martedì 22 febbraio 2011

sospensione lavori di ristrutturazione presidio Sant’Agostino – Ostia – richiesta chiarimenti.

Roma, 22 febbraio 2011

Al Presidente della Regione Lazio
On. Renata Polverini
Al Direttore Generale AUSL Roma D
Prof. Ferdinando Romano
e,p.c Al Comitato a Difesa della Casa del Parto e dei
Servizi Materno - Infantile
Al Consiglio delle/i Delegate/i R.S.U.


Scrivente O.S., facendo seguito alla nota del 09 febbraio u.s. riguardante la sospensione dei lavori di ristrutturazione del presidio Sant’Agostino dal mese di novembre 2010 in relazione ad alcune notizie comparse sugli organi di stampa e ad alcune prese di posizione in merito all’erogazione dei fondi necessari per gli stessi lavori di ristrutturazione, chiede di conoscere se corrisponde a verità e quali ne siano eventualmente le ragioni, la notizia che, solo un terzo dei fondi previsti, e impegnati per la gara di appalto, risulterebbero essere state erogati, e già concessi alla Ditta, secondo quanto previsto nel capitolato d’appalto.

Tenuto conto che i finanziamenti e stanziamenti ( € 4.000.000,00 ) da parte della Regione Lazio avrebbero dovuto, secondo quanto annunciato, consentire l’ultimazione dei lavori, da parte della Ditta a cui è stato affidato l’appalto entro marzo 2011, si chiede di conoscere se, quando, e quali ulteriori interventi, non previsti al momento dell’assegnazione della gara d’appalto, siano stati inclusi, durante lo “ Stato di avanzamento dei lavori” e, se questi e in che misura, abbiano determinato un ulteriore aumento dei costi rispetto al finanziamento iniziale.

Scrivente O.S. chiede infine di conoscere se e quali iniziative e provvedimenti si stiano attivando ed assumendo al fine di consentire l’immediata ripresa dei lavori per la realizzazione della “Casa della Salute della Donna e del Bambino” e, soprattutto, per assicurare in tempi brevi lo spostamento e l’originaria ricollocazione di quei Servizi e di quelle attività che operano oggi tra molte difficoltà come il Consultorio Familiare di Ostia, il TSMREE di Ostia, l’Immunoprofilassi/Vaccinazioni, ecc.., riconsegnando al Territorio una struttura indispensabile ai fini di una crescita qualitativa e quantitativa dei Servizi Socio Sanitari.
In attesa di un sollecito si inviano cordiali saluti.
Prot. ASL RM/D
n° 17209 del 22/022011
p. il COBAS AUSL RM/D
I Delegati R.S.U.
Laura Mazzarella - Cesare Morra - Antonio Nocera

lunedì 14 febbraio 2011

Quando i nodi vengono al pettine…, se si trova il pettine!!!

Questa O.S. ha più volte avuto modo di segnalare e denunciare, subendo anche ritorsioni e minacce di querela, a mezzo stampa, attraverso note, comunicati e volantini le problematiche delle Politiche riguardanti l’uso e la gestione delle Risorse Umane e Professionali all’interno della ASL RM/D; sottolineando come l’uso e la gestione delle Risorse Umane ( assunzioni, mobilità, trasferimenti, comandi, ecc.,) richiedessero interventi e politiche adeguate in grado di garantire, in modo oculato ed appropriato, un’equa distribuzione e razionalizzazione delle stesse in rapporto ai ruoli, alle qualifiche, alle competenze e alle professionalità nelle rispettive assegnazioni e collocazioni, partendo dalle priorità delle attività dei singoli servizi nel rispetto, soprattutto, di quei criteri e quei principi di correttezza e trasparenza ( graduatorie, avvisi e bandi di mobilità, ecc. ) necessari per assicurare certezza e tutela del diritto, nonché dignità umana, professionale/lavorativa a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori.
Purtroppo così non è stato!!!
Ad un modello reso, anche dalle nuove normative di carattere generale, sempre più deregolamentato, si è accompagnato ed instaurato, in particolar modo nella passata gestione, all’interno della ASL RM/D, un sistema ed un clima autocratico ed autoritario fatto di scelte, decisioni, di atteggiamenti dettati solo da criteri arbitrari e da mere logiche discrezionali, al di fuori di ogni regola di confronto, in violazione anche di quegli accordi sindacali sulla mobilità ribaditi nel verbale d’intesa del 12/02/2008 con le R.S.U., nonché di quelle norme di trasparenza e di controllo degli atti e delle scelte che sarebbero dovute ad una Pubblica Amministrazione.
Atteggiamenti, comportamenti, decisioni a carattere di “ favore “ e/o punitivi, vessatori che hanno finito per generare tra e nei lavoratori/trici, condizioni di incertezza, sudditanza e sottomissione, con la logica conseguenza di costringere, le/gli stesse/i, alla ricerca di “ strategie “ personali, “prigionieri” magari, di zelanti esponenti e Dirigenti Aziendali (v. Direzione S.A.I. Aziendale) nella speranza e nell’aspettativa di vedersi riconoscere e affermare quei bisogni e quei diritti altrimenti negati.
Una logica ed un sistema autoritario che ha inteso affermare il “Potere Assoluto” nella vita, nelle condizioni e nei destini umani, lavorativi/professionali delle persone.
Pensiamo che ciò abbia reso più acute quelle criticità e quelle problematiche legate alla carenza degli organici nei vari servizi socio - sanitari e in quelli tecnico/amministrativi, e ancor più evidenti e drammatiche oggi, per l’impossibilità di pervenire in tempi brevi all’acquisizione di nuove risorse umane e professionali attraverso assunzioni, tenuto altresì conto delle limitazioni derivanti dal blocco del Turn – Over per quelle Regioni, come il Lazio, sottoposte al Piano di rientro.
Tale situazione non può che determinare ulteriori difficoltà per la funzionalità e l’efficacia stessa dei servizi con pesanti ricadute sulla quantità e la qualità delle attività e delle prestazioni determinando, inoltre, insostenibili conseguenze per i carichi ed i ritmi di lavoro degli operatori/trici con rischi notevoli per la salute e per le loro stesse condizioni psico – fisiche e con la difficoltà di assicurare la necessaria qualità assistenziale.
In questa realtà, in ragione di una crisi economico/finanziaria, oggi si cerca di correre ai ripari attraverso una ricognizione del personale, anche in base ai Programmi Operativi 2011 – 2012 della Regione Lazio, in particolar modo di quello infermieristico, presente all’interno dei vari servizi e reparti della ASL RM/D, con l’intento, si presume, di verificare la possibilità di “recuperare”, ottimizzare le risorse professionali per cercare di ovviare alle situazioni di maggior criticità presenti all’interno degli stessi.
In tale contesto si sono sentite aleggiare strumentali e pretestuose posizioni, magari anche tendenti a mascherare e a nascondere le reali responsabilità non solo politiche, ma gestionali di chi in questi anni ha agito contribuendo a determinare questo stato di cose, con comportamenti da vero e proprio “ Padroncino” ( es. Dirigente S.A.I. ) nella “ Gestione delle Risorse Umane e Professionali“ esercitando, a nostro parere, il suo ruolo al di fuori di qualsiasi idea di programmazione e organizzazione dei servizi e delle attività necessarie ed imprescindibili ai fini di una trasparente, razionale ed equa collocazione e distribuzione delle Risorse Umane e Professionali all’interno dell’Azienda.
Una domanda ci sorge spontanea: può continuare a ricoprire lo stesso incarico chi si è reso responsabile di ciò…?!!!
Comprendiamo le preoccupazioni delle lavoratrici e dei lavoratori che si trovano ora davanti all’eventualità di un trasferimento ed una ricollocazione, magari senza alcun preavviso e preventivo coinvolgimento, e proprio per questo riteniamo necessarie, in merito all’utilizzo del personale, scelte corrispondenti alle priorità dei servizi, delle attività e delle prestazioni, orientate ad una più equa distribuzione e razionalizzazione del personale stesso in rapporto ai ruoli, alle qualifiche, alle competenze, alle professionalità ed alle rispettive assegnazioni e collocazioni. Ciò, partendo esclusivamente dall’esamina, dallo studio e dalla programmazione delle attività nei singoli servizi, anche di quelli da dove eventualmente tali risorse verranno sottratte, promuovendo e adottando criteri e principi di partecipazione, trasparenza, correttezza e razionalità, evitando ( che “l’assassino” torni sul luogo del delitto) qualsiasi atteggiamento e comportamento arbitrario, vessatorio e meramente discrezionale, lesivo non solo dei diritti, ma della stessa dignità umana e professionale di ogni lavoratrice e lavoratore.
Ciò, chiaramente, nel pieno rispetto delle normative e delle procedure, in particolar modo, di quelle relative alle visite mediche preventive per cambio mansione, come da D.Lgs 81/2008 art. 41 comma 2 lett. D, così come anche indicato nella nota della R.S.U. del 31/01 u.s..
Nel corso di questi anni le politiche di Gestione delle Risorse Umane sono state sempre strumento di un’idea del potere che ha contribuito, anche insieme alle politiche economico/finanziarie portate avanti dai vari Governi di Centro Sinistra e di Centro Destra, a dissipare risorse realizzando nei fatti una rete di piccoli/grandi interessi, particolarismi e clientele, soffocando energie, competenze, saperi, sensibilità dentro una logica ed un’idea proprietaria e feudale della “ Cosa Pubblica”.
Pensiamo, infine, sia utile, ancora una volta, ribadire il senso del nostro sentire e del nostro agire ed è nel credere che solo attraverso una partecipazione attiva, un confronto costante, una pratica sociale ed umana “Altra” nei posti di lavoro, nel Territorio in cui si vive e nel cercare di essere e divenire comunità, che si possano creare le premesse e le condizioni da cui ripartire, per determinare dei cambiamenti reali nelle condizioni di vita e di lavoro di ciascuno e ciascuna di noi; la possibilità stessa per rimettere in discussione, per ripensare e ridisegnare non solo l’organizzazione del lavoro, ma l’intero sistema di relazioni umane e sociali, i tempi e i modi stessi della vita delle persone, per una diversa qualità del vivere.

COBAS ASL RMD

giovedì 10 febbraio 2011

Consultorio Familiare di Ostia - 13 Municipio / Distretto 2.

Al Presidente della Regione Lazio
On. Renata Polverini
Al Direttore Generale AUSL Roma D
Prof. Ferdinando Romano
Al Direttore del Distretto Sanitario XIII Municipio
Dott.ssa Daniela Sgroi
Al Dirigente U.O.C. Tutela della Salute
della Donna e del Bambino
Dr.ssa Patrizia Musacchio
Al Dirigente U.O.C. Prevenzione e Protezione
Dr. Vittorio Chinni
e,p.c. Alle/gli Operatrici/tori del Consultorio Familiare di Ostia
All’Assemblea delle Donne XIII Municipio
Sig.ra Ada Codecà
Al Comitato a Difesa della Casa del Parto e dei
Servizi Materno - Infantile
Al Consiglio delle/i Delegate/i R.S.U.


Scrivente O.S., ha già avuto modo in passato di segnalare, specificatamente con nota del 15/12/2008 Prot. n°103823, e con nota/segnalazione, del 23/06/2009 Prot. AUSL RM/D n° 57806 inviata, anche all’allora Presidente della Regione Lazio, On. Piero Marrazzo, le problematiche relative ai Consultori Familiari del 13 Municipio / Distretto 2, con particolare riferimento alla situazione venuta a determinarsi, dopo la chiusura per lavori di ristrutturazione del Sant’Agostino, con il trasferimento del Consultorio di Ostia, presso un locale di proprietà privata, in Via Capitan Casella, n°3/A., per il quale l’Azienda ASL RM/D ha stipulato un contratto di locazione.
I locali, come già segnalato, anche attraverso un esposto, dall’Assemblea delle Donne del 13 Municipio, nonché dalla stessa scrivente O.S, si sono dimostrati da subito inadeguati, inidonei, al limite dell’agibilità e tali da non poter garantire l’insieme delle attività già svolte precedentemente nel presidio Sant’Agostino, sia in termini quantitativi che qualitativi e, malgrado fosse stato richiesto, non era stato possibile neanche sapere se fossero state effettuate, ai fini del trasferimento del Consultorio Familiare, le necessarie verifiche di fattibilità ed idoneità dei locali situati in Via Capitan Casella n° 3/A.
A tutt’oggi non si conosce se al tempo siano state richieste e date le autorizzazioni ed i nulla osta necessari e, quindi, se esistano, all’interno degli attuali locali del Consultorio Familiare, quelle condizioni imprescindibili del rispetto dei requisiti e dei criteri di appropriatezza ( L. R. n° 4/2003 ) e delle norme di sicurezza ed agibilità a tutela della salute dei lavoratori/lavoratrici e degli stessi cittadini/utenti ( D.lgs. 81/08 ).
E’ opportuno far presente che, a seguito di una serie di segnalazioni e di iniziative, la stessa Direzione Aziendale giunse, in data 07/03/2009, alla firma di un Verbale d’Intesa con l’Assemblea delle Donne e con la R.S.U. Aziendale, nel quale si dichiarava e affermava di voler: ”… ..valutare l’adeguatezza dei servizi consultoriali di Ostia, per i quali è in corso una trattativa ( senza, peraltro, mai indicare quale ) per i locali atti all’apertura di un secondo Consultorio…”.
Tale intento risultò non corrispondente alla realtà e gli impegni presi vennero, di fatto, completamente disattesi sino al punto di “impedire” lo svolgimento dei lavori, per affrontare tale problematica, del Tavolo di confronto, istituito dalla stessa Direzione Aziendale.
Un Tavolo di confronto che vedeva, in realtà, al di là dell’intenzione, dell’impegno e della disponibilità personale di chi era stato chiamato a rappresentare l’Azienda, l’assenza più totale di una reale volontà e di una strategia Aziendale se non quella, evidente, di cercare di prendere tempo, evitando di dare risposte e soluzioni ai problemi e alle criticità esistenti.
Oggi, a due anni dal trasferimento del Consultorio Familiare nei locali di Via Capitan Casella, n°3/A, in considerazione anche della sospensione dei lavori di ristrutturazione del Sant’Agostino, segnalata da questa O.S. in data 14/01/2011, Prot. ASL RM/D n° 3329, che, di fatto, ne compromette l’originaria ricollocazione, è forte la preoccupazione per i destini di quello che a ragione è considerato un importante ed indispensabile servizio per le politiche sulla Tutela della Salute della Donna e del Bambino.
Preoccupazione espressa anche dalle operatrici ed operatori in una nota del 01/02/2011 inviata ai Dirigenti Aziendali e per conoscenza alle OO.SS. nella quale vengono ribadite le difficoltà, i disagi e le criticità esistenti all’interno della sede di Via Capitan Casella sia per le/gli operatrici/tori, nello svolgimento delle molteplici funzioni ed attività, che per l’accoglienza dei numerosi cittadini/utenti che si rivolgono al Consultorio Familiare.
Difficoltà, disagi e criticità che, le notizie relative all’interruzione dei lavori di ristrutturazione del Sant’Agostino rendono sempre più insostenibili ed inaccettabili.
La situazione ampiamente e dettagliatamente segnalata e denunciata all’epoca da questa O.S. e dall’Assemblea delle Donne del XIII Municipio del Consultorio Familiare al di là di qualche sporadico “intervento tecnico” è tuttora la seguente:
1. In quella che dovrebbe essere l’entrata principale gli scalini, asimmetrici e particolarmente stretti, creano difficoltà rappresentando, peraltro, un vero e proprio rischio per le donne con i bambini in braccio e non permette, di fatto, il regolare e normale accesso, deflusso e passaggio per più di una persona alla volta, con evidente difficoltà per passeggini e carrozzine, tant’è che per l’accesso delle persone diversamente abili viene utilizzata l’entrata condominiale che si apre nel locale ripostiglio dello stesso consultorio;
2. Gli spazi, all’interno della struttura, risultano incredibilmente insufficienti, non funzionali e particolarmente disagevoli sia per le/gli operatrici/ori che, soprattutto per le persone che vi accedono;
3. La porta d’ingresso, nell’apertura, prende tutto lo spazio antistante lo sportello per il filtro e l’accoglienza, dove sostano le persone in attesa di indicazione e informazioni;
4. Il corridoio risulta strettissimo anche per il normale transito delle persone che vi accedono ( una alla volta ) e rimane particolarmente difficoltoso per il passaggio di mamme e/o papà muniti di carrozzine e passeggini;
5. La stanza adibita ad accoglienza è quella relativa allo spazio “ ritagliato “ nel corridoio ed è situata subito a ridosso della porta d’entrata, ed è priva di finestre.
6. Cosa particolarmente grave è l’impossibilità, in queste condizioni, di poter garantire la riservatezza e la tutela della privacy delle persone, considerata anche la particolare delicatezza delle problematiche trattate.
7. In realtà manca una vera stanza per l’accoglienza e per effettuare in modo idoneo e funzionale i primi colloqui, i lavori di segreteria e tutte le attività organizzative e pratico/amministrative;
8. La sala d’attesa è molto piccola, sono presenti solamente sei sedie e risulta disagevole, se non impossibile, far sostare e soggiornare in modo adeguato e confortevole gli utenti all’interno della sala, spesso con bambini, che accedono al servizio e che frequentemente si trovano, così, costretti a sostare all’esterno con i disagi e le difficoltà che questo potrebbe comportare in presenza di condizioni atmosferiche particolarmente avverse ( temperature troppo alte o troppo basse, ecc. );
9. L’apertura della porta del bagno ( unico bagno per i disabili e non) è rivolta verso l’esterno e, quindi, invade, nell’apertura, lo spazio della “ sala d’attesa “ andando persino ad intralciare l’entrata e l’uscita delle persone che accedono o escono dalla stanza del ginecologo;
10. La stanza del ginecologo, per le esigue dimensioni, risulta essere ancor più inadeguata e angusta vista la numerosa, ma pur necessaria, presenza di mobilio ( n° 2 scrivanie ) un armadio e strumentazione sanitaria (sterilizzatrice, lettino visite, carrello, computer, ecc. ) ;
11. La stanza adibita per la preparazione al parto può consentire un idoneo lavoro per gruppi di massimo otto donne anziché 15, come era in precedenza al Sant’Agostino e, quindi, non è possibile garantire lo stesso numero di utenza ( attualmente si svolge un corso al mese con la conseguenza di non poter rispondere anche minimamente alle numerose richieste basti pensare che solo all’Ospedale G.B. Grassi avvengono annualmente circa 1600 parti);
12. I Gruppi del dopo parto, essendoci anche i bambini con passeggini, in queste condizioni hanno molte difficoltà di accesso e di permanenza nella struttura;
13. Le operatrici e gli operatori sono costretti ad alternarsi frequentemente nelle stanze - v. psicologhe ( n° 2) ostetriche ( n° 2 -) Infermieri ( n°5);
14. Si ricorda che precedentemente al Sant’Agostino l’attività specialistica ( pediatrica, ginecologica ) era di 15 turni settimanali, mentre, attualmente è ridotta a solo 9 turni e che le aperture pomeridiane erano 4 e attualmente sono state ridotte a due;
15. Risulta che l’uscita di sicurezza non è utilizzabile in quanto lo spazio adiacente è stato adibito necessariamente ad uso magazzino ( fotocopiatrice, scaffali archivio, armadio deposito materiale sanitario, appendiabiti, lampada ginecologica, scatoloni con materiale sanitario e di segreteria, ecc.);
16. La stanza adibita per le visite pediatriche viene utilizzata per due volte alla settimana per effettuare lo Screening del Pap – Test; la stanza, peraltro, risulta particolarmente angusta e disagevole per la presenza al suo interno di materiale e del mobilio necessario alle due attività, allo stesso tempo suscita non poche perplessità l’alternarsi in uno medesimo spazio di attività che richiederebbero, proprio per la loro diversa specificità, spazi indipendenti anche per il necessario rispetto delle imprescindibili condizioni igienico – sanitarie;
17. Durante le sedute di Screening c’è un eccessivo affollamento nella piccolissima sala di attesa a causa del sovrapporsi delle attività consultoriali;
18. Nella stessa giornata di svolgimento dell’attività di Screening, la stanza adibite ai Gruppi pre e post parto viene utilizzata, in assenza di altre stanze, per l’accoglienza dello Screening.
Appare evidente come questa situazione sia fortemente lontana da quei requisiti anche minimi Strutturali, Tecnologici ed Organizzativi previsti tra l’altro dal Decreto della Regione Lazio n° 90 del 10/11/2010, ridimensionando di fatto l’attività ed il ruolo dei consultori all’interno del Territorio.
E’altresì necessario ricordare che in un Territorio come il 13 Municipio ed il Comune di Fiumicino ci sono solo quattro Consultori Familiari mentre la legge ne prevede uno ogni ventimila abitanti e, quindi, ne sarebbero necessari almeno altri dieci, se si considera anche la forte espansione edilizio/abitativa ancora in corso.
Pensiamo sia utile ricordare che i Consultori Familiari espletano le funzioni di cui alle Leggi n° 405/75 e 194/78 con competenze proprie e svolgono, inoltre, una importante ed insostituibile funzione sociale., e non possiamo a tale proposito non ribadire quanto già espresso, da questa O.S. nella nota del 23/06/2009:
“……i C.F., nati come servizi di assistenza alla famiglia e di educazione alla maternità e paternità responsabili, hanno il compito primario e fondamentale di realizzare e sviluppare tutte quelle attività necessarie…… “ all’informazione, l’educazione e l’assistenza sociale, sanitaria, e psicologica a livello individuale e di gruppo, per i problemi della sessualità, per la procreazione libera e consapevole, per la maternità e paternità responsabili, l’armonico sviluppo fisico e psichico dei figli e per la realizzazione della vita familiare con particolare riguardo alle condizioni sociali ed ambientali…..” ( art. 2 L.R. 15/76 ).
Tali attività debbono essere svolte in un’ottica multidisciplinare e in stretto collegamento con le diverse strutture socio – sanitarie e le realtà sociali, culturali e educative presenti sul Territorio.
Va, inoltre, ricordato e sottolineato che la nascita dei C.F. ha costituito una vera e propria anticipazione di quella cultura di promozione della saluta intesa come benessere psico – fisico delle persone e, nello specifico, della donna e del bambino. In questo senso, i C. F. hanno rappresentato una svolta, un segnale di cambiamento dell’intervento sanitario poi recepito dalla L.833/78 di Riforma Sanitaria. Un cambiamento, una trasformazione culturale, persino di costume, che invertiva il concetto di salute intesa come assenza di malattia, fino ad allora prevalente, e nello stesso tempo rompeva il dominio ed il Potere esercitato sull’autonomia e autodeterminazione delle donne….”
Per tali ragioni, pensiamo, che il ritardo nell’ultimazione dei lavori del Sant’Agostino e la mancata originaria ricollocazione al suo interno di questo Servizio rappresenterebbe un’ulteriore limitazione e mortificazione di un’attività fondamentale come quella portata avanti dai Consultori Familiari.
Questa O.S. ribadisce, pertanto, come già rappresentato con nota del 14/01/2011, la necessità che siano attivate con la massima sollecitudine tutte le procedure e le iniziative istituzionali, politico, amministrative e tecniche per rimuovere qualsiasi ostacolo che costituisca e determini impedimento all’ultimazione dei lavori di ristrutturazione del Sant’Agostino.
Chiede, inoltre, nell’eventualità di ulteriori gravi ritardi, rispetto alla data precedentemente indicata ( Marzo 2011) nella consegna della struttura, che vengano individuati degli spazi con i requisiti indicati nel Decreto sopra citato della Regione Lazio n° 90 del 10/11/2010, per una diversa, dignitosa e più idonea collocazione del Consultorio Familiare di Ostia, tale da poter assicurare, in tempi brevi, un più corretto, appropriato e funzionale svolgimento del ruolo e delle funzioni Istituzionali dello stesso. Ciò a tutela delle condizioni e della dignità umana, lavorativa e professionale delle operatrici e degli operatori, nonchè delle esigenze, dei bisogni, dei diritti e della dignità stessa dei cittadini/utenti.
In attesa di un sollecito riscontro, si inviano Cordiali saluti.

Prot. ASL n° 12268 del 09/02/2011


p. il COBAS ASL RM/D
I Delegati R.S.U..
Laura Mazzarella - Cesare Morra - Antonio Nocera

giovedì 20 gennaio 2011

ORGANIZZAZIONE E GESTIONE RISORSE UMANE

Roma, 20 gennaio 2011



Al Direttore Generale AUSL Roma D
Prof. Ferdinando Romano
Al Dirigente U.O.C. Reclutamento e Stato
Giuridico del Personale Dipendente
Dr.ssa Giuditta Del Borrello
Al Direttore Area Risorse Umane e AA.GG.
Dr. Filippo Coiro
e,p.c. Al Consiglio delle/i Delegate/i della R.S.U. AUSL RM/D




Oggetto: Organizzazione e Gestione Risorse Umane ASL RM/D.


Scrivente O.S. COBAS ASL RM/D, ha già avuto modo di segnalare in passato la grave e persistente mancanza di personale tecnico, amministrativo e socio sanitario esistente nei vari servizi e strutture dell’ASL RM/D.
L’inadeguatezza degli organici è resa ancora più drammatica dall’impossibilità di pervenire in tempi brevi all’acquisizione di nuove risorse umane e professionali attraverso assunzioni, tenuto altresì conto delle limitazioni derivanti dal blocco del turn – over in particolare nelle Regioni sottoposte al Piano di rientro.
Tale situazione non può che determinare ulteriori difficoltà per la funzionalità e l’efficacia stessa dei servizi con pesanti ricadute sulla quantità e la qualità delle attività e delle prestazioni, determinando, inoltre, pesanti ed insostenibili conseguenze per i carichi ed i ritmi di lavoro degli operatori/trici con rischi notevoli per la salute e per le loro stesse condizioni psico - fisiche.
A questa situazione si è venuta ad aggiungere, in questi anni, la problematica delle Politiche riguardanti l’uso e la gestione delle Risorse Umane e Professionali presenti all’interno della ASL RM/D.

Tale situazione, peraltro, è stata già segnalata, in passato, da questa O.S. con note del 29/05/2008, Prot. ASL n° 44753 e del 17/11/2008, Prot. n° 94759, una delle quali inviata, per conoscenza, anche all’allora Presidente della Regione Lazio, On. Piero Marrazzo, con le quali si faceva presente come “ …. l’uso e la gestione delle Risorse Umane, all’interno dell’Azienda USL RM/D, sia stato privo di scelte e delle necessarie politiche, di distribuzione e razionalizzazione adeguate..”, ma siano state invece caratterizzate da “….atteggiamenti dettati solo da mere logiche e criteri arbitrari e discrezionali, al di fuori di ogni regola di confronto, trasparenza e controllo degli atti e delle scelte che sono dovute in una Pubblica Amministrazione…”.
Non è stato mai possibile conoscere, infatti, con chiarezza e trasparenza, nel corso di questi anni, le diverse movimentazioni del personale in entrata ( Comandi, Consulenze, Incarichi, mobilità, trasferimenti, assunzioni, ecc. ) avvenuti, presso l’Azienda AUSL RM/D, in merito alle ragioni ed ai motivi delle scelte adottate, in merito alle rispettive priorità che venivano assunte relativamente alle collocazioni, alle competenze, alle qualifiche, e ai ruoli professionali.







Inoltre, tutto questo avveniva senza un’adeguata e tempestiva informazione alle OO.SS., ed, in particolar modo, senza un reale confronto in grado di individuare e definire di volta in volta esigenze, priorità e criteri, nel rispetto delle richieste e degli accordi, come quello sottoscritto e ratificato con verbale d’intesa tra l’Azienda ASL RM/D e le RSU in data 12/02/2008.

Tali decisioni e comportamenti sono apparsi sempre più improntati a logiche e a scelte legate ad interessi approssimativi ed esclusivamente discrezionali, non corrispondenti a quei criteri e a quei principi di confronto, trasparenza e razionalità, collegati alle diverse carenze di personale esistente, che alle esigenze di risparmio e di contenimento della spesa più volte auspicato.
Scelte, modalità e comportamenti, quindi, che, proprio in virtù di una dichiarata e gravosa situazione economico/finanziaria, richiedevano e richiedono,a maggior ragione, in merito alle politiche, all’uso, alla gestione e alla distribuzione delle Risorse Umane, maggior trasparenza; scelte oculate, dettate ed orientate ad una più equa distribuzione e razionalizzazione delle stesse in rapporto ai ruoli, alle qualifiche, alle competenze, alle professionalità delle rispettive assegnazioni e collocazioni, partendo dalle priorità delle attività e dei singoli servizi.

Scrivente O.S. ritiene, quindi, prioritario e fondamentale che l’attuale Direzione Aziendale dell’ASL RM/D indirizzi le sue scelte verso principi, criteri di trasparenza, correttezza e partecipazione ai quali un’Amministrazione Pubblica crediamo debba sempre richiamarsi contribuendo e favorendo in questo modo la realizzazione di politiche di equità e di rispetto delle garanzie, a tutela della certezza del diritto nei confronti di tutte le lavoratrici ed i lavoratori e nella prospettiva dell’efficacia e dell’efficienza delle attività e dei servizi della ASL RM/D.


In attesa di un Vs. sollecito riscontro si porgono, distinti saluti.


Prot. ASL RM/D
n° 5270 del 20/01/2011



p. il COBAS ASL RM/D
I Delegati R.S.U.
Laura Mazzarella - Antonio Nocera - Cesare Morra

PART-TIME

Al Direttore Generale della AUSL RM/D
Prof. Ferdinando Romano
Al Dirigente U.O.C. Reclutamento e Stato
Giuridico del Personale Dipendente
Dr.ssa Giuditta Del Borrello
Al Direttore Area Risorse Umane e Affari Generali
Dr. Filippo Coiro
e,p.c. Al Consiglio delle/i Delegate/i della R.S.U. AUSL RM/D
Oggetto: Part - Time modifica disciplina D.lgs n° 112/2008 art. 73.
Il D.lgs n° 112/2008 art. 73, stabilisce che le Pubbliche Amministrazioni hanno l’obbligo di rivedere i Part – Time concessi prima dell’entrata in vigore del suddetto Dl.gs, consentendo agli stessi soggetti pubblici di respingere le domande di trasformazione in Part – Time del rapporto di lavoro in presenza di gravi ragioni organizzative.
Scrivente O.S. ritiene che l’introduzione di tali modifiche siano in contrasto con la normativa europea che ha come scopo quello di “ facilitare lo sviluppo del lavoro a tempo parziale su base volontaria” cercando nel contempo di “ assicurare la soppressione delle discriminazioni nei confronti dei lavoratori a Part – Time e di migliorare la qualità del lavoro parziale”.
Tali modifiche, pertanto, potranno comportare, al momento della loro applicazione, gravi restrizioni verso alcune/i lavoratrici e lavoratori che ne usufruiscono attualmente, allo scopo di rispondere alle infinite e multiformi esigenze di organizzazione dei propri tempi e bisogni di vita.
La revisione e, quindi, l’applicazione di tali modifiche, potrebbero, inoltre, in assenza di regole certe, ispirate a criteri e principi di trasparenza, correttezza e buona fede,
divenire grave strumento di discriminazione, determinando attraverso il potere assoluto della “discrezionalità” condizioni di sudditanza e subalternità che violerebbero non solo la certezza del diritto, ma la libertà e la dignità stessa di ciascuna/o lavoratrici e lavoratore.
Scrivente O.S. chiede, pertanto di conoscere se codesta Azienda ha provveduto a definire principi e criteri di valutazione e attuazione del suddetto D.lgs in merito alla problematica del Part – Time.
Chiede, altresì, che, su tale questione, venga avviato un confronto con la R.S.U. aziendale e con le OO.SS per poter meglio definire criteri e principi applicativi al fine di prevenire ed evitare atteggiamenti discriminatori e discrezionali a garanzia della certezza del diritto per ogni singola/o lavratrcice/tore.
In attesa di un auspicabile riscontro, si porgono Distinti saluti.
Prot. ASL RM/D n° 3320 del 14/01/2011
p. il COBAS AUSL RM/D
I Delegati R.S.U.
Laura Mazzarella - Cesare Morra - Antonio Nocera

SOSPENSIONE DEI LAVORI AL PRESIDIO SANT'AGOSTINO DI OSTIA

Al Presidente della Regione Lazio

On. Renata Polverini

Al Direttore Generale della AUSL RM/D

Prof. Ferdinando Romano

e,p.c. Al Presidente del Municipio 13

On. Giacomo Vizzani

All’ Assessore ai Servizi Sociali, Scuola e Casa

del XIII Municipio – Comune di Roma

On. Lodovico Pace

Al Comitato a Difesa della Casa del Parto e

dei Servizi Materno-Infantile

Al Consiglio delle/i Delegate/i della R.S.U. AUSL RM/D

Oggetto: sospensione lavori di ristrutturazione presidio Sant’Agostino – Ostia.

Questa O.S., è venuta a conoscenza dell’avvenuta sospensione dei lavori di ristrutturazione del presidio Sant’Agostino. Tale sospensione sarebbe determinata dall’assenza dei finanziamenti e stanziamenti, da parte della Regione Lazio, necessari all’ultimazione dei lavori stessi, cosa, peraltro, incomprensibile, considerato che i lavori, secondo quanto annunciato, dovevano, dopo gli innumerevoli rinvii rispetto agli impegni dichiarati, ultimarsi entro marzo 2011 e, quindi, con finanziamenti e stanziamenti presumibilmente già definiti al momento dell’assegnazione dei lavori alla Ditta cui è stato affidato l’appalto.

Queste situazioni, ripropongono con forza l’esigenza di definire con maggior trasparenza i tempi ed i modi degli appalti stessi per non incorrere, come di consueto, a quel gioco ricorrente per cui, ad eventuali ritardi nei pagamenti, corrisponde un conseguente ed ulteriore aumento dei costi dovuti allo “ Stato di avanzamento dei lavori”, con il risultato evidente di non pervenire, come avvenuto anche in questo caso, nei tempi previsti, alla consegna di una struttura ritenuta indispensabile per rispondere, almeno in parte, alla collocazione di servizi e attività fondamentali per il Territorio del XIII Municipio – Distretto 2.

Questa O.S. ha avuto modo di rappresentare già in passato, attraverso diverse note e segnalazioni, agli Organi di Direzione della ASL RM/D, la problematica della carenza e dell’inadeguatezza delle strutture nel Distretto Sanitario del XIII Municipio (v. note del 30/09/2008 Prot. n° 79158, 15/12/2008 Prot. n° 103823, del 23/06/2009 Prot. 57806, del 21/09/2009 Prot. n° 85039 e del 25/02/2010 Prot. n°18651 ) e, recentemente, con nota Prot. ASL RM D n°80838 del 7.9.10, a seguito di alcuni articoli di stampa ( settembre 2010 ) riportanti l’intenzione, da parte della Direzione Aziendale, di trasferire i servizi e le attività degli ambulatori di Medicina Specialistica, dalla sede di Via Paolini al presidio ristrutturato Sant’Agostino.

Tale trasferimento si renderebbe necessario per realizzare i lavori di ristrutturazione, e soprattutto di messa in sicurezza, della struttura di Via Paolini, lavori peraltro già preventivati e annunciati in diverse occasioni e da diverso tempo.

Davanti a questa eventualità, la scrivente O.S. esprimeva il timore che tale decisione potesse, …..senza le opportune e necessarie garanzie sui tempi, sui modi e, soprattutto, sulla temporaneità del trasferimento in questione, ulteriormente ritardare, se non compromettere, non solo il progetto della Casa della Salute della Donna e del Bambino ( progetto che, peraltro, secondo noi, resta ancora oggi tutto da definire sia in merito ai servizi e alle specifiche attività che lì dovrebbero svolgersi, sia per la carenza delle risorse umane e professionali necessarie alla realizzazione del progetto stesso) ma anche ostacolare la ricollocazione all’interno del Sant’Agostino, di quei servizi che lì si trovavano e che attualmente, dove “temporaneamente” collocati, operano con particolari difficoltà e con enormi disagi per le/gli operatrici/tori e, soprattutto per i cittadini/utenti…….”

Nella nota succitata scrivente O.S. richiedeva, in ogni caso, che, l’eventuale spostamento temporaneo, dal presidio di Via Paolini, delle attività e dei servizi, presso l’edificio ristrutturato Sant’Agostino, dovesse avvenire con criteri che garantissero sia la funzionalità dei servizi e delle diverse attività, sia l’immediata e contemporanea ricollocazione di quei servizi, come il Consultorio Familiare di Ostia, per il quale questa O.S. ha presentato, in data 23/06/2009 alla Regione Lazio e alla ASL, Prot. 57806, una dettagliata e specifica segnalazione/esposto, nonchè del TSMREE, e dell’Immunoprofilassi/Vaccinazioni che si trovavano e si trovano a svolgere le loro attività in situazioni di difficoltà e disagio socio/ambientale sia per le/gli operatrici/operatori che, soprattutto, per i cittadini/utenti.

Si fa presente che un eventuale ritardo nella consegna del presidio andrebbe ad incidere pesantemente sulla qualità ed il possibile sviluppo di Servizi Socio Sanitari ritenuti indispensabili per la popolazione del Territorio del XIII Municipio già fortemente penalizzata a causa delle profonde trasformazioni avvenute in questi anni nel tessuto urbano, sociale e culturale a seguito di un intensivo sviluppo edilizio/abitativo, peraltro, a tutt’oggi ancora in continua e vertiginosa crescita, dove è stata del tutto assente una politica volta all’ individuazione e alla realizzazione di spazi e strutture dove collocare quei servizi necessari al miglioramento della qualità della vita delle persone.

La carenza se non l’assenza di servizi primari come la Scuola, i Trasporti, gli Spazi Sociali e Culturali, ma soprattutto di Strutture e di Servizi Socio Sanitari ha determinato un aumento delle difficoltà e dei disagi e, di fatto, un peggioramento delle condizioni di vita di molte famiglie e della stessa qualità di vita nel nostro territorio.

La sola rete dei Servizi Socio Sanitari Territoriali presente è rimasta quella di circa trent’anni fa: basti pensare che già allora, con metà della popolazione rispetto a quella attuale, si parlava di realizzare, nel XIII Municipio, allora Circoscrizione, un terzo Consultorio Familiare. Rileviamo invece che, a tutt’oggi, ne sono rimasti solamente due, mentre la legge ne prevede uno ogni 20.000 abitanti.

La chiusura del Presidio Sant’Agostino ed il conseguente trasferimento e la ricollocazione delle attività e dei Servizi ivi esistenti, si era venuta ad inserire, quindi, in un quadro già complesso e delicato per lo stato dei Servizi Socio - Sanitari del XIII Municipio - Distretto 2.

L’assenza, quindi, di una reale programmazione territoriale ha comportato negli anni, di fatto, anche il mancato completamento, potenziamento e realizzazione di Servizi con compiti e funzioni articolate, capaci di favorire, non solo una necessaria integrazione Socio – Sanitaria per rispondere appieno alla domanda e alle esigenze di salute delle persone, ma la possibilità, anche, di adempiere ad una funzione e ad un processo di deospedalizzazione degli interventi sanitari e, quindi, di “alleggerimento” delle Strutture Sanitarie Ospedaliere.

In questo quadro di una realtà complessa preoccupa fortemente la sospensione dei lavori, anche perché non si vorrebbe che, un eventuale ritardo e/o mancato stanziamento dei fondi necessari per l’ultimazione dei lavori stessi, rappresentasse l’occasione per paventare una diversa destinazione ed utilizzo della struttura, con il rischio di dare spazio a tentativi di alienazione ed inaccettabili e pericolose operazioni speculative e privatistiche, che determinerebbero per il territorio una grave, ulteriore ferita per l’ulteriore perdita di spazi e beni pubblici.

Premesso quanto sopra, scrivente O.S. chiede alla Regione Lazio, congiuntamente alla nuova Direzione dell’Azienda USL RM/D ed alle Istituzioni tutte, di promuovere urgentemente tutte le iniziative necessarie a far sì che venga assicurata l’immediata ripresa dei lavori del Presidio Sant’ Agostino garantendone, nel contempo, l’originale destinazione d’uso, programmando ed organizzando, nei tempi e nei modi utili, soprattutto lo spostamento dei Servizi e delle attività già precedentemente esistenti, quali il Consultorio Familiare di Ostia, il TSMREE di Ostia, l’Immunoprofilassi/Vaccinazioni, ecc.

Scrivente O.S., auspica che su questi aspetti e su queste problematiche si possa avviare un confronto tra i diversi livelli istituzionali e con le realtà Sindacali e Sociali del Territorio, per cercare di favorire e promuovere un ragionamento nel merito delle questioni poste e per favorire le soluzioni più idonee capaci di assicurare servizi quantitativamente e qualitativamente migliori ai cittadini/utenti del Territorio.

In attesa di un Vostro sollecito riscontro si porgono cordiali saluti.

p. il COBAS AUSL RM/D

I Delegati R.S.U.

Laura Mazzarella - Cesare Morra - Antonio Nocera

mercoledì 29 dicembre 2010

A CHE SERVE QUESTO ORGANISMO SOCIALE?

Pacco, Paccotto e Contropaccotto
L’Organismo Sociale ci rivolge ogni anno, durante le occasioni festive ( Natale – Pasqua) i suoi auguri deliziandoci con “graditissimi” confezioni/pacchi dono.
Sarà che siamo in tempo di crisi ( per chi?) ma ai lavoratori e alle lavoratrici, che sono quelli che subiscono le più feroci conseguenze, in termini di peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro e che, peraltro, si sono visti cancellare anche il diritto del rinnovo del contratto, vorremmo che gli fosse risparmiata la beffa e l’umiliazione di ricevere, da un’ Organismo che si definisce e si vuole sociale, pacchi “ dono” a dir poco indecorosi contenenti scarsità di prodotti, privi anche di quei dolci classici che appartengono alla tradizione festiva ( pandoro – panettone – spumante – torrone, ecc. ) per non parlare della scelta e della scarsa qualità dei prodotti stessi presenti al suo interno.
Ricordiamo che gli Organismi Sociali Aziendali si sostengono con il contributo delle lavoratrici e dei lavoratori e sono, peraltro Organismi elettivi, muniti di un regolare statuto e specifico bilancio (quali sono quelli della A.S.L.RM/D? ) che, non solo dovrebbero promuovere, gestire e garantire attività ed iniziative di partecipazione, pluralismo, solidarietà, oltre a quelle ricreative, assistenziali, formative, turistico e sportive, le cui iniziative ed attività dovrebbero essere sempre, e comunque, discusse e sottoposte a confronto e valutazione da tutti i soci in regola con il pagamento delle quote sociali non ignorando ed eludendo, peraltro, la partecipazione ed il confronto diretto con i dipendenti dell’Azienda ed il rapporto, ed il collegamento, con le R.S.U. Aziendali e con le strutture sindacali territoriali. Di tutto questo non si è mai vista minima traccia nella ASL RM/D….Come Mai?
Ci chiediamo, inoltre, come mai gli Organismi Sociali che, in quanto organismi elettivi, dovrebbero essere democraticamente e periodicamente rinnovati ( ogni tre anni, circa ) non vengono sottoposti regolarmente al rinnovo.
Come COBAS della ASL RM/D nel denunciare la beffa e l’umiliazione inflitta alle lavoratrici ed ai lavoratori con la VERGOGNA della consegna del “PACCO DONO NATALIZIO” valuterà l’ipotesi di promuovere una campagna di cancellazione dall’ Organismo Sociale della ASL RM/D sino a quando non verranno ripristinati e garantiti il rispetto di quei criteri e principi, per noi fondamentali, di trasparenza, democrazia e partecipazione al di fuori di qualsiasi calcolo e/o interesse di bottega.