mercoledì 26 settembre 2012

FACCIAMOCI DEL MALE!!!

Quest’ O.S. ha più volte avuto modo di segnalare e denunciare, le problematiche riguardanti l’uso e la gestione delle Risorse Umane e Professionali all’interno della ASL RM/D, sottolineando come l’uso e la gestione di queste (assunzioni, mobilità, trasferimenti, comandi, ecc.) richiedessero interventi e politiche adeguate orientate ad un utilizzo appropriato, efficace, efficiente e funzionale piuttosto che, come si è verificato, a criteri e a logiche arbitrarie e discrezionali al di fuori di ogni regola di trasparenza, di confronto e, soprattutto, di funzionalità gestionale. Pensiamo che con l’acuirsi delle criticità connesse alla carenza degli organici determinata dal blocco delle assunzioni, dalle mancate sostituzioni dei Turn-Over, unitamente agli effetti della spending review, al di là delle generiche dichiarazioni di razionalizzazione e di efficentazione del sistema, si stia andando, invece, a delinearsi, attraverso più o meno sotterranei processi di privatizzazione, un progressivo smantellamento del servizio sanitario pubblico e un attacco alle condizioni di lavoro delle lavoratrici dei lavoratori, nonchè a quel Diritto alla Salute sancito dalla stessa Costituzione. Questa situazione riteniamo che richieda una particolare attenzione e scelte sui criteri da adottare nella gestione delle risorse esistenti in rapporto all’individuazione delle priorità per meglio garantire i pur minimi livelli qualitativi e quantitativi di assistenza. E invece… Mentre da un lato si afferma la necessità di potenziare i servizi di assistenza domiciliare, dall’altro si spostano quattro infermieri dai Centri di Assistenza Domiciliare di Fiumicino e del XIII Municipio per ricoprire le necessità del Dipartimento di Prevenzione - Medicina Scolastica. Tali provvedimenti, predisposti attraverso il meccanismo della modalità d’urgenza (a settembre l’inizio dell’anno scolastico è indubbiamente un evento improvviso e non prevedibile…sic!!!), per un servizio non previsto nei LEA, a scapito di un Assistenza Domiciliare che, in tutta la recente normativa e nella letteratura internazionale viene indicata come essenziale per un contenimento dei costi, per favorire i processi di deospedalizzazione e per l’ umanizzazione dei percorsi di cura e ciò la dice lunga sulla capacità e volontà stessa di programmazione e organizzazione presente nell’Asl Rm/D. Ovviamente non si è neanche prestata attenzione, o si preferisce far finta di non sapere che, diversamente da altri settori, esiste una specificità di ruolo per gli infermieri e gli operatori della riabilitazione e che ogni operatore sottratto dai CAD determina automaticamente un aumento dei costi per l’esternalizzazione, con conseguente ricorso a strutture private, e l’impossibilità di attendere alle funzioni di programmazione e controllo, obbligatorio nei rapporti di committenza. Siamo certamente ben consapevoli che nei CAD sussistono molte criticità che ne impediscono un ottimale dispiegamento, ma di certo questi provvedimenti costituiscono un colpo mortale ad un servizio e ad patrimonio umano/professionale che si mette in gioco in prima persona dovendo utilizzare spesso mezzi propri e che si trova ad operare nelle condizioni più disparate, quasi sempre disagevoli, presso il domicilio dei pazienti. Alla luce di quanto esposto chiediamo la revoca dei provvedimenti adottati e l’avvio di un serio confronto sulle criticità e difficoltà, sempre più profonde, in merito alla carenza del personale in tutti i servizi e le strutture socio sanitarie del Territorio. Roma, 25 settembre 2012 Cobas Asl Rm/D

lunedì 10 settembre 2012

Gli Infermieri non arrivano?…Per favore, non facciamo confusione...!!!

In questi giorni è stato dato ampio risalto dagli organi di informazione (v. il Messaggero del 7 settembre u.s.) alla notizia relativa alle difficoltà incontrate nell'Asl Rm/D, a pervenire, tramite chiamata con l’utilizzo di graduatorie già esistenti, alla copertura di n 9 posti per Collaboratore Professionale Sanitario Infermiere da impiegare presso le strutture sanitarie ospedaliere G.B. Grassi - C.P.O.. Difficoltà dovute al "rifiuto", opposto da circa 500 operatori sanitari/infermieri ( su 9 disponibilità al momento sarebbero solo 2 i posti ricoperti). Non si tratta di nuove assunzioni, ma della copertura di posti vacanti attraverso contratti a tempo determinato ( circa 5 mesi ) per le sostituzioni di maternità, le lunghe assenze, ecc… E’ una goccia nel mare che, in ogni caso, non è in grado neanche minimamente di affrontare, ne' tanto meno risolvere, la grave carenza del personale esistente in tutte le strutture e i Servizi Socio - Sanitari Pubblici. Come Cobas dell'Asl Rm/D, riteniamo debbano essere evitate da parte di tutti letture ed interpretazioni semplificative che possono essere utili solo per creare facili sensazionalismi mediatico/propagandistici, ma non aiutano certamente a comprendere, ne' tanto meno a conoscere la complessa attuale realtà del Servizio Sanitario e dei Servizi Pubblici in generale, nonché la difficile situazione che sta attraversando il Paese. Il problema, riteniamo, non sta nel fatto che davanti ad una situazione di disoccupazione dilagante c'è chi si "permette” di "rifiutare" un lavoro, un'occupazione, uno stipendio... una professione e, peraltro, ciò contrasterebbe , appunto, con la scelta di tutte/i coloro che hanno già conseguito la Laurea in Scienze Infermieristiche, ma in un sistema che tende ad estendere le situazioni ed i fenomeni di incertezza e precarietà lavorativa, professionale, sociale ed umana. Si pensi proprio a quante e quanti di costoro che hanno avuto una formazione e hanno conseguito una Laurea non hanno avuto in tutti questi anni la possibilità e l'opportunità di poter trovare inserimento presso Il Servizio Sanitario Pubblico a causa del blocco delle assunzioni e del turnover. Tale situazione, rende ancora più complesso, se non a volte impossibile, anche il reperimento di quelle poche unità lavorative/professionali chiamate a contratto a tempo determinato, proprio perché diventa difficile, per chi già svolge un lavoro, rispondere a chiamate solo per brevi periodi magari con il rischio di perdere anche le poche certezze acquisite (vedi lavoro presso altre strutture). La carenza degli infermieri, pertanto, non può essere risolta attraverso chiamate a tempo determinato o attraverso modalità normativo/contrattuali che non garantiscono un minimo di certezza e/o di continuità lavorativo/professionale. Quali garanzie, quali prospettive, quali speranze, progetti di vita e di lavoro, quale, inoltre, continuità professionale ed assistenziale, può esserci attraverso la copertura di posti vacanti con tipi di contratti che non lasciano alcuna prospettiva? Si valutano quali effetti e conseguenze si determinano nei vari reparti e servizi con il continuo ricambio di personale? Se a tutto questo si aggiungono le pessime politiche di gestione del personale ( v. trasferimenti, mobilità, collocazioni, spostamenti, ecc.) possiamo assistere ad una situazione che, nelle varie strutture e nei vari servizi sta mettendo, a causa di ritmi e carichi di lavoro insostenibili, seriamente a rischio le condizioni di vita e di lavoro delle operatrici e degli operatori e, di fatto, gli attuali pur minimi livelli qualitativi/quantitativi di assistenza con le gravi conseguenze che questo stato di cose potrà avere sugli stessi cittadini/utenti. Quello che ci troviamo davanti, pensiamo, allora, sia in realtà un dato che conferma ed evidenzia, ancor più la difficile situazione sociale, lavorativa, occupazionale, causa e conseguenza delle politiche economico/ finanziarie dei vari Governi di Centro sinistra, Centro destra, e oggi di quelli "Tecnocratici" che, di fatto, stanno determinando il depotenziamento, lo smantellamento del Servizio Socio Sanitario Pubblico a vantaggio del sistema privatistico e di una visione mercificata del Bene Salute. Non si possono dare risposte ai bisogni di salute delle persone continuando a tagliare sui servizi, sul personale, sulla sanità...... La salute non è un costo... La salute è un diritto...!!! Cobas Asl Rm/D

venerdì 24 agosto 2012

Utilizzo/pagamento fondi produttività

Al Commissario Straordinario dell’ Asl Rm/D Dott. Vitaliano De Salazar Al Direttore Sanitario Aziendale Dr.ssa Anna Rosalba Buttiglieri Al Direttore Amministrativo Dr. Massimiliano Gerli Al Direttore Area Risorse Umane e Affari Generali Dott. Filippo Coiro e,p.c. Al Consiglio dei Delegati della R.S.U. Scrivente O.S., esprime con la presente il proprio disappunto e contrarietà perché, malgrado sia stata più volte rappresentata ( v. note del 6 aprile 2012 Prot. Az., n° 31791 e del 15/05/2012, Prot. Az. n° 43023) la problematica dei fondi della produttività in giacenza per gli anni che vanno dal 2006 al 2009, fondi che ammonterebbero a circa 2 milioni di €, a distanza di circa 4 mesi, non vi sia stato in merito alcun riscontro, eludendo, in questo modo, non solo le prerogative sindacali del diritto all’informazione, ma, soprattutto, le aspettative e i legittimi diritti delle lavoratrici e dei lavoratori rispetto a quello che dovrebbe essere e rappresentare un “ Atto dovuto”. Si ritiene che tali questioni dovrebbero e devono costituire una priorità proprio perché riguardanti il riconoscimento di spettanze retributive che, se pur in minima parte (circa 500 €.), sono, oggi più che mai, un importante sostegno a fronte della difficili condizioni economiche che diventano ogni giorno, a causa della crisi che attraversa il paese, sempre più gravose e profonde per la vita delle persone. Scrivente O.S. sottolinea, inoltre, che tale problematica è stata altrettanto rappresentata dalla RSU aziendale con nota del 12 aprile u.s., Prot. Az. N° 33717, e nell’incontro avvenuto tra il Commissario Straordinario, Dr. Vitaliano De Salazar e le OO.SS. del 13 giugno u.s.; malgrado ciò a tutt’oggi nulla è dato sapere in merito alla suddetta questione. Scrivente O.S., sollecita, pertanto, la positiva soluzione della problematica in oggetto, nonché il riconoscimento e la conseguente erogazione delle spettanze per ogni singolo lavoratore e lavoratrice; considererà, inoltre, ingiustificabile ogni ulteriore ritardo che farebbe sorgere il dubbio che tali fondi e risorse siano stati utilizzati dall’Azienda, in modo difforme e improprio rispetto alla loro destinazione naturale. Scrivente O.S., chiede, pertanto di conoscere formalmente la disponibilità e l’ammontare esatto degli importi in oggetto, nonché le ragioni di un eventuale altro utilizzo dei fondi in questione. Distinti saluti p. il Cobas Asl Rm/D Prot. Asl Rm/D n° 73726 i Delegati R.S.U. del 22/08/2012 Corrado Minioto – Cesare Morra – Antonio Nocera

venerdì 17 agosto 2012

LA STORIA QUANDO SI RIPETE…..DIVENTA FARSA!!!

Continua lo stato di confusione, indeterminatezza e precarietà nella gestione dell’Asl Rm/D dove ancora una volta assistiamo a un susseguirsi di nomine e incarichi a tempo o provvisori alla Direzione Generale senza pervenire, come necessario e dovuto, ad una nomina definitiva. La Regione Lazio ha provveduto a prorogare l’incarico, per altri tre mesi, di Commissario Straordinario, assegnato il 14 maggio u.s., per un periodo di 90 giorni, al Dr. Vitaliano De Salazar. Tale “ inspiegabile” e irresponsabile decisione, oltre che a rinviare ingiustificatamente quello che dovrebbe essere un atto dovuto, quello, appunto della nomina di un Direttore Generale, giunge dopo che, nell’arco di circa 3 anni, si è assistito ad un susseguirsi di avvicendamenti negli assetti organizzativi/gestionali (Commissari, Sub Commissari, Direttori, Direttori facenti funzioni e ancora Commissari) determinando uno stato di confusione e rendendo ancor più difficile ed inefficace un ruolo e un’azione di governo, oggi più che mai necessari per affrontare le numerose e profonde criticità e problematiche presenti nel sistema dei servizi socio-sanitari pubblici. In questo modo si determinano continui e ripetuti ritardi, disagi e difficoltà nella normale attività tecnico-amministrativa-gestionale e s’impedisce e si ostacola, di fatto, una programmazione ed organizzazione dei servizi socio-sanitari, necessarie a garantire quantomeno i pur minimi livelli essenziali di assistenza, per non parlare poi dell’assenza di linee di indirizzo e orientamento rispetto alle realtà e alle problematiche del Territorio. Tale situazione ha ricadute ancor più pesanti in considerazione delle scelte e dei provvedimenti che devono essere presi e adottati relativamente al Piano di Rientro del debito sanitario e a quelli, ancora più recenti, legati alla revisione e razionalizzazione della Spesa Pubblica (spending review) che comporterà, tra l’altro, una riduzione di un ulteriore 5% per tutte quelle commesse e prestazioni relative a contratti di appalto di servizi e di fornitura di beni e servizi, con ricadute sia sulla qualità dei servizi offerti che sui livelli occupazionali e diminuzione delle ore di lavoro per il personale interessato (vedi società pulizie, dell’ N.T.A. – Nuove Tecnologie Applicate -, della manutenzione, ecc.). Tali provvedimenti renderanno più acute e profonde le criticità e difficoltà già esistenti, sia per le condizioni di vita e di lavoro delle/i lavoratrici/lavoratori, che per l’efficacia e l’efficienza dei servizi tutti (socio-sanitari, tecnici e amministrativi) messi già a dura prova a causa della cronica carenza del personale (blocco delle assunzioni e del turn over). Scrivente O.S. ritiene pertanto grave e irresponsabile la decisione della Regione Lazio di non dare un governo e una gestione stabile attraverso la nomina a tutti gli effetti di un Direttore Generale, decisione, questa, che è il riflesso, indubbiamente, dei conflitti, delle tensioni e degli equilibri di potere tutti interni al quadro politico ed istituzionale della stessa Regione Lazio e le cui conseguenze, di fatto, ricadono ulteriormente sulla qualità e sull’offerta dei servizi socio-sanitari ai cittadini. Chiede altresì al nuovo Commissario Straordinario, Dott. De Salazar, di rappresentare lo stato di disagio e difficoltà della Asl Rm/D e di avviare nell’immediato un confronto con le parti sociali e sindacali per affrontare i numerosi e gravi problemi presenti nei servizi e nelle strutture socio-sanitarie del Territorio (v. Pronto Soccorso, ecc. ecc.) Cobas Asl Rm/D 16/08/12

mercoledì 18 luglio 2012

Situazione D.S.M. – Distretto 2 – Municipio XIII – Via delle Sirene – Ostia.

Scrivente O.S. è venuta a conoscenza che nel corso di una riunione di servizio del DSM del XIII Municipio – Distretto 2, svoltasi in data 14 maggio u.s., presso la sede di Via delle Sirene/Via Cozza – Ostia, sarebbero state presentate dal Direttore f.f., Dr. Antonello D’Elia, due Psicologhe che opererebbero, per il Centro “Alios”, presso lo studio medico MED&TECH, centro che risulta non essere accreditato. Le ragioni di tale presenza, sarebbero state dettate per realizzare un’eventuale collaborazione consistente nell’invio, presso il Centro suddetto, di quei cittadini/utenti che, rivolgendosi al C.S.M., e avendo necessità di psicoterapia, non hanno la possibilità di essere seguiti, a causa della lunga lista d’attesa, dal Servizio stesso. Tale situazione è stata immediatamente rappresentata da alcuni operatori, attraverso una lettera, in data 23/05 u.s., Prot. Az. n° 47485 inviata al Direttore DSM, Dott. Andrea Balbi, al Dott. Antonello D’Elia e, per conoscenza, al Consiglio delle/i Delegate/i R.S.U. e alle OO.SS. delle categorie Medici e Psicologi, con la quale, tra l’altro, veniva richiesto un incontro urgente per discutere delle problematiche emerse nella suddetta riunione. A seguito di tale lettera fu indetta dalla R.S.U. un’Assemblea, presso la sede di Via delle Sirene/Via Cozza, per il giorno 31 maggio, avente come O.d.G: “Chiarimenti degli obblighi spettanti agli operatori, relativi alle modalità di accoglienza degli utenti e al loro eventuale invio presso soggetti esterni”, assemblea, alla quale furono invitati, dalla stessa RSU, sia il Direttore di Dipartimento, Dott. Andrea Balbi, sia il Dirigente f.f. Dott. Antonello D’Elia. A seguito di tale convocazione, risulta a quest’ O.S., ci fu, da parte del Dott. A. D’Elia, un tentativo d’interferire sul regolare svolgimento dell’Assemblea attraverso una lettera inviata in data 30 maggio u.s. al personale del DSM del XIII Municipio e al Direttore DSM, Dott. A. Balbi adducendo motivazioni riguardanti i tempi e le modalità dell’assemblea stessa, motivazioni risultate poi di natura pretestuosa e strumentale tendenti unicamente ad ostacolare lo svolgimento della riunione. Tale atteggiamento costrinse la stessa RSU ad inviare ulteriore nota di conferma dello svolgimento dell’assemblea stessa. Questa O.S. fa notare, non solo la natura antisindacale di certi comportamenti tendenti a ledere principi, diritti e libertà riconosciuti dalla stessa Costituzione Italiana, ma come questi evidenzino e aggravino ulteriormente il clima di difficoltà e criticità, sia nei confronti dell’utenza, sia nei rapporti e nelle relazioni interne al Servizio. Basti pensare che dalla fine del 2008, data dell’incarico affidato al Dott. A. D’Elia, come Direttore f.f. del D.S.M. del XIII Municipio – Distretto 2, sono stati circa 16 gli operatori che si sono trasferiti presso altri servizi, senza, peraltro, che siano stati mai completamente sostituiti con altro personale; un fenomeno, questo, che non può e non deve essere sottovalutato considerando anche che sono state interessate tutte le figure professionali ( Infermieri, Assistenti Sociali, Psicologi, Psichiatri, compresi i due incarichi di Struttura Semplice del II° Distretto - Responsabile C.S.M. di Ostia e Responsabile Centro Diurno di Via Tagaste - ). A fronte delle difficoltà e delle criticità in cui versa il Servizio, tenuto altresì conto dell’aumento del disagio psichico, sembra evidente come questo lento ed inesauribile depauperamento di risorse umane e professionali presso il Servizio DSM del Distretto 2, abbia ulteriormente aggravato e compromesso la capacità dello stesso servizio di rispondere, sia in termini quantitativi che qualitativi, ai bisogni e alle necessità assistenziali dei cittadini/utenti che vi si rivolgono. Basti pensare che i tempi di attesa ad oggi sono di circa 150 giorni ( cinque mesi): di fatto, ci troviamo davanti alla realtà di un Servizio che, nel corso degli anni, anche a seguito di questi avvenimenti, è stato gravemente depotenziato, cosa che questa O.S. ebbe già modo di segnalare con una nota del 27.10.2010, Prot. Az. n° 97432 inviata a seguito della decisione di “spostare” una unità infermieristica lì collocata. Questa situazione è stata ampiamente discussa e affrontata nell’ambito delle due assemblee svoltesi presso il DSM Distretto 2, a seguito di quanto accaduto, indette dalla RSU, ad una delle quali, quella del 31 maggio u.s., ha partecipato anche il Direttore del Dipartimento di Salute Mentale, Dr. Andrea Balbi. Restano, pertanto, incomprensibili le ragioni per le quali, a distanza di due mesi, l’Azienda Asl, pur essendo stata direttamente investita in merito ai fatti accaduti, anche attraverso una nota della R.S.U. del 22/06/2012, Prot. Az. n° 56940, non abbia provveduto, non solo ad adottare alcuna decisione, ma neanche a fornire i necessari chiarimenti in una vicenda che non può non considerarsi in tutta la sua gravità, come quella, appunto, che vedrebbe utenti, inizialmente rivoltesi presso un Servizio Pubblico, trovarsi a essere “dirottati” verso operatori e strutture privati a spese, peraltro, degli stessi. Non può essere, pertanto, una “ragione”, né un pretesto, nè tantomeno una giustificazione, quella dell’esistenza di lunghe “liste d’attesa” che sono la conseguenza del lento, ma progressivo depotenziamento avvenuto nel corso di questi anni, anche a causa delle ragioni suddette. Si ricorda, inoltre, come un eventuale ricorso a forme di collaborazione con soggetti e strutture private debba necessariamente rispondere, e rispettare, procedure di accreditamento e/o convenzionamento, previste dalle apposite normative, in modo trasparente e pubblico, altrimenti ci si troverebbe davanti ad un sistema tendente a favorire, in modo sotterraneo, direttamente e/o indirettamente, il trasferimento di funzioni, servizi e attività dalla Struttura Pubblica a quella Privata, cosa questa che finirebbe, peraltro, per incidere inevitabilmente, pesantemente e negativamente sulla qualità e l’efficacia dell’intervento terapeutico - assistenziale stesso. La scrivente O.S. non può non rilevare la singolarità dell’atteggiamento degli Organi di Direzione Aziendale che, mentre nel passato sono intervenuti prontamente, attraverso la revoca di incarichi, anche in circostanze meno evidenti e gravi ( V. tra i tanti, gli avvicendamenti avvenuti nel dicembre 2011) a distanza di circa due mesi, non hanno dato alcun riscontro in merito a quanto accaduto. Non vorremmo pensare che il mancato intervento da parte degli Organi di Direzione Aziendale sia una conseguenza di quel sistema di relazioni, anche “extra-aziendali”, di quegli apparati politici, sindacali, lobbistici, abituati, a volte, ad agire in modo occulto e spesso intervenuti nel passato, condizionando e determinando scelte che nulla hanno a che vedere con la difesa del Bene Pubblico. Non può, peraltro, essere una ragione quella di chi sostiene che tale vicenda sarebbe un fatto “marginale” che ha interessato solo una parte dei lavoratori rispetto ad un’altra che avrebbe espresso, invece, anche attraverso una lettera, apprezzamenti sull’operato del Direttore f.f. DSM Distretto 2 Municipio XIII dott. A. D’Elia. Tale impostazione che, peraltro, dovrebbe far riflettere sul clima che si è instaurato all’interno del servizio, contrasterebbe con il fatto che gli operatori che hanno sentito il dovere, avendone peraltro l’obbligo, di segnalare quanto ritenuto illegittimo, hanno richiesto e promosso un incontro/assemblea per discutere appunto di quanto avvenuto con tutte le parti interessate. Si sottolinea, infatti, come nelle diverse e partecipate assemblee svoltesi non si sono registrate difformità di veduta e di posizioni contrapposte, rispetto all’accaduto. Tale visione sarebbe, in ogni caso fuorviante, strumentale e finirebbe per eludere quella che è la vera questione che non può restare inascoltata. Pensiamo, invece, che ogni logica di “schieramento” vada evitata favorendo e lavorando per l’unitarietà del servizio. Quello che invece non può essere evitato è la conoscenza, l’analisi e la verifica dei fatti. Solo da questi è necessario partire. Come O.S. pensiamo, quindi, che questa Direzione Aziendale abbia il dovere di verificare e accertare quanto avvenuto all’interno della riunione del 14 maggio u.s. tenutasi presso il DSM di Via delle Sirene, accertando e valutando solo ed esclusivamente i fatti: per esempio, chi era presente e a che titolo e perché, considerando altresì che gli operatori, inviando utenti presso soggetti e strutture private, senza una regolare e formale procedura rischierebbero di incorrere in evidenti violazioni. Ciò, pensiamo sia doveroso nell’interesse stesso dell’azienda, nell’interesse del servizio pubblico, della dignità umana e professionale degli operatori e, soprattutto, dei cittadini/utenti. In attesa di un sollecito riscontro si porgono Distinti saluti Prot. Asl n° 64830 del 18/07/2012

lunedì 25 giugno 2012

...Sant’Agostino: “Finalmente ce l’hanno fatta, ma quante ne ho dovute vedere e… sentire!!!”

E’ con soddisfazione che come Cobas ASL RM/D accogliamo la notizia della tanto attesa riapertura del presidio Sant’Agostino. Se oggi la Struttura verrà riconsegnata al territorio, con la ricollocazione dei servizi precedentemente esistenti (Consultorio Familiare, Servizio Vaccinazioni e TSMREE) lo si deve, soprattutto, a quelle realtà sociali, sindacali, a quei soggetti che con coerenza e continuità si sono impegnati, nel corso di tutto questo tempo, attraverso segnalazioni ed iniziative partecipate, perché ciò si realizzasse. Ora sono in molti a festeggiare, compresi tutti coloro che nel silenzio e nella complicità hanno, di fatto, lasciato soli quanti andavano denunciando lo smantellamento e le vergognose collocazioni di servizi primari quali il Consultorio Familiare, il Servizio Vaccinazioni ed il TSMREE e, magari, partecipavano, festeggiando, alle numerose inaugurazioni della “Casa della Salute della Donna e del Bambino”, progetto per il quale, si ricorda, il Sant’Agostino è stato ristrutturato e che non è mai decollato ed oggi completamente smantellato, se non per ritrovarlo “trasferito”, attraverso la Convenzione con il Policlinico Luigi Di Liegro con il progetto “Centro di Cura per la Donna e la Famiglia”. La dislocazione e la ricollocazione dei Servizi suddetti, fatta eccezione per i locali del TSMREE, che ha trovato, almeno in parte, sistemazione dignitosa presso la sede ANFFAS di Via del Sommergibile, dopo che, peraltro, in precedenza, ne era stato ufficializzato il suo spostamento nei locali di Via Umberto Cagni, sono avvenuti, infatti, tutti in modo improvvisato e frammentato, contraddicendo e violando, peraltro, precedenti decisioni e lo stesso confronto con le realtà sociali e sindacali del Territorio. Fin dal giorno della “posa della prima pietra”, come Cobas ASL RM/D, abbiamo sottolineato come lo spostamento dei Servizi ivi esistenti, fosse avvenuto senza uno studio attento e razionale degli spazi, senza considerare le effettive necessità delle diverse attività e le molteplici funzioni per poter garantire la piena ottimizzazione e funzionalità degli stessi, in modo idoneo ed appropriato. La situazione più delicata e, per certi aspetti, insensata e scandalosa, riguardò la collocazione del Consultorio Familiare di Ostia, unico presente nella zona Litorale, trasferito in un mini appartamento. Tale vergognosa e inidonea sistemazione venne segnalata più volte dalla “Assemblea delle Donne del XIII Municipio”, successivamente dal “Comitato a Difesa della Casa del Parto e dei Servizi Materno-Infantile” e denunciata da questa O.S. anche attraverso un esposto, dopo che la stessa Direzione Aziendale della ASL RM/D, aveva annunciato, a mezzo stampa, il temporaneo trasferimento, del Consultorio stesso presso la “Casetta nel Bosco” (vedi “Acqualuce”) - Ospedale G.B. Grassi - per poi immediatamente e contraddittoriamente smentirlo. Le conseguenze di tale collocazione sono state la diminuizione e la frammentazione dei servizi e delle attività precedentemente esistenti al Sant’Agostino che ha determinato, di fatto, una situazione d’estremo e crescente disagio e difficoltà per le/gli operatrici/ori e per i cittadini/utenti. E… mentre noi andavamo segnalando e denunciando tutto questo, altri, sempre pronti a salire sul carro dei “vincitori”, annunciavano, tra “fanfare e squilli di trombe”, l’apertura di un terzo Consultorio ad Ostia… cosa, in realtà, mai avvenuta, evidenziando, così, ancora una volta, il pressappochismo e la demagogia propagandistica che hanno accompagnato le azioni e le iniziative di molti. Ci chiediamo, inoltre, dove sono stati, nel corso di questi anni, coloro i quali, proprio per ruolo e/o per mandato avevano il compito ed il dovere di realizzare e difendere il progetto iniziale della “Casa della Salute della Donna e del Bambino”, promosso ed annunciato in maniera così roboante?!!! Dov’erano quando i lavori di ristrutturazione del Sant’Agostino furono misteriosamente interrotti senza una formale motivazione, nonostante le innumerevoli richieste di chiarimenti in proposito da parte di questa O.S. ed iniziative promosse assieme alle Associazioni del Territorio?!!! Di tutto questo, riteniamo, sia importante conservare memoria, perché quanto accaduto denota e rappresenta, non solo un’idea di gestione della Cosa Pubblica scevra da qualsiasi criterio e principio di difesa del Bene Comune, ma dell’idea stessa delle relazioni umane, sociali e politiche che si articolano all’interno di un Territorio. Non ci si stupirà, quindi, nel vedere certi personaggi “miracolosamente” riapparire ad un’altra inaugurazione e/o al “taglio del nastro”, magari arrogandosi il diritto ad essere protagonisti. Questa O.S. cogliendo l’importanza di questo primo risultato rispetto alla ricollocazione, presso la loro sede originaria, di alcuni fondamentali servizi Socio-Sanitari, in un Territorio che vede, proprio per la crescita demografica, l’insufficienza degli stessi, non può non rilevare e sottolineare non solo la gravità dell’ormai evidente e definitivo abbandono del Progetto della “Casa della Salute della Donna e del Bambino”, ma il fatto che ancora non sono stati resi chiari il progetto e la destinazione presente e futura, di tutto il Presidio Sant’Agostino. A tale proposito il Cobas ASL RM/D vigilerà affinché venga realizzato un corretto e adeguato utilizzo del Presidio Sant’Agostino, ritenendo a tal fine necessario che gli Organi di Direzione dell’ASL RM/D facciano conoscere quanto prima i programmi e i progetti sull’utilizzo complessivo dell’intera Struttura. Cobas ASL RM/D

lunedì 4 giugno 2012

Politiche di Gestione delle Risorse Umane e Professionali – Mobilità interna.

Al Commissario Straordinario dell’ Asl Rm/D Dott. Vitaliano De Salazar Al Direttore Sanitario Aziendale Dr.ssa Anna Rosalba Buttiglieri Al Direttore Amministrativo Dr. Massimiliano Gerli Al Direttore Area Risorse Umane e Affari Generali Dott. Filippo Coiro Al Coordinatore dei Servizi delle Servizi delle Professioni Sanitarie e Sociali Dr. Andrea Tranghese Al Coordinatore S.A.I. P.O. G.B. Grassi Sig. Luciano Pietrarelli e,p.c. Al Consiglio dei Delegati della R.S.U. Scrivente O.S. si trova costretta, ancora una volta, come già più volte ha avuto modo di segnalare e denunciare attraverso diverse note, ( v. note del 21/11/2011, Prot. Asl Rm/D n° 107179, del 25/08/2011 con nota Prot. n° 79268 e del 20/01/2011, nota Prot. n° 5270, nota del 17/11/2008 prot. n. 94759 e del 29/5/2008 prot. 44753 ) nonché attraverso prese di posizione pubbliche (comunicati/volantini, incontri, dichiarazioni ecc, ) le problematiche riguardanti le politiche, l’uso e la gestione delle Risorse Umane e Professionali all’interno della Asl Rm/D. In quelle note si sottolineava la necessità di interventi adeguati in grado di garantire, sia un’equa distribuzione e razionalizzazione delle stesse in rapporto ai ruoli, alle qualifiche, alle competenze e alle professionalità nelle rispettive assegnazioni e collocazioni, sia il rispetto di criteri e principi di correttezza e trasparenza ( graduatorie, avvisi e bandi di mobilità, ecc.) necessari per assicurare certezza e tutela del diritto, nonché dignità umana, professionale/lavorativa a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori. A tutt’oggi invece rileviamo che persiste, all’interno dell’Asl Rm/D, un sistema, frutto di relazioni e comportamenti aziendali, e non solo, tendente ad imporre pratiche, scelte e decisioni in modo discrezionale ed arbitrario, venendo meno così a criteri di legittimità e trasparenza e finendo, peraltro, per esercitare, in questo modo, forme di condizionamento, di ricatto nonché di “controllo” e di “comando”. I trasferimenti e la mobilità del personale hanno finito così per divenire un forte elemento clientelare e di “favore” e/o strumento ricattatorio/punitivo/vessatorio, sfuggendo ad ogni minima regola di trasparenza e confronto e, soprattutto, venendo meno, non solo alla tutela e alla dignità di ogni singola/o lavoratrice/lavoratore, ma a quei criteri di efficienza ed efficacia necessari al funzionamento di ogni singolo ufficio, reparto o servizio. Tale situazione non poteva che creare un clima di incertezza, confusione ed insicurezza tra le stesse/i operatrici/operatori ed ha finito, inoltre, in assenza di una reale programmazione ed organizzazione dei vari servizi e strutture socio-sanitarie capace di individuare criticità e priorità, inevitabilmente per aggravare la problematica della carenza di personale. Tutto ciò contraddicendo anche gli orientamenti e le direttive emanate dalla Regione Lazio, attraverso i Programmi Operativi 2011-2012, in merito alla ricognizione del personale, allo scopo di recuperare ed ottimizzare le risorse umane e professionali esistenti. Orientamenti che, crediamo, siano stati all’origine delle disposizioni emanate dalla stessa Direzione Aziendale, attraverso le circolari del 14/01/2011 n. prot. 3379 e della successiva integrazione del 23/02/2011 n. prot. 17695 con le quali si stabiliva che …”ogni trasferimento interno deve essere preventivamente sottoposto, per l’autorizzazione alla Direzione Generale”. Nonostante ciò assistiamo al perdurare di trasferimenti, mobilità ed assegnazioni disposti senza un’adeguata e tempestiva informazione alle OO.SS. e senza un reale confronto in grado di individuare e definire, di volta in volta, esigenze, priorità e criteri, nel rispetto delle richieste e degli accordi, come quello sottoscritto e ratificato con verbale d’intesa tra l’Az. USL Rm/D e le RSU in data 12/02/2008. In tale modo gli spostamenti e la movimentazione del personale sono continuati a sfuggire a qualsiasi regola di trasparenza e a qualsiasi criterio e ragione di oggettività e necessità funzionale, al punto che non si conosce, a tutt’oggi, l’effettiva movimentazione del personale malgrado questa sia stata più volte richiesta, non solo da questa O.S., ma anche dalla RSU aziendale con nota del 13/04/2012 prot. 33701. Anche gli ultimi provvedimenti riguardanti l’assunzione e l’assegnazione di 14 infermieri sono stati adottati senza che siano stati esplicitati i criteri e le priorità della loro collocazione, né se queste nuove immissioni si sono inserite in quelle situazioni di maggiore criticità, e/o se hanno determinato il trasferimento di altre unità. E, inoltre, perché non sono stati adottati in tempo atti e procedure tesi a garantire trasparenza e certezza del diritto attraverso la pubblicizzazione di Avvisi e Bandi di mobilità? E perché non vi è traccia di tali procedure in molti, se non quasi tutti, i provvedimenti adottati sino ad oggi in merito alla mobilità e ai trasferimenti? (v. anche i recenti trasferimenti di Coordinatori CPSI non di ruolo). Ci si trova dinnanzi ad una situazione nella quale si ha l’impressione che non ci sia, in realtà, al di là dell’istituzione di fantomatici Tavoli Tecnici (v. quello del Maggio 2011) una effettiva volontà, da parte della Direzione Aziendale nel suo complesso, di pervenire sia ad una regolamentazione che tuteli e rispetti professionalità, qualifiche, ruoli e competenze, nonché diritti e dignità per tutte le lavoratrici ed i lavoratori, sia di rispondere alle esigenze di riordino e di riorganizzazione dei vari uffici amministrativi, tecnici e dell’insieme dei servizi socio-sanitari, per affrontare in modo adeguato le profonde criticità esistenti, attraverso l’individuazione delle priorità e delle situazioni che richiedono interventi atti a garantire efficienza, efficacia e funzionalità ai vari settori. Ci si chiede e si chiede, inoltre, se i trasferimenti e le mobilità realizzati, anche recentemente, abbiano seguito le procedure indicate dalle circolari della Direzione Generale del 14/01/2011 n. prot. 3379 e della successiva integrazione del 23/02/2011 n. prot. 17695 nelle quali si stabiliva che “ogni trasferimento interno deve essere preventivamente sottoposto, per l’autorizzazione alla stessa Direzione Aziendale”. Se così non fosse ci troviamo forse di fronte a decisioni prese discrezionalmente, autonomamente e, quindi, arbitrariamente, da qualche articolazione aziendale? Scrivente O.S., nel chiedere il pieno e totale rispetto delle normative e delle regole esistenti in materia di trasferimenti e mobilità del personale (Bandi, Avvisi Pubblici, Graduatorie, Informativa alle OO.SS.) ritiene ineludibile che sulle Politiche di Gestione delle Risorse Umane e Professionali vi sia la massima trasparenza, nel rispetto del principio di buon andamento ed imparzialità della Pubblica Amministrazione. Ciò, riteniamo, si rende ancor più necessario in un momento nel quale il blocco delle assunzioni di personale, il blocco del turn over, ecc. stanno mettendo in sofferenza molti Uffici e Servizi Socio-Sanitari Pubblici e dove, spesso, le scarse risorse umane e professionali presenti si trovano a svolgere il proprio lavoro in condizioni di estremo disagio e difficoltà se non, in taluni casi, sottoposti a ritmi e carichi di lavoro inumani e, quindi, costretti ad inevitabili condizioni di stress (burnout). Scrivente O.S. rinnova pertanto la richiesta di conoscere la movimentazione del personale in merito alle assegnazioni e ai trasferimenti avvenuti presso la Asl Rm/D dal 2010 ad oggi, specificando ruolo, qualifica, professione, sede e servizio di assegnazione e la verifica della congruità degli stessi trasferimenti in relazione alle effettive esigenze e priorità dei vari Servizi. Si riserva, in tal senso, di segnalare e denunciare qualsiasi provvedimento, del quale verrà a conoscenza, teso a ledere tutele, diritti e dignità umana, lavorativa e professionale di ogni singola/o lavoratrice e lavoratore nonché difficoltà, disagio e disservizi a danno della funzionalità dei vari settori e, quindi, dei cittadini-utenti. Distinti saluti. Prot. Asl Rm/D n° 50036 del 04/06/2012 p. il Cobas Asl Rm/D i Delegati R.S.U. Corrado Minioto - Cesare Morra - Antonio Nocera