martedì 6 novembre 2012

MONTI CEDE SUL TFR


 

Non restituisce il 2,5% ma è costretto a ripristinare il TFS

 

Con il decreto legge approvato il 26 ottobre dal Consiglio dei Ministri il governo corre ai ripari per evitare di restituire a oltre 2 milioni di lavoratori pubblici il contributo del 2,5% dichiarato illegittimo dalla recente sentenza N. 223/2012 della Corte Costituzionale. La norma contestata è quella che prevedeva, a decorrere dal gennaio 2011, l’applicazione del calcolo del TFR anche ai lavoratori pubblici assunti prima del 2001, senza tuttavia sospendere il prelievo del 2,5% di contribuzione a carico del lavoratore previsto dalle norme relative al TFS.

 

Il governo, temendo un contenzioso generalizzato come quello avviato da USB, ha preferito ripristinare il vecchio calcolo della liquidazione per diluire nel tempo l’effetto della sentenza della Corte Costituzionale, evitando così di mettere immediatamente mano al portafoglio. Con un successivo DPCM sarà invece definita la riliquidazione dell’indennità di fine servizio a quanti sono andati in pensione dal gennaio 2011 ad oggi. Il decreto del governo estingue i processi pendenti e rende prive di effetti le sentenze emesse, tranne quelle passate in giudicato.  E’ incontestabile, quindi, quanto da sempre sostenuto da i Sindacati di Base in merito al fatto che il TFR sia peggiorativo rispetto al TFS. Resta l’inaccettabile disparità di trattamento per i lavoratori assunti dal 2001, obbligatoriamente in regime di TFR, sulla quale torneremo con specifico comunicato.

 

La risposta del governo alla sentenza della Corte Costituzionale riporta al centro dell’iniziativa sindacale anche la questione previdenziale. Da parte dei gestori dei Fondi pensione del pubblico impiego CGIL-CISL-UIL-CISAL-UGL ci sarà un sempre maggiore accanimento per convincere i lavoratori a passare in regime di TFR e aderire alle forme di previdenza complementare. USB e Cobas saranno al contrario sempre più determinate nel far fallire questo obbiettivo nel pubblico impiego, sensibilizzando i lavoratori sulla necessità di costringere governo e sindacati compiacenti ad affrontare il tema della rivalutazione del sistema previdenziale pubblico.

 

Roma, 30 ottobre 2012

 

 

 

Cobas Asl  Rm/D

Richiesta urgente verifica riduzione attività e servizio di pulizia e sanificazione

Al Commissario Straordinario Asl Roma D Dott. Vitaliano De Salazar
Al Direttore Amministrativo Dr. Massimiliano Gerli                                                         
 Al Direttore Sanitario Aziendale Dr.ssa Anna Rosalba Buttiglieri
 Alla U.O.C. Risk Management, Sicurezza e Qualità Dott. Vittorio Chinni
Al Direttore del Dipartimento di Prevenzione Dr. Claudio Fantini
 Al Dirigente U.O.C. S.Pre.S.A.L. Dr.ssa Maria Claudia Proietti
Al Dirigente U.O.C Acquisizione Forniture Beni Servizi Dr.ssa
 Diana Pasquarelli                                                                                                               
Al Direttore Area Risorse Umane e Affari Generali Dr. Filippo Coiro                                     
  e p.c Al Consiglio delle/i Delegate/i R.S.U

Scrivente O.S., aveva avuto già modo di segnalare ( nota del 23/08/2011, Prot. Az. n° 78678) la riduzione, presso alcune strutture/locali e servizi, delle attività di pulizia e sanificazione ambientale affidate a ditte appaltatrici. La riduzione di tali attività si è verificata a seguito di disposizioni della Direzione dell’Asl RmD in merito all’applicazione del Piano di Rientro, imposto dalla Regione Lazio e riguardante anche la riduzione sugli acquisti di beni e servizi, rispetto ai costi sostenuti nell’anno precedente. In seguito alle manovre e ai provvedimenti riguardanti la revisione e la razionalizzazione della Spesa Pubblica (Spending review) e in previsione anche di quelli che saranno imposti con La Legge di Stabilità ci si troverà di fronte al rischio di ulteriori e pesanti riduzioni per tutte quelle commesse e prestazioni relative a contratti di appalto di servizi e di fornitura di beni e servizi ( vedi Servizi Mense, Pulizie, Gestione sportello unico integrato – CUP e Servizi di back office -, Manutenzione, Vigilanza, ecc.). Scrivente O.S. sollevò, in quell’occasione, obiezioni e preoccupazione in merito alle misure adottate, soprattutto per le conseguenze che avrebbero comportato per la sicurezza e la tutela di quelle condizioni di igiene, salubrità e decoro che, necessariamente, devono essere garantite nei luoghi di lavoro che….devono essere sottoposti a regolare pulitura, onde assicurare condizioni igieniche adeguate” (art.64 – D.Lgs.81/08). Scrivente O.S., a tutt’oggi, ha potuto riscontrare, anche a seguito di numerose segnalazioni pervenute, come la diminuzione e la rimodulazione delle attività di pulizia e sanificazione degli ambienti, stanno determinando non pochi disagi e disservizi nelle diverse sedi e nei luoghi di lavoro (mancata e/o discontinua fornitura di carta igienica, di carta asciugamani e sapone, limitazione frequenza della pulizia in tutti gli ambienti, ecc). Risulterebbe, inoltre, che il numero degli addetti alle pulizie sia insufficiente rispetto alle superfici, agli spazi e in rapporto ai tempi che gli stessi hanno a disposizione per svolgere tutti gli interventi necessari. Operatori che sono spesso sottoposti a carichi e ritmi di lavoro particolarmente impegnativi e costretti, peraltro, a interventi di pulizia in sedi diverse e talvolta anche distanti l’una dall’altra e che oggi, per le ragioni suddette, vedono e vivono il rischio concreto di ulteriori contrazioni in termini salariali e occupazionali (diminuzione turni di lavoro, cassa integrazione, licenziamenti). Scrivente O.S. richiede, in ragione di quanto sopra rappresentato, una costante e puntuale verifica della sussistenza delle condizioni igieniche e sanitarie atte a garantire agibilità degli uffici e delle stanze da bagno sia nella sede di Casal Bernocchi che in tutte le strutture e i servizi amministrativi e socio – sanitari dell’Asl Rm/D. Richiede nel contempo una puntuale verifica del rispetto di quanto previsto dalle norme che regolano gli appalti da parte della pubblica amministrazione riguardo la sorveglianza e il controllo sulle condizioni lavorative e contrattuali dei dipendenti delle ditte di appalto.
Distinti Saluti
Prot. Asl Rm/D n° 94997 del 29/10/2012
p. il Cobas Asl Rm/D i Delegati R.S.U.
                                    Corrado Minioto – Cesare Morra – Antonio Nocera

lunedì 22 ottobre 2012

Le Nostre Vite valgono Più del loro “Rigore”

Dopo la Grecia, dopo la Spagna, dopo il Portogallo…ORA TOCCA A NOI!!! TUTTI IN PIAZZA AL NO MONTI DAY IL 27 OTTOBRE Le feroci politiche di "austerità" che il governo Monti e la sua vasta maggioranza continuano selvaggiamente a imporre al paese, stanno facendo pagare il prezzo di una crisi solo a coloro (salariati, pensionati, precari, disoccupati, settori popolari, piccolo lavoro "autonomo") che, di questa crisi, non portano alcuna responsabilità, infliggendo, così, colpi mortali al tessuto sociale e umano del paese, attraverso il sistematico depotenziamento, smantellamento e cancellazione di ogni Diritto, di ogni Bene Comune e di ciò che è rimasto dello Stato Sociale (Lavoro, Sanità, Scuola, Trasporti, ecc. ) con il solo e unico obiettivo di ridurre alla logica del mercato e del profitto quei Beni che contribuiscono a rendere più umana, civile e solidale la nostra società, favorendo quei processi di privatizzazione selvaggia, così come ordinato da quegli Organismi sovranazionali come il FMI, la BCE, il grande capitale e la finanza internazionale. Rientra in questo scenario anche l’opera e il processo di smantellamento della Pubblica Amministrazione e del suo settore più delicato, quello della sanità, che vede sempre più a rischio le varie strutture e servizi socio – sanitari, il cui funzionamento e la stessa sopravvivenza, sono minacciati dai continui tagli, dalla riduzione delle risorse economico/finanziarie e, soprattutto, dalla sempre più grave e preoccupante carenza del personale; carenza destinata ad aggravarsi ulteriormente per effetto della varie manovre (Piano di Rientro - Spending review - Legge di Stabilità ) e per il perdurare del blocco del Turn- over. A questo si aggiunge il rischio, per molte/i lavoratrici e lavoratori che operano nel Servizio Sanitario Pubblico, del mancato rinnovo dei diversi contratti in scadenza. In questa condizione, deve essere chiaro, non ci sarà più alcuna garanzia neanche per gli attuali Livelli Essenziali di Assistenza e, questo, mentre sono già 9 milioni le persone che rinunciano alle cure per motivi economici (dati Censis). Per non parlare degli effetti e delle conseguenze che già si intravedono, a causa dei tagli lineari, per tutte quelle commesse e prestazioni relative a contratti di appalto di fornitura di beni e servizi, con ricadute sia sulla qualità delle prestazioni offerte che sui livelli occupazionali, attraverso la diminuzione delle ore di lavoro, la cassa integrazione e i licenziamenti per il personale interessato (v. mense, pulizie, gestione sportello unico integrato – CUP e servizi di back office -, manutenzione, vigilanza, ecc.). Non può passare neanche sotto silenzio, mentre sempre più difficoltose si fanno le condizioni di vita delle persone, l’ennesimo blocco, per le lavoratrici ed i lavoratori del Pubblico Impiego, del rinnovo dei contratti pubblici, che si vedono così congelare le retribuzioni fino al 2017, oltre alla beffa di negare loro, anche, l’elemosina dell’ “indennità di vacanza contrattuale” che, insieme all’idea sempre richiamata, e mai abbandonata, di licenziamento dei Pubblici dipendenti, esprime la chiara volontà di smantellare la Pubblica Amministrazione. L’infinita serie di provvedimenti come l’aumento dell’età pensionabile, la libertà di licenziamento con l’abolizione dell’art. 18, il blocco dei contratti e la soppressione del CCNL, l’attacco ai Diritti, ai Servizi e allo Stato Sociale, le Privatizzazioni, il Fiscal Compact e l’inserimento del pareggio di Bilancio nella Costituzione, sono stati adottati nell’incredibile, assordante silenzio, se non persino con l’assenso e la complicità, di Cgil, Cisl, Uil e Ugl che, al di là dei toni di facciata, hanno assistito, “inerti”, alla cancellazione, in un colpo solo, di tutte le conquiste realizzate in questi anni attraverso le lotte delle lavoratrici e dei lavoratori. Questo, riteniamo, sia solo un inizio, perché l’impegno assunto dal Governo Monti prevede, con il famigerato Fiscal Compact e il pareggio di bilancio in Costituzione, che ogni anno, e per i prossimi 20 anni, saranno necessarie operazioni finanziarie (Legge di Stabilità) di circa 35/50 miliardi che ricadranno sulle fasce sociali più deboli (pensionati, lavoratori, precari, disoccupati) come è già accaduto, e sta accadendo, in Grecia, in Spagna e Portogallo. Ciò comporterà nuovi e pesanti sacrifici, licenziamenti, tagli ai salari, ai Servizi e allo Stato Sociale, la svendita e la privatizzazione del Patrimonio Pubblico, mentre nulla viene realmente fatto per colpire l’evasione e l’elusione fiscale, i grandi patrimoni, le rendite finanziarie e la ricchezza e mentre si confermano ed aumentano le spese per le “grandi opere” (v. TAV) e per il sistema degli armamenti: basti pensare che i cacciabombardieri F35, il cui costo già altissimo (12 miliardi di euro) è lievitato del 60% ( 3 miliardi e 200 milioni di euro) cifra molto superiore a quanto la Legge di Stabilità taglia alla Sanità, all’Istruzione e agli Enti Locali. Evidentemente la Spending Review si applica solo per Ospedali, Scuole, Trasporti, ecc., ma non per i cacciabombardieri!!! Il Cobas dell’Asl Rm/D contro tutto questo sarà in piazza il 27 ottobre accanto a tutte le realtà sociali, sindacali e civili che quotidianamente lottano per il Diritto alla Salute, la Difesa dei Beni Comuni, l’Istruzione, i Trasporti, la Difesa dell’Ambiente, contro ogni speculazione, privatizzazione, cementificazione e devastazione sociale, culturale, ambientale e umana dei Territori. Roma, 22 ottobre 2012 IL 27 OTTOBRE TUTTE E TUTTI A ROMA AL Manifestazione nazionale contro il Governo Monti Corteo ore 14.30 da P.zza della Repubblica a P.zza San Giovanni Cobas Asl Rm/D

VOLER GUARDARE IL DITO PER NON VOLER VEDERE LA LUNA

La carenza di personale nei presidi e nelle strutture socio - sanitarie ha raggiunto livelli allarmanti, ma riteniamo sia un errore quello di rincorrere il sensazionalismo mediatico fuori da qualsiasi analisi e ragionamento sulle reali ragioni che stanno mettendo a rischio la funzionalità e l'esistenza dei servizi pubblici e la situazione è destinata a peggiorare con la Spending review, la legge di stabilità, il Fiscal compact. Da anni è in corso un lento, ma inesorabile processo di impoverimento, depotenziamento e smantellamento del Servizio Sanitario Pubblico che passa attraverso i tagli indiscriminati, il sottofinanziamento del SSN, il blocco del turn over, gli sprechi, la malagestione, ecc.ecc.. Lo scopo è chiaro: favorire il processo di privatizzazione del sistema sanitario, non voler vedere questo significa non voler vedere la realtà vera delle cose e ostacolare quei processi di partecipazione ed iniziativa necessari per rilanciare una concreta lotta in difesa del Servizio Socio Sanitario Pubblico, del Diritto alla Salute sancito dalla stessa costituzione e di tutti i Beni Comuni.... 18 ottobre 2012 Cobas Asl Rm/D

martedì 9 ottobre 2012

POLIZIA DI STATO O STATO DI POLIZIA?

Ieri, 4 ottobre 2012 è stato notificato, presso il Commissariato di Pubblica Sicurezza di Ostia, il procedimento penale a carico di 4 esponenti delle realtà sindacali e sociali del territorio che avevano partecipato al Sit-in organizzato dal Comitato a Difesa della Salute della Donna e del Bambino e dei Servizi Materno Infantile, il giorno 8 Marzo 2012 per sollecitare il pieno funzionamento della Casa del Parto, presso l'Ospedale G.B. Grassi Il “reato” del quale si sarebbero resi responsabili i 4 manifestanti, peraltro, durante una iniziativa regolarmente autorizzata, sarebbe l’articolo 650 del Codice Penale, riguardante “l'inosservanza di un provvedimento legalmente dato dall'Autorità”. La contestazione riguarderebbe, di fatto, lo “spostamento” dei manifestanti, tra cui donne in stato interessante e bambini, dall’esterno dell’ospedale verso l’interno nel cortile della Casa del Parto dove c’è stato anche un incontro con il Direttore U.O.C. di Ostetricia e Ginecologia del G.B. Grassi, Dr. Pierluigi Palazzetti. Per un attimo abbiamo pensato di trovarci su “ Scherzi a parte” o forse hanno creduto che i 4 manifestanti fossero degli infiltrati pericolosi Black bloch ma, purtroppo, non è così. Pensiamo non sia un caso che sia stato “scelto” un giorno e un periodo alla vigilia di un autunno che si preannuncia “caldo”, come non è un caso che siano stati denunciati solo i volti noti per il protagonismo nelle battaglie del territorio in difesa dei diritti sociali e dei beni comuni. Inutile dover riferire che il fatto non sussiste e che siamo di fronte all'ennesimo atto repressivo. Non possiamo in questo scenario, però, non rilevare come l'operato del Commissariato di Ostia e del suo Dirigente non abbia avuto, all’interno di questo clima, un ruolo funzionale e sistemico come, abbiamo già avuto modo di constatare negli ultimi anni: lo sgombero della chiesetta nella Vittorio Emanuele, le schedature e le denunce agli artisti del Teatro del Lido, i vergognosi sgomberi delle famiglie in emergenza abitativa tra cui ricordiamo viale Vega, la battaglia contro le recrudescenza dei fenomeni della criminalità organizzata ridotta sostanzialmente a reprimere solo comitive di ragazzini colpevoli di farsi le canne al parchetto, per non parlare poi del tentativo di far apparire come una “ rissa tra bande” un aggressione di alcuni fascisti di zona nei confronti del Teatro del Lido intento ad affiggere manifesti nel territorio ( risultato: 3 ragazzi con gravi contusioni e traumi ). La polizia non solo non è un organo neutro (questo lo sapevamo da tempo) ma sostanzialmente è l'unico “interlocutore politico” rimasto in piedi in mancanza di una classe politica autorevole e credibile capace di dare risposte e soluzioni ai gravi problemi e alle istanze di cambiamento presenti nel paese. Assistiamo così all’estendersi di un sistema intimidatorio/repressivo pronto a criminalizzare i percorsi ed i processi sociali, di partecipazione, di dissenso e ribellione. Coscienti di non essere l'unico territorio in questa condizione continueremo a mobilitarci senza paura alla luce del sole. La repressione non fermerà le mobilitazioni nel nostro Territorio. Roma , 05-10-2012 COMITATO A DIFESA DELLA CASA DEL PARTO E DEI SERVIZI MATERNO-INFANTILI ASSEMBLEA DELLE DONNE COBAS ASL RMD COLLETTIVO L’OFFICINA

mercoledì 26 settembre 2012

FACCIAMOCI DEL MALE!!!

Quest’ O.S. ha più volte avuto modo di segnalare e denunciare, le problematiche riguardanti l’uso e la gestione delle Risorse Umane e Professionali all’interno della ASL RM/D, sottolineando come l’uso e la gestione di queste (assunzioni, mobilità, trasferimenti, comandi, ecc.) richiedessero interventi e politiche adeguate orientate ad un utilizzo appropriato, efficace, efficiente e funzionale piuttosto che, come si è verificato, a criteri e a logiche arbitrarie e discrezionali al di fuori di ogni regola di trasparenza, di confronto e, soprattutto, di funzionalità gestionale. Pensiamo che con l’acuirsi delle criticità connesse alla carenza degli organici determinata dal blocco delle assunzioni, dalle mancate sostituzioni dei Turn-Over, unitamente agli effetti della spending review, al di là delle generiche dichiarazioni di razionalizzazione e di efficentazione del sistema, si stia andando, invece, a delinearsi, attraverso più o meno sotterranei processi di privatizzazione, un progressivo smantellamento del servizio sanitario pubblico e un attacco alle condizioni di lavoro delle lavoratrici dei lavoratori, nonchè a quel Diritto alla Salute sancito dalla stessa Costituzione. Questa situazione riteniamo che richieda una particolare attenzione e scelte sui criteri da adottare nella gestione delle risorse esistenti in rapporto all’individuazione delle priorità per meglio garantire i pur minimi livelli qualitativi e quantitativi di assistenza. E invece… Mentre da un lato si afferma la necessità di potenziare i servizi di assistenza domiciliare, dall’altro si spostano quattro infermieri dai Centri di Assistenza Domiciliare di Fiumicino e del XIII Municipio per ricoprire le necessità del Dipartimento di Prevenzione - Medicina Scolastica. Tali provvedimenti, predisposti attraverso il meccanismo della modalità d’urgenza (a settembre l’inizio dell’anno scolastico è indubbiamente un evento improvviso e non prevedibile…sic!!!), per un servizio non previsto nei LEA, a scapito di un Assistenza Domiciliare che, in tutta la recente normativa e nella letteratura internazionale viene indicata come essenziale per un contenimento dei costi, per favorire i processi di deospedalizzazione e per l’ umanizzazione dei percorsi di cura e ciò la dice lunga sulla capacità e volontà stessa di programmazione e organizzazione presente nell’Asl Rm/D. Ovviamente non si è neanche prestata attenzione, o si preferisce far finta di non sapere che, diversamente da altri settori, esiste una specificità di ruolo per gli infermieri e gli operatori della riabilitazione e che ogni operatore sottratto dai CAD determina automaticamente un aumento dei costi per l’esternalizzazione, con conseguente ricorso a strutture private, e l’impossibilità di attendere alle funzioni di programmazione e controllo, obbligatorio nei rapporti di committenza. Siamo certamente ben consapevoli che nei CAD sussistono molte criticità che ne impediscono un ottimale dispiegamento, ma di certo questi provvedimenti costituiscono un colpo mortale ad un servizio e ad patrimonio umano/professionale che si mette in gioco in prima persona dovendo utilizzare spesso mezzi propri e che si trova ad operare nelle condizioni più disparate, quasi sempre disagevoli, presso il domicilio dei pazienti. Alla luce di quanto esposto chiediamo la revoca dei provvedimenti adottati e l’avvio di un serio confronto sulle criticità e difficoltà, sempre più profonde, in merito alla carenza del personale in tutti i servizi e le strutture socio sanitarie del Territorio. Roma, 25 settembre 2012 Cobas Asl Rm/D

lunedì 10 settembre 2012

Gli Infermieri non arrivano?…Per favore, non facciamo confusione...!!!

In questi giorni è stato dato ampio risalto dagli organi di informazione (v. il Messaggero del 7 settembre u.s.) alla notizia relativa alle difficoltà incontrate nell'Asl Rm/D, a pervenire, tramite chiamata con l’utilizzo di graduatorie già esistenti, alla copertura di n 9 posti per Collaboratore Professionale Sanitario Infermiere da impiegare presso le strutture sanitarie ospedaliere G.B. Grassi - C.P.O.. Difficoltà dovute al "rifiuto", opposto da circa 500 operatori sanitari/infermieri ( su 9 disponibilità al momento sarebbero solo 2 i posti ricoperti). Non si tratta di nuove assunzioni, ma della copertura di posti vacanti attraverso contratti a tempo determinato ( circa 5 mesi ) per le sostituzioni di maternità, le lunghe assenze, ecc… E’ una goccia nel mare che, in ogni caso, non è in grado neanche minimamente di affrontare, ne' tanto meno risolvere, la grave carenza del personale esistente in tutte le strutture e i Servizi Socio - Sanitari Pubblici. Come Cobas dell'Asl Rm/D, riteniamo debbano essere evitate da parte di tutti letture ed interpretazioni semplificative che possono essere utili solo per creare facili sensazionalismi mediatico/propagandistici, ma non aiutano certamente a comprendere, ne' tanto meno a conoscere la complessa attuale realtà del Servizio Sanitario e dei Servizi Pubblici in generale, nonché la difficile situazione che sta attraversando il Paese. Il problema, riteniamo, non sta nel fatto che davanti ad una situazione di disoccupazione dilagante c'è chi si "permette” di "rifiutare" un lavoro, un'occupazione, uno stipendio... una professione e, peraltro, ciò contrasterebbe , appunto, con la scelta di tutte/i coloro che hanno già conseguito la Laurea in Scienze Infermieristiche, ma in un sistema che tende ad estendere le situazioni ed i fenomeni di incertezza e precarietà lavorativa, professionale, sociale ed umana. Si pensi proprio a quante e quanti di costoro che hanno avuto una formazione e hanno conseguito una Laurea non hanno avuto in tutti questi anni la possibilità e l'opportunità di poter trovare inserimento presso Il Servizio Sanitario Pubblico a causa del blocco delle assunzioni e del turnover. Tale situazione, rende ancora più complesso, se non a volte impossibile, anche il reperimento di quelle poche unità lavorative/professionali chiamate a contratto a tempo determinato, proprio perché diventa difficile, per chi già svolge un lavoro, rispondere a chiamate solo per brevi periodi magari con il rischio di perdere anche le poche certezze acquisite (vedi lavoro presso altre strutture). La carenza degli infermieri, pertanto, non può essere risolta attraverso chiamate a tempo determinato o attraverso modalità normativo/contrattuali che non garantiscono un minimo di certezza e/o di continuità lavorativo/professionale. Quali garanzie, quali prospettive, quali speranze, progetti di vita e di lavoro, quale, inoltre, continuità professionale ed assistenziale, può esserci attraverso la copertura di posti vacanti con tipi di contratti che non lasciano alcuna prospettiva? Si valutano quali effetti e conseguenze si determinano nei vari reparti e servizi con il continuo ricambio di personale? Se a tutto questo si aggiungono le pessime politiche di gestione del personale ( v. trasferimenti, mobilità, collocazioni, spostamenti, ecc.) possiamo assistere ad una situazione che, nelle varie strutture e nei vari servizi sta mettendo, a causa di ritmi e carichi di lavoro insostenibili, seriamente a rischio le condizioni di vita e di lavoro delle operatrici e degli operatori e, di fatto, gli attuali pur minimi livelli qualitativi/quantitativi di assistenza con le gravi conseguenze che questo stato di cose potrà avere sugli stessi cittadini/utenti. Quello che ci troviamo davanti, pensiamo, allora, sia in realtà un dato che conferma ed evidenzia, ancor più la difficile situazione sociale, lavorativa, occupazionale, causa e conseguenza delle politiche economico/ finanziarie dei vari Governi di Centro sinistra, Centro destra, e oggi di quelli "Tecnocratici" che, di fatto, stanno determinando il depotenziamento, lo smantellamento del Servizio Socio Sanitario Pubblico a vantaggio del sistema privatistico e di una visione mercificata del Bene Salute. Non si possono dare risposte ai bisogni di salute delle persone continuando a tagliare sui servizi, sul personale, sulla sanità...... La salute non è un costo... La salute è un diritto...!!! Cobas Asl Rm/D