martedì 20 aprile 2010

INDENNITA' VACANZA CONTRATTUALE

Alla faccia della Questione Salariale…!!!
7 EURO …e l’uomo campa…!!!
Mentre i dati che emergono dalle diverse rilevazioni statistiche e, soprattutto, dalle condizioni di vita, divenute sempre più difficili per migliaia di famiglie, a causa della crisi economica, della disoccupazione, della precarietà e degli, sempre più, immiseriti stipendi, parlano di una questione salariale divenuta urgente ed ineludibile, il Ministero dell’Economia - Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato ha pubblicato le misure dell’Indennità di Vacanza Contrattuale, riferite al triennio 2010-2012, per il personale dipendente dalle Amministrazioni Pubbliche.
Gli elementi di calcolo dell’indennità di vacanza contrattuale sono:
• Il tasso di inflazione programmata per il 2010 pari all’1,5%;
• La base di calcolo è quella relativa allo stipendio tabellare vigente al 1° gennaio 2010;
• La misura mensile è pari al 30% dell’inflazione programmata per il 2010 a partire dal 1° aprile che diventerà 50% dal 1° luglio.
In caso di assenza del rinnovo del Contratto Nazionale anche nell’anno 2011, proseguirà la corresponsione dell’indennità nella misura mensile definita dal 1° luglio 2010 pari al 50% dell’inflazione programmata 2010.
Il gelido e burocratico comunicato, con il quale la Ragioneria dello Stato annuncia le misure in merito alla vacanza contrattuale, mette una pietra sopra il rinnovo dei contratti pubblici non solo per il 2010 ma anche con la previsione d’estensione per il 2011, con incrementi salariali di 7 euro medie lorde mensili da aprile e 12 euro da luglio. Ciò significa che in busta paga i lavoratori si troveranno al netto, di media, rispettivamente 4 e 6,5 euro.
Questo è il primo effetto delle politiche contrattuali e della conseguente triennalizzazione voluta dalle OO.SS. Cgil, Cisl e Uil.
Il fatto che non ci sia stato alcuno stanziamento per i rinnovi dei contratti nella legge Finanziaria 2010 è la chiara volontà del governo di non rinnovare i contratti ai lavoratori pubblici per quest’anno e, molto probabilmente, anche per il prossimo.
Questo attacco s’inserisce in un contesto che tende sempre più a colpire, attraverso manovre, come quelle adottate anche recentemente dal governo (la cosiddetta Brunetta e il Collegato Lavoro) i diritti e le tutele delle lavoratrici e dei lavoratori e pubblici e privati, destrutturando, allo scopo di “ far cassa” la Pubblica Amministrazione, e quindi, quello che resta dello Stato Sociale.
Non possono essere sempre e solo i lavoratori a pagare il costo della crisi !
Le Rappresentanze Sindacali di Base ritengono necessario l’avvio di un confronto, di un processo partecipato e democratico nei posti di lavoro per cercare di riprendere l’iniziativa in difesa e a tutela dei diritti e delle condizioni di vita e di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori e per riaffermare il valore del Contratto Collettivo Nazionale.
Chiedono, a tal fine, l’immediata apertura dei Contratti Pubblici per aumenti salariali veri, per la stabilizzazione del salario accessorio ( oggi oggetto di ricorrenti incursioni da parte del Tesoro ) per la fine del blocco del turn - over e l’assunzione dei precari e dei disoccupati.
Roma,06/04/2010

martedì 6 aprile 2010

Alla faccia della Questione Salariale…!!!7 EURO …e l’uomo campa…!!!

Mentre i dati che emergono dalle diverse rilevazioni statistiche e, soprattutto, dalle condizioni di vita, divenute sempre più difficili per migliaia di famiglie, a causa della crisi economica, della disoccupazione, della precarietà e degli, sempre più, immiseriti stipendi, parlano di una questione salariale divenuta urgente ed ineludibile, il Ministero dell’Economia - Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato ha pubblicato le misure dell’Indennità di Vacanza Contrattuale, riferite al triennio 2010-2012, per il personale dipendente dalle Amministrazioni Pubbliche.
Gli elementi di calcolo dell’indennità di vacanza contrattuale sono:
• Il tasso di inflazione programmata per il 2010 pari all’1,5%;
• La base di calcolo è quella relativa allo stipendio tabellare vigente al 1° gennaio 2010;
• La misura mensile è pari al 30% dell’inflazione programmata per il 2010 a partire dal 1° aprile che diventerà 50% dal 1° luglio.
In caso di assenza del rinnovo del Contratto Nazionale anche nell’anno 2011, proseguirà la corresponsione dell’indennità nella misura mensile definita dal 1° luglio 2010 pari al 50% dell’inflazione programmata 2010.
Il gelido e burocratico comunicato, con il quale la Ragioneria dello Stato annuncia le misure in merito alla vacanza contrattuale, mette una pietra sopra il rinnovo dei contratti pubblici non solo per il 2010 ma anche con la previsione d’estensione per il 2011, con incrementi salariali di 7 euro medie lorde mensili da aprile e 12 euro da luglio. Ciò significa che in busta paga i lavoratori si troveranno al netto, di media, rispettivamente 4 e 6,5 euro.
Questo è il primo effetto delle politiche contrattuali e della conseguente triennalizzazione voluta dalle OO.SS. Cgil, Cisl e Uil.
Il fatto che non ci sia stato alcuno stanziamento per i rinnovi dei contratti nella legge Finanziaria 2010 è la chiara volontà del governo di non rinnovare i contratti ai lavoratori pubblici per quest’anno e, molto probabilmente, anche per il prossimo.
Questo attacco s’inserisce in un contesto che tende sempre più a colpire, attraverso manovre, come quelle adottate anche recentemente dal governo (la cosiddetta Brunetta e il Collegato Lavoro) i diritti e le tutele delle lavoratrici e dei lavoratori e pubblici e privati, destrutturando, allo scopo di “ far cassa” la Pubblica Amministrazione, e quindi, quello che resta dello Stato Sociale.
Non possono essere sempre e solo i lavoratori a pagare il costo della crisi !
Le Rappresentanze Sindacali di Base ritengono necessario l’avvio di un confronto, di un processo partecipato e democratico nei posti di lavoro per cercare di riprendere l’iniziativa in difesa e a tutela dei diritti e delle condizioni di vita e di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori e per riaffermare il valore del Contratto Collettivo Nazionale.
Chiedono, a tal fine, l’immediata apertura dei Contratti Pubblici per aumenti salariali veri, per la stabilizzazione del salario accessorio ( oggi oggetto di ricorrenti incursioni da parte del Tesoro ) per la fine del blocco del turn - over e l’assunzione dei precari e dei disoccupati.
Roma,06/04/2010

martedì 23 marzo 2010

Al Direttore Generale AUSL Roma D
Dr.ssa Giuseppina Gabriele
Al Direttore Amministrativo AUSL Roma D
Dr. Antonio Scuteri
Al Direttore Sanitario AUSL Roma D
Dr. Maurizio Rango
Al Direttore del Distretto 2
Dott. Vittorio Chinni
Al Dirigente Responsabile U.O.
Tutela Salute Mentale e Riabilitativa Età Evolutiva
Dr. Enrico Nonnis
Al Direttore Area Tutela della Donna e del Bambino
Dr. Pierluigi Palazzetti
Al Direttore Area Risorse Umane e Affari Generali
Dr. Filippo Coiro
e,p.c. Al Presidente del Municipio XIII –Comune di Roma
On. Giacomo Vizzani
All’ Assessore ai Servizi Sociali, Scuola e Casa
del XIII Municipio – Comune di Roma
On. Ludovico Pace
Al Coordinatore delle R.S.U.
Eugenio Bellomo


Oggetto: attività riabilitative Servizio T.S.M.R.E.E. scadenza contrattuale personale della
riabilitazione ex IKT.


Scrivente O.S., ha già avuto modo di segnalare in data 06/10/2008, Prot. AUSL RM/D n° 80914 alcune problematiche riguardanti le attività del Servizio Tutela Salute Mentale e Riabilitativa Età Evolutiva del Distretto 2 - XIII Municipio, allora con particolare riferimento alla delicata questione delle Liste di attesa, a seguito di alcune notizie apparse sugli Organi di Stampa, dove veniva riportata la notizia dell’intenzione, da parte della Direzione Aziendale, di avviare un’indagine interna allo scopo di conoscere le ragioni dei lunghi tempi d’attesa provvedendo, inoltre, alla riorganizzazione del Dipartimento e delle attività suddette.
Non si conosce a tutt’oggi se, tale indagine, sia stata avviata e a quali risultati abbia eventualmente prodotto.
Crediamo sia, in ogni caso, utile e necessario ricordare, così com’era riportato nella nota suddetta, che i Servizi ( T.S.M.R.E.E. ) preposti all’Assistenza neuropsichiatrica e alla cura delle patologie in Età Evolutiva ( 0 - 18 anni ) rappresentano anche uno strumento importante di prevenzione per le patologie neuropsichiatriche dell’età adulta ( depressioni, comportamenti autodistruttivi, violenze, ecc. ) e delle patologia legate alle varie dipendenze ( tossicodipendenze, alcolismo, gioco d’azzardo, anoressia, bulimia, ecc. ).
Nella nota si ribadiva come, questi servizi e queste attività, andavano ad inserirsi in un tessuto urbano, sociale e culturale profondamente trasformato a causa dell’intensità, dell’enorme, e sempre più invasiva, espansione edilizio/abitativa: espansione e crescita che, nel corso degli anni, non è stata accompagnata dal potenziamento e dallo sviluppo dei vari Servizi – Socio Sanitari, necessari per rispondere all’insieme delle domande e dei bisogni della popolazione e al miglioramento stesso della qualità della vita nel Territorio.
Tale sviluppo e tale crescita presuppongono che le forme e le condizioni di disagio, di sofferenza, la richiesta dei bisogni e dei servizi e la stessa domanda di salute della popolazione, nel 13° Municipio, siano cresciute in maniera esponenziale senza che queste siano riuscite a trovare le necessarie ed adeguate risposte, con la conseguenza che tale situazione ha comportato e comporta, per le famiglie che si trovano costrette a rivolgersi, per trovare risposta ai loro bisogni e diritti di salute, a servizi a pagamento, sopportando, così, gravosi costi economici, e notevoli costi umani e sociali per la salute e la vita stessa delle persone.
In questa situazione si è andati assistendo, con il tempo, ad una progressiva riduzione degli operatori/trici con l’unica eccezione determinata dall’assunzione ( settembre 2007) a tempo determinato, di alcuni operatori/trici, ( n° 3 Logopediste e n° 2 Terapiste della Neuropsichiatria ) per garantire la continuità dell’assistenza ai bambini di questo Territorio seguiti dall’Istituto IKT, allora chiuso in seguito al noto scandalo di “Lady AUSL”.
Queste/i operatrici/tori, in un primo momento, appunto, hanno garantito la continuità assistenziale di quei bambini, ma in seguito sono intervenuti rispondendo alla notevole e molteplice richiesta proveniente dal Territorio per le attività riabilitative con la conseguente presa in carico di altri bambini.
Ora accade che a queste/i lavoratrici/tori, e a queste figure professionali, stia per scadere il contratto di lavoro ( settembre 2010 ) con il rischio e le conseguenze che una tale eventualità potrebbe comportare, sia per la professionalità, le competenze, i saperi, apportate da queste lavoratrici, sia per la loro stessa dignità umana e professionale, nonché per la difficile condizione di vita che potrebbero trovarsi ad affrontare in seguito alla perdita, dopo molti anni, del proprio posto di lavoro.
Ma, soprattutto, tale eventualità, rappresenta un ulteriore impoverimento e diminuzione di quelle risorse umane e professionali nel Servizio della T.S.M.R.E.E. del Territorio, a fronte di un progressivo e costante aumento di richieste d’attività e servizi legati ai bisogni riabilitativi nei confronti dei bambini/utenti.
Scrivente O.S., esprime, pertanto, la più viva preoccupazione per i rischi, le conseguenze ed i disagi che, un eventuale mancato rinnovo del contratto per queste Lavoratrici e per queste figure professionali, potrebbe comportare per i cittadini utenti e chiede, pertanto, qualora non siano stati già adottati provvedimenti in merito, di attivare tutte le procedure e le iniziative necessarie per garantire la sicurezza del posto del lavoro alle lavoratrici suddette e assicurare continuità quantitativa/qualitativa dei servizi e delle attività riabilitative attualmente esistenti.

Con l’auspicio di un Vostro positivo riscontro in merito s’inviano cordiali saluti.

AUSL RM/D
Prot. n° 27576 del 22/03/2010

p. I COBAS AUSL RM/D
I Delegati R.S.U.
Laura Mazzarella – Cesare Morra – Antonio Nocera

mercoledì 17 marzo 2010

Democrazia e relazioni sindacali nella ASLRMD

…..”Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l'arbitrarietà, la follia e il mistero …” da Cos'è questo golpe? Io so di Pier Paolo Pasolini Corriere della Sera, 14 novembre 1974

Quanto accaduto in quest’ultimo periodo è il sintomo più evidente di quanto andiamo segnalando e denunciando da tempo e che riguarda, sia il carattere autocratico ed autoritario della Gestione della Direzione Aziendale, sia l’insieme del Sistema delle Relazioni Sindacali esistente all’interno dell’AUSL RM/D.
Le condizioni d’estremo disagio e difficoltà dovute già alla mancanza del personale, all’insufficienza e all’inadeguatezza degli spazi, alle più generali difficili condizioni di vita e di lavoro, nelle quali si trovano a lavorare gli operatori e le operatrici nei vari servizi socio – sanitari e tecnico –amministrativi, sono state rese ancor più pesanti da un clima d’arroganza e di protervia che ha pervaso e penetrato in ogni aspetto ed in ogni angolo dell’Azienda finendo per mortificare, umiliare sensibilità, competenze e professionalità e per generare ed approfondire un senso di generale e diffuso malessere, malcontento e timore.
Questo clima è stato determinato da una serie infinita di vessazioni, discriminazioni e minacce ( querele, trasferimenti, ecc., ecc.) atteggiamenti e comportamenti vessatori, verso chiunque “osasse” esprimere un pur minimo pensiero ed opinione critica.
Non si Governa, ma si “Domina” e si “Comanda”: questa è la “parola d’ordine” che caratterizza, la vita e le relazioni all’interno dell’AUSL RM/D.
Attraverso una politica ad uso e consumo della “Gestione delle Risorse Umane”( trasferimenti, comandi, assunzioni, Coordinamenti, Posizione Organizzative, ecc., ecc.) si è venuta a creare una “ Struttura e un Sistema di Potere” in grado di “ controllare e dominare” su tutto, su tutti e…. su molti “ burattini senza fili”…!!!
Un sistema è malato e corrotto non solo quando è segnato dal malaffare e dalla malversazione, ma anche quando agiscono al suo interno logiche e dinamiche legate a quell’insieme di interessi individuali e di gruppo che si antepongono alla ricerca di quel “ Bene Comune” che dovrebbe essere e rappresentare l’anima e la ragione di ogni essere e di ogni agire.
Le responsabilità di tutto ciò, crediamo, non siano solo di chi ha, per ruolo ed istituzione, il compito di “Governare” e “ Gestire”, ma anche di tutti coloro che avevano il dovere di segnalare, denunciare e rappresentare questo stato di cose: altronde era sufficiente saper ascoltare, osservare ed indagare la realtà che ci è davanti agli occhi per accorgersi che tutto ciò non era solo la visione immaginaria e strumentale di qualche singolo o gruppo colto da “ furore ideologico”.
Perché non si è fatto? Perchè si è lasciato che le lavoratrici ed i lavoratori e le realtà, che segnalavano e denunciavano questo stato di cose, restassero soli?
Si può forse pensare che la difesa e la tutela dei diritti individuali e sindacali, l’idea stessa di partecipazione e di democrazia, che a parole viene tanto evocata, possa essere sacrificata quando ad essere colpiti sono gli “altri”? Magari quelli che “ danno fastidio”?!!!
Si tratta, forse, di…….” Convergenza d’interessi…”?!!!
Noi, invece, siamo e saremo sempre tra quelli che sostengono il principio:”non sono d’accordo con quel che dici, ma darei la vita perché tu lo possa dire”!!!
E sarà anche per questo che, a volte, può accadere che, quel silenzio, corresponsabile e complice, possa venire squarciato da un grido di sana e giusta ribellione. Un grido che rivendica i propri diritti, la propria dignità e la propria libertà.
Quel grido lo hanno urlato le molte e molti lavoratrici/tori iscritti, e non, alle varie OO.SS. che hanno partecipato all’Assemblea, indetta dalla R.S.U., del 3 marzo a Casal Bernocchi, segnalando e denunciando, all’interno della AUSL RM/D, un clima di arroganza ed intolleranza che ferisce, non solo la sensibilità, la dignità e la libertà di chi lavora, ma calpesta i principi ed i valori stessi della Costituzione che sancisce il diritto e la libertà di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione ( art. 21 ).
Quelle lavoratrici e quei lavoratori vogliono e chiedono che quel diritto e quei principi siano rispettati e che la decisione, lì assunta, di inviare e diffondere la lettera ed il volantino, venga rispettata.
Come mai non si è dato seguito a quella presa di posizione? Si vuole prendere tempo e nascondersi dietro ipocriti formalismi, come quello di dire che la lettera ed il volantino dovevano essere ratificati dalla R.S.U., per poi vedere che la riunione, appositamente convocata, venisse disertata dalla maggioranza delle/dei delegate/i?
…Ma mi faccia il piacere …!!!
Non vorremmo che si siano voluti accogliere gli “ inviti” ed i “suggerimenti”, venuti da più parti, per costringere a fare un “ passo indietro”…..Quella lettera non ha da partì … come quell’altra frase “questo matrimonio non sa da fare” di manzoniana memoria.!!!
Quelle lavoratrici e quei lavoratori hanno il diritto di essere ascoltati e tutti hanno il dovere di ascoltare e rappresentare evitando di sotterrare nell’indifferenza e nell’oblio anche la pur minima speranza e aspettativa di cambiamento….sarebbe un’ulteriore inganno..!!!

Roma,15/03/10

martedì 9 marzo 2010

…Feste…, Inaugurazioni O…., Commemorazioni …?!!!

Da alcuni anni a questa parte si sta assistendo ad un “girovagare”, per tutto il territorio della AUSL RM/D, di “ feste” ed inaugurazioni di Sedi, servizi e reparti, precedute, accompagnate e seguite da dichiarazioni roboanti e alquanto propagandistiche.
Siamo sinceri, anche noi parteciperemmo alle feste se, queste, corrispondessero alla realtà delle cose, così come sono annunciate e dichiarate, ma, secondo il nostro modesto punto di vista, la situazione non è così come si vuol far credere: l’elenco potrebbe essere lungo, ma vogliamo limitarci solo ad alcuni esempi e tra questi c’è proprio quello relativo al trasferimento e alla collocazione di quei Servizi del Distretto 2 – XIII Municipio, riferiti alla sfera della Salute della Donna e del Bambino.
Si è iniziato con la questione del presidio Sant’Agostino di Ostia, festeggiato ed inaugurato per ogni occasione, con l’annuncio della realizzazione della Casa della Salute della Donna e del Bambino “unica nel suo genere” che doveva, appunto, avvenire entro il 2008…, 2009… ed ora annunciata per il 2011… Evviva!!!
Finalmente ora i lavori sono a un buon punto, ma, ci chiediamo, se il Progetto della Casa della Salute della Donna e del Bambino, vuole essere tale, e per essere realizzabile, deve, non solo portare la giusta e necessaria attenzione verso gli improcrastinabili lavori di ristrutturazione di una sede, ma ha bisogno di essere preceduto, accompagnato e seguito da un insieme di iniziative e procedure politiche, istituzionali e tecnico/amministrative per assicurare già da ora, e per il prossimo futuro, tutte le risorse necessarie a garantirne la piena e completa funzionalità, soprattutto attraverso l’individuazione delle necessarie risorse umane e professionali e con l’adozione di quei provvedimenti richiesti per il loro reperimento (deroghe e assunzioni). Altrimenti assisteremo ad una “normale ricollocazione” di servizi e di attività già esistenti (vedi Consultorio Familiare, TSMREE, ecc, ecc.). Si è tenuto conto di ciò? Si vuole per caso creare le condizioni per un “ unico Polo di Eccellenza “ accorpando servizi esistenti rinunciando e sacrificando, così, il principio della Territorialità e della Prossimità al cittadino/utente?
Pensiamo, inoltre, che dovrebbe essere previsto, sin d’ora, se non vogliamo assistere al lento, progressivo ed inesorabile degrado della struttura, come già è accaduto in passato, un piano di intervento per la continua, costante manutenzione della struttura stessa, vista la collocazione che la espone ad eventi atmosferici anche molto aggressivi.
Ciò che teniamo principalmente a rilevare è che, la chiusura del Sant’Agostino non è stata accompagnata da un’adeguata programmazione per la sistemazione di quei servizi ivi esistenti per poter garantire almeno la continuità qualitativa e quantitativa preesistente in un Territorio già fortemente compromesso per la carenza di Spazi e Servizi Pubblici e particolarmente di Servizi Socio – Sanitari, in rapporto alla forte crescita ed espansione edilizio/abitativa.
Tra i servizi e le attività che hanno risentito e risentono di quest’assenza di progettualità e di volontà di soluzioni positive poniamo l’attenzione, come già altre volte fatto, proprio a quei servizi che dovrebbero essere centrali, all’interno del progetto della Casa della Salute della Donna e del Bambino, e precisamente quelle legate ai Consultori Familiari, servizi ed attività già fortemente penalizzati in relazione al fatto che la legge 34/96 ne prevede 1 ogni 20.000 abitanti, mentre nel territorio del XIII° Municipio ne esistono soltanto 2 a fronte degli 11 previsti.
Si ricorda che i Consultori Familiari svolgono attività di prevenzione e di assistenza per la salute della donna nelle varie fasi della vita, consulenze sulla sessualità, visite ginecologiche ed ostetriche, certificazioni per le Interruzioni Volontarie di Gravidanza, Corsi di Preparazione alla Nascita, consulenze sulla contraccezione, sulla salute del Bambino e agli adolescenti, con interventi anche nelle scuole, consulenze psico-sociali alla coppia, alla famiglia e alle tematiche sulle adozioni. Se pensiamo a quanti aspetti, implicazioni psicologiche, umane e sociali vi sono in questi ambiti, è consequenziale rilevare che l’esistenza di 2 soli Consultori, in un territorio così complesso ed in continua espansione edilizio-abitativa, comporti, di fatto, l’impossibilità di garantire appieno quelle funzioni e quelle attività per le quali sono sorti. Inoltre, negli ultimi anni, si è assistito nel nostro Territorio, così come in altri, ad un aumento dell’utenza straniera che necessita di approcci e di attenzioni specifiche.

L’8 marzo 2009 il Direttore Generale ASL RM/D si impegnava, durante l’inaugurazione della Casa del Parto – Acqualuce e dopo segnalazioni, proteste ed iniziative da parte dell’Assemblea delle Donne del XIII° Municipio, dei Cobas e della RSU ad istituire un Tavolo di confronto con l’obiettivo di affrontare tali problematiche e con l’impegno ad individuare locali più idonei per i Consultori esistenti e per l’apertura di un secondo e nuovo Consultorio ad Ostia.
L’impegno formale del Direttore Generale della AUSL RM/D Dr.ssa Giuseppina Gabriele prevedeva inoltre l’istituzione di un Tavolo con le Organizzazioni femminili del territorio e con i Sindacati per una programmazione condivisa dei Servizi del territorio, in particolare di quelli legati ai bisogni delle donne, dei bambini e degli adolescenti. Ciò non è avvenuto!
Sino ad oggi nessun impegno concreto è stato realmente assunto né, tantomeno, è stata data titolarità e autorevolezza al Tavolo di confronto istituito dalla stessa Direzione Aziendale.
Un Tavolo di confronto che vedeva, in realtà, al di la delle intenzioni, dell’impegno e della disponibilità personale di qualche Dirigente/Responsabile chiamato a “rappresentare” l’Azienda, l’assenza più totale di una volontà e di una reale strategia Aziendale che non fosse quella mossa dall’unico intento di prendere tempo…..
CAMBIARE TUTTO, PER NON CAMBIARE NULLA….!!!
Pertanto, nonostante gli impegni assunti con la firma del verbale d’intesa con l’Assemblea delle Donne e la R.S.U. Aziendale, in data 07/03/2009, si è dovuta registrare una totale mancanza di reale volontà a pervenire in tempi utili a soluzioni positive. Ci si è trovati continuamente di fronte ad atteggiamenti approssimativi e dilatori, malgrado più volte fossero state avanzate diverse proposte ed alternative. Si è cercato, nella realtà, solo di prendere tempo, venendo meno non solo agli impegni, ma contraddicendo quanto più volte enunciato ed annunciato, sul significato e sul valore di Servizi essenziali come sono i Consultori Familiari. A tutt’oggi assistiamo alla vergognosa collocazione del Consultorio di Ostia, “sistemato” in un mini-appartamento con gravi ripercussioni per le/gli operatrici/tori e soprattutto per gli stessi cittadini/ utenti. Così, al di la delle promesse, degli annunci e degli impegni presi non abbiamo visto nulla di veramente concreto.
I consultori esistenti, nel nostro popoloso municipio, sono ancora solo ed esclusivamente due!!!
Tra qualche giorno assisteremo all’ennesima “ inaugurazione”, ma non per l’apertura di un “ nuovo” Consultorio, ma per il trasferimento/cambio di sede del già esistente Consultorio di Acilia e del Servizio Vaccinazioni, dai locali di Via del Poggio alla struttura di L.go Girolamo da Montesarchio, dopo due anni di attesa, e con incredibili ritardi, ma non sappiamo, visti i precedenti, se anche questo “trasferimento” significherà” , di fatto, un miglioramento del servizio per le/gli operatrici/ tori e, soprattutto per i cittadini utenti…..Verificheremo!!!
Un’altra delle questioni che evidenzia il pressappochismo e la demagogia propagandistica che hanno accompagnato l’azione e l’iniziativa della Direzione Aziendale dell’AUSL RM/D è quella che ha riguardato la tanto decantata Casa del Parto inserita in una nuova struttura all’interno dell’ Ospedale G.B. Grassi, dove, peraltro, era stato annunciato, dapprima, a mezzo stampa, il trasferimento proprio del Consultorio Familiare di Ostia.
Una struttura definita tra le “uniche” al Centro Sud e che, anche noi, consideriamo importante per le donne per garantire il percorso di un “Parto Dolce”: ma come si può garantire la piena e completa funzionalità della struttura e l’assistenza al travaglio e al parto delle richiedenti con la grave carenza di personale ostetrico e/o utilizzando personale di ostetricia, peraltro impegnato in altre attività e servizi, solo attraverso l’istituto della reperibilità? Infatti, dall’8 Marzo 2009, giorno dell’inaugurazione, sino ad oggi, si sarebbe data risposta solo a circa 29 richieste sulle 123 presentate dalle gestanti.
Si è badato a richiedere formalmente le deroghe per le necessarie assunzioni?
Presso l’Azienda San Camillo - Forlanini è imminente l’espletamento di un concorso per l’assunzione di questa figura professionale. Si può richiedere l’utilizzo di quella graduatoria per avere quanto prima possibile il personale necessario o, in alternativa bandire un nuovo concorso?
La cittadinanza, il Territorio non hanno bisogno d’annunci di “ feste” che mascherano e celano la realtà per quello che è, ma d’iniziative, progetti, assunzioni di responsabilità che diano certezza, non solo nel presente, ma nel prossimo, immediato futuro, altrimenti sono solo…..….. CHIACCHIERE E DISTINTIVO …!!!

Roma, 08/03/2010

giovedì 25 febbraio 2010

Nota/documento – Servizi Socio Sanitari Distretto 2 – XIII Municipio.

Al Direttore Generale AUSL Roma D
Dr.ssa Giuseppina Gabriele
Al Direttore Amministrativo AUSL Roma D
Dr. Antonio Scuteri
Al Direttore Sanitario AUSL Roma D
Dr. Maurizio Rango
Al Direttore del Distretto 2
Dott. Vittorio Chinni
Al Direttore Area Tutela della Donna e del Bambino
Dr. Pierluigi Palazzetti
Al Direttore U.O.C.I. Salute della Donna e del Bambino
Dr.ssa Patrizia Musacchio
Al Responsabile U.O.S. Consultori - Distretto 2
Dr. Gianlorenzo Darbisi
Al Direttore del Dipartimento di Prevenzione
Dr. Agostino Sorce
Al Dirigente del C.S.M.- Distretto 2
Dr. Antonello D’Elia
Al Dirigente Responsabile U.O.
Tutela Salute Mentale e Riabilitativa Età Evolutiva
Dr. Enrico Nonnis
Al Dirigente U.O.C. Gestione Patrimonio Immobiliare
Ing. Domenico Di Nino
Al Direttore Area Risorse Umane e Affari Generali
Dr. Filippo Coiro
e,p.c. Al Presidente del Municipio XIII –Comune di Roma
On. Giacomo Vizzani
All’ Assessore ai Servizi Sociali, Scuola e Casa
del XIII Municipio – Comune di Roma
On. Ludovico Pace
Al Coordinatore delle R.S.U.
Eugenio Bellomo

Oggetto: nota/documento – Servizi Socio Sanitari Distretto 2 – XIII Municipio.

Scrivente O.S, ha più volte posto l’attenzione ( v. anche ultima nota del 21/09/2009 Prot. AUSL RM/D 85039 ) sullo stato e sulle varie problematiche riguardanti i Servizi Socio Sanitari del – Distretto 2 – Municipio XIII, sia per segnalarne l’insufficienza, in rapporto alla crescita e allo sviluppo territoriale di riferimento, che per l’inadeguatezza dei locali, delle strutture e degli spazi dove molti di questi sono collocati.
Tale situazione, come già altre volte segnalato, è venuta ad aggravarsi ulteriormente in seguito alla chiusura, per l’improcrastinabile ristrutturazione del Sant’ Agostino e al rilascio della sede di Lungomare Paolo Toscanelli, n° 72, dove la maggior parte dei servizi ivi presenti, non hanno trovato idonea sistemazione ( v. Consultorio Familiare di Ostia, Servizio Immunoprofilassi/Vaccinazioni, ecc. ).
Pensiamo che, in relazione anche alle oggettive difficoltà (economico/finanziarie e di individuazione delle sedi ) sia mancata un’analisi, uno studio, una programmazione che valutasse, nei tempi e nei modi dovuti e necessari, le effettive esigenze delle diverse e molteplici attività dei vari servizi, in modo da poterne garantire la piena ottimizzazione e funzionalità, in rapporto ai bisogni e alle esigenze dei cittadini.
L’assenza di una reale programmazione, anche nella ricerca delle strutture e delle sedi più idonee, che avesse come riferimento le esigenze ed i bisogni dei cittadini/utenti e, al tempo stesso, la salvaguardia delle condizioni di lavoro e della dignità professionale delle/gli operatrici/tori, ha evidenziato scelte contraddittorie, non solo con decisioni assunte ( v. TSMREE e Servizio Immunoprofilassi / ex Medicina Preventiva ) ma anche con quanto precedentemente annunciato, e anche concordato, tra le R.S.U. e alcuni Organi di Direzione Aziendale ( v. TSMREE, Casa del Parto/Consultorio, ex Medicina Preventiva, Servizio Immunoprofilassi/vaccinazioni, COMAVI, ecc. ) determinando, di fatto, frammentazione e, per molti Servizi, condizioni di maggiore difficoltà.
La stessa destinazione di alcuni sedi individuate pensiamo non abbia avuto un utilizzo razionale legato alle effettive necessità e ai bisogni della zona territoriale di riferimento: basti pensare al trasferimento dell’ex Medicina Preventiva che sarebbe stata spostata al S. Agostino allo scopo di riunire i Servizi afferenti al Dipartimento di Prevenzione per il Litorale e che, nei fatti, dopo la chiusura del S. Agostino stesso, è stato trasferito nella “nuova sede” di Via Umberto Cagni, 48 (Ostia Ponente), restando di fatto separata dal resto dei Servizi del Dipartimento di Prevenzione (Servizio Immunoprofilassi e Programmi di Prevenzione e Promozione della Salute). A tale proposito scrivente O.S. aveva già avanzato nella nota del 21/09/2009 prot. AUSL RM/D 85039 l’ipotesi di un utilizzo diverso della sede di Via Umberto Cagni, capace di rispondere al meglio ai bisogni e alle esigenze dei cittadini di quella zona (es. sportello CUP per le prenotazioni, Centro Psico-Sociale e/o Ambulatorio per la popolazione femminile, ecc.).
Ha pesato su tutto ciò anche la totale assenza di volontà nel mantenere impegni/accordi presi: basti pensare al verbale di intesa del 7/3/2009 sottoscritto dalla R.S.U., dall’Assemblea delle Donne e dalla stessa Direzione Aziendale alla vigilia dell’inaugurazione della Casa del Parto, che, attraverso l’istituzione di un Tavolo di confronto, si proponeva di ricercare ed individuare soluzioni idonee per collocare i Consultori Familiari, con particolare riferimento a quello di Ostia, contemplando persino la prospettiva dell’apertura di un secondo Consultorio, e finalizzato ad aprire una riflessione sulle necessità, nel nostro territorio, della popolazione femminile e pediatrica, nonché adolescenziale.
Quel Tavolo, proposto dalla stessa Direzione Aziendale, al di là dell’impegno e della disponibilità di alcuni Dirigenti chiamati a rappresentare l’Azienda, non ha, nella realtà dei fatti, mai avuto effettivo ed autorevole riconoscimento, né ruolo, né capacità ed autonomia decisionale, svuotandolo, così, di ogni significato, di ogni funzione fino al punto da essere definitivamente archiviato, perdendo, così, anche un’opportunità ed un’ occasione di dialogo e di confronto. E’ sembrata che l’unica volontà e l’unica strategia Aziendale fosse, in realtà, soltanto quella di cercare di prendere tempo.
A tutt’oggi, infatti il Consultorio Familiare di Ostia continua la sua attività all’interno di locali insufficienti ed inadeguati, cosi come da questa O.S. già segnalato in data 23/06/2009 Prot. AUSL n° 57806, e dell’apertura del secondo Consultorio non si è più fatto alcun cenno.
Ora, in previsione dell’imminente trasferimento del Consultorio Familiare di Acilia e del Servizio Vaccinazioni dai locali di Via del Poggio di Acilia alla struttura di Largo G. da Montesarchio, si auspica che siano stati presi tutti i provvedimenti e le iniziative necessarie, sia in merito allo studio e all’individuazione degli spazi in grado di accogliere le varie e diverse attività, sia relativamente ai controlli e ai collaudi necessari di tutti gli impianti e attrezzature tecnico/informatiche (impianti di climatizzazione, allacci telefonici, alla rete, ecc.) sia all’espletamento di tutte le procedure di verifica di idoneità e all’osservanza delle normative a tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Lo spostamento del Consultorio e delle Vaccinazioni di Acilia, così come era stato prospettato, favorirebbe il trasferimento/ampliamento per il CSM e il TSMREE di Acilia, dove risultano evidenti notevoli difficoltà, sia per le/gli operatrici/tori nello svolgere le attività e le funzioni proprie di questi Servizi, che per gli stessi cittadini/utenti, a causa della ristrettezza degli spazi.
Tenuto conto della particolarità dei Servizi di cui sopra, tale soluzione diventa indispensabile e, allo stato delle cose, non più procrastinabile.
A tale proposito si auspica che vengano predisposte, nel più breve tempo possibile, tutte le procedure e le iniziative necessarie per far sì che l’ampliamento dei Servizi CSM e TSMREE di Acilia venga realizzato nel più breve tempo possibile, anche perché, altrimenti, non si spiegherebbero le ragioni di tali trasferimenti o meglio, del trasferimento dello stesso Consultorio presso un’altra struttura.
Infatti, mentre il Servizio di Vaccinazioni opera all’interno di spazi insufficienti e, con il trasferimento “potrebbe” trovare migliore sistemazione, lo spostamento del Consultorio Familiare trova ragione solo affinché i Servizi suddetti possano trovare una più idonea sistemazione negli spazi rilasciati.
A tutt’oggi, però, l’ampliamento sia del CSM che del TSMREE di Acilia sembrerebbe non essere stato ancora definito.
Tra le problematiche concernenti il trasferimento e la collocazione dei servizi c’è quella riguardante la ristrutturazione e la messa a norma del Presidio AUSL di Via F. Paolini, per il quale non è ancora chiaro se e quando, e con quali tempi, questa, sarà realizzata.
In alcuni incontri avvenuti tra la R.S.U. e il Direttore del Distretto 2, Dr. Vittorio Chinni ( 5 agosto e 5 ottobre 2009 ) era emersa l’intenzione e la volontà, da parte dell’Azienda, di pervenire ai suddetti lavori entro i primi mesi dell’anno in corso (2010).
Chiaramente i lavori non possono non essere subordinati alla necessità di dover individuare delle strutture e degli spazi alternativi dove poter trasferire le attività ed i servizi ivi esistenti.
Nel corso e a seguito degli incontri avuti era stata avanzata dalla R.S.U. due ipotesi: quella di individuare nuovi spazi, chiaramente sempre nella zona di Ostia, per non creare eventuali ed ulteriori disagi ai cittadini/utenti, specialmente dopo le problematiche emerse per l’utilizzo dell’area di Acilia di Via Bocchi, dove la Direzione dell’Azienda AUSL, inizialmente voleva installare dei container; l’altra di poter utilizzare, a tale scopo, in via esclusivamente temporanea, l’area in prossimità dell’Ospedale G.B. Grassi, chiaramente avendone valutate e verificate tutte le compatibilità, nel pieno rispetto delle normative e delle procedure tecnico/amministrative/urbanistiche, nonché l’affidabilità e la sicurezza dei container stessi.
A tutt’oggi non si hanno formali ed ulteriori informazioni in merito all’inizio dei lavori di ristrutturazione ed ai tempi necessari al loro svolgimento e all’ eventuale destinazione e ricollocazione dei servizi ivi esistenti.
I lavori di ristrutturazione della struttura di Via Paolini, secondo quanto emerso negli incontri sopra citati, dovrebbero essere realizzati con dei fondi della Protezione Civile. A tale proposito, scrivente O.S., nel ribadire la necessità dell’effettuazione dei lavori di ristrutturazione e di messa a norma della Sede di Via Paolini, sottolinea l’importanza, in seguito agli episodi emersi ultimamente in merito alla gestione di alcuni appalti legati alla Protezione Civile, e che sono motivo di indagine da parte dell’Autorità Giudiziaria, che siano adottate tutte le misure necessarie di verifica e di controllo per accertare ed assicurare la correttezza e la trasparenza di tutti gli atti tecnico/giuridici/amministrativi e le procedure finalizzate alla suddetta ristrutturazione.
Scrivente O.S. con la presente e con riferimento alle precedenti note del 30/09/2008 prot. AUSL RM/D n° 79158, della segnalazione del 23/06/2009 prot. AUSL n° 57806 e della nota del 21/09/2009 prot. AUSL n° 85039 intende porre l’attenzione ancora una volta sullo stato e sulla condizione dei Servizi Socio-Sanitari del Distretto 2 - XIII° Municipio, evidenziando come, in un territorio in continua crescita ed espansione edilizio-abitativa, se viene a mancare una reale politica di programmazione socio-sanitaria, anche in rapporto alle problematiche degli spazi e delle strutture, nonché alla scarsità delle risorse umane e professionali ed in considerazione delle diverse e complesse problematiche sociali del territorio, non solo non si garantiscono i bisogni ed i diritti di salute della popolazione, ma si assiste ad un generale peggioramento delle condizioni di vita complessive all’interno di quel Territorio.
La stessa auspicata definitiva ristrutturazione del S. Agostino, fermo restando, che dovrà essere assicurata, oggi e nel futuro, la sua destinazione di origine, non potrà, da sola, risolvere le diverse e molteplici problematiche presenti nel territorio: basti pensare che i Consultori Familiari attualmente presenti nel Distretto 2 – XIII Municipio sono ancora solamente 2, mentre la legge ne prevede uno ogni 20.000 abitanti.
Pensiamo che anche nel ripensare la ricollocazione dei vari servizi non si stata posta sufficientemente attenzione alle esigenze, ai bisogni e alle storia del Territorio stesso.
Così ci troviamo dinnanzi a vaste aree territoriali completamente sprovviste di servizi e punti di riferimento socio-sanitari (v. Nuova Ostia, ma anche Acilia Sud, Infernetto, Dragona, Casal Palocco).
Ribadiamo, ancora una volta, come il continuo e progressivo impoverimento dei Servizi Socio Sanitari Territoriali, sia in termini di Risorse Umane e Professionali, sia in merito alla problematica dell’individuazione e della realizzazione di Spazi, Presidi, Sedi da destinare a tali compiti e funzioni, abbia favorito, qui ed in generale altrove, non solo processi e interessi legati alla privatizzazione, ma abbia determinato, di fatto, l’ esclusione e l’emarginalizzazione di fasce di popolazione, spingendo e costringendo molti cittadini/utenti a rivolgersi, con enormi disagi e sacrifici economici e sociali, a Strutture, Studi e Associazioni private.
L’assenza di una programmazione territoriale ha comportato, di fatto, anche, il mancato completamento, potenziamento e realizzazione di Servizi con compiti e funzioni articolate, capaci di favorire una integrazione Socio – Sanitaria, necessaria per rispondere appieno alla domanda e alle esigenze di salute delle persone e che potesse svolgere anche una funzione di deospedalizzazione degli interventi sanitari e, quindi, di “alleggerimento” delle Strutture Sanitarie Ospedaliere.
Scrivente O.S., ha più volte segnalato la necessità e l’urgenza di avviare, su questi temi e su queste problematiche il più ampio confronto tra le diverse realtà sociali, sindacali e politiche ed i soggetti Istituzionali ( Regione, Comune, Municipi, Azienda USL ) proprio per cercare di promuovere e realizzare quelle politiche di programmazione Socio – Sanitaria necessarie ed indispensabili per dare risposte concrete all’insieme delle problematiche e per lo stesso sviluppo e la crescita qualitativa del Territorio, ma ha dovuto constatare, invece, come, purtroppo, siano prevalse, sino ad oggi, alla conoscenza, all’analisi, all’approfondimento e al confronto di merito, logiche, comportamenti, scelte che nulla hanno a che vedere con un’idea democratica e partecipata di Gestione della Cosa Pubblica e, soprattutto, con le aspettative ed il diritto di partecipazione delle persone.
Da parte nostra continueremo ad essere e a sentirci sempre impegnati, al di fuori di qualsiasi opportunità e compatibilità Politica/Sindacale/Istituzionale con il solo ed unico scopo di portare, attraverso il confronto, il dialogo ed il ragionamento un contributo per difendere, non solo il Servizio Socio – Sanitario, ma l’insieme degli Spazi e dei Servizi Pubblici e per provare a ripensare e ridisegnare l’idea stessa di Città.
Distinti Saluti


Prot. AUSL RM/D
n° 18651 del 25/02/2010



p. i COBAS AUSL RM/D
I Delegati R.S.U.
Laura Mazzarella - Cesare Morra - Antonio Nocera

martedì 16 febbraio 2010

COMUNICATO STAMPA

…… Siamo Uomini o caporali …!!
La vera arte è immortale e Totò ci mostra il vero volto del Potere, anche quando cambia il suo “ volto” si mostra sempre con la stessa faccia: quella dell’arroganza, della protervia e della provocazione.
Questa mattina, 16/02/2010, il Direttore Generale della AUSL RM/D, Dr.ssa Giuseppina Gabriele, in compagnia del Responsabile S.A.I. Aziendale, Dr. Andrea Tranghese e del Dirigente della U.O.C. Risorse Umane e delle “ Relazioni Sindacali”, Dr. Filippo Coiro si è recata nella stanza,dove lavora il delegato R.S.U. , Antonio Nocera , appartenente al COBAS della AUSL RM/D, ed ha “vomitato una serie di farneticazioni” sui reconditi fini che, spingerebbero, noi Cobas, a portare i nostri “attacchi” alla “sua” gestione Aziendale.
Questo comportamento “fuori dalle regole” del Direttore Generale nei nostri confronti non è la prima volta e, anzi, si può dire che sia stato un continuo, da quando è stato fondato il Cobas. Infatti appena insediata la RSU, con l’elezioni del novembre 2007, ed il Cobas ha ricevuto dai lavoratori un numero di voti eleggendo tre delegati, subimmo:…..“In data 8 gennaio u.s. (2008)., il Direttore Generale Giuseppina Gabriele, alle ore 13,30, nell’androne della Sede Aziendale di via di Casalbernocchi, nei pressi della bacheca sindacale, e alla presenza di molti altri delegati RSU e lavoratori/trici, prendendo a pretesto alcune scritte,secondo Lei anonime,apposte su un articolo giornalistico,nella bacheca sindacale, apostrofava in modo arrogante e verbalmente aggressivo, il delegato RSU Cesare Morra,con toni elevati ed epiteti quali: “ … vigliacco …” e “… bambino …” concetti ripetuti e senza,peraltro, contenuto veritiero,appiccicati ad altre parole,cercando continuamente di fronteggiarsi attraverso una distanza molto ravvicinata, con il chiaro intento provocatorio. Il nostro compagno con consapevolezza ha avuto un atteggiamento corretto e ha difeso i contenuti che in questi mesi il Cobas complessivamente ha cercato di illustrare con la pratica ed i ragionamenti espressi nei propri volantini e comunicati.”
In questi due anni noi abbiamo continuato ad esprimere le nostre opinioni, con segnalazioni, critiche, proposte e con denunce per difendere il servizio sanitario pubblico ed i lavoratori e le lavoratrici, come dovrebbe fare un normale sindacato: sono davanti agli occhi di tutti i comportamenti di questo Direttore Generale che definire antisindacale è il minimo che si possa dire.
Noi siamo nel nostro pieno diritto di associazione culturale, politica, sociale e sindacale, e nessuno ci potrà far recedere, né con le minacce, né con le blandizie e lo ribadiamo richiamandoci a quel vecchio comunicato:….. “non perché abbiamo la cultura del coraggio o del bel gesto, ma perché pensiamo, siamo convinti, invece, che, ognuno ha il dovere della “scelta” e della “ responsabilità” di pervenire, spesso, anche con molta fatica e sofferenza, attraverso l’ analisi, ed il ragionamento, ad un proprio suo convincimento, e con modestia, metterlo nel cerchio della condivisione e partecipazione democratica, questo, si ha il dovere ed il diritto di difenderlo, almeno, sino a quando, non sia, sempre con il ragionamento, dimostrato erroneo”.