martedì 29 agosto 2017

Segnalazione detergenti lavapadelle.



Al Commissario Straordinario Asl Rm3
Dr. Giuseppe Legato
Al Direttore Sanitario
Dr. Giuseppe Ciarlo
Al Direttore Amministrativo
Dr. Paolo Farfusola
Al Diretto U.O.C. Direzione Medica di Presidio
Ospedaliero Unico
Dr.ssa Maria Grazia Budroni
Al Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione
Dr. Maurizio Carrozzi
Al Dirigente Medico U.O.C Area Funzionale Staff alla
Direzione Generale – Medico Competente
Dr. Domenico Follacchio
Al Dirigente U.O.C. Approvvigionamenti
Dr.ssa Diana Pasquarelli
Al Direttore del Dipartimento dei Fattori Produttivi
Dr. Filippo Coiro

E,p.c.  Ai Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza

Al Consiglio delle/dei Delegate e Delegati RSU
 
               La scrivente O.S, con la presente, intende rappresentare un problema del quale è venuta a conoscenza.
               Secondo alcune informazioni pervenuteci risulterebbe che all’interno di alcuni reparti del P.O. G.B. Grassi verrebbe utilizzato detergente per lavapadelle in contenitori riportanti la scadenza del 2010.

                Si ricorda che l’uso di detergenti ha la funzione di ridurre il numero di contaminanti batterici e, di conseguenza, quella di garantire maggiori livelli di sicurezza contro la contaminazione su oggetti e superfici da germi che potrebbero, se non eliminati, comportare gravi infezioni sia agli operatori, che alle persone ricoverate presso le strutture e i presidi ospedalieri.

               La Scrivente O.S. chiede, al fine di poter prevenire e garantire le norme igieniche più efficaci nella prevenzione delle infezioni, nonché la tutela e la sicurezza dei pazienti e degli operatori sanitari, la verifica del materiale e dei macchinari impiegati e l’efficacia dei prodotti utilizzati.

Distinti saluti
p. Il Cobas Asl Rm/3
le/i Delegate/i R.S.U.  
Cesare Morra – Paolo Paolacci - Claudia Piermaria  

Prot. Asl Rm3
n. 54041 del 14.08.2017

Esecuzione lavori edilizi presso la Direzione Generale di Casal Bernocchi.



                                                       
Al Commissario Straordinario Asl Roma 3
Dr. Giuseppe Legato
Al Direttore Amministrativo Asl Roma 3
Dr. Paolo Farfusola
Al Direttore Sanitario Asl Roma 3
Dr. Giuseppe Ciarlo
Al Dirigente U.O.C. Risorse Tecnologiche e Patrimonio
Ing. Domenico Di Nino
Al Responsabile Aziendale delle Relazioni Sindacali
Dr. Filippo Coiro

e,p.c.   Al Consiglio delle/dei Delegate e Delegati RSU
                                                                     



                  La scrivente O.S. è venuta a conoscenza dell’effettuazione di alcuni lavori edilizi presso la Sede della Direzione Generale di Via di Casal Bernocchi.
               
                 I lavori che, ci risultano, essere in via di esecuzione presso il VI piano della Direzione Generale riguarderebbero i locali dove è attualmente collocata la Direzione Sanitaria per l’”adeguamento/ampliamento” degli stessi e la realizzazione, all’interno, di un bagno e di un impianto idrico-sanitario. Tali interventi edilizi sembra avrebbero anche comportato modifiche nell’assetto dei vani precedentemente esistenti.
                
Considerato che, nel suddetto piano, risultano già esserci un numero sufficiente di servizi igienici in rapporto al Personale e ai Dirigenti presenti e, tenuto altresì conto, che risulterebbero già stati effettuati, in un passato, anche recente, proprio al sesto piano, analoghi interventi, ci si domanda a quali criteri ed esigenze corrispondano tali lavori.  
Questi, infatti, non possono non suscitare perplessità soprattutto se messi in relazione alle reali ed effettive necessità e priorità riguardanti lavori ed interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria che sarebbero necessari in molte Strutture e Servizi dell’Asl Rm/3, ivi compresa la sede aziendale di Casal Bernocchi.

               Basterebbe solo ricordare, come già più volte segnalato da questa O.S., attraverso note formali (v. tra le altre le note del 20.07.2010, Prot. Az. n. 68132 e del 17.03.2017, Prot. Az. n. 18812) le problematiche riguardanti la climatizzazione/microclima degli Uffici di Casal Bernocchi, ma non solo, dovuti ad un inadeguato ed insufficiente sistema di areazione che determina non poche difficoltà e disagi agli operatori e agli stessi utenti. Si ricorda, a tale proposito, come le normative in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro ( D.Lgs n° 81 del  9 aprile 2008 ) stabiliscono la necessità che negli ambienti di lavoro venga garantita aria salubre e una temperatura adeguata all’organismo umano durante il tempo di lavoro.

Alla luce di ciò ci si domanda se, per l’effettuazione di lavori ed interventi, dei quali non si comprende e non si conosce la reale necessità, siano stati eseguiti preventivamente i necessari rilievi tecnici e se siano stati formalmente autorizzati secondo le normali procedure tecnico/amministrative, tenuto conto anche dei costi e dell’impegno economico necessari, poiché non risulterebbero, in tal senso, comunicazioni, provvedimenti e atti deliberativi indicanti l’impegno di spesa sostenuto.

Scrivente O.S. coglie l’occasione per sottolineare come si renda sempre più necessaria ed urgente una verifica tecnica nell’insieme delle Strutture e dei Servizi Socio-Sanitari dell’Asl Rm/3 al fine di poter programmare, e poi realizzare, quei necessari interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria atti a garantire la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro ( D.Lgs n° 81 del  9 aprile 2008 ).

Scrivente O.S., infine, intende evidenziare la necessità di pervenire, in relazione anche agli spazi che si sono resi disponibili negli ultimi anni, in virtù di una progressiva diminuzione di Risorse Umane e Professionali,  ad una razionalizzazione e riorganizzazione degli spazi e delle stanze della sede aziendale di Casal Bernocchi in grado di dare adeguata ed idonea collocazione ai vari Uffici, sia ai fini di una maggiore operatività e funzionalità che per un più adeguato assetto operativo. 

Distinti saluti.




p. il Cobas Asl Rm3
le/i Delegate/i R.S.U.
Cesare Morra – Paolo Paolacci - Claudia Piermaria   



Prot. Asl Rm3
n. 52586 del 7 Agosto 2017

mercoledì 12 luglio 2017

NON SI UCCIDONO COSÌ ANCHE I CAVALLI?!!


Ora c'è anche chi, dopo che, in tutti questi anni, si è reso responsabile, attraverso silenzi, connivenze e complicità di tutte le scelte e le decisioni (v. Contratti, ma non solo) portate avanti sulla pelle e sulle condizioni di vita e di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori, prova a far passare come una conquista "l'indennità di turnetto".
Non facciamoci ingannare...
La salute, il rischio e le condizioni di vita e di lavoro non possono e non debbono essere monetizzate.
Se "Lor Signori" se ne fregano, se si continua a lavorare in condizioni e a ritmi di lavoro insostenibili e  disumani e se, per questo, spesso, ci si ammala, se pensano che basti uno "zuccherino"  per sopportare ciò che è inumano ed ingiusto rendendoti, di fatto,  uno  schiavo....
Non ringraziarli, ma ribellati!!!
    NO allo SFRUTTAMENTO
SI al rispetto dell'orario di lavoro (L.161/14).
NO alla privatizzazione

SI alla difesa del Diritto alla Salute e del Servizio Socio Sanitario Pubblico

1 Luglio 2017      

Cobas Asl Rm/3

OLTRE IL DANNO LA BEFFA!!!



            Con la Legge Gelli dell'8 marzo 2017, n. 24, diviene obbligatoria l'assicurazione per i rischi professionali.
           In pratica le lavoratrici e i lavoratori che lavorano nei Servizi Socio Sanitari Pubblici con ritmi e condizioni di lavoro indecorosi che ne mettono a rischio la loro stessa salute, per "tutelarsi", devono fare, a loro spese, un'assicurazione obbligatoria.
          Tutto questo nel silenzio complice e omertoso dei Collegi professionali e delle GRANDI Organizzazioni sindacali che invece che opporsi a questa vergogna colgono l'occasione per trarne "profitto" offrendo ai loro iscritti pacchetti sconti ( chi offre di più?!!!) peraltro facendo credere che li stanno anche tutelando; ma non dicono tutta la verità perché debbono ancora essere emanati i Decreti attuativi per poter capire bene la questione dell'obbligatorietà.
          Non c'è limite all'indecenza, ma quando i Diritti si trasformano in merce i mercanti si fanno concorrenza dividendosi la torta...
         Questa vergogna, pensiamo, sia un altro favore alle assicurazioni e ai sindacati complici che già da tempo hanno smesso di difendere realmente i lavoratori trasformandosi, per proprio tornaconto, in soggetti di servizio e, pertanto, riteniamo che questo ulteriore inganno vada respinto.
        Vogliono farci credere che tutto questo sia normale....
NO, QUESTA NON È LA NORMALITÀ
È SOLO LA LOGICA E IL FRUTTO DEL VOSTRO SQUALLIDO SISTEMA DI POTERE...
VERGOGNATEVI!!!

Cobas Asl Rm3

venerdì 9 giugno 2017

Protocollo d’Intesa Asl Rm3 – ADR SpA – Aeroporto Fiumicino. Attività Infermieristica – Prestazioni aggiuntive.



Al Commissario Straordinario Asl Roma 3
Dr. Giuseppe Legato
Al Direttore Sanitario f.f. Asl Roma 3
D.ssa Daniela Sgroi
Al Direttore Amministrativo Asl Roma 3
Dr. Paolo Farfusola
Al Direttore Distretto Sanitario Comune di Fiumicino
Dr.ssa Elisa Gulino
Al Direttore del Dipartimento di Prevenzione
Dr. Pietro Tomassetti
Al Resp. Aziendale delle Relazioni Sindacali
Dr. Filippo Coiro
Alla Dirigente Dipartimento Professioni Sanitarie
Dr.ssa Giliola Martinelli
e, p.c.     Al Consiglio delle/dei Delegate e Delegati RSU



La scrivente O.S. è venuta a conoscenza che, a seguito dell’incendio avvenuto in data 7 maggio 2015 presso il Terminal T3 dell’Aeroporto di Fiumicino, si sarebbero svolti una serie di incontri tra l’amministrazione degli Aeroporti di Roma e la Asl Rm3 e successivamente sarebbe stato effettuato, in data 28 febbraio c.a., un sopralluogo nei locali della Medicina del Lavoro di ADR.
 La stessa Asl Rm3, avrebbe poi comunicato, con nota del 10.03.2017, Prot. n°16785 che si sarebbe impegnata ad effettuare, con proprio personale, presso i locali su indicati, i prelievi di sangue venoso sui lavoratori che già si erano sottoposti in passato, a seguito dell’incendio, agli esami ematochimici indicati dal Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio (DEP).
A tale proposito sarebbe stato stipulato un “Protocollo d’Intesa” tra la Direzione degli Aeroporti di Roma e la stessa Asl Rm3.

Per la realizzazione di tale progetto sarebbe stato attribuito uno specifico incarico (nota Distretto Sanitario, Comune di Fiumicino del 14 aprile c.a., Prot. n° 26247) al fine di coordinare le necessità logistiche organizzative, tecniche e professionali e per intraprendere le attività richieste, presso i locali dell’Aeroporto, messi a disposizione da ADR SpA.

La scrivente O.S., pur riconoscendo l’importanza che ricopre la tutela della salute dei lavoratori interessati, rileva che, tale attività, essendo appunto frutto di un accordo e di un “Protocollo d’intesa” tra due diversi Enti e, quindi, non strettamente e direttamente legata ai compiti d’istituto, potrebbe comportare, senza un adeguata integrazione di Unità Operative, non pochi disagi, difficoltà e disservizi all’interno del Poliambulatorio di Via Coni Zugna a causa della già preesistente grave carenza di personale: tre, infatti, sarebbero le unità infermieristiche che dovrebbero essere impegnate per la suddetta attività.
Infatti, le attività legate al “Protocollo d’Intesa” che sarebbero iniziate il 22 maggio u.s. starebbero impegnando, attraverso lo strumento e l’istituto delle “Prestazioni Aggiuntive”, il personale infermieristico del Poliambulatorio del Presidio di Via Coni Zugna.

 A tale proposito, la scrivente O.S. chiede di poter conoscere con quali criteri e modalità sia stato individuato e reclutato il personale impegnato nella suddetta attività.
Non risulterebbe, infatti, essere stata data, nei tempi e nei modi utili, alcuna informazione e divulgazione in merito e che non sia stata, soprattutto, rispettata la modalità di individuazione e reclutamento del personale necessario, attraverso l’istituzione e l’indizione di un bando specifico, considerato che, per le stesse prestazioni, nel 2015 (v. nota del 6.07.2015 Prot. Az. n. 53045) era stata nominata una apposita commissione di valutazione delle domande del personale per l’espletamento delle attività infermieristiche per la sorveglianza sanitaria del personale ADR Spa.
Scrivente O.S. ritiene, in ogni caso, necessario che su tali questioni vi sia, non solo sempre la massima informazione e divulgazione, ma il rispetto di quei principi di trasparenza, responsabilità e imparzialità ai quali deve sempre richiamarsi l’Amministrazione Pubblica.
 Ciò anche al fine di non determinare atteggiamenti arbitrari e discrezionali che andrebbero, non solo a generare malessere e disagio, ma disparità di trattamento tra le lavoratrici e i lavoratori stesse/i.


Distinti saluti




p. il Cobas Asl Rm/3
le/i Delegate/i R.S.U.
Cesare Morra – Paolo Paolacci - Claudia Piermaria



Prot. Asl Rm3
n°37034 del 31/05/2017

Consultorio Familiare di Acilia - Segnalazione mancanza acqua e abbassamento pressione idrica.



                               
Al Direttore Distretto Sanitario Municipio X
Dr.ssa Daniela Sgroi
Al Direttore Amministrativo
Paolo Farfusola
Al Referente U.O.C Prevenzione e Tutela della Salute
della Coppia
Dr.ssa Adriana Bruno
Al Dirigente U.O.C. Risorse Tecnologiche e Patrimonio
Ing .  Domenico Di Nino
Alla CPSE Coordinatrice
Lucia Lupelli
Al Responsabile Aziendale delle Relazioni Sindacali
Dr. Filippo Coiro
e.p.c.                 Al Consiglio delle/dei Delegate e Delegati RSU



                 La scrivente O.S. intende segnalare, con la presente, le condizioni di disagio e di difficoltà nelle quali le/gli operatrici/tori e la stessa utenza si trovano a dover affrontare, da alcuni mesi (gennaio 2017), presso il Consultorio Familiare di Acilia, a causa della frequente scarsità e/o totale assenza di acqua e per la stessa inadeguatezza dell’impianto idrico.
                Risulta a questa O.S., che frequenti sono state, a tale proposito, anche da parte della stessa utenza, le segnalazioni, e le verifiche successive a seguito di queste, ma, malgrado ciò, la problematica risulta non essere stata ancora risolta.
                Si fa presente che tale situazione, oltre ai numerosi disagi, rappresenta nocumento per le stesse condizioni igienico/sanitarie.
                Si sollecitano, pertanto, interventi urgenti al fine di risolvere positivamente e definitivamente la problematica sopra esposta.

Distinti saluti

p. il Cobas Asl Rm/3
le/i Delegate/i R.S.U.
Cesare Morra – Paolo Paolacci - Claudia Piermaria

    Prot. Asl Rm3
    n° 35547 del 25.05.2017

domenica 2 aprile 2017

Climatizzazione/microclima - Segnalazione disagi e problematiche U.O.S.D. Screening, Promozione Della Salute e Stili di Vita - Inadeguatezza/collocazione Stanze e spazi.



Al Commissario Straordinario Asl Roma 3
Dr. Giuseppe Legato
Al Direttore Amministrativo Asl Roma 3
Dr. Paolo Farfusola
Al Direttore Sanitario f.f. Asl Roma 3
D.ssa Daniela Sgroi
Al Direttore del Dipartimento di Prevenzione
Dott. Pietro Tomassetti
Al Dirigente U.O.S.D. Screening, Promozione
Della Salute e Stili di Vita
Dr.ssa Patrizia Allegrucci
Al Responsabile Aziendale delle Relazioni Sindacali
Dr. Filippo Coiro
Al Responsabile del Servizio di Prevenzione e
Protezione
Dr. Maurizio Carrozzi

e,p.c.    Ai Rappresentanti dei Lavoratori delle Sicurezza

Al Consiglio delle/dei Delegate e Delegati RSU



                 La scrivente O.S. intende segnalare, con la presente, le condizioni di disagio e di difficoltà nelle quali le/gli operatrici/tori sono costretti a svolgere la propria attività lavorativa presso la U.O.S.D. Screening, Promozione della Salute e Stili di Vita presso la sede aziendale di Via di Casal Bernocchi.
                Risulta, infatti, che al Coordinamento Screening siano state attualmente assegnate tre stanze al piano terra e tre stanze al primo piano, peraltro, una di queste, in condivisione con altri operatori del Dipartimento di Prevenzione.
                La collocazione e la dislocazione delle stanze risulterebbero, non solo insufficienti in rapporto alle/ai operatrici/tori presenti, ma non opportunamente e propriamente adeguate alle necessità funzionali/operative della stessa U.O.S.D., in quanto la stessa dislocazione in piani diversi e separati tra loro, all’interno della sede, crea difficoltà e disagio perché è causa di ostacolo per la necessaria e continua comunicazione tra gli operatori del Servizio costretti a spostamenti continui che provocano anche di lungaggini e difficoltà operative ai fini delle attività stesse.
             Questi aspetti rappresentano solo una parte delle difficoltà e dei disagi riscontrati e riscontrabili presso la suddetta U.O.S.D. in quanto, in particolar modo, la collocazione delle stanze al pian terreno evidenzia aspetti e problematiche che non garantiscono quelle necessarie e idonee condizioni di abitabilità e agibilità in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, come anche stabilito dal D.Lgs n° 81/2008.; le stanze, infatti, non solo sono prive di finestre, ma la loro collocazione è esposta ad infiltrazioni e correnti di aria, oltre che a temperature, a seconda delle stagioni, troppo alte o troppo basse che sottopongono l’organismo umano a condizioni di stress, disagio e malessere.
             Scrivente O.S. auspica, pertanto, che tale situazione, sia per la funzionalità della suddetta U.O.S.D., sia ai fini della tutela della salute, della sicurezza nonché della dignità delle operatrici e degli operatori, possa essere affrontata e risolta in tempi brevi attraverso una verifica e una razionalizzazione degli spazi e delle stanze presenti all’interno della sede aziendale di Via di Casal Bernoccchi.
           
           Scrivente O.S. coglie altresì l’occasione per riproporre, quanto già in passato aveva esposto (v. nota, prot. Az. N° 68132 del 20.07.2010) relativamente alle problematiche riguardante la climatizzazione e il microclima nella struttura della sede aziendale di Casal Bernocchi circa la possibilità di installare, nelle entrate di ingresso dell’edificio, “Porte a Lama d’Aria” allo scopo di poter favorire un miglior isolamento termico della struttura in modo da prevenire, nei periodi invernali, l’infiltrazione di fastidiose correnti di aria fredda e, d’aria calda, durante i periodi estivi.
Ciò permetterebbe un miglior funzionamento dell’impianto di condizionamento d’aria e una più adeguata climatizzazione anche con conseguente risparmio di energia.

Distinti saluti






p. il Cobas Asl Rm/3
le/i Delegate/i R.S.U.
Cesare Morra – Paolo Paolacci - Claudia Piermaria


            
    Prot. Asl Rm3
    n° 18812 del 17.03.2017