domenica 21 febbraio 2016

Incarichi e consulenze – Osservazioni e problematiche

Al Presidente e Commissario alla Sanità della Regione Lazio
On. Nicola Zingaretti
Al Sub-Commissario ad Acta
Dr. Giovanni Bissoni
Al Commissario Straordinario
Dr. Giuseppe Legato
Al  Direttore Amministrativo
Dr. Paolo Farfusola
Al  Direttore Sanitario
Dr.ssa Maria Grazia Budroni
Al  Direttore del Dipartimento dei Fattori Produttivi
Dr. Filippo Coiro
E,p.c.   Al Consiglio delle/dei Delegate e Delegati RSU


Nel corso di questi anni le ripetute manovre, definite “interventi strutturali”, miranti alla razionalizzazione e alla riduzione della spesa pubblica, si sono tradotte, in realtà,  in “tagli lineari” che hanno, di fatto, rappresentato, secondo noi, un deciso attacco al Welfare ed ai Servizi Pubblici.

L’applicazione dei provvedimenti legati alla revisione della spesa ha determinato un peggioramento della qualità delle prestazioni, spesso causando, anche, pesanti ricadute sui livelli occupazionali e salariali, laddove le riduzioni dei costi si sono venute a realizzare soprattutto mediante la riduzione delle ore di lavoro del personale dei servizi esternalizzati (Servizi di pulizie, Gestione sportello unico integrato – CUP e Servizi di back office – Manutenzione - Servizi Mense - Vigilanza etc)  con conseguente dequalificazione e diminuzione delle attività stesse.

I ripetuti tagli e la progressiva riduzione delle risorse economico-finanziare assegnate alle Regioni, e quindi alle singole Aziende Sanitarie, rendono, tuttavia, impossibile colmare la grave carenza delle Risorse Umane e Professionali presenti in tutte le attività ed i Servizi Socio-Sanitari Pubblici.

Tutto questo ha incrementato, anche a causa del blocco delle assunzioni e del Turn-over, i processi e le politiche di privatizzazione ed esternalizzazione delle attività e dei servizi, estendendosi  anche  a quelle attività e a quei servizi di assistenza diretta e di tutela della salute (assistenza infermieristica, socio-sanitaria, ausiliaria, tecnica etc.) con il risultato di un ulteriore deterioramento e peggioramento qualitativo/quantitativo delle varie attività e servizi e con il conseguente aumento dei processi di precarizzazione e sfruttamento delle lavoratrici e dei lavoratori interessati.

                                Le ultime disposizioni legislative (D.L. n°78 del 19.06.2015 convertito in Legge n° 125 del 07.08.2015) in materia di contenimento e razionalizzazione della spesa pubblica, richiamate dalla stessa Regione Lazio con il Decreto Commissariale n. 451/2015, hanno imposto alle Aziende Sanitarie ulteriori rilevanti misure di riduzione dei costi relativamente ai contratti di forniture di beni e servizi sanitari e non, tagliando  di  2.352 milioni di euro i fondi per il finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale.

Tali disposizioni si vanno, peraltro, ad aggiungere ad altri provvedimenti del recente passato in materia, sempre, dettati dalla esigenza di razionalizzazione ed efficientamento della spesa pubblica (Spending Review n° 1 - Legge n° 94/2012 e Spending Review n° 2 Legge n° 135/2012) ed  alle precedenti disposizioni emanate dalla Regione Lazio per l’attuazione del Piano di Rientro.

Nell’Asl Rm/3, dove le conseguenze di tali manovre appaiono evidenti, ci sembrano emergere però limiti, contraddizioni e ambiguità nella gestione e nel governo della Sanità Pubblica; se da una parte, infatti, vi è l’impossibilità, a causa del blocco del Turn-over e delle assunzioni, di garantire l’adeguamento degli organici nei reparti e nei servizi, dall’altra si assiste ad una serie di provvedimenti che non possono non suscitare una serie di  perplessità e dubbi.

La Direzione Aziendale della Asl Roma D (ora Roma 3) ha affidato, in data 09.07.2015, con atto deliberativo n° 522, in un solo mese dalla pubblicazione dell’Avviso di selezione (25.05.2015) approvato con la Deliberazione n° 411/2015, un incarico, di Collaborazione temporanea, coordinata e continuativa - ex Art. 7 comma 6 del D.Lgs. n° 165/01 - e s.m.i., - per un anno, all’Ing. Cremonesi Stefano, per “la realizzazione di un progetto inerente il piano di adeguamento e sviluppo  del Sistema Informativo  dell’Azienda Usl Roma D e per la realizzazione del Sistema Informativo dell’Area delle Cure Odontoiatriche, finanziato con fondi di natura privata”.
Per la retribuzione di tale incarico professionale verrebbero utilizzati € 107.213,60 dei fondi di “natura privata” presenti nel bilancio aziendale.
Le motivazioni dell’affidamento del suddetto incarico ad un professionista esterno, deriverebbero, secondo quanto riportato nell’atto deliberativo, “da esigenze aziendali che non si è in grado di assolvere con il personale in servizio”.
La scrivente O.S. pur considerando l’importanza e la necessità di un adeguamento ed una implementazione del Sistema Informativo aziendale nel suo complesso, solleva alcune osservazioni e rilievi in merito al fatto che, ancora una volta, la Direzione Aziendale dell’Asl Roma 3 (ex D) per la realizzazione di attività proprie, sia ricorsa a professionisti esterni e all’utilizzo delle consulenze esterne.
A tale proposito ci si pone, e si pone, una domanda: è stata verificata la possibilità di utilizzare il personale presente e al contempo accertare, attraverso una ricognizione di competenze e risorse disponibili, compresa anche l’esistenza di programmi specifici nella gestione dei Sistemi Informatici di altre Aziende del SSR ovvero della Regione Lazio?
Alcuni dubbi e perplessità si hanno, peraltro, sulla stessa organizzazione degli Uffici che nella Azienda hanno competenze in materia di Gestione dei Sistemi Informatici, dove nell’ambito della “riallocazione delle attività amministrative inerenti l’acquisizione di beni e Servizi ed al Patrimonio Mobiliare” (Atto n° 799 del 16.12.14) è stata disposta la rotazione degli incarichi tra il Dirigente della UOC Acquisizione Forniture di Beni e Servizi ed il dirigente della UOC Acquisizione e Gestione Sistemi Informatici – Gestione Patrimonio Mobilare  e dove, successivamente, sono stati affidati incarichi a professionisti esterni: l’Ing. Stefano Cremonesi, a seguito della selezione sopramenzionata, ed il Dr. Claudio Caccia del quale, non si conosce esattamente e formalmente la natura dei rapporti con l’Azienda.
La Direzione Aziendale ha poi, con atto Deliberativo n° 621 del 13.08.15, approvato il  conferimento di un ulteriore incarico temporaneo ad un professionista esterno, il Dr. Gerardo Bruno Antonio Corea, ex Art. 15 octies del D.Lgs. n° 502/92 e s.m.i., per l’attuazione del Progetto Regionale denominato “La valutazione della qualità della cartella clinica come strumento di Risk Management”.
  Anche in questo caso l’affidamento ad un professionista esterno sarebbe stato necessario, per l’assenza all’interno della Azienda, di figure professionali in possesso della qualificazione e delle competenze specifiche richieste. I costi di tale incarico, conferito per mesi sei,  sono stati quantificati in € 56.944,63 e  sono a carico di specifici fondi destinati dalla Regione Lazio a Progetti  - Obiettivi delle AA.SS..
Al  Dr. Gerardo Bruno Antonio Corea – la Asl Roma D (ora Roma 3) aveva conferito  già un incarico, in data 24.06.2014, ex Art. 15 octies del D.Lgs. n° 502/92 e s.m.i. della durata di un anno,  eventualmente prorogabile, per l'attuazione del progetto di “implementazione del Codice Etico aziendale, con particolare riferimento all'attivazione delle procedure di controllo e di valutazione dei percorsi di assistenza domiciliare  ed inserimento in hospice e all'incremento delle valutazioni di rischio clinico in tali ambiti”, con un costo complessivo di 105.128,61€ a carico di un fondo vincolato per la Regione Lazio dal Ministero della Salute.
Con atto n° 835 del 18.11.2015 viene attribuito l’incarico di responsabile della "UOS Oncologia" afferente la UOC Medicina Ospedale Grassi, alla Dr.ssa Monica Moreschi, a seguito della di selezione interna, con avviso  pubblicato il 16.10.2015.

Peraltro, risulterebbe che la Dr.ssa Monica Moreschi – Dirigente Medico – Disciplina Oncologia – dipendente dell’A.O. S. Giovanni Addolorata sarebbe in posizione di Comando, presso questa Azienda per la durata di un anno, rinnovabile, a decorrere dal 01.10.2015, ai sensi dell’Art. 21 CCNL per l’Area della Dirigenza Medica e Veterinaria.
Ci si chiede, e si chiede, pertanto, era proprio necessario affidare tale incarico ad una figura professionale in posizione non direttamente dipendente presso questa Azienda? Non erano individuabili, all’interno dell’azienda stessa altre figure professionali aventi i requisiti richiesti?
              Certamente non può non essere rilevato, da quanto sopra esposto, come, da parte della Direzione Aziendale, si sia continuato a perseguire ed adottare scelte, provvedimenti e comportamenti, relativamente agli incarichi e alle consulenze, che sembrerebbero contrastare proprio con quei principi e quei criteri di razionalizzazione ed efficientamento sopra richiamati e non si sia provveduto, poi, ad assicurare un’adeguata programmazione ed organizzazione delle risorse umane e professionali presenti nell’Azienda tenendo anche in considerazione le professionalità e le competenze di tutte/i le/gli operatrici/operatori che svolgono, ed hanno svolto, attività all’interno dell’azienda, in alcuni casi da molti anni.
                    
                                 L’esigenza di una programmazione che, peraltro, dovrebbe caratterizzare l’attività gestionale delle aziende della Pubblica Amministrazione è tanto più indispensabile in una fase dove, non solo viene previsto con la Legge di Stabilità il Piano di Rientro Aziendale, che non potrà non comportare nuove e pesanti ricadute sull’insieme delle attività e dei Servizi Socio Sanitari dell’Azienda, ma, soprattutto, in una fase in cui è stato avviato il Progetto dell’accorpamento, dal 1 gennaio 2016, delle Asl Romane, già previsto dai Nuovi Programmi Operativi, dove per la Asl Roma 3 al momento è stato definito solo un cambio di denominazione senza, peraltro, escludere l’eventualità che, prossimamente possa essere definito un nuovo, ulteriore e diverso assetto organizzativo istituzionale compresa la definizione di nuovi  ambiti territoriali.

       Scrivente O.S., in merito a quanto sopra esposto e rappresentato ritiene che le scelte e le decisioni adottate dalla Direzione Aziendale dell’Asl Rm/3 (ex Roma D) non siano state, nel corso degli anni, né corrispondenti a quei principi e criteri di razionalizzazione ed efficientamento della spesa pubblica, né a quelle necessità ineludibili di programmazione e organizzazione in relazione alle priorità, alle esigenze e ai bisogni realmente esistenti. Considera, pertanto, prioritaria una rivisitazione e una rivalutazione del scelte adottate con particolare riferimento agli incarichi professionali sopra richiamati.
     
Distinti saluti




p. il Cobas Asl Rm/D
le/i Delegati R.S.U.
Cesare Morra - Paolo Paolacci - Claudia Piermaria





Prot. Asl Rm/3

n° 12548 del 18/02/2016

domenica 14 febbraio 2016

Riscontro note applicazione Legge 161/2014 – Orario di Lavoro – problematiche e criticità e Delibera n° 30 del 13/01/2016 “Rotazione di alcuni Coordinamenti Sanitari e di alcune Posizioni Organizzative”.

Al Commissario Straordinario della Asl Roma 3
Dr. Giuseppe Legato
Al  Direttore Sanitario della Asl Roma 3
Dr. Vittorio Chinni
Al  Direttore Amministrativo della Asl Roma 3
Dr. Paolo Farfusola
Al  Direttore Dipartimento dei Fattori Produttivi
Dr. Filippo Coiro

                                La scrivente O.S., ha avuto già occasione di segnalare, a codesta Direzione Aziendale, attraverso alcune note, questioni e problematiche di particolare delicatezza ed importanza.
                               Tra queste la nota del 28.01.2016, Prot. n° 6192, con la quale si trasmetteva la nota dell’11.12.2015, Prot. Az. n° 95386, riguardante l’applicazione delle Legge 161/2014 sull’Orario di lavoro in relazione alle problematiche e alle criticità che si sarebbero venute a creare, in particolar modo, vista la grave carenza di personale Medico, Infermieristico e Tecnico, all’interno dei Presidi Ospedalieri G.B. Grassi e C.P.O..
 La scrivente O.S. esprime profonda preoccupazione per il clima di disagio e d’incertezza che si sta determinando, per il fatto che, a tutt’oggi, non sono state adottate chiare e specifiche diposizioni aziendali in merito all’applicazione della stessa. Il perpetuarsi di tale situazione, riteniamo, possa comportare e determinare, anche in considerazione della programmazione dei periodi di ferie, gravi e pesanti ricadute, non solo sulle condizioni di vita e di lavoro delle/dei operatrici e operatori, ma sulla stessa qualità dei livelli di assistenza e a tutela dei cittadini/utenti.
A tale proposito, la scrivente O.S., ritiene, inoltre, che le criticità che l’applicazione della L. 161/2014, oggettivamente fanno emergere, conseguenza, soprattutto, della carenza di quelle Risorse Umane e Professionali necessarie al corretto e adeguato funzionamento dei Servizi, delle Strutture e dei Presidi Socio Sanitari,  vadano lette anche in relazione allo stravolgimento continuo che da anni si sta vivendo, a causa dei continui cambiamenti nell’assetto organizzativo/gestionale, della stessa Direzione Aziendale dell’Asl Rm3 (ex RmD) che sembrerebbe più funzionale ad un sistematico, coerente  processo di depotenziamento, se non di un vero e proprio smantellamento del Sistema Socio Sanitario Pubblico, piuttosto che alla sua difesa, al suo potenziamento, al suo sviluppo a difesa di quel Diritto alla Salute sancito dalla stessa Costituzione.
  Per tali ragioni, la scrivente O.S., sollecita un intervento  in tal senso al fine di programmare e organizzare, nel rispetto della normativa suddetta, l’insieme delle attività e dei servizi all’interno dei P.O. suddetti, onde evitare, altresì, che singole Unità Operative rimodulino, in maniera autonoma, gli orari di servizio, finendo per generare, in questo modo, ulteriore difficoltà operativa/gestionale degli stessi Presidi Ospedalieri.





A tale proposito si coglie, altresì,  l’occasione per segnalare il vuoto che da anni è venuto a crearsi nella Direzione delle Professioni Sanitarie e Sociali (SAI Aziendale) che potrebbe, se affrontato, rappresentare, in un momento così delicato, un elemento fondamentale per affrontare le gravi emergenze presenti nelle Strutture e nei Servizi Socio Sanitari.

Altra questione che la scrivente O.S., ha rappresentato a codesta Direzione Aziendale, (v. nota Prot. n°4293 del 21.01.2016 ) riguarda la “Rotazione di alcuni Coordinamenti  Sanitari e di alcune Posizioni Organizzative” (Delibera n° 30 del 13.01.2016 - Rotazione di alcuni Coordinamenti  Sanitari e di alcune  Posizioni Organizzative).

          La scrivente O.S., ribadisce che la disposizione assunta con la suddetta Deliberazione evidenzia elementi di irregolarità ed inopportunità dovuti, in particolar modo, al fatto che gli incarichi di funzione delle Posizioni Organizzative e dei Coordinamenti, peraltro con diverso peso economico, non possono essere “trasferiti” e, quindi, mantenuti nel caso di spostamento del titolare verso altre Unità Operative, come di fatto è avvenuto con la Deliberazione n°30 /2016. Scrivente O.S. rinnova, pertanto, la richiesta di revoca del suddetto provvedimento al fine, non solo di tutelare gli stessi operatori che si trovano, per effetto della succitata Deliberazione, nella condizione di oggettiva illegittimità, ma anche e soprattutto per ripristinare la certezza e  la trasparenza del diritto e dare piena attuazione a quei principi e criteri di organizzazione e di programmazione che sono, e dovrebbero essere sempre,  alla base del buon funzionamento della Pubblica Amministrazione.       

La Scrivente O.S., non può non ricordare che  la revisione delle Posizioni Organizzative e dei Coordinamenti (v. anche riduzione), malgrado fosse già prevista e compresa nel mandato delle Direzioni Aziendali (DCA n°34/2010 e DCA n°49/2010) anche se più volte annunciata dalla precedente Direzione Aziendale, non è stata mai realizzata.

          Scrivente O.S., coglie infine l’occasione, in considerazione dell’avvicendamento avvenuto presso la Direzione Aziendale, per rappresentare che in tutti questi anni, come Cobas dell’Asl Rm/3 ( ex Rm/D) siamo stati impegnanti su tutta una serie di questioni e problematiche in merito alle quali abbiamo agito, nel tempo, attraverso note, documentazioni formali, iniziative e prese di posizione pubbliche al fine di favorire processi di sensibilizzazione e percorsi partecipativi, in difesa del Servizio Socio Sanitario Pubblico.
La documentazione e il materiale da noi prodotto sono pubblici e agli atti della stessa Amministrazione e se ne auspica, chiaramente, un’adeguata considerazione.

       A tal fine scrivente O.S. chiede un incontro per poter meglio e compiutamente rappresentare l’insieme delle problematiche  presenti all’interno dell’Azienda, augurandosi, in ogni caso, che la scrivente O.S. venga convocata, in sede di confronto congiuntamente alle altre OO.SS..

Cordiali saluti

p. il Cobas Asl Rm/3
le/i Delegati R.S.U.
Cesare Morra - Paolo Paolacci - Claudia Piermaria
Prot. Asl Rm/3

n° 9785 del 10/02/2016

venerdì 29 gennaio 2016

Prospetto orario e turni di lavoro per il personale sanitario ASL RM3

                                                                                               Roma,



 -    Alla CPSE della U.O.________________________________________
                                                  _____________________________

  -   Al Coordinamento Aziendale delle Professioni Sanitarie e Sociali

-Al Responsabile S.A.I. P.O. G.B. Grassi


e, p.c. -   Al Direttore della U.O. ____________________________________
                                              Dr._____________________________________

- Al Consiglio Delegate/i della R.S.U.


Oggetto: Orario e turno di lavoro -  Legge n°161/2014 – comunicazione.

Il/la sottoscritt________________________________________________________
In servizio presso l’U.O.___________________________________________, fa presente che in data______________________, non essendo pervenuto, al termine del proprio turno di lavoro, il regolare cambio, secondo quanto previsto dal quadro dei turni del mese, al fine di poter garantirela continuità assistenziale a tutela dei pazienti ricoverati presso il suddetto reparto esenza che sia perventa alcuna formale disposizione (Ordine di Servizio) al riguardo, si è trovata/o nella condizione, di dover proseguire il proprio turno e orario di lavoro,
dalle ore…………, alle ore………… per un totale complessivo di ore……

Si ricorda, con l’occasione, che dal 25 novembre 2015 è divenuta attuativa la Legge n°161 del 30 ottobre 2014 nella quale viene stabilito,  per il personale sanitario, la durata dei riposi giornalieri (minimo 11 ore) e di ore di lavoro settimanali, massimo 48 ore, compreso lo straordinario, 24 ore di riposo settimanali e almeno 4 settimane di riposo annuale.
La/il sottoscritto………………………………chiede, pertanto, a tutela delle proprie condizioni di salute e di quella degli stessi cittadini/utenti il rispetto della normativa suddetta e precise indicazioni in merito.

Distinti saluti

Firma

Facsimile

A cura del Cobas Asl Rm/3

Applicazione Legge 161/2014 – Orario di Lavoro - problematiche e criticità - Trasmissione nota dell’11.12.2015, Prot. Az. n° 95386

Al Commissario Straordinario della Asl Roma 3
Dr. Giuseppe Legato
Al  Direttore Sanitario della Asl Roma 3
Dr. Vittorio Chinni
Al  Direttore Amministrativo della Asl Roma 3
Dr. Paolo Farfusola
Al Direttore UOC Direzione Medica
di Presidio Ospedaliero Unico
D.ssa Maria Grazia Budroni
Al Coordinamento Aziendale
delle Professioni Sanitarie e Sociali
Al Responsabile S.A.I. P.O. G.B. Grassi
D.ssa Angela Cioffi
Al  Direttore Dipartimento dei Fattori Produttivi
Dr. Filippo Coiro
E, p.c.    Al Consiglio delle/dei Delegate e Delegati RSU


   Scrivente O.S., in data 11  dicembre 2015 ha inviato, agli Organi di Direzione dell’Asl Roma3 (ex Roma D), Prot. Az. n° 95386, una nota riguardante l’Applicazione della Legge 161/2014, ull’orario di lavoro, in merito ad alcune problematiche e criticità riscontrate nell’applicazione della stessa.
           Scrivente O.S., tenuto conto del passaggio di gestione avvenuto nella Direzione dell’Asl Rm3, con l’insediamento del Commissario Straordinario, Dott. Giuseppe Legato, trasmette, in allegato, la nota pari oggetto, considerato che, a tutt’oggi, non risultano essere state adottate diposizioni aziendali in merito all’applicazione della stessa.
In attesa di un riscontro si porgono Distinti saluti
Prot.n° 6192 del 28.01.2016

p. il Cobas Asl Rm/3                                                                         
le/i Delegati R.S.U.
Cesare Morra - Paolo Paolacci - Claudia Piermaria


Prestazioni diagnostiche e terapeutiche presso il TSMREE - Partecipazione alla spesa – Ticket.

Al Presidente e Commissario alla Sanità della Regione Lazio
On. Nicola Zingaretti
Al Commissario Straordinario della Asl Roma 3
Dr. Giuseppe Legato
Al  Direttore Sanitario della Asl Roma 3
Dr. Vittorio Chinni
Al  Direttore Amministrativo della Asl Roma 3
Dr. Paolo Farfusola
Al Direttore U.O.C.I. TSMREE
Dott. Enrico Nonnis
Al Direttore Salute Mentale
Dr.ssa Simona De Simone
Al Direttore Distretto X Municipio
Dr.ssa Daniela Sgroi
Al Direttore U.O.C. Amministrativa DSM
Dr.ssa Paola Savina
Al  Direttore Dipartimento dei Fattori Produttivi
Dr. Filippo Coiro

E, p.c.   Al Consiglio delle/dei Delegate e Delegati RSU


              
              La scrivente O.S. è venuta a conoscenza che, con note del 28.12.2015, Prot. n° 98657 e del 18.01.2016, Prot. n°3300, sono state emanate, dal Direttore U.O.C.I. TSMREE, Dott. Enrico Nonnis, alcune diposizioni, con effetto immediato, per “l’applicazione del nomenclatore tariffario regionale” riguardante la partecipazione alla spesa, attraverso il pagamento del ticket, per visite specialistiche, prestazioni diagnostiche terapeutiche, riabilitative, ecc..

             Scrivente O.S. non può non rilevare che le due note esprimono la superficialità e il pressapochismo con le quali vengono emanate diposizioni che investono Servizi che contemplano attività particolarmente  delicate, senza che queste siano state sufficientemente valutate e verificate sia nella loro attendibilità, sia sulle conseguenze che, queste, possono avere sulle attività e, soprattutto,  sui i cittadini/utenti.

Risulterebbe, infatti, che tra la prima disposizione, quella del 28.12.2015, Prot. n° 98657 e la successiva del 18.01.2016, Prot. n°3300 emergano incongruenze e contraddizioni che non possono non aver generato confusione ed incertezza tra le operatrici e gli operatori chiamati ad osservarle.

Nella prima nota, infatti, si disponeva “l’applicazione del nomenclatore tariffario regionale” per tutte le prestazioni diagnostiche e terapeutiche, dalle visite specialistiche e riabilitative, alle psicoterapie, alle valutazioni neuro riabilitative e neurolinguistiche, ecc., mentre, a distanza  di un solo mese, con la nota



del 18.01.2016, Prot. n°3300, veniva modificata sostanzialmente la disposizione precedente, limitando, il pagamento del ticket alle sole attività e prestazioni specialistiche Neuro-psichiatriche Infantili e Psicologiche.

Scrivente O.S., rileva, inoltre, come la disposizione emanata con “effetto immediato” non abbia visto, peraltro, la realizzazione, presso il CUP, di un’”Agenda per il TSMREE” rendendo impossibile persino l’applicazione delle suddette disposizioni; inoltre sembrerebbe che il codice indicato nella nota del 18.01. c.a., corrisponderebbe non al TSMREE di v. Via Vaiano, ma al “DSM Psichiatria di Corviale”.Scrivente O.S., nell’ evidenziare, quindi, lo stato di incertezza e confusione determinato dalle sopra indicate disposizioni, rileva, inoltre, che le suddette, sarebbero in aperto e pieno contrasto  con quanto stabilito dal DCA n°U00090 del 10 novembre 2010 che definisce il TSMREE “una struttura territoriale aperta ad accesso diretto che esercita funzioni di prevenzione, tutela, diagnosi, cura e riabilitazione….”

Aver, pertanto, disposto il pagamento, attraverso il ticket delle prestazioni suddette, non può che rappresentare un ulteriore disagio e difficoltà per tutti quei minori e le loro famiglie già costrette, non solo ad affrontare lunghe liste di attesa per le attività di cura e riabilitazione, ma scontrarsi con complessità di ordine sociale, umano ed economico con il rischio di andare ad alimentare e ad approfondire quel fenomeno di rinuncia e/o abbandono della cura e/o costringere gli stessi utenti a ricorrere alle strutture specialistiche private per poter assicurare i necessari interventi di prevenzione, di recupero e di riabilitazione delle varie patologie.

     Si chiede, pertanto, in attesa di valutare l’opportunità di tali provvedimenti, la sospensione degli stessi, in relazione, non solo alle normative vigenti, ma alla tipologia di un Territorio sofferente da anni per una grave carenza di Servizi e Strutture Socio Sanitarie in rapporto alla densità abitativa e ai bisogni reali della popolazione interessata.

Distinti saluti
   



     p. il Cobas Asl Rm/3                                                                              
le/i Delegati R.S.U.
Cesare Morra - Paolo Paolacci - Claudia Piermaria



Prot. Asl Rm3 n° 5802 del 27.01.2016

Delibera n° 30 del 13.01.2016 - Rotazione di alcuni Coordinamenti Sanitari e di alcune Posizioni Organizzative” e Delibera n° 28 del 13.01.2016 - Affidamento dell'incarico di Direttore della "UOC Direzione Medica di Presidio Ospedaliero Unico" alla Dr.ssa Maria Grazia Budroni

Al Presidente e Commissario alla Sanità della Regione Lazio
On. Nicola Zingaretti
Al Sub-Commissario ad Acta alla Sanità della Regione Lazio
Dr. Giovanni Bissoni
Al Direttore  Direzione Regionale Salute e Politiche  Sociali
 dellaRegione Lazio
Dr. Vincenzo Panella
Al Commissario Straordinario della Asl Roma 3
Dr. Giuseppe Legato
Al  Direttore Amministrativo della Asl Roma 3
Dr. Paolo Farfusola
Al  Direttore Sanitario della Asl Roma 3
Al  Direttore Dipartimento dei Fattori Produttivi
Dr. Filippo Coiro
E, p.c.   Al Consiglio delle/dei Delegate e Delegati RSU


   
            Scrivente O.S. in merito al recente provvedimento adottato dalla Direzione aziendale della Asl Rm 3 (ex Asl Roma D), ed avente per oggetto la “Rotazione di alcuni Coordinamenti  Sanitari e di alcune Posizioni Organizzative” (Deliberazione n° 30 del 13.01.2016), ritiene opportuno e doveroso rappresentare una serie di considerazioni, dubbi e perplessità sia in riferimento al metodo che al contenuto del provvedimento adottato.
 Suscita, infatti, non poche perplessità il fatto che tale provvedimento sia stato adottato dal Direttore Generale f.f. della Azienda Asl Roma 3 (allora Roma D), nominato con atto n° 1 in data 16.12.2015, “in attesa della nomina di nuovo Direttore Generale da parte della competente Regione Lazio”, a seguito della scadenza del mandato del Dr. Vincenzo Panella, attuale Direttore della Direzione Regionale Salute e Politiche Sociali della Regione Lazio. Direttore Generale f.f., Flavia Simonetta Pirola, peraltro, già indicata per ricoprire nuovi incarichi, presso una Asl di Lecco.
La disposizione, di cui alla richiamata deliberazione n° 30/2016, di assegnazione presso Unità Operative diverse, rispetto a quelle in cui prestavano servizio, di alcuni Coordinamenti Sanitari  e di alcune Posizioni Organizzative, appare in ogni caso inopportuna, incomprensibile ed illogica. Tenuto conto, altresì, che mai la Direzione Aziendale ha provveduto ad affrontare in modo organico e funzionale anche quella ricognizione del personale, prevista già nei Piani Operativi 2011/2012 di cui al DCA 113/2010, finalizzata alla Riorganizzazione dei Servizi, delle Strutture e delle attività, sulla base delle Risorse Umane e Professionali realmente disponibili.
La stessa revisione delle Posizioni Organizzative e dei Coordinamenti (v. anche riduzione), malgrado fosse già compresa nel mandato della Direzione strategica aziendale e fosse stata più volte annunciata dalla Direzione stessa, di cui faceva parte anche la Dr.ssa Flavia Simonetta Pirola in qualità di Direttore Sanitario dell’Asl Rm/D, non è stata mai, sino ad oggi, realmente realizzata, peraltro non favorendo, in questo modo, anche l’implementazione del Fondo 2015 a disposizione delle Fasce di Progressione Economica Orizzontale.
 Tenuto conto, oltretutto, che una “rotazione” del personale, in ogni caso, riguarda un aspetto gestionale di Programmazione e Organizzazione di attività e servizi, mai, peraltro, sino ad oggi realmente affrontato, tale diposizione ha, di fatto, prefigurato un assetto organizzativo gestionale che sarebbe stato, nella condizione attuale, eventualmente compito, una volta fosse stata nominata, della nuova Direzione Aziendale. Parimenti, appare incomprensibile, se non pretestuoso, che si adducano, per motivare l’avvicendamento nella gestione della Direzione Sanitaria Ospedaliera, disposto  mediante la Deliberazione n° 28 del 13.01.2016, motivazioni in merito a requisiti e competenze che risulterebbero già di fatto preesistenti alla adozione dell’atto stesso.
Oltre a considerare, quindi, tali scelte inopportune in merito ai tempi di attuazione, essendo state disposte da Organi della Direzione nella fase conclusiva  del loro mandato istituzionale, la scrivente O.S. esprime perplessità, nonché contrarietà, per il fatto che il ruolo e le funzioni di Coordinamento Sanitario e delle Posizioni Organizzative, assegnati attraverso Bandi di selezione, per specifiche e determinate Unità Operative dell’Azienda, possano poi essere mantenuti nel caso di spostamento del titolare verso altre Unità Operative, come di fatto è avvenuto con la Deliberazione n°30 /2016.
Le assegnazioni del personale disposte “con effetto immediato” dalla data di approvazione  del provvedimento richiamato, potrebbe, inoltre, essere causa di ulteriori difficoltà nella gestione delle attività sanitarie tanto più che tali provvedimenti risulterebbero effettuati in assenza di reali iniziative, richiamate, anche, nel  Programma triennale per la trasparenza e l'integrità 2015-2017 della Asl Roma D (ora Roma 3), che l’Azienda era tenuta a intraprendere  per definire “i criteri  generali ed oggettivi e le modalità di applicazione - in via ordinaria - del principio della rotazione, tali da salvaguardare le specificità professionali in riferimento alle funzioni e la continuità della gestione amministrativa e dei servizi sanitari, anche attraverso la previsione di adeguati percorsi formativi e di forme di affiancamento, per consentire al personale coinvolto nella rotazione di acquisire le adeguate competenze”.                                            Scrivente O.S., considera, pertanto, alquanto strumentale e pretestuoso fare appello a norme riguardanti l’Anti – Corruzione per giustificare atti e provvedimenti che nulla sembrano avere a che vedere con le reali esigenze, le priorità di programmazione e organizzazione aziendale e che suscitano non poche perplessità, disagio e malcontento in molte/i lavoratrici e lavoratori per il carattere parziale, discrezionale, se non propriamente arbitrario che sembrano avere, suscitando altresì non pochi dubbi sul fatto che, dietro tali operazioni, in assenza di criteri e modalità chiari e trasparenti, sia nel metodo che nel merito, possano invece celarsi scelte dettate e “studiate a tavolino” per operazioni dove restano apparentemente indistinguibili il diritto, la norma, la regola, nonché la logica e/o la dinamica tendente a favorire e/o a punire questa/o o quel dipendente.                                                                                                           Scrivente O.S., in merito a quanto sopra esposto e rappresentato ritiene che le scelte e le decisioni adottate dalla Direzione Aziendale dell’Asl Rm/3 non siano né corrispondenti a quei principi e criteri di razionalizzazione, efficientamento della spesa pubblica, né a quelle necessità ineludibili di programmazione e organizzazione in relazione alle priorità, alle esigenze e ai bisogni realmente esistenti.                                         Pertanto, richiede l’immediata revoca dei provvedimenti citati, al fine di ripristinare la certezza e  la trasparenza del diritto e di dare piena attuazione ai principi e criteri di organizzazione e di programmazione che sono, e dovrebbero essere sempre,  alla base del buon funzionamento della Pubblica Amministrazione.     Distinti saluti                                                                                                                                                                   
Prot. n°4293 del 21.01.2016           
     p. il Cobas Asl Rm/3                                                                               
le/i Delegati R.S.U.
Cesare Morra - Paolo Paolacci - Claudia Piermaria


giovedì 14 gennaio 2016

Mano a mano state raggiungendo il vostro "Obiettivo".... Distruggere la Sanità Pubblica!!!



Come avevamo purtroppo previsto e annunciato nei giorni addietro, l'attuale transitoria Direzione dell'Asl Rm/3, si è resa responsabile attraverso la Dr.ssa Flavia Simonetta Pirola, già indicata per ricoprire tra qualche giorno nuovi incarichi presso una Asl di Lecco, di una serie provvedimenti che nulla hanno a che vedere con le esigenze, le priorità di programmazione e organizzazione aziendale.
Con una serie di Deliberazioni (v. la sostituzione della Dr.ssa Masala dalla Direzione Sanitaria del Grassi, la "Rotazione di alcuni Coordinamenti Sanitari e di alcune Posizioni Organizzative", ecc., ecc), si è compiuto l'ennesimo arrogante atto di un Sistema che ha il solo scopo di portare gli ultimi colpi al Servizio Socio Sanitario Pubblico.
Questi atti, questi provvedimenti, infatti, sono l'ennesima testimonianza di un Sistema di potere arrogante, volgare e vigliacco che crea continue fasi di transizione per ridefinire logiche ed equilibri di potere che ignorano ogni difesa del Bene e dell'Interesse pubblico.
Questi atti non sono solo l'espressione arrogante, totalitaria, autocratica di una mente "bizzarra", ma il vero volto di un Potere che ha visto, e vede, partecipi e coinvolti istituzioni, forze politiche di Centro destra e Centro sinistra, centrali di apparati sindacali ecc.,.

Ribelliamoci a questo schifo, difendiamo i nostri diritti e, la.....nostra DIGNITÀ!!!

 Roma 13 gennaio 2016
Cobas Asl Rm/3