martedì 16 febbraio 2010
MICROCLIMA - Disagi nella sede di v. Umberto Cagni
Dr.ssa Giuseppina Gabriele
Al Direttore Sanitario Aziendale
Dr. Maurizio Rango
Al Direttore Amministrativo
Dr. Antonio Scuteri
Al Direttore del Dipartimento di Prevenzione
Dr. Agostino Sorce
Al Dirigente Responsabile U.O.SD. Immunoprofilassi
e Programmi di Prevenzione e Protezione della Salute
Dr.ssa Daniela Reggiani
Al Dirigente Medico Programmi di Screening CCR e Tabagismo
Dr.ssa Patrizia Grammatico
Al Dirigente del Servizio Spresal
Dr.ssa Maria Claudia Proietti
Al Dirigente U.O.C. Prevenzione e Protezione
Dr. Vittorio Chinni
Al Dirigente U.O.C. Gestione Patrimonio Immobiliare
Ing. Domenico Di Nino
Al Direttore Area Risorse Umane e Affari Generali
Dr. Filippo Coiro
e,p.c. Al Coordinatore delle R.S.U.
Eugenio Bellomo
Oggetto: microclima - segnalazione disagi Sede di Via Umberto Cagni, n° 48.
Scrivente O.S. intende segnalare, con la presente, le condizioni d’estremo disagio e difficoltà nelle quali sono costretti a svolgere la propria attività lavorativa le/gli operatrici/tori presso la sede di Via Umberto Cagni, n°48 a causa delle temperature, troppo basse, all’interno dei locali della suddetta sede. Si fa presente che nella sede, composta di tre stanze, un corridoio, due bagni e uno stanzino cieco ( antibagno ) il sistema di condizionamento dell’aria è funzionante attraverso solo tre elementi che risultano insufficienti a garantire un’adeguata temperatura ambientale, determinando quindi, condizioni di vero e profondo malessere durante il tempo di lavoro, per i lavoratori e le lavoratrici presenti all’interno dei locali suddetti.
Si ricorda che le normative in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro ( D.Lgs n° 81 del 9 aprile 2008 ) stabiliscono la necessità che negli ambienti di lavoro venga garantita aria salubre e una temperatura adeguata all’organismo umano durante il tempo di lavoro evitando che le/i lavoratrici/tori vengano esposti a correnti d’aria fastidiose e a temperature troppo alte o troppo basse tenendo conto della influenza che, su di esse, possono esercitare il grado di umidità ed il movimento dell’aria concomitante.
Si richiedono, pertanto, con urgenza, le dovute ed opportune verifiche tecniche/ambientale, e i necessari interventi onde poter garantire una adeguata ed idonea temperatura degli ambienti di lavoro, attraverso l’opportuna individuazione di misure tecniche localizzate, fornendo altresì, in attesa di soluzioni definitive, stufette elettriche idonee e compatibili.
Il carattere d’urgenza è motivato dalla necessità di garantire le condizioni ambientali a tutela della salute delle/dei lavoratrici/tori presenti.
Si coglie l’occasione per richiedere un controllo ed una verifica, in tutte le strutture e sedi Aziendali, degli impianti di riscaldamento e di condizionamento dell’aria e di ventilazione in merito alla pulizia e sanificazione degli stessi e per quanto riguarda il corretto funzionamento per garantire le necessarie ed adeguate temperature.
Nell’attesa di un sollecito riscontro si porgono i più distinti saluti.
Prot. AUSL n° 9882
del 02/02/2010
p. il COBAS AUSL RM/D I Delegati R.S.U
Laura Mazzarella – p.Cesare Morra - Antonio Nocera
domenica 14 febbraio 2010
....FUMO NEGLI OCCHI....
“ Ho nostalgia della gente povera e vera che si batteva per abbattere quel padrone, senza diventare QUEL padrone”. ( P.P. Pasolini)
…….Fumo negli occhi….
Sul settimanale L'espresso, del 04/02, è uscito un reportage sulla Sanità: al suo interno, e precisamente a pag. 36, sotto il titolo " I miracoli del S. Lucia" c'è un dettagliato articolo in merito ai trasferimenti/assunzioni avvenuti tramite passaggi diretti, dalle cliniche e strutture private (v. S. Lucia ) presso le Aziende UU.SS.LL. del Servizio Sanitario Pubblico.
L'articolo trae origine da un'ispezione/indagine, effettuata dagli Ispettori della Ragioneria dello Stato, presso la AUSL RM/D. Da quest' articolo si evince come i trasferimenti/assunzioni, avvenuti con il passaggio dalle strutture private al Servizio Sanitario Pubblico, siano stati il frutto di un ampio ed esteso sistema di Potere, fatto di scambi, favoritismi e clientele.
Successivamente anche il quotidiano Il Messaggero del 09/02/2010 ( cronaca del Litorale) è tornato sulla notizia riportando anche la “ posizione “ dell’ ‘Azienda, affidata, o meglio, “ scaricata” ad una Dirigente delle Risorse Umane.
L’Azienda, nascondendosi dietro l’esigenza di dover fare assunzioni, dichiara che è tutto regolare e che “ denuncerà chi sostiene il contrario”.
Pensiamo sia comprensibile, oltre che doveroso, cercare di dare delle spiegazioni, ma la risposta data “a …. mò di scarica barile ”…, elude il nodo ed il merito della questione, e vale a dire: il problema non sono le “ assunzioni ”, ma come e con quali intrecci, interessi e legami tra le strutture private e poteri Istituzionali, economici, sindacali e politici, queste, sono state fatte.
Ciò che, inoltre, si tenta di eludere e negare, cercando di gettare fumo negli occhi, è che le notizie che sono riportate sugli Organi d’informazione, sono state il frutto di un’ ispezione/indagine che è stata effettuata dagli Ispettori della Ragioneria dello Stato … Si vuole per caso denunciarli..?!!!
Ciascuno ha orecchie per sentire, occhi per guardare e, soprattutto …..Testa per Pensare e Ragionare …!!!!
Come COBAS dell’AUSL RM/D, evitando accuse strumentali e pretestuose, personalismi e clamori propagandistici, avevamo segnalato già da tempo, anche con note ufficiali ( v. nota allegata COBAS del 17/11/2008 dove, tra l’altro, si chiedeva se queste assunzioni/trasferimenti fossero corrispondenti ai criteri e alle normative vigenti, riguardanti le assunzioni nella P.A. e all’istituto della mobilità) il fenomeno deviato, nel più totale disprezzo delle Leggi e delle più elementari norme e regole esistenti, in materia di Politiche di Gestione delle Risorse Umane, il fenomeno dei trasferimenti, delle assunzioni, ecc., ecc., frutto ed espressione, spesso, di logiche e pratiche di potere spartitorie e clientelari e/o punitive/vessatorie, realizzate con le complicità, con i silenzi e con l'omertà delle varie Istituzioni (Governo- Regione-Azienda AUSL ) e della maggior parte delle forze politiche e sindacali.
Pensiamo che per contrastare e combattere certi fenomeni di clientele e malcostume, ma non solo, sia importante e necessario cercare di rifuggire da accuse, da clamori scandalistici e dalle ipocrisie moralistiche, anche nei confronti di coloro che, in qualche modo, in questa vicenda si trovano, direttamente interessati, perché, da questi fatti, eventualmente sono stati beneficiati, cercando, invece, di comprendere, di conoscere ed analizzare la vera natura, le profonde e diffuse conseguenze e la vasta rete di responsabilità, silenzi, complicità e connivenze che ci sono dietro questi fenomeni e che costituiscono e rappresentano, in realtà, un vero e proprio diffuso Sistema di Potere.
Tutto ciò, pensiamo, come abbiamo più volte segnalato e denunciato, sia il frutto e l'espressione di un sistema, di una struttura e di una logica di potere che tende a comprimere, soffocare e cancellare ogni regola, ogni tutela, ogni diritto, esercitando e realizzando strumenti e forme di controllo e di pressione, per poter continuare a dominare, sottomettere e a comandare, a proprio piacimento, per difendere propri specifici interessi di potere economici, sindacali e politici.
Partire, riflettendo e ragionando da ciò, può aiutarci a ripensare e a ridefinire, dentro il quadro dei rapporti di forza esistenti, una nuova e maggiore consapevolezza sociale, culturale e politica: forse non ci aiuterà a cambiare, nell'immediato, le cose, ma potremmo almeno evitare di farci ingannare ancora ...!!!
COBAS AUSL RM/D
I Delegati R.S.U.
Laura Mazzarella – p.Cesare Morra - Antonio Nocera
I MIRACOLI DEL SANTA LUCIA
A Roma c'è una corsia preferenziale, un canale misterioso che permette di trasferire centinaia di dipendenti dalle cliniche private alla sanità pubblica. E quando si cerca di capire come siano state scelte queste persone, ingaggiate dalla Asl senza concorsi e senza selezioni, si trova solo un fascicolo vuoto: nemmeno un curriculum o una lettera di credenziali. Guarda caso - però - decine delle persone che hanno sfruttato questa autostrada risultano parenti o collaboratori di dirigenti delle Asl.
Questa trasfusione di camici bianchi, 34 per l'esattezza, è cominciata nel 2002, quando
Ed emerge che i trasferimenti sono "frutto di un'intesa tra i privati e i pubblici amministratori", che vengono a creare una situazione in cui prevalgono, si legge ancora nel dossier, "il nepotismo e il clientelismo". Il rapporto elenca relazioni di parentela o professionali tra le persone assunte dalla Asl e personaggi eccellenti. Nella lista delle persone approdate al pubblico si citano: la figlia di un direttore amministrativo, il figlio di un dirigente Cisl funzione pubblica, il fratello di una dipendente presso la segreteria del direttore amministrativo, il figlio di un direttore di neurologia, i figli di un dirigente della Cgil funzione pubblica, il figlio dell'autista della direzione generale e la consorte di un manager Inpdap.
Ma è così solo nella Asl D? Si tratta di un'eccezione? I risultati dell'ispezione ritengono che il travaso illecito di dipendenti riguardi l'intera regione e "portano a considerare che questo costume del favoritismo non sia un fenomeno circoscritto all'azienda verificata, ma esteso al resto delle strutture sanitarie pubbliche romane o laziali".
dall’Espresso
Paolo Tessadri
(04 febbraio 2010)
venerdì 22 gennaio 2010
ELEZIONI REGIONALI 2010
Esecutivo Nazionale della Confederazione COBAS 19/01/2010 20:07
Per le prossime elezioni regionali, i COBAS, come in precedenti occasioni, non sosterranno alcuna lista o candidato/a, non faranno propaganda né daranno indicazioni di voto per alcuno, partito o candidato/a che sia, non presenteranno propri esponenti in alcuna lista o coalizione. Se iscritti/e COBAS dovessero presentarsi alle elezioni regionali, lo farebbero a puro titolo personale, non riceverebbero alcun sostegno dall’organizzazione e non potrebbero in alcun modo usarne il nome.
venerdì 15 gennaio 2010
“… I “lupi” perdono il pelo, ma non il vizio …!!! ”
COBAS AUSL RM D
mail:listacobasrmd@gmail.com
blog:listacobasrmd.blogspot.com
“… I “lupi” perdono il pelo, ma non il vizio …!!! ”
Nell’ultima riunione della RSU AUSL RM D, del 7 gennaio c.a., è stata presa la decisione di aumentare di circa tre mila euro il fondo per le Posizioni Organizzative(per fare cosa?).
Tale decisione è stata assunta dalla maggioranza dei delegati, con il solo voto contrario di alcuni dei delegati ( eletti lista COBAS e Nursing up ).
Una scelta che smentisce e contraddice accordi, decisioni e prese di posizioni assunte già in precedenza dalla stessa R.S.U., sia nel confronto con le lavoratrici e i lavoratori, che nei confronti della Direzione Aziendale ( v. verbale di intesa e nota R.S.U. prot. 86885 del 22/10/2008 ).
Davanti a tali incredibili scelte ribadiamo la nostra contrarietà a tale istituto, ribadendo quanto abbiamo scritto nel nostro documento del luglio 2008:
“… CONTINUIAMO A PROPORRE CI0’ CHE PENSIAMO PER COSTRUIRE COMUNITA’… alcune note sulle P.O. e L. 251/2000 … e, non solo …”
Nelle Aziende, solitamente, ciò viene concertato tra le Amministrazioni e le OO. SS. e quello che appare evidente che, si sa ma non si dice, è che tali questioni trovano applicazioni seguendo logiche e criteri che, poco hanno a che fare con la funzionalità, l’efficienza della P. A. e con gli stessi principi che, anche se non pienamente condivisibili, le hanno ispirate. Prevalgono per la maggior parte interessi particolari, logiche spartitorie/clientelari, vengono individuate e costruite P.O. a misura di singoli e su specifici interessi che spesso non corrispondono ad una reale utilità organizzativa, rispetto ad altre situazioni che, al limite, la richiederebbero, con il paradosso di vedere realizzate P. O. numericamente superiori alle figure e alle unità da organizzare.
Le situazioni che si sono generate nella maggior parte dei casi hanno avuto scarsissima efficacia nel miglioramento dei processi organizzativi/qualitativi Aziendali essendo, di fatto, tali incarichi assolutamente privi di qualsiasi possibilità e autonomia decisionale e molto spesso gravate di carichi e responsabilità altrimenti di competenza della Dirigenza …”
Ed ancora nel volantino del 22/09/2008 “Si è aperta la caccia alle P.O. …! “ in cui tra l’altro si diceva:
” Crediamo che una analisi ed uno studio attento e razionale, fuori da logiche clientelari e spartitorie poteva determinare una drastica riduzione delle P.O., individuando e realizzando quelle peculiarità oggettivamente rispondenti alle esigenze funzionali dell’azienda, ( tra le 6 e le 10 ) riconoscendone il valore ed il livello di autonomia e responsabilità anche con adeguati e proporzionati riscontri economici”.
Pensiamo che, prima di assumere qualsiasi altra posizione e decisione, si sarebbe dovuto, promuovere un confronto tra le/i lavoratrici/tori, avviare una verifica, effettuare un bilancio, superando eventuali storture e contraddizioni,magari invitando anche le rispettive organizzazioni sindacali ad interrogarsi in merito ad una possibile incompatibilità e/o sull’opportunità,da parte di un delegato,nel ricoprire il ruolo ed una funzione sindacale e nello stesso tempo quella di P.O.
Come non ci si può interrogare sul fatto che, mentre i fondi della produttività, a causa dei minori stanziamenti previsti dal contratto di lavoro, diminuiscono, il costo delle Posizioni Organizzative tende ad aumentare?
A loro dotto giudizio servono, per le P.O., 185.000,00 € che, tra l’altro, superano ulteriormente, non solo i 170.000,00 € che la RSU aveva sottoscritto, ma i 175.000,00 € indicati nella nota di risposta alla R.S.U. della Direzione Generale Prot. N° 92110 del 07/11/2008 a firma del Direttore Generale, Dr.ssa Giuseppina Gabriele.
Ricordiamo alle SS. LL. che i costi delle P.O. vanno ad incidere proprio sulle questioni ( fasce e produttività ) che riguardano l’insieme delle lavoratrici e dei lavoratori del Comparto.
Non pensano, invece, che sarebbe una scelta più opportuna, equa e giusta quella di procedere, quanto più possibile, verso la progressione economica, attraverso la massima estensione delle fasce orizzontali per tutti/e e/o utilizzare tali risorse economiche per la Produttività a ragione anche di una sempre più grave emergenza salariale?
Quale logica spinge a contraddire, a negare e violare prese di posizioni e accordi precedentemente firmati e firmarne altri senza prima sottoporre alla valutazione e al confronto con l’insieme delle lavoratrici e dei lavoratori l’ipotesi di nuovi accordi?
Conosciamo quanto sia profonda la crisi di rappresentanza e rappresentatività e ci interroghiamo sulle diverse ragioni che l’hanno causata, di come questa pesi sulla possibilità di incidere in una realtà e in una condizione del paese molto complessa, oggi aggravata da un profondo declino morale, civile, sociale e politico, ma crediamo che questo non sia sufficiente a giustificare la completa assenza di un’autonoma iniziativa sindacale in grado di promuovere e favorire processi di democrazia partecipata, i soli, pensiamo, in grado di realizzare anticorpi e costituire un argine davanti allo stato di cose presenti.
E’ una grave responsabilità quella di aver ridotto le Rappresentanze Sindacali Unitarie ad un ruolo e ad una funzione notarile, di subalternità e sudditanza alle logiche e alle scelte degli apparati politici/sindacali/aziendali.
I Delegati Sindacali non dovrebbero essere e comportarsi come dei bravi “ scolaretti ” tenuti ad eseguire i compiti “dettati” dai vari apparati politici/sindacali/aziendali,preoccupandosi solo di prendere dei buoni “voti” al momento delle elezioni, ma, pensiamo, che debbano e possano svolgere quel ruolo e quei compiti per i quali sono stati chiamati, che sono quelli di rappresentare e difendere le condizioni di vita e di lavoro, le istanze, i bisogni, i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori in ogni luogo di lavoro …. E’ chiedere troppo …?
giovedì 17 dicembre 2009
PUBBLICHIAMO IL NOSTRO NOTIZIARIO INTERNO N 1 DICEMBRE 2009 DIRITTI SALUTE TERRITORIO

DIALOGO DI UN VENDITORE D'ALMANACCHI
E DI UN PASSEGGERE di GIACOMO LEOPARDI
Passeggere. Almanacchi per l'anno nuovo? Venditore. Si signore.
Passeggere. Credete che sarà felice quest'anno nuovo? Venditore. Oh illustrissimo si, certo.
Passeggere. Come quest'anno passato? Venditore. Più più assai.
Passeggere. Come quello di là? Venditore. Più più, illustrissimo. Passeggere. Ma come
qual altro? Non vi piacerebb'egli che l'anno nuovo fosse come qualcuno di questi anni ultimi?
Venditore. Si signore. Passeggere. Credete che sarà felice quest'anno nuovo? Venditore.
Oh illustrissimo si, certo. Passeggere. Come quest'anno passato? Venditore. Più più
assai. Passeggere. Come quello di là? Venditore. Più più, illustrissimo. Passeggere. Ma
come qual altro? Non vi piacerebb'egli che l'anno nuovo fosse come qualcuno di questi anni
ultimi? … Passeggere. Così vorrei ancor io se avessi a rivivere, e così tutti. Ma questo è segno
che il caso, fino a tutto quest'anno, ha trattato tutti male. E si vede chiaro che ciascuno è
d'opinione che sia stato più o di più peso il male che gli e toccato, che il bene; se a patto di
riavere la vita di prima, con tutto il suo bene e il suo male, nessuno vorrebbe rinascere. Quella
vita ch'è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la
vita passata, ma la futura. Coll'anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e
tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero? Venditore. Speriamo. ...
Sta per concludersi il 2009 ed è doveroso tentare un bilancio di quanto fatto.
Chi ci ha seguito con un po’ di attenzione sa della produzione di decine di volantini e comunicati in cui abbiamo espresso le nostre posizione su quanto accadeva nella AUSL RM D e nel territorio senza recedere dal principio di affermare, chiaramente, quanto di cui eravamo convinti senza guardare in faccia nessuno. Questo convincimento ci ha portato ad essere quasi l’unica voce critica della gestione “sinistra” della sanità nel Lazio e nel particolare di questa ausl. Abbiamo anche pagato dei prezzi per questo atteggiamento ma non ci hanno intimorito né piegati.
Perché siamo stati in grado di resistere e proponiamo di continuare?
Innanzitutto perché mettiamo al centro la difesa del servizio sanitario e la dignità- qualità
del lavoro nelle sue diverse professionalità. Siamo gli unici a difendere i servizi sociosanitari
territoriali e a denunciare il loro storico abbandono da parte di tutte le amministrazioni
che in trenta anni si sono succedute .
Già dalla riforma sanitaria del 1978 si sapeva che i posto letto in Italia erano troppi e fuori
da parametri scientifici e bisognava tagliare ed aprire i servizi territoriali ,invece,chi ha governato
ha preferito ignorare per mantenere le varie clientele e gruppi di potere;per non
parlare di Roma con tutte le sue cliniche private e con la rete ospedaliera vecchia che non
teneva assolutamente conto delle nuove realtà dei suoi territori
In questi giorni la dura realtà ci da ragione il deficit sanitario è sempre in agguato e tutti i
nodi stanno venendo al pettine la direzione politica regionale è allo sbando e non solo per
quanto accaduto al suo governatore, ma dallo spettacolo indegno della sua maggioranza politica
di procrastinare il loro “stesso gioco democratico” da posizioni di più forza clientelare
mascherata di fedeltà alle istituzioni ed ai bisogni della gente che guarda caso ci pensano
alla fine della legislatura. con il consenso di questa destra berlusconiana.
L’esperienza di questi ultimi 18 anni ci dice, a nostro parere,e ,che non c’è differenza sostanziale,
per la sanità, tra chi amministra sia lo stato e sia la regione; infatti la spesa sanitaria
delle famiglie,nel 2007,nel Lazio è stata 2.778,40 ml di € è in costante aumento, come anche
a livello nazionale ,quella istituzionale è stata 8.944,00 ml € (,nel 2004:8.682,30 €; 2005
:9.119,80 €; 2006:8.871,40 €,per il famigerato piano di rientro). A livello nazionale la spesa,
sempre negli ultimi 18 anni, è in continuo aumento, nel 2008 sono stati spesi circa 108.747
milioni di euro.
Ovviamente la spesa sanitaria andrebbe analizzata e studiata in relazione a quanta salute,
cura e prevenzione riesce a dare ai cittadini e a quante clientele ,pubbliche e private, impedisce
di succhiare risorse, invece, di aumentare la copertura sanitaria per tutti.
Continueremo, e con l’aiuto, di quanti vorranno darcelo, vogliamo migliorare e svilupparci.
BRUNETTA IL DECRETO DELLA LEGGE 4.3.2009 N.15
Stralci dal documento Cobas Pubblico Impiego
Il decreto legislativo, approvato dal Consiglio dei Ministri venerdì 9 ottobre e è un attacco senza pre-cedenti, ai lavoratori, ai loro salari, ai servizi pubblici. E’ il secondo durissimo colpo, dopo la pessima riforma del modello contrattuale, che ha triennalizzato i contratti di lavoro e ha determinato un nuovo sistema di recupero salariale dell’inflazione peggiore di quello della cosiddetta inflazione programmata, aumentando l’emergenza salariale tra i lavoratori.
Questo decreto di fatto sancisce il furto del salario accessorio, l’azzeramento della contrattazione collettiva, l’inasprimento delle sanzioni disciplinari, la modifica/accorpamento dei comparti pubblici. Le disposizioni del decreto “assicurano… l’incentivazione della qualità della prestazione lavorativa, la selettività e la concorsualità nelle progressioni di carriera, il riconoscimento di meriti e demeriti, la selettività e la valorizzazione delle capacità e dei risultati … l’incremento dell’efficienza del lavoro pubblico ed il contrasto alla scarsa produttività e all’assenteismo …” insomma sono un inno alla meritocrazia, l’atto finale della campagna che da anni viene svolta contro il lavoro pubblico e i “fannulloni”.
Scende trionfalmente in campo la MISURAZIONE, VALUTAZIONE E TRASPARENZA DELLA PERFORMANCE con obiettivi programmati su base triennale, con gli indicatori per la misu-razione e la valutazione della performance dell’amministrazione nonché gli obiettivi assegnati al perso-nale dirigenziale e non.
Viene istituita la Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Funzione pubblica e con il Ministero dell'Economia e delle Finanze, con il compito di indirizzare, coordinare e sovrintendere alle funzioni di valutazione, alla misurazione della performance, nonché di gestione e valutazione del personale. Ogni amministrazione, singolarmente o in forma associata, si dota di un Organismo indipendente di valutazione della performance.
In ogni amministrazione, l’Organismo indipendente, sulla base dei livelli di performance at-tribuiti ai valutati compila una graduatoria delle valutazioni individuali del personale dirigenziale e di quello non dirigenziale.
Con questa graduatoria:
a) il venticinque per cento del personale è collocato nella fascia di merito alta, alla quale corrisponde l’attribuzione del cinquanta per cento delle risorse destinate al salario accessorio collegato alla performance individuale;
b) il cinquanta per cento è collocato nella fascia di merito intermedia, alla quale corrisponde l’attribuzione del cinquanta per cento delle risorse destinate al trattamento accessorio collegato alla performance individuale;
c) il restante venticinque per cento è collocato nella fascia di merito bassa, alla quale non corri-sponde l’attribuzione di alcun trattamento accessorio collegato alla performance individuale.
d) Sono previste deroghe alla per-centuale del venticinque per cento in misura non superiore a cinque punti percentuali in aumento o in diminuzione, con corrispondente variazione compensativa delle percentuali.
In soldoni questa cosiddetta Autorità Indipendente per la Valutazione avrà il compito di distribuire il salario accessorio che non sarà più oggetto di contrattazione, ma sarà disciplinato per legge attraverso un meccanismo per cui solo il 25% dei lavoratori potrà prendere il massimo del-la produttività (oggi sono il 90%), metà del personale avrà solo il 50%, il 25% nulla.
Di fatto il fantomatico Organismo indipendente di valutazione della performance darà gli indicatori ai Dirigenti per effettuare le singole valutazioni, i quali avranno, quindi, piena autonomia nella gestione delle risorse umane, nel rispetto dei profili professionali e nella distribuzione del salario accessorio conseguente.
Niente di oggettivo per la valuta-zione della produttività, si spenderanno soldi e risorse umane per tal tipo di valutazione del personale, senza far funzionare e rilanciare i servizi pubblici!·
Dalle materie relative alle relazio-ni sindacali vengono escluse dalla contrattazione collettiva quelle attinenti all’organizzazione degli uffici e del lavoro ovvero viene a mancare una grossa fetta di contrattazione delle RSU di posto di lavoro e delle amministrazioni in generale.
Codice disciplinare più severo. Le norme già inserite negli ultimi contratti nazionali in tema di licenziamento per “giusta causa o per giustificato motivo” sono aggravate e specificano una serie di fattispecie.Il licenziamento in sede disciplinare è disposto, altresì, nel caso di prestazione lavorativa, riferibile ad un arco temporale non inferiore al biennio, per la quale l’amministrazione formula una valutazione del personale di insufficiente rendimento. Si affaccia il rischio che chi non percepirà la produttività per più anni potrà essere licenziato per “prolungato insufficiente ren-dimento”.
Siamo di fronte al peggior tsunami legislativo che i lavoratori pubblici abbiano mai sopportato, Ma non solo il salario accessorio esce dalla contrattazione collettiva, anche l’organizzazione del lavoro e degli uffici sarà disciplinata direttamente per legge, quindi fine del potere di contrattazione, e perfino di concertazione. Il cerchio, insomma, sta per chiudersi, con la conseguenza che a rimetterci sa-ranno i servizi pubblici (privatizzati e con costi sempre in aumento a carico dei cittadini) e saranno i lavoratori, che si vedran-no tagliare i loro salari già bassi e saranno istigati a mettersi gli uni contro gli altri per i pochi aumenti previsti per una piccola minoranza del personale.
Così i "fannulloni" sono serviti!
Il recente Decreto Legge n. 78 del 1 luglio 2009, poi Legge 102 del 3/8/2009
aveva ripristinato le vecchie fasce di reperibilità, ossia dalle 10 alle 12 e
dalle 17 alle 19. L’ultimo Decreto Legislativo attuativo della Legge 15/2009,
pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 31 ottobre 2009, all’art 69 prevede invece
ancora una volta nuove fasce di reperibilità da individuare a breve con decreto
del Ministro della Funzione Pubblica.
Il Ministro Brunetta in questi
ultimissimi giorni ha già annunciato alla stampa la decisione del Governo di
emanare entro poche settimane un nuovo Decreto Ministeriale che introduca nuove
fasce orarie, ossia dalle ore 9.00 alle 13.00 e dalle ore 15.00 alle 18.00.
LOTTARE E VINCERE E’ POSSIBILE
Vittoria su tutto il fronte per Dante De Angelis. Il macchinista e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza licenziato a Ferragosto del 2008 per le sue denunce sull'insicurezza degli Eurostar è stato reintegrato dal Giudi-ce del Lavoro di Roma. De Angelis è stato festeggiato da centinaia di colleghi e da una delegazione di famigliari delle vitti-me della strage di Viareggio, venuti a Roma a sottolineare che la battaglia per la sicurezza è di tutti: lavoratori, uten-ti, cittadini che abitano vicino ai binari. Licenziamento illegittimo, immediato ordi-ne di reintegro e risarcimento di tutte le retribuzioni perdute. La sentenza del giudice è una botta forte contro le Ferrovie dello Stato e il suo management, in primis l'amministratore delegato (ed ex segretario della Filt Cgil) Mauro Mo-retti. De Angelis era stato licenziato per la seconda volta (la prima fu nel 2006 per essersi rifiutato di guidare un Eurostar da solo, fu reintegrato tramite con-ciliazione) dopo che le Ferrovie gli contestarono le dichiarazioni sullo spezza-mento di un Eurostar in partenza da Milano il 14 luglio 2008. De Angelis ha voluto ringraziare tutti: "Per primi i familiari delle vittime di Viareggio. Non so se questa sarà considera-ta una minaccia, ma prometto di continuare a fare il mio lavoro e a denuncia-re tutto ciò che in ferrovia è insicu-rezza". "No comment” da parte di F.S.
ARTICOLI COSTITUZIONE ITALIANA SULLA RELIGIONE
Art.7
Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.[1
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordi-namento giuridico italiano.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze. [2]
Art. 8
Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze. [2]
PARLAMENTARI EUROPEI BIPARTISAN
LIBERE CHIESE IN LIBERO STATO
Dopo duecento anni di liberalismo in materia religiosa, che credeva-mo, riassunto, nella formula di “Libera chiesa in libero stato” ci dobbiamo ricredere, non è così, nell’interpretazione che ne danno cin-que “nostri” parlamentari europei, che spassosamente si definiscono di “cultura liberale”, vogliono che ogni stato usi simboli religiosi se lo de-sidera.
Ecco chi sono: Sergio Silvestris e Ma-rio Mauro (Pdl), David Maria Sassoli e Gianni Pittella (Pd), e Magdi Cristiano Allam (Udc). I quali hanno depositato e firmato una bozza di dichiarazione contro ,a loro dire, sorprendente sen-tenza di alcuni giorni fa della Corte
europea dei diritti dell ’uomo sull’esposizione del crocifisso nelle aule delle scuole italiane.
Nella bozza di dichiarazione si legge che non è: “né una imposizione circa la libera scelta religiosa che appartie-ne a ciascun individuo(e ci manche-rebbe!!), né tanto meno un riferimento di carattere cultuale o catechi-stico”( ma allora che sarebbe?) e si chiede «di riconoscere il pieno diritto di tutti gli stati membri ad esporre anche simboli religiosi all’interno dei luoghi pubblici e delle sedi istituzio-nali, laddove tali simboli siano rappresentativi della tradizione e della identità di tutto il Paese, e dun-que ele-menti unificanti dell’intera co
munità nazionale, rispettosi dell’orientamento religioso di cia-scun cittadino»
A questa perla si sono aggiunti altre firme quali: la vicepresidente della Commissione commercio internazionale, Cristiana Muscardini (Pdl), Carlo Casini (Udc), Mario Borghezio (Lega), Erminia Mazzoni (Udc), Gianlu-ca Susta (Pd) e Anna Zaborska (Ppe).
Sarebbe meglio che questi parlamen-tari europei, e chi li seguirà, si dedicas-sero a stabilire “la pezzatura della frut-ta “ e non si sprecassero a tentare di affrontare argomenti ardui che riguar-dano la coscienza e sensibilità di ognu-no di noi.
Non abbiamo bisogno di tali difensori.
Poesia: Lode del dubbio di B. Brecht
si incontrano coloro che riflettono e mai agiscono.
Non dubitano per giungere alla decisione, bensì
per schivare la decisione. Le teste
le usano solo per scuoterle. Con aria grave
mettono in guardia dall’acqua i passeggeri di navi che affondano.
Sotto l’ascia dell’assassino
si chiedono se anche egli non sia un uomo.
Dopo aver rilevato, mormorando,
che la questione non è ancora sviscerata, vanno a letto.
La loro attività consiste nell’oscillare.
Il loro motto preferito è l’istruttoria continua.
Certo, se il dubbio lodate,
non lodate però
quel dubbio che è disperazione!
Noi siamo una piccola entità ,ci pensiamo, comunque, come una possibilità di opposizione allo stato di cose presenti.
Cerchiamo di pensare e chiamare le cose con il loro nome senza schemi vecchi a cui fare riferimento.
Invitiamo chi lo vuole a frequentarci ,le nostre riunioni sono aperte,e chi lo desidera ad iscriversi, comunque a sostenerci.
Chi vuole contattarci:
email: listacobasrmd@gmail.com blog listacobasrmd.blogspot.com
QUESTA RSU NON VA’
Ogni pazienza ha il suo limite (Totò) Il no-stro limite è stato raggiunto rispetto a questa RSU.
In questi due anni abbiamo sempre messo al cen-tro delle nostre azioni e ragionamenti la preoccu-pazione di unire i lavoratori e i delegati della RSU, di là dalle appartenenze alle loro sigle sindacali in cui sono eletti, e cercare di far esistere la RSU co-me strumento di tutti i lavoratori in difesa delle loro condizioni di lavoro e del servizio sanitario contro la loro controparte aziendale e regio-nale. Come anche esplicitato nella nostra let-tera aperta ai delegati del 26.10.09 e riportia-mo uno stralcio: “Certamente, questi, sono solo alcuni degli aspetti e delle problematiche che ci troviamo e ci troveremo davanti, ma ci sembra sia-no sufficienti per comprendere che, per affrontare con serietà e coerenza tutto ciò, è necessario un notevole cambio di rotta anche negli atteggiamen-ti, nei comportamenti, iniziando a dimostrare mag-giore presenza, serietà, impegno, rispetto e lealtà, senza, peraltro, quella confusione di ruoli che ha caratterizzato e caratterizza l’azione di quanti ri-coprono all’interno della RSU. incarichi e funzioni sia di carattere Sindacale, Politico, Aziendale e, soprattutto con e nei rapporti con la Direzione A-ziendale nel suo insieme”.
Ciò non è avvenuto, con nostro dispiacere, non daremo più nessun appoggio.
RIUSCITO SCIOPERO DEL 23 OTTOBRE 2009 DEL SINDACALISMO DI BASE
150 MILA IN PIAZZA A ROMA, DUE MILIONI IN SCIOPERO.