lunedì 25 aprile 2016

“Se il pensiero è sicuramente inefficace senza azione, l’azione senza il pensiero lo è altrettanto” (Z. Bauman)




        In data 1 aprile u.s. la RSU, per voce del Coordinatore, insieme alle OO.SS. Cgil, Uil di Comparto e il Sindacato dei Medici (la Cisl aveva poi comunicato con una nota la sua dissociazione in quanto l’iniziativa non era stata condivisa) hanno indetto uno Stato di Agitazione per la grave carenza del personale e per le problematiche derivanti dall'applicazione della L. 161/2014.
       Nel corso degli anni, di tanti anni, troppi anni, si è assistito a indizioni di fantomatici “Stati di Agitazione” che poi puntualmente si sono dimostrati per quel che in realtà erano perché privi di un pensiero, di un progetto, di obiettivi e di una piattaforma definita, credibile, trasparente e condivisa con le Lavoratrici e i Lavoratori. Annunci buoni all’occasione per cercare un po’ di visibilità, magari a mezzo stampa, per poter trovare una “legittimazione aziendale” all’interno di un quadro di “Relazioni Sindacali” a dir poco opacizzato, contraddittorio, se non propriamente ambiguo, mentre, di fatto, si è rimasti spesso silenti, se non complici, sulle scelte e sulle decisioni, e/o non decisioni, delle varie Direzioni Aziendali.
      Ciò, riteniamo, ha finito per indebolire la stessa Azione Sindacale che, allontanandosi di fatto dalle istanze, dai bisogni, dalle condizioni reali di vita e di lavoro, ha acuito e approfondito, quel solco, quella lontananza che ha determinato e sta determinando un distacco, una disaffezione, una passivizzazione e un individualismo in coloro che si dovrebbe e si vorrebbe rappresentare: le Lavoratrici e i Lavoratori.
     Ora si scopre nuovamente “l’urgenza” e l’ennesima “emergenza”, anche a seguito dell’applicazione della L. 161/2014 sull’orario di lavoro che, sembra, sia stata “scoperta” quasi improvvisamente, peraltro, solo dopo la condanna della Corte di Giustizia dell’Unione Europea con la minaccia di sanzioni e pesanti penalizzazioni economiche, in merito alla sua mancata applicazione (25 novembre 2015).  In realtà su tale problematica hanno inciso e incidono pesantemente le politiche economico/finanziarie dei vari Governi di Centro destra e di Centro sinistra attraverso le Leggi di Stabilità, i Piani di Rientro, il Blocco del Turnover, ecc..
Tale situazione è però anche il prodotto e la conseguenza dell’assenza di una reale programmazione e di scelte dettate dal pressappochismo.

                  Infatti, in questi anni, mentre da una parte si denunciava la carenza del personale, dall’altra venivano annunciati e attivati, presso l’Ospedale G.B. Grassi, il Reparto di Sub – Intensiva (ora accorpato alla Rianimazione) con personale assunto a tempo determinato in occasione dell’influenza H1N1, “l’apertura” di “Presidi di Medicina Scolastica” e persino un fantomatico "Pronto Soccorso Scolastico" senza dimenticare che, recentemente, presso il Territorio sono stati “attivati” Servizi (v. abbattimento Liste di attesa,  Ambulatorio Cure Primarie) aperti i giorni festivi attraverso lo strumento delle prestazioni aggiuntive e Presidi come la cosiddetta “Casa della Salute” rimasti, insieme al Presidio di Via Paolini, vere e proprie “scatole vuote”.
                 A rendere ulteriormente più gravose le problematiche e le criticità esistenti sono state, anche, le Politiche di Gestione delle Risorse Umane e Professionali realizzate, nel corso di questi anni, attraverso mobilità, trasferimenti, comandi, ecc., con logiche e modalità che nulla avevano ed hanno a che vedere con le esigenze, i criteri di priorità, di efficienza e di funzionalità delle varie strutture e dei Servizi Socio Sanitari.
                  
                  Parlare  quindi di “EMERGENZA” come se questa fosse il frutto un’improvvisa calamità, ci sembra, davanti a questa realtà, più che mai fuorviante, proprio perché, riteniamo che tutto questo non sia stato e non sia affatto casuale,  ma derivi da ragioni e responsabilità ben precise ed individuabili che dipendono, e ciò non può e non deve essere dimenticato e rimosso, da quel processo di depotenziamento e di smantellamento della Sanità Pubblica tendente a favorire vere e proprie politiche di  privatizzazione  ormai in atto già da tempo.
      Come Cobas dell’Asl Rm3 pensiamo, se si vuole veramente affrontare e risolvere, senza ulteriori inganni e manipolazioni, le problematiche presenti e salvaguardare il Servizio Socio Sanitario Pubblico, che la sola strada percorribile è quella di battersi, senza ambiguità e tentennamenti, affinché si giunga, nell’immediato, almeno al totale sblocco del Turn over e ad un'adeguata politica mirante all'assunzione di tutte le Risorse Umane e Professionali necessarie a garantire i Diritti delle Lavoratrici e dei Lavoratori e la Tutela della Salute delle persone. Nel contempo è necessario richiamare e imporre all’Azienda il ruolo che le compete e il rispetto delle normative in essere (v. Piani Operativi Regionali 2011- 2012 DCA 113/2010: “ricognizione del Personale e la riorganizzazione dei Servizi, delle Strutture e delle attività sulla base delle Risorse Umane e Professionali realmente disponibili), senza i quali, non solo non sarà possibile risolvere realmente le problematiche e le criticità presenti, ma si favoriranno solo  una serie d’interessi (v. Esternalizzazioni, Cooperative, ecc.), con il conseguente sfruttamento delle Lavoratrici e dei Lavoratori interessati.
      Come Cobas siamo consapevoli, e l’abbiamo più volte segnalato e denunciato, della grave situazione nella quale versano le Strutture e i Servizi Socio Sanitari a causa della carenza del personale che, se non affrontata in modo chiaro, concreto e adeguato, non permetterà di applicare e rispettare la normativa sull’Orario di Lavoro.
     Tutto questo  mentre, paradossalmente, ancora oggi, le Lavoratrici ed i Lavoratori non hanno neanche garanzie, circa l’assenza di regole formalizzate,  rispetto a chi debba firmare Ordini di Servizio, in caso di prolungamento orario, necessario a garantire i livelli minimi di assistenza .  
     Ricordiamo che la  Legge sull’Orario di Lavoro trova il suo fondamento e la sua ragione d’essere proprio nella tutela delle condizioni di vita e di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori, nonché nel garantire dignitosi livelli qualitativi/quantitativi di assistenza a difesa del Diritto alla Salute delle persone.
    Risulta, quindi, quantomeno inopportuna, se non forviante, l’enfasi propagandistica con la quale la Regione Lazio ha annunciato nuove assunzioni che sono certamente insufficienti rispetto al reale fabbisogno di Risorse Umane.  
                  Il Cobas Asl Rm3, pur non ignorando e nascondendo limiti, contraddizioni e difficoltà presenti all'interno delle diverse realtà e Organizzazioni Sindacali, anche per le modalità e il percorso con cui si è giunti all'indizione dello stato di agitazione, esprime soddisfazione per la buona riuscita dell'Assemblea Generale svoltasi il 15/04 u.s., presso la sede di Casal Bernocchi e per l'esito e la sintesi positiva  che, in questa, è stato possibile raggiungere, sia in merito allo scorrimento della graduatoria sulla Progressione Economica Orizzontale entro il 2016, attraverso la riduzione, prevista, peraltro, dal DCA 34/2010 e dal DCA n°49/2010, delle Posizioni Organizzative e dei Coordinamenti, nonché sullo Stato di Agitazione relativamente all'applicazione della L.161/2014 sull'Orario di Lavoro garantendo sin d’ora il diritto alla fruibilità delle Ferie a tutto il personale, come da normativa vigente.

Il Cobas Asl Rm3 s’impegna, quindi, a sostenere tutte le iniziative che si intenderanno intraprendere per il raggiungimento di tali obiettivi.



Cobas Asl Rm/3


Roma, 21 aprile 2016

martedì 12 aprile 2016

Bisogna assomigliare alle parole che si dicono (Stefano Benni)



                                                                           
            Con Deliberazione del Commissario Straordinario n° 227 del 01/04/2016, la Direzione Generale, prendendo atto delle indicazioni contenute nel Decreto del Commissario ad acta della Regione Lazio U00012 del 26/01/2016, relativamente ai fondi contrattuali del Comparto dell’anno 2014, ha rettificato gli importi dei Fondi contrattuali del Comparto, di cui alla Delibera n° 462 del 22/06/2015, con un incremento di circa € 20.000.
              Tale integrazione comporterà probabilmente  un aumento dei Fondi previsti per il riconoscimento della Progressione Economica Orizzontale  (Fasce) e potrà determinare per altri circa 25/30 lavoratrici e lavoratori il riconoscimento della Fascia stessa per l’anno 2015 tra coloro che sono inseriti nella graduatoria. Integrazione che potrà essere ulteriormente implementata, una volta pagate le fasce con i relativi arretrati,  con eventuali risparmi sul fondo residuo 2015 (assorbimento assegni ad personam, Part time, aspettative varie, ecc.).

              Considerato, inoltre, i possibili cambiamenti che potranno determinarsi nell’assetto organizzativo/gestionale della Asl Rm3, in virtù di possibili accorpamenti e riorganizzazioni e tenuto conto delle dinamiche contrattuali economico/finanziarie riguardanti anche l’individuazione dei Fondi a disposizione del Comparto, come Cobas Asl Rm3, riteniamo che debba essere fatto tutto il possibile, affinché, possano e debbano essere reperiti, entro il 2016, i restanti Fondi necessari (circa 170.000 €).
              Ciò potrà consentire il completo scorrimento della graduatoria per il riconoscimento a tutte/i le lavoratrici e i lavoratori della Progressione Economica Orizzontale (Fascia).

               Certamente questo sarebbe già potuto avvenire, se, come abbiamo da sempre sostenuto, si fosse pervenuti a quella revisione delle Posizioni Organizzative e dei Coordinamenti (v. anche riduzione)  così come prevista e compresa, nel mandato delle Direzioni Aziendali (DCA n°34/2010 e DCA n°49/2010), revisione peraltro più volte annunciata (v. Trattanti del 04/06 e 03/12/2014) dalla Direzione Aziendale, ma mai realmente realizzata.



               Come Cobas dell’Asl Rm/3, al di la delle diverse posizioni che, anche su questa tematica, ci sono state  e ci sono,  esprime soddisfazione per la sintesi, che le/i stesse/i Delegate/i Cobas Asl Rm3 hanno contribuito a far raggiungere, congiuntamente a tutte/i le Delegate/i, nel Consiglio RSU del 7 Aprile u.s., approvando la decisione di porre, nei confronti della Direzione Aziendale, l’obiettivo, entro l’anno in corso (2016), dello scorrimento della graduatoria e, quindi, il riconoscimento della Progressione Economica Orizzontale (Fascia) per TUTTE/I le lavoratrici e i lavoratori che ne facciano parte.

               Non ci nascondiamo e non nascondiamo limiti, contraddizioni e ambiguità tutt'ora presenti e, chiaramente, verificheremo, già nella Trattante del 14/04 p.v., che la sintesi espressa all’interno della RSU, sia effettivamente perseguita con coerenza, trasparenza e determinazione.


Il Cobas dell’Asl Rm3
invita tutte/i le lavoratrici e i lavoratori a partecipare,
all'Assemblea Generale
che si terrà
Venerdì 15 Aprile, ore 10:00,
presso la Sede Asl Rm3 di Casal Bernocchi (Aula Raffaello)

All’Ordine del giorno:
Ø     Indizione Stato di Agitazione;
Ø     Progressione Economica Orizzontale (Fasce);
Ø     Posizione Organizzative e Coordinamenti;
Ø     L. 161/2014 – Orario di Lavoro;
Ø     Stato delle Relazioni Sindacali.


Cobas Asl Rm/3

martedì 29 marzo 2016

Fondo Fasce – Scorrimento Graduatoria della Selezione per la Progressione Economica Orizzontale del Personale del Comparto – Posizioni Organizzative e Coordinamenti.



Al Commissario Straordinario
Dr. Giuseppe Legato
Al  Direttore Amministrativo
Dr. Paolo Farfusola
Al  Direttore Sanitario
Dr.ssa Maria Grazia Budroni
Al  Direttore del Dipartimento dei Fattori Produttivi
Dr. Filippo Coiro
E,p.c.   Al Consiglio delle/dei Delegate e Delegati RSU

 
 
                  La scrivente O.S. intende esprimere e rappresentare osservazioni e considerazioni in merito alla problematica della Progressione  Economica Orizzontale del Personale del Comparto, anche in relazione allo scorrimento della graduatoria, ai fini del riconoscimento della Fascia Economica Superiore per tutte/i coloro che hanno presentato domanda di partecipazione alla selezione stessa.

                 A seguito dell’accordo raggiunto in data 02.07.2015 tra codesta Direzione Aziendale, la RSU e le OO.SS. Cgil, Cisl e Uil in merito al Regolamento ( v. Deliberazione n°530 del 10/07/2015) per la disciplina delle Selezioni interne per l’attribuzione delle Fasce Economiche del personale del Comparto, veniva definito un importo provvisorio, per la loro corresponsione, di                       €. 462.000,00, con decorrenza 01.01.2015, ridefinito e consolidato, poi, a seguito di procedure contabili, tecnico/amministrative a fine anno in  €. 773.683,69.

                Tale disponibilità economica del Fondo delle Fasce ha comportato il riconoscimento di una fascia superiore per 961 unità su complessive 1.178 domande pervenute ( Deliberazione n° 27 del 30/12/2015). Tale Fascia economica avrebbe dovuto essere attribuita e corrisposta, come da Deliberazione stessa, con le competenze del mese di Marzo 2016.

                 Probabilmente il mancato rispetto dei tempi potrebbe essere stato determinato da un ritardo del trasferimento dei Fondi da parte della Regione Lazio, ma, pensiamo, così come segnalato da questa O.S. con nota del 23/09/2015, Prot. n° 72613,  sia anche la conseguenza delle incongruenze, delle contraddizioni e della mancanza di chiarezza e trasparenza in merito ai criteri di valutazione, alle modalità e alle procedure di Selezione adottate che hanno determinato, nei richiedenti, così tanta incertezza, confusione e preoccupazione che si è poi tradotta in un numero considerevole di ricorsi che richiedono, secondo termini di legge, ulteriori approfondimenti e possibili nuove valutazioni.

      La scrivente O.S., ritiene però di dover evidenziare come, proprio l’ammontare del Fondo Fasce 2015, stabilito a fine anno per  €. 773.683,69 avrebbe potuto essere adeguatamente e ulteriormente implementato se si fosse pervenuti a quella revisione delle Posizioni Organizzative e dei Coordinamenti (v. anche riduzione) prevista e compresa nel mandato delle Direzioni Aziendali (DCA n°34/2010 e DCA n°49/2010) revisione peraltro più volte annunciata (v. Trattanti del 04/06 e 03/12/2014) dalla Direzione Aziendale, ma mai realmente realizzata.

      Pensiamo che si sarebbe dovuto e potuto almeno intervenire, nei tempi e modi utili, per realizzare una verifica, una valutazione, una revisione approfondita e, quantomeno, pervenire ad una riduzione di quelle Posizioni Organizzative che non corrispondevano, di fatto, ad una reale utilità organizzativa e che poco avevano e hanno, a tutt’oggi, ancora a che fare con quelle necessarie funzioni di Direzione di Servizi, Dipartimenti, Uffici o Unità Organizzative di particolare complessità e, quindi, con la medesima funzionalità ed efficienza della stessa Azienda.

      Magari ci si sarebbe potuti trovare persino di fronte al paradosso di individuarne alcune che non avevano neanche numericamente le figure e le Unità Operative da organizzare, per non parlare poi di quanto avvenuto in occasione dell’approvazione della Delibera n. 30 del 13.01.2016 avente come oggetto “la Rotazione di alcuni Coordinamenti Sanitari e di alcune Posizioni Organizzative” come da questa O.S. già segnalato con note del 20.01.2016 n° Prot. 4293, del 10.02.2016 Prot. n° 9785 e del 2.03.2016 Prot. n° 16451 con le quali, oltre alle questioni di opportunità e congruità derivanti dalla scelta del provvedimento, si evidenziava il fatto che il ruolo dei Coordinamenti Sanitari e delle Posizioni Organizzative, assegnato attraverso Bandi di Selezione, potesse poi essere mantenuto, nel caso di spostamento del titolare, verso altre Unità Operative, come di fatto è avvenuto, appunto, con la Deliberazione n° 30/2016, ma non solo. Per non parlare poi anche della verifica che si sarebbe dovuta fare in merito ad eventuali Coordinamenti (v. anche nota RSU del 23/05/2014, Prot. n° 44961) mantenuti anche in caso di spostamento verso Unità Operative diverse dall’assegnazione originaria.

                 Di fatto tutto ciò ha comportato e sta comportando che la possibilità di implementazione delle risorse da destinare al Fondo per la Progressione Economica Orizzontale (Fasce) risulti ridotta e compromessa in virtù del fatto che il Finanziamento delle indennità previsto per le Posizioni Organizzative grava sullo stesso fondo del Comparto.

      Basti pensare che, per riconoscere il passaggio alla Progressione Economica Superiore a tutte/i le lavoratrici/lavoratori partecipanti al Bando di Selezione già nel 2015, sarebbero stati sufficienti ulteriori 160.000 €.. e, questo, avrebbe permesso la corresponsione a tutte/i anche dei relativi arretrati (da gennaio 2015), cosa che probabilmente non potrà avvenire poiché, anche nell’eventualità dello scorrimento della graduatoria nei tre anni successivi, come previsto dal Regolamento, tale ipotesi non viene contemplata.

      La Direzione della Asl Rm/3 nel corso della Trattante del 24/02 u.s. ha dichiarato l’intenzione di pervenire all’indizione del Bando per l’assegnazione delle nuove Posizioni Organizzative trasmettendone l’elenco, unitamente ai Regolamenti delle stesse Posizioni Organizzative e dei Coordinamenti, con nota dell’ 1/03/2016 Prot. n° 16010.

      Suscita non poche perplessità che l’elenco trasmesso, riguardante la proposta delle nuove Posizioni Organizzative, non sia stato oggetto né di un confronto di merito, né tanto meno accompagnato da un più approfondito ragionamento e/o indicazione sulla proposta del modello organizzativo/gestionale da adottare e dentro il quale tali proposte troverebbero la loro ragione e  fondamento.

      Peraltro, cosa che riteniamo grave, ma non casuale, è che non sia stata oggetto di alcun minimo confronto e negoziazione, come previsto dalle norme contrattuali vigenti, la questione riguardante l’individuazione, all’interno del Fondo del Comparto, delle risorse da destinare al finanziamento delle indennità previste per le Posizioni Organizzative con il rischio che la stessa entità del Fondo venga determinata in modo discrezionale e unilaterale, solo in base alle compatibilità della Direzione Aziendale con la conseguenza che il Fondo del Comparto, già fortemente limitato, venga ulteriormente eroso e compresso.  

      Perché non considerare di utilizzare per le indennità delle Posizioni Organizzative anche parte di quei “Fondi Privati” a disposizione dell’Azienda, risorse impiegate, sino ad oggi, in maniera a dir poco dubbia ed inopportuna (v. Incarichi e Consulenze)? In questo modo si potrebbe dare un’adeguata pesatura per le Posizioni Organizzative, utilizzando solo parzialmente i Fondi del Comparto. E, d’altra parte, non sono le stesse Posizioni Organizzative e i Coordinamenti strumenti utili per le esigenze organizzative/gestionali dell’Azienda?

      Al di là delle considerazioni che, in merito alle proposte sulle Posizioni Organizzative (per i Coordinamenti non è stata espresso alcun minimo pronunciamento….Perché?) potranno essere avanzate, si ha l’impressione che non ci sia stata nel corso degli anni, e a tutt’oggi, la volontà di affrontare nei tempi e nei modi dovuti le questioni sopra rappresentate e che siano prevalse logiche e modalità dettate più da opportunismi, particolarismi e compatibilità varie piuttosto che all’esigenza di dare, attraverso il principio e l’individuazione delle priorità, strumenti organizzativi, gestionali e funzionali alle esigenze del Servizio Pubblico.

     Scrivente O.S., riservandosi ulteriori approfondimenti in materia, sollecita codesta Direzione a promuovere tutte le iniziative necessarie affinché vengano, in ogni caso, individuate tutte le risorse economico/finanziare in grado di assicurare sia l’immediato pagamento, che il riconoscimento a TUTTE e a TUTTI le Lavoratrici e i Lavoratori facenti parte  della Selezione per la Progressione Economica Orizzontale (Fasce).     

Distinti saluti

p. il Cobas Asl Rm/3                               
le/i Delegate/i R.S.U. 
 Cesare Morra – Paolo Paolacci - Claudia Piermaria  

Prot. Asl Rm3
n° 21933 del 21/03/2016