questo punto, non solo con quale mandato i Dirigenti Aziendali abbiano avviato il confronto con le RSU, ma quale sia la loro reale autonomia, capacità ed effettiva volontà e possibilità di incidere sulle decisioni aziendali.
Il “trasloco”annunciato dei servizi rimanenti al Sant’Agostino è un’ulteriore dimostrazione della superficialità, del pressappochismo e dell’arroganza nella gestione della “Cosa Pubblica” divenuta sempre più strumento e terreno di visibilità per meri interessi di riconoscimento politico, di autolegittimazione e autoreferenzialità, per poter ottenere accreditamenti all’interno di un quadro politico-istituzionale ormai privo di ogni collegamento con la realtà, insofferente alla critica e al dissenso, impermeabile al dialogo e al confronto democratico.
Perché non si cerca invece di far valere il proprio peso, la propria determinazione in tutti i modi e le forme possibili, presso le sedi politiche ed istituzionali per denunciare l’inadeguatezza dei trasferimenti finanziari assegnati dalla Regione Lazio, in accordo con il Governo, alle Aziende USL e che vede la ASL RM/D quella che, in rapporto alla popolazione, con particolare riferimento al Distretto 2, riceve minori stanziamenti e finanziamenti (RM/D 383 euro procapite rispetto ai 1.075 della ASL di Latina).
Pensiamo invece che la gravità e la complessità dei problemi che abbiamo dinnanzi, richiedano percorsi di partecipazione democratica che facciano dell’analisi, del ragionamento, della conoscenza, della ricerca del dialogo e del confronto elementi fondamentali per la difesa degli Spazi e dei Servizi Pubblici, per rispondere ai bisogni, ai diritti e alla dignità delle persone.
Consideriamo pertanto di carattere esclusivamente provvisorio la collocazione di quei servizi ed attività che sono stati trasferiti in spazi e sedi inidonei ed inadeguati.
Chiediamo che, in attesa dello svolgimento dei lavori di ristrutturazione del Sant’Agostino, tutti i servizi interessati trovino una giusta ed idonea collocazione in sedi e spazi più opportuni, avviando da subito, su tali problematiche, un confronto tra l’Azienda, il Municipio, le OO.SS. e le Forze Sociali del Territorio.
Non vogliamo che la “Casa del Parto” diventi la “Vostra ciliegina” mentre viene frantumata la torta.
Chiediamo e vogliamo rispetto per tutti i Servizi Pubblici, per la dignità stessa delle operatrici e degli operatori e dei cittadini di questo Territorio.
Roma,
COBAS AUSL RM/D

martedì 24 febbraio 2009

.....CHE AMAREZZA.....

…..Che Amarezza…….!!!


….Chi non conosce la verità è uno sciocco. Ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un criminale.
Bertolt Brecht

Sento la necessità di fissare alcuni pensieri, alcune libere ed aperte riflessioni e considerazioni personali che riguardano lo stato complessivo delle Rappresentanze Sindacali Unitarie nella nostra realtà: quella della AUSL RM/D, prendendo anche spunto dall’ultima riunione delle R.S.U..
Al termine della discussione tra i delegati, nell’ultima riunione del 18/02 u.s., ho chiesto che la prossima riunione venisse considerata un aggiornamento, quindi un prosieguo della discussione. Tale richiesta ha diverse ragioni, ma tutte in relazione ed in connessione tra loro. Tra queste c’è anche il carattere degli interventi, la loro finalità ed il valore che assumono all’interno del dibattito e nella stessa gestione dei lavori del Consiglio dei Delegati. C’è l’abitudine, infatti, che, da una relazione dal carattere esclusivamente informativo e, considerata la situazione e lo stato, all’interno delle R.S.U. inevitabilmente tecnicistica, svolta normalmente da Eugenio Bellomo che è il Coordinatore, si passa ad interventi, a volte, anche molto articolati che toccano, sia le diverse problematiche sia spunti di riflessione che, non avendo la possibilità di essere sviscerati, analizzati ed approfonditi, rimangono non solo irrisolti, ma in pratica elusi, se non realmente schiacciati dentro interventi che, solo per il fatto di essere svolti per ultimi, sembra assumano un carattere di risposta, di sintesi “conclusiva” e “definitiva” alle questioni e alle problematiche poste.
Punti di vista, opinioni, certamente legittimi e rispettabili, ma che non devono e non possono, solo per il fatto di essere esposti, sempre, alla fine, di tutti gli interventi, assurgere al ruolo di “verità assolute”, assiomi, prese di posizione e/o decisioni date per assodate e scontate senza, peraltro, che vi sia la possibilità, di volta, in volta, considerata anche la rarità degli incontri, rispetto alle questioni e alle problematiche da affrontare, di esprimere e manifestare, in modo esplicito, le diverse posizioni e proposte, sottoponendole, eventualmente, al voto di tutte /i le delegate ed i delegati presenti. Cosicché, anche richieste più volte avanzate, sollecitate e continuamente reiterate vengono sistematicamente accantonate, rimandate se non completamente ignorate ( V. richiesta discussione Gestione Risorse Umane, bilancio attività delle R.S.U., verifica degli accordi sottoscritti, Posizioni Organizzative, ecc. ).
In questo quadro s’inseriscono anche le ”conclusioni” che lo stesso Eugenio ha fatto e fa alla fine di ogni riunione, cosicché tutte le problematiche, le considerazioni, le proposte emerse restano perennemente in sospeso, irrisolte, dilatate in un tempo infinito ed indefinito dentro quello che ormai sembra essere diventato solo uno stanco, vuoto ed inutile rituale.
Penso si dovrebbe prestare maggiore attenzione anche al modo come sono “gestite” le riunioni, perché esse rappresentano, non solo simbolicamente, ma sostanzialmente, lo strumento con il quale, le diverse problematiche vengono analizzate ed affrontate e le diverse posizioni riconosciute e rispettate e, nelle quali possa essere possibile, attraverso il confronto franco e leale, trovare, esprimere e rappresentare qualificate sintesi.
Si tende a normalizzare, se non ad ignorare e/o a fingere di farlo, dinamiche interne, scelte politico/sindacali, che hanno pesato e pesano sull’attività, sul ruolo, sull’autonomia, sulla funzione dei singoli delegati/e e sulle stesse R.S.U.. Tutta l’attività e l’intero sistema di relazioni sindacali e, quindi il rapporto stesso con le/i lavoratrici/tori e l’Azienda, nel bene e nel male, è legato e determinato dall’impegno di pochi, singoli soggetti e/o da questa o quella sigla sindacale, e non sempre attraverso percorsi pubblici, trasparenti e condivisi.
Tale situazione, di fatto, rappresenta un vero esautoramento e una perdita di senso del ruolo di rappresentanza dei delegati e delle stesse R.S.U., che si trovano a svolgere, in questo modo, una funzione esclusivamente burocratica, notarile e subalterna alle decisioni e alle logiche degli apparati politico/sindacali, nonché Aziendali.
E’ bene ricordare, a tale proposito, anche come si è arrivati alla decisione di escludere dalla Commissione Trattante che, va ribadito, dovrebbe avere, esclusivamente carattere e funzione esecutiva delle decisioni prese nel Consiglio dei Delegati, i delegati eletti nelle liste delle Organizzazioni Sindacali di Base. Tale decisione fu presa a maggioranza dai delegati di CGIL - CISL - UIL, che, in questo modo, non solo hanno assegnato un rilievo “ politico” alla Commissione Trattante, ma ne hanno indebolito e snaturato il ruolo e la funzione stessa violando il principio base della rappresentanza e della rappresentatività, nel rispetto della volontà e dell’espressione, emersa liberamente e democraticamente con il voto, dei lavoratori e delle lavoratrici. Quell’idea di rappresentanza e rappresentatività che è stata e che viene, ancor di più oggi, calpestata da coloro che sottoscrivono accordi e firmano contratti di lavoro senza interpellare e consultare chi di quegli accordi è e resta il legittimo e unico destinatario: Il mondo del lavoro e del non lavoro.
Questi sono solo alcuni degli aspetti e degli episodi che hanno lasciato intendere che il ruolo e l’autonomia dei delegati e delle R.S.U. fosse a “ sovranità limitata”. Tanto è vero che l’ “unità”, registrata ed espressa con quella decisione, proprio perché, imposta, fuori da qualsiasi oggettivo ragionamento e criterio di buon senso e dettata da logiche e dagli interessi degli apparati politico/sindacali si è rivelata subito fallace e rivelatrice dei molti conflitti e tensioni interne alle Organizzazioni Sindacali, maggiormente rappresentative, dei quali, però, mai venivano esplicitati i motivi e ne divenivano chiare le vere ragioni. Tensioni e conflitti che hanno portato gli stessi delegati, appartenenti alle OO.SS. suddette a non votare, contraddicendo anche lo stesso Statuto dei Delegati R.S.U., la proposta, come vice Coordinatore, di un delegato CISL avanzata in seguito alle dimissioni, per motivi personali, da quel ruolo di un altro delegato, sempre CISL.
Un altro aspetto che, penso, abbia limitato l’azione e l’attività della R.S.U., è stata, anche, l’assenza di una reale autonomia di giudizio nei confronti della Direzione Aziendale della AUSL RM/D.
Una Direzione Aziendale autocratica che non ha perso occasione per mostrare indifferenza e disinteresse per la partecipazione ed il confronto democratico, nel rispetto dei diritti e delle prerogative sindacali, sottolineando, peraltro, anche tutto il suo carattere autoritario e vessatorio, utilizzando strumenti ( vedi l’uso e la gestione delle Risorse Umane - il trasferimento dei Servizi, ecc.) al di fuori da ogni regola di confronto, nonché di accordi dichiarati e sottoscritti.
Quali azioni, iniziative di contrasto, sono state poste in essere per affermare e difendere un sistema di regole, capace di dare certezza del diritto e tutele ai lavoratori/trici, liberando energie umane e professionali da un sistema di ricatto, di vessazione ed oppressione che mortifica ed umilia le condizioni di vita e di lavoro di quanti, in condizioni sempre più difficili, sono costretti a svolgere la loro attività lavorativa in difesa del Servizio Pubblico? Si è provato ad “indagare”, ad interrogarsi sulle sensazioni, sulle opinioni e sulle condizioni che i lavoratori e le lavoratrici vivono?
Si ritiene adeguata la presenza e l’iniziativa delle R.S.U. nei luoghi di lavoro in rapporto alle esigenze, alle problematiche e alle istanze delle lavoratrici e dei lavoratori stessi?
Forse cercare di rendere marginale il ruolo e la funzione delle R.S.U. è funzionale agli apparati politico/sindacali e Aziendali che si sentono e sono, così, più liberi di agire e determinare logiche e pratiche spartitorie/clientelari in modo da trovare maggiore spazio, agibilità e, quindi, incidere sulle scelte ritenute più interessanti e determinanti alla loro ragione d’essere? ( Posizioni Organizzative, Trasferimenti, Incarichi, ecc., ecc, ).
E’a causa di questo stato di cose che, penso, diviene sempre più importante ed urgente, e non più rinviabile, una discussione aperta, un approfondimento, un’analisi in grado di affrontare e ripensare l’intero sistema di Relazioni Sindacali esistenti.
Non si sente, invece, la necessità, l’urgenza di impegnarsi per ripensare e ridefinire un senso dell’essere e dell’agire sindacale che sia in grado di lavorare per la costruzione di un blocco sociale di riferimento, che partendo dalle condizioni di vita e di lavoro, dai bisogni materiali ed immateriali delle persone, sia in grado di rivendicare diritti, poteri, dignità.
Centrali, quindi, diventano le iniziative per promuovere ed attivare processi in grado di rivendicare salari dignitosi, sicurezza del e nel lavoro e servizi pubblici efficienti, umani e dignitosi.
Stiamo attraversando una crisi profonda che non è solo economica, ma sociale, culturale, civile, democratica. Una crisi che peserà e graverà ulteriormente sulle già difficili e precarie condizioni di vita e di lavoro delle persone. C’è il rischio che il senso profondo di un insicurezza sociale, sempre più acuta, possa scavare irrimediabilmente nel già fragile tessuto connettivo del paese, nelle sue relazioni umane e sociali, nella stessa capacità di essere e divenire Comunità Solidale, sfociare nell’intolleranza, nel razzismo, nell’indifferenza, preda di derive populiste ed antidemocratiche.
E’ necessario, quindi, cercare di invertire, correggere la rotta, tentare di arrestare il declino, ritrovare e ridare slancio, iniziativa a quel bisogno di cambiamento e trasformazione della società che non è mai venuto meno, ma che, nel corso di questi anni, è stato continuamente soffocato, mortificato, ferito.
Da tempo, come delegati R.S.U. eletti nella Lista COBAS, segnaliamo e denunciamo il profondo distacco che c’è tra i lavoratori e le lavoratrici e coloro che sono stati chiamati, attraverso il voto, a rappresentarli.
Un distacco enorme, profondo; un diffuso clima di sfiducia, di rassegnazione, di crescente passivizzazione generato da una condizione di profonda solitudine nella quale si sentono e che vivono i lavoratori e le lavoratrici e che spinge, spesso, verso la ricerca di “ strategie personali” per trovare risposte ai propri bisogni, nonché, a volte, per veder, anche, riconosciuti legittimi diritti, trasformati in “ favori da chiedere “, da un sistema di potere, clientelare, vessatorio, autoritario.
Ciò, ha certamente ragioni profonde e generali frutto anche di una frammentazione e divisione sempre più evidente e lacerante nel mondo del lavoro e del non lavoro (disoccupati, precari, ecc.) frutto anche di determinate e deliberate scelte, strategie e pratiche politico/sindacali, che, in assenza di prospettive e speranze, finiscono per autoalimentarsi, lasciando, così, spazio agli “egoismi” e alla difesa dei particolarismi. Ma ciò non deve e non può costituire un alibi, una giustificazione, un impedimento per non tentare, per non cercare di sperimentare, dal basso, nei luoghi di lavoro, tra i lavoratori e le lavoratrici forme di democrazia diretta e partecipata che, partendo dai bisogni e dalle condizioni di vita e di lavoro delle persone, siano in grado di ripensare e ridefinire, nella ricerca del bene comune, il senso stesso dell’essere e dell’agire sindacale e lo stesso concetto di rappresentanza e rappresentatività.
Con altri delegate/i elette/i nella lista COBAS, abbiamo più volte chiesto, sollecitato, continueremo a farlo, l’apertura di un confronto con e tra le lavoratrici e tra i lavoratori, su tutta una serie di problematiche, ivi compresa quella di un bilancio ed un’analisi sul ruolo, sull’attività stessa della R.S.U. e sul sistema di relazioni sindacali esistenti all’interno della Azienda AUSL RM/D, partendo dalle condizioni di vita e di lavoro delle/dei lavoratrici/tori, dallo stato dei Servizi Socio – Sanitari Pubblici per difenderli e cercare di migliorarli, per affermare il principio ed il valore del Diritto alla Salute come benessere psico – fisico delle persone.
Abbiamo proposto lo svolgimento di una serie di assemblee nei posti di lavoro per provare a ricucire un rapporto, per far sentire tutte e tutti partecipi e protagonisti delle decisioni che riguardano tutte e tutti. Sappiamo che non sarà facile, non è facile, che non basta indire un’assemblea o una serie di assemblee; è un lavoro che richiede impegno, presenza quotidiana, energie, volontà e consapevolezza, ma pensiamo sia possibile e, crediamo, che questo tentativo merita di essere avviato.
La Democrazia per essere realizzata deve essere praticata costantemente; un processo democratico e partecipato non si improvvisa, è fatto di presenza costante, di dialogo, di ascolto, di rispetto delle opinioni e delle idee di ognuna/o.
SAPPIAMO CHE E’ DIFFICILE, MA PERCHE’ NON TENTARE? PERCHE’ NON PROVARE A RIACCENDERE E RIMETTERE IN MOTO LA SPERANZA, LA VOGLIA DI LOTTARE ?
NON E’ FORSE LECITO POTER ANCORA PENSARE, SPERARE, SOGNARE, CERCANDO DI LOTTARE PER REALIZZARE UNA COMUNITA’, UNA SOCIETA’ ED UN MONDO PIU’ GIUSTO E SOLIDALE?!!!
….RIPRENDIAMOCI LA PAROLA…....!
Cari saluti, Cesare
Roma, 22/02/2009


Delegato R.S.U.
Cesare Morra

giovedì 1 gennaio 2009

A SOSTEGNO DEL POPOLO DI GAZA SOTTO I BOMBARDAMENTI ISRAELIANI MANIFESTAZIONE A ROMA IL 3.1.2009

Fermiamo il massacro dei palestinesi a Gaza
Basta con l’impunità del terrorismo di stato israeliano
Rompere ogni complicità politica, militare, economica tra lo stato italiano e Israele
Le bombe uccidono le persone, l’informazione manipolata uccide le coscienze
Sabato 3 gennaio 2009
Manifestazione a Roma
Ore 16.30 piazza della Repubblica corteo fino a Piazza Barberini
Prime adesioni:
Associazione Handala (Castelli Romani); Associazione Amici della Mezzaluna Rossa Palestinese; Centro Iniziativa Popolare; CIRCI; Circolo Comunista “Stefano Chiarini”; Comitato Palestina nel cuore; Collettivo antagonista Primavalle; Disarmiamoli; Forum Palestina; Partito dei Comunisti Italiani; Partito della Rifondazione Comunista; Partito Comunista dei Lavoratori; Rete dei Comunisti; Sinistra Critica, Associazione dei Palestinesi in Italia, Andrea Alzetta, Claudio Ortale , Confederazione Cobas , Federazione RdB/CUB
PER ADESIONI MAIL: stopmassacrogaza@libero.it

martedì 16 dicembre 2008

LETTERA DEL COBAS E DELEGATI RSU AUSL RM D DEL 15.12.2008

Al Direttore Generale AUSL Roma D Dr.ssa Giuseppina Gabriele
Al Direttore Sanitario Aziendale Dr. Maurizio Rango
Al Direttore Amministrativo Dr. Antonio Scuteri
Al Direttore del Distretto 2Dott. Vittorio Chinni
Al Dirigente U.O.C. Prevenzione e Protezione Dr. Vittorio Chinni
Al Direttore del Dipartimento di Prevenzione Dr. Agostino Sorce
Al D. R. U.O.Tutela Salute Mentale e R.Età Evolutiva Dr. Enrico Nonnis
Al D. Area Tutela della Donna e del Bambino Dr. Pierluigi Palazzetti
Al D. f. f. U.O.C.I. Salute della Donna e del BambinoDr.ssa Patrizia Musacchio
Al R. U.O.S. Consultori del Distretto 2 Dr. Gianlorenzo Darbisi
Al D. U.O.S.D. Im. e Prog. Di Prev. e Prom. della SaluteDr.ssa Daniela Reggiani
Al Direttore Area Risorse Umane e Affari Generali Dr. Filippo Coiro
e,p.c. Al Presidente della Regione Lazio On. Piero Marrazzo
Al Presidente del Municipio XIII – Comune di Roma On. Giacomo Vizzani
All’ Assessore ai S. S. Scuola e Casa del XIII Municipio –On.Lodovico Pace
Al Coordinatore delle R.S.U. Eugenio Bellomo
Oggetto: trasferimento Consultorio Familiare – Ostia / Attività e Servizi Socio Sanitari, Distretto 2 XIII Municipo.
Scrivente O.S., ha appreso la notizia dell’annuncio della consegna, all’interno della pineta dell’ Ospedale G.B. Grassi, della struttura denominata “ Casa del Parto “. In tale struttura, come si evince dallo stesso comunicato stampa diramato dalla Direzione Aziendale, si dovranno effettuare dei lavori per permettere il temporaneo trasferimento del Consultorio Familiare di Ostia, trasferimento dovuto all’intenzione più volte dichiarata e annunciata, di pervenire alla definitiva, inevitabile ristrutturazione, viste anche le condizioni di estremo degrado, abbandono ed inagibilità, del presidio Sant’Agostino, con la conseguente realizzazione della “ Casa della Salute della Donna e del Bambino”, dove il Consultorio, una volta terminati i lavori, ritroverà la sua collocazione originaria.
Consideriamo singolare l’annuncio della realizzazione di una struttura, quella della “Casa del Parto “ che, eventualmente, avrà attuazione, secondo quanto anche dichiarato nel suddetto comunicato stampa, solo dopo ultimati i lavori di ristrutturazione del Sant’Agostino. Considerato che i lavori, secondo quanto dichiarato ed annunciato, dovevano essere già ultimati e la “Casa della Salute della Donna e del Bambino” doveva già essere stata realizzata ( 8 marzo 2008…,2009….? ) e tenuto conto che ancora non si conoscono, in modo certo, i tempi di inizio dei suddetti lavori, si può tranquillamente evincere che tale struttura, anche se avessero inizio entro il prossimo anno, non vedrà la sua definitiva realizzazione prima dei prossimi due / tre anni, a meno che, altri e formalmente sconosciuti, siano i programmi e, altre le scelte, contrariamente a quanto precedentemente annunciato. Sarebbe opportuno, dichiarare in modo chiaro, trasparente e definitivo, nel rispetto degli operatori/trici e dei cittadini utenti quali siano effettivamente i programmi ed i progetti che si intende perseguire e realizzare.
Appare altrettanto singolare quanto ancora dichiarato, sempre attraverso il comunicato stampa, che, per permettere il trasferimento temporaneo del Consultorio Familiare, debbono essere eseguiti, all’interno della struttura, da poco realizzata, “ piccole modifiche strutturali “.
Si chiede come mai non si è ritenuto opportuno procedere, nei modi e nei tempi utili, prima della sua realizzazione, ad una corretta e funzionale programmazione e progettazione della struttura stessa. Ciò, pensiamo, avrebbe non solo, permesso il completamento di una struttura con spazi più ampi e funzionali in grado di rispondere al meglio alle esigenze dei Servizi a della attività, ma avrebbe evitato anche il ricorso ad eventuali e successivi costi aggiuntivi.
Si fa altresì presente che, in un recente incontro tra le R.S.U. e il Direttore del Distretto 2, Dr. Vittorio Chinni, il Direttore U.O.C. Area Tutela della Donna e del Bambino, Dr. Pierluigi Palazzetti e il Dirigente U.O. Tutela della Salute Età Evolutiva, Dr. Enrico Nonnis, era stato assicurato, dopo gli evidenti ritardi, che il Consultorio si sarebbe trasferito entro novembre/dicembre 2008.
Ci si chiede come poteva essere realizzato tale trasferimento quando, appena pochi giorni fa, si è dichiarato che, per realizzarlo, devono ancora essere effettuate modifiche strutturali?
Crediamo sia necessaria la massima chiarezza anche per non alimentare e dare corpo a preoccupazioni, nonché a voci insistenti, che intendono dar credito all’ipotesi di un cambiamento nelle decisioni della Direzione Aziendale in merito al trasferimento del Consultorio Familiare di Ostia presso la struttura da poco realizzata all’interno dell’Ospedale G.B. Grassi. Ipotesi e voci che trovano ulteriore conferma nelle notizie apparse sugli Organi di Stampa ( Il Messaggero 12/12/u.s. ) che, se confermate, non farebbero che contribuire ad aumentare lo stato di incertezza ed aggravare la situazione in merito ai destini dei Servizi Socio – Sanitari nel territorio del XIII Municipio.
Se come viene dichiarato alla stampa, il trasferimento del Consultorio sarebbe in “ stand – by”, perché non lo si è detto con chiarezza e trasparenza lo stesso venerdì 5 dicembre e specificato nello stesso comunicato stampa della Direzione Aziendale?
Si vuole forse trovare eventualmente “giustificazione” nel fatto che i nuovi locali sarebbero insufficienti ed inadeguati a contenere le attività del Consultorio stesso?
Certamente ciò corrisponde, anche, a verità! Noi, da subito, abbiamo segnalato che questa soluzione avrebbe comportato un restringimento degli spazi per le attività e le esigenze del Consultorio, ma si riteneva questa, comunque, una soluzione dignitosa che aveva, in ogni caso, trovato il gradimento anche degli operatori/trici, considerato il fatto che sino ad allora non si erano pensate, cercate e non erano emerse soluzioni alternative valide.
Ma se ipotesi diverse sono ora emerse nelle intenzioni della Direzione Aziendale, lo si scopre, senza che sia stato dichiarato ufficialmente quando tutti già sapevano ed aspettavano a breve il trasferimento e quando si era già provveduto ad acquistare specificatamente, per un importo di € 17.282,04 ( Determinazione Dirigenziale n° 658/49 del 25/08/2008 ) arredi adatti agli spazi del Consultorio ( nell’attesa, sembra, giacciano in magazzino ) come proposto ed indicato dalla stessa Area Tutela della Salute e del Bambino.
Ci chiediamo quale siano le vere ragioni di tale ipotesi, considerato che viene anche ammesso, sugli Organi di Stampa che si starebbero “ svolgendo ricognizioni” per trovare soluzioni alternative. In che tempi ed in quali modi si intende praticarle e realizzarle dato che il Sant’Agostino, per ovvie ragioni, deve comunque chiudere?
Deve essere chiaro che saranno respinte ipotesi di soluzioni che tendano a mortificare e limitare ulteriormente un servizio ed un’attività fondamentale come quella portata avanti dai Consultori Familiari.
Perché ci si rende conto e ci “preoccupa” solo ora di quanto poteva, invece, tranquillamente essere, rilevato attraverso il dialogo ed il confronto con le stesse operatrici e gli stessi operatori, le OO.SS. – R.S.U., come, anche, dalla scrivente Organizzazione era stato più volte richiesto e sollecitato?
Sfuggono ragioni oggettive di tale sciagurata ipotesi considerato che, eventualmente, se i lavori di ristrutturazione del Sant’Agostino saranno realizzati, sia la “Casa del Parto” che il Consultorio Familiare di Ostia avrebbero la loro specifica sede….è quanto si evince anche dal Comunicato Stampa, NO??!!!
Non vorremmo, invece, che in fondo ci siano solo mere questioni di propaganda, magari, nella ricerca di qualche accreditamento politico/professionale, che porta a “privilegiare”, annunciando e proclamando con enfasi e con qualche anno di anticipo, scelte e realizzazioni di spazi e servizi, sacrificandone altri, perché magari hanno la capacità, anche mediatica, di dare più lustro e voce all’immagine e alla propaganda, utilizzando, anche in modo strumentale, argomenti, questioni, nonché problemi legati ad una eventuale “inadeguatezza ambientale “ della struttura in modo, così, da poter accelerare l’auspicata e ambita soluzione della “Casa del Parto”, prima di possibili futuri cambiamenti negli assetti Aziendali.
Riteniamo sempre fondamentale e prioritaria la realizzazione di strutture, di spazi e di servizi di qualità e di eccellenza che possano dare risposte più complessive ai bisogni e ai diritti di salute dei cittadini/utenti, ma pensiamo che queste possano e debbano avvenire attraverso l’individuazione delle priorità, delle carenze, delle molteplici domande in base alle risorse umane e finanziarie disponibili e in rapporto anche alle risorse economico/finanziarie dell’Azienda. Per questo riteniamo fondamentale che si apra un dialogo ed un confronto che metta al centro lo sviluppo quantitativo e qualitativo dei Servizi Socio – Sanitari.
Ma dobbiamo dire, purtroppo, che, sino ad oggi, così non è stato.
Si è proseguiti imperterriti con decisioni, scelte e provvedimenti improvvisati e contraddittori: da una parte cercando di “ svuotare “ il Sant’Agostino, procedendo a spostamenti e trasferimenti di alcune attività, Servizi e Funzioni, come la Direzione del Distretto 2, la Protesica, la Guardia Medica, il C.A.D., Servizio Disabili adulti, la Scuola Infermieri Professionali mentre, dall’altra, successivamente, si decideva di trasferire senza oggettivi e plausibili criteri e ragioni nella stessa struttura, oltretutto in spazi e locali inidonei e divenuti oramai inagibili, la ex Medicina Preventiva e la Direzione del TSMREE.
Scelte, decisioni, annunci, proclami, avvenuti senza alcun preventivo confronto e senza adeguate informazioni, se non attraverso gli Organi di Stampa, dettati, non da criteri e principi di razionalità, di crescita, sviluppo quantitativo e qualitativo dei Servizi, ma da improvvisazione e pressappochismo al punto che tutto ciò che era annunciato veniva nei modi e/o nei tempi successivamente contraddetto e smentito dai fatti.
Bastano solo alcuni esempi: ristrutturazione Sant’Agostino, - realizzazione della Casa della Salute della Donna e del Bambino; trasferimento TSMREE presso Via U. Cagni; trasferimento Servizio Immunoprofilassi – Vaccinazioni – ex Medicina Preventiva – CO.MA.VI. presso Viale delle Repubbliche Marinare; trasferimento Vaccinazioni e Consultorio di Acilia presso ex Pronto Soccorso in Largo da Montesarchio ( Acilia ); trasferimento attività e Servizi della sede di Lungomare Paolo Toscanelli, 72; ristrutturazione Presidi Via Paolini e Repubbliche Marinare – Viale Vasco De Gama; apertura Poliambulatorio di Ostia Antica, ecc..
Ancora oggi, quando, in teoria i lavori di ristrutturazione del Sant’Agostino dovevano essere già iniziati, se non ultimati, non si conoscono con certezza né, i tempi dei trasferimenti né, le rispettive ed effettive collocazioni dei vari Servizi che, ivi si trovano, e se, questi, verranno destinati in sedi e spazi idonei per rispondere al meglio ed in modo funzionale alle esigenze degli operatori ed operatrici, in rapporto alle attività da loro svolte nei singoli servizi che, a quelle dei cittadini utenti che ci si rivolgono per cercare e trovare risposta alle varie esigenze e bisogni di Salute.
Tutto ciò, indipendentemente dal rinvio per il ricorso vinto da una delle ditte che hanno partecipato alla gara, ovviamente.
Appare chiaro come queste siano un’ulteriore dimostrazione di come, in merito alla collocazione e al trasferimento dei Servizi Socio - Sanitari, non vi sia stata una vera programmazione e organizzazione in grado di affrontare le diverse problematiche e di individuare e proporre valide e adeguate soluzioni. E’ mancata, di fatto, anche alla luce dei cambiamenti e della crescita di un Territorio, una visione d’insieme delle problematiche riguardanti i destini dei Servizi e delle attività Sociali e Sanitarie del XIII Municipio.
Questa O.S. ha più volte segnalato e denunciato il rischio di tale situazione e lo stato di grave crisi e difficoltà in cui versano i servizi Socio Sanitari nel Distretto 2 – XIII Municipio, ultima la nota del 30.09.2008 Prot. n° 79158, sia per la carenza, inadeguatezza ed inagibilità degli spazi che, per l’evanescenza delle soluzioni presentate dall’Azienda in merito al trasferimento e alla collocazione dei Servizi stessi. Ad oggi, infatti, non risultano esserci tempi e soluzioni certe sia, per quanto riguarda la messa a norma e la consegna delle diverse strutture interessate alle ristrutturazioni, compreso il Sant’Agostino, che, per una adeguata e funzionale sistemazione e destinazione dei vari Servizi interessati in rapporto alle attività ed al numero degli operatori/trici impegnati, agli spazi e all’individuazione di eventuali nuove sedi.
Anche le proposte emerse che potrebbero rappresentare una valida, se pur parziale, soluzione, come quella del trasferimento del TSMREE in una parte dei locali, realizzati per l’ANFFAS, in Via del Sommergibile ad Ostia, devono ancora trovare formale e definitiva soluzione. Si chiede, a tal fine, di attivare e sollecitare, in concorso con il Municipio XIII, tutte le misure e procedure necessarie per pervenire in modo sollecito alla definitiva destinazione di tale struttura.
Tra le soluzioni che sembrano prendere corpo, inoltre, sempre secondo alcune voci, ci sarebbe quella di un utilizzo, da parte della AUSL RM/D di una parte dell’edificio attualmente in dotazione alla Guardia di Finanza, nella zona Infernetto. Tale scelta sarebbe determinata dal fatto che non comporterebbe particolari costi per l’Azienda.
Ribadiamo, a tale proposito, come questa eventuale soluzione, pur nell’esigenza di perseguire scelte dettate da criteri di risparmio e razionalità, non possa rappresentare un’idonea soluzione, vista la sua collocazione, priva di sufficienti ed adeguati collegamenti di trasporto e viari, di eventuali trasferimenti di servizi già esistenti nel territorio. Tale soluzione, comunque da verificare, potrebbe essere utile per andare ad una diversa articolazione ed ulteriore potenziamento della rete di strutture e di Servizi Socio – Sanitari necessari al Territorio, in una zona in continua espansione edilizio/abitativa carente di qualsiasi struttura e Servizio Socio Sanitario Pubblico.
Pensiamo, che le suddette problematiche e tutte quelle relative al funzionamento, al miglioramento, allo sviluppo qualitativo e quantitativo dei Servizi debbano vedere interessati e coinvolti tutti i soggetti e le Realtà Istituzionali, Sociali, Sindacali e Politiche del Territorio per cercare, attraverso percorsi partecipativi, di individuare le soluzioni più idonee e possibilmente condivise nell’interesse della cittadinanza e in difesa di Servizi Pubblici più efficienti e più umani.
A tale proposito dichiariamo e riconfermiamo tutta la nostra disponibilità per un confronto di merito su tali questioni e su tutte le suddette problematiche, dovunque e con chiunque.
Saluti
I Delegati R.S.U. AUSL RM/D Antonio Nocera – Cesare Morra
p. La Segreteria Territoriale COBAS AUSL RM/D Francesco Donzella
Prot. AUSL RM D
N°103823 del 15.12.2008
Prot. Municipio XIII
N°108697 del 15.12.2008

martedì 2 dicembre 2008

COMUNICATO DEL COBAS AUSL RM D SULLA RIDUZIONE DEI POSTI LETTO AL G.B.GRASSI DI OSTIA

COBAS AUSL RM D Roma, 1.12.2008

email:listacobasrmd@gmail.com
blog :listacobasrmd.blogspot.com

LA TELENOVELLA DEI POSTI LETTO DEL G.B.GRASSI …NUOVA PUNTATA…!!!!

La Regione Lazio propone la riduzione del taglio di 2.373 posti letto nel proprio territorio.
Tale decisione riguarderà anche l’Ospedale G.B. Grassi che vede scendere a 266 ( in realtà quelli attuali ) il numero dei posti letto, contrariamente a quanto precedentemente annunciato.
Tale decisione smentisce clamorosamente quanto in precedenza individuato con lo stesso Atto Aziendale che stimava in 293 posti letto. Ma in realtà a quanti posti letto l’ultimo atto formale consente di avere al Grassi? Ed ovviamente con quanti infermieri ed altre figure professionali si dovrebbe garantire questa quantità di posti letto?
Crediamo che il taglio dei posti letto al Grassi sia una decisione discriminatoria ed irresponsabile.
Si è sempre sostenuta l’esigenza di pervenire ad un potenziamento della struttura sanitaria di emergenza in ragione di un territorio ( Municipio XIII, Comune di Fiumicino ) in continua crescita edilizio/abitativa con un aumento esponenziale della popolazione residente e con un notevole transito di migliaia di persone nel periodo estivo per le attività turistico/balneari e la presenza, peraltro, dell’aeroporto, quello di Fiumicino, tante è vero che tale potenziamento era stato inserito nell’Atto Aziendale.
Tale decisione è un’ulteriore conferma del fatto che il Piano Sanitario Regionale è dettato e determinato solo ed esclusivamente da quel piano di rientro economico/finanziario, discusso ed approvato con il Governo Berlusconi che comporterà tagli, tickets e risparmi che, di fatto, già gravano e graveranno ancor più sulle condizioni di vita e di lavoro degli operatori/trici, sull’ erogazione quantitativa e qualitativa dei servizi socio sanitari e, soprattutto sulla garanzie e sui diritti di salute dei cittadini stessi.
Ci permettiamo di sottolineare: se un Atto Aziendale rappresenta lo strumento con il quale un’Azienda definisce la sua organizzazione ed il suo funzionamento in rapporto ai servizi, alle attività e alle strutture nell’ambito di una programmazione sanitaria, come mai, quell’ Atto Aziendale concordato solo pochi mesi fa, anche dalla Regione, oggi viene smentito e stracciato?
Forse dinanzi a decisioni come quelle adottate si pone un problema; o quelle delineate nel suddetto Atto Aziendale erano solo enunciazioni di principio e/o proclami e propaganda o, altrimenti, dinanzi a decisioni che ne rinnegano lo spirito ed i contenuti, facendone carta straccia, si dovrebbero,allora, trarne tutte le conseguenze politiche/istituzionali.
Non si può, pensiamo, sostenere una cosa e successivamente e contemporaneamente l’esatto contrario…quel contrario poi, dovrebbe essere e rappresentare una risposta quantitativo/qualitativa alla domanda, ai bisogni e ai diritti di salute dei cittadini.
Pensiamo che sia necessario promuovere ed attivare tutte le iniziative politiche, sindacali ed istituzionali per richiedere che tale decisione venga revocata, rilanciando, anche, con l’occasione un forte movimento nel nostro territorio in difesa del Servizio Pubblico, dell’Integrazione dei Servizi Socio Sanitari, del Diritto alla Salute.
Proponiamo, a tal fine, che la RSU della AUSL RM/D si faccia parte attiva indicendo un’Assemblea Pubblica con il coinvolgimento e la partecipazione delle realtà istituzionali ( XIII Municipio – Comune di Fiumicino ) e di tutte le realtà politiche, sociali e culturali.