lunedì 12 novembre 2012

Vanno, vengono, e magari si fermano tanti giorni ….…..



                Alla Asl Roma D, il giorno  9/11/2012  è stato dato l'incarico di Direttore Amministrativo al Dr. Alessandro Cipolla, ex Direttore Generale dell'Asl Roma H.

Può sembrare “normale amministrazione” e un atto dovuto quello di nominare un Direttore Amministrativo, se non si tenesse conto di quanto avvenuto in tutti questi anni con l’interminabile ed incredibile serie di avvicendamenti, con l'ennesimo incarico, l'ennesimo valzer e giostra delle nomine. Così, in poco più di tre anni, all'interno di una logica di equilibri politici/istituzionali e aziendali, si è finito per determinare ancora più difficoltà, se non la paralisi organizzativa/gestionale stessa dell’Asl Rm/D in un momento, peraltro, dove sempre più acute, gravi e profonde divengono le criticità e i problemi  nelle strutture e nei  servizi socio sanitari del Territorio, in rapporto al bisogno e al Diritto alla Salute delle persone.

L’incarico di Direttore Amministrativo, assegnato al Dr. Alessandro Cipolla, peraltro in “coincidenza” con l‘ultimo giorno utile per la firma degli atti da parte del Commissario Straordinario dell’Asl Rm/D, Dr. V. De Salazar, è probabile sia stato fatto per consentire, successivamente, allo stesso Dr. A. Cipolla, lo svolgimento delle funzioni di Direttore Generale così come previsto nella normativa vigente che attribuisce: “in caso di vacanza dell'ufficio o nei casi di assenza o di impedimento” dello stesso Direttore Generale, le relative funzioni, al  più anziano per età tra il Direttore Sanitario e quello Amministrativo .

Se a qualcuno sembra normale tutto questo a noi, è certo….., NO!!!

Ci chiediamo e chiediamo, in questa condizione data, quale capacità organizzativa e  programmatrice in grado di affrontare le diverse e numerose problematiche poteva essere messa in campo o, se invece, tutto ciò non  abbia finito per mortificare e umiliare ulteriormente quelle risorse umane e professionali, quelle competenze, quei saperi che ogni giorno tra grandi difficoltà operano nelle varie strutture e servizi  socio sanitari per cercare di dare risposte ai bisogni di salute delle persone.
          Ci sembra, però, che tutto questo, indipendentemente dal valore e dalle capacità di chi è chiamato a coprire tale e delicato incarico, sia ancora una volta espressione di quella concezione privatistica, lottizzatrice, spartitoria, se non a volte feudale, che ha sempre caratterizzato il Servizio Sanitario Nazionale e che è andata sempre più  affermandosi  attraverso il gioco delle nomine  e degli incarichi, divenendo sempre più prevalente e dominante sulla funzionalità e sull’efficienza dei servizi.

Riteniamo, invece, che tutto questo sia funzionale e speculare al processo di depotenziamento e smantellamento, in atto già da tempo, del Servizio Sanitario Pubblico e oggi reso ancora più evidente dalle politiche del Governo Monti  con la Spending Review, con gli ulteriori e i pesanti tagli alle risorse e ai posti letto, con il continuo aumento dei tickets, con il protrarsi del blocco del Turn over.  Tutto questo senza che ci sia alcun serio e concreto intervento per affrontare veramente i problemi e le criticità presenti nella sanità , dalle interminabili liste d’attesa, alla mala gestione, alle dispendiose esternalizzazioni e agli innumerevoli immancabili sprechi. 

 La realtà, sembra ormai chiaro, è solo quella di favorire i processi di privatizzazione e mercificazione di quel  Bene e quel Diritto alla Salute sancito dalla nostra Costituzione... con tanto di lacrime di coccodrillo ( vero Presidente Napolitano?).

 L’attacco portato avanti dagli Istituti e dai poteri economico/finanziari internazionali (Bce e Fmi) per mezzo dei cosiddetti “governi tecnici”, e dei loro fidi cavalier serventi, sta imponendo tagli alle risorse spacciandole come misure di stabilità, ma in realtà, non fanno altro che produrre recessione, licenziamenti, precariato, privatizzazioni, cancellazione dei diritti ed impoverimento delle famiglie, dando vita, così, al definitivo smantellamento di quelle garanzie e  tutele degne di una società umana e civile: ecco perché si vuole colpire la Scuola, la Sanità, tutti i Pubblici Servizi, il Lavoro, la Casa.

Vogliono renderci tutte e tutti più indifesi, più deboli, più precari, più servi… Diciamo NO!!!

Il Cobas Asl Rm/D il 14 novembre sarà in piazza per partecipare allo sciopero generale indetto dalla Confederazione Europea dei Sindacati contro il Fiscal Compact, le politiche di austerità e il massacro sociale in atto in tutto il continente, contro lo smantellamento dei Sevizi Pubblici, per rivendicare, con ancora più forza, il diritto a un futuro che non sia segnato da precarietà e sfruttamento, il diritto ad una sanità e all’istruzione per tutti, il diritto ad una casa, alla certezza di un lavoro, insomma, ad una vita dignitosa.

Siamo contro la logica del mercato e del profitto ritenuta dalle Classi Dominanti la via maestra per ridisegnare la vita di tutte e tutti noi; siamo contro ogni idea di mercificazione e privatizzazione dei  Beni Pubblici; siamo e lottiamo, ora e sempre, per una società più umana, più giusta e solidale.

Roma, 12 novembre 2012

                                                                            Cobas Asl Rm/D

 

martedì 6 novembre 2012

Alla Asl Rm/D …….si riaprono le danze

         
           Nell’incontro tenutosi in data 5 novembre u.s., presso la Direzione dell’Asl Rm/D tra il Commissario Straordinario, Dr. Vitaliano De Salazar, la RSU e le OO.SS. è stato dato l’annuncio, da parte dello stesso Dr. De Salazar, della cessazione del suo incarico a Commissario dell' Asl Rm/D alla scadenza del mandato stesso (9 novembre p.v. ).

Tale situazione, d’altronde prevedibile, è la conseguenza dell'inaudita e vergognosa situazione che si è andata protraendosi nel corso di questi anni attraverso una serie interminabile di balletti e avvicendamenti negli assetti organizzativi/gestionali (commissari, sub-commissari, direttori, direttori facenti funzioni e ancora commissari…. e non finirà qui) frutto di equilibri e giochi di potere all'interno della Regione Lazio e che hanno finito per determinare un profondo e preoccupante stato di approssimazione e confusione rendendo ancor più difficile, se non impossibile, lo svolgimento di quel ruolo e di quella necessaria e fondamentale funzione e azione di governo, oggi più che mai imprescindibile se si vogliono affrontare le numerose e profonde criticità e le gravi problematiche presenti nel sistema dei servizi socio-sanitari pubblici ( dalla funzionalità dei servizi tutti, alla carenza del personale, all'imminenza della scadenza dei contratti di molte/i operatrici e operatori, agli interventi e ai provvedimenti legati alla Spending review con le pesanti ricadute che questi hanno sulla qualità dei servizi e sui livelli occupazionali di tante e tanti lavoratrici e lavoratori, ecc., ecc.).

Riteniamo che tutto ciò, però, sia speculare e strumentale al disegno portato avanti dalle Classi Dominanti tendente al depotenziamento e smantellamento del Servizio Socio Sanitario Pubblico.

Come Cobas Asl Rm/D riteniamo necessario promuovere e sviluppare tutte le iniziative possibili per denunciare questo stato di cose, a difesa del Servizio Sanitario Pubblico e del Diritto alla Salute.

Roma, 5 novembre 2012

                                                                  Cobas Asl Rm/D

 

MONTI CEDE SUL TFR


 

Non restituisce il 2,5% ma è costretto a ripristinare il TFS

 

Con il decreto legge approvato il 26 ottobre dal Consiglio dei Ministri il governo corre ai ripari per evitare di restituire a oltre 2 milioni di lavoratori pubblici il contributo del 2,5% dichiarato illegittimo dalla recente sentenza N. 223/2012 della Corte Costituzionale. La norma contestata è quella che prevedeva, a decorrere dal gennaio 2011, l’applicazione del calcolo del TFR anche ai lavoratori pubblici assunti prima del 2001, senza tuttavia sospendere il prelievo del 2,5% di contribuzione a carico del lavoratore previsto dalle norme relative al TFS.

 

Il governo, temendo un contenzioso generalizzato come quello avviato da USB, ha preferito ripristinare il vecchio calcolo della liquidazione per diluire nel tempo l’effetto della sentenza della Corte Costituzionale, evitando così di mettere immediatamente mano al portafoglio. Con un successivo DPCM sarà invece definita la riliquidazione dell’indennità di fine servizio a quanti sono andati in pensione dal gennaio 2011 ad oggi. Il decreto del governo estingue i processi pendenti e rende prive di effetti le sentenze emesse, tranne quelle passate in giudicato.  E’ incontestabile, quindi, quanto da sempre sostenuto da i Sindacati di Base in merito al fatto che il TFR sia peggiorativo rispetto al TFS. Resta l’inaccettabile disparità di trattamento per i lavoratori assunti dal 2001, obbligatoriamente in regime di TFR, sulla quale torneremo con specifico comunicato.

 

La risposta del governo alla sentenza della Corte Costituzionale riporta al centro dell’iniziativa sindacale anche la questione previdenziale. Da parte dei gestori dei Fondi pensione del pubblico impiego CGIL-CISL-UIL-CISAL-UGL ci sarà un sempre maggiore accanimento per convincere i lavoratori a passare in regime di TFR e aderire alle forme di previdenza complementare. USB e Cobas saranno al contrario sempre più determinate nel far fallire questo obbiettivo nel pubblico impiego, sensibilizzando i lavoratori sulla necessità di costringere governo e sindacati compiacenti ad affrontare il tema della rivalutazione del sistema previdenziale pubblico.

 

Roma, 30 ottobre 2012

 

 

 

Cobas Asl  Rm/D

Richiesta urgente verifica riduzione attività e servizio di pulizia e sanificazione

Al Commissario Straordinario Asl Roma D Dott. Vitaliano De Salazar
Al Direttore Amministrativo Dr. Massimiliano Gerli                                                         
 Al Direttore Sanitario Aziendale Dr.ssa Anna Rosalba Buttiglieri
 Alla U.O.C. Risk Management, Sicurezza e Qualità Dott. Vittorio Chinni
Al Direttore del Dipartimento di Prevenzione Dr. Claudio Fantini
 Al Dirigente U.O.C. S.Pre.S.A.L. Dr.ssa Maria Claudia Proietti
Al Dirigente U.O.C Acquisizione Forniture Beni Servizi Dr.ssa
 Diana Pasquarelli                                                                                                               
Al Direttore Area Risorse Umane e Affari Generali Dr. Filippo Coiro                                     
  e p.c Al Consiglio delle/i Delegate/i R.S.U

Scrivente O.S., aveva avuto già modo di segnalare ( nota del 23/08/2011, Prot. Az. n° 78678) la riduzione, presso alcune strutture/locali e servizi, delle attività di pulizia e sanificazione ambientale affidate a ditte appaltatrici. La riduzione di tali attività si è verificata a seguito di disposizioni della Direzione dell’Asl RmD in merito all’applicazione del Piano di Rientro, imposto dalla Regione Lazio e riguardante anche la riduzione sugli acquisti di beni e servizi, rispetto ai costi sostenuti nell’anno precedente. In seguito alle manovre e ai provvedimenti riguardanti la revisione e la razionalizzazione della Spesa Pubblica (Spending review) e in previsione anche di quelli che saranno imposti con La Legge di Stabilità ci si troverà di fronte al rischio di ulteriori e pesanti riduzioni per tutte quelle commesse e prestazioni relative a contratti di appalto di servizi e di fornitura di beni e servizi ( vedi Servizi Mense, Pulizie, Gestione sportello unico integrato – CUP e Servizi di back office -, Manutenzione, Vigilanza, ecc.). Scrivente O.S. sollevò, in quell’occasione, obiezioni e preoccupazione in merito alle misure adottate, soprattutto per le conseguenze che avrebbero comportato per la sicurezza e la tutela di quelle condizioni di igiene, salubrità e decoro che, necessariamente, devono essere garantite nei luoghi di lavoro che….devono essere sottoposti a regolare pulitura, onde assicurare condizioni igieniche adeguate” (art.64 – D.Lgs.81/08). Scrivente O.S., a tutt’oggi, ha potuto riscontrare, anche a seguito di numerose segnalazioni pervenute, come la diminuzione e la rimodulazione delle attività di pulizia e sanificazione degli ambienti, stanno determinando non pochi disagi e disservizi nelle diverse sedi e nei luoghi di lavoro (mancata e/o discontinua fornitura di carta igienica, di carta asciugamani e sapone, limitazione frequenza della pulizia in tutti gli ambienti, ecc). Risulterebbe, inoltre, che il numero degli addetti alle pulizie sia insufficiente rispetto alle superfici, agli spazi e in rapporto ai tempi che gli stessi hanno a disposizione per svolgere tutti gli interventi necessari. Operatori che sono spesso sottoposti a carichi e ritmi di lavoro particolarmente impegnativi e costretti, peraltro, a interventi di pulizia in sedi diverse e talvolta anche distanti l’una dall’altra e che oggi, per le ragioni suddette, vedono e vivono il rischio concreto di ulteriori contrazioni in termini salariali e occupazionali (diminuzione turni di lavoro, cassa integrazione, licenziamenti). Scrivente O.S. richiede, in ragione di quanto sopra rappresentato, una costante e puntuale verifica della sussistenza delle condizioni igieniche e sanitarie atte a garantire agibilità degli uffici e delle stanze da bagno sia nella sede di Casal Bernocchi che in tutte le strutture e i servizi amministrativi e socio – sanitari dell’Asl Rm/D. Richiede nel contempo una puntuale verifica del rispetto di quanto previsto dalle norme che regolano gli appalti da parte della pubblica amministrazione riguardo la sorveglianza e il controllo sulle condizioni lavorative e contrattuali dei dipendenti delle ditte di appalto.
Distinti Saluti
Prot. Asl Rm/D n° 94997 del 29/10/2012
p. il Cobas Asl Rm/D i Delegati R.S.U.
                                    Corrado Minioto – Cesare Morra – Antonio Nocera

lunedì 22 ottobre 2012

Le Nostre Vite valgono Più del loro “Rigore”

Dopo la Grecia, dopo la Spagna, dopo il Portogallo…ORA TOCCA A NOI!!! TUTTI IN PIAZZA AL NO MONTI DAY IL 27 OTTOBRE Le feroci politiche di "austerità" che il governo Monti e la sua vasta maggioranza continuano selvaggiamente a imporre al paese, stanno facendo pagare il prezzo di una crisi solo a coloro (salariati, pensionati, precari, disoccupati, settori popolari, piccolo lavoro "autonomo") che, di questa crisi, non portano alcuna responsabilità, infliggendo, così, colpi mortali al tessuto sociale e umano del paese, attraverso il sistematico depotenziamento, smantellamento e cancellazione di ogni Diritto, di ogni Bene Comune e di ciò che è rimasto dello Stato Sociale (Lavoro, Sanità, Scuola, Trasporti, ecc. ) con il solo e unico obiettivo di ridurre alla logica del mercato e del profitto quei Beni che contribuiscono a rendere più umana, civile e solidale la nostra società, favorendo quei processi di privatizzazione selvaggia, così come ordinato da quegli Organismi sovranazionali come il FMI, la BCE, il grande capitale e la finanza internazionale. Rientra in questo scenario anche l’opera e il processo di smantellamento della Pubblica Amministrazione e del suo settore più delicato, quello della sanità, che vede sempre più a rischio le varie strutture e servizi socio – sanitari, il cui funzionamento e la stessa sopravvivenza, sono minacciati dai continui tagli, dalla riduzione delle risorse economico/finanziarie e, soprattutto, dalla sempre più grave e preoccupante carenza del personale; carenza destinata ad aggravarsi ulteriormente per effetto della varie manovre (Piano di Rientro - Spending review - Legge di Stabilità ) e per il perdurare del blocco del Turn- over. A questo si aggiunge il rischio, per molte/i lavoratrici e lavoratori che operano nel Servizio Sanitario Pubblico, del mancato rinnovo dei diversi contratti in scadenza. In questa condizione, deve essere chiaro, non ci sarà più alcuna garanzia neanche per gli attuali Livelli Essenziali di Assistenza e, questo, mentre sono già 9 milioni le persone che rinunciano alle cure per motivi economici (dati Censis). Per non parlare degli effetti e delle conseguenze che già si intravedono, a causa dei tagli lineari, per tutte quelle commesse e prestazioni relative a contratti di appalto di fornitura di beni e servizi, con ricadute sia sulla qualità delle prestazioni offerte che sui livelli occupazionali, attraverso la diminuzione delle ore di lavoro, la cassa integrazione e i licenziamenti per il personale interessato (v. mense, pulizie, gestione sportello unico integrato – CUP e servizi di back office -, manutenzione, vigilanza, ecc.). Non può passare neanche sotto silenzio, mentre sempre più difficoltose si fanno le condizioni di vita delle persone, l’ennesimo blocco, per le lavoratrici ed i lavoratori del Pubblico Impiego, del rinnovo dei contratti pubblici, che si vedono così congelare le retribuzioni fino al 2017, oltre alla beffa di negare loro, anche, l’elemosina dell’ “indennità di vacanza contrattuale” che, insieme all’idea sempre richiamata, e mai abbandonata, di licenziamento dei Pubblici dipendenti, esprime la chiara volontà di smantellare la Pubblica Amministrazione. L’infinita serie di provvedimenti come l’aumento dell’età pensionabile, la libertà di licenziamento con l’abolizione dell’art. 18, il blocco dei contratti e la soppressione del CCNL, l’attacco ai Diritti, ai Servizi e allo Stato Sociale, le Privatizzazioni, il Fiscal Compact e l’inserimento del pareggio di Bilancio nella Costituzione, sono stati adottati nell’incredibile, assordante silenzio, se non persino con l’assenso e la complicità, di Cgil, Cisl, Uil e Ugl che, al di là dei toni di facciata, hanno assistito, “inerti”, alla cancellazione, in un colpo solo, di tutte le conquiste realizzate in questi anni attraverso le lotte delle lavoratrici e dei lavoratori. Questo, riteniamo, sia solo un inizio, perché l’impegno assunto dal Governo Monti prevede, con il famigerato Fiscal Compact e il pareggio di bilancio in Costituzione, che ogni anno, e per i prossimi 20 anni, saranno necessarie operazioni finanziarie (Legge di Stabilità) di circa 35/50 miliardi che ricadranno sulle fasce sociali più deboli (pensionati, lavoratori, precari, disoccupati) come è già accaduto, e sta accadendo, in Grecia, in Spagna e Portogallo. Ciò comporterà nuovi e pesanti sacrifici, licenziamenti, tagli ai salari, ai Servizi e allo Stato Sociale, la svendita e la privatizzazione del Patrimonio Pubblico, mentre nulla viene realmente fatto per colpire l’evasione e l’elusione fiscale, i grandi patrimoni, le rendite finanziarie e la ricchezza e mentre si confermano ed aumentano le spese per le “grandi opere” (v. TAV) e per il sistema degli armamenti: basti pensare che i cacciabombardieri F35, il cui costo già altissimo (12 miliardi di euro) è lievitato del 60% ( 3 miliardi e 200 milioni di euro) cifra molto superiore a quanto la Legge di Stabilità taglia alla Sanità, all’Istruzione e agli Enti Locali. Evidentemente la Spending Review si applica solo per Ospedali, Scuole, Trasporti, ecc., ma non per i cacciabombardieri!!! Il Cobas dell’Asl Rm/D contro tutto questo sarà in piazza il 27 ottobre accanto a tutte le realtà sociali, sindacali e civili che quotidianamente lottano per il Diritto alla Salute, la Difesa dei Beni Comuni, l’Istruzione, i Trasporti, la Difesa dell’Ambiente, contro ogni speculazione, privatizzazione, cementificazione e devastazione sociale, culturale, ambientale e umana dei Territori. Roma, 22 ottobre 2012 IL 27 OTTOBRE TUTTE E TUTTI A ROMA AL Manifestazione nazionale contro il Governo Monti Corteo ore 14.30 da P.zza della Repubblica a P.zza San Giovanni Cobas Asl Rm/D

VOLER GUARDARE IL DITO PER NON VOLER VEDERE LA LUNA

La carenza di personale nei presidi e nelle strutture socio - sanitarie ha raggiunto livelli allarmanti, ma riteniamo sia un errore quello di rincorrere il sensazionalismo mediatico fuori da qualsiasi analisi e ragionamento sulle reali ragioni che stanno mettendo a rischio la funzionalità e l'esistenza dei servizi pubblici e la situazione è destinata a peggiorare con la Spending review, la legge di stabilità, il Fiscal compact. Da anni è in corso un lento, ma inesorabile processo di impoverimento, depotenziamento e smantellamento del Servizio Sanitario Pubblico che passa attraverso i tagli indiscriminati, il sottofinanziamento del SSN, il blocco del turn over, gli sprechi, la malagestione, ecc.ecc.. Lo scopo è chiaro: favorire il processo di privatizzazione del sistema sanitario, non voler vedere questo significa non voler vedere la realtà vera delle cose e ostacolare quei processi di partecipazione ed iniziativa necessari per rilanciare una concreta lotta in difesa del Servizio Socio Sanitario Pubblico, del Diritto alla Salute sancito dalla stessa costituzione e di tutti i Beni Comuni.... 18 ottobre 2012 Cobas Asl Rm/D

martedì 9 ottobre 2012

POLIZIA DI STATO O STATO DI POLIZIA?

Ieri, 4 ottobre 2012 è stato notificato, presso il Commissariato di Pubblica Sicurezza di Ostia, il procedimento penale a carico di 4 esponenti delle realtà sindacali e sociali del territorio che avevano partecipato al Sit-in organizzato dal Comitato a Difesa della Salute della Donna e del Bambino e dei Servizi Materno Infantile, il giorno 8 Marzo 2012 per sollecitare il pieno funzionamento della Casa del Parto, presso l'Ospedale G.B. Grassi Il “reato” del quale si sarebbero resi responsabili i 4 manifestanti, peraltro, durante una iniziativa regolarmente autorizzata, sarebbe l’articolo 650 del Codice Penale, riguardante “l'inosservanza di un provvedimento legalmente dato dall'Autorità”. La contestazione riguarderebbe, di fatto, lo “spostamento” dei manifestanti, tra cui donne in stato interessante e bambini, dall’esterno dell’ospedale verso l’interno nel cortile della Casa del Parto dove c’è stato anche un incontro con il Direttore U.O.C. di Ostetricia e Ginecologia del G.B. Grassi, Dr. Pierluigi Palazzetti. Per un attimo abbiamo pensato di trovarci su “ Scherzi a parte” o forse hanno creduto che i 4 manifestanti fossero degli infiltrati pericolosi Black bloch ma, purtroppo, non è così. Pensiamo non sia un caso che sia stato “scelto” un giorno e un periodo alla vigilia di un autunno che si preannuncia “caldo”, come non è un caso che siano stati denunciati solo i volti noti per il protagonismo nelle battaglie del territorio in difesa dei diritti sociali e dei beni comuni. Inutile dover riferire che il fatto non sussiste e che siamo di fronte all'ennesimo atto repressivo. Non possiamo in questo scenario, però, non rilevare come l'operato del Commissariato di Ostia e del suo Dirigente non abbia avuto, all’interno di questo clima, un ruolo funzionale e sistemico come, abbiamo già avuto modo di constatare negli ultimi anni: lo sgombero della chiesetta nella Vittorio Emanuele, le schedature e le denunce agli artisti del Teatro del Lido, i vergognosi sgomberi delle famiglie in emergenza abitativa tra cui ricordiamo viale Vega, la battaglia contro le recrudescenza dei fenomeni della criminalità organizzata ridotta sostanzialmente a reprimere solo comitive di ragazzini colpevoli di farsi le canne al parchetto, per non parlare poi del tentativo di far apparire come una “ rissa tra bande” un aggressione di alcuni fascisti di zona nei confronti del Teatro del Lido intento ad affiggere manifesti nel territorio ( risultato: 3 ragazzi con gravi contusioni e traumi ). La polizia non solo non è un organo neutro (questo lo sapevamo da tempo) ma sostanzialmente è l'unico “interlocutore politico” rimasto in piedi in mancanza di una classe politica autorevole e credibile capace di dare risposte e soluzioni ai gravi problemi e alle istanze di cambiamento presenti nel paese. Assistiamo così all’estendersi di un sistema intimidatorio/repressivo pronto a criminalizzare i percorsi ed i processi sociali, di partecipazione, di dissenso e ribellione. Coscienti di non essere l'unico territorio in questa condizione continueremo a mobilitarci senza paura alla luce del sole. La repressione non fermerà le mobilitazioni nel nostro Territorio. Roma , 05-10-2012 COMITATO A DIFESA DELLA CASA DEL PARTO E DEI SERVIZI MATERNO-INFANTILI ASSEMBLEA DELLE DONNE COBAS ASL RMD COLLETTIVO L’OFFICINA