martedì 16 febbraio 2010
MICROCLIMA - Disagi nella sede del C.S.M. di V. delle Sirene
Dr.ssa Giuseppina Gabriele
Al Direttore Sanitario Aziendale
Dr. Maurizio Rango
Al Direttore Amministrativo
Dr. Antonio Scuteri
Al Direttore f.f. U.O.C. Salute Mentale
Distretto Sanitario XIII Municipio
Dr. Antonello Elia
Al Direttore del Dipartimento di Prevenzione
Dr. Agostino Sorce
Al Dirigente del Servizio Spresal
Dr.ssa Maria Claudia Proietti
Al Dirigente U.O.C. Prevenzione e Protezione
Dr. Vittorio Chinni
Al Dirigente U.O.C. Gestione Patrimonio Immobiliare
Ing. Domenico Di Nino
Al Direttore Area Risorse Umane e Affari Generali
Dr. Filippo Coiro
e,p.c. Al Dirigente Responsabile U.O.SD. Immunoprofilassi
e Programmi di Prevenzione e Protezione della Salute
Dr.ssa Daniela Reggiani
Al Dirigente Medico Programmi di Screening CCR e Tabagismo
Dr.ssa Patrizia Grammatico
Al Coordinatore delle R.S.U.
Eugenio Bellomo
Oggetto: microclima - segnalazione disagi Sede del C.S.M. di Via delle Sirene.
Scrivente O.S., è venuta a conoscenza delle condizioni di estremo disagio, difficoltà e malessere nelle quali si trovano a svolgere il proprio lavoro le/gli operatrici/tori presso la sede del C.S.M. di Via delle Sirene, determinate da un inadeguato e/o insufficiente funzionamento del sistema di aerazione e riscaldamento all’interno dei locali della sede in oggetto.
Tale situazione risulta essere stata recentemente segnalata, con una nota del 04/02/2010, inviata dalle/gli operatrici/tori, al Direttore f.f. U.O.C. Salute Mentale Distretto 2, Dr Antonello D’Elia e inviata anche per conoscenza alla R.S.U. Aziendale. Nella nota sono sottolineate le difficoltà ed i disagi causati da un sistema di riscaldamento ed aerazione non in grado di garantire idonee temperature, sia per quanto riguarda i periodi freddi, che quelli caldi, creando, così, notevole problema e disagi, non solo alle/gli operatrici/tori, ma agli stessi cittadini/utenti che si rivolgono e frequentano il suddetto servizio.
Si fa presente che, già in passato, le/gli operatrici/tori del C.S.M. di Via delle Sirene ad Ostia, avevano più volte segnalato, con note e con chiamate d’intervento all’Ufficio Tecnico ed al Call Center, le problematiche in merito al sistema di riscaldamento/aerazione sottolineando, in particolar modo, l’inefficienza e l’inadeguatezza dell’impianto di climatizzazione ( salubrità e sicurezza dell’impianto, difficoltà nell’accensione, rumorosità, particolarmente nelle stanze delle visite, ecc. ) denunciando, peraltro, lo stato di stress e malessere che questo causava.
Tali problematiche, nonostante i diversi interventi effettuati, a tutt’oggi, risultano irrisolte; ciò porta a pensare che gli impianti esistenti, nella suddetta sede, siano oramai obsoleti e, quindi, non più in grado di assicurare le giuste ed idonee temperature all’interno dei locali.
Scrivente O.S. pur comprendendo le difficoltà di natura tecnico/economica che comporterebbe l’installazione di un nuovo impianto di climatizzazione, ritiene, tuttavia, questa soluzione inevitabile, nell’eventualità si riscontrasse l’impossibilità di risolvere le suddette problematiche legate al corretto ed adeguato funzionamento dell’impianto esistente.
Questa O.S., tenuto conto anche di diverse segnalazioni analoghe che giungono, da parte delle/gli operatici/tori di alcune sedi e servizi Aziendali, rinnova la richiesta, già avanzata nella nota del 02/02/2010, Prot. AUSL n° 9882, relativa alla sede di Via U.Cagni, 48, per estendere l’effettuazione di controlli e verifiche, in tutte le strutture e le sedi Aziendali, degli impianti di climatizzazione, sia per quanto attiene alla pulizia e sanificazione degli impianti stessi, che per quanto riguarda il loro idoneo funzionamento tenendo conto dei parametri ambientali che condizionano lo scambio termico nel rapporto soggetto – ambiente.
Tali controlli e verifiche degli impianti di climatizzazione devono necessariamente considerare, così come indicato nel D.Lgs n° 81 del 9 aprile 2008, l’influenza che può esercitare, all’interno dei locali, il grado d’umidità ed il movimento dell’aria concomitante e, chiaramente, le temperature esterne registrate nel corso dell’intera giornata.
Tale richiesta è animata dall’intento di garantire alle/i lavoratrici/tori e ai cittadini/utenti, che si rivolgono presso il Servizio Socio – Sanitario Pubblico, quelle e condizioni di tutela della salute e della sicurezza così com’è previste, indicate ed imposte dalle normative vigenti ( v. D.Lgs n° 81 del 9 aprile 2008 ).
Certi di un Vostro sollecito riscontro, si coglie l’occasione per rivolgere i più distinti saluti.
Prot AUSL RM/D
n° 14316 del 15/02/2010
p. il COBAS AUSL RM/D
I Delegati R.S.U
Laura Mazzarella – p. Cesare Morra - Antonio Nocera
MICROCLIMA - Disagi nella sede di v. Umberto Cagni
Dr.ssa Giuseppina Gabriele
Al Direttore Sanitario Aziendale
Dr. Maurizio Rango
Al Direttore Amministrativo
Dr. Antonio Scuteri
Al Direttore del Dipartimento di Prevenzione
Dr. Agostino Sorce
Al Dirigente Responsabile U.O.SD. Immunoprofilassi
e Programmi di Prevenzione e Protezione della Salute
Dr.ssa Daniela Reggiani
Al Dirigente Medico Programmi di Screening CCR e Tabagismo
Dr.ssa Patrizia Grammatico
Al Dirigente del Servizio Spresal
Dr.ssa Maria Claudia Proietti
Al Dirigente U.O.C. Prevenzione e Protezione
Dr. Vittorio Chinni
Al Dirigente U.O.C. Gestione Patrimonio Immobiliare
Ing. Domenico Di Nino
Al Direttore Area Risorse Umane e Affari Generali
Dr. Filippo Coiro
e,p.c. Al Coordinatore delle R.S.U.
Eugenio Bellomo
Oggetto: microclima - segnalazione disagi Sede di Via Umberto Cagni, n° 48.
Scrivente O.S. intende segnalare, con la presente, le condizioni d’estremo disagio e difficoltà nelle quali sono costretti a svolgere la propria attività lavorativa le/gli operatrici/tori presso la sede di Via Umberto Cagni, n°48 a causa delle temperature, troppo basse, all’interno dei locali della suddetta sede. Si fa presente che nella sede, composta di tre stanze, un corridoio, due bagni e uno stanzino cieco ( antibagno ) il sistema di condizionamento dell’aria è funzionante attraverso solo tre elementi che risultano insufficienti a garantire un’adeguata temperatura ambientale, determinando quindi, condizioni di vero e profondo malessere durante il tempo di lavoro, per i lavoratori e le lavoratrici presenti all’interno dei locali suddetti.
Si ricorda che le normative in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro ( D.Lgs n° 81 del 9 aprile 2008 ) stabiliscono la necessità che negli ambienti di lavoro venga garantita aria salubre e una temperatura adeguata all’organismo umano durante il tempo di lavoro evitando che le/i lavoratrici/tori vengano esposti a correnti d’aria fastidiose e a temperature troppo alte o troppo basse tenendo conto della influenza che, su di esse, possono esercitare il grado di umidità ed il movimento dell’aria concomitante.
Si richiedono, pertanto, con urgenza, le dovute ed opportune verifiche tecniche/ambientale, e i necessari interventi onde poter garantire una adeguata ed idonea temperatura degli ambienti di lavoro, attraverso l’opportuna individuazione di misure tecniche localizzate, fornendo altresì, in attesa di soluzioni definitive, stufette elettriche idonee e compatibili.
Il carattere d’urgenza è motivato dalla necessità di garantire le condizioni ambientali a tutela della salute delle/dei lavoratrici/tori presenti.
Si coglie l’occasione per richiedere un controllo ed una verifica, in tutte le strutture e sedi Aziendali, degli impianti di riscaldamento e di condizionamento dell’aria e di ventilazione in merito alla pulizia e sanificazione degli stessi e per quanto riguarda il corretto funzionamento per garantire le necessarie ed adeguate temperature.
Nell’attesa di un sollecito riscontro si porgono i più distinti saluti.
Prot. AUSL n° 9882
del 02/02/2010
p. il COBAS AUSL RM/D I Delegati R.S.U
Laura Mazzarella – p.Cesare Morra - Antonio Nocera
domenica 14 febbraio 2010
....FUMO NEGLI OCCHI....
“ Ho nostalgia della gente povera e vera che si batteva per abbattere quel padrone, senza diventare QUEL padrone”. ( P.P. Pasolini)
…….Fumo negli occhi….
Sul settimanale L'espresso, del 04/02, è uscito un reportage sulla Sanità: al suo interno, e precisamente a pag. 36, sotto il titolo " I miracoli del S. Lucia" c'è un dettagliato articolo in merito ai trasferimenti/assunzioni avvenuti tramite passaggi diretti, dalle cliniche e strutture private (v. S. Lucia ) presso le Aziende UU.SS.LL. del Servizio Sanitario Pubblico.
L'articolo trae origine da un'ispezione/indagine, effettuata dagli Ispettori della Ragioneria dello Stato, presso la AUSL RM/D. Da quest' articolo si evince come i trasferimenti/assunzioni, avvenuti con il passaggio dalle strutture private al Servizio Sanitario Pubblico, siano stati il frutto di un ampio ed esteso sistema di Potere, fatto di scambi, favoritismi e clientele.
Successivamente anche il quotidiano Il Messaggero del 09/02/2010 ( cronaca del Litorale) è tornato sulla notizia riportando anche la “ posizione “ dell’ ‘Azienda, affidata, o meglio, “ scaricata” ad una Dirigente delle Risorse Umane.
L’Azienda, nascondendosi dietro l’esigenza di dover fare assunzioni, dichiara che è tutto regolare e che “ denuncerà chi sostiene il contrario”.
Pensiamo sia comprensibile, oltre che doveroso, cercare di dare delle spiegazioni, ma la risposta data “a …. mò di scarica barile ”…, elude il nodo ed il merito della questione, e vale a dire: il problema non sono le “ assunzioni ”, ma come e con quali intrecci, interessi e legami tra le strutture private e poteri Istituzionali, economici, sindacali e politici, queste, sono state fatte.
Ciò che, inoltre, si tenta di eludere e negare, cercando di gettare fumo negli occhi, è che le notizie che sono riportate sugli Organi d’informazione, sono state il frutto di un’ ispezione/indagine che è stata effettuata dagli Ispettori della Ragioneria dello Stato … Si vuole per caso denunciarli..?!!!
Ciascuno ha orecchie per sentire, occhi per guardare e, soprattutto …..Testa per Pensare e Ragionare …!!!!
Come COBAS dell’AUSL RM/D, evitando accuse strumentali e pretestuose, personalismi e clamori propagandistici, avevamo segnalato già da tempo, anche con note ufficiali ( v. nota allegata COBAS del 17/11/2008 dove, tra l’altro, si chiedeva se queste assunzioni/trasferimenti fossero corrispondenti ai criteri e alle normative vigenti, riguardanti le assunzioni nella P.A. e all’istituto della mobilità) il fenomeno deviato, nel più totale disprezzo delle Leggi e delle più elementari norme e regole esistenti, in materia di Politiche di Gestione delle Risorse Umane, il fenomeno dei trasferimenti, delle assunzioni, ecc., ecc., frutto ed espressione, spesso, di logiche e pratiche di potere spartitorie e clientelari e/o punitive/vessatorie, realizzate con le complicità, con i silenzi e con l'omertà delle varie Istituzioni (Governo- Regione-Azienda AUSL ) e della maggior parte delle forze politiche e sindacali.
Pensiamo che per contrastare e combattere certi fenomeni di clientele e malcostume, ma non solo, sia importante e necessario cercare di rifuggire da accuse, da clamori scandalistici e dalle ipocrisie moralistiche, anche nei confronti di coloro che, in qualche modo, in questa vicenda si trovano, direttamente interessati, perché, da questi fatti, eventualmente sono stati beneficiati, cercando, invece, di comprendere, di conoscere ed analizzare la vera natura, le profonde e diffuse conseguenze e la vasta rete di responsabilità, silenzi, complicità e connivenze che ci sono dietro questi fenomeni e che costituiscono e rappresentano, in realtà, un vero e proprio diffuso Sistema di Potere.
Tutto ciò, pensiamo, come abbiamo più volte segnalato e denunciato, sia il frutto e l'espressione di un sistema, di una struttura e di una logica di potere che tende a comprimere, soffocare e cancellare ogni regola, ogni tutela, ogni diritto, esercitando e realizzando strumenti e forme di controllo e di pressione, per poter continuare a dominare, sottomettere e a comandare, a proprio piacimento, per difendere propri specifici interessi di potere economici, sindacali e politici.
Partire, riflettendo e ragionando da ciò, può aiutarci a ripensare e a ridefinire, dentro il quadro dei rapporti di forza esistenti, una nuova e maggiore consapevolezza sociale, culturale e politica: forse non ci aiuterà a cambiare, nell'immediato, le cose, ma potremmo almeno evitare di farci ingannare ancora ...!!!
COBAS AUSL RM/D
I Delegati R.S.U.
Laura Mazzarella – p.Cesare Morra - Antonio Nocera
I MIRACOLI DEL SANTA LUCIA
A Roma c'è una corsia preferenziale, un canale misterioso che permette di trasferire centinaia di dipendenti dalle cliniche private alla sanità pubblica. E quando si cerca di capire come siano state scelte queste persone, ingaggiate dalla Asl senza concorsi e senza selezioni, si trova solo un fascicolo vuoto: nemmeno un curriculum o una lettera di credenziali. Guarda caso - però - decine delle persone che hanno sfruttato questa autostrada risultano parenti o collaboratori di dirigenti delle Asl.
Questa trasfusione di camici bianchi, 34 per l'esattezza, è cominciata nel 2002, quando
Ed emerge che i trasferimenti sono "frutto di un'intesa tra i privati e i pubblici amministratori", che vengono a creare una situazione in cui prevalgono, si legge ancora nel dossier, "il nepotismo e il clientelismo". Il rapporto elenca relazioni di parentela o professionali tra le persone assunte dalla Asl e personaggi eccellenti. Nella lista delle persone approdate al pubblico si citano: la figlia di un direttore amministrativo, il figlio di un dirigente Cisl funzione pubblica, il fratello di una dipendente presso la segreteria del direttore amministrativo, il figlio di un direttore di neurologia, i figli di un dirigente della Cgil funzione pubblica, il figlio dell'autista della direzione generale e la consorte di un manager Inpdap.
Ma è così solo nella Asl D? Si tratta di un'eccezione? I risultati dell'ispezione ritengono che il travaso illecito di dipendenti riguardi l'intera regione e "portano a considerare che questo costume del favoritismo non sia un fenomeno circoscritto all'azienda verificata, ma esteso al resto delle strutture sanitarie pubbliche romane o laziali".
dall’Espresso
Paolo Tessadri
(04 febbraio 2010)
venerdì 22 gennaio 2010
ELEZIONI REGIONALI 2010
Esecutivo Nazionale della Confederazione COBAS 19/01/2010 20:07
Per le prossime elezioni regionali, i COBAS, come in precedenti occasioni, non sosterranno alcuna lista o candidato/a, non faranno propaganda né daranno indicazioni di voto per alcuno, partito o candidato/a che sia, non presenteranno propri esponenti in alcuna lista o coalizione. Se iscritti/e COBAS dovessero presentarsi alle elezioni regionali, lo farebbero a puro titolo personale, non riceverebbero alcun sostegno dall’organizzazione e non potrebbero in alcun modo usarne il nome.
venerdì 15 gennaio 2010
“… I “lupi” perdono il pelo, ma non il vizio …!!! ”
COBAS AUSL RM D
mail:listacobasrmd@gmail.com
blog:listacobasrmd.blogspot.com
“… I “lupi” perdono il pelo, ma non il vizio …!!! ”
Nell’ultima riunione della RSU AUSL RM D, del 7 gennaio c.a., è stata presa la decisione di aumentare di circa tre mila euro il fondo per le Posizioni Organizzative(per fare cosa?).
Tale decisione è stata assunta dalla maggioranza dei delegati, con il solo voto contrario di alcuni dei delegati ( eletti lista COBAS e Nursing up ).
Una scelta che smentisce e contraddice accordi, decisioni e prese di posizioni assunte già in precedenza dalla stessa R.S.U., sia nel confronto con le lavoratrici e i lavoratori, che nei confronti della Direzione Aziendale ( v. verbale di intesa e nota R.S.U. prot. 86885 del 22/10/2008 ).
Davanti a tali incredibili scelte ribadiamo la nostra contrarietà a tale istituto, ribadendo quanto abbiamo scritto nel nostro documento del luglio 2008:
“… CONTINUIAMO A PROPORRE CI0’ CHE PENSIAMO PER COSTRUIRE COMUNITA’… alcune note sulle P.O. e L. 251/2000 … e, non solo …”
Nelle Aziende, solitamente, ciò viene concertato tra le Amministrazioni e le OO. SS. e quello che appare evidente che, si sa ma non si dice, è che tali questioni trovano applicazioni seguendo logiche e criteri che, poco hanno a che fare con la funzionalità, l’efficienza della P. A. e con gli stessi principi che, anche se non pienamente condivisibili, le hanno ispirate. Prevalgono per la maggior parte interessi particolari, logiche spartitorie/clientelari, vengono individuate e costruite P.O. a misura di singoli e su specifici interessi che spesso non corrispondono ad una reale utilità organizzativa, rispetto ad altre situazioni che, al limite, la richiederebbero, con il paradosso di vedere realizzate P. O. numericamente superiori alle figure e alle unità da organizzare.
Le situazioni che si sono generate nella maggior parte dei casi hanno avuto scarsissima efficacia nel miglioramento dei processi organizzativi/qualitativi Aziendali essendo, di fatto, tali incarichi assolutamente privi di qualsiasi possibilità e autonomia decisionale e molto spesso gravate di carichi e responsabilità altrimenti di competenza della Dirigenza …”
Ed ancora nel volantino del 22/09/2008 “Si è aperta la caccia alle P.O. …! “ in cui tra l’altro si diceva:
” Crediamo che una analisi ed uno studio attento e razionale, fuori da logiche clientelari e spartitorie poteva determinare una drastica riduzione delle P.O., individuando e realizzando quelle peculiarità oggettivamente rispondenti alle esigenze funzionali dell’azienda, ( tra le 6 e le 10 ) riconoscendone il valore ed il livello di autonomia e responsabilità anche con adeguati e proporzionati riscontri economici”.
Pensiamo che, prima di assumere qualsiasi altra posizione e decisione, si sarebbe dovuto, promuovere un confronto tra le/i lavoratrici/tori, avviare una verifica, effettuare un bilancio, superando eventuali storture e contraddizioni,magari invitando anche le rispettive organizzazioni sindacali ad interrogarsi in merito ad una possibile incompatibilità e/o sull’opportunità,da parte di un delegato,nel ricoprire il ruolo ed una funzione sindacale e nello stesso tempo quella di P.O.
Come non ci si può interrogare sul fatto che, mentre i fondi della produttività, a causa dei minori stanziamenti previsti dal contratto di lavoro, diminuiscono, il costo delle Posizioni Organizzative tende ad aumentare?
A loro dotto giudizio servono, per le P.O., 185.000,00 € che, tra l’altro, superano ulteriormente, non solo i 170.000,00 € che la RSU aveva sottoscritto, ma i 175.000,00 € indicati nella nota di risposta alla R.S.U. della Direzione Generale Prot. N° 92110 del 07/11/2008 a firma del Direttore Generale, Dr.ssa Giuseppina Gabriele.
Ricordiamo alle SS. LL. che i costi delle P.O. vanno ad incidere proprio sulle questioni ( fasce e produttività ) che riguardano l’insieme delle lavoratrici e dei lavoratori del Comparto.
Non pensano, invece, che sarebbe una scelta più opportuna, equa e giusta quella di procedere, quanto più possibile, verso la progressione economica, attraverso la massima estensione delle fasce orizzontali per tutti/e e/o utilizzare tali risorse economiche per la Produttività a ragione anche di una sempre più grave emergenza salariale?
Quale logica spinge a contraddire, a negare e violare prese di posizioni e accordi precedentemente firmati e firmarne altri senza prima sottoporre alla valutazione e al confronto con l’insieme delle lavoratrici e dei lavoratori l’ipotesi di nuovi accordi?
Conosciamo quanto sia profonda la crisi di rappresentanza e rappresentatività e ci interroghiamo sulle diverse ragioni che l’hanno causata, di come questa pesi sulla possibilità di incidere in una realtà e in una condizione del paese molto complessa, oggi aggravata da un profondo declino morale, civile, sociale e politico, ma crediamo che questo non sia sufficiente a giustificare la completa assenza di un’autonoma iniziativa sindacale in grado di promuovere e favorire processi di democrazia partecipata, i soli, pensiamo, in grado di realizzare anticorpi e costituire un argine davanti allo stato di cose presenti.
E’ una grave responsabilità quella di aver ridotto le Rappresentanze Sindacali Unitarie ad un ruolo e ad una funzione notarile, di subalternità e sudditanza alle logiche e alle scelte degli apparati politici/sindacali/aziendali.
I Delegati Sindacali non dovrebbero essere e comportarsi come dei bravi “ scolaretti ” tenuti ad eseguire i compiti “dettati” dai vari apparati politici/sindacali/aziendali,preoccupandosi solo di prendere dei buoni “voti” al momento delle elezioni, ma, pensiamo, che debbano e possano svolgere quel ruolo e quei compiti per i quali sono stati chiamati, che sono quelli di rappresentare e difendere le condizioni di vita e di lavoro, le istanze, i bisogni, i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori in ogni luogo di lavoro …. E’ chiedere troppo …?