mercoledì 1 ottobre 2014

Corso Università Sapienza di Roma “ Governance e organizzazione nell’integrazione socio sanitaria” - Individuazione e autorizzazione personale dipendente Asl Rm/D.



Al Direttore Generale
Dr. Vincenzo Panella
Al Direttore Amministrativo
Dr.  Filippo Coiro
Al Direttore Sanitario
D.ssa Flavia Simonetta Pirola
Al Dirigente U.O.S. Formazione del Personale
Dr.ssa Antonella Grassitelli
Al  Direttore Area Risorse Umane e Affari Generali
Dr. Filippo Coiro
e, p.c.  Al Consiglio dei Delegati della R.S.U.
                          

    La scrivente O.S. è venuta a conoscenza che l’Università Sapienza di Roma ha promosso un Bando di Concorso per un Corso, in collaborazione con l’INPS Lazio, riservato ai Dipendenti Pubblici iscritti al suddetto Ente,  di Alta Formazione riguardante la "Governance e Organizzazione nell'integrazione Socio Sanitaria", a seguito del quale alcuni posti sarebbero stati riservati, dalla stessa, all’Asl Rm/D.  
     A seguito di ciò la Direzione avrebbe individuato ed autorizzato 10 dipendenti per partecipare al suddetto Corso.

     Pur non conoscendo i criteri attraverso i quali i dipendenti partecipanti sarebbero stati individuati, poiché non  risulterebbe che, in merito a ciò, sia stato istituito, dalla Direzione Aziendale, un apposito bando di partecipazione, si esprimono anche dubbi e perplessità relativamente alla presenza,  nell'elenco dei nominativi, della Dr.ssa Carla Scarfagna, che risulta essere attualmente in comando presso altro ente istituzionale.

      La scrivente O.S., fa presente che, in merito al suddetto comando, la stessa aveva rappresentato, anche in relazione ad altri provvedimenti adottati dall’Asl Rm/D, alcuni rilievi e osservazioni,  in una nota inviata in data 12/02/2013 (Prot. Asl Rm/D  n° 14296 ) all’allora Commissario alla Sanità alla Regione Lazio, Dr. Filippo Palumbo e agli Organi di Direzione Aziendale.
       Tale comando è stato, in un secondo tempo, parzialmente rettificato con Deliberazione n° 211 del 21.02.2013, lo stesso è stato prorogato  dal 31.10.2013 al 31.12.2013. In seguito, attraverso Deliberazione n° 123 del 04.07.2013, la Direzione Generale ha pubblicato la presa d’atto della cessione anticipata con decorrenza dal 01.07.2014 per essere nuovamente concesso di recente  attraverso Deliberazione n° 439 del 02.09.2014 per il periodo dal 25.08.2014 al 24.08.2015.

      Si ritiene, pertanto, alquanto singolare, nell’attuale posizione in cui viene a trovarsi la dipendente, la scelta d’inserirla nell’elenco dei partecipanti al Corso, nel momento che la stessa Azienda Asl Roma D ha nuovamente concesso l’autorizzazione al comando della dipendente suddetta presso altro ente, negando, così, la possibilità ad altri dipendenti di poter partecipare.



       Scrivente O.S. ritiene, infine, necessario che su tali questioni vi sia la massima informazione e divulgazione  nel rispetto dei principi di trasparenza e nell’interesse dei bisogni formativi di ciascun dipendente e dell’Azienda stessa.

Distinti saluti


                       p. Il Cobas Asl Rm/D
                       le/i Delegate/i R.S.U.
Corrado Minioto – Cesare Morra – Claudia Piermaria
  

Prot. Asl Rm/D n° 78743 del 22 settembre 2014

Nuovo contratto di telefonia mobile - modalità di utilizzo dei cellulari aziendali da parte del personale dipendente.



Al Direttore Generale
Dr. Vincenzo Panella
Al Direttore Amministrativo
Dr.  Filippo Coiro
Al Direttore Sanitario
D.ssa Flavia Simonetta Pirola
Al  Dirigente U.O.C. Acquisizione Forniture di Beni e Servizi
D.ssa Diana Pasquarelli
Al  Direttore Area Risorse Umane e Affari Generali
Dr. Filippo Coiro
e, p.c.  Al Consiglio dei Delegati della R.S.U.



La Scrivente O.S. è venuta a conoscenza che, a seguito della deliberazione n° 313 del 17.07.2014 l’Azienda Asl Roma D ha stipulato un contratto per la telefonia mobile con l’operatore Vodafone, dal 01.08.2014 per la durata di un anno.

In relazione a tale provvedimento il personale dipendente, in possesso del telefono aziendale, chiamato per la sostituzione dei cellulari aziendali, avrebbe verificato, al momento dell’attivazione delle SIM Vodafone, che, in base al nuovo contratto, le stesse risultano abilitate oltreché alla ricezione, ad effettuare chiamate solo nell’ambito della rete telefonica mobile dell’Azienda.

  La scrivente O.S. ritiene che tale disposizione, qualora avesse un riscontro positivo, risulterebbe non rispondente alle necessità di un’azienda territoriale, richiamate anche nell’atto n° 313/2014, secondo il quale: “l’utilizzo della telefonia mobile, risponde alla necessità di contattare, oltre ai dirigenti, il personale che presta servizio presso le diverse sedi aziendali ubicate  in un territorio  particolarmente esteso, nonché il personale che presta servizio di reperibilità che necessita, di collegamento rapido e costante”.

Tale  modalità di utilizzo, infatti, metterebbe  gli operatori nella impossibilità di contattare, non solo i rispettivi uffici ai relativi numeri interni, ma, soprattutto, quelle/gli operatrici/tori con incarichi e funzioni ispettive che hanno, pertanto, esigenza di contattare, nell’esercizio di delicate funzioni istituzionali (v. Ispettori del Dipartimento di Prevenzione) le forze dell’ordine (carabinieri, polizia, vigili urbani, etc. ) e altri eventuali enti ed organismi e cittadini/utenti stessi.

La  Scrivente O.S. esprime, quindi, perplessità rispetto alle decisioni assunte, che metterebbero in difficoltà il personale dipendente nell’espletamento di competenze esercitate nell’interesse dell’azienda e, quindi, dei cittadini.

Si chiede pertanto che sia riconsiderata in modo più oculato tale disposizione, valutando  gli effetti e le conseguenze che la stessa potrebbe determinare, attuando eventualmente sistemi di verifica e controllo nell’ipotesi di un utilizzo improprio, qualora la suddetta decisione avesse avuto tale motivazione.
Distinti saluti
                                                                    p. Il Cobas Asl Rm/D
                                                                   le/i Delegate/i R.S.U.
                                     Corrado Minioto – Cesare Morra – Claudia Piermaria
  
Prot. Asl Rm/D  n° 77257   del  17/09/2014

domenica 7 settembre 2014

Comunicato Stampa




     Il Cobas Asl Rm/D, in merito a quanto sta accadendo nelle Strutture e nei Servizi Socio-Sanitari territoriali ribadisce  quanto già espresso nel Documento Cobas Asl Rm/D: “Stato dei Servizi Socio-Sanitari, Carenza Personale e Mobilità”  (Prot. Asl Rm/D n° 56770 del 31.07.2014) e nella Nota Cobas Asl Rm/D avente come oggetto: “Carenza del personale – Mobilità d’urgenza. Considerazioni e valutazioni.”(Prot Asl Rm/D n° 67381 del 04/08/2014) inviata alla Direzione Generale della Asl Rm/ D ed al Presidente e Commissario alla Sanità della Regione Lazio On. N. Zingaretti.

     Ritiene pertanto grave il tentativo di scaricare sulle lavoratrici ed il lavoratori la responsabilità dei disagi e dei disservizi che stanno sempre più emergendo a causa della grave carenza del personale. Problematiche e difficoltà che, certamente, non possono essere affrontati e risolti attraverso provvedimenti di mobilità estemporanei senza che venga realizzata una seria e concreta  riorganizzazione delle strutture e dei Servizi in base alle risorse umane realmente esistenti.

     La problematica della carenza del personale, proprio in ragione dell’insieme dei provvedimenti economico-finanziari (Legge di stabilità, Piani di rientro, Spending review, Blocco delle assunzioni e del Turn-over, ecc.), è destinata a divenire sempre più gravosa e non si può pensare, quindi, che questa possa essere affrontata, ancora ed in un prossimo futuro, attraverso provvedimenti tampone dettati esclusivamente dal carattere d’urgenza e dalla provvisorietà e che non risolvono i problemi, creando, anzi, ulteriori disservizi a scapito sia degli operatori che dei cittadini utenti.
     E’ necessario quindi avviare, anche attraverso un confronto con le Parti Sociali,  una  seria programmazione e riorganizzazione dell’insieme delle attività delle Strutture e dei Servizi Socio-Sanitari e una più oculata e trasparente distribuzione, collocazione e razionalizzazione del Personale tutto,  consentendo, al contempo, sia il potenziamento di quei Servizi Socio-Sanitari integrativi ( C.A.D, Cure Primarie, ecc.) e di interesse sociale (Ser.T, C.S.M., Consultori, ecc.) sia la funzionalità stessa dei Presidi Ospedalieri (C.P.O. – G.B. Grassi) in rapporto alle Risorse Umane e Professionali realmente esistenti.
      E’ pertanto compito dell’Amministrazione evidenziare le criticità e definire le strategie aziendali, le priorità, predisporre e attuare le soluzioni, secondo criteri, che garantiscano il principio del buon andamento della pubblica amministrazione e, in ottemperanza a ciò, assolvere al compito ed al dovere di predisporre gli atti corrispondenti essenzialmente in base ai principi di efficienza, di efficacia e di appropriatezza.

     Si ricorda infine, rispetto alle dichiarazioni fatte dal Direttore Generale Dott. Vincenzo Panella, nell'intervista del 03.09.2014, che lo straordinario, non è un’ “opzione” decisa dalle lavoratrici e dai lavoratori, ma viene utilizzato, dalle varie Amministrazioni, contrariamente a quanto stabilito dalle normative vigenti, come strumento di organizzazione e programmazione dell’attività e dei turni lavorativi. In questo modo si sottopongono le stesse lavoratrici e i lavoratori a turni massacranti mettendone  a rischio la loro salute e riducendo inevitabilmente anche la qualità dell'assistenza a discapito anche degli stessi cittadini-utenti.

     Il compito e il ruolo di una Direzione Aziendale riteniamo non sia quello di lasciarsi andare a dichiarazioni in modo così superficiale ed approssimativo, ma quello di cercare di conoscere, analizzare, approfondire ed affrontare le gravi problematiche e criticità esistenti e, su questo, magari, promuovere ed avviare un confronto con le Realtà Sociali e Istituzionali, assumendosi le responsabilità che le competono in virtù del proprio ruolo di governo di un’Azienda Pubblica.   

Roma, 4 settembre 2014

Cobas Asl Rm/D                        

venerdì 8 agosto 2014

Carenza del personale – Mobilità d’urgenza. Considerazioni e valutazioni.


                                                         

                                                
Al Direttore Generale
Dr. Vincenzo Panella
Al Direttore Sanitario
Dr.ssa Flavia Simonetta Pirola
Al Direttore Amministrativo f.f.
Dr. Filippo Coiro
Al Direttore Area Risorse Umane e Affari Generali
Dr. Filippo Coiro
Al Direttore Sanitario PP.OO. G.B. Grassi – CPO
Dr. Lindo Zarelli
Al Coordinamento dei Servizi delle Servizi delle Professioni
Sanitarie e Sociali
e, p.c.    Al Presidente e Commissario alla Sanità della Regione Lazio
Onorevole Nicola Zingaretti
Al Sub –Commissario ad Acta
Dr. Renato Botti
Al Consiglio dei Delegati della R.S.U.


         
     A circa due mesi dalla decisione, da parte della Direzione Aziendale, di pervenire all’adozione di provvedimenti di mobilità interna per far fronte alla carenza del personale, presso il P.O. G.B.Grassi, in ragione anche “dell’emergenza estiva”, si ritiene opportuno tracciare un primo bilancio per valutarne limiti,  problematiche e criticità emerse e tuttora presenti.
    Come Cobas Asl Roma/D abbiamo elaborato un contributo di analisi e approfondimento, inviato a Codesta Direzione in data 30.06.2014 Prot. n.56770, con il quale si è tentato di dare una lettura d’insieme alle problematiche che riguardano lo stato dei Servizi e delle Strutture Socio-Sanitarie della stessa Asl Roma D.
   I provvedimenti adottati, motivati da un carattere “d’urgenza”, stanno facendo emergere difficoltà in alcuni Servizi Territoriali che si sono visti privare di alcune figure professionali, già carenti, tenuto anche conto che i Servizi di cui trattasi (C.S.M., Ser.T e C.A.D.) rivestono un ruolo particolarmente delicato per le tematiche e le problematiche di cui si occupano e che riguardano utenti che vivono in condizioni di particolare disagio e fragilità sociale.
 Tutto questo è avvenuto attraverso scelte improvvisate e approssimative al di fuori di qualsiasi criterio di programmazione ed organizzazione.
Si è venuto a determinare, infatti, che a seguito dei provvedimenti di mobilità adottati, gli stessi Servizi nei quali sono state individuate le figure infermieristiche  da collocare presso il P.O. G.B. Grassi, si sono trovati a dover ridurre le attività al “minimo assistenziale” e, contemporaneamente, a dover coprire i turni lasciati vacanti dalle unità trasferite, attraverso ulteriori trasferimenti interni.
Ci si è trovati, così, di fronte al paradosso che per coprire alcuni posti nei vari Presidi (es. Ser.T e C.S.M.) il personale è stato costretto a spostamenti, peraltro, non privi di costi in termini economici e di disagi umani e organizzativi, finendo in ogni caso per aggravare ulteriormente la carenza nei servizi di appartenenza. Inoltre, cosa non trascurabile, con ricadute sulla continuità assistenziale.
In tale situazione si è verificato che, per poter garantire l’espletamento delle attività, alcuni operatori avrebbero rinunciato a parte delle ferie già programmate.
La decisione  di reperire nei Presidi Territoriali il personale per turni h24 attraverso “visite di idoneita’’ (oltre 150) ha peraltro portato, ad oggi, all’individuazione di sole 19 unità, 13 delle quali trasferite temporaneamente al P.O. G.B. Grassi, tra queste alcune usufruiscono dei benefici di legge (es. Legge n.104/92 e altre forme di Tutela sociale).
Tutto ciò, di fatto, non ha contribuito in modo sostanziale ad affrontare la grave carenza di personale all’interno del Presidio Ospedaliero, tant’è che, anche in ragione del periodo estivo e della fruibilità delle ferie le lavoratrici ed i lavoratori, per garantire l’assistenza continuano in molti reparti ad effettuare turni in orario straordinario, sottoponendo le/gli stesse/i a ritmi di lavoro disumani e massacranti. Straordinari che sono divenuti, oramai, strumento ordinario della organizzazione del lavoro, contrariamente a quanto stabilito dalle norme contrattuali e di legge.  A questo si aggiungono le difficoltà organizzative, gestionali e funzionali che tale collocazione ha comportato.
Infatti, l’immissione improvvisata di personale proveniente da realtà e Servizi con altre caratteristiche professionali ed esperienze, nonché di diverse tipologie assistenziali non poteva non determinare difficoltà e disagi, sia in termini personali che professionali. Questo perché l’evoluzione ed il progresso avvenuti nel corso degli anni hanno modificato protocolli e procedure, che sono alla base di ogni specifica realtà lavorativa, e le stesse attività clinico/assistenziali. Non tenerne conto significa non solo svilire, mortificare ed umiliare competenze e  saperi acquisiti nel corso della vita lavorativa e professionale, ma, inoltre, non assicurare una adeguata assistenza ai cittadini/utenti.
Immettere, quindi, in modo improvvisato e disorganizzato personale senza la necessaria formazione non può che creare disagio e difficoltà.
Molto ci sarebbe poi da dire sui criteri, sulle modalità e sugli aspetti formali e sostanziali, dei provvedimenti di mobilità. In particolar modo riteniamo di dover sottolinearne gli aspetti più controversi e contraddittori, tra questi:
1.             Nelle lettere di assegnazione non viene prevista una data indicativa  per il rientro nel servizio di appartenenza, lasciando nell’incertezza e nella precarietà sia il personale interessato che l’Unità Operativa di provenienza;
2.             Viene fatto riferimento all’esigenza di “assicurare la continuità assistenziale” come se questa non dovesse  essere garantita in tutti i servizi, sia ospedalieri che territoriali;
3.             Viene assegnato temporaneamente al P.O. G.B. Grassi anche il Personale che, in riferimento al giudizio d’idoneità, ha presentato ricorso, quando sarebbe stato opportuno e necessario utilizzare il “principio di precauzione”, senza procedere al trasferimento  fino all’ esito definitivo del ricorso stesso, onde evitare di mettere a rischio la salute dei lavoratori interessati;
4.             Il criterio dell’età anagrafica, è stato utilizzato senza tener conto né dei livelli quantitativi/qualitativi di assistenza necessari per i vari Servizi e Strutture, né dei carichi di lavoro, dell’ “esposizione al rischio” e delle specifiche tipologie, dentro una logica esclusiva di “saccheggio” dei Servizi Territoriali, in assenza di una cultura di Integrazione Socio-Sanitaria.
    La situazione e lo stato in cui versano i Presidi Ospedalieri e i Servizi Socio-Sanitari tutti è caratterizzata, oggi più che mai, da non poche difficoltà e criticità. La maggior parte di queste è evidentemente legata alla carenza di Risorse Umane e Professionali, in grado di garantirne la piena e completa funzionalità.  A questo hanno concorso, e concorrono, diversi fattori: dal blocco delle assunzioni, del turn-over, che peraltro non permette quel necessario ricambio nei e tra i servizi e strutture, e politiche di Gestione del Personale caratterizzate da criteri e comportamenti arbitrari e discrezionali, come andiamo segnalando  e denunciando sin dal 2008.
      I provvedimenti adottati dalla Direzione Aziendale, utilizzando lo strumento della “mobilità d’urgenza”, quindi, non hanno contribuito, e non contribuiscono, ad affrontare e risolvere “l’emergenza” che ormai non è più un fattore “stagionale” e/o episodico, ma elemento strutturale e di sistema. Considerando inoltre che la stessa mobilità d’urgenza “…avviene nei casi in cui sia necessario soddisfare le esigenze funzionali delle strutture aziendali in presenza di eventi contingenti e non prevedibili (CCNL – Comparto Sanità)” quindi, appare oggi più che mai uno strumento utilizzato impropriamente, dettato più dall’urgenza, dall’approssimazione, dalla assenza di una capacità programmatrice ed organizzativa e dalla mancanza di una visione d’insieme in merito alle problematiche e criticità esistenti, alle condizioni di vita e di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori  e soprattutto a quelle riguardanti la salute dei cittadini che vivono nel Territorio.
   La problematica della carenza del personale, proprio in ragione dell’insieme dei provvedimenti economico-finanziari (Legge di stabilità, Piani di rientro, Spending review, Blocco delle assunzioni e del Turn-over, ecc.), è destinata a divenire sempre più gravosa e non si può pensare, quindi, che possa essere affrontata, anche in un prossimo futuro, attraverso provvedimenti dettati, esclusivamente, dal carattere d’urgenza e dalla provvisorietà.
       Quello che riteniamo, quindi, non sia più rinviabile ed eludibile,  è l’avvio di una seria programmazione e organizzazione dell’insieme delle attività delle Strutture e dei Servizi Socio-Sanitari e una più oculata e trasparente distribuzione, collocazione e razionalizzazione del Personale tutto consentendo, al contempo, sia il potenziamento di quei Servizi Socio-Sanitari integrativi ( C.A.D, Cure Primarie, ecc.) e di interesse sociale (Ser.T, C.S.M., Consultori, ecc.) sia la funzionalità stessa dei Presidi Ospedalieri (C.P.O. – G.B. Grassi) in rapporto alle Risorse Umane e Professionali realmente esistenti.
      E’ quindi compito dell’Amministrazione evidenziare le criticità  e definire le strategie aziendali, le priorità, predisporre e attuare le soluzioni, secondo criteri, che garantiscano il principio del buon andamento della pubblica amministrazione e, in ottemperanza a ciò, assolvere al compito ed al dovere di predisporre gli atti corrispondenti essenzialmente in base ai principi di efficienza, di efficacia e di appropriatezza.
      Una programmazione ed organizzazione che sia in grado di rispondere, in termini quantitativi/qualitativi, ai bisogni e ai diritti di salute delle persone, nel rispetto della professionalità, dei diritti e della dignità stessa di ogni singola/o lavoratrice e lavoratore.
      Come Cobas Asl Rm/D pensiamo che su tali questioni sia necessario avviare un confronto di merito che veda partecipi e coinvolte le Istituzioni interessate, le Parti Sociali, Sindacali e le Associazioni del Territorio. 
  Distinti saluti.

p. il Cobas Asl Rm/D
le/i Delegate/i R.S.U.
Corrado Minioto   Cesare  Morra   Claudia Piermaria

             




              Prot. ASL Rm/D
              n° 67381 del 04 agosto 2014  

giovedì 10 luglio 2014

Conferimento incarico per il Progetto di implementazione del Codice Etico aziendale - Deliberazione n° 248 del 24.06.2014.



Al Presidente e Commissario alla Sanità della Regione Lazio
On. Nicola Zingaretti
Al Sub-Commissario ad Acta
Dr. Renato Botti
Al Direttore Generale
Dr.Vincenzo Panella
Al  Direttore Sanitario
D.ssa Flavia Simonetta Pirola
Al  Direttore Amministrativo f.f.
Dr. Filippo Coiro
Al  Direttore Area Risorse Umane e Affari Generali
Dr. Filippo Coiro

E,p.c.   Al Consiglio delle/dei Delegate e Delegati RSU




 La scrivente O.S. ha preso visione dell’ Atto Deliberativo n° 248 con il quale la Direzione Aziendale della Asl Roma D, in data 24.06.2014, ha conferito un incarico, ex Art. 15 octies del D.Lgs. n° 502/92 e s.m.i. della durata di un anno,  eventualmente prorogabile di un altro anno, al Dr. Gerardo Bruno Antonio Corea, in qualità di Dirigente Medico Legale, per l'attuazione del progetto di “l'implementazione del Codice Etico aziendale, con particolare riferimento all'attivazione delle procedure di controllo e di valutazione dei percorsi di assistenza domiciliare  ed inserimento in hospice e all'incremento delle valutazioni di rischio clinico in tali ambiti”.
 Tale “Progetto”, da svolgersi in staff con la Direzione Strategica Aziendale, rientra tra gli obiettivi del Piano Sanitario Nazionale per l'anno 2013 per i quali, con DCA n° U00531 del 31.12.2013 e n° U00151 del 08.05.2014, sono stati assegnati “ fondi vincolati alla Regione Lazio dal Ministero della Salute”.   
Con la suddetta Delibera è stato affidato, quindi, un incarico al Dr. Gerardo Bruno Antonio Corea, in base al comma 8° del Art.15 del D.Lgs.502/92, con il quale l’Azienda ha stipulato un contratto, per l'attuazione del progetto suddetto, di natura privata, a tempo determinato, di un anno, rinnovabile, con un costo complessivo di 105.128,61€.
 La O.S. scrivente, anche in considerazione della situazione econonomico/finanziaria generale e delle gravi difficoltà in cui sono costrette, ormai da anni, a operare le AA.SS.LL. del SSN, in modo particolare quelle sottoposte ai Piani di Rientro dal debito sanitario, tenute ad attuare reiterati tagli ai costi, ha più volte evidenziato e segnalato, nell’ambito delle attività riguardanti le prerogative sindacali svolte in questi anni, quei comportamenti, quelle azioni e quei provvedimenti adottati dalle  Direzioni Aziendale succedutesi che apparivano non pienamente rispondenti alle esigenze e priorità aziendali e, in alcuni casi, in contrasto anche con i principi di trasparenza, di efficienza ed efficacia, che devono essere sempre osservati nella gestione delle risorse economiche di una Azienda Pubblica.
  La Scrivente O.S. solleva, altresì, perplessità in merito ad alcune scelte che appaiono, appunto, in contrasto con le esigenze di razionalizzazione e risparmio più volte richiamate, peraltro, ancora oggetto degli indirizzi, degli orientamenti anche normativi e legislativi, nonché quelli propriamente legati alla Spending Review.
In un sistema, infatti, in cui il risparmio forzato imposto alle AA.SS.LL.,  sta ormai avendo ripercussioni sui livelli quantitativi/qualitativi dei servizi, delle attività e delle prestazioni erogate ai cittadini/utenti, “il costo” del “Progetto per l'implementazione del Codice Etico” (circa 100.000,00 €. eventualmente incrementabili) appare, non solo in contrasto con il quadro di riferimento normativo nazionale e regionale di razionalizzazione e contenimento dei costi, ma, per alcuni aspetti, si rileva come un atto “moralmente ed eticamente discutibile”.
Infatti,  pur se  finanziato da fondi vincolati che, si ricorda, sono in ogni caso appartenenti al Bilancio Pubblico, emerge forte il contrasto tra tale scelta e le enormi difficoltà che sta attraversando il Servizio Sanitario Pubblico (v. carenza del personale, tagli di beni e servizi anche di prima necessità come sapone per la detersione, carta monouso per lettini,  toner, carta igienica, ecc. per non parlare della questione degli arretrati dei “Fondi di Produttività 2006/2009, ancora non definitivamente risolta nella Asl Roma D).
Una ulteriore perplessità, in merito all’'affidamento del progetto, riguarda la scelta di affidare l’incarico ad un soggetto esterno, adducendo la motivazione che “all'interno dell'Azienda non è rinvenibile una figura professionale in possesso della necessaria qualificazione e competenza in materia”.
 Non si comprende, però, se, e in base a quali motivazioni e modalità sarebbe stata accertata tale “mancanza di professionalità” all’interno dell’Azienda.            
Quali sarebbero, per esempio, le caratteristiche professionali che renderebbero il profilo curricolare del Dr. Gerardo Bruno Antonio Corea idoneo allo svolgimento della attività in oggetto e che non sarebbero, invece,  rinvenibili in nessuna delle professionalità interne aziendali?
 E' stata fatta,  per esempio,  una attenta e approfondita verifica e selezione, anche mediante uno specifico bando,  tra le figure dirigenziali  e professionali  già operanti all’interno dell’Azienda, che, peraltro avrebbero potuto portare un maggior contributo di conoscenza ed esperienza in rapporto alla realtà di riferimento?
Scrivente O.S. ribadisce, in ragione di quanto sopra rappresentato, che ogni scelta, ogni azione, riguardante anche l'adozione da parte della Direzione Aziendale di atti e provvedimenti, soprattutto quelli che implicano oneri a carico del SSN, debbano essere corrispondenti e coerenti, in relazione alle reali esigenze e priorità aziendali, in ordine sia alle prestazioni socio/sanitarie assistenziali da erogare ai cittadini utenti, sia per quanto riguarda il riconoscimento dei diritti e il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori.
La Scrivente O.S. chiede, quindi, una rivalutazione della opportunità dell'atto di conferimento dell'incarico al Dr. Gerardo Bruno Antonio Corea ed una effettiva verifica se tale “eventuale” compito possa essere, invece, svolto nel quadro delle risorse e delle competenze umane e professionali aziendali.
      Distinti saluti


  
                                           p. il Cobas Asl Rm/D
   le/i Delegate/i R.S.U.
                                            Corrado Minioto – Cesare Morra – Claudia Piermaria

Prot. Asl Rm/D
n°59430  del 8 luglio 2014