martedì 23 giugno 2009

Consultori Familiari - 13 Municipio

Al Presidente della Regione Lazio
On. Piero Marrazzo
Al Direttore Generale AUSL Roma D
Dr.ssa Giuseppina Gabriele
Al Direttore Sanitario Aziendale
Dr. Maurizio Rango
Al Direttore Amministrativo
Dr. Antonio Scuteri
Al Direttore Area Tutela della Donna e del Bambino
Dr. Pierluigi Palazzetti
Al Direttore f. f. U.O.C.I. Salute della Donna e del Bambino
Dr.ssa Patrizia Musacchio
Al Responsabile U.O.S. Consultori del Distretto 2
Dr. Gianlorenzo Darbisi
Al Direttore del Dipartimento di Prevenzione
Dr. Agostino Sorce
Al Dirigente del Servizio Spresal
Dr.ssa Maria Claudia Proietti
Al Direttore del Distretto 2
Dott. Vittorio Chinni
Al Dirigente U.O.C. Prevenzione e Protezione
Dr. Vittorio Chinni
Al Direttore Area Risorse Umane e Affari Generali
Dr. Filippo Coiro
Al Presidente del Municipio 13
On. Giacomo Vizzani
Ai Componenti dell’Osservatorio per l’Integrazione
Socio - Sanitaria del 13 Municipio
e,p.c. All’ Assemblea delle Donne 13 Municipio
Sig.ra Ada Codecà
Al Coordinatore delle R.S.U.
Eugenio Bellomo

Oggetto: Consultori Familiari - 13 Municipio / Distretto 2. - Segnalazione.
Scrivente O.S., facendo seguito alla nota del 15/12/2008 Prot. AUSL RM/D n°103823, con la presente intende rappresentare alcune delle problematiche relative ai Consultori Familiari del 13 Municipio / Distretto 2, con particolare riferimento alla situazione venuta a determinarsi in seguito al trasferimento del Consultorio di Ostia, per la prevista e avvenuta chiusura del Sant’Agostino, con la stipula di un contratto di locazione, presso un locale di proprietà privata, sito in Via Capitan Casella, n° 3.
I locali, come già più volte è stato segnalato dall’Assemblea delle Donne del 13 Municipio, dai delegati R.S.U., nonché dalla stessa scrivente O.S., anche nel Tavolo di confronto con l’Azienda sulle problematiche della Tutela della Salute della Donna e del Bambino, erano apparsi da subito inadeguati, inidonei, al limite dell’agibilità e impossibilitati a garantire l’insieme delle attività precedentemente svolte nel presidio Sant’Agostino, sia in termini quantitativi che qualitativi.
L’appartamento individuato per la collocazione del Consultorio Familiare, infatti, se pur apparentemente accogliente, presenta gravi carenze ed inadeguatezze, anche strutturali, come la presenza, nell’entrata principale, di scalini asimmetrici, particolarmente stretti che creano difficoltà e potrebbero rappresentare, peraltro, un vero e proprio rischio per donne con dei bambini in braccio.
Tale situazione non permette, di fatto, il regolare e normale accesso, deflusso e passaggio per più di una persona alla volta, con evidente difficoltà per passeggini, carrozzine, tant’è che per l’accesso delle persone diversamente abili viene utilizzata l’entrata condominiale che si apre nel locale ripostiglio dello stesso consultorio.
Gli spazi, anche all’interno della struttura, risultano incredibilmente insufficienti, non funzionali e particolarmente disagevoli sia per le/gli operatrici/ori, ma soprattutto per le persone che vi accedono:
- la porta d’ingresso, nell’apertura, prende tutto lo spazio antistante lo sportello per il filtro e l’accoglienza, dove sostano le persone in attesa di indicazione e informazioni;
- il corridoio risulta strettissimo anche per il normale transito delle persone che vi accedono ( una alla volta ) e rimane particolarmente difficoltoso per il passaggio di mamme e/o papà muniti di carrozzine e passeggini;
- la stanza adibita ad accoglienza è quella relativa allo spazio “ ritagliato “ nel corridoio ed è situata subito a ridosso della porta d’entrata, è privo di finestre.
Cosa particolarmente grave è l’impossibilità, in queste condizioni, di poter garantire la riservatezza e la tutela della privacy delle persone, considerata anche la particolare delicatezza delle problematiche trattate.
In realtà manca una vera stanza per l’accoglienza per effettuare in modo idoneo e funzionale i primi colloqui, i lavori di segreteria e tutte le attività organizzative e pratico/amministrative;
- la sala d’attesa è molto piccola , sono presenti solamente sei sedie e risulta disagevole, se non impossibile far sostare e soggiornare in modo adeguato e confortevole gli utenti, all’interno della sala, spesso con bambini, che accedono al servizio e che frequentemente si trovano, così, costretti a sostare all’esterno con i disagi e le difficoltà che questo potrebbe comportare in presenza di condizioni atmosferiche particolarmente avverse ( temperature troppo alte o troppo basse, ecc. );
- l’apertura della porta del bagno ( per i diversamente abili ) si apre verso l’esterno e, quindi, invade, nell’apertura, lo spazio della “ sala d’attesa “ andando persino ad intralciare l’entrata e l’uscita delle persone che accedono o escono dalla stanza del ginecologo;
- la stanza del ginecologo, per le esigue dimensioni, risulta essere ancor più inadeguata e angusta vista la numerosa, ma pur necessaria, presenza di mobilio ( n° 2 scrivanie ) un armadio e strumentazione sanitaria (sterilizzatrice, lettino visite, carrello, computer, ecc. ) ;
- la stanza adibita per la preparazione al parto può consentire un idoneo lavoro per gruppi di massimo otto donne anziché 15, come era in precedenza al Sant’Agostino e, quindi non è possibile garantire lo stesso numero di utenza ( attualmente iniziano due corsi al mese con il rischio evidente di un ulteriore diminuzione ).
I Gruppi del dopo parto, essendoci anche i bambini con passeggini, in queste condizioni non hanno la reale possibilità di accesso;
- le operatrici e gli operatori sono costretti ad alternarsi frequentemente nelle stanze ( v. psicologi, ostetricia ).
Sarebbe imputabile a questa situazione la causa della ridotta attività specialistica ( almeno di circa cinque turni settimanali): prima i turni di specialistica ( pediatria, ginecologia ) erano 15, attualmente sarebbero stati ridotti a circa 10. Risulta, inoltre, che le aperture pomeridiane, attualmente, siano state ridotte di una ed è prevista un’ulteriore riduzione dal prossimo mese di luglio;
- risulta assente l’uscita di sicurezza con porta antipanico e mancherebbe affisso, a tutt’oggi, il piano d’emergenza.
A tale situazione si è risposto in modo improvvisato e approssimativo, con interventi e provvedimenti assunti senza un reale criterio di programmazione e organizzazione funzionale all’attività del Consultorio Familiare. Si è arrivati, persino, a ridimensionare il personale, sopprimendo e/o spostando, in altre sedi, funzioni che, in realtà, sono proprie del Consultorio ( ambulatorio ostetrico ).
Si ricorda che i Consultori Familiari hanno competenze proprie, svolgono, inoltre, una importante ed insostituibile funzione sociale.
Vale la pena ricordare, inoltre, che i C.F. , nati come servizi di assistenza alla famiglia e di educazione alla maternità e paternità responsabili, hanno il compito primario e fondamentale di realizzare e sviluppare tutte quelle attività necessarie…… “ all’informazione, l’educazione e l’assistenza sociale, sanitaria, e psicologica a livello individuale e di gruppo, per i problemi della sessualità, per la procreazione libera e consapevole, per la maternità e paternità responsabili, l’armonico sviluppo fisico e psichico dei figli e per la realizzazione della vita familiare con particolare riguardo alle condizioni sociali ed ambientali…..” ( art. 2 L.R. 15/76 ).
Tali attività debbono essere svolte in un ottica multidisciplinare e in stretto collegamento con le diverse strutture socio – sanitarie e le realtà sociali, culturali e educative presenti sul Territorio.
Va, inoltre, ricordato e sottolineato che la nascita dei C.F. ha costituito una vera e propria anticipazione di quella cultura di promozione della saluta intesa come benessere psico – fisico delle persone e, nello specifico della donna e del bambino. In questo senso, i C. F. hanno rappresentato una svolta, un segnale di cambiamento dell’intervento sanitario poi recepito dalla L.833/78 di Riforma Sanitaria. Un cambiamento, una trasformazione culturale, persino di costume, che invertiva il concetto di salute intesa come assenza di malattia, fino ad allora prevalente, e nello stesso tempo rompeva il dominio ed il Potere esercitato sull’autonomia e autodeterminazione delle donne.
Per tali ragioni, pensiamo, che atteggiamenti e scelte che tendono, di fatto al ridimensionamento e alla mortificazione di questi servizi e delle loro attività e funzioni vadano con forza segnalati e denunciati.
Pensiamo sia necessario, invece, mettere in atto tutte le iniziative per il potenziamento, lo sviluppo e la crescita dei Consultori Familiari. Basti pensare che in un territorio come il 13 Municipio ci sono solo due Consultori Familiari mentre la legge ne prevederebbe uno ogni ventimila abitanti e, quindi, sarebbero necessari almeno altri otto Consultori, se si considera anche la forte espansione edilizio/abitativa ancora in corso.
Resta, pertanto, incomprensibile ed inaccettabile l’atteggiamento della Direzione Aziendale che ha provveduto al trasferimento del Consultorio di Ostia in locali inidonei che, di fatto, limitano e mortificano ulteriormente un’attività fondamentale come quella portata avanti dai Consultori Familiari. Tale atteggiamento è ancor più grave se si considera che in data 7/3/2009 la stessa Azienda è pervenuta alla firma di un verbale di intesa con l’Assemblea delle Donne e con la R.S.U. aziendale con il quale si dichiarava e affermava di voler: ”… ..valutare l’adeguatezza dei servizi consultoriali di Ostia, per i quali è in corso una trattativa ( ? ) per i locali atti all’apertura di un secondo Consultorio…”. Sino ad oggi nessun impegno concreto è stato realmente assunto né, tantomeno, è stata data titolarità e autorevolezza allo stesso Tavolo di confronto istituito dalla Direzione Aziendale.
Un Tavolo di confronto che vedeva in realtà, al di la delle intenzioni, dell’impegno e della disponibilità personale di chi era stato chiamato a rappresentare l’Azienda, l’assenza più totale di una volontà e di una strategia Aziendale se non quella, oramai evidente, di cercare di prendere tempo.
Atteggiamenti che fanno seguito ad annunci, dichiarazioni ed impegni continuamente contraddetti e puntualmente smentiti dai fatti.

Pertanto, malgrado gli impegni assunti con la firma del verbale d’intesa con l’Assemblea delle Donne e la R.S.U. Aziendale, in data 07/03/2009, si deve registrare una totale mancanza di reale volontà a pervenire in tempi utili a soluzioni positive. Ci si trova continuamente di fronte ad atteggiamenti approssimativi e dilatori malgrado più volte siano state avanzate diverse proposte ed alternative. Si ha, invece, l’impressione che si cerchi di prendere tempo con iniziative formalistiche e poco incisive.
Ci si chiede: per i locali dove è attualmente collocato il Consultorio di Ostia sono state espletate tutte le procedure di verifica di idoneità? Sono state richieste tutte le necessarie autorizzazioni? E chi, infine, ha rilasciato i nulla osta per il trasferimento nei locali suddetti?

Si chiede agli Organi competenti in indirizzo di effettuare le necessarie verifiche di fattibilità ed idoneità dei locali del Consultorio di Ostia situati in Via Capitan Casella n° 3 e se le condizioni, ivi esistenti, rispondano alle norme ed ai criteri di appropriatezza e ai requisiti di sicurezza ed agibilità a tutela della salute dei lavoratori/lavoratrici e degli stessi cittadini/utenti ( D.lgs. 81/08 ).
In assenza di reali riscontri, scrivente O.S. si riserva di presentare formale esposto agli Organi Giudiziari.

Si coglie, infine, l’occasione per segnalare la necessità, in vista del prossimo trasferimento del Consultorio Familiare di Acilia nei locali di Largo da Montesarchio, e al fine di evitare ulteriori disagi ad operatori ed utenti, che siano messe in atto tutte le verifiche di fattibilità, compatibilità ed idoneità necessarie attraverso anche il coinvolgimento e la partecipazione degli operatori/operatrici, delle Organizzazioni Sociali e Sindacali.
In attesa di un sollecito riscontro si porgono i più distinti saluti.

Prot. AUSL RM/D
n° 57806 del 23/06/2009
p. il COBAS AUSL RM/D
I Delegati R.S.U.Laura Mazzarella - Cesare Morra - Antonio Nocera

lunedì 4 maggio 2009

.......Provocazione alla AUSL RM/D.............l'ennesima.....!

...Il giorno 27 Aprile, si è svolta una partecipata Assemblea Pubblica nei locali AUSL del TSMREE,i n Via del Sommergibile, dove hanno partecipato lavoratori/trici, cittadini/utenti e delegati/e della RSU, per discutere sulle problematiche riguardanti i Servizi Socio Sanitari del 13 Municipio - Distretto 2, anche in seguito alla chiusura del presidio Sant'Agostino e al trasferimento e alla collocazione dei servizi, ivi esistenti.
Per tutta risposta dalla Direzione Generale della AUSL/RMD, tramite alcuni organi di informazione (Nuovo Oggi Roma Litorale ) viene portato un attacco al sottoscritto e di conseguenza al Coordinatore RSU, Eugenio Bellomo, accompagnato da espliciti " inviti" , nei miei confronti; in realtà veri e propri "avvertimenti minacciosi", paventando, inoltre, l’ipotesi che le dichiarazioni e le critiche, da me fatte, risponderebbero solo ad una...." posizione strumentale, di carattere " politico "...." ...sic!!!L’ Azienda nel suo comunicato, negando, peraltro, l'evidenza, non solo sostiene che quanto espresso, dal sottoscritto, in merito allo stato e alla condizione dei Servizi Socio Sanitari, non corrisponda alla realtà.......per questo ci sono i fatti a parlare e le segnalazioni e le denunce che da tempo si stanno facendo...., ma entra indebitamente nelle questioni riguardanti la vita interna e nelle scelte delle rappresentanze sindacali, sostenendo che io non avrei titolo a parlare perché questo compito, secondo la Direzione Aziendale, spetterebbe solo al Coordinatore della RSU, Eugenio Bellomo.
Ricordiamo, a questi “ Padroni “ della Cosa Pubblica, che il Coordinatore della RSU ha una funzione di Coordinamento e che ciascun delegato ha il diritto , nonchè il dovere di esprimere e rappresentare le istanze e le problematiche relative alla difesa dei diritti delle/gli lavoratrici/tori e degli stessi cittadini/utenti e che, un conto è il rapporto, dentro un sistema di relazioni sindacali CORRETTE, dove ciascuno ha i suoi ruoli, le sue funzioni e le sue prerogative, altro è l'autonomia e la libertà dell'essere e dell'agire sindacale, per non parlare della libertà d'espressione e la libera circolazione delle idee che riguarda ciascun cittadino...........LA COSTITUZIONE ANCORA ESISTE....!Indubbiamente il Berlusconismo ha fatto lezione e proseliti...........Questo è un'ulteriore episodio di una lunga serie fatta di “strani” trasferimenti, vessazioni, intimidazioni più o meno sotterranee che da tempo regnano nella AUSL RM/D, frutto di una concezione del Potere che tende a divenire “ Struttura” e quindi a cercare di ottenere e ad avere il “Controllo Totale” delle coscienze e delle vite delle persone.
Ci si chiede solo una cosa dove sono le forze politiche di sinistra, di centro e perchè no di destra...? Fanno finta di non sapere? Di non vedere?
Le cose, che da più parti, al buio dei riflettori ,vengono dette perchè non divengono una chiara presa di posizione, iniziative contro un modo di gestire la Cosa Pubblica come se, questa, fosse una “ Cosa Loro” che non appartiene ai cittadini e a chi ci lavora???!!!E’ necessario promuovere un confronto pubblico tragli operatori/trici, tra i cittadini, le Organizzazioni Sindacali tutte, le Associazioni, le Forze Sociali e Politiche, per una Gestione democratica e partecipata del Servizio Pubblico, in difesa dei diritti dei lavoratori, delle lavoratrici e dei cittadini/utenti......PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI....!
28/04/2009 Cesare Morra
Delegato Lista Cobas AUSL/RMD

Consultori familiari un investimento per il futuro.......Quale futuro????

L'Assemblea delle Donne dei Consultori del XIII° Municipio denuncia la situazione sempre più precaria dei Servizi dell'Area Materno-Infantile.
A seguito della più volte annunciata ristrutturazione del Sant'Agostino di Ostia per l'apertura di un servizio polivalente destinato alla salute della Donna e del Bambino, i servizi ivi collocati, in particolare il Consultorio Familiare, il TSMREE e il servizio Vaccinazioni, sono stati infine trasferiti in sedi e locali inidonei, per la carenza e l'inadeguatezza degli spazi. Questo nonostante fossero trascorsi tre anni dal primo annuncio di detto progetto.
In particolare il Consultorio di Ostia, già insufficiente per un territorio di circa 100.000 abitanti, ha visto di fatto dimezzata l'attività a causa della riduzione degli spazi ed il progressivo trasferimento di parte del personale.
A seguito delle proteste degli utenti e delle istanze della stessa Assemblea delle Donne, la Direzione Generale riconosceva l'urgenza delle criticità su esposte e si impegnava pubblicamente ad aprire un tavolo di trattativa con le Associazioni del territorio e le Organizzazioni Sindacali, finalizzato “alla programmazione condivisa dell'assistenza Materno-Infantile”, impegnandosi inoltre all'apertura di un secondo Consultorio.
A quasi due mesi da detto impegno, non solo non sono stati individuati nuovi locali, ma lo stato di sofferenza si è esteso al Servizio per la Tutela Mentale e Riabilitazione in Età Evolutiva (TSMREE)
nonché al Servizio Vaccinazioni che, a loro volta, hanno visto ridotti gli spazi che gli erano inizialmente stati assegnati.
Nonostante l'impegno preso, il tavolo di trattativa non ha potuto produrre nulla di concreto a causa dell'ambiguità del mandato assegnato al rappresentante dell'Azienda ASL: recepire proposte, senza alcun potere decisionale!!!
Ribadiamo la sofferenza in cui versano i servizi del XIII° Municipio penalizzati fortemente da un'incongrua assegnazione di fondi da parte della Regione che versa alla ASL RM/D la più bassa quota pro-capite del Lazio. Questo in un territorio che, in pochi anni, ha visto un notevole incremento edilizio ed abitativo in totale assenza di una programmazione ed adeguamento dei servizi socio-sanitari.
Come Assemblea delle Donne affermiamo nuovamente il nostro sostegno ai progetti per la Casa della Salute della Donna e del Bambino e della Casa del Parto ma ci chiediamo, vista la progressiva polverizzazione dei Servizi territoriali dell'Area Materno-Infantile, quali risorse umane si intenda assegnare a questi Servizi e quale politica di programmazione ed organizzazione si stia attuando.
Chiediamo alla Regione Lazio che attraverso il suo Vice-Presidente Esterino Montino ha promesso il raddoppio dei posti letto dell'Ospedale territoriale G.B. Grassi, se invece non sia più urgente adeguare gli stanziamenti pro-capite e garantire le piante organiche e i servizi territoriali e di prevenzione previsti per legge.

Assemblea delle donne del Consultorio di Ostia Acilia ASL RMD

domenica 15 marzo 2009

PROTOCOLLO D'INTESA CON LA AUSL RM/D

Questa è la nota a firma del Direttore Generale della AUSL RM/D, Dr.ssa Giuseppina Gabriele.

Questa Direzione Generale, in seguito ai ripetuti contatti dell'Area Materno Infantile e di parte di questa Direzione con le Organizzazioni Sindacali e con l'Assemblea delle Donne prende atto positivamente del rinnovato clima di collaborazione reciproca auspicabile.Invita tutti alla festa dell'otto marzo per l'inaugurazione della Casa del Parto, e indice un tavolo per la programmazione condivisa dell'assistenza. Materno Infantile, con le Associazioni femminili e del Territorio e con I Sindacati.Tale tavolo sara' gestito dal Direttore dell'Area Materno Infantile che ha mandato, insieme alla UOC Consultori, Dott.ssa Musacchio e alla Dott.ssa Canitano, ginecologa Ambulatoriale, Referente Sanitario per la “Casa della Salute della Donna e del Bambino”, di valutare l'adeguatezza dei servizi Consultoriali di Ostia, per I quali è in corso una trattativa per locali atti all'apertura di un secondo Consultorio.Ha altresi' mandato di aprire una riflessione comune sulle necessità, nel nostro Territorio, della popolazione femminile e pediatrica, nonchè adolescenziale.Al Direttore dell'Area Materno Infantile, Prof Palazzetti, spetta inoltre stabilire la data del primo incontro di tale tavolo.Buona festa dell'otto marzo a tutte e a tutti.Il Direttore Generale, Giuseppina Gabriele

giovedì 5 marzo 2009

LETTERA AL DIRETTORE GENERALE AUSL RMD

Al Direttore Generale AUSL RMD Dott.ssa Giusy Gabriele

Al Responsabile Area Materno Infantile Dott. Pierluigi Palazzetti


L'Assemblea delle donne, a seguito dell'incontro del 25 febbraio dal quale non e' emerso alcun impegno chiaro sulla collocazione del consultorio di Ostia in locali idonei, ribadiscono che pur non avendo alcun pregiudizio sulla Casa del Parto, tanto meno sulla Casa della salute della donna e del bambino che anzi rispondono a richieste trentennali, vedono con preoccupazione il depotenziamento del Consultorio di Ostia.

In un territorio di circa 200.000 abitanti dove esistono solo 2 consultori, il rapporto per legge sarebbe di uno ogni 20.000 abitanti, assistiamo ad una ulteriore riduzione del servizio in controtendenza anche alle ultime disposizioni regionali sulla riorganizzazione dei consultori ( delibera Giunta regionale del Lazio n° 945 del 22/12/08 ) mirato al sostegno della genitorialità che stanzia ulteriori fondi ai consultori stessi.

Il trasferimento del Consultorio dal Sant'Agostino ai locali di Via Capitan Casella 3, di fatto impedisce il mantenimento delle funzioni precedentemente svolte in quanto gli spazi si riducono e conseguentemente diminuiranno le prestazioni poiché le operatrici/i saranno costretti ad alternarsi nell'utilizzo delle stanze; diviene inoltre difficoltoso anche l'accesso alle mamme con carrozzine e, di fatto, impossibile l'accesso ai disabili.

La polverizzazione del servizio preesistente snatura il consultorio rendendolo una somma di ambulatori dislocati nel territorio, spostando su un'ottica prevalentemente sanitaria anche ciò che non lo è. Chi e dove svilupperà gli interventi di prevenzione? Chi agirà sulla crescita culturale del territorio? Chi socializzerà la conoscenza e creerà le reti di protezione sociale necessarie? Chi lavorerà sull'integrazione delle donne immigrate? A questo proposito invitiamo a rileggere le disposizioni della nuova legge regionale n° 945/08!

Ribadiamo l'importanza del lavoro sinergico delle varie figure professionali al fine di ottimizzare ed integrare gli interventi socio-sanitari e questo può avvenire solo all'interno di strutture polifunzionali come definito dalla legge regionale 15/1976.

Del resto non ha senso una Casa del Parto naturale senza una forte presenza sul territorio di chi costruisce una cultura altra non medicalizzata e rispettosa dei tempi e dei bisogni delle donne, funzione tipicamente consultoriale.

Riguardo la Casa della Salute della donna e del bambino ribadiamo quanto detto fin dal giorno della sua presentazione: chiediamo un tavolo di confronto dove vengano costruiti tutti i passaggi a garanzia della sua realizzazione anche nella previsione che la struttura sara' ultimata nella prossima legislatura regionale e la sua destinazione potrebbe cambiare prestandosi anche a manovre speculative.

Se, come è stato ribadito, le finalità sono comuni ci sembra inutile il clima di contrapposizione che si è creato che va soltanto a favorire chi da sempre tenta di destrutturare le strutture socio-sanitarie territoriali ed in particolare i Consultori Familiari.

Chiediamo una risposta nel merito chiara e concreta da questa Amministrazione

Roma, 3/3/2009 L'Assemblea delle Donne del XIII° Municipio

mercoledì 4 marzo 2009

......Al peggio non c'è mai fine.....!

…. Al peggio non c’è mai fine…..!
Dopo gli innumerevoli e svariati annunci, i roboanti proclami e le contraddittorie decisioni sui destini dei Servizi Socio–Sanitari del 13 Municipio – Distretto 2, è avvenuto lo scandaloso trasferimento del Consultorio di Ostia, all’interno di locali inidonei e al limite dell’agibilità per la carenza e l’inadeguatezza degli spazi, dove è persino impossibile accogliere e far sostare le persone per l’assenza di uno spazio adibito a sala d’attesa e dove è difficile, se non impossibile, l’accesso alle persone disabili, per la presenza di scalini ma, anche, per la ristrettezza degli spazi interni che ne rendono difficoltosa la permanenza nella struttura stessa. Un Consultorio che vedrà, di fatto, frammentata e diminuita la sua capacità erogativa di servizi e di attività, precedentemente esistenti nella vecchia struttura Sant’Agostino (v. corsi di preparazione alla nascita ai quali possono partecipare un massimo di 8 donne, anziché 15, come era precedentemente; operatrici/operatori costretti ad alternarsi nell’utilizzo delle poche stanze disponibili con la conseguente diminuzione delle prestazioni professionali).
Ciò comporterà ulteriori disagi in un territorio dove sono presenti solo due Consultori Familiari a fronte di circa 10 previsti dalla legge (1/20.000 ab.).
Riteniamo anche noi necessaria e non più procrastinabile la ristrutturazione del Sant’Agostino e chiediamo ed auspichiamo che questa avvenga nei modi e tempi utili, anche per impedire che si insinuino eventuali operazioni speculative di carattere privatistico.
Tuttavia tale ristrutturazione, annunciata circa 3 anni fa, e che avrebbe dovuto concludersi l’8/3/2008, con l’apertura della Casa della Salute della Donna e del Bambino, non ha ancora trovato effettiva realizzazione, non solo per difficoltà tecnico-amministrative-burocratiche (casuali?) legate al ricorso nell’espletamento delle gare d’appalto, ma anche per l’assenza di un piano, di una reale programmazione, nonché di una capacità organizzativa in grado di individuare, in un territorio in continua espansione edilizio-abitativa, già carente di Servizi Socio-sanitari, soluzioni idonee e dignitose al trasferimento dei servizi e delle attività ivi esistenti.
Infatti la ristrutturazione del Sant’Agostino, insieme a quella degli atri presidi socio-sanitari (Acilia, Via Paolini, Ostia Antica, Via Vasco De Gama/Repubbliche Marinare) ha visto incredibili ritardi, paradossali “ incidenti “ in tutti i cantieri aperti con innumerevoli disservizi ed ingiustificabili disfunzioni createsi ( v. crolli controsoffitti, lavori finiti e riavviati per ritagliare le stanze vaccinali) per non parlare del trasferimento/trasloco dei servizi SPRESAL – SISP – SIAN dalla sede di Lungomare Paolo Toscanelli nei “nuovi” locali di V.le delle Repubbliche Marinare – V.le Vasco De Gama, avvenuti senza adeguata e preventiva informazione e senza che fosse garantita la funzionalità e continuità delle attività (collegamenti telefonici e di rete, ecc.) con riscaldamenti non funzionanti e l’inosservanza delle norme sulla sicurezza (V. assenza di estintori) e di uno studio per l’utilizzo razionale degli spazi esistenti.
E’ di questi giorni la decisione dell’immediato ed “urgente trasloco” dei Servizi e delle attività collocate presso il Sant’Agostino, senza che siano state individuate soluzioni alternative idonee a garantire non solo il rispetto delle condizioni di lavoro e la dignità stessa delle operatrici e degli operatori, ma, soprattutto, la funzionalità e l’efficacia stessa dei servizi e delle attività a tutela dei diritti dei cittadini/utenti. Infatti sono state date disposizioni per trasferire l’UOSD Immunoprofilassi nei locali dell’ANFASS assegnati al TSMREE (Tutela Salute Mentale e Riabilitazione in Età Evolutiva) sottraendo spazi indispensabili all’attività della stessa, e separandoli dall’ex Medicina


Preventiva (nei locali di Via Cagni?) quando solo appena un anno fa si era trasferita la stessa “momentaneamente” dalla sede di Casal Bernocchi “per permettere la riunificazione dei servizi afferenti al Dipartimento di Prevenzione per il Litorale” (…sic…!) per non parlare del COMAVI (scomparso persino nell’Atto Aziendale) con un rimpallo di responsabilità in merito alla struttura di riferimento.
Tutto ciò è avvenuto violando e calpestando le più elementari norme di partecipazione e confronto contraddicendo, peraltro, continuamente, gli accordi e gli impegni presi da alcune Dirigenti Aziendali con le R.S.U. In modo vergognoso ed irresponsabile è stato persino “rimandato” l’incontro che doveva svolgersi il 3 marzo, nel corso del quale dovevano essere verificate e discusse le ipotesi di soluzione per il trasferimento dei servizi ancora collocati al Sant’Agostino.
Ci si chiede, a questo punto, non solo con quale mandato i Dirigenti Aziendali abbiano avviato il confronto con le RSU, ma quale sia la loro reale autonomia, capacità ed effettiva volontà e possibilità di incidere sulle decisioni aziendali.
Il “trasloco”annunciato dei servizi rimanenti al Sant’Agostino è un’ulteriore dimostrazione della superficialità, del pressappochismo e dell’arroganza nella gestione della “Cosa Pubblica” divenuta sempre più strumento e terreno di visibilità per meri interessi di riconoscimento politico, di autolegittimazione e autoreferenzialità, per poter ottenere accreditamenti all’interno di un quadro politico-istituzionale ormai privo di ogni collegamento con la realtà, insofferente alla critica e al dissenso, impermeabile al dialogo e al confronto democratico.
Perché non si cerca invece di far valere il proprio peso, la propria determinazione in tutti i modi e le forme possibili, presso le sedi politiche ed istituzionali per denunciare l’inadeguatezza dei trasferimenti finanziari assegnati dalla Regione Lazio, in accordo con il Governo, alle Aziende USL e che vede la ASL RM/D quella che, in rapporto alla popolazione, con particolare riferimento al Distretto 2, riceve minori stanziamenti e finanziamenti (RM/D 383 euro procapite rispetto ai 1.075 della ASL di Latina).
Pensiamo invece che la gravità e la complessità dei problemi che abbiamo dinnanzi, richiedano percorsi di partecipazione democratica che facciano dell’analisi, del ragionamento, della conoscenza, della ricerca del dialogo e del confronto elementi fondamentali per la difesa degli Spazi e dei Servizi Pubblici, per rispondere ai bisogni, ai diritti e alla dignità delle persone.
Consideriamo pertanto di carattere esclusivamente provvisorio la collocazione di quei servizi ed attività che sono stati trasferiti in spazi e sedi inidonei ed inadeguati.
Chiediamo che, in attesa dello svolgimento dei lavori di ristrutturazione del Sant’Agostino, tutti i servizi interessati trovino una giusta ed idonea collocazione in sedi e spazi più opportuni, avviando da subito, su tali problematiche, un confronto tra l’Azienda, il Municipio, le OO.SS. e le Forze Sociali del Territorio.
Non vogliamo che la “Casa del Parto” diventi la “Vostra ciliegina” mentre viene frantumata la torta.
Chiediamo e vogliamo rispetto per tutti i Servizi Pubblici, per la dignità stessa delle operatrici e degli operatori e dei cittadini di questo Territorio.
Roma,
COBAS AUSL RM/D

martedì 24 febbraio 2009

.....CHE AMAREZZA.....

…..Che Amarezza…….!!!


….Chi non conosce la verità è uno sciocco. Ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un criminale.
Bertolt Brecht

Sento la necessità di fissare alcuni pensieri, alcune libere ed aperte riflessioni e considerazioni personali che riguardano lo stato complessivo delle Rappresentanze Sindacali Unitarie nella nostra realtà: quella della AUSL RM/D, prendendo anche spunto dall’ultima riunione delle R.S.U..
Al termine della discussione tra i delegati, nell’ultima riunione del 18/02 u.s., ho chiesto che la prossima riunione venisse considerata un aggiornamento, quindi un prosieguo della discussione. Tale richiesta ha diverse ragioni, ma tutte in relazione ed in connessione tra loro. Tra queste c’è anche il carattere degli interventi, la loro finalità ed il valore che assumono all’interno del dibattito e nella stessa gestione dei lavori del Consiglio dei Delegati. C’è l’abitudine, infatti, che, da una relazione dal carattere esclusivamente informativo e, considerata la situazione e lo stato, all’interno delle R.S.U. inevitabilmente tecnicistica, svolta normalmente da Eugenio Bellomo che è il Coordinatore, si passa ad interventi, a volte, anche molto articolati che toccano, sia le diverse problematiche sia spunti di riflessione che, non avendo la possibilità di essere sviscerati, analizzati ed approfonditi, rimangono non solo irrisolti, ma in pratica elusi, se non realmente schiacciati dentro interventi che, solo per il fatto di essere svolti per ultimi, sembra assumano un carattere di risposta, di sintesi “conclusiva” e “definitiva” alle questioni e alle problematiche poste.
Punti di vista, opinioni, certamente legittimi e rispettabili, ma che non devono e non possono, solo per il fatto di essere esposti, sempre, alla fine, di tutti gli interventi, assurgere al ruolo di “verità assolute”, assiomi, prese di posizione e/o decisioni date per assodate e scontate senza, peraltro, che vi sia la possibilità, di volta, in volta, considerata anche la rarità degli incontri, rispetto alle questioni e alle problematiche da affrontare, di esprimere e manifestare, in modo esplicito, le diverse posizioni e proposte, sottoponendole, eventualmente, al voto di tutte /i le delegate ed i delegati presenti. Cosicché, anche richieste più volte avanzate, sollecitate e continuamente reiterate vengono sistematicamente accantonate, rimandate se non completamente ignorate ( V. richiesta discussione Gestione Risorse Umane, bilancio attività delle R.S.U., verifica degli accordi sottoscritti, Posizioni Organizzative, ecc. ).
In questo quadro s’inseriscono anche le ”conclusioni” che lo stesso Eugenio ha fatto e fa alla fine di ogni riunione, cosicché tutte le problematiche, le considerazioni, le proposte emerse restano perennemente in sospeso, irrisolte, dilatate in un tempo infinito ed indefinito dentro quello che ormai sembra essere diventato solo uno stanco, vuoto ed inutile rituale.
Penso si dovrebbe prestare maggiore attenzione anche al modo come sono “gestite” le riunioni, perché esse rappresentano, non solo simbolicamente, ma sostanzialmente, lo strumento con il quale, le diverse problematiche vengono analizzate ed affrontate e le diverse posizioni riconosciute e rispettate e, nelle quali possa essere possibile, attraverso il confronto franco e leale, trovare, esprimere e rappresentare qualificate sintesi.
Si tende a normalizzare, se non ad ignorare e/o a fingere di farlo, dinamiche interne, scelte politico/sindacali, che hanno pesato e pesano sull’attività, sul ruolo, sull’autonomia, sulla funzione dei singoli delegati/e e sulle stesse R.S.U.. Tutta l’attività e l’intero sistema di relazioni sindacali e, quindi il rapporto stesso con le/i lavoratrici/tori e l’Azienda, nel bene e nel male, è legato e determinato dall’impegno di pochi, singoli soggetti e/o da questa o quella sigla sindacale, e non sempre attraverso percorsi pubblici, trasparenti e condivisi.
Tale situazione, di fatto, rappresenta un vero esautoramento e una perdita di senso del ruolo di rappresentanza dei delegati e delle stesse R.S.U., che si trovano a svolgere, in questo modo, una funzione esclusivamente burocratica, notarile e subalterna alle decisioni e alle logiche degli apparati politico/sindacali, nonché Aziendali.
E’ bene ricordare, a tale proposito, anche come si è arrivati alla decisione di escludere dalla Commissione Trattante che, va ribadito, dovrebbe avere, esclusivamente carattere e funzione esecutiva delle decisioni prese nel Consiglio dei Delegati, i delegati eletti nelle liste delle Organizzazioni Sindacali di Base. Tale decisione fu presa a maggioranza dai delegati di CGIL - CISL - UIL, che, in questo modo, non solo hanno assegnato un rilievo “ politico” alla Commissione Trattante, ma ne hanno indebolito e snaturato il ruolo e la funzione stessa violando il principio base della rappresentanza e della rappresentatività, nel rispetto della volontà e dell’espressione, emersa liberamente e democraticamente con il voto, dei lavoratori e delle lavoratrici. Quell’idea di rappresentanza e rappresentatività che è stata e che viene, ancor di più oggi, calpestata da coloro che sottoscrivono accordi e firmano contratti di lavoro senza interpellare e consultare chi di quegli accordi è e resta il legittimo e unico destinatario: Il mondo del lavoro e del non lavoro.
Questi sono solo alcuni degli aspetti e degli episodi che hanno lasciato intendere che il ruolo e l’autonomia dei delegati e delle R.S.U. fosse a “ sovranità limitata”. Tanto è vero che l’ “unità”, registrata ed espressa con quella decisione, proprio perché, imposta, fuori da qualsiasi oggettivo ragionamento e criterio di buon senso e dettata da logiche e dagli interessi degli apparati politico/sindacali si è rivelata subito fallace e rivelatrice dei molti conflitti e tensioni interne alle Organizzazioni Sindacali, maggiormente rappresentative, dei quali, però, mai venivano esplicitati i motivi e ne divenivano chiare le vere ragioni. Tensioni e conflitti che hanno portato gli stessi delegati, appartenenti alle OO.SS. suddette a non votare, contraddicendo anche lo stesso Statuto dei Delegati R.S.U., la proposta, come vice Coordinatore, di un delegato CISL avanzata in seguito alle dimissioni, per motivi personali, da quel ruolo di un altro delegato, sempre CISL.
Un altro aspetto che, penso, abbia limitato l’azione e l’attività della R.S.U., è stata, anche, l’assenza di una reale autonomia di giudizio nei confronti della Direzione Aziendale della AUSL RM/D.
Una Direzione Aziendale autocratica che non ha perso occasione per mostrare indifferenza e disinteresse per la partecipazione ed il confronto democratico, nel rispetto dei diritti e delle prerogative sindacali, sottolineando, peraltro, anche tutto il suo carattere autoritario e vessatorio, utilizzando strumenti ( vedi l’uso e la gestione delle Risorse Umane - il trasferimento dei Servizi, ecc.) al di fuori da ogni regola di confronto, nonché di accordi dichiarati e sottoscritti.
Quali azioni, iniziative di contrasto, sono state poste in essere per affermare e difendere un sistema di regole, capace di dare certezza del diritto e tutele ai lavoratori/trici, liberando energie umane e professionali da un sistema di ricatto, di vessazione ed oppressione che mortifica ed umilia le condizioni di vita e di lavoro di quanti, in condizioni sempre più difficili, sono costretti a svolgere la loro attività lavorativa in difesa del Servizio Pubblico? Si è provato ad “indagare”, ad interrogarsi sulle sensazioni, sulle opinioni e sulle condizioni che i lavoratori e le lavoratrici vivono?
Si ritiene adeguata la presenza e l’iniziativa delle R.S.U. nei luoghi di lavoro in rapporto alle esigenze, alle problematiche e alle istanze delle lavoratrici e dei lavoratori stessi?
Forse cercare di rendere marginale il ruolo e la funzione delle R.S.U. è funzionale agli apparati politico/sindacali e Aziendali che si sentono e sono, così, più liberi di agire e determinare logiche e pratiche spartitorie/clientelari in modo da trovare maggiore spazio, agibilità e, quindi, incidere sulle scelte ritenute più interessanti e determinanti alla loro ragione d’essere? ( Posizioni Organizzative, Trasferimenti, Incarichi, ecc., ecc, ).
E’a causa di questo stato di cose che, penso, diviene sempre più importante ed urgente, e non più rinviabile, una discussione aperta, un approfondimento, un’analisi in grado di affrontare e ripensare l’intero sistema di Relazioni Sindacali esistenti.
Non si sente, invece, la necessità, l’urgenza di impegnarsi per ripensare e ridefinire un senso dell’essere e dell’agire sindacale che sia in grado di lavorare per la costruzione di un blocco sociale di riferimento, che partendo dalle condizioni di vita e di lavoro, dai bisogni materiali ed immateriali delle persone, sia in grado di rivendicare diritti, poteri, dignità.
Centrali, quindi, diventano le iniziative per promuovere ed attivare processi in grado di rivendicare salari dignitosi, sicurezza del e nel lavoro e servizi pubblici efficienti, umani e dignitosi.
Stiamo attraversando una crisi profonda che non è solo economica, ma sociale, culturale, civile, democratica. Una crisi che peserà e graverà ulteriormente sulle già difficili e precarie condizioni di vita e di lavoro delle persone. C’è il rischio che il senso profondo di un insicurezza sociale, sempre più acuta, possa scavare irrimediabilmente nel già fragile tessuto connettivo del paese, nelle sue relazioni umane e sociali, nella stessa capacità di essere e divenire Comunità Solidale, sfociare nell’intolleranza, nel razzismo, nell’indifferenza, preda di derive populiste ed antidemocratiche.
E’ necessario, quindi, cercare di invertire, correggere la rotta, tentare di arrestare il declino, ritrovare e ridare slancio, iniziativa a quel bisogno di cambiamento e trasformazione della società che non è mai venuto meno, ma che, nel corso di questi anni, è stato continuamente soffocato, mortificato, ferito.
Da tempo, come delegati R.S.U. eletti nella Lista COBAS, segnaliamo e denunciamo il profondo distacco che c’è tra i lavoratori e le lavoratrici e coloro che sono stati chiamati, attraverso il voto, a rappresentarli.
Un distacco enorme, profondo; un diffuso clima di sfiducia, di rassegnazione, di crescente passivizzazione generato da una condizione di profonda solitudine nella quale si sentono e che vivono i lavoratori e le lavoratrici e che spinge, spesso, verso la ricerca di “ strategie personali” per trovare risposte ai propri bisogni, nonché, a volte, per veder, anche, riconosciuti legittimi diritti, trasformati in “ favori da chiedere “, da un sistema di potere, clientelare, vessatorio, autoritario.
Ciò, ha certamente ragioni profonde e generali frutto anche di una frammentazione e divisione sempre più evidente e lacerante nel mondo del lavoro e del non lavoro (disoccupati, precari, ecc.) frutto anche di determinate e deliberate scelte, strategie e pratiche politico/sindacali, che, in assenza di prospettive e speranze, finiscono per autoalimentarsi, lasciando, così, spazio agli “egoismi” e alla difesa dei particolarismi. Ma ciò non deve e non può costituire un alibi, una giustificazione, un impedimento per non tentare, per non cercare di sperimentare, dal basso, nei luoghi di lavoro, tra i lavoratori e le lavoratrici forme di democrazia diretta e partecipata che, partendo dai bisogni e dalle condizioni di vita e di lavoro delle persone, siano in grado di ripensare e ridefinire, nella ricerca del bene comune, il senso stesso dell’essere e dell’agire sindacale e lo stesso concetto di rappresentanza e rappresentatività.
Con altri delegate/i elette/i nella lista COBAS, abbiamo più volte chiesto, sollecitato, continueremo a farlo, l’apertura di un confronto con e tra le lavoratrici e tra i lavoratori, su tutta una serie di problematiche, ivi compresa quella di un bilancio ed un’analisi sul ruolo, sull’attività stessa della R.S.U. e sul sistema di relazioni sindacali esistenti all’interno della Azienda AUSL RM/D, partendo dalle condizioni di vita e di lavoro delle/dei lavoratrici/tori, dallo stato dei Servizi Socio – Sanitari Pubblici per difenderli e cercare di migliorarli, per affermare il principio ed il valore del Diritto alla Salute come benessere psico – fisico delle persone.
Abbiamo proposto lo svolgimento di una serie di assemblee nei posti di lavoro per provare a ricucire un rapporto, per far sentire tutte e tutti partecipi e protagonisti delle decisioni che riguardano tutte e tutti. Sappiamo che non sarà facile, non è facile, che non basta indire un’assemblea o una serie di assemblee; è un lavoro che richiede impegno, presenza quotidiana, energie, volontà e consapevolezza, ma pensiamo sia possibile e, crediamo, che questo tentativo merita di essere avviato.
La Democrazia per essere realizzata deve essere praticata costantemente; un processo democratico e partecipato non si improvvisa, è fatto di presenza costante, di dialogo, di ascolto, di rispetto delle opinioni e delle idee di ognuna/o.
SAPPIAMO CHE E’ DIFFICILE, MA PERCHE’ NON TENTARE? PERCHE’ NON PROVARE A RIACCENDERE E RIMETTERE IN MOTO LA SPERANZA, LA VOGLIA DI LOTTARE ?
NON E’ FORSE LECITO POTER ANCORA PENSARE, SPERARE, SOGNARE, CERCANDO DI LOTTARE PER REALIZZARE UNA COMUNITA’, UNA SOCIETA’ ED UN MONDO PIU’ GIUSTO E SOLIDALE?!!!
….RIPRENDIAMOCI LA PAROLA…....!
Cari saluti, Cesare
Roma, 22/02/2009


Delegato R.S.U.
Cesare Morra