mercoledì 1 ottobre 2014

Comunità Terapeutica Catacombe di Generosa – Struttura Via Crescenzo del Monte – Disposizioni recupero ore “accumulate” di straordinario.



Al Direttore Generale
Dr. Vincenzo Panella
Al Direttore Sanitario
D.ssa Flavia Simonetta Pirola
Al Direttore Amministrativo f.f.
Dr.  Filippo Coiro
Al Direttore Dipartimento Salute Mentale
Dr. Andrea Balbi
Al Responsabile U.O.P. C.S.M.
Dr. Massimo Di Colantonio
Alla CPSE Comunità di Via Crescenzo del Monte
Dott.ssa Paola Vendramin
e, p.c.   Al Consiglio dei Delegati della R.S.U.
                          


La scrivente O.S. è venuta a conoscenza che, con nota dell’11.09 u.s., il Direttore del Dipartimento Salute Mentale, Dr. Andrea Balbi, ha comunicato, al personale della Comunità Terapeutica Catacombe di Generosa - struttura di Via Crescenzo del Monte, che sarebbe stato effettuato un “eccesso di ore di straordinario  per le quali, per l’anno in corso, sarà “consentito il recupero nella misura del 50% delle ore accumulate”.

Scrivente O.S., ricorda al Direttore del Dipartimento Dr. Andrea Balbi, qualora lo avesse dimenticato, che il ricorso allo strumento dello straordinario è dovuto alla carenza del personale, all’interno di una struttura, quella di Via Crescenzo del Monte, che opera su turni h24.
Risultano, infatti,  essere presenti, dopo che un’unità è stata trasferita in data 2/12/2013, solo sei unità infermieristiche che devono  garantire la funzionalità, l’assistenza e la sicurezza,  in un servizio dove vi sono utenti con particolari disagi e delicate problematiche.

L’utilizzo dello straordinario, si rammenta,  non è un “optional” a disposizione delle operatrici e degli operatori che hanno la libertà se non “l’ardire” di poterlo decidere a seconda delle convenienze e delle opportunità personali, ma viene effettuato, oramai, contrariamente e in violazione delle normative contrattuali e di legge, come strumento ordinario dell’organizzazione del lavoro e dei turni.
Le lavoratrici e i lavoratori sono sottoposti, così, a condizioni e ritmi di lavoro inumani per garantire i minimi livelli assistenziali e, quindi, l’insieme delle attività e delle prestazioni necessarie, che si è richiamati ad assicurare sempre, e in ogni caso, anche quando per motivi improvvisi e imprevisti (es. malattia, infortuni, ecc.) non sopraggiunga la dovuta e opportuna sostituzione alla fine del rispettivo turno di lavoro.

Bisognerebbe tener conto, inoltre, che lavoratrici e lavoratori, soggetti a una normale turnazione di lavoro, hanno già, di per sé, la necessità di conciliare i propri tempi di vita (affetti, famiglia, interessi personali, ecc.), con quelli delle attività e funzionalità proprie del servizio di appartenenza. Ciò diviene ancor più arduo e problematico quando le necessità richieste dal servizio, soprattutto a causa della carenza del personale, obbliga gli stessi a garantire ore e turni di lavoro oltre quelli previsti e consentiti dalle normative contrattuali e di legge.

Diviene pertanto inammissibile e intollerabile che siano scaricate responsabilità organizzative e gestionali, nonché le problematiche della carenza del personale, sulle operatrici e sugli operatori, sino al punto di “ignorare” e negare diritti inalienabili e non negoziabili.

Dirigenti e Responsabili, infatti, non possono non sapere, e non ricordare, che lo strumento dello straordinario, non solo non può essere utilizzato come fattore ordinario di programmazione del lavoro, ma, in ogni caso, questo dovrebbe essere retribuito e può essere compensato con riposi sostitutivi esclusivamente a domanda del dipendente e che dovrebbero essere fruibili nel mese successivo e comunque entro l’anno successivo a quello di maturazione (art. 34 CCNL – 1999 e art. 40 CCNL 98/2001).  

Dovrebbe essere altresì considerato che “l’accumulo” che viene così a crearsi, proprio perché legato alla carenza di organico, viene a determinare una oggettiva difficoltà, per le operatrici e per gli operatori, di poter recuperare le ore in eccesso senza che questo causi ulteriori difficoltà. Infatti, le stesse ore/giorni di recupero causerebbero, di fatto, un’ulteriore carenza che richiederebbe l’utilizzo di ulteriore straordinario per poter garantire una corretta ed adeguata attività e funzionalità del servizio.

 Scrivente O.S., in merito alla nota del Direttore DSM, Dr. Andrea Balbi, nella quale viene “suggerito” che il recupero potrebbe essere effettuato durante il turno di notte, non può che esprimere perplessità e indignazione per il fatto che vengono ignorate fondamentali e basilari norme contrattuali e di legge che stabiliscono la retribuzione dello straordinario, o le modalità e tempi per il recupero delle ore in eccesso, compatibilmente con le esigenze di servizio. Ma poi, se è previsto, come sostiene il Direttore del Dipartimento, che durante il turno di notte può essere presente un solo operatore, come può lo stesso indicare, contemporaneamente, il recupero nel turno medesimo?

Di fatto il Direttore sostiene nella nota ciò che, al contempo, nega?!!!

Indicare, come fa il Direttore DSM Dr. Andrea Balbi, che il recupero potrebbe essere effettuato durante il “turno notturno” in quanto nella struttura, in base ad una norma regionale non meglio specificata, potrà essere presente un solo operatore, non solo risulta lesivo dei diritti, ma offensivo della dignità e la professionalità stessa delle lavoratrici e dei lavoratori che lì hanno operato e operano con particolare  impegno, competenza e dedizione, considerato che a tutt’oggi non risulterebbero essere stati definiti chiari e formali protocolli e procedure eventualmente corrispondenti alla normativa indicata.

Infine sostenere che all’interno della Struttura, vista anche la particolare tipologia degli utenti ospiti, potrà essere presente un solo operatore, significa non considerare gli eventuali rischi che possono sopraggiungere in occasione di eventi e situazioni di difficoltà e criticità (malori, infortuni, alterazioni, tensioni, ecc.) e le conseguenze, in termini di tutela per la salute e la sicurezza,  sia degli operatori sia degli stessi utenti.

Scrivente O.S., in considerazione di quanto sopra esposto, nel richiedere il rispetto dei diritti, delle tutele e della stessa dignità umana e professionale delle/degli operatrici/operatori, sollecita codesta Direzione Aziendale a definire con urgenza, tenendo conto della grave carenza delle Risorse Umane e Professionali e in previsione della riapertura della sede di Catacombe di Generosa, una adeguata riorganizzazione dei Servizi e delle attività inerenti il Dipartimento di Salute Mentale a salvaguardia del Bene e del Servizio Socio Sanitario Pubblico .

Distinti Saluti    

Prot. Asl Rm/D
n° 79851  del 25/09/2014                                       
                        p. Il Cobas Asl Rm/D
                        le/i Delegate/i R.S.U.
Corrado Minioto – Cesare Morra – Claudia Piermaria

Corso Università Sapienza di Roma “ Governance e organizzazione nell’integrazione socio sanitaria” - Individuazione e autorizzazione personale dipendente Asl Rm/D.



Al Direttore Generale
Dr. Vincenzo Panella
Al Direttore Amministrativo
Dr.  Filippo Coiro
Al Direttore Sanitario
D.ssa Flavia Simonetta Pirola
Al Dirigente U.O.S. Formazione del Personale
Dr.ssa Antonella Grassitelli
Al  Direttore Area Risorse Umane e Affari Generali
Dr. Filippo Coiro
e, p.c.  Al Consiglio dei Delegati della R.S.U.
                          

    La scrivente O.S. è venuta a conoscenza che l’Università Sapienza di Roma ha promosso un Bando di Concorso per un Corso, in collaborazione con l’INPS Lazio, riservato ai Dipendenti Pubblici iscritti al suddetto Ente,  di Alta Formazione riguardante la "Governance e Organizzazione nell'integrazione Socio Sanitaria", a seguito del quale alcuni posti sarebbero stati riservati, dalla stessa, all’Asl Rm/D.  
     A seguito di ciò la Direzione avrebbe individuato ed autorizzato 10 dipendenti per partecipare al suddetto Corso.

     Pur non conoscendo i criteri attraverso i quali i dipendenti partecipanti sarebbero stati individuati, poiché non  risulterebbe che, in merito a ciò, sia stato istituito, dalla Direzione Aziendale, un apposito bando di partecipazione, si esprimono anche dubbi e perplessità relativamente alla presenza,  nell'elenco dei nominativi, della Dr.ssa Carla Scarfagna, che risulta essere attualmente in comando presso altro ente istituzionale.

      La scrivente O.S., fa presente che, in merito al suddetto comando, la stessa aveva rappresentato, anche in relazione ad altri provvedimenti adottati dall’Asl Rm/D, alcuni rilievi e osservazioni,  in una nota inviata in data 12/02/2013 (Prot. Asl Rm/D  n° 14296 ) all’allora Commissario alla Sanità alla Regione Lazio, Dr. Filippo Palumbo e agli Organi di Direzione Aziendale.
       Tale comando è stato, in un secondo tempo, parzialmente rettificato con Deliberazione n° 211 del 21.02.2013, lo stesso è stato prorogato  dal 31.10.2013 al 31.12.2013. In seguito, attraverso Deliberazione n° 123 del 04.07.2013, la Direzione Generale ha pubblicato la presa d’atto della cessione anticipata con decorrenza dal 01.07.2014 per essere nuovamente concesso di recente  attraverso Deliberazione n° 439 del 02.09.2014 per il periodo dal 25.08.2014 al 24.08.2015.

      Si ritiene, pertanto, alquanto singolare, nell’attuale posizione in cui viene a trovarsi la dipendente, la scelta d’inserirla nell’elenco dei partecipanti al Corso, nel momento che la stessa Azienda Asl Roma D ha nuovamente concesso l’autorizzazione al comando della dipendente suddetta presso altro ente, negando, così, la possibilità ad altri dipendenti di poter partecipare.



       Scrivente O.S. ritiene, infine, necessario che su tali questioni vi sia la massima informazione e divulgazione  nel rispetto dei principi di trasparenza e nell’interesse dei bisogni formativi di ciascun dipendente e dell’Azienda stessa.

Distinti saluti


                       p. Il Cobas Asl Rm/D
                       le/i Delegate/i R.S.U.
Corrado Minioto – Cesare Morra – Claudia Piermaria
  

Prot. Asl Rm/D n° 78743 del 22 settembre 2014

Nuovo contratto di telefonia mobile - modalità di utilizzo dei cellulari aziendali da parte del personale dipendente.



Al Direttore Generale
Dr. Vincenzo Panella
Al Direttore Amministrativo
Dr.  Filippo Coiro
Al Direttore Sanitario
D.ssa Flavia Simonetta Pirola
Al  Dirigente U.O.C. Acquisizione Forniture di Beni e Servizi
D.ssa Diana Pasquarelli
Al  Direttore Area Risorse Umane e Affari Generali
Dr. Filippo Coiro
e, p.c.  Al Consiglio dei Delegati della R.S.U.



La Scrivente O.S. è venuta a conoscenza che, a seguito della deliberazione n° 313 del 17.07.2014 l’Azienda Asl Roma D ha stipulato un contratto per la telefonia mobile con l’operatore Vodafone, dal 01.08.2014 per la durata di un anno.

In relazione a tale provvedimento il personale dipendente, in possesso del telefono aziendale, chiamato per la sostituzione dei cellulari aziendali, avrebbe verificato, al momento dell’attivazione delle SIM Vodafone, che, in base al nuovo contratto, le stesse risultano abilitate oltreché alla ricezione, ad effettuare chiamate solo nell’ambito della rete telefonica mobile dell’Azienda.

  La scrivente O.S. ritiene che tale disposizione, qualora avesse un riscontro positivo, risulterebbe non rispondente alle necessità di un’azienda territoriale, richiamate anche nell’atto n° 313/2014, secondo il quale: “l’utilizzo della telefonia mobile, risponde alla necessità di contattare, oltre ai dirigenti, il personale che presta servizio presso le diverse sedi aziendali ubicate  in un territorio  particolarmente esteso, nonché il personale che presta servizio di reperibilità che necessita, di collegamento rapido e costante”.

Tale  modalità di utilizzo, infatti, metterebbe  gli operatori nella impossibilità di contattare, non solo i rispettivi uffici ai relativi numeri interni, ma, soprattutto, quelle/gli operatrici/tori con incarichi e funzioni ispettive che hanno, pertanto, esigenza di contattare, nell’esercizio di delicate funzioni istituzionali (v. Ispettori del Dipartimento di Prevenzione) le forze dell’ordine (carabinieri, polizia, vigili urbani, etc. ) e altri eventuali enti ed organismi e cittadini/utenti stessi.

La  Scrivente O.S. esprime, quindi, perplessità rispetto alle decisioni assunte, che metterebbero in difficoltà il personale dipendente nell’espletamento di competenze esercitate nell’interesse dell’azienda e, quindi, dei cittadini.

Si chiede pertanto che sia riconsiderata in modo più oculato tale disposizione, valutando  gli effetti e le conseguenze che la stessa potrebbe determinare, attuando eventualmente sistemi di verifica e controllo nell’ipotesi di un utilizzo improprio, qualora la suddetta decisione avesse avuto tale motivazione.
Distinti saluti
                                                                    p. Il Cobas Asl Rm/D
                                                                   le/i Delegate/i R.S.U.
                                     Corrado Minioto – Cesare Morra – Claudia Piermaria
  
Prot. Asl Rm/D  n° 77257   del  17/09/2014

domenica 7 settembre 2014

Comunicato Stampa




     Il Cobas Asl Rm/D, in merito a quanto sta accadendo nelle Strutture e nei Servizi Socio-Sanitari territoriali ribadisce  quanto già espresso nel Documento Cobas Asl Rm/D: “Stato dei Servizi Socio-Sanitari, Carenza Personale e Mobilità”  (Prot. Asl Rm/D n° 56770 del 31.07.2014) e nella Nota Cobas Asl Rm/D avente come oggetto: “Carenza del personale – Mobilità d’urgenza. Considerazioni e valutazioni.”(Prot Asl Rm/D n° 67381 del 04/08/2014) inviata alla Direzione Generale della Asl Rm/ D ed al Presidente e Commissario alla Sanità della Regione Lazio On. N. Zingaretti.

     Ritiene pertanto grave il tentativo di scaricare sulle lavoratrici ed il lavoratori la responsabilità dei disagi e dei disservizi che stanno sempre più emergendo a causa della grave carenza del personale. Problematiche e difficoltà che, certamente, non possono essere affrontati e risolti attraverso provvedimenti di mobilità estemporanei senza che venga realizzata una seria e concreta  riorganizzazione delle strutture e dei Servizi in base alle risorse umane realmente esistenti.

     La problematica della carenza del personale, proprio in ragione dell’insieme dei provvedimenti economico-finanziari (Legge di stabilità, Piani di rientro, Spending review, Blocco delle assunzioni e del Turn-over, ecc.), è destinata a divenire sempre più gravosa e non si può pensare, quindi, che questa possa essere affrontata, ancora ed in un prossimo futuro, attraverso provvedimenti tampone dettati esclusivamente dal carattere d’urgenza e dalla provvisorietà e che non risolvono i problemi, creando, anzi, ulteriori disservizi a scapito sia degli operatori che dei cittadini utenti.
     E’ necessario quindi avviare, anche attraverso un confronto con le Parti Sociali,  una  seria programmazione e riorganizzazione dell’insieme delle attività delle Strutture e dei Servizi Socio-Sanitari e una più oculata e trasparente distribuzione, collocazione e razionalizzazione del Personale tutto,  consentendo, al contempo, sia il potenziamento di quei Servizi Socio-Sanitari integrativi ( C.A.D, Cure Primarie, ecc.) e di interesse sociale (Ser.T, C.S.M., Consultori, ecc.) sia la funzionalità stessa dei Presidi Ospedalieri (C.P.O. – G.B. Grassi) in rapporto alle Risorse Umane e Professionali realmente esistenti.
      E’ pertanto compito dell’Amministrazione evidenziare le criticità e definire le strategie aziendali, le priorità, predisporre e attuare le soluzioni, secondo criteri, che garantiscano il principio del buon andamento della pubblica amministrazione e, in ottemperanza a ciò, assolvere al compito ed al dovere di predisporre gli atti corrispondenti essenzialmente in base ai principi di efficienza, di efficacia e di appropriatezza.

     Si ricorda infine, rispetto alle dichiarazioni fatte dal Direttore Generale Dott. Vincenzo Panella, nell'intervista del 03.09.2014, che lo straordinario, non è un’ “opzione” decisa dalle lavoratrici e dai lavoratori, ma viene utilizzato, dalle varie Amministrazioni, contrariamente a quanto stabilito dalle normative vigenti, come strumento di organizzazione e programmazione dell’attività e dei turni lavorativi. In questo modo si sottopongono le stesse lavoratrici e i lavoratori a turni massacranti mettendone  a rischio la loro salute e riducendo inevitabilmente anche la qualità dell'assistenza a discapito anche degli stessi cittadini-utenti.

     Il compito e il ruolo di una Direzione Aziendale riteniamo non sia quello di lasciarsi andare a dichiarazioni in modo così superficiale ed approssimativo, ma quello di cercare di conoscere, analizzare, approfondire ed affrontare le gravi problematiche e criticità esistenti e, su questo, magari, promuovere ed avviare un confronto con le Realtà Sociali e Istituzionali, assumendosi le responsabilità che le competono in virtù del proprio ruolo di governo di un’Azienda Pubblica.   

Roma, 4 settembre 2014

Cobas Asl Rm/D                        

venerdì 8 agosto 2014

Carenza del personale – Mobilità d’urgenza. Considerazioni e valutazioni.


                                                         

                                                
Al Direttore Generale
Dr. Vincenzo Panella
Al Direttore Sanitario
Dr.ssa Flavia Simonetta Pirola
Al Direttore Amministrativo f.f.
Dr. Filippo Coiro
Al Direttore Area Risorse Umane e Affari Generali
Dr. Filippo Coiro
Al Direttore Sanitario PP.OO. G.B. Grassi – CPO
Dr. Lindo Zarelli
Al Coordinamento dei Servizi delle Servizi delle Professioni
Sanitarie e Sociali
e, p.c.    Al Presidente e Commissario alla Sanità della Regione Lazio
Onorevole Nicola Zingaretti
Al Sub –Commissario ad Acta
Dr. Renato Botti
Al Consiglio dei Delegati della R.S.U.


         
     A circa due mesi dalla decisione, da parte della Direzione Aziendale, di pervenire all’adozione di provvedimenti di mobilità interna per far fronte alla carenza del personale, presso il P.O. G.B.Grassi, in ragione anche “dell’emergenza estiva”, si ritiene opportuno tracciare un primo bilancio per valutarne limiti,  problematiche e criticità emerse e tuttora presenti.
    Come Cobas Asl Roma/D abbiamo elaborato un contributo di analisi e approfondimento, inviato a Codesta Direzione in data 30.06.2014 Prot. n.56770, con il quale si è tentato di dare una lettura d’insieme alle problematiche che riguardano lo stato dei Servizi e delle Strutture Socio-Sanitarie della stessa Asl Roma D.
   I provvedimenti adottati, motivati da un carattere “d’urgenza”, stanno facendo emergere difficoltà in alcuni Servizi Territoriali che si sono visti privare di alcune figure professionali, già carenti, tenuto anche conto che i Servizi di cui trattasi (C.S.M., Ser.T e C.A.D.) rivestono un ruolo particolarmente delicato per le tematiche e le problematiche di cui si occupano e che riguardano utenti che vivono in condizioni di particolare disagio e fragilità sociale.
 Tutto questo è avvenuto attraverso scelte improvvisate e approssimative al di fuori di qualsiasi criterio di programmazione ed organizzazione.
Si è venuto a determinare, infatti, che a seguito dei provvedimenti di mobilità adottati, gli stessi Servizi nei quali sono state individuate le figure infermieristiche  da collocare presso il P.O. G.B. Grassi, si sono trovati a dover ridurre le attività al “minimo assistenziale” e, contemporaneamente, a dover coprire i turni lasciati vacanti dalle unità trasferite, attraverso ulteriori trasferimenti interni.
Ci si è trovati, così, di fronte al paradosso che per coprire alcuni posti nei vari Presidi (es. Ser.T e C.S.M.) il personale è stato costretto a spostamenti, peraltro, non privi di costi in termini economici e di disagi umani e organizzativi, finendo in ogni caso per aggravare ulteriormente la carenza nei servizi di appartenenza. Inoltre, cosa non trascurabile, con ricadute sulla continuità assistenziale.
In tale situazione si è verificato che, per poter garantire l’espletamento delle attività, alcuni operatori avrebbero rinunciato a parte delle ferie già programmate.
La decisione  di reperire nei Presidi Territoriali il personale per turni h24 attraverso “visite di idoneita’’ (oltre 150) ha peraltro portato, ad oggi, all’individuazione di sole 19 unità, 13 delle quali trasferite temporaneamente al P.O. G.B. Grassi, tra queste alcune usufruiscono dei benefici di legge (es. Legge n.104/92 e altre forme di Tutela sociale).
Tutto ciò, di fatto, non ha contribuito in modo sostanziale ad affrontare la grave carenza di personale all’interno del Presidio Ospedaliero, tant’è che, anche in ragione del periodo estivo e della fruibilità delle ferie le lavoratrici ed i lavoratori, per garantire l’assistenza continuano in molti reparti ad effettuare turni in orario straordinario, sottoponendo le/gli stesse/i a ritmi di lavoro disumani e massacranti. Straordinari che sono divenuti, oramai, strumento ordinario della organizzazione del lavoro, contrariamente a quanto stabilito dalle norme contrattuali e di legge.  A questo si aggiungono le difficoltà organizzative, gestionali e funzionali che tale collocazione ha comportato.
Infatti, l’immissione improvvisata di personale proveniente da realtà e Servizi con altre caratteristiche professionali ed esperienze, nonché di diverse tipologie assistenziali non poteva non determinare difficoltà e disagi, sia in termini personali che professionali. Questo perché l’evoluzione ed il progresso avvenuti nel corso degli anni hanno modificato protocolli e procedure, che sono alla base di ogni specifica realtà lavorativa, e le stesse attività clinico/assistenziali. Non tenerne conto significa non solo svilire, mortificare ed umiliare competenze e  saperi acquisiti nel corso della vita lavorativa e professionale, ma, inoltre, non assicurare una adeguata assistenza ai cittadini/utenti.
Immettere, quindi, in modo improvvisato e disorganizzato personale senza la necessaria formazione non può che creare disagio e difficoltà.
Molto ci sarebbe poi da dire sui criteri, sulle modalità e sugli aspetti formali e sostanziali, dei provvedimenti di mobilità. In particolar modo riteniamo di dover sottolinearne gli aspetti più controversi e contraddittori, tra questi:
1.             Nelle lettere di assegnazione non viene prevista una data indicativa  per il rientro nel servizio di appartenenza, lasciando nell’incertezza e nella precarietà sia il personale interessato che l’Unità Operativa di provenienza;
2.             Viene fatto riferimento all’esigenza di “assicurare la continuità assistenziale” come se questa non dovesse  essere garantita in tutti i servizi, sia ospedalieri che territoriali;
3.             Viene assegnato temporaneamente al P.O. G.B. Grassi anche il Personale che, in riferimento al giudizio d’idoneità, ha presentato ricorso, quando sarebbe stato opportuno e necessario utilizzare il “principio di precauzione”, senza procedere al trasferimento  fino all’ esito definitivo del ricorso stesso, onde evitare di mettere a rischio la salute dei lavoratori interessati;
4.             Il criterio dell’età anagrafica, è stato utilizzato senza tener conto né dei livelli quantitativi/qualitativi di assistenza necessari per i vari Servizi e Strutture, né dei carichi di lavoro, dell’ “esposizione al rischio” e delle specifiche tipologie, dentro una logica esclusiva di “saccheggio” dei Servizi Territoriali, in assenza di una cultura di Integrazione Socio-Sanitaria.
    La situazione e lo stato in cui versano i Presidi Ospedalieri e i Servizi Socio-Sanitari tutti è caratterizzata, oggi più che mai, da non poche difficoltà e criticità. La maggior parte di queste è evidentemente legata alla carenza di Risorse Umane e Professionali, in grado di garantirne la piena e completa funzionalità.  A questo hanno concorso, e concorrono, diversi fattori: dal blocco delle assunzioni, del turn-over, che peraltro non permette quel necessario ricambio nei e tra i servizi e strutture, e politiche di Gestione del Personale caratterizzate da criteri e comportamenti arbitrari e discrezionali, come andiamo segnalando  e denunciando sin dal 2008.
      I provvedimenti adottati dalla Direzione Aziendale, utilizzando lo strumento della “mobilità d’urgenza”, quindi, non hanno contribuito, e non contribuiscono, ad affrontare e risolvere “l’emergenza” che ormai non è più un fattore “stagionale” e/o episodico, ma elemento strutturale e di sistema. Considerando inoltre che la stessa mobilità d’urgenza “…avviene nei casi in cui sia necessario soddisfare le esigenze funzionali delle strutture aziendali in presenza di eventi contingenti e non prevedibili (CCNL – Comparto Sanità)” quindi, appare oggi più che mai uno strumento utilizzato impropriamente, dettato più dall’urgenza, dall’approssimazione, dalla assenza di una capacità programmatrice ed organizzativa e dalla mancanza di una visione d’insieme in merito alle problematiche e criticità esistenti, alle condizioni di vita e di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori  e soprattutto a quelle riguardanti la salute dei cittadini che vivono nel Territorio.
   La problematica della carenza del personale, proprio in ragione dell’insieme dei provvedimenti economico-finanziari (Legge di stabilità, Piani di rientro, Spending review, Blocco delle assunzioni e del Turn-over, ecc.), è destinata a divenire sempre più gravosa e non si può pensare, quindi, che possa essere affrontata, anche in un prossimo futuro, attraverso provvedimenti dettati, esclusivamente, dal carattere d’urgenza e dalla provvisorietà.
       Quello che riteniamo, quindi, non sia più rinviabile ed eludibile,  è l’avvio di una seria programmazione e organizzazione dell’insieme delle attività delle Strutture e dei Servizi Socio-Sanitari e una più oculata e trasparente distribuzione, collocazione e razionalizzazione del Personale tutto consentendo, al contempo, sia il potenziamento di quei Servizi Socio-Sanitari integrativi ( C.A.D, Cure Primarie, ecc.) e di interesse sociale (Ser.T, C.S.M., Consultori, ecc.) sia la funzionalità stessa dei Presidi Ospedalieri (C.P.O. – G.B. Grassi) in rapporto alle Risorse Umane e Professionali realmente esistenti.
      E’ quindi compito dell’Amministrazione evidenziare le criticità  e definire le strategie aziendali, le priorità, predisporre e attuare le soluzioni, secondo criteri, che garantiscano il principio del buon andamento della pubblica amministrazione e, in ottemperanza a ciò, assolvere al compito ed al dovere di predisporre gli atti corrispondenti essenzialmente in base ai principi di efficienza, di efficacia e di appropriatezza.
      Una programmazione ed organizzazione che sia in grado di rispondere, in termini quantitativi/qualitativi, ai bisogni e ai diritti di salute delle persone, nel rispetto della professionalità, dei diritti e della dignità stessa di ogni singola/o lavoratrice e lavoratore.
      Come Cobas Asl Rm/D pensiamo che su tali questioni sia necessario avviare un confronto di merito che veda partecipi e coinvolte le Istituzioni interessate, le Parti Sociali, Sindacali e le Associazioni del Territorio. 
  Distinti saluti.

p. il Cobas Asl Rm/D
le/i Delegate/i R.S.U.
Corrado Minioto   Cesare  Morra   Claudia Piermaria

             




              Prot. ASL Rm/D
              n° 67381 del 04 agosto 2014