Comunicato stampa
La Direzione Aziendale della AUSL RM/D sembra intenzionata a procedere all’aumento dei posti letto presso la Degenza Breve dell’ ospedale G. B. Grassi, si parla del 1 agosto.
Certamente non si è contrari al potenziamento e all’apertura di nuovi servizi, ma questa deve essere reale e funzionale alle esigenze e a GARANZIA dei diritti delle persone, sia dei lavoratori/trici che soprattutto dei cittadini utenti.
L’impressione, invece, è quella del prevalere di logiche ed esigenze esclusivamente elettoralistiche( il prossimo anno ci sarà il rinnovo del consiglio regionale e già sono avviate le “grandi manovre”) attraverso annunci proclami ed iniziative propagandistiche, come l’apertura di servizi, mentre vanno avanti, da parte del Governo Nazionale e della Regione Lazio, progetti di grave ridimensionamento (piano di rientro finanziario-riordino della rete ospedaliera) di servizi socio sanitari e reparti ospedalieri.
L’eventualità di un aumento di posti letto senza che venga data la reale garanzia dell’effettiva funzionalità, attraverso l’indispensabile copertura degli organici e senza verificare, peraltro, le già gravi carenze di varie e diverse figure professionali nei vari servizi e reparti, dove dovrebbero trovare la giusta collocazione le figure professionali in entrata secondo criteri di priorità ed emergenza.
Ciò appare una follia, un ulteriore beffa, un altro vero e proprio inganno ai danni di lavoratori e cittadini.
Ci si chiede cosa facciano, al di là delle frasi e prese di posizione di circostanza la R. S. U. (che fine ha fatto lo stato di agitazione? Le deroghe per le assunzioni?) FACCIAMO SENTIRE LA NOSTRA VOCE: SMASCHERIAMO L’INGANNO.
Sviluppiamo iniziative per un reale sviluppo e potenziamento dei servizi socio sanitari pubblici. Chiediamo a garanzia dell’adeguato e completo funzionamento dei servizi socio sanitari esistenti (Pronto Soccorso, Cure Primarie, ecc ) la verifica del corretto rapporto della dotazione organica di tutte le figure professionali necessarie (mediche, infermieristiche, ausiliarie, tecniche e sociali).
p. il COBAS AUSL RM/D
I Delegati R.S.U.
Laura Mazzarella - Cesare Morra - Antonio Nocera
mercoledì 5 agosto 2009
martedì 23 giugno 2009
Consultori Familiari - 13 Municipio
Al Presidente della Regione Lazio
On. Piero Marrazzo
Al Direttore Generale AUSL Roma D
Dr.ssa Giuseppina Gabriele
Al Direttore Sanitario Aziendale
Dr. Maurizio Rango
Al Direttore Amministrativo
Dr. Antonio Scuteri
Al Direttore Area Tutela della Donna e del Bambino
Dr. Pierluigi Palazzetti
Al Direttore f. f. U.O.C.I. Salute della Donna e del Bambino
Dr.ssa Patrizia Musacchio
Al Responsabile U.O.S. Consultori del Distretto 2
Dr. Gianlorenzo Darbisi
Al Direttore del Dipartimento di Prevenzione
Dr. Agostino Sorce
Al Dirigente del Servizio Spresal
Dr.ssa Maria Claudia Proietti
Al Direttore del Distretto 2
Dott. Vittorio Chinni
Al Dirigente U.O.C. Prevenzione e Protezione
Dr. Vittorio Chinni
Al Direttore Area Risorse Umane e Affari Generali
Dr. Filippo Coiro
Al Presidente del Municipio 13
On. Giacomo Vizzani
Ai Componenti dell’Osservatorio per l’Integrazione
Socio - Sanitaria del 13 Municipio
e,p.c. All’ Assemblea delle Donne 13 Municipio
Sig.ra Ada Codecà
Al Coordinatore delle R.S.U.
Eugenio Bellomo
Oggetto: Consultori Familiari - 13 Municipio / Distretto 2. - Segnalazione.
Scrivente O.S., facendo seguito alla nota del 15/12/2008 Prot. AUSL RM/D n°103823, con la presente intende rappresentare alcune delle problematiche relative ai Consultori Familiari del 13 Municipio / Distretto 2, con particolare riferimento alla situazione venuta a determinarsi in seguito al trasferimento del Consultorio di Ostia, per la prevista e avvenuta chiusura del Sant’Agostino, con la stipula di un contratto di locazione, presso un locale di proprietà privata, sito in Via Capitan Casella, n° 3.
I locali, come già più volte è stato segnalato dall’Assemblea delle Donne del 13 Municipio, dai delegati R.S.U., nonché dalla stessa scrivente O.S., anche nel Tavolo di confronto con l’Azienda sulle problematiche della Tutela della Salute della Donna e del Bambino, erano apparsi da subito inadeguati, inidonei, al limite dell’agibilità e impossibilitati a garantire l’insieme delle attività precedentemente svolte nel presidio Sant’Agostino, sia in termini quantitativi che qualitativi.
L’appartamento individuato per la collocazione del Consultorio Familiare, infatti, se pur apparentemente accogliente, presenta gravi carenze ed inadeguatezze, anche strutturali, come la presenza, nell’entrata principale, di scalini asimmetrici, particolarmente stretti che creano difficoltà e potrebbero rappresentare, peraltro, un vero e proprio rischio per donne con dei bambini in braccio.
Tale situazione non permette, di fatto, il regolare e normale accesso, deflusso e passaggio per più di una persona alla volta, con evidente difficoltà per passeggini, carrozzine, tant’è che per l’accesso delle persone diversamente abili viene utilizzata l’entrata condominiale che si apre nel locale ripostiglio dello stesso consultorio.
Gli spazi, anche all’interno della struttura, risultano incredibilmente insufficienti, non funzionali e particolarmente disagevoli sia per le/gli operatrici/ori, ma soprattutto per le persone che vi accedono:
- la porta d’ingresso, nell’apertura, prende tutto lo spazio antistante lo sportello per il filtro e l’accoglienza, dove sostano le persone in attesa di indicazione e informazioni;
- il corridoio risulta strettissimo anche per il normale transito delle persone che vi accedono ( una alla volta ) e rimane particolarmente difficoltoso per il passaggio di mamme e/o papà muniti di carrozzine e passeggini;
- la stanza adibita ad accoglienza è quella relativa allo spazio “ ritagliato “ nel corridoio ed è situata subito a ridosso della porta d’entrata, è privo di finestre.
Cosa particolarmente grave è l’impossibilità, in queste condizioni, di poter garantire la riservatezza e la tutela della privacy delle persone, considerata anche la particolare delicatezza delle problematiche trattate.
In realtà manca una vera stanza per l’accoglienza per effettuare in modo idoneo e funzionale i primi colloqui, i lavori di segreteria e tutte le attività organizzative e pratico/amministrative;
- la sala d’attesa è molto piccola , sono presenti solamente sei sedie e risulta disagevole, se non impossibile far sostare e soggiornare in modo adeguato e confortevole gli utenti, all’interno della sala, spesso con bambini, che accedono al servizio e che frequentemente si trovano, così, costretti a sostare all’esterno con i disagi e le difficoltà che questo potrebbe comportare in presenza di condizioni atmosferiche particolarmente avverse ( temperature troppo alte o troppo basse, ecc. );
- l’apertura della porta del bagno ( per i diversamente abili ) si apre verso l’esterno e, quindi, invade, nell’apertura, lo spazio della “ sala d’attesa “ andando persino ad intralciare l’entrata e l’uscita delle persone che accedono o escono dalla stanza del ginecologo;
- la stanza del ginecologo, per le esigue dimensioni, risulta essere ancor più inadeguata e angusta vista la numerosa, ma pur necessaria, presenza di mobilio ( n° 2 scrivanie ) un armadio e strumentazione sanitaria (sterilizzatrice, lettino visite, carrello, computer, ecc. ) ;
- la stanza adibita per la preparazione al parto può consentire un idoneo lavoro per gruppi di massimo otto donne anziché 15, come era in precedenza al Sant’Agostino e, quindi non è possibile garantire lo stesso numero di utenza ( attualmente iniziano due corsi al mese con il rischio evidente di un ulteriore diminuzione ).
I Gruppi del dopo parto, essendoci anche i bambini con passeggini, in queste condizioni non hanno la reale possibilità di accesso;
- le operatrici e gli operatori sono costretti ad alternarsi frequentemente nelle stanze ( v. psicologi, ostetricia ).
Sarebbe imputabile a questa situazione la causa della ridotta attività specialistica ( almeno di circa cinque turni settimanali): prima i turni di specialistica ( pediatria, ginecologia ) erano 15, attualmente sarebbero stati ridotti a circa 10. Risulta, inoltre, che le aperture pomeridiane, attualmente, siano state ridotte di una ed è prevista un’ulteriore riduzione dal prossimo mese di luglio;
- risulta assente l’uscita di sicurezza con porta antipanico e mancherebbe affisso, a tutt’oggi, il piano d’emergenza.
A tale situazione si è risposto in modo improvvisato e approssimativo, con interventi e provvedimenti assunti senza un reale criterio di programmazione e organizzazione funzionale all’attività del Consultorio Familiare. Si è arrivati, persino, a ridimensionare il personale, sopprimendo e/o spostando, in altre sedi, funzioni che, in realtà, sono proprie del Consultorio ( ambulatorio ostetrico ).
Si ricorda che i Consultori Familiari hanno competenze proprie, svolgono, inoltre, una importante ed insostituibile funzione sociale.
Vale la pena ricordare, inoltre, che i C.F. , nati come servizi di assistenza alla famiglia e di educazione alla maternità e paternità responsabili, hanno il compito primario e fondamentale di realizzare e sviluppare tutte quelle attività necessarie…… “ all’informazione, l’educazione e l’assistenza sociale, sanitaria, e psicologica a livello individuale e di gruppo, per i problemi della sessualità, per la procreazione libera e consapevole, per la maternità e paternità responsabili, l’armonico sviluppo fisico e psichico dei figli e per la realizzazione della vita familiare con particolare riguardo alle condizioni sociali ed ambientali…..” ( art. 2 L.R. 15/76 ).
Tali attività debbono essere svolte in un ottica multidisciplinare e in stretto collegamento con le diverse strutture socio – sanitarie e le realtà sociali, culturali e educative presenti sul Territorio.
Va, inoltre, ricordato e sottolineato che la nascita dei C.F. ha costituito una vera e propria anticipazione di quella cultura di promozione della saluta intesa come benessere psico – fisico delle persone e, nello specifico della donna e del bambino. In questo senso, i C. F. hanno rappresentato una svolta, un segnale di cambiamento dell’intervento sanitario poi recepito dalla L.833/78 di Riforma Sanitaria. Un cambiamento, una trasformazione culturale, persino di costume, che invertiva il concetto di salute intesa come assenza di malattia, fino ad allora prevalente, e nello stesso tempo rompeva il dominio ed il Potere esercitato sull’autonomia e autodeterminazione delle donne.
Per tali ragioni, pensiamo, che atteggiamenti e scelte che tendono, di fatto al ridimensionamento e alla mortificazione di questi servizi e delle loro attività e funzioni vadano con forza segnalati e denunciati.
Pensiamo sia necessario, invece, mettere in atto tutte le iniziative per il potenziamento, lo sviluppo e la crescita dei Consultori Familiari. Basti pensare che in un territorio come il 13 Municipio ci sono solo due Consultori Familiari mentre la legge ne prevederebbe uno ogni ventimila abitanti e, quindi, sarebbero necessari almeno altri otto Consultori, se si considera anche la forte espansione edilizio/abitativa ancora in corso.
Resta, pertanto, incomprensibile ed inaccettabile l’atteggiamento della Direzione Aziendale che ha provveduto al trasferimento del Consultorio di Ostia in locali inidonei che, di fatto, limitano e mortificano ulteriormente un’attività fondamentale come quella portata avanti dai Consultori Familiari. Tale atteggiamento è ancor più grave se si considera che in data 7/3/2009 la stessa Azienda è pervenuta alla firma di un verbale di intesa con l’Assemblea delle Donne e con la R.S.U. aziendale con il quale si dichiarava e affermava di voler: ”… ..valutare l’adeguatezza dei servizi consultoriali di Ostia, per i quali è in corso una trattativa ( ? ) per i locali atti all’apertura di un secondo Consultorio…”. Sino ad oggi nessun impegno concreto è stato realmente assunto né, tantomeno, è stata data titolarità e autorevolezza allo stesso Tavolo di confronto istituito dalla Direzione Aziendale.
Un Tavolo di confronto che vedeva in realtà, al di la delle intenzioni, dell’impegno e della disponibilità personale di chi era stato chiamato a rappresentare l’Azienda, l’assenza più totale di una volontà e di una strategia Aziendale se non quella, oramai evidente, di cercare di prendere tempo.
Atteggiamenti che fanno seguito ad annunci, dichiarazioni ed impegni continuamente contraddetti e puntualmente smentiti dai fatti.
Pertanto, malgrado gli impegni assunti con la firma del verbale d’intesa con l’Assemblea delle Donne e la R.S.U. Aziendale, in data 07/03/2009, si deve registrare una totale mancanza di reale volontà a pervenire in tempi utili a soluzioni positive. Ci si trova continuamente di fronte ad atteggiamenti approssimativi e dilatori malgrado più volte siano state avanzate diverse proposte ed alternative. Si ha, invece, l’impressione che si cerchi di prendere tempo con iniziative formalistiche e poco incisive.
Ci si chiede: per i locali dove è attualmente collocato il Consultorio di Ostia sono state espletate tutte le procedure di verifica di idoneità? Sono state richieste tutte le necessarie autorizzazioni? E chi, infine, ha rilasciato i nulla osta per il trasferimento nei locali suddetti?
Si chiede agli Organi competenti in indirizzo di effettuare le necessarie verifiche di fattibilità ed idoneità dei locali del Consultorio di Ostia situati in Via Capitan Casella n° 3 e se le condizioni, ivi esistenti, rispondano alle norme ed ai criteri di appropriatezza e ai requisiti di sicurezza ed agibilità a tutela della salute dei lavoratori/lavoratrici e degli stessi cittadini/utenti ( D.lgs. 81/08 ).
In assenza di reali riscontri, scrivente O.S. si riserva di presentare formale esposto agli Organi Giudiziari.
Si coglie, infine, l’occasione per segnalare la necessità, in vista del prossimo trasferimento del Consultorio Familiare di Acilia nei locali di Largo da Montesarchio, e al fine di evitare ulteriori disagi ad operatori ed utenti, che siano messe in atto tutte le verifiche di fattibilità, compatibilità ed idoneità necessarie attraverso anche il coinvolgimento e la partecipazione degli operatori/operatrici, delle Organizzazioni Sociali e Sindacali.
In attesa di un sollecito riscontro si porgono i più distinti saluti.
Prot. AUSL RM/D
n° 57806 del 23/06/2009
p. il COBAS AUSL RM/D
I Delegati R.S.U.Laura Mazzarella - Cesare Morra - Antonio Nocera
On. Piero Marrazzo
Al Direttore Generale AUSL Roma D
Dr.ssa Giuseppina Gabriele
Al Direttore Sanitario Aziendale
Dr. Maurizio Rango
Al Direttore Amministrativo
Dr. Antonio Scuteri
Al Direttore Area Tutela della Donna e del Bambino
Dr. Pierluigi Palazzetti
Al Direttore f. f. U.O.C.I. Salute della Donna e del Bambino
Dr.ssa Patrizia Musacchio
Al Responsabile U.O.S. Consultori del Distretto 2
Dr. Gianlorenzo Darbisi
Al Direttore del Dipartimento di Prevenzione
Dr. Agostino Sorce
Al Dirigente del Servizio Spresal
Dr.ssa Maria Claudia Proietti
Al Direttore del Distretto 2
Dott. Vittorio Chinni
Al Dirigente U.O.C. Prevenzione e Protezione
Dr. Vittorio Chinni
Al Direttore Area Risorse Umane e Affari Generali
Dr. Filippo Coiro
Al Presidente del Municipio 13
On. Giacomo Vizzani
Ai Componenti dell’Osservatorio per l’Integrazione
Socio - Sanitaria del 13 Municipio
e,p.c. All’ Assemblea delle Donne 13 Municipio
Sig.ra Ada Codecà
Al Coordinatore delle R.S.U.
Eugenio Bellomo
Oggetto: Consultori Familiari - 13 Municipio / Distretto 2. - Segnalazione.
Scrivente O.S., facendo seguito alla nota del 15/12/2008 Prot. AUSL RM/D n°103823, con la presente intende rappresentare alcune delle problematiche relative ai Consultori Familiari del 13 Municipio / Distretto 2, con particolare riferimento alla situazione venuta a determinarsi in seguito al trasferimento del Consultorio di Ostia, per la prevista e avvenuta chiusura del Sant’Agostino, con la stipula di un contratto di locazione, presso un locale di proprietà privata, sito in Via Capitan Casella, n° 3.
I locali, come già più volte è stato segnalato dall’Assemblea delle Donne del 13 Municipio, dai delegati R.S.U., nonché dalla stessa scrivente O.S., anche nel Tavolo di confronto con l’Azienda sulle problematiche della Tutela della Salute della Donna e del Bambino, erano apparsi da subito inadeguati, inidonei, al limite dell’agibilità e impossibilitati a garantire l’insieme delle attività precedentemente svolte nel presidio Sant’Agostino, sia in termini quantitativi che qualitativi.
L’appartamento individuato per la collocazione del Consultorio Familiare, infatti, se pur apparentemente accogliente, presenta gravi carenze ed inadeguatezze, anche strutturali, come la presenza, nell’entrata principale, di scalini asimmetrici, particolarmente stretti che creano difficoltà e potrebbero rappresentare, peraltro, un vero e proprio rischio per donne con dei bambini in braccio.
Tale situazione non permette, di fatto, il regolare e normale accesso, deflusso e passaggio per più di una persona alla volta, con evidente difficoltà per passeggini, carrozzine, tant’è che per l’accesso delle persone diversamente abili viene utilizzata l’entrata condominiale che si apre nel locale ripostiglio dello stesso consultorio.
Gli spazi, anche all’interno della struttura, risultano incredibilmente insufficienti, non funzionali e particolarmente disagevoli sia per le/gli operatrici/ori, ma soprattutto per le persone che vi accedono:
- la porta d’ingresso, nell’apertura, prende tutto lo spazio antistante lo sportello per il filtro e l’accoglienza, dove sostano le persone in attesa di indicazione e informazioni;
- il corridoio risulta strettissimo anche per il normale transito delle persone che vi accedono ( una alla volta ) e rimane particolarmente difficoltoso per il passaggio di mamme e/o papà muniti di carrozzine e passeggini;
- la stanza adibita ad accoglienza è quella relativa allo spazio “ ritagliato “ nel corridoio ed è situata subito a ridosso della porta d’entrata, è privo di finestre.
Cosa particolarmente grave è l’impossibilità, in queste condizioni, di poter garantire la riservatezza e la tutela della privacy delle persone, considerata anche la particolare delicatezza delle problematiche trattate.
In realtà manca una vera stanza per l’accoglienza per effettuare in modo idoneo e funzionale i primi colloqui, i lavori di segreteria e tutte le attività organizzative e pratico/amministrative;
- la sala d’attesa è molto piccola , sono presenti solamente sei sedie e risulta disagevole, se non impossibile far sostare e soggiornare in modo adeguato e confortevole gli utenti, all’interno della sala, spesso con bambini, che accedono al servizio e che frequentemente si trovano, così, costretti a sostare all’esterno con i disagi e le difficoltà che questo potrebbe comportare in presenza di condizioni atmosferiche particolarmente avverse ( temperature troppo alte o troppo basse, ecc. );
- l’apertura della porta del bagno ( per i diversamente abili ) si apre verso l’esterno e, quindi, invade, nell’apertura, lo spazio della “ sala d’attesa “ andando persino ad intralciare l’entrata e l’uscita delle persone che accedono o escono dalla stanza del ginecologo;
- la stanza del ginecologo, per le esigue dimensioni, risulta essere ancor più inadeguata e angusta vista la numerosa, ma pur necessaria, presenza di mobilio ( n° 2 scrivanie ) un armadio e strumentazione sanitaria (sterilizzatrice, lettino visite, carrello, computer, ecc. ) ;
- la stanza adibita per la preparazione al parto può consentire un idoneo lavoro per gruppi di massimo otto donne anziché 15, come era in precedenza al Sant’Agostino e, quindi non è possibile garantire lo stesso numero di utenza ( attualmente iniziano due corsi al mese con il rischio evidente di un ulteriore diminuzione ).
I Gruppi del dopo parto, essendoci anche i bambini con passeggini, in queste condizioni non hanno la reale possibilità di accesso;
- le operatrici e gli operatori sono costretti ad alternarsi frequentemente nelle stanze ( v. psicologi, ostetricia ).
Sarebbe imputabile a questa situazione la causa della ridotta attività specialistica ( almeno di circa cinque turni settimanali): prima i turni di specialistica ( pediatria, ginecologia ) erano 15, attualmente sarebbero stati ridotti a circa 10. Risulta, inoltre, che le aperture pomeridiane, attualmente, siano state ridotte di una ed è prevista un’ulteriore riduzione dal prossimo mese di luglio;
- risulta assente l’uscita di sicurezza con porta antipanico e mancherebbe affisso, a tutt’oggi, il piano d’emergenza.
A tale situazione si è risposto in modo improvvisato e approssimativo, con interventi e provvedimenti assunti senza un reale criterio di programmazione e organizzazione funzionale all’attività del Consultorio Familiare. Si è arrivati, persino, a ridimensionare il personale, sopprimendo e/o spostando, in altre sedi, funzioni che, in realtà, sono proprie del Consultorio ( ambulatorio ostetrico ).
Si ricorda che i Consultori Familiari hanno competenze proprie, svolgono, inoltre, una importante ed insostituibile funzione sociale.
Vale la pena ricordare, inoltre, che i C.F. , nati come servizi di assistenza alla famiglia e di educazione alla maternità e paternità responsabili, hanno il compito primario e fondamentale di realizzare e sviluppare tutte quelle attività necessarie…… “ all’informazione, l’educazione e l’assistenza sociale, sanitaria, e psicologica a livello individuale e di gruppo, per i problemi della sessualità, per la procreazione libera e consapevole, per la maternità e paternità responsabili, l’armonico sviluppo fisico e psichico dei figli e per la realizzazione della vita familiare con particolare riguardo alle condizioni sociali ed ambientali…..” ( art. 2 L.R. 15/76 ).
Tali attività debbono essere svolte in un ottica multidisciplinare e in stretto collegamento con le diverse strutture socio – sanitarie e le realtà sociali, culturali e educative presenti sul Territorio.
Va, inoltre, ricordato e sottolineato che la nascita dei C.F. ha costituito una vera e propria anticipazione di quella cultura di promozione della saluta intesa come benessere psico – fisico delle persone e, nello specifico della donna e del bambino. In questo senso, i C. F. hanno rappresentato una svolta, un segnale di cambiamento dell’intervento sanitario poi recepito dalla L.833/78 di Riforma Sanitaria. Un cambiamento, una trasformazione culturale, persino di costume, che invertiva il concetto di salute intesa come assenza di malattia, fino ad allora prevalente, e nello stesso tempo rompeva il dominio ed il Potere esercitato sull’autonomia e autodeterminazione delle donne.
Per tali ragioni, pensiamo, che atteggiamenti e scelte che tendono, di fatto al ridimensionamento e alla mortificazione di questi servizi e delle loro attività e funzioni vadano con forza segnalati e denunciati.
Pensiamo sia necessario, invece, mettere in atto tutte le iniziative per il potenziamento, lo sviluppo e la crescita dei Consultori Familiari. Basti pensare che in un territorio come il 13 Municipio ci sono solo due Consultori Familiari mentre la legge ne prevederebbe uno ogni ventimila abitanti e, quindi, sarebbero necessari almeno altri otto Consultori, se si considera anche la forte espansione edilizio/abitativa ancora in corso.
Resta, pertanto, incomprensibile ed inaccettabile l’atteggiamento della Direzione Aziendale che ha provveduto al trasferimento del Consultorio di Ostia in locali inidonei che, di fatto, limitano e mortificano ulteriormente un’attività fondamentale come quella portata avanti dai Consultori Familiari. Tale atteggiamento è ancor più grave se si considera che in data 7/3/2009 la stessa Azienda è pervenuta alla firma di un verbale di intesa con l’Assemblea delle Donne e con la R.S.U. aziendale con il quale si dichiarava e affermava di voler: ”… ..valutare l’adeguatezza dei servizi consultoriali di Ostia, per i quali è in corso una trattativa ( ? ) per i locali atti all’apertura di un secondo Consultorio…”. Sino ad oggi nessun impegno concreto è stato realmente assunto né, tantomeno, è stata data titolarità e autorevolezza allo stesso Tavolo di confronto istituito dalla Direzione Aziendale.
Un Tavolo di confronto che vedeva in realtà, al di la delle intenzioni, dell’impegno e della disponibilità personale di chi era stato chiamato a rappresentare l’Azienda, l’assenza più totale di una volontà e di una strategia Aziendale se non quella, oramai evidente, di cercare di prendere tempo.
Atteggiamenti che fanno seguito ad annunci, dichiarazioni ed impegni continuamente contraddetti e puntualmente smentiti dai fatti.
Pertanto, malgrado gli impegni assunti con la firma del verbale d’intesa con l’Assemblea delle Donne e la R.S.U. Aziendale, in data 07/03/2009, si deve registrare una totale mancanza di reale volontà a pervenire in tempi utili a soluzioni positive. Ci si trova continuamente di fronte ad atteggiamenti approssimativi e dilatori malgrado più volte siano state avanzate diverse proposte ed alternative. Si ha, invece, l’impressione che si cerchi di prendere tempo con iniziative formalistiche e poco incisive.
Ci si chiede: per i locali dove è attualmente collocato il Consultorio di Ostia sono state espletate tutte le procedure di verifica di idoneità? Sono state richieste tutte le necessarie autorizzazioni? E chi, infine, ha rilasciato i nulla osta per il trasferimento nei locali suddetti?
Si chiede agli Organi competenti in indirizzo di effettuare le necessarie verifiche di fattibilità ed idoneità dei locali del Consultorio di Ostia situati in Via Capitan Casella n° 3 e se le condizioni, ivi esistenti, rispondano alle norme ed ai criteri di appropriatezza e ai requisiti di sicurezza ed agibilità a tutela della salute dei lavoratori/lavoratrici e degli stessi cittadini/utenti ( D.lgs. 81/08 ).
In assenza di reali riscontri, scrivente O.S. si riserva di presentare formale esposto agli Organi Giudiziari.
Si coglie, infine, l’occasione per segnalare la necessità, in vista del prossimo trasferimento del Consultorio Familiare di Acilia nei locali di Largo da Montesarchio, e al fine di evitare ulteriori disagi ad operatori ed utenti, che siano messe in atto tutte le verifiche di fattibilità, compatibilità ed idoneità necessarie attraverso anche il coinvolgimento e la partecipazione degli operatori/operatrici, delle Organizzazioni Sociali e Sindacali.
In attesa di un sollecito riscontro si porgono i più distinti saluti.
Prot. AUSL RM/D
n° 57806 del 23/06/2009
p. il COBAS AUSL RM/D
I Delegati R.S.U.Laura Mazzarella - Cesare Morra - Antonio Nocera
lunedì 4 maggio 2009
.......Provocazione alla AUSL RM/D.............l'ennesima.....!
...Il giorno 27 Aprile, si è svolta una partecipata Assemblea Pubblica nei locali AUSL del TSMREE,i n Via del Sommergibile, dove hanno partecipato lavoratori/trici, cittadini/utenti e delegati/e della RSU, per discutere sulle problematiche riguardanti i Servizi Socio Sanitari del 13 Municipio - Distretto 2, anche in seguito alla chiusura del presidio Sant'Agostino e al trasferimento e alla collocazione dei servizi, ivi esistenti.
Per tutta risposta dalla Direzione Generale della AUSL/RMD, tramite alcuni organi di informazione (Nuovo Oggi Roma Litorale ) viene portato un attacco al sottoscritto e di conseguenza al Coordinatore RSU, Eugenio Bellomo, accompagnato da espliciti " inviti" , nei miei confronti; in realtà veri e propri "avvertimenti minacciosi", paventando, inoltre, l’ipotesi che le dichiarazioni e le critiche, da me fatte, risponderebbero solo ad una...." posizione strumentale, di carattere " politico "...." ...sic!!!L’ Azienda nel suo comunicato, negando, peraltro, l'evidenza, non solo sostiene che quanto espresso, dal sottoscritto, in merito allo stato e alla condizione dei Servizi Socio Sanitari, non corrisponda alla realtà.......per questo ci sono i fatti a parlare e le segnalazioni e le denunce che da tempo si stanno facendo...., ma entra indebitamente nelle questioni riguardanti la vita interna e nelle scelte delle rappresentanze sindacali, sostenendo che io non avrei titolo a parlare perché questo compito, secondo la Direzione Aziendale, spetterebbe solo al Coordinatore della RSU, Eugenio Bellomo.
Ricordiamo, a questi “ Padroni “ della Cosa Pubblica, che il Coordinatore della RSU ha una funzione di Coordinamento e che ciascun delegato ha il diritto , nonchè il dovere di esprimere e rappresentare le istanze e le problematiche relative alla difesa dei diritti delle/gli lavoratrici/tori e degli stessi cittadini/utenti e che, un conto è il rapporto, dentro un sistema di relazioni sindacali CORRETTE, dove ciascuno ha i suoi ruoli, le sue funzioni e le sue prerogative, altro è l'autonomia e la libertà dell'essere e dell'agire sindacale, per non parlare della libertà d'espressione e la libera circolazione delle idee che riguarda ciascun cittadino...........LA COSTITUZIONE ANCORA ESISTE....!Indubbiamente il Berlusconismo ha fatto lezione e proseliti...........Questo è un'ulteriore episodio di una lunga serie fatta di “strani” trasferimenti, vessazioni, intimidazioni più o meno sotterranee che da tempo regnano nella AUSL RM/D, frutto di una concezione del Potere che tende a divenire “ Struttura” e quindi a cercare di ottenere e ad avere il “Controllo Totale” delle coscienze e delle vite delle persone.
Ci si chiede solo una cosa dove sono le forze politiche di sinistra, di centro e perchè no di destra...? Fanno finta di non sapere? Di non vedere?
Le cose, che da più parti, al buio dei riflettori ,vengono dette perchè non divengono una chiara presa di posizione, iniziative contro un modo di gestire la Cosa Pubblica come se, questa, fosse una “ Cosa Loro” che non appartiene ai cittadini e a chi ci lavora???!!!E’ necessario promuovere un confronto pubblico tragli operatori/trici, tra i cittadini, le Organizzazioni Sindacali tutte, le Associazioni, le Forze Sociali e Politiche, per una Gestione democratica e partecipata del Servizio Pubblico, in difesa dei diritti dei lavoratori, delle lavoratrici e dei cittadini/utenti......PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI....!
28/04/2009 Cesare Morra
Delegato Lista Cobas AUSL/RMD
Per tutta risposta dalla Direzione Generale della AUSL/RMD, tramite alcuni organi di informazione (Nuovo Oggi Roma Litorale ) viene portato un attacco al sottoscritto e di conseguenza al Coordinatore RSU, Eugenio Bellomo, accompagnato da espliciti " inviti" , nei miei confronti; in realtà veri e propri "avvertimenti minacciosi", paventando, inoltre, l’ipotesi che le dichiarazioni e le critiche, da me fatte, risponderebbero solo ad una...." posizione strumentale, di carattere " politico "...." ...sic!!!L’ Azienda nel suo comunicato, negando, peraltro, l'evidenza, non solo sostiene che quanto espresso, dal sottoscritto, in merito allo stato e alla condizione dei Servizi Socio Sanitari, non corrisponda alla realtà.......per questo ci sono i fatti a parlare e le segnalazioni e le denunce che da tempo si stanno facendo...., ma entra indebitamente nelle questioni riguardanti la vita interna e nelle scelte delle rappresentanze sindacali, sostenendo che io non avrei titolo a parlare perché questo compito, secondo la Direzione Aziendale, spetterebbe solo al Coordinatore della RSU, Eugenio Bellomo.
Ricordiamo, a questi “ Padroni “ della Cosa Pubblica, che il Coordinatore della RSU ha una funzione di Coordinamento e che ciascun delegato ha il diritto , nonchè il dovere di esprimere e rappresentare le istanze e le problematiche relative alla difesa dei diritti delle/gli lavoratrici/tori e degli stessi cittadini/utenti e che, un conto è il rapporto, dentro un sistema di relazioni sindacali CORRETTE, dove ciascuno ha i suoi ruoli, le sue funzioni e le sue prerogative, altro è l'autonomia e la libertà dell'essere e dell'agire sindacale, per non parlare della libertà d'espressione e la libera circolazione delle idee che riguarda ciascun cittadino...........LA COSTITUZIONE ANCORA ESISTE....!Indubbiamente il Berlusconismo ha fatto lezione e proseliti...........Questo è un'ulteriore episodio di una lunga serie fatta di “strani” trasferimenti, vessazioni, intimidazioni più o meno sotterranee che da tempo regnano nella AUSL RM/D, frutto di una concezione del Potere che tende a divenire “ Struttura” e quindi a cercare di ottenere e ad avere il “Controllo Totale” delle coscienze e delle vite delle persone.
Ci si chiede solo una cosa dove sono le forze politiche di sinistra, di centro e perchè no di destra...? Fanno finta di non sapere? Di non vedere?
Le cose, che da più parti, al buio dei riflettori ,vengono dette perchè non divengono una chiara presa di posizione, iniziative contro un modo di gestire la Cosa Pubblica come se, questa, fosse una “ Cosa Loro” che non appartiene ai cittadini e a chi ci lavora???!!!E’ necessario promuovere un confronto pubblico tragli operatori/trici, tra i cittadini, le Organizzazioni Sindacali tutte, le Associazioni, le Forze Sociali e Politiche, per una Gestione democratica e partecipata del Servizio Pubblico, in difesa dei diritti dei lavoratori, delle lavoratrici e dei cittadini/utenti......PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI....!
28/04/2009 Cesare Morra
Delegato Lista Cobas AUSL/RMD
Consultori familiari un investimento per il futuro.......Quale futuro????
L'Assemblea delle Donne dei Consultori del XIII° Municipio denuncia la situazione sempre più precaria dei Servizi dell'Area Materno-Infantile.
A seguito della più volte annunciata ristrutturazione del Sant'Agostino di Ostia per l'apertura di un servizio polivalente destinato alla salute della Donna e del Bambino, i servizi ivi collocati, in particolare il Consultorio Familiare, il TSMREE e il servizio Vaccinazioni, sono stati infine trasferiti in sedi e locali inidonei, per la carenza e l'inadeguatezza degli spazi. Questo nonostante fossero trascorsi tre anni dal primo annuncio di detto progetto.
In particolare il Consultorio di Ostia, già insufficiente per un territorio di circa 100.000 abitanti, ha visto di fatto dimezzata l'attività a causa della riduzione degli spazi ed il progressivo trasferimento di parte del personale.
A seguito delle proteste degli utenti e delle istanze della stessa Assemblea delle Donne, la Direzione Generale riconosceva l'urgenza delle criticità su esposte e si impegnava pubblicamente ad aprire un tavolo di trattativa con le Associazioni del territorio e le Organizzazioni Sindacali, finalizzato “alla programmazione condivisa dell'assistenza Materno-Infantile”, impegnandosi inoltre all'apertura di un secondo Consultorio.
A quasi due mesi da detto impegno, non solo non sono stati individuati nuovi locali, ma lo stato di sofferenza si è esteso al Servizio per la Tutela Mentale e Riabilitazione in Età Evolutiva (TSMREE)
nonché al Servizio Vaccinazioni che, a loro volta, hanno visto ridotti gli spazi che gli erano inizialmente stati assegnati.
Nonostante l'impegno preso, il tavolo di trattativa non ha potuto produrre nulla di concreto a causa dell'ambiguità del mandato assegnato al rappresentante dell'Azienda ASL: recepire proposte, senza alcun potere decisionale!!!
Ribadiamo la sofferenza in cui versano i servizi del XIII° Municipio penalizzati fortemente da un'incongrua assegnazione di fondi da parte della Regione che versa alla ASL RM/D la più bassa quota pro-capite del Lazio. Questo in un territorio che, in pochi anni, ha visto un notevole incremento edilizio ed abitativo in totale assenza di una programmazione ed adeguamento dei servizi socio-sanitari.
Come Assemblea delle Donne affermiamo nuovamente il nostro sostegno ai progetti per la Casa della Salute della Donna e del Bambino e della Casa del Parto ma ci chiediamo, vista la progressiva polverizzazione dei Servizi territoriali dell'Area Materno-Infantile, quali risorse umane si intenda assegnare a questi Servizi e quale politica di programmazione ed organizzazione si stia attuando.
Chiediamo alla Regione Lazio che attraverso il suo Vice-Presidente Esterino Montino ha promesso il raddoppio dei posti letto dell'Ospedale territoriale G.B. Grassi, se invece non sia più urgente adeguare gli stanziamenti pro-capite e garantire le piante organiche e i servizi territoriali e di prevenzione previsti per legge.
Assemblea delle donne del Consultorio di Ostia Acilia ASL RMD
A seguito della più volte annunciata ristrutturazione del Sant'Agostino di Ostia per l'apertura di un servizio polivalente destinato alla salute della Donna e del Bambino, i servizi ivi collocati, in particolare il Consultorio Familiare, il TSMREE e il servizio Vaccinazioni, sono stati infine trasferiti in sedi e locali inidonei, per la carenza e l'inadeguatezza degli spazi. Questo nonostante fossero trascorsi tre anni dal primo annuncio di detto progetto.
In particolare il Consultorio di Ostia, già insufficiente per un territorio di circa 100.000 abitanti, ha visto di fatto dimezzata l'attività a causa della riduzione degli spazi ed il progressivo trasferimento di parte del personale.
A seguito delle proteste degli utenti e delle istanze della stessa Assemblea delle Donne, la Direzione Generale riconosceva l'urgenza delle criticità su esposte e si impegnava pubblicamente ad aprire un tavolo di trattativa con le Associazioni del territorio e le Organizzazioni Sindacali, finalizzato “alla programmazione condivisa dell'assistenza Materno-Infantile”, impegnandosi inoltre all'apertura di un secondo Consultorio.
A quasi due mesi da detto impegno, non solo non sono stati individuati nuovi locali, ma lo stato di sofferenza si è esteso al Servizio per la Tutela Mentale e Riabilitazione in Età Evolutiva (TSMREE)
nonché al Servizio Vaccinazioni che, a loro volta, hanno visto ridotti gli spazi che gli erano inizialmente stati assegnati.
Nonostante l'impegno preso, il tavolo di trattativa non ha potuto produrre nulla di concreto a causa dell'ambiguità del mandato assegnato al rappresentante dell'Azienda ASL: recepire proposte, senza alcun potere decisionale!!!
Ribadiamo la sofferenza in cui versano i servizi del XIII° Municipio penalizzati fortemente da un'incongrua assegnazione di fondi da parte della Regione che versa alla ASL RM/D la più bassa quota pro-capite del Lazio. Questo in un territorio che, in pochi anni, ha visto un notevole incremento edilizio ed abitativo in totale assenza di una programmazione ed adeguamento dei servizi socio-sanitari.
Come Assemblea delle Donne affermiamo nuovamente il nostro sostegno ai progetti per la Casa della Salute della Donna e del Bambino e della Casa del Parto ma ci chiediamo, vista la progressiva polverizzazione dei Servizi territoriali dell'Area Materno-Infantile, quali risorse umane si intenda assegnare a questi Servizi e quale politica di programmazione ed organizzazione si stia attuando.
Chiediamo alla Regione Lazio che attraverso il suo Vice-Presidente Esterino Montino ha promesso il raddoppio dei posti letto dell'Ospedale territoriale G.B. Grassi, se invece non sia più urgente adeguare gli stanziamenti pro-capite e garantire le piante organiche e i servizi territoriali e di prevenzione previsti per legge.
Assemblea delle donne del Consultorio di Ostia Acilia ASL RMD
domenica 15 marzo 2009
PROTOCOLLO D'INTESA CON LA AUSL RM/D
Questa è la nota a firma del Direttore Generale della AUSL RM/D, Dr.ssa Giuseppina Gabriele.
Questa Direzione Generale, in seguito ai ripetuti contatti dell'Area Materno Infantile e di parte di questa Direzione con le Organizzazioni Sindacali e con l'Assemblea delle Donne prende atto positivamente del rinnovato clima di collaborazione reciproca auspicabile.Invita tutti alla festa dell'otto marzo per l'inaugurazione della Casa del Parto, e indice un tavolo per la programmazione condivisa dell'assistenza. Materno Infantile, con le Associazioni femminili e del Territorio e con I Sindacati.Tale tavolo sara' gestito dal Direttore dell'Area Materno Infantile che ha mandato, insieme alla UOC Consultori, Dott.ssa Musacchio e alla Dott.ssa Canitano, ginecologa Ambulatoriale, Referente Sanitario per la “Casa della Salute della Donna e del Bambino”, di valutare l'adeguatezza dei servizi Consultoriali di Ostia, per I quali è in corso una trattativa per locali atti all'apertura di un secondo Consultorio.Ha altresi' mandato di aprire una riflessione comune sulle necessità, nel nostro Territorio, della popolazione femminile e pediatrica, nonchè adolescenziale.Al Direttore dell'Area Materno Infantile, Prof Palazzetti, spetta inoltre stabilire la data del primo incontro di tale tavolo.Buona festa dell'otto marzo a tutte e a tutti.Il Direttore Generale, Giuseppina Gabriele
Questa Direzione Generale, in seguito ai ripetuti contatti dell'Area Materno Infantile e di parte di questa Direzione con le Organizzazioni Sindacali e con l'Assemblea delle Donne prende atto positivamente del rinnovato clima di collaborazione reciproca auspicabile.Invita tutti alla festa dell'otto marzo per l'inaugurazione della Casa del Parto, e indice un tavolo per la programmazione condivisa dell'assistenza. Materno Infantile, con le Associazioni femminili e del Territorio e con I Sindacati.Tale tavolo sara' gestito dal Direttore dell'Area Materno Infantile che ha mandato, insieme alla UOC Consultori, Dott.ssa Musacchio e alla Dott.ssa Canitano, ginecologa Ambulatoriale, Referente Sanitario per la “Casa della Salute della Donna e del Bambino”, di valutare l'adeguatezza dei servizi Consultoriali di Ostia, per I quali è in corso una trattativa per locali atti all'apertura di un secondo Consultorio.Ha altresi' mandato di aprire una riflessione comune sulle necessità, nel nostro Territorio, della popolazione femminile e pediatrica, nonchè adolescenziale.Al Direttore dell'Area Materno Infantile, Prof Palazzetti, spetta inoltre stabilire la data del primo incontro di tale tavolo.Buona festa dell'otto marzo a tutte e a tutti.Il Direttore Generale, Giuseppina Gabriele
giovedì 5 marzo 2009
LETTERA AL DIRETTORE GENERALE AUSL RMD
Al Direttore Generale AUSL RMD Dott.ssa Giusy Gabriele
Al Responsabile Area Materno Infantile Dott. Pierluigi Palazzetti
L'Assemblea delle donne, a seguito dell'incontro del 25 febbraio dal quale non e' emerso alcun impegno chiaro sulla collocazione del consultorio di Ostia in locali idonei, ribadiscono che pur non avendo alcun pregiudizio sulla Casa del Parto, tanto meno sulla Casa della salute della donna e del bambino che anzi rispondono a richieste trentennali, vedono con preoccupazione il depotenziamento del Consultorio di Ostia.
In un territorio di circa 200.000 abitanti dove esistono solo 2 consultori, il rapporto per legge sarebbe di uno ogni 20.000 abitanti, assistiamo ad una ulteriore riduzione del servizio in controtendenza anche alle ultime disposizioni regionali sulla riorganizzazione dei consultori ( delibera Giunta regionale del Lazio n° 945 del 22/12/08 ) mirato al sostegno della genitorialità che stanzia ulteriori fondi ai consultori stessi.
Il trasferimento del Consultorio dal Sant'Agostino ai locali di Via Capitan Casella 3, di fatto impedisce il mantenimento delle funzioni precedentemente svolte in quanto gli spazi si riducono e conseguentemente diminuiranno le prestazioni poiché le operatrici/i saranno costretti ad alternarsi nell'utilizzo delle stanze; diviene inoltre difficoltoso anche l'accesso alle mamme con carrozzine e, di fatto, impossibile l'accesso ai disabili.
La polverizzazione del servizio preesistente snatura il consultorio rendendolo una somma di ambulatori dislocati nel territorio, spostando su un'ottica prevalentemente sanitaria anche ciò che non lo è. Chi e dove svilupperà gli interventi di prevenzione? Chi agirà sulla crescita culturale del territorio? Chi socializzerà la conoscenza e creerà le reti di protezione sociale necessarie? Chi lavorerà sull'integrazione delle donne immigrate? A questo proposito invitiamo a rileggere le disposizioni della nuova legge regionale n° 945/08!
Ribadiamo l'importanza del lavoro sinergico delle varie figure professionali al fine di ottimizzare ed integrare gli interventi socio-sanitari e questo può avvenire solo all'interno di strutture polifunzionali come definito dalla legge regionale 15/1976.
Del resto non ha senso una Casa del Parto naturale senza una forte presenza sul territorio di chi costruisce una cultura altra non medicalizzata e rispettosa dei tempi e dei bisogni delle donne, funzione tipicamente consultoriale.
Riguardo la Casa della Salute della donna e del bambino ribadiamo quanto detto fin dal giorno della sua presentazione: chiediamo un tavolo di confronto dove vengano costruiti tutti i passaggi a garanzia della sua realizzazione anche nella previsione che la struttura sara' ultimata nella prossima legislatura regionale e la sua destinazione potrebbe cambiare prestandosi anche a manovre speculative.
Se, come è stato ribadito, le finalità sono comuni ci sembra inutile il clima di contrapposizione che si è creato che va soltanto a favorire chi da sempre tenta di destrutturare le strutture socio-sanitarie territoriali ed in particolare i Consultori Familiari.
Chiediamo una risposta nel merito chiara e concreta da questa Amministrazione
Roma, 3/3/2009 L'Assemblea delle Donne del XIII° Municipio
Al Responsabile Area Materno Infantile Dott. Pierluigi Palazzetti
L'Assemblea delle donne, a seguito dell'incontro del 25 febbraio dal quale non e' emerso alcun impegno chiaro sulla collocazione del consultorio di Ostia in locali idonei, ribadiscono che pur non avendo alcun pregiudizio sulla Casa del Parto, tanto meno sulla Casa della salute della donna e del bambino che anzi rispondono a richieste trentennali, vedono con preoccupazione il depotenziamento del Consultorio di Ostia.
In un territorio di circa 200.000 abitanti dove esistono solo 2 consultori, il rapporto per legge sarebbe di uno ogni 20.000 abitanti, assistiamo ad una ulteriore riduzione del servizio in controtendenza anche alle ultime disposizioni regionali sulla riorganizzazione dei consultori ( delibera Giunta regionale del Lazio n° 945 del 22/12/08 ) mirato al sostegno della genitorialità che stanzia ulteriori fondi ai consultori stessi.
Il trasferimento del Consultorio dal Sant'Agostino ai locali di Via Capitan Casella 3, di fatto impedisce il mantenimento delle funzioni precedentemente svolte in quanto gli spazi si riducono e conseguentemente diminuiranno le prestazioni poiché le operatrici/i saranno costretti ad alternarsi nell'utilizzo delle stanze; diviene inoltre difficoltoso anche l'accesso alle mamme con carrozzine e, di fatto, impossibile l'accesso ai disabili.
La polverizzazione del servizio preesistente snatura il consultorio rendendolo una somma di ambulatori dislocati nel territorio, spostando su un'ottica prevalentemente sanitaria anche ciò che non lo è. Chi e dove svilupperà gli interventi di prevenzione? Chi agirà sulla crescita culturale del territorio? Chi socializzerà la conoscenza e creerà le reti di protezione sociale necessarie? Chi lavorerà sull'integrazione delle donne immigrate? A questo proposito invitiamo a rileggere le disposizioni della nuova legge regionale n° 945/08!
Ribadiamo l'importanza del lavoro sinergico delle varie figure professionali al fine di ottimizzare ed integrare gli interventi socio-sanitari e questo può avvenire solo all'interno di strutture polifunzionali come definito dalla legge regionale 15/1976.
Del resto non ha senso una Casa del Parto naturale senza una forte presenza sul territorio di chi costruisce una cultura altra non medicalizzata e rispettosa dei tempi e dei bisogni delle donne, funzione tipicamente consultoriale.
Riguardo la Casa della Salute della donna e del bambino ribadiamo quanto detto fin dal giorno della sua presentazione: chiediamo un tavolo di confronto dove vengano costruiti tutti i passaggi a garanzia della sua realizzazione anche nella previsione che la struttura sara' ultimata nella prossima legislatura regionale e la sua destinazione potrebbe cambiare prestandosi anche a manovre speculative.
Se, come è stato ribadito, le finalità sono comuni ci sembra inutile il clima di contrapposizione che si è creato che va soltanto a favorire chi da sempre tenta di destrutturare le strutture socio-sanitarie territoriali ed in particolare i Consultori Familiari.
Chiediamo una risposta nel merito chiara e concreta da questa Amministrazione
Roma, 3/3/2009 L'Assemblea delle Donne del XIII° Municipio
mercoledì 4 marzo 2009
......Al peggio non c'è mai fine.....!
…. Al peggio non c’è mai fine…..!
Dopo gli innumerevoli e svariati annunci, i roboanti proclami e le contraddittorie decisioni sui destini dei Servizi Socio–Sanitari del 13 Municipio – Distretto 2, è avvenuto lo scandaloso trasferimento del Consultorio di Ostia, all’interno di locali inidonei e al limite dell’agibilità per la carenza e l’inadeguatezza degli spazi, dove è persino impossibile accogliere e far sostare le persone per l’assenza di uno spazio adibito a sala d’attesa e dove è difficile, se non impossibile, l’accesso alle persone disabili, per la presenza di scalini ma, anche, per la ristrettezza degli spazi interni che ne rendono difficoltosa la permanenza nella struttura stessa. Un Consultorio che vedrà, di fatto, frammentata e diminuita la sua capacità erogativa di servizi e di attività, precedentemente esistenti nella vecchia struttura Sant’Agostino (v. corsi di preparazione alla nascita ai quali possono partecipare un massimo di 8 donne, anziché 15, come era precedentemente; operatrici/operatori costretti ad alternarsi nell’utilizzo delle poche stanze disponibili con la conseguente diminuzione delle prestazioni professionali).
Ciò comporterà ulteriori disagi in un territorio dove sono presenti solo due Consultori Familiari a fronte di circa 10 previsti dalla legge (1/20.000 ab.).
Riteniamo anche noi necessaria e non più procrastinabile la ristrutturazione del Sant’Agostino e chiediamo ed auspichiamo che questa avvenga nei modi e tempi utili, anche per impedire che si insinuino eventuali operazioni speculative di carattere privatistico.
Tuttavia tale ristrutturazione, annunciata circa 3 anni fa, e che avrebbe dovuto concludersi l’8/3/2008, con l’apertura della Casa della Salute della Donna e del Bambino, non ha ancora trovato effettiva realizzazione, non solo per difficoltà tecnico-amministrative-burocratiche (casuali?) legate al ricorso nell’espletamento delle gare d’appalto, ma anche per l’assenza di un piano, di una reale programmazione, nonché di una capacità organizzativa in grado di individuare, in un territorio in continua espansione edilizio-abitativa, già carente di Servizi Socio-sanitari, soluzioni idonee e dignitose al trasferimento dei servizi e delle attività ivi esistenti.
Infatti la ristrutturazione del Sant’Agostino, insieme a quella degli atri presidi socio-sanitari (Acilia, Via Paolini, Ostia Antica, Via Vasco De Gama/Repubbliche Marinare) ha visto incredibili ritardi, paradossali “ incidenti “ in tutti i cantieri aperti con innumerevoli disservizi ed ingiustificabili disfunzioni createsi ( v. crolli controsoffitti, lavori finiti e riavviati per ritagliare le stanze vaccinali) per non parlare del trasferimento/trasloco dei servizi SPRESAL – SISP – SIAN dalla sede di Lungomare Paolo Toscanelli nei “nuovi” locali di V.le delle Repubbliche Marinare – V.le Vasco De Gama, avvenuti senza adeguata e preventiva informazione e senza che fosse garantita la funzionalità e continuità delle attività (collegamenti telefonici e di rete, ecc.) con riscaldamenti non funzionanti e l’inosservanza delle norme sulla sicurezza (V. assenza di estintori) e di uno studio per l’utilizzo razionale degli spazi esistenti.
E’ di questi giorni la decisione dell’immediato ed “urgente trasloco” dei Servizi e delle attività collocate presso il Sant’Agostino, senza che siano state individuate soluzioni alternative idonee a garantire non solo il rispetto delle condizioni di lavoro e la dignità stessa delle operatrici e degli operatori, ma, soprattutto, la funzionalità e l’efficacia stessa dei servizi e delle attività a tutela dei diritti dei cittadini/utenti. Infatti sono state date disposizioni per trasferire l’UOSD Immunoprofilassi nei locali dell’ANFASS assegnati al TSMREE (Tutela Salute Mentale e Riabilitazione in Età Evolutiva) sottraendo spazi indispensabili all’attività della stessa, e separandoli dall’ex Medicina
Preventiva (nei locali di Via Cagni?) quando solo appena un anno fa si era trasferita la stessa “momentaneamente” dalla sede di Casal Bernocchi “per permettere la riunificazione dei servizi afferenti al Dipartimento di Prevenzione per il Litorale” (…sic…!) per non parlare del COMAVI (scomparso persino nell’Atto Aziendale) con un rimpallo di responsabilità in merito alla struttura di riferimento.
Tutto ciò è avvenuto violando e calpestando le più elementari norme di partecipazione e confronto contraddicendo, peraltro, continuamente, gli accordi e gli impegni presi da alcune Dirigenti Aziendali con le R.S.U. In modo vergognoso ed irresponsabile è stato persino “rimandato” l’incontro che doveva svolgersi il 3 marzo, nel corso del quale dovevano essere verificate e discusse le ipotesi di soluzione per il trasferimento dei servizi ancora collocati al Sant’Agostino.
Ci si chiede, a questo punto, non solo con quale mandato i Dirigenti Aziendali abbiano avviato il confronto con le RSU, ma quale sia la loro reale autonomia, capacità ed effettiva volontà e possibilità di incidere sulle decisioni aziendali.
Il “trasloco”annunciato dei servizi rimanenti al Sant’Agostino è un’ulteriore dimostrazione della superficialità, del pressappochismo e dell’arroganza nella gestione della “Cosa Pubblica” divenuta sempre più strumento e terreno di visibilità per meri interessi di riconoscimento politico, di autolegittimazione e autoreferenzialità, per poter ottenere accreditamenti all’interno di un quadro politico-istituzionale ormai privo di ogni collegamento con la realtà, insofferente alla critica e al dissenso, impermeabile al dialogo e al confronto democratico.
Perché non si cerca invece di far valere il proprio peso, la propria determinazione in tutti i modi e le forme possibili, presso le sedi politiche ed istituzionali per denunciare l’inadeguatezza dei trasferimenti finanziari assegnati dalla Regione Lazio, in accordo con il Governo, alle Aziende USL e che vede la ASL RM/D quella che, in rapporto alla popolazione, con particolare riferimento al Distretto 2, riceve minori stanziamenti e finanziamenti (RM/D 383 euro procapite rispetto ai 1.075 della ASL di Latina).
Pensiamo invece che la gravità e la complessità dei problemi che abbiamo dinnanzi, richiedano percorsi di partecipazione democratica che facciano dell’analisi, del ragionamento, della conoscenza, della ricerca del dialogo e del confronto elementi fondamentali per la difesa degli Spazi e dei Servizi Pubblici, per rispondere ai bisogni, ai diritti e alla dignità delle persone.
Consideriamo pertanto di carattere esclusivamente provvisorio la collocazione di quei servizi ed attività che sono stati trasferiti in spazi e sedi inidonei ed inadeguati.
Chiediamo che, in attesa dello svolgimento dei lavori di ristrutturazione del Sant’Agostino, tutti i servizi interessati trovino una giusta ed idonea collocazione in sedi e spazi più opportuni, avviando da subito, su tali problematiche, un confronto tra l’Azienda, il Municipio, le OO.SS. e le Forze Sociali del Territorio.
Non vogliamo che la “Casa del Parto” diventi la “Vostra ciliegina” mentre viene frantumata la torta.
Chiediamo e vogliamo rispetto per tutti i Servizi Pubblici, per la dignità stessa delle operatrici e degli operatori e dei cittadini di questo Territorio.
Roma,
COBAS AUSL RM/D
Dopo gli innumerevoli e svariati annunci, i roboanti proclami e le contraddittorie decisioni sui destini dei Servizi Socio–Sanitari del 13 Municipio – Distretto 2, è avvenuto lo scandaloso trasferimento del Consultorio di Ostia, all’interno di locali inidonei e al limite dell’agibilità per la carenza e l’inadeguatezza degli spazi, dove è persino impossibile accogliere e far sostare le persone per l’assenza di uno spazio adibito a sala d’attesa e dove è difficile, se non impossibile, l’accesso alle persone disabili, per la presenza di scalini ma, anche, per la ristrettezza degli spazi interni che ne rendono difficoltosa la permanenza nella struttura stessa. Un Consultorio che vedrà, di fatto, frammentata e diminuita la sua capacità erogativa di servizi e di attività, precedentemente esistenti nella vecchia struttura Sant’Agostino (v. corsi di preparazione alla nascita ai quali possono partecipare un massimo di 8 donne, anziché 15, come era precedentemente; operatrici/operatori costretti ad alternarsi nell’utilizzo delle poche stanze disponibili con la conseguente diminuzione delle prestazioni professionali).
Ciò comporterà ulteriori disagi in un territorio dove sono presenti solo due Consultori Familiari a fronte di circa 10 previsti dalla legge (1/20.000 ab.).
Riteniamo anche noi necessaria e non più procrastinabile la ristrutturazione del Sant’Agostino e chiediamo ed auspichiamo che questa avvenga nei modi e tempi utili, anche per impedire che si insinuino eventuali operazioni speculative di carattere privatistico.
Tuttavia tale ristrutturazione, annunciata circa 3 anni fa, e che avrebbe dovuto concludersi l’8/3/2008, con l’apertura della Casa della Salute della Donna e del Bambino, non ha ancora trovato effettiva realizzazione, non solo per difficoltà tecnico-amministrative-burocratiche (casuali?) legate al ricorso nell’espletamento delle gare d’appalto, ma anche per l’assenza di un piano, di una reale programmazione, nonché di una capacità organizzativa in grado di individuare, in un territorio in continua espansione edilizio-abitativa, già carente di Servizi Socio-sanitari, soluzioni idonee e dignitose al trasferimento dei servizi e delle attività ivi esistenti.
Infatti la ristrutturazione del Sant’Agostino, insieme a quella degli atri presidi socio-sanitari (Acilia, Via Paolini, Ostia Antica, Via Vasco De Gama/Repubbliche Marinare) ha visto incredibili ritardi, paradossali “ incidenti “ in tutti i cantieri aperti con innumerevoli disservizi ed ingiustificabili disfunzioni createsi ( v. crolli controsoffitti, lavori finiti e riavviati per ritagliare le stanze vaccinali) per non parlare del trasferimento/trasloco dei servizi SPRESAL – SISP – SIAN dalla sede di Lungomare Paolo Toscanelli nei “nuovi” locali di V.le delle Repubbliche Marinare – V.le Vasco De Gama, avvenuti senza adeguata e preventiva informazione e senza che fosse garantita la funzionalità e continuità delle attività (collegamenti telefonici e di rete, ecc.) con riscaldamenti non funzionanti e l’inosservanza delle norme sulla sicurezza (V. assenza di estintori) e di uno studio per l’utilizzo razionale degli spazi esistenti.
E’ di questi giorni la decisione dell’immediato ed “urgente trasloco” dei Servizi e delle attività collocate presso il Sant’Agostino, senza che siano state individuate soluzioni alternative idonee a garantire non solo il rispetto delle condizioni di lavoro e la dignità stessa delle operatrici e degli operatori, ma, soprattutto, la funzionalità e l’efficacia stessa dei servizi e delle attività a tutela dei diritti dei cittadini/utenti. Infatti sono state date disposizioni per trasferire l’UOSD Immunoprofilassi nei locali dell’ANFASS assegnati al TSMREE (Tutela Salute Mentale e Riabilitazione in Età Evolutiva) sottraendo spazi indispensabili all’attività della stessa, e separandoli dall’ex Medicina
Preventiva (nei locali di Via Cagni?) quando solo appena un anno fa si era trasferita la stessa “momentaneamente” dalla sede di Casal Bernocchi “per permettere la riunificazione dei servizi afferenti al Dipartimento di Prevenzione per il Litorale” (…sic…!) per non parlare del COMAVI (scomparso persino nell’Atto Aziendale) con un rimpallo di responsabilità in merito alla struttura di riferimento.
Tutto ciò è avvenuto violando e calpestando le più elementari norme di partecipazione e confronto contraddicendo, peraltro, continuamente, gli accordi e gli impegni presi da alcune Dirigenti Aziendali con le R.S.U. In modo vergognoso ed irresponsabile è stato persino “rimandato” l’incontro che doveva svolgersi il 3 marzo, nel corso del quale dovevano essere verificate e discusse le ipotesi di soluzione per il trasferimento dei servizi ancora collocati al Sant’Agostino.
Ci si chiede, a questo punto, non solo con quale mandato i Dirigenti Aziendali abbiano avviato il confronto con le RSU, ma quale sia la loro reale autonomia, capacità ed effettiva volontà e possibilità di incidere sulle decisioni aziendali.
Il “trasloco”annunciato dei servizi rimanenti al Sant’Agostino è un’ulteriore dimostrazione della superficialità, del pressappochismo e dell’arroganza nella gestione della “Cosa Pubblica” divenuta sempre più strumento e terreno di visibilità per meri interessi di riconoscimento politico, di autolegittimazione e autoreferenzialità, per poter ottenere accreditamenti all’interno di un quadro politico-istituzionale ormai privo di ogni collegamento con la realtà, insofferente alla critica e al dissenso, impermeabile al dialogo e al confronto democratico.
Perché non si cerca invece di far valere il proprio peso, la propria determinazione in tutti i modi e le forme possibili, presso le sedi politiche ed istituzionali per denunciare l’inadeguatezza dei trasferimenti finanziari assegnati dalla Regione Lazio, in accordo con il Governo, alle Aziende USL e che vede la ASL RM/D quella che, in rapporto alla popolazione, con particolare riferimento al Distretto 2, riceve minori stanziamenti e finanziamenti (RM/D 383 euro procapite rispetto ai 1.075 della ASL di Latina).
Pensiamo invece che la gravità e la complessità dei problemi che abbiamo dinnanzi, richiedano percorsi di partecipazione democratica che facciano dell’analisi, del ragionamento, della conoscenza, della ricerca del dialogo e del confronto elementi fondamentali per la difesa degli Spazi e dei Servizi Pubblici, per rispondere ai bisogni, ai diritti e alla dignità delle persone.
Consideriamo pertanto di carattere esclusivamente provvisorio la collocazione di quei servizi ed attività che sono stati trasferiti in spazi e sedi inidonei ed inadeguati.
Chiediamo che, in attesa dello svolgimento dei lavori di ristrutturazione del Sant’Agostino, tutti i servizi interessati trovino una giusta ed idonea collocazione in sedi e spazi più opportuni, avviando da subito, su tali problematiche, un confronto tra l’Azienda, il Municipio, le OO.SS. e le Forze Sociali del Territorio.
Non vogliamo che la “Casa del Parto” diventi la “Vostra ciliegina” mentre viene frantumata la torta.
Chiediamo e vogliamo rispetto per tutti i Servizi Pubblici, per la dignità stessa delle operatrici e degli operatori e dei cittadini di questo Territorio.
Roma,
COBAS AUSL RM/D
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