IL COBAS DELLA AUSL RM/D ESPRIME IL SUO APPREZZAMENTO PER L’IMPORTANTE RISULTATO OTTENUTO CON LA LOTTA, INDETTA DALLA R.S.U. E CONDOTTA DALLE LAVORATRICI E DAI LAVORATORI DELLA AUSL RM/D, PER IL MANTENIMENTO IN SERVIZIO DEL PERSONALE AUSILIARIO, IMPEGNATO NEI SERVIZI SOCIO SANITARI, IN PARTICOLARE MODO PRESSO L’OSPEDALE G.B. GRASSI, AI QUALI SCADEVA IL CONTRATTO DI LAVORO IL PROSSIMO 10 MAGGIO, CON LA CONSEGUENZA DI CREARE GRAVI RIPERCUSSIONI SU SERVIZI SOCIO – SANITARI GIA’ CARENTI DI QUELLE RISORSE UMANE E PROFESSIONALI NECESSARIE PER ASSICURARE LIVELLI DI ASSISTENZA ADEGUATI, UMANI E DIGNITOSI.
TALE RISULTATO E’ UN PRIMO PASSO CONTRO LA PRECARIETA’ ED I PROCESSI DI ESTERNALIZZAZIONE CHE RAPPRESENTANO LE NUOVE FORME DI SFRUTTAMENTO E NON GARANTISCONO, NEI SERVIZI PUBBLICI, NEANCHE QUELLA QUALITA’ E QUEL RISPARMIO OGGI TANTO DECLAMATI.
QUESTO PRIMO RISULTATO, CONSEGUITO ANCHE ALL’IMPEGNO DI UN VASTO MOVIMENTO SOCIALE ED ISTITUZIONALE, SAPENDO CHE ALTRE QUESTIONI SI IMPONGONO CON URGENZA, COME LA SCADENZA DEL CONTRATTO PER LE 5 TERAPISTE DELLA RIABILTAZIONE PER I MINORI, IN SCADENZA DI CONTRATTO ( 3 SETTEMBRE P.V. ) PUO’ E DEVE RAPPRESENTARE DA INSEGNAMENTO AFFINCHE’ I LAVORATORI E LE LAVORATRICI TORNINO AD ESSERE PROTAGONISTI IN PRIMA PERSONA INSIEME A QUELLE REALTA’ CHE FANNO DELLA DIFESA DEL LAVORO, DEI SERVIZI SOCIO - SANITARI, DEI DIRITTI E DEL BENE PUBBLICO LA RAGIONE DEL PROPRIO ESSERE E DEL PROPRIO AGIRE.
COBAS AUSL RM/D
mercoledì 28 aprile 2010
martedì 20 aprile 2010
Passaggio di Gestione all'ASL RMD
Alla fine, non ricorderemo le parole dei nostri nemici, ma i silenzi dei nostri amici ….( Martin Luther King )
Le elezioni per il rinnovo dei Consigli Regionali hanno portato al cambiamento degli assetti politici nel Governo della Regione Lazio determinando il passaggio da una maggioranza di centro - sinistra ad una maggioranza e ad un governo di centro - destra.
Il Governo della Sanità nella Regione Lazio ha visto, in questi anni, un alternarsi di dichiarazioni solo apparentemente “infuocate” tra i dei due schieramenti, mentre, invece, è apparso evidente come, per le politiche e le problematiche riguardanti la Sanità, sia a causa delle scelte di politica economico/finanziaria del Governo Berlusconi, che del Governo della Regione Lazio, ci sia stato, anche se ciascuno con le sue distinte responsabilità politiche, un gioco di specchi con l’unica conseguenza di avere determinato un vero e proprio contraccolpo e un pesante ridimensionamento quantitativo/qualitativo del Servizio Socio - Sanitario Pubblico.
A pagarne maggiormente il prezzo sono stati, soprattutto, i cittadini che hanno subito le conseguenze del continuo depotenziamento dei Servizi Pubblici e delle strutture socio - sanitarie e le operatrici ed operatori, costretti a lavorare in condizioni di disagio e difficoltà sempre maggiori, sia per la mancanza di tutte le necessarie figure umane e professionali (mediche, infermieristiche, tecniche, ausiliarie, amministrative e sociali) che per l’inadeguatezza ed insufficienza degli spazi e delle strutture.
Nell’AUSL RM/D tale situazione, al di là della propaganda, delle autocelebrazioni e dell’autoreferenzialità muscolare esibita dalla Direzione Generale, si è sentita in modo ancor più pesante, considerate anche le inadeguate ed esigue risorse economico/finanziarie destinate alla AUSL RM/D ( 383 euro procapite rispetto, per esempio, ai 1.075 dell’AUSL di Latina ) alle quali si è aggiunta la richiesta, da parte della Regione Lazio per il Piano di Rientro economico/finanziario, dopo che, peraltro, la stessa Direzione Aziendale si era vantata di un risparmio gestionale di oltre 130 milioni, di un’altra contrazione della spesa sul personale per l’anno 2009 di altri 3 milioni d’Euro.
Ora ci appaiono come vere e proprie lacrime di coccodrillo quelle che vengono versate davanti ai problemi e alle difficoltà, quali la carenza del personale, con particolare riferimento a quelle/quei lavoratrici/tori precari alle quali sta per scadere il contratto ( infermieri, ausiliari, figure professionali impegnate nella riabilitazione come Logopediste, e Terapiste della Neuropsichiatria dell’Età Evolutiva).
Perché non ci si è mossi prima? Perché non è stato fatto tutto il possibile, sia in termini Istituzionali/Aziendali, politici e sindacali, per promuovere iniziative affinché potessero essere assunti preventivamente tutti quei provvedimenti necessari ( richiesta di risorse economico/finanziarie appropriate e richiesta di deroghe per assunzioni e/o atti amministrativi per un eventuale proroga dei contratti in essere) per garantire, non solo i livelli occupazionali delle lavoratrici/tori coinvolti, ma la continuità qualitativa/quantitativa all’interno di quei Servizi assistenziali interessati a non vedersi privati di figure professionali necessarie nell’interesse generale riguardanti il Diritto alla Salute delle persone?
NON E’ MAI TROPPO TARDI, MA LA CHIAREZZA, LA CONOSCENZA E L’ANALISI DEI PROBLEMI SONO SEMPRE NECESSARI PER RIUSCIRE AD AFFRONTARE LA REALTA’ ED I SUOI PROBLEMI, SENZA MISTIFICAZIONI E DISTORSIONI, NEL MODO PIU’ OPPORTUNO ED ADEGUATO.
Al di là di cosa accadrà con la definizione degli assetti Politici/Istituzionali e Aziendali restano tutte aperte le questioni ed i problemi emersi, anche alla luce dell’esperienza che sta per concludersi: quale idea di Gestione della Cosa Pubblica debba, oggi, governare le tematiche e le problematiche legate ai diritti e alla Salute delle persone?
La lottizzazione è una degenerazione gravissima che ha sempre caratterizzato il Servizio Sanitario Nazionale e che è andata sempre più affermandosi con l’introduzione della figura dei Direttori Generali nelle Aziende Sanitarie ed Ospedaliere con i quali si è cercato, apparentemente, di dare risposte, in nome dell’efficienza e dell’efficacia, ad un’idea di gestione di carattere privatistico e falsamente manageriale, come se i diritti e, soprattutto, la salute delle persone potessero essere considerati una merce, un bene di consumo, ma che, di fatto, per il ruolo e per il potere monocratico e assoluto assegnato ai Direttori Generali, non solo ha finito per mortificare, soffocare e reprimere quell’idea di gestione democratica e partecipata della Cosa Pubblica, che era nello spirito riformatore della L.833/78, ma ha finito per diventare strumento ed elemento di occupazione e spartizione dello Stato da parte dei partiti con tutte le conseguenze degenerative verso quei fenomeni di dominio, clientelismo ed autoritarismo, che questo sistema ha determinato.
I Direttori Generali, ci hanno dimostrato, sino ad oggi, che non hanno idea di cosa sia la “ Cosa Pubblica”, il Servizio e il Bene Pubblico; non considerano la necessità, l’opportunità che, per poter rendere più efficienti, più efficaci e, soprattutto, più umani l’insieme dei servizi socio sanitari dedicati alla cura e all’assistenza delle persone e per cercare di farli meglio funzionare e per rispondere appieno alle esigenze, ai bisogni ed ai diritti di salute delle persone, questi hanno bisogno di essere “ Governati” attraverso percorsi, processi e gli strumenti della pratica della Democrazia e della Partecipazione, con il coinvolgimento diretto ed indispensabile di tutte quelle competenze, quei saperi, quelle sensibilità presenti all’interno del Servizio Pubblico rappresentato dalle molte e molti operatrici ed operatori che vi lavorano.
In realtà, mentre le lavoratrici ed i lavoratori cercano, tra le difficoltà ed i disagi, di “ fare Servizio Pubblico” costoro, o meglio molti di questi Lor Signori/e, “ Fanno Azienda”, si comportano come veri e propri Sovrani e Padroni credendo che la Cosa Pubblica sia “Cosa Loro” e che sia possibile poter agire indisturbati/e con il piglio del “Comando” e del “ Dominio” assoluti, preoccupandosi solo di “ dimostrare” quanto siano bravi ed efficienti nel far quadrare i conti ed i bilanci senza rendere partecipi delle loro scelte, direttamente ed indirettamente, e senza attentamente considerare le conseguenze che tali scelte e tali comportamenti possono determinare e/o causare a chi, di quelle scelte, è destinatario: i cittadini/utenti e le lavoratrici ed i lavoratori che operano nei vari reparti e servizi socio - sanitari.
Non sappiamo, a tutt’oggi, come si dispiegherà il valzer delle nomine, se ci saranno i cosiddetti, e quali, “salti della quaglia “ ma siamo tra quelli che non brinderanno, ma conserveranno memoria di un’esperienza che ha segnato, in modo negativo, quella che avrebbe dovuto, per appartenenza, provenienza culturale, sociale e politica, esprimere, anche in un quadro non condivisibile, delle compatibilità politiche/economiche/istituzionali, un’idea ed una pratica Democratica e Partecipata di “ Gestione della Cosa Pubblica”.
La nostra critica e la nostra denuncia, in tutti questi anni, in una condizione certamente difficile, pagando anche alcuni prezzi, ha sempre agito partendo solo ed esclusivamente dal merito dei problemi e delle questioni per segnalare e denunciare ciò che credevamo fosse giusto e necessario, cercando di dar voce e rappresentare, anche attraverso limiti e difficoltà, il disagio, il malessere delle lavoratrici e dei lavoratori, in un clima di arroganza e paura instaurato da una gestione autocratica ed autoritaria che ha teso a comprimere, limitare e soffocare diritti, tutele, dignità e professionalità.
Ora saranno in molti a dire :”Era Ora!!!”, ma tra questi molti ci sono anche coloro e, precisamente, tutte quelle forze, quegli apparati sindacali e politici di centro - destra e di centro - sinistra che, direttamente ed indirettamente, per opportunismo, per interesse, per collateralismo, per compatibilità istituzionale/politica e sindacale, si sono resi partecipi di un silenzio assordante, complice ed irresponsabile, che ha finito per disorientare ed isolare quelle energie, quelle risorse, quelle realtà umane, professionali e sociali che muovono ed agiscono solo ed esclusivamente nell’interesse e nella difesa del Bene e del Servizio Pubblico e per acuire ed approfondire quel sentimento di sfiducia e di disaffezione e quella crisi di rappresentanza e rappresentatività che sono tra le ragioni del declino, della decomposizione morale, civile, sociale e politica che sta soffocando oggi il paese.
Non siamo tra coloro che sono uso brindare per un’eventuale amara esperienza conclusasi: non è nella nostra cultura e nel nostro stile, anche perché riteniamo che, se tutto ciò è stato possibile, lo si è dovuto ad un sistema di potere e di interessi che resterà ancora totalmente intatto. Ma, certamente, siamo tra coloro che porteranno memoria e che considerano questa esperienza gestionale, tra le più negative e fallimentari, non tanto e non solo per le scelte legate a quelle compatibilità economico/Aziendali non condivisibili, perché, crediamo, siano in antitesi con un’idea ed una cultura della salute che vede al centro la persona ed il suo benessere psico –fisico, ma proprio perché c’è stata l’incapacità e la non volontà di misurarsi e confrontarsi sul terreno di un’idea ed una pratica democratica e partecipata della Gestione della Cosa Pubblica.
Aspettare ora, un “ Messia”, e/o un nuovo “Bravo e Buono” Direttore Generale?
Dovremmo aver imparato, a nostre spese, che, questo, non solo mina la nostra autonomia di analisi, di giudizio e di iniziativa, ma rischia di essere un’illusione che può costar cara….!!!
Pensiamo che questa esperienza debba e possa servire per riflettere e ragionare sulla necessità di impegnarsi, ciascuno per quel che può, per costruire e favorire, la crescita e lo sviluppo di una reale, libera, autonoma rappresentanza dei lavoratori e delle lavoratrici tutti/e, attraverso percorsi condivisi di partecipazione e di democrazia, per contrastare ogni logica di dominio, in difesa dei propri diritti, delle proprie tutele e per migliorare le condizioni di vita e di lavoro.
Da parte nostra ribadiamo che continueremo ad essere e a sentirci impegnati, al di fuori di qualsiasi opportunità e compatibilità politico/sindacale/aziendale e con il solo ed unico scopo di portare, attraverso il confronto, il dialogo ed il ragionamento un contributo, per difendere il Servizio Socio Sanitario Pubblico e un’idea “ Altra” dell’essere e dell’agire politico/sindacale, nonché per cercare di realizzare, attraverso percorsi condivisi con le/i lavoratrici/tori, con le realtà del Territorio e con i Movimenti, un’idea di Comunità, di uomini e donne che, autonomamente e liberamente si batte per affermare i propri diritti e le proprie aspirazioni……
Le elezioni per il rinnovo dei Consigli Regionali hanno portato al cambiamento degli assetti politici nel Governo della Regione Lazio determinando il passaggio da una maggioranza di centro - sinistra ad una maggioranza e ad un governo di centro - destra.
Il Governo della Sanità nella Regione Lazio ha visto, in questi anni, un alternarsi di dichiarazioni solo apparentemente “infuocate” tra i dei due schieramenti, mentre, invece, è apparso evidente come, per le politiche e le problematiche riguardanti la Sanità, sia a causa delle scelte di politica economico/finanziaria del Governo Berlusconi, che del Governo della Regione Lazio, ci sia stato, anche se ciascuno con le sue distinte responsabilità politiche, un gioco di specchi con l’unica conseguenza di avere determinato un vero e proprio contraccolpo e un pesante ridimensionamento quantitativo/qualitativo del Servizio Socio - Sanitario Pubblico.
A pagarne maggiormente il prezzo sono stati, soprattutto, i cittadini che hanno subito le conseguenze del continuo depotenziamento dei Servizi Pubblici e delle strutture socio - sanitarie e le operatrici ed operatori, costretti a lavorare in condizioni di disagio e difficoltà sempre maggiori, sia per la mancanza di tutte le necessarie figure umane e professionali (mediche, infermieristiche, tecniche, ausiliarie, amministrative e sociali) che per l’inadeguatezza ed insufficienza degli spazi e delle strutture.
Nell’AUSL RM/D tale situazione, al di là della propaganda, delle autocelebrazioni e dell’autoreferenzialità muscolare esibita dalla Direzione Generale, si è sentita in modo ancor più pesante, considerate anche le inadeguate ed esigue risorse economico/finanziarie destinate alla AUSL RM/D ( 383 euro procapite rispetto, per esempio, ai 1.075 dell’AUSL di Latina ) alle quali si è aggiunta la richiesta, da parte della Regione Lazio per il Piano di Rientro economico/finanziario, dopo che, peraltro, la stessa Direzione Aziendale si era vantata di un risparmio gestionale di oltre 130 milioni, di un’altra contrazione della spesa sul personale per l’anno 2009 di altri 3 milioni d’Euro.
Ora ci appaiono come vere e proprie lacrime di coccodrillo quelle che vengono versate davanti ai problemi e alle difficoltà, quali la carenza del personale, con particolare riferimento a quelle/quei lavoratrici/tori precari alle quali sta per scadere il contratto ( infermieri, ausiliari, figure professionali impegnate nella riabilitazione come Logopediste, e Terapiste della Neuropsichiatria dell’Età Evolutiva).
Perché non ci si è mossi prima? Perché non è stato fatto tutto il possibile, sia in termini Istituzionali/Aziendali, politici e sindacali, per promuovere iniziative affinché potessero essere assunti preventivamente tutti quei provvedimenti necessari ( richiesta di risorse economico/finanziarie appropriate e richiesta di deroghe per assunzioni e/o atti amministrativi per un eventuale proroga dei contratti in essere) per garantire, non solo i livelli occupazionali delle lavoratrici/tori coinvolti, ma la continuità qualitativa/quantitativa all’interno di quei Servizi assistenziali interessati a non vedersi privati di figure professionali necessarie nell’interesse generale riguardanti il Diritto alla Salute delle persone?
NON E’ MAI TROPPO TARDI, MA LA CHIAREZZA, LA CONOSCENZA E L’ANALISI DEI PROBLEMI SONO SEMPRE NECESSARI PER RIUSCIRE AD AFFRONTARE LA REALTA’ ED I SUOI PROBLEMI, SENZA MISTIFICAZIONI E DISTORSIONI, NEL MODO PIU’ OPPORTUNO ED ADEGUATO.
Al di là di cosa accadrà con la definizione degli assetti Politici/Istituzionali e Aziendali restano tutte aperte le questioni ed i problemi emersi, anche alla luce dell’esperienza che sta per concludersi: quale idea di Gestione della Cosa Pubblica debba, oggi, governare le tematiche e le problematiche legate ai diritti e alla Salute delle persone?
La lottizzazione è una degenerazione gravissima che ha sempre caratterizzato il Servizio Sanitario Nazionale e che è andata sempre più affermandosi con l’introduzione della figura dei Direttori Generali nelle Aziende Sanitarie ed Ospedaliere con i quali si è cercato, apparentemente, di dare risposte, in nome dell’efficienza e dell’efficacia, ad un’idea di gestione di carattere privatistico e falsamente manageriale, come se i diritti e, soprattutto, la salute delle persone potessero essere considerati una merce, un bene di consumo, ma che, di fatto, per il ruolo e per il potere monocratico e assoluto assegnato ai Direttori Generali, non solo ha finito per mortificare, soffocare e reprimere quell’idea di gestione democratica e partecipata della Cosa Pubblica, che era nello spirito riformatore della L.833/78, ma ha finito per diventare strumento ed elemento di occupazione e spartizione dello Stato da parte dei partiti con tutte le conseguenze degenerative verso quei fenomeni di dominio, clientelismo ed autoritarismo, che questo sistema ha determinato.
I Direttori Generali, ci hanno dimostrato, sino ad oggi, che non hanno idea di cosa sia la “ Cosa Pubblica”, il Servizio e il Bene Pubblico; non considerano la necessità, l’opportunità che, per poter rendere più efficienti, più efficaci e, soprattutto, più umani l’insieme dei servizi socio sanitari dedicati alla cura e all’assistenza delle persone e per cercare di farli meglio funzionare e per rispondere appieno alle esigenze, ai bisogni ed ai diritti di salute delle persone, questi hanno bisogno di essere “ Governati” attraverso percorsi, processi e gli strumenti della pratica della Democrazia e della Partecipazione, con il coinvolgimento diretto ed indispensabile di tutte quelle competenze, quei saperi, quelle sensibilità presenti all’interno del Servizio Pubblico rappresentato dalle molte e molti operatrici ed operatori che vi lavorano.
In realtà, mentre le lavoratrici ed i lavoratori cercano, tra le difficoltà ed i disagi, di “ fare Servizio Pubblico” costoro, o meglio molti di questi Lor Signori/e, “ Fanno Azienda”, si comportano come veri e propri Sovrani e Padroni credendo che la Cosa Pubblica sia “Cosa Loro” e che sia possibile poter agire indisturbati/e con il piglio del “Comando” e del “ Dominio” assoluti, preoccupandosi solo di “ dimostrare” quanto siano bravi ed efficienti nel far quadrare i conti ed i bilanci senza rendere partecipi delle loro scelte, direttamente ed indirettamente, e senza attentamente considerare le conseguenze che tali scelte e tali comportamenti possono determinare e/o causare a chi, di quelle scelte, è destinatario: i cittadini/utenti e le lavoratrici ed i lavoratori che operano nei vari reparti e servizi socio - sanitari.
Non sappiamo, a tutt’oggi, come si dispiegherà il valzer delle nomine, se ci saranno i cosiddetti, e quali, “salti della quaglia “ ma siamo tra quelli che non brinderanno, ma conserveranno memoria di un’esperienza che ha segnato, in modo negativo, quella che avrebbe dovuto, per appartenenza, provenienza culturale, sociale e politica, esprimere, anche in un quadro non condivisibile, delle compatibilità politiche/economiche/istituzionali, un’idea ed una pratica Democratica e Partecipata di “ Gestione della Cosa Pubblica”.
La nostra critica e la nostra denuncia, in tutti questi anni, in una condizione certamente difficile, pagando anche alcuni prezzi, ha sempre agito partendo solo ed esclusivamente dal merito dei problemi e delle questioni per segnalare e denunciare ciò che credevamo fosse giusto e necessario, cercando di dar voce e rappresentare, anche attraverso limiti e difficoltà, il disagio, il malessere delle lavoratrici e dei lavoratori, in un clima di arroganza e paura instaurato da una gestione autocratica ed autoritaria che ha teso a comprimere, limitare e soffocare diritti, tutele, dignità e professionalità.
Ora saranno in molti a dire :”Era Ora!!!”, ma tra questi molti ci sono anche coloro e, precisamente, tutte quelle forze, quegli apparati sindacali e politici di centro - destra e di centro - sinistra che, direttamente ed indirettamente, per opportunismo, per interesse, per collateralismo, per compatibilità istituzionale/politica e sindacale, si sono resi partecipi di un silenzio assordante, complice ed irresponsabile, che ha finito per disorientare ed isolare quelle energie, quelle risorse, quelle realtà umane, professionali e sociali che muovono ed agiscono solo ed esclusivamente nell’interesse e nella difesa del Bene e del Servizio Pubblico e per acuire ed approfondire quel sentimento di sfiducia e di disaffezione e quella crisi di rappresentanza e rappresentatività che sono tra le ragioni del declino, della decomposizione morale, civile, sociale e politica che sta soffocando oggi il paese.
Non siamo tra coloro che sono uso brindare per un’eventuale amara esperienza conclusasi: non è nella nostra cultura e nel nostro stile, anche perché riteniamo che, se tutto ciò è stato possibile, lo si è dovuto ad un sistema di potere e di interessi che resterà ancora totalmente intatto. Ma, certamente, siamo tra coloro che porteranno memoria e che considerano questa esperienza gestionale, tra le più negative e fallimentari, non tanto e non solo per le scelte legate a quelle compatibilità economico/Aziendali non condivisibili, perché, crediamo, siano in antitesi con un’idea ed una cultura della salute che vede al centro la persona ed il suo benessere psico –fisico, ma proprio perché c’è stata l’incapacità e la non volontà di misurarsi e confrontarsi sul terreno di un’idea ed una pratica democratica e partecipata della Gestione della Cosa Pubblica.
Aspettare ora, un “ Messia”, e/o un nuovo “Bravo e Buono” Direttore Generale?
Dovremmo aver imparato, a nostre spese, che, questo, non solo mina la nostra autonomia di analisi, di giudizio e di iniziativa, ma rischia di essere un’illusione che può costar cara….!!!
Pensiamo che questa esperienza debba e possa servire per riflettere e ragionare sulla necessità di impegnarsi, ciascuno per quel che può, per costruire e favorire, la crescita e lo sviluppo di una reale, libera, autonoma rappresentanza dei lavoratori e delle lavoratrici tutti/e, attraverso percorsi condivisi di partecipazione e di democrazia, per contrastare ogni logica di dominio, in difesa dei propri diritti, delle proprie tutele e per migliorare le condizioni di vita e di lavoro.
Da parte nostra ribadiamo che continueremo ad essere e a sentirci impegnati, al di fuori di qualsiasi opportunità e compatibilità politico/sindacale/aziendale e con il solo ed unico scopo di portare, attraverso il confronto, il dialogo ed il ragionamento un contributo, per difendere il Servizio Socio Sanitario Pubblico e un’idea “ Altra” dell’essere e dell’agire politico/sindacale, nonché per cercare di realizzare, attraverso percorsi condivisi con le/i lavoratrici/tori, con le realtà del Territorio e con i Movimenti, un’idea di Comunità, di uomini e donne che, autonomamente e liberamente si batte per affermare i propri diritti e le proprie aspirazioni……
INDENNITA' VACANZA CONTRATTUALE
Alla faccia della Questione Salariale…!!!
7 EURO …e l’uomo campa…!!!
Mentre i dati che emergono dalle diverse rilevazioni statistiche e, soprattutto, dalle condizioni di vita, divenute sempre più difficili per migliaia di famiglie, a causa della crisi economica, della disoccupazione, della precarietà e degli, sempre più, immiseriti stipendi, parlano di una questione salariale divenuta urgente ed ineludibile, il Ministero dell’Economia - Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato ha pubblicato le misure dell’Indennità di Vacanza Contrattuale, riferite al triennio 2010-2012, per il personale dipendente dalle Amministrazioni Pubbliche.
Gli elementi di calcolo dell’indennità di vacanza contrattuale sono:
• Il tasso di inflazione programmata per il 2010 pari all’1,5%;
• La base di calcolo è quella relativa allo stipendio tabellare vigente al 1° gennaio 2010;
• La misura mensile è pari al 30% dell’inflazione programmata per il 2010 a partire dal 1° aprile che diventerà 50% dal 1° luglio.
In caso di assenza del rinnovo del Contratto Nazionale anche nell’anno 2011, proseguirà la corresponsione dell’indennità nella misura mensile definita dal 1° luglio 2010 pari al 50% dell’inflazione programmata 2010.
Il gelido e burocratico comunicato, con il quale la Ragioneria dello Stato annuncia le misure in merito alla vacanza contrattuale, mette una pietra sopra il rinnovo dei contratti pubblici non solo per il 2010 ma anche con la previsione d’estensione per il 2011, con incrementi salariali di 7 euro medie lorde mensili da aprile e 12 euro da luglio. Ciò significa che in busta paga i lavoratori si troveranno al netto, di media, rispettivamente 4 e 6,5 euro.
Questo è il primo effetto delle politiche contrattuali e della conseguente triennalizzazione voluta dalle OO.SS. Cgil, Cisl e Uil.
Il fatto che non ci sia stato alcuno stanziamento per i rinnovi dei contratti nella legge Finanziaria 2010 è la chiara volontà del governo di non rinnovare i contratti ai lavoratori pubblici per quest’anno e, molto probabilmente, anche per il prossimo.
Questo attacco s’inserisce in un contesto che tende sempre più a colpire, attraverso manovre, come quelle adottate anche recentemente dal governo (la cosiddetta Brunetta e il Collegato Lavoro) i diritti e le tutele delle lavoratrici e dei lavoratori e pubblici e privati, destrutturando, allo scopo di “ far cassa” la Pubblica Amministrazione, e quindi, quello che resta dello Stato Sociale.
Non possono essere sempre e solo i lavoratori a pagare il costo della crisi !
Le Rappresentanze Sindacali di Base ritengono necessario l’avvio di un confronto, di un processo partecipato e democratico nei posti di lavoro per cercare di riprendere l’iniziativa in difesa e a tutela dei diritti e delle condizioni di vita e di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori e per riaffermare il valore del Contratto Collettivo Nazionale.
Chiedono, a tal fine, l’immediata apertura dei Contratti Pubblici per aumenti salariali veri, per la stabilizzazione del salario accessorio ( oggi oggetto di ricorrenti incursioni da parte del Tesoro ) per la fine del blocco del turn - over e l’assunzione dei precari e dei disoccupati.
Roma,06/04/2010
7 EURO …e l’uomo campa…!!!
Mentre i dati che emergono dalle diverse rilevazioni statistiche e, soprattutto, dalle condizioni di vita, divenute sempre più difficili per migliaia di famiglie, a causa della crisi economica, della disoccupazione, della precarietà e degli, sempre più, immiseriti stipendi, parlano di una questione salariale divenuta urgente ed ineludibile, il Ministero dell’Economia - Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato ha pubblicato le misure dell’Indennità di Vacanza Contrattuale, riferite al triennio 2010-2012, per il personale dipendente dalle Amministrazioni Pubbliche.
Gli elementi di calcolo dell’indennità di vacanza contrattuale sono:
• Il tasso di inflazione programmata per il 2010 pari all’1,5%;
• La base di calcolo è quella relativa allo stipendio tabellare vigente al 1° gennaio 2010;
• La misura mensile è pari al 30% dell’inflazione programmata per il 2010 a partire dal 1° aprile che diventerà 50% dal 1° luglio.
In caso di assenza del rinnovo del Contratto Nazionale anche nell’anno 2011, proseguirà la corresponsione dell’indennità nella misura mensile definita dal 1° luglio 2010 pari al 50% dell’inflazione programmata 2010.
Il gelido e burocratico comunicato, con il quale la Ragioneria dello Stato annuncia le misure in merito alla vacanza contrattuale, mette una pietra sopra il rinnovo dei contratti pubblici non solo per il 2010 ma anche con la previsione d’estensione per il 2011, con incrementi salariali di 7 euro medie lorde mensili da aprile e 12 euro da luglio. Ciò significa che in busta paga i lavoratori si troveranno al netto, di media, rispettivamente 4 e 6,5 euro.
Questo è il primo effetto delle politiche contrattuali e della conseguente triennalizzazione voluta dalle OO.SS. Cgil, Cisl e Uil.
Il fatto che non ci sia stato alcuno stanziamento per i rinnovi dei contratti nella legge Finanziaria 2010 è la chiara volontà del governo di non rinnovare i contratti ai lavoratori pubblici per quest’anno e, molto probabilmente, anche per il prossimo.
Questo attacco s’inserisce in un contesto che tende sempre più a colpire, attraverso manovre, come quelle adottate anche recentemente dal governo (la cosiddetta Brunetta e il Collegato Lavoro) i diritti e le tutele delle lavoratrici e dei lavoratori e pubblici e privati, destrutturando, allo scopo di “ far cassa” la Pubblica Amministrazione, e quindi, quello che resta dello Stato Sociale.
Non possono essere sempre e solo i lavoratori a pagare il costo della crisi !
Le Rappresentanze Sindacali di Base ritengono necessario l’avvio di un confronto, di un processo partecipato e democratico nei posti di lavoro per cercare di riprendere l’iniziativa in difesa e a tutela dei diritti e delle condizioni di vita e di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori e per riaffermare il valore del Contratto Collettivo Nazionale.
Chiedono, a tal fine, l’immediata apertura dei Contratti Pubblici per aumenti salariali veri, per la stabilizzazione del salario accessorio ( oggi oggetto di ricorrenti incursioni da parte del Tesoro ) per la fine del blocco del turn - over e l’assunzione dei precari e dei disoccupati.
Roma,06/04/2010
martedì 6 aprile 2010
Alla faccia della Questione Salariale…!!!7 EURO …e l’uomo campa…!!!
Mentre i dati che emergono dalle diverse rilevazioni statistiche e, soprattutto, dalle condizioni di vita, divenute sempre più difficili per migliaia di famiglie, a causa della crisi economica, della disoccupazione, della precarietà e degli, sempre più, immiseriti stipendi, parlano di una questione salariale divenuta urgente ed ineludibile, il Ministero dell’Economia - Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato ha pubblicato le misure dell’Indennità di Vacanza Contrattuale, riferite al triennio 2010-2012, per il personale dipendente dalle Amministrazioni Pubbliche.
Gli elementi di calcolo dell’indennità di vacanza contrattuale sono:
• Il tasso di inflazione programmata per il 2010 pari all’1,5%;
• La base di calcolo è quella relativa allo stipendio tabellare vigente al 1° gennaio 2010;
• La misura mensile è pari al 30% dell’inflazione programmata per il 2010 a partire dal 1° aprile che diventerà 50% dal 1° luglio.
In caso di assenza del rinnovo del Contratto Nazionale anche nell’anno 2011, proseguirà la corresponsione dell’indennità nella misura mensile definita dal 1° luglio 2010 pari al 50% dell’inflazione programmata 2010.
Il gelido e burocratico comunicato, con il quale la Ragioneria dello Stato annuncia le misure in merito alla vacanza contrattuale, mette una pietra sopra il rinnovo dei contratti pubblici non solo per il 2010 ma anche con la previsione d’estensione per il 2011, con incrementi salariali di 7 euro medie lorde mensili da aprile e 12 euro da luglio. Ciò significa che in busta paga i lavoratori si troveranno al netto, di media, rispettivamente 4 e 6,5 euro.
Questo è il primo effetto delle politiche contrattuali e della conseguente triennalizzazione voluta dalle OO.SS. Cgil, Cisl e Uil.
Il fatto che non ci sia stato alcuno stanziamento per i rinnovi dei contratti nella legge Finanziaria 2010 è la chiara volontà del governo di non rinnovare i contratti ai lavoratori pubblici per quest’anno e, molto probabilmente, anche per il prossimo.
Questo attacco s’inserisce in un contesto che tende sempre più a colpire, attraverso manovre, come quelle adottate anche recentemente dal governo (la cosiddetta Brunetta e il Collegato Lavoro) i diritti e le tutele delle lavoratrici e dei lavoratori e pubblici e privati, destrutturando, allo scopo di “ far cassa” la Pubblica Amministrazione, e quindi, quello che resta dello Stato Sociale.
Non possono essere sempre e solo i lavoratori a pagare il costo della crisi !
Le Rappresentanze Sindacali di Base ritengono necessario l’avvio di un confronto, di un processo partecipato e democratico nei posti di lavoro per cercare di riprendere l’iniziativa in difesa e a tutela dei diritti e delle condizioni di vita e di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori e per riaffermare il valore del Contratto Collettivo Nazionale.
Chiedono, a tal fine, l’immediata apertura dei Contratti Pubblici per aumenti salariali veri, per la stabilizzazione del salario accessorio ( oggi oggetto di ricorrenti incursioni da parte del Tesoro ) per la fine del blocco del turn - over e l’assunzione dei precari e dei disoccupati.
Roma,06/04/2010
Gli elementi di calcolo dell’indennità di vacanza contrattuale sono:
• Il tasso di inflazione programmata per il 2010 pari all’1,5%;
• La base di calcolo è quella relativa allo stipendio tabellare vigente al 1° gennaio 2010;
• La misura mensile è pari al 30% dell’inflazione programmata per il 2010 a partire dal 1° aprile che diventerà 50% dal 1° luglio.
In caso di assenza del rinnovo del Contratto Nazionale anche nell’anno 2011, proseguirà la corresponsione dell’indennità nella misura mensile definita dal 1° luglio 2010 pari al 50% dell’inflazione programmata 2010.
Il gelido e burocratico comunicato, con il quale la Ragioneria dello Stato annuncia le misure in merito alla vacanza contrattuale, mette una pietra sopra il rinnovo dei contratti pubblici non solo per il 2010 ma anche con la previsione d’estensione per il 2011, con incrementi salariali di 7 euro medie lorde mensili da aprile e 12 euro da luglio. Ciò significa che in busta paga i lavoratori si troveranno al netto, di media, rispettivamente 4 e 6,5 euro.
Questo è il primo effetto delle politiche contrattuali e della conseguente triennalizzazione voluta dalle OO.SS. Cgil, Cisl e Uil.
Il fatto che non ci sia stato alcuno stanziamento per i rinnovi dei contratti nella legge Finanziaria 2010 è la chiara volontà del governo di non rinnovare i contratti ai lavoratori pubblici per quest’anno e, molto probabilmente, anche per il prossimo.
Questo attacco s’inserisce in un contesto che tende sempre più a colpire, attraverso manovre, come quelle adottate anche recentemente dal governo (la cosiddetta Brunetta e il Collegato Lavoro) i diritti e le tutele delle lavoratrici e dei lavoratori e pubblici e privati, destrutturando, allo scopo di “ far cassa” la Pubblica Amministrazione, e quindi, quello che resta dello Stato Sociale.
Non possono essere sempre e solo i lavoratori a pagare il costo della crisi !
Le Rappresentanze Sindacali di Base ritengono necessario l’avvio di un confronto, di un processo partecipato e democratico nei posti di lavoro per cercare di riprendere l’iniziativa in difesa e a tutela dei diritti e delle condizioni di vita e di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori e per riaffermare il valore del Contratto Collettivo Nazionale.
Chiedono, a tal fine, l’immediata apertura dei Contratti Pubblici per aumenti salariali veri, per la stabilizzazione del salario accessorio ( oggi oggetto di ricorrenti incursioni da parte del Tesoro ) per la fine del blocco del turn - over e l’assunzione dei precari e dei disoccupati.
Roma,06/04/2010
martedì 23 marzo 2010
Al Direttore Generale AUSL Roma D
Dr.ssa Giuseppina Gabriele
Al Direttore Amministrativo AUSL Roma D
Dr. Antonio Scuteri
Al Direttore Sanitario AUSL Roma D
Dr. Maurizio Rango
Al Direttore del Distretto 2
Dott. Vittorio Chinni
Al Dirigente Responsabile U.O.
Tutela Salute Mentale e Riabilitativa Età Evolutiva
Dr. Enrico Nonnis
Al Direttore Area Tutela della Donna e del Bambino
Dr. Pierluigi Palazzetti
Al Direttore Area Risorse Umane e Affari Generali
Dr. Filippo Coiro
e,p.c. Al Presidente del Municipio XIII –Comune di Roma
On. Giacomo Vizzani
All’ Assessore ai Servizi Sociali, Scuola e Casa
del XIII Municipio – Comune di Roma
On. Ludovico Pace
Al Coordinatore delle R.S.U.
Eugenio Bellomo
Oggetto: attività riabilitative Servizio T.S.M.R.E.E. scadenza contrattuale personale della
riabilitazione ex IKT.
Scrivente O.S., ha già avuto modo di segnalare in data 06/10/2008, Prot. AUSL RM/D n° 80914 alcune problematiche riguardanti le attività del Servizio Tutela Salute Mentale e Riabilitativa Età Evolutiva del Distretto 2 - XIII Municipio, allora con particolare riferimento alla delicata questione delle Liste di attesa, a seguito di alcune notizie apparse sugli Organi di Stampa, dove veniva riportata la notizia dell’intenzione, da parte della Direzione Aziendale, di avviare un’indagine interna allo scopo di conoscere le ragioni dei lunghi tempi d’attesa provvedendo, inoltre, alla riorganizzazione del Dipartimento e delle attività suddette.
Non si conosce a tutt’oggi se, tale indagine, sia stata avviata e a quali risultati abbia eventualmente prodotto.
Crediamo sia, in ogni caso, utile e necessario ricordare, così com’era riportato nella nota suddetta, che i Servizi ( T.S.M.R.E.E. ) preposti all’Assistenza neuropsichiatrica e alla cura delle patologie in Età Evolutiva ( 0 - 18 anni ) rappresentano anche uno strumento importante di prevenzione per le patologie neuropsichiatriche dell’età adulta ( depressioni, comportamenti autodistruttivi, violenze, ecc. ) e delle patologia legate alle varie dipendenze ( tossicodipendenze, alcolismo, gioco d’azzardo, anoressia, bulimia, ecc. ).
Nella nota si ribadiva come, questi servizi e queste attività, andavano ad inserirsi in un tessuto urbano, sociale e culturale profondamente trasformato a causa dell’intensità, dell’enorme, e sempre più invasiva, espansione edilizio/abitativa: espansione e crescita che, nel corso degli anni, non è stata accompagnata dal potenziamento e dallo sviluppo dei vari Servizi – Socio Sanitari, necessari per rispondere all’insieme delle domande e dei bisogni della popolazione e al miglioramento stesso della qualità della vita nel Territorio.
Tale sviluppo e tale crescita presuppongono che le forme e le condizioni di disagio, di sofferenza, la richiesta dei bisogni e dei servizi e la stessa domanda di salute della popolazione, nel 13° Municipio, siano cresciute in maniera esponenziale senza che queste siano riuscite a trovare le necessarie ed adeguate risposte, con la conseguenza che tale situazione ha comportato e comporta, per le famiglie che si trovano costrette a rivolgersi, per trovare risposta ai loro bisogni e diritti di salute, a servizi a pagamento, sopportando, così, gravosi costi economici, e notevoli costi umani e sociali per la salute e la vita stessa delle persone.
In questa situazione si è andati assistendo, con il tempo, ad una progressiva riduzione degli operatori/trici con l’unica eccezione determinata dall’assunzione ( settembre 2007) a tempo determinato, di alcuni operatori/trici, ( n° 3 Logopediste e n° 2 Terapiste della Neuropsichiatria ) per garantire la continuità dell’assistenza ai bambini di questo Territorio seguiti dall’Istituto IKT, allora chiuso in seguito al noto scandalo di “Lady AUSL”.
Queste/i operatrici/tori, in un primo momento, appunto, hanno garantito la continuità assistenziale di quei bambini, ma in seguito sono intervenuti rispondendo alla notevole e molteplice richiesta proveniente dal Territorio per le attività riabilitative con la conseguente presa in carico di altri bambini.
Ora accade che a queste/i lavoratrici/tori, e a queste figure professionali, stia per scadere il contratto di lavoro ( settembre 2010 ) con il rischio e le conseguenze che una tale eventualità potrebbe comportare, sia per la professionalità, le competenze, i saperi, apportate da queste lavoratrici, sia per la loro stessa dignità umana e professionale, nonché per la difficile condizione di vita che potrebbero trovarsi ad affrontare in seguito alla perdita, dopo molti anni, del proprio posto di lavoro.
Ma, soprattutto, tale eventualità, rappresenta un ulteriore impoverimento e diminuzione di quelle risorse umane e professionali nel Servizio della T.S.M.R.E.E. del Territorio, a fronte di un progressivo e costante aumento di richieste d’attività e servizi legati ai bisogni riabilitativi nei confronti dei bambini/utenti.
Scrivente O.S., esprime, pertanto, la più viva preoccupazione per i rischi, le conseguenze ed i disagi che, un eventuale mancato rinnovo del contratto per queste Lavoratrici e per queste figure professionali, potrebbe comportare per i cittadini utenti e chiede, pertanto, qualora non siano stati già adottati provvedimenti in merito, di attivare tutte le procedure e le iniziative necessarie per garantire la sicurezza del posto del lavoro alle lavoratrici suddette e assicurare continuità quantitativa/qualitativa dei servizi e delle attività riabilitative attualmente esistenti.
Con l’auspicio di un Vostro positivo riscontro in merito s’inviano cordiali saluti.
AUSL RM/D
Prot. n° 27576 del 22/03/2010
p. I COBAS AUSL RM/D
I Delegati R.S.U.
Laura Mazzarella – Cesare Morra – Antonio Nocera
Dr.ssa Giuseppina Gabriele
Al Direttore Amministrativo AUSL Roma D
Dr. Antonio Scuteri
Al Direttore Sanitario AUSL Roma D
Dr. Maurizio Rango
Al Direttore del Distretto 2
Dott. Vittorio Chinni
Al Dirigente Responsabile U.O.
Tutela Salute Mentale e Riabilitativa Età Evolutiva
Dr. Enrico Nonnis
Al Direttore Area Tutela della Donna e del Bambino
Dr. Pierluigi Palazzetti
Al Direttore Area Risorse Umane e Affari Generali
Dr. Filippo Coiro
e,p.c. Al Presidente del Municipio XIII –Comune di Roma
On. Giacomo Vizzani
All’ Assessore ai Servizi Sociali, Scuola e Casa
del XIII Municipio – Comune di Roma
On. Ludovico Pace
Al Coordinatore delle R.S.U.
Eugenio Bellomo
Oggetto: attività riabilitative Servizio T.S.M.R.E.E. scadenza contrattuale personale della
riabilitazione ex IKT.
Scrivente O.S., ha già avuto modo di segnalare in data 06/10/2008, Prot. AUSL RM/D n° 80914 alcune problematiche riguardanti le attività del Servizio Tutela Salute Mentale e Riabilitativa Età Evolutiva del Distretto 2 - XIII Municipio, allora con particolare riferimento alla delicata questione delle Liste di attesa, a seguito di alcune notizie apparse sugli Organi di Stampa, dove veniva riportata la notizia dell’intenzione, da parte della Direzione Aziendale, di avviare un’indagine interna allo scopo di conoscere le ragioni dei lunghi tempi d’attesa provvedendo, inoltre, alla riorganizzazione del Dipartimento e delle attività suddette.
Non si conosce a tutt’oggi se, tale indagine, sia stata avviata e a quali risultati abbia eventualmente prodotto.
Crediamo sia, in ogni caso, utile e necessario ricordare, così com’era riportato nella nota suddetta, che i Servizi ( T.S.M.R.E.E. ) preposti all’Assistenza neuropsichiatrica e alla cura delle patologie in Età Evolutiva ( 0 - 18 anni ) rappresentano anche uno strumento importante di prevenzione per le patologie neuropsichiatriche dell’età adulta ( depressioni, comportamenti autodistruttivi, violenze, ecc. ) e delle patologia legate alle varie dipendenze ( tossicodipendenze, alcolismo, gioco d’azzardo, anoressia, bulimia, ecc. ).
Nella nota si ribadiva come, questi servizi e queste attività, andavano ad inserirsi in un tessuto urbano, sociale e culturale profondamente trasformato a causa dell’intensità, dell’enorme, e sempre più invasiva, espansione edilizio/abitativa: espansione e crescita che, nel corso degli anni, non è stata accompagnata dal potenziamento e dallo sviluppo dei vari Servizi – Socio Sanitari, necessari per rispondere all’insieme delle domande e dei bisogni della popolazione e al miglioramento stesso della qualità della vita nel Territorio.
Tale sviluppo e tale crescita presuppongono che le forme e le condizioni di disagio, di sofferenza, la richiesta dei bisogni e dei servizi e la stessa domanda di salute della popolazione, nel 13° Municipio, siano cresciute in maniera esponenziale senza che queste siano riuscite a trovare le necessarie ed adeguate risposte, con la conseguenza che tale situazione ha comportato e comporta, per le famiglie che si trovano costrette a rivolgersi, per trovare risposta ai loro bisogni e diritti di salute, a servizi a pagamento, sopportando, così, gravosi costi economici, e notevoli costi umani e sociali per la salute e la vita stessa delle persone.
In questa situazione si è andati assistendo, con il tempo, ad una progressiva riduzione degli operatori/trici con l’unica eccezione determinata dall’assunzione ( settembre 2007) a tempo determinato, di alcuni operatori/trici, ( n° 3 Logopediste e n° 2 Terapiste della Neuropsichiatria ) per garantire la continuità dell’assistenza ai bambini di questo Territorio seguiti dall’Istituto IKT, allora chiuso in seguito al noto scandalo di “Lady AUSL”.
Queste/i operatrici/tori, in un primo momento, appunto, hanno garantito la continuità assistenziale di quei bambini, ma in seguito sono intervenuti rispondendo alla notevole e molteplice richiesta proveniente dal Territorio per le attività riabilitative con la conseguente presa in carico di altri bambini.
Ora accade che a queste/i lavoratrici/tori, e a queste figure professionali, stia per scadere il contratto di lavoro ( settembre 2010 ) con il rischio e le conseguenze che una tale eventualità potrebbe comportare, sia per la professionalità, le competenze, i saperi, apportate da queste lavoratrici, sia per la loro stessa dignità umana e professionale, nonché per la difficile condizione di vita che potrebbero trovarsi ad affrontare in seguito alla perdita, dopo molti anni, del proprio posto di lavoro.
Ma, soprattutto, tale eventualità, rappresenta un ulteriore impoverimento e diminuzione di quelle risorse umane e professionali nel Servizio della T.S.M.R.E.E. del Territorio, a fronte di un progressivo e costante aumento di richieste d’attività e servizi legati ai bisogni riabilitativi nei confronti dei bambini/utenti.
Scrivente O.S., esprime, pertanto, la più viva preoccupazione per i rischi, le conseguenze ed i disagi che, un eventuale mancato rinnovo del contratto per queste Lavoratrici e per queste figure professionali, potrebbe comportare per i cittadini utenti e chiede, pertanto, qualora non siano stati già adottati provvedimenti in merito, di attivare tutte le procedure e le iniziative necessarie per garantire la sicurezza del posto del lavoro alle lavoratrici suddette e assicurare continuità quantitativa/qualitativa dei servizi e delle attività riabilitative attualmente esistenti.
Con l’auspicio di un Vostro positivo riscontro in merito s’inviano cordiali saluti.
AUSL RM/D
Prot. n° 27576 del 22/03/2010
p. I COBAS AUSL RM/D
I Delegati R.S.U.
Laura Mazzarella – Cesare Morra – Antonio Nocera
mercoledì 17 marzo 2010
Democrazia e relazioni sindacali nella ASLRMD
…..”Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l'arbitrarietà, la follia e il mistero …” da Cos'è questo golpe? Io so di Pier Paolo Pasolini Corriere della Sera, 14 novembre 1974
Quanto accaduto in quest’ultimo periodo è il sintomo più evidente di quanto andiamo segnalando e denunciando da tempo e che riguarda, sia il carattere autocratico ed autoritario della Gestione della Direzione Aziendale, sia l’insieme del Sistema delle Relazioni Sindacali esistente all’interno dell’AUSL RM/D.
Le condizioni d’estremo disagio e difficoltà dovute già alla mancanza del personale, all’insufficienza e all’inadeguatezza degli spazi, alle più generali difficili condizioni di vita e di lavoro, nelle quali si trovano a lavorare gli operatori e le operatrici nei vari servizi socio – sanitari e tecnico –amministrativi, sono state rese ancor più pesanti da un clima d’arroganza e di protervia che ha pervaso e penetrato in ogni aspetto ed in ogni angolo dell’Azienda finendo per mortificare, umiliare sensibilità, competenze e professionalità e per generare ed approfondire un senso di generale e diffuso malessere, malcontento e timore.
Questo clima è stato determinato da una serie infinita di vessazioni, discriminazioni e minacce ( querele, trasferimenti, ecc., ecc.) atteggiamenti e comportamenti vessatori, verso chiunque “osasse” esprimere un pur minimo pensiero ed opinione critica.
Non si Governa, ma si “Domina” e si “Comanda”: questa è la “parola d’ordine” che caratterizza, la vita e le relazioni all’interno dell’AUSL RM/D.
Attraverso una politica ad uso e consumo della “Gestione delle Risorse Umane”( trasferimenti, comandi, assunzioni, Coordinamenti, Posizione Organizzative, ecc., ecc.) si è venuta a creare una “ Struttura e un Sistema di Potere” in grado di “ controllare e dominare” su tutto, su tutti e…. su molti “ burattini senza fili”…!!!
Un sistema è malato e corrotto non solo quando è segnato dal malaffare e dalla malversazione, ma anche quando agiscono al suo interno logiche e dinamiche legate a quell’insieme di interessi individuali e di gruppo che si antepongono alla ricerca di quel “ Bene Comune” che dovrebbe essere e rappresentare l’anima e la ragione di ogni essere e di ogni agire.
Le responsabilità di tutto ciò, crediamo, non siano solo di chi ha, per ruolo ed istituzione, il compito di “Governare” e “ Gestire”, ma anche di tutti coloro che avevano il dovere di segnalare, denunciare e rappresentare questo stato di cose: altronde era sufficiente saper ascoltare, osservare ed indagare la realtà che ci è davanti agli occhi per accorgersi che tutto ciò non era solo la visione immaginaria e strumentale di qualche singolo o gruppo colto da “ furore ideologico”.
Perché non si è fatto? Perchè si è lasciato che le lavoratrici ed i lavoratori e le realtà, che segnalavano e denunciavano questo stato di cose, restassero soli?
Si può forse pensare che la difesa e la tutela dei diritti individuali e sindacali, l’idea stessa di partecipazione e di democrazia, che a parole viene tanto evocata, possa essere sacrificata quando ad essere colpiti sono gli “altri”? Magari quelli che “ danno fastidio”?!!!
Si tratta, forse, di…….” Convergenza d’interessi…”?!!!
Noi, invece, siamo e saremo sempre tra quelli che sostengono il principio:”non sono d’accordo con quel che dici, ma darei la vita perché tu lo possa dire”!!!
E sarà anche per questo che, a volte, può accadere che, quel silenzio, corresponsabile e complice, possa venire squarciato da un grido di sana e giusta ribellione. Un grido che rivendica i propri diritti, la propria dignità e la propria libertà.
Quel grido lo hanno urlato le molte e molti lavoratrici/tori iscritti, e non, alle varie OO.SS. che hanno partecipato all’Assemblea, indetta dalla R.S.U., del 3 marzo a Casal Bernocchi, segnalando e denunciando, all’interno della AUSL RM/D, un clima di arroganza ed intolleranza che ferisce, non solo la sensibilità, la dignità e la libertà di chi lavora, ma calpesta i principi ed i valori stessi della Costituzione che sancisce il diritto e la libertà di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione ( art. 21 ).
Quelle lavoratrici e quei lavoratori vogliono e chiedono che quel diritto e quei principi siano rispettati e che la decisione, lì assunta, di inviare e diffondere la lettera ed il volantino, venga rispettata.
Come mai non si è dato seguito a quella presa di posizione? Si vuole prendere tempo e nascondersi dietro ipocriti formalismi, come quello di dire che la lettera ed il volantino dovevano essere ratificati dalla R.S.U., per poi vedere che la riunione, appositamente convocata, venisse disertata dalla maggioranza delle/dei delegate/i?
…Ma mi faccia il piacere …!!!
Non vorremmo che si siano voluti accogliere gli “ inviti” ed i “suggerimenti”, venuti da più parti, per costringere a fare un “ passo indietro”…..Quella lettera non ha da partì … come quell’altra frase “questo matrimonio non sa da fare” di manzoniana memoria.!!!
Quelle lavoratrici e quei lavoratori hanno il diritto di essere ascoltati e tutti hanno il dovere di ascoltare e rappresentare evitando di sotterrare nell’indifferenza e nell’oblio anche la pur minima speranza e aspettativa di cambiamento….sarebbe un’ulteriore inganno..!!!
Roma,15/03/10
Quanto accaduto in quest’ultimo periodo è il sintomo più evidente di quanto andiamo segnalando e denunciando da tempo e che riguarda, sia il carattere autocratico ed autoritario della Gestione della Direzione Aziendale, sia l’insieme del Sistema delle Relazioni Sindacali esistente all’interno dell’AUSL RM/D.
Le condizioni d’estremo disagio e difficoltà dovute già alla mancanza del personale, all’insufficienza e all’inadeguatezza degli spazi, alle più generali difficili condizioni di vita e di lavoro, nelle quali si trovano a lavorare gli operatori e le operatrici nei vari servizi socio – sanitari e tecnico –amministrativi, sono state rese ancor più pesanti da un clima d’arroganza e di protervia che ha pervaso e penetrato in ogni aspetto ed in ogni angolo dell’Azienda finendo per mortificare, umiliare sensibilità, competenze e professionalità e per generare ed approfondire un senso di generale e diffuso malessere, malcontento e timore.
Questo clima è stato determinato da una serie infinita di vessazioni, discriminazioni e minacce ( querele, trasferimenti, ecc., ecc.) atteggiamenti e comportamenti vessatori, verso chiunque “osasse” esprimere un pur minimo pensiero ed opinione critica.
Non si Governa, ma si “Domina” e si “Comanda”: questa è la “parola d’ordine” che caratterizza, la vita e le relazioni all’interno dell’AUSL RM/D.
Attraverso una politica ad uso e consumo della “Gestione delle Risorse Umane”( trasferimenti, comandi, assunzioni, Coordinamenti, Posizione Organizzative, ecc., ecc.) si è venuta a creare una “ Struttura e un Sistema di Potere” in grado di “ controllare e dominare” su tutto, su tutti e…. su molti “ burattini senza fili”…!!!
Un sistema è malato e corrotto non solo quando è segnato dal malaffare e dalla malversazione, ma anche quando agiscono al suo interno logiche e dinamiche legate a quell’insieme di interessi individuali e di gruppo che si antepongono alla ricerca di quel “ Bene Comune” che dovrebbe essere e rappresentare l’anima e la ragione di ogni essere e di ogni agire.
Le responsabilità di tutto ciò, crediamo, non siano solo di chi ha, per ruolo ed istituzione, il compito di “Governare” e “ Gestire”, ma anche di tutti coloro che avevano il dovere di segnalare, denunciare e rappresentare questo stato di cose: altronde era sufficiente saper ascoltare, osservare ed indagare la realtà che ci è davanti agli occhi per accorgersi che tutto ciò non era solo la visione immaginaria e strumentale di qualche singolo o gruppo colto da “ furore ideologico”.
Perché non si è fatto? Perchè si è lasciato che le lavoratrici ed i lavoratori e le realtà, che segnalavano e denunciavano questo stato di cose, restassero soli?
Si può forse pensare che la difesa e la tutela dei diritti individuali e sindacali, l’idea stessa di partecipazione e di democrazia, che a parole viene tanto evocata, possa essere sacrificata quando ad essere colpiti sono gli “altri”? Magari quelli che “ danno fastidio”?!!!
Si tratta, forse, di…….” Convergenza d’interessi…”?!!!
Noi, invece, siamo e saremo sempre tra quelli che sostengono il principio:”non sono d’accordo con quel che dici, ma darei la vita perché tu lo possa dire”!!!
E sarà anche per questo che, a volte, può accadere che, quel silenzio, corresponsabile e complice, possa venire squarciato da un grido di sana e giusta ribellione. Un grido che rivendica i propri diritti, la propria dignità e la propria libertà.
Quel grido lo hanno urlato le molte e molti lavoratrici/tori iscritti, e non, alle varie OO.SS. che hanno partecipato all’Assemblea, indetta dalla R.S.U., del 3 marzo a Casal Bernocchi, segnalando e denunciando, all’interno della AUSL RM/D, un clima di arroganza ed intolleranza che ferisce, non solo la sensibilità, la dignità e la libertà di chi lavora, ma calpesta i principi ed i valori stessi della Costituzione che sancisce il diritto e la libertà di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione ( art. 21 ).
Quelle lavoratrici e quei lavoratori vogliono e chiedono che quel diritto e quei principi siano rispettati e che la decisione, lì assunta, di inviare e diffondere la lettera ed il volantino, venga rispettata.
Come mai non si è dato seguito a quella presa di posizione? Si vuole prendere tempo e nascondersi dietro ipocriti formalismi, come quello di dire che la lettera ed il volantino dovevano essere ratificati dalla R.S.U., per poi vedere che la riunione, appositamente convocata, venisse disertata dalla maggioranza delle/dei delegate/i?
…Ma mi faccia il piacere …!!!
Non vorremmo che si siano voluti accogliere gli “ inviti” ed i “suggerimenti”, venuti da più parti, per costringere a fare un “ passo indietro”…..Quella lettera non ha da partì … come quell’altra frase “questo matrimonio non sa da fare” di manzoniana memoria.!!!
Quelle lavoratrici e quei lavoratori hanno il diritto di essere ascoltati e tutti hanno il dovere di ascoltare e rappresentare evitando di sotterrare nell’indifferenza e nell’oblio anche la pur minima speranza e aspettativa di cambiamento….sarebbe un’ulteriore inganno..!!!
Roma,15/03/10
martedì 9 marzo 2010
…Feste…, Inaugurazioni O…., Commemorazioni …?!!!
Da alcuni anni a questa parte si sta assistendo ad un “girovagare”, per tutto il territorio della AUSL RM/D, di “ feste” ed inaugurazioni di Sedi, servizi e reparti, precedute, accompagnate e seguite da dichiarazioni roboanti e alquanto propagandistiche.
Siamo sinceri, anche noi parteciperemmo alle feste se, queste, corrispondessero alla realtà delle cose, così come sono annunciate e dichiarate, ma, secondo il nostro modesto punto di vista, la situazione non è così come si vuol far credere: l’elenco potrebbe essere lungo, ma vogliamo limitarci solo ad alcuni esempi e tra questi c’è proprio quello relativo al trasferimento e alla collocazione di quei Servizi del Distretto 2 – XIII Municipio, riferiti alla sfera della Salute della Donna e del Bambino.
Si è iniziato con la questione del presidio Sant’Agostino di Ostia, festeggiato ed inaugurato per ogni occasione, con l’annuncio della realizzazione della Casa della Salute della Donna e del Bambino “unica nel suo genere” che doveva, appunto, avvenire entro il 2008…, 2009… ed ora annunciata per il 2011… Evviva!!!
Finalmente ora i lavori sono a un buon punto, ma, ci chiediamo, se il Progetto della Casa della Salute della Donna e del Bambino, vuole essere tale, e per essere realizzabile, deve, non solo portare la giusta e necessaria attenzione verso gli improcrastinabili lavori di ristrutturazione di una sede, ma ha bisogno di essere preceduto, accompagnato e seguito da un insieme di iniziative e procedure politiche, istituzionali e tecnico/amministrative per assicurare già da ora, e per il prossimo futuro, tutte le risorse necessarie a garantirne la piena e completa funzionalità, soprattutto attraverso l’individuazione delle necessarie risorse umane e professionali e con l’adozione di quei provvedimenti richiesti per il loro reperimento (deroghe e assunzioni). Altrimenti assisteremo ad una “normale ricollocazione” di servizi e di attività già esistenti (vedi Consultorio Familiare, TSMREE, ecc, ecc.). Si è tenuto conto di ciò? Si vuole per caso creare le condizioni per un “ unico Polo di Eccellenza “ accorpando servizi esistenti rinunciando e sacrificando, così, il principio della Territorialità e della Prossimità al cittadino/utente?
Pensiamo, inoltre, che dovrebbe essere previsto, sin d’ora, se non vogliamo assistere al lento, progressivo ed inesorabile degrado della struttura, come già è accaduto in passato, un piano di intervento per la continua, costante manutenzione della struttura stessa, vista la collocazione che la espone ad eventi atmosferici anche molto aggressivi.
Ciò che teniamo principalmente a rilevare è che, la chiusura del Sant’Agostino non è stata accompagnata da un’adeguata programmazione per la sistemazione di quei servizi ivi esistenti per poter garantire almeno la continuità qualitativa e quantitativa preesistente in un Territorio già fortemente compromesso per la carenza di Spazi e Servizi Pubblici e particolarmente di Servizi Socio – Sanitari, in rapporto alla forte crescita ed espansione edilizio/abitativa.
Tra i servizi e le attività che hanno risentito e risentono di quest’assenza di progettualità e di volontà di soluzioni positive poniamo l’attenzione, come già altre volte fatto, proprio a quei servizi che dovrebbero essere centrali, all’interno del progetto della Casa della Salute della Donna e del Bambino, e precisamente quelle legate ai Consultori Familiari, servizi ed attività già fortemente penalizzati in relazione al fatto che la legge 34/96 ne prevede 1 ogni 20.000 abitanti, mentre nel territorio del XIII° Municipio ne esistono soltanto 2 a fronte degli 11 previsti.
Si ricorda che i Consultori Familiari svolgono attività di prevenzione e di assistenza per la salute della donna nelle varie fasi della vita, consulenze sulla sessualità, visite ginecologiche ed ostetriche, certificazioni per le Interruzioni Volontarie di Gravidanza, Corsi di Preparazione alla Nascita, consulenze sulla contraccezione, sulla salute del Bambino e agli adolescenti, con interventi anche nelle scuole, consulenze psico-sociali alla coppia, alla famiglia e alle tematiche sulle adozioni. Se pensiamo a quanti aspetti, implicazioni psicologiche, umane e sociali vi sono in questi ambiti, è consequenziale rilevare che l’esistenza di 2 soli Consultori, in un territorio così complesso ed in continua espansione edilizio-abitativa, comporti, di fatto, l’impossibilità di garantire appieno quelle funzioni e quelle attività per le quali sono sorti. Inoltre, negli ultimi anni, si è assistito nel nostro Territorio, così come in altri, ad un aumento dell’utenza straniera che necessita di approcci e di attenzioni specifiche.
L’8 marzo 2009 il Direttore Generale ASL RM/D si impegnava, durante l’inaugurazione della Casa del Parto – Acqualuce e dopo segnalazioni, proteste ed iniziative da parte dell’Assemblea delle Donne del XIII° Municipio, dei Cobas e della RSU ad istituire un Tavolo di confronto con l’obiettivo di affrontare tali problematiche e con l’impegno ad individuare locali più idonei per i Consultori esistenti e per l’apertura di un secondo e nuovo Consultorio ad Ostia.
L’impegno formale del Direttore Generale della AUSL RM/D Dr.ssa Giuseppina Gabriele prevedeva inoltre l’istituzione di un Tavolo con le Organizzazioni femminili del territorio e con i Sindacati per una programmazione condivisa dei Servizi del territorio, in particolare di quelli legati ai bisogni delle donne, dei bambini e degli adolescenti. Ciò non è avvenuto!
Sino ad oggi nessun impegno concreto è stato realmente assunto né, tantomeno, è stata data titolarità e autorevolezza al Tavolo di confronto istituito dalla stessa Direzione Aziendale.
Un Tavolo di confronto che vedeva, in realtà, al di la delle intenzioni, dell’impegno e della disponibilità personale di qualche Dirigente/Responsabile chiamato a “rappresentare” l’Azienda, l’assenza più totale di una volontà e di una reale strategia Aziendale che non fosse quella mossa dall’unico intento di prendere tempo…..
CAMBIARE TUTTO, PER NON CAMBIARE NULLA….!!!
Pertanto, nonostante gli impegni assunti con la firma del verbale d’intesa con l’Assemblea delle Donne e la R.S.U. Aziendale, in data 07/03/2009, si è dovuta registrare una totale mancanza di reale volontà a pervenire in tempi utili a soluzioni positive. Ci si è trovati continuamente di fronte ad atteggiamenti approssimativi e dilatori, malgrado più volte fossero state avanzate diverse proposte ed alternative. Si è cercato, nella realtà, solo di prendere tempo, venendo meno non solo agli impegni, ma contraddicendo quanto più volte enunciato ed annunciato, sul significato e sul valore di Servizi essenziali come sono i Consultori Familiari. A tutt’oggi assistiamo alla vergognosa collocazione del Consultorio di Ostia, “sistemato” in un mini-appartamento con gravi ripercussioni per le/gli operatrici/tori e soprattutto per gli stessi cittadini/ utenti. Così, al di la delle promesse, degli annunci e degli impegni presi non abbiamo visto nulla di veramente concreto.
I consultori esistenti, nel nostro popoloso municipio, sono ancora solo ed esclusivamente due!!!
Tra qualche giorno assisteremo all’ennesima “ inaugurazione”, ma non per l’apertura di un “ nuovo” Consultorio, ma per il trasferimento/cambio di sede del già esistente Consultorio di Acilia e del Servizio Vaccinazioni, dai locali di Via del Poggio alla struttura di L.go Girolamo da Montesarchio, dopo due anni di attesa, e con incredibili ritardi, ma non sappiamo, visti i precedenti, se anche questo “trasferimento” significherà” , di fatto, un miglioramento del servizio per le/gli operatrici/ tori e, soprattutto per i cittadini utenti…..Verificheremo!!!
Un’altra delle questioni che evidenzia il pressappochismo e la demagogia propagandistica che hanno accompagnato l’azione e l’iniziativa della Direzione Aziendale dell’AUSL RM/D è quella che ha riguardato la tanto decantata Casa del Parto inserita in una nuova struttura all’interno dell’ Ospedale G.B. Grassi, dove, peraltro, era stato annunciato, dapprima, a mezzo stampa, il trasferimento proprio del Consultorio Familiare di Ostia.
Una struttura definita tra le “uniche” al Centro Sud e che, anche noi, consideriamo importante per le donne per garantire il percorso di un “Parto Dolce”: ma come si può garantire la piena e completa funzionalità della struttura e l’assistenza al travaglio e al parto delle richiedenti con la grave carenza di personale ostetrico e/o utilizzando personale di ostetricia, peraltro impegnato in altre attività e servizi, solo attraverso l’istituto della reperibilità? Infatti, dall’8 Marzo 2009, giorno dell’inaugurazione, sino ad oggi, si sarebbe data risposta solo a circa 29 richieste sulle 123 presentate dalle gestanti.
Si è badato a richiedere formalmente le deroghe per le necessarie assunzioni?
Presso l’Azienda San Camillo - Forlanini è imminente l’espletamento di un concorso per l’assunzione di questa figura professionale. Si può richiedere l’utilizzo di quella graduatoria per avere quanto prima possibile il personale necessario o, in alternativa bandire un nuovo concorso?
La cittadinanza, il Territorio non hanno bisogno d’annunci di “ feste” che mascherano e celano la realtà per quello che è, ma d’iniziative, progetti, assunzioni di responsabilità che diano certezza, non solo nel presente, ma nel prossimo, immediato futuro, altrimenti sono solo…..….. CHIACCHIERE E DISTINTIVO …!!!
Roma, 08/03/2010
Siamo sinceri, anche noi parteciperemmo alle feste se, queste, corrispondessero alla realtà delle cose, così come sono annunciate e dichiarate, ma, secondo il nostro modesto punto di vista, la situazione non è così come si vuol far credere: l’elenco potrebbe essere lungo, ma vogliamo limitarci solo ad alcuni esempi e tra questi c’è proprio quello relativo al trasferimento e alla collocazione di quei Servizi del Distretto 2 – XIII Municipio, riferiti alla sfera della Salute della Donna e del Bambino.
Si è iniziato con la questione del presidio Sant’Agostino di Ostia, festeggiato ed inaugurato per ogni occasione, con l’annuncio della realizzazione della Casa della Salute della Donna e del Bambino “unica nel suo genere” che doveva, appunto, avvenire entro il 2008…, 2009… ed ora annunciata per il 2011… Evviva!!!
Finalmente ora i lavori sono a un buon punto, ma, ci chiediamo, se il Progetto della Casa della Salute della Donna e del Bambino, vuole essere tale, e per essere realizzabile, deve, non solo portare la giusta e necessaria attenzione verso gli improcrastinabili lavori di ristrutturazione di una sede, ma ha bisogno di essere preceduto, accompagnato e seguito da un insieme di iniziative e procedure politiche, istituzionali e tecnico/amministrative per assicurare già da ora, e per il prossimo futuro, tutte le risorse necessarie a garantirne la piena e completa funzionalità, soprattutto attraverso l’individuazione delle necessarie risorse umane e professionali e con l’adozione di quei provvedimenti richiesti per il loro reperimento (deroghe e assunzioni). Altrimenti assisteremo ad una “normale ricollocazione” di servizi e di attività già esistenti (vedi Consultorio Familiare, TSMREE, ecc, ecc.). Si è tenuto conto di ciò? Si vuole per caso creare le condizioni per un “ unico Polo di Eccellenza “ accorpando servizi esistenti rinunciando e sacrificando, così, il principio della Territorialità e della Prossimità al cittadino/utente?
Pensiamo, inoltre, che dovrebbe essere previsto, sin d’ora, se non vogliamo assistere al lento, progressivo ed inesorabile degrado della struttura, come già è accaduto in passato, un piano di intervento per la continua, costante manutenzione della struttura stessa, vista la collocazione che la espone ad eventi atmosferici anche molto aggressivi.
Ciò che teniamo principalmente a rilevare è che, la chiusura del Sant’Agostino non è stata accompagnata da un’adeguata programmazione per la sistemazione di quei servizi ivi esistenti per poter garantire almeno la continuità qualitativa e quantitativa preesistente in un Territorio già fortemente compromesso per la carenza di Spazi e Servizi Pubblici e particolarmente di Servizi Socio – Sanitari, in rapporto alla forte crescita ed espansione edilizio/abitativa.
Tra i servizi e le attività che hanno risentito e risentono di quest’assenza di progettualità e di volontà di soluzioni positive poniamo l’attenzione, come già altre volte fatto, proprio a quei servizi che dovrebbero essere centrali, all’interno del progetto della Casa della Salute della Donna e del Bambino, e precisamente quelle legate ai Consultori Familiari, servizi ed attività già fortemente penalizzati in relazione al fatto che la legge 34/96 ne prevede 1 ogni 20.000 abitanti, mentre nel territorio del XIII° Municipio ne esistono soltanto 2 a fronte degli 11 previsti.
Si ricorda che i Consultori Familiari svolgono attività di prevenzione e di assistenza per la salute della donna nelle varie fasi della vita, consulenze sulla sessualità, visite ginecologiche ed ostetriche, certificazioni per le Interruzioni Volontarie di Gravidanza, Corsi di Preparazione alla Nascita, consulenze sulla contraccezione, sulla salute del Bambino e agli adolescenti, con interventi anche nelle scuole, consulenze psico-sociali alla coppia, alla famiglia e alle tematiche sulle adozioni. Se pensiamo a quanti aspetti, implicazioni psicologiche, umane e sociali vi sono in questi ambiti, è consequenziale rilevare che l’esistenza di 2 soli Consultori, in un territorio così complesso ed in continua espansione edilizio-abitativa, comporti, di fatto, l’impossibilità di garantire appieno quelle funzioni e quelle attività per le quali sono sorti. Inoltre, negli ultimi anni, si è assistito nel nostro Territorio, così come in altri, ad un aumento dell’utenza straniera che necessita di approcci e di attenzioni specifiche.
L’8 marzo 2009 il Direttore Generale ASL RM/D si impegnava, durante l’inaugurazione della Casa del Parto – Acqualuce e dopo segnalazioni, proteste ed iniziative da parte dell’Assemblea delle Donne del XIII° Municipio, dei Cobas e della RSU ad istituire un Tavolo di confronto con l’obiettivo di affrontare tali problematiche e con l’impegno ad individuare locali più idonei per i Consultori esistenti e per l’apertura di un secondo e nuovo Consultorio ad Ostia.
L’impegno formale del Direttore Generale della AUSL RM/D Dr.ssa Giuseppina Gabriele prevedeva inoltre l’istituzione di un Tavolo con le Organizzazioni femminili del territorio e con i Sindacati per una programmazione condivisa dei Servizi del territorio, in particolare di quelli legati ai bisogni delle donne, dei bambini e degli adolescenti. Ciò non è avvenuto!
Sino ad oggi nessun impegno concreto è stato realmente assunto né, tantomeno, è stata data titolarità e autorevolezza al Tavolo di confronto istituito dalla stessa Direzione Aziendale.
Un Tavolo di confronto che vedeva, in realtà, al di la delle intenzioni, dell’impegno e della disponibilità personale di qualche Dirigente/Responsabile chiamato a “rappresentare” l’Azienda, l’assenza più totale di una volontà e di una reale strategia Aziendale che non fosse quella mossa dall’unico intento di prendere tempo…..
CAMBIARE TUTTO, PER NON CAMBIARE NULLA….!!!
Pertanto, nonostante gli impegni assunti con la firma del verbale d’intesa con l’Assemblea delle Donne e la R.S.U. Aziendale, in data 07/03/2009, si è dovuta registrare una totale mancanza di reale volontà a pervenire in tempi utili a soluzioni positive. Ci si è trovati continuamente di fronte ad atteggiamenti approssimativi e dilatori, malgrado più volte fossero state avanzate diverse proposte ed alternative. Si è cercato, nella realtà, solo di prendere tempo, venendo meno non solo agli impegni, ma contraddicendo quanto più volte enunciato ed annunciato, sul significato e sul valore di Servizi essenziali come sono i Consultori Familiari. A tutt’oggi assistiamo alla vergognosa collocazione del Consultorio di Ostia, “sistemato” in un mini-appartamento con gravi ripercussioni per le/gli operatrici/tori e soprattutto per gli stessi cittadini/ utenti. Così, al di la delle promesse, degli annunci e degli impegni presi non abbiamo visto nulla di veramente concreto.
I consultori esistenti, nel nostro popoloso municipio, sono ancora solo ed esclusivamente due!!!
Tra qualche giorno assisteremo all’ennesima “ inaugurazione”, ma non per l’apertura di un “ nuovo” Consultorio, ma per il trasferimento/cambio di sede del già esistente Consultorio di Acilia e del Servizio Vaccinazioni, dai locali di Via del Poggio alla struttura di L.go Girolamo da Montesarchio, dopo due anni di attesa, e con incredibili ritardi, ma non sappiamo, visti i precedenti, se anche questo “trasferimento” significherà” , di fatto, un miglioramento del servizio per le/gli operatrici/ tori e, soprattutto per i cittadini utenti…..Verificheremo!!!
Un’altra delle questioni che evidenzia il pressappochismo e la demagogia propagandistica che hanno accompagnato l’azione e l’iniziativa della Direzione Aziendale dell’AUSL RM/D è quella che ha riguardato la tanto decantata Casa del Parto inserita in una nuova struttura all’interno dell’ Ospedale G.B. Grassi, dove, peraltro, era stato annunciato, dapprima, a mezzo stampa, il trasferimento proprio del Consultorio Familiare di Ostia.
Una struttura definita tra le “uniche” al Centro Sud e che, anche noi, consideriamo importante per le donne per garantire il percorso di un “Parto Dolce”: ma come si può garantire la piena e completa funzionalità della struttura e l’assistenza al travaglio e al parto delle richiedenti con la grave carenza di personale ostetrico e/o utilizzando personale di ostetricia, peraltro impegnato in altre attività e servizi, solo attraverso l’istituto della reperibilità? Infatti, dall’8 Marzo 2009, giorno dell’inaugurazione, sino ad oggi, si sarebbe data risposta solo a circa 29 richieste sulle 123 presentate dalle gestanti.
Si è badato a richiedere formalmente le deroghe per le necessarie assunzioni?
Presso l’Azienda San Camillo - Forlanini è imminente l’espletamento di un concorso per l’assunzione di questa figura professionale. Si può richiedere l’utilizzo di quella graduatoria per avere quanto prima possibile il personale necessario o, in alternativa bandire un nuovo concorso?
La cittadinanza, il Territorio non hanno bisogno d’annunci di “ feste” che mascherano e celano la realtà per quello che è, ma d’iniziative, progetti, assunzioni di responsabilità che diano certezza, non solo nel presente, ma nel prossimo, immediato futuro, altrimenti sono solo…..….. CHIACCHIERE E DISTINTIVO …!!!
Roma, 08/03/2010
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