mercoledì 9 novembre 2016

Liquidazione anticipo spese sanitarie per cure all’estero in assistenza indiretta anno 2014 - Assistita Sig.ra M. R..



Al Commissario Straordinario della Asl Roma 3
Dr. Giuseppe Legato
Al Direttore Amministrativo della Asl Roma 3
Dr. Paolo Farfusola
Al Direttore Sanitario della Asl Roma 3
Dr.ssa Budroni Maria Grazia
Al Direttore Dipartimento Cure Primarie
Dr.ssa Daniela Sgroi
Al Direttore Dipartimento dei Fattori Produttivi
Dr. Filippo Coiro
e, p.c   Al Consiglio delle/i Delegate/i R.S.U

              La scrivente O.S. è venuta a conoscenza della condizione riguardante la Sig.ra M. R., dipendente della Asl Rm3 dal 2007, attualmente collocata, come Coadiutore Amministrativo, presso il Distretto Socio Sanitario di Fiumicino, in possesso del riconoscimento di invalidità civile al 100%.
   Risulta, tra l’altro, che la Signora M. sia affetta da un’ulteriore patologia cronica della colonna vertebrale per la quale, la stessa, necessita di continue e fondamentali cure che risulterebbero già state richieste nel 2013.
   La Sig.ra M. R., avendo, in ogni caso, necessità ed urgenza di effettuare cure specifiche ha contattato, nel Gennaio 2014, il Direttore Medico, Dott. B. G., del Centro di Altissima Specializzazione di cure all’estero “Iperbaric Services of the Palm Beach” in Florida, il quale, dopo aver visionato gli esami inerenti la grave patologia della Signora, avrebbe inviato, alla stessa, lettera di approvazione delle cure adatte al suo caso e, poiché la Signora è affetta da disabilità al 100%, avrebbe indicato, altresì, la necessità che fosse accompagnata in viaggio rispettivamente dal marito e dalla figlia.
   La Sig.ra M. R., si sarebbe anche sottoposta, presso il Poliambulatorio di Fiumicino, a visita specialistica con il Neurologo, Dott. A. B., (Marzo 2014), il quale avrebbe espresso parere favorevole ad eseguire le cure presso il suddetto Centro.
  La Signora M. R., per gli atti di competenza, avrebbe successivamente presentato, c/o la propria Asl, Distretto Sanitario di Fiumicino, domanda di autorizzazione al trasferimento per cure all’estero di altissima specializzazione per il periodo 1/08/2014 - 31/08/2014.


   Lo stesso Distretto Sanitario di Fiumicino avrebbe, a sua volta, inoltrato la richiesta, allegandone documentazione per acquisirne il parere, con nota del 12/03/2014, Prot. n°22818, al Centro di Riferimento Regionale competente per i ricoveri all’Estero (CRR), Policlinico Umberto I, Dip. Neurologia dove, poi, in data 28.03.2014 la signora M. viene visitata dal Prof. F. F. che autorizza le cure, c/o L’Hiperbaric Services of the Palm Beach, rilasciando il Mod. TRS. 01 e rinviandolo, per il seguito di competenza, immediatamente al Distretto Socio Sanitario di Fiumicino.
                 La Sig.ra M. R., a questo punto, presenta, in data 07.04.2014, prot. n° 31351,  alla Asl di appartenenza di Fiumicino, formale richiesta di anticipazione delle spese di soggiorno e cure, pari al 70% delle spese previste, allegando un dettagliato preventivo di spesa. 
                 Dopo tale richiesta, malgrado la necessità e l’urgenza, sarebbero trascorsi due mesi, durante i quali la Signora M. R., con nota del 18/06/2014 prot. n° 53368, inviata al Direttore f.f. Distretto Sanitario Comune di Fiumicino, D.ssa L. B., segnala, a seguito di numerose, nonché inspiegabili, “richieste di chiarimenti” ed ulteriore integrazione della documentazione presentata, il rischio di complicanze e lungaggini a scapito dell’inizio delle cure previsto per il giorno 1 Agosto 2014.
 Solo in data 23/06/2014, viene inviata, via mail, alla Segreteria Ragioneria e alla U.O. Delibere, dal Distretto Socio Sanitario di Fiumicino, la proposta di Delibera avente per oggetto: “Autorizzazione all’anticipo per prestazioni assistenziali, in forma indiretta, presso i Centri di Altissima Specializzazione all’estero (U.S.A.) per l’utente M. R.”.
Tale proposta di Deliberazione, con numero provvisorio 421, veniva restituita, in data 26/06/2014 dalla Direzione Generale al Distretto Sanitario di Fiumicino con nota prot. n° 56295,  a causa di alcune anomalie riscontrate. Tra queste, una avrebbe riguardato la somma dell’anticipo del 70% in quanto nella proposta di Delibera inoltrata dal Distretto Sanitario di Fiumicino, verrebbe riportata una spesa presunta di € 12.668,61, cifra, peraltro, che non troverebbe alcun riscontro nella richiesta presentata dalla Signora M. R. in data 7/04/2014, Prot. 31351, dove le spese sanitarie preventivate risultavano ammontare ad € 26.160,59 (ventiseimilacentosessanta/59), e dove l’assistita, in ragione del parere positivo espresso, in data 28.03.2014, dal Centro di Riferimento Regionale sopra citato, ha presentato, appunto, regolare richiesta di anticipazione delle spese di soggiorno e cure, pari al 70% delle spese previste e, risultanti, quindi, di € 18.312,413.
A seguito della restituzione, da parte della Direzione Aziendale della proposta di Delibera (nota del 26.06.2014, Prot. n° 56295) per alcune “anomalie” riscontrate, sono state successivamente inviate, da parte del Distretto Sanitario di Fiumicino, ulteriori ed innumerevoli comunicazioni ( v. es. Fax del 30.06, 1.07. e 3.07. 2014 inviate ai Referenti CRR c/o il Policlinico Umberto I ). A seguito di queste il CRR Neuroriabilitazione dell’Azienda Policlinico Umberto I di Roma inviava al Distretto nuovamente il modello TRS01, con data 02/07/2014 e nota del 21/07/2014 ribadendo la necessità dell’accompagno.
Ci si chiede come mai la Direzione del Distretto Sanitario di Fiumicino abbia non solo atteso, malgrado la ristrettezza dei tempi, circa due mesi per inviare la proposta di Deliberazione, ma come mai non abbia provveduto, prima dell’invio, a verificare, nei tempi e nei modi dovuti, se la Documentazione e le Procedure previste erano state adeguatamente assolte.  
Appare, inoltre, singolare che, malgrado le comunicazioni tra il Distretto di Fiumicino e il CRR del Policlinico siano state numerose e avvenute a mezzo fax (01.07.2014) o “accordi telefonici”, come riportato nello stesso fax del 03.07.2014, queste, siano state entrambe protocollate solo in data 18/08/2014 (Prot. n° 70269). Appare poi ancora più singolare che in data 24/07/2014, con nota prot. n° 64495, il Distretto abbia inviato alla Sig.ra M. R., oltre ad ulteriori specifiche richieste, comunicazione del fatto di essere ancora in attesa di relazione da parte del CRR (Prof. F. F.).
 Ci si domanda, quindi, considerata l’urgenza per la prossimità della partenza della Signora M. prevista per il 1 Agosto 2014, come mai non si sia provveduto ad uno scambio più immediato utilizzando a tal fine mezzi e strumenti quali comunicazioni telefoniche, via mail, fax, ecc.?
Atti, procedure e comportamenti che indurrebbero  a far pensare, più che ad una volontà tendente a risolvere in modo conclusivo la questione, ad un atteggiamento fuorviante, nonché dilatorio, realizzatosi attraverso una serie di balzelli, lungaggini burocratiche e comunicazioni frammentate, oltre a richieste di continui chiarimenti che, di fatto, hanno generato e determinato, non solo ostacoli, difficoltà, malesseri e disagi psico-fisici alla Sig.ra M. R., ma, anche e, soprattutto, l’impedimento ad usufruire nei tempi previsti (1 Agosto 2014) delle cure necessarie prescrittele.
Si deve forse pensare che siano prevalse logiche dettate da criteri e modalità di “economicità e risparmio” piuttosto che quelle di dare risposta alle legittime istanze di salute delle persone?
Da una prima visione degli atti di cui siamo venuti a conoscenza, quindi, emergerebbero varie e diverse anomalie procedurali, e non solo, che richiederebbero di essere vagliate e verificate, possibilmente anche attraverso un dialogo ed un chiarimento con la Signora M. R., al fine di poter verificare sia la trasparenza e la congruità dell’insieme della documentazione, sia per dissipare ogni possibile dubbio e così  consentire una positiva e definitiva risoluzione della problematica in oggetto.
Scrivente O.S., alla luce di quanto sopra esposto e rappresentato, chiede, pertanto, conformemente al DCM del 3/11/1989 e al successivo Atto di Indirizzo e Coordinamento (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’1/12/2000), relativamente al rimborso delle spese di soggiorno per cure di soggetti portatori di handicap in centri all’estero di elevata specializzazione, che venga garantito  il diritto fondamentale alla Tutela della Salute della Signora M. R., così come previsto dalle normative vigenti, evitando ogni possibile ulteriore atteggiamento dilatorio e/o ostativo che finirebbe per ledere e compromettere ancor più la condizione e lo stato di salute psico-fisico della stessa Signora M..
La scrivente O.S. si ritiene in ogni caso impegnata a verificare l’evolversi di tale situazione riservandosi di intraprendere, nel caso di eventuali ed ulteriori ritardi, incongruenze ed inadempienze, successive iniziative.
Distinti saluti

Prot. Asl Rm3
n° 79258  del 07/11/2016



p. il Cobas Asl Rm/3
le/i Delegati R.S.U.
Cesare Morra - Paolo Paolacci - Claudia Piermaria

Comunicato Cobas ASL Rm/3 - VICENDA MA.CA.




           Ma forse in Regione, e non solo, c'è qualcuno che sta cercando di buttarla in caciara per andare in proroga con il contratto con la Soc. MA.CA.?
Sia chiaro...
           Nessun "accordo" con Società e Cooperative che hanno calpestato diritti e dignità delle lavoratrici e dei lavoratori!!!
             REGIONE E ASL DEVONO DARE MASSIMA GARANZIA AFFINCHÉ VENGANO GARANTITI E ASSICURATI DIRITTI E LIVELLI OCCUPAZIONALI DI TUTTE/I LE LAVORATRICI E I LAVORATORI...

Il Cobas Asl Rm3 esprime solidarietà e appoggio alla lotta delle lavoratrici e dei lavoratori che oggi (7 novembre 2016) per rivendicare i loro diritti hanno protestato salendo sul tetto del P.O. G.B. Grassi.

Commento a margine:

          Ma le Organizzazioni sindacali di categoria stanno sostenendo la legittima protesta delle lavoratrici e dei lavoratori?
Come mai non risulta esserci alcun comunicato e/o nota ufficiale sulle ragioni della protesta?
          Non vorremmo che dietro la rabbia, la disperazione delle lavoratrici e dei lavoratori si stessero giocando sulla loro pelle giochi sotterranei tendenti a salvaguardare più o meno oscuri interessi...

Lo abbiamo detto e lo ripetiamo....
Basta con il gioco delle tre carte tra Regione, Asl e MA.CA.

VIA SUBITO LE SOCIETÀ E LE COOPERATIVE CHE CALPESTANO I DIRITTI E LA DIGNITÀ DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI!!!

Cobas Asl Rm/3

giovedì 13 ottobre 2016

MA.CA. …SI MUOVE QUALCOSA?




La Asl Rm2 (Osp. Pertini) e la Asl Rm3 sembrano aver avviato la procedura, in attesa dell’aggiudicazione della “Gara Consip”, per la stipula di contratti a termine per la pulizia e la sanificazione dei presidi e delle strutture Socio Sanitarie.

Un primo passo, ma deve essere chiaro…
Via le Società, le Ditte e le Cooperative che calpestano la dignità e i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori!!!

Basta con i giochi sulla loro pelle!!!
Basta con il gioco delle tre carte tra Regione, Asl e Soc. MA.CA.!!!
Via subito la Soc. MA.CA.

Il Cobas Asl Rm3 sarà a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori nel denunciare ogni abuso, ogni violazione, ogni attacco ai diritti, alla dignità delle/degli stesse/i e per favorire processi e percorsi di internalizzazione in grado di poter assicurare maggiori garanzie qualitative/quantitative delle  attività e dei vari servizi interessati e per impedire ogni forma di sfruttamento, speculazione e precarizzazione.
LA LOTTA CONTINUA!!!


Cobas Asl Rm/3

domenica 18 settembre 2016

SIAMO ALLE SOLITE…




          A pochi mesi dalla "ristrutturazione", effettuata in occasione del Giubileo, stamane, presso il Pronto Soccorso del G.B. Grassi, sono crollati tutti i controsoffitti (Triage, Sala d'Attesa, Sala Visite, ecc...).

E ora non veniteci a raccontare che è per "colpa" della pioggia...

          Diteci piuttosto se le verifiche e i collaudi sono stati tutti adeguatamente effettuati.

          O forse avevate tanta fretta di esibirvi nell'ennesima passerella che era più importante "salvare la facciata"?

Lorenzin, Zingaretti e sodali vari vi ricordate il giorno del taglio del nastro?
Sono passati solo pochi mesi da allora!!!
Vergognatevi!!!

        Come Cobas dell'Asl Rm3, già in precedenti analoghe circostanze (Agosto e Ottobre 2015) avevamo richiesto verifiche e controlli, nonché l'avvio di un'indagine Tecnico/Amministrativa (v. Nota del 26/10/2016 inviata al Presidente della Regione Lazio e agli Organi di Direzione della Asl Rm3) ai fini dell'accertamento delle cause di tali spiacevoli episodi e, soprattutto, delle eventuali responsabilità.

È ora che vi diate una mossa!!!


Roma 16/09/16
Cobas Asl Rm3


lunedì 8 agosto 2016

COSE CHE CAPITANO...!!!



             Alla Asl Rm/3 a causa dell'improvviso cambiamento di orario del servizio di vigilanza (nuovi tagli?) nelle strutture (  v. S.Agostino, Via Paolini, ecc.) ,gli operatori e i cittadini/utenti recatisi nelle strutture per effettuare analisi, visite, prenotare appuntamenti (Cup), hanno dovuto attendere che la strutture venissero aperte.

       Ciò è avvenuto senza alcun preavviso, creando, quindi,  disagi,  difficoltà agli operatori e agli utenti.
       Presso il S.Agostino è dovuta intervenire la Polizia chiamata dagli stessi utenti stanchi ed esasperati per l'attesa.

Come è possibile che si gestisca e si governi un'Azienda in questo modo?

    Il Cobas Asl Rm/3 chiede che venga chiarito immediatamente questo spiacevole e vergognoso episodio e che, soprattutto, vengano garantiti i servizi nel rispetto delle/degli lavoratrici/lavoratori e dei cittadini/utenti.

 Roma, 02 agosto 2016     
Cobas Asl Rm/3

venerdì 29 luglio 2016

Ma. Ca. Srl – Corresponsione salario agli addetti al servizio di pulizia nei Presidi Asl Rm 3 - Pulizia e sanificazione ambientale, agibilità presso le sedi, i servizi e le strutture aziendali – Richiesta provvedimenti urgenti.



Al Presidente e Commissario alla Sanità della Regione Lazio
On. Nicola Zingaretti
Al Commissario Straordinario della Asl Roma 3
Dr. Giuseppe Legato
Al  Direttore Amministrativo della Asl Roma 3
Dr. Paolo Farfusola
Al  Direttore Sanitario della Asl Roma 3
Dr. ssa Budroni Maria Grazia
Al  Direttore U.O.C. Qualità, Sicurezza e Gestione del Rischio
Dott. Vittorio Chinni
Al Direttore del Dipartimento di Prevenzione
Dr. Pietro Tomasetti
Al Dirigente U.O.C. S.Pre.S.A.L.
Dr.ssa Orietta Angelosanto
Al  Direttore Dipartimento dei Fattori Produttivi
Dr. Filippo Coiro
Al Dirigente U.O.C Approvvigionamenti
Dr.ssa Angela Eleonori
e, p.c   Al Consiglio delle/i Delegate/i R.S.U


    La scrivente O.S. è venuta a conoscenza che la Società Ma.ca. Srl non sta provvedendo al pagamento dello stipendio di giugno e della “quattordicesima mensilità” alle lavoratrici e ai lavoratori addetti al servizio di pulizia dei Servizi Ospedalieri e  delle strutture Socio Sanitarie e Tecnico/Amministrative della Asl Rm/3.
    Tale situazione era venuta a crearsi già in passato e aveva visto la protesta delle stesse/i lavoratrici e lavoratori a causa dei ritardi nel pagamento degli stipendi stessi.
    Situazione resa ancor più grave dal continuo, ingiustificabile e  vergognoso rimpallo di responsabilità tra la Ditta e, soprattutto, tra la Asl e la stessa Regione Lazio che avevano, e hanno, il compito e il dovere, essendo organi committenti, di verificare e controllare, non solo la regolarità e la qualità degli interventi e dei servizi offerti, ma anche che, questi, vengano svolti ed effettuati nel pieno rispetto delle regole, dei diritti e delle tutele delle lavoratrici e dei lavoratori direttamente interessati.
   Il Cobas Asl Rm/3, considera grave il reiterarsi di pesanti e lesivi comportamenti, in violazione di fondamentali diritti, nell’esprimere la  piena e totale solidarietà alle lavoratrici e dei lavoratori, chiede che vengano attivate tutte le procedure tecnico/amministrative e giuridiche ( v. possibilità di sanzioni, revoche contratto, decreti ingiuntivi, ecc. ) nei confronti della ditta appaltatrice, al fine di poter garantire, sia i livelli occupazionali, i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori interessati, nonché i necessari e fondamentali servizi di pulizia e sanificazione in tutte la Strutture e i Servizi della Asl Rm/3. Ciò anche al fine che tali gravi inosservanze e inadempienze possano rappresentare elemento di valutazione in eventuali nuove procedure per l’affidamento di servizi alle Ditte che si sono rese responsabili di tali comportamenti.
La scrivente O.S., esprime, infatti, la preoccupazione che tale stato di cose possa inevitabilmente avere gravi conseguenze e ricadute, non solo nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori tutte/i, ma anche nei confronti dei cittadini che si rivolgono alle Strutture e ai Servizi Socio Sanitari e dei pazienti ricoverati presso le strutture ospedaliere, a causa di un’eventuale riduzione delle attività di pulizia e sanificazione ambientale affidate, appunto, alla ditta appaltatrice Ma.Ca..
La scrivente O.S. fa presente, inoltre, che già in passato aveva avuto modo di segnalare (v. note del 23/08/2011, Prot. Az. n° 78678 e del 29/10/2012 Prot. Asl Rm/D, n° 94997) la riduzione, presso le strutture/locali e servizi, delle attività di pulizia e sanificazione ambientale affidate a ditte appaltatrici.
Tale riduzione si era verificata anche a seguito di disposizioni della Direzione dell’ ex Asl Roma D in merito all’applicazione del Piano di Rientro, imposto dalla Regione Lazio e riguardante, appunto, la riduzione degli acquisti di Beni e Servizi, rispetto ai costi sostenuti nell’anno precedente che, di fatto, ha comportato pesanti riduzioni per tutte quelle commesse e prestazioni relative a contratti di appalto di servizi e di fornitura di beni e servizi     (vedi Servizi Mense, Pulizie, ecc.).
               Scrivente O.S. sollevò, a suo tempo, osservazioni, obiezioni e preoccupazioni in merito alle misure adottate, soprattutto per le conseguenze che, tali scelte, avrebbero comportato per la sicurezza e la tutela di quelle condizioni di igiene, salubrità e decoro che, necessariamente, devono essere garantite nei luoghi di lavoro che, si ricorda,….devono essere sottoposti a regolare pulitura, onde assicurare condizioni igieniche adeguate (art.64 – D.Lgs.81/08).         
               Scrivente O.S., a tutt’oggi, ha potuto riscontrare, anche a seguito di numerose segnalazioni pervenute, come la diminuzione e la rimodulazione delle attività di pulizia e sanificazione degli ambienti,  sta già determinando non pochi disagi e disservizi nelle diverse sedi e nei luoghi di lavoro (mancata e/o discontinua fornitura di carta igienica, di carta asciugamani e sapone, limitazione frequenza della pulizia in tutti gli ambienti, ecc).
    Risulterebbe, inoltre, che il numero degli addetti alle pulizie sia divenuto, con il tempo, sempre più insufficiente rispetto alle superfici, agli spazi da trattare, soprattutto, in rapporto ai tempi che gli stessi hanno a disposizione per svolgere tutti gli interventi necessari.
Tali operatori sono, infatti, spesso sottoposti a carichi e ritmi di lavoro particolarmente impegnativi e costretti, peraltro, a interventi di pulizia in sedi diverse e talvolta anche distanti l’una dall’altra.  
    La scrivente O.S. chiede, pertanto, un intervento formale e definitivo atto a garantire i diritti e le tutele per le lavoratrici e i lavoratori interessati e, al contempo, la corretta e puntuale pulizia e sanificazione di tutti i Presidi e gli uffici della Asl Rm/3 nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia di igiene e pulizia nei luoghi di lavoro.
  In attesa di un sollecito riscontro si porgono distinti saluti
p. il Cobas Asl Rm/3
le/i Delegati R.S.U.
Cesare Morra - Paolo Paolacci - Claudia Piermaria
Prot. Asl Rm/3 n° 55701   del 22/07/2016

giovedì 12 maggio 2016

I Diritti e la Dignità non si difendono spacciando per “conquiste” atti dovuti e annunci, ma con un pensiero, una pratica, un modo di essere e di agire in grado di far ritrovare e riscoprire ogni giorno la voglia di lottare.



In data 28 aprile si è tenuto l’incontro tra la Direzione Aziendale, le OO.SS. e la RSU per discutere le problematiche derivanti dall’applicazione della L. 161/2014 sull’Orario di Lavoro.
In quella sede il Commissario Straordinario, Giuseppe Legato, in merito alla carenza di personale, ha dichiarato che avrebbe richiesto, alla Regione Lazio, deroghe alle assunzioni per circa 65 Unità di personale del Comparto tra Infermieri, Tecnici ed OSS, impegnandosi nel contempo a regolamentare l’Orario di Lavoro e gli eventuali Ordini di Servizio, garantendo la fruizione delle ferie estive alle Lavoratrici e ai Lavoratori.
Nella medesima occasione lo stesso Commissario Straordinario ha inoltre assicurato l’attribuzione delle Fasce a tutti gli aventi diritto attraverso lo scorrimento della graduatoria entro il 2017, seppure ancora non appare chiaro attraverso quali fondi ciò potrà essere realizzato dal momento che, l’entità degli stessi, sarà determinabile solamente con il bilancio di fine anno. In ogni caso rammentiamo come la mancata riduzione di Posizioni Organizzative e Coordinamenti, peraltro prevista (DCA n. 34/2010 e DCA n. 49/2010) e più volte annunciata dalla Direzione Aziendale ma mai fino ad oggi realizzata, ha già comportato, di fatto, la riduzione del fondo per il Comparto.
In quella occasione, inoltre, un “dettaglio”, che pensiamo non sia affatto secondario, sembrerebbe essere passato “inascoltato”, se non totalmente ignorato: ci riferiamo all’affermazione del Dott. G. Legato che l’impiego dello straordinario “è legato al budget…”.
Come Cobas Asl Rm3 riteniamo grave questa affermazione. Si vuole forse dare implicitamente per scontato che lo strumento dello straordinario sia utilizzato come fattore ordinario dell’organizzazione del lavoro, rimanendo comunque all’interno dei parametri e delle compatibilità economico/aziendali? Ciò significherebbe che le lavoratrici ed i lavoratori, una volta superato il budget previsto, non potranno ottenere la corresponsione economica delle ore effettuate in più ma dovranno obbligatoriamente recuperare le ore in eccesso? Ci sembra doveroso ricordare, non solo che il Contratto tuttora in vigore prevede che spetta solo al lavoratore decidere se recuperare o meno lo straordinario effettuato ma, soprattutto che, questo, non può essere né divenire strumento ordinario di organizzazione del lavoro.   
Come Cobas Asl Rm/3 riteniamo che, allo stato attuale, non esistano, davanti a problemi così complessi, soluzioni facili e garantite, in particolar modo ora che viviamo una fase di transizione che, riteniamo, sia funzionale ad un processo di definanziamento, depotenziamento e smantellamento del Servizio Socio Sanitario Pubblico.
La privatizzazione ormai appare sotto tutte le forme e, davanti a questo stato di cose, l'incontro del 28 aprile c.a., seppure caratterizzato da “Buone Intenzioni”, non ha dato, di fatto, alcuna risposta certa in merito a se, come e quando verrà realizzata quella ineludibile Riorganizzazione dei Servizi in base alle Risorse Umane esistenti (v. Piani Operativi Regionali 2011- 2012 DCA 113/2010: “Ricognizione del Personale e Riorganizzazione dei Servizi, delle Strutture e delle attività sulla base delle Risorse Umane e Professionali realmente disponibili”) senza la quale non sarà possibile affrontare realmente le problematiche e le criticità presenti, anche nell’eventualità di nuove assunzioni che, in ogni caso, saranno insufficienti rispetto alle necessità attuali.
Come Cobas siamo consapevoli, l’abbiamo più volte segnalato e denunciato, della grave situazione nella quale versano le Strutture e i Servizi Socio Sanitari a causa della carenza del personale determinata dai Piani di Rientro, dal blocco del Turn Over, ecc. carenza che, se non affrontata in modo chiaro, concreto e adeguato, non permetterà di applicare e rispettare la normativa sull’Orario di Lavoro. Allo stesso modo, però, non possiamo nasconderci che, in tutti questi anni, le “Politiche di Gestione delle Risorse Umane e Professionali”, sono state spesso realizzate attraverso logiche che nulla avevano a che vedere con i criteri di priorità, efficienza e funzionalità cui un’Amministrazione Pubblica sempre dovrebbe richiamarsi.
In questo scenario, malgrado incombano minacce di sanzioni, il pericolo che non si veda applicata e rispettata, proprio per la mancanza di un’adeguata politica di assunzioni, la L. 161/2014 sull'Orario di Lavoro, entrata in vigore il 25 Novembre 2015, appare concreto. Sebbene la Regione Lazio, con enfasi fuorviante e propagandistica, abbia diramato annunci e proclami rispetto al numero di personale in entrata, siamo certi che questo non potrà, rispetto al reale fabbisogno, comunque essere sufficiente a garantire una completa applicazione della Legge stessa.
E’ doveroso, inoltre,  sottolineare che, se anche la Regione Lazio dovesse autorizzare il numero di unità richieste dall’Azienda, le eventuali assunzioni dovranno comunque seguire i necessari tempi dell’iter tecnico/amministrativo e ciò lascia le Lavoratrici ed i Lavoratori esposti al rischio di non poter essere tutelati rispetto alla nuova normativa sull’Orario di Lavoro, ma anche nell’incertezza di poter fruire del periodo di ferie estive, considerando che siamo al mese di maggio e la stagione estiva è ormai alle porte.
Ricordiamo, ancora una volta, che la Legge sull’Orario di Lavoro trova il suo fondamento e la sua ragione d’essere proprio nella tutela delle condizioni di vita e di lavoro delle Lavoratrici e dei Lavoratori, oggi più che mai divenute gravose, insostenibili ed inaccettabili, nonché nel garantire dignitosi livelli qualitativi/quantitativi di assistenza ai cittadini/utenti, a difesa del Diritto alla Salute delle persone.
Se non si perverrà, in tempi brevi e certi, all’attuazione di misure reali, tangibili e consistenti, che non rispondano solo ad operazioni di facciata e/o propaganda, si correrà il rischio, concreto ed  imminente, di compromettere ulteriormente le condizioni di salute psico-fisica delle Lavoratrici e dei Lavoratori, cioè di coloro che in questi anni, attraverso Competenze  Professionali e Saperi Umani hanno garantito, nonostante tutto, una efficace assistenza, in difesa del Servizio Socio Sanitario Pubblico.
Non si può, infine, non sottolineare e ribadire che le condizioni di vita e di lavoro che tragicamente vivono oggi le Lavoratrici e i Lavoratori non possono non avere ripercussioni pesanti e concrete anche sulla qualità dei Servizi offerti ai Cittadini/Utenti e, quindi, su quel Diritto alla Salute sancito dalla Costituzione.
Come Cobas Asl Rm3 continueremo a ritenerci impegnati affinché venga fatta sufficiente chiarezza su questo, come su tutte le questioni poste: dall’Organizzazione dei Servizi, allo scorrimento della graduatoria per il riconoscimento della Fascia Economica Orizzontale Superiore a tutte/i le Lavoratrici e i Lavoratori (ad oggi mancherebbero circa 170.000 euro), alla riduzione delle Posizioni Organizzative e dei  Coordinamenti, ecc.
Su questo pensiamo sia necessario costruire e realizzare percorsi di partecipazione con e tra le Lavoratrici ed i Lavoratori e con gli stessi Cittadini/Utenti, in difesa del Servizio Socio Sanitario Pubblico e di quel Diritto alla Salute sancito dalla nostra  Costituzione.
Cobas Asl Rm/3