lunedì 10 giugno 2013

Deliberazione n° 300 del 14.03.2013 - mobilità in entrata di un Collaboratore Amministrativo Professionale - Gestione delle Risorse Umane e Professionali.


                        Al Commissario Straordinario
                      Dr. Alessandro Cipolla
           Al Direttore Sanitario
                                     Dr.ssa Anna Rosalba Buttiglieri
                            Al Direttore Amministrativo f.f.
            Dr.  Filippo Coiro
                                                           Al Direttore Area Risorse Umane e Affari Generali
          Dr. Filippo Coiro
                       e, p.c.  Al Consiglio dei Delegati della R.S.U.


  Scrivente O.S.  è venuta a conoscenza di un’ulteriore autorizzazione per un provvedimento di mobilità in entrata.
Come già rappresentato con nota prot. n° 41296 del 06.05.2013, pur ritenendo tali provvedimenti utili, se si considera la grave carenza di personale divenuta sempre più drammatica a causa del prolungato blocco delle assunzioni, del turn over e dei  provvedimenti legati alla spending review, alla legge di stabilità, ecc., scrivente O.S. non può non ribadire che tali disposizioni continuano ad essere realizzati senza alcuna chiarezza in merito alle ragioni, alle priorità e alle necessità organizzative e funzionali dell’Azienda.
Inoltre, ancora una volta, la mobilità in entrata è stata autorizzata in modo discrezionale, senza tener conto di quei principi di trasparenza, correttezza ed equità, che dovrebbero essere alla base delle Politiche di Gestione delle Risorse Umane. Politiche che, nel corso di questi anni, hanno prodotto (v. trasferimenti, collocazioni, comandi, mobilità, ecc.) un clima di incertezza e confusione, nonché di ingiustizia e disparità tra le lavoratrici e i lavoratori, poiché assunti al di fuori di qualsiasi regola di programmazione e razionalizzazione in merito alla collocazione e all’utilizzo delle Risorse Umane e Professionali realmente esistenti, aggravando in questo modo le criticità e le problematiche nelle strutture e nei servizi socio-sanitari.
Nonostante le osservazioni, i dubbi e le perplessità più volte espressi da questa O.S. sulla Gestione delle Politiche delle Risorse Umane, anche in merito all’adozione di alcune mobilità in entrata (v. Nota/Documento  del 12/02/2013 Prot. n° 14296), autorizzazione al trasferimento di un Collaboratore Professionale Esperto - Infermiere - Caposala  (Deliberazione n° 130 del 13.12. 2012) e dell' autorizzazione in entrata di un  Dirigente Sociologo - Area Dirigenza Sanitaria Tecnica Amministrativa (Deliberazione n° 647 alla dell'08.11. 2012) si assiste ora all’ennesimo provvedimento di autorizzzione alla mobilità in entrata di un Collaboratore Amministrativo Professionale a decorrere dal 16.04.2013 (Deliberazione n° 300 del 14.03.2013) che non sembra attualmente corrispondere alle effettive esigenze e priorità aziendali, se si considera la grave carenza di figure professionali sociali, sanitarie e tecniche e tenuto altresì conto degli oneri derivanti da tali provvedimenti a carico del bilancio aziendale. In questo modo, inoltre, vengono ignorati quei principi e quei criteri di razionalizzazione e risparmio richiamati dalle direttive e disposizioni nazionali e regionali in merito alle esigenze di revisione e controllo della spesa pubblica e di attuazione del Piano di Rientro dal debito sanitario.
Ci si chiede, inoltre, a quale urgenza corrisponda e con quali criteri sia stata decisa  l’assegnazione/collocazione della suddetta Unità, all’interno della Direzione Amministrativa del G.B.Grassi, viste le difficoltà in cui si trovano ad operare molte Unità Operative anche presso la Sede Aziendale di Casal Bernocchi. 
Tale serie di provvedimenti appare alquanto singolare poiché la Direzione Aziendale, in tutti questi anni, non ha minimamente affrontato in modo organico e funzionale quella Ricognizione del Personale prevista nei Piani Operativi 2011 - 2012 di cui al DCA 113/2010 che era, per l’appunto, finalizzata alla riorganizzazione dei Servizi, delle Strutture e delle attività, sulla base delle risorse umane e professionali realmente disponibili.
  A tali, provvedimenti, peraltro, si vanno ad aggiungere una serie di trasferimenti interni di personale, soprattutto infermieristico, che sono stati promossi e autorizzati malgrado il perdurare dell’assenza di una Direzione delle Professioni Sociali e Sanitarie (SAI Aziendale).
Non si comprende, quindi, da chi, e con quali criteri di razionalizzazione e funzionalità organizzativo/gestionale, vengono assunte tali decisioni. Tutto ciò, peraltro, riteniamo vada ulteriormente a compromettere quelle criticità e quelle problematiche legate alla grave carenza del personale all’interno delle singole strutture, servizi e reparti.
   Scrivente O.S. ribadisce, quindi, ancora una volta, la necessità di definire in modo chiaro e trasparente quelle condizioni necessarie per ridare certezza del diritto, attraverso scelte e comportamenti chiari ed oculati in merito all’uso, alla gestione e alla distribuzione delle Risorse Umane e Professionali.
   Riteniamo, pertanto, non più rinviabile, a tal fine,  la definizione di un quadro di regole certe (graduatorie, avvisi e bandi di mobilità, ecc.) nel pieno ed esclusivo rispetto dei principi di equità, correttezza e trasparenza, indispensabili anche per realizzare una programmazione, organizzazione e ottimizzazione nella gestione degli uffici, dei servizi e dei reparti, in rapporto all’organizzazione del lavoro, alle dotazioni e alle carenze organiche.

              Distinti saluti

              Prot. Asl Rm/D
              n° 53633  del 10/06/2013


                                                                                        p. il Cobas Asl  Rm/D
                    le/i Delegate/i R.S.U.
                      Corrado Minioto - Cesare Morra -  Claudia Piermaria

domenica 19 maggio 2013

Centro di Educazione Motoria ( Cem) - Collocazione definitiva Lavoratrici e Lavoratori ex INRCA.



                                                                   


                                                          
          Al Presidente e Commissario alla Sanità 
          della Regione Lazio 
          On. Nicola Zingaretti 
e.p.c. Al Direttore Generale f.f. 
          Dr. Alessandro Cipolla 
          Al Direttore Sanitario Aziendale 
          Dr.ssa Anna Rosalba Buttiglieri
          Direttore Area Risorse Umane e Affari Generali
         Dr. Filippo Coiro 
        Al Consiglio delle Delegate e dei Delegati  R.S.U.    


                                                                         


Scrivente O.S., è venuta a conoscenza della Sua volontà di portare a soluzione la delicata vicenda del Centro di Educazione Motoria (Cem) di Via Ramazzini, gestito dal 1956 dalla Croce Rossa Italiana dopo che, la stessa, ne aveva dato l’annuncio della chiusura definitiva dal 1 giugno prossimo, a causa della carenza di fondi.
 La paventata chiusura della struttura metterebbe a rischio la continuità curativa, riabilitativa e assistenziale dei circa cinquanta pazienti, con gravissime disabilità psico fisiche, e avrebbe, inoltre, delle pesanti ricadute sul destino professionale-lavorativo-occupazionale dei 114 operatori sino ad oggi impegnati con competenza nelle relative attività.
Tra gli aspetti e le problematiche emerse, oltre a quelli economici e finanziari, ci sarebbero, come è stato dichiarato, quelli riguardanti il rispetto delle norme e dei requisiti di sicurezza della struttura di Via Ramazzini che ospita attualmente il Cem; motivi per i quali sarebbe stato da Lei stesso ipotizzato, il trasferimento delle attività del Cem presso uno dei padiglioni del Forlanini.
Scrivente O.S. ritiene, in ogni caso, fondamentale e prioritaria la difesa del diritto alla cura e alla salute dei pazienti seguiti presso la struttura, nonché la salvaguardia dei livelli occupazionali di tutte le operatrici e gli operatori attualmente presenti e che costituiscono, per il rapporto sino a oggi realizzato attraverso il contatto costante e quotidiano con i pazienti, un patrimonio di conoscenze, di saperi, di competenze umane e professionali indispensabile per garantire quei necessari percorsi curativi e riabilitativi.
La scrivente O.S. nell’auspicare una definitiva e positiva soluzione della suddetta problematica, in grado di riportare sicurezza e serenità nei pazienti, nelle loro famiglie e in tutte/i le operatrici e operatori interessati, chiede che venga affrontata e risolta, nel contempo, anche la questione delle lavoratrici e dei lavoratori  ex INRCA.



Infatti, come si ricorderà, a seguito dell’accordo sottoscritto dall’allora Commissario alla Sanità per la Regione Lazio, On. Bondi il 31/12/2012, 56 dei 117 dipendenti dell’INRCA vennero improvvisamente trasferiti con un “blitz” di fine anno  alla ASL Roma D, calpestandone tutele, diritti e  dignità umana e professionale. Il provvedimento assegnava anche la gestione del C.E.M. alla Asl Rm/D che avrebbe dovuto subentrare alla Croce Rossa assumendone la gestione, sostituendo, in questo modo, i lavoratori precari della Croce Rossa e mettendo gli stessi sotto il rischio costante della  perdita di lavoro.
Peraltro, dall’1 gennaio 2013 a oggi, non c’è stata nessuna chiara assunzione di responsabilità in merito alla definizione di questa delicata questione; infatti, mentre il C.E.M. continua ad assicurare l'assistenza con il personale precario della Croce Rossa che già in precedenza garantiva l’assistenza in quella struttura (prorogando i contratti mese per mese) le lavoratrici e i lavoratori ex INRCA, inseriti nei ruoli Regionali, sono ancora  in una posizione non definitivamente chiarita (comando) presso la Asl Rm/D. Una sistemazione avvenuta, vista la mancanza di chiarezza, senza che vi sia stata, in un ottica di sana gestione aziendale, un’effettiva, concreta e razionale valutazione del loro attuale utilizzo.
Ciò, riteniamo, ha contribuito ad approfondire quel clima d’incertezza, confusione e precarietà che ha finito per accentuare contraddizioni e criticità nelle varie strutture e servizi socio sanitari in una situazione che vede sempre più messa a rischio la continuità dei livelli quantitativi/qualitativi assistenziali.   
Attualmente nell’Asl Rm/D ci troviamo dinanzi ad una situazione paradossale che vede, da una parte servizi e reparti al limite della paralisi, le cui attività vengono “garantite” attraverso turni insostenibili di lavoro in straordinario per mancanza di personale (peraltro con  conseguenze che ciò può comportare per la salute e per le condizioni psico – fisiche per le/gli stesse/i operatrici e operatori) e dall’altra con un’ immissione di personale assegnato e collocato senza tener conto delle priorità e delle effettive esigenze dell’azienda.
Come Cobas dell’Asl Rm/D chiediamo che vengano attivate tutte le procedure e le iniziative necessarie per favorire la collocazione degli operatori ex INRCA,  in tutte le strutture della Regione Lazio che si trovano in carenza del personale, tenendo conto, nell’eventuale assegnazione, delle loro esigenze e necessità, soprattutto  per quanto riguarda la vicinanza con la propria sede di residenza.
Analogamente per coloro che resteranno presso l’azienda Asl Rm/D si dovrà procedere ad una immissione in ruolo attraverso  percorsi di  assegnazione definitivi a partire dalle maggiori criticità, garantendo i necessari ed ineludibili criteri di equità  e trasparenza.
Scrivente O.S., coglie infine  l’occasione per segnalare la perdurante assenza (circa sei mesi),  presso l’Asl Rm/D,  di una Direzione nella rete delle Professioni Sociali e Sanitarie che sta, di di fatto, disperdendo un patrimonio tecnico professionale affidando, aspetti di ordinaria amministrazione a Dirigenti amministrativi, che non hanno una specifica competenza in materia e a una Direzione Sanitaria dimostratasi sino ad oggi completamente assente ed inadeguata, accentuando, in questo modo, il clima di confusione, precarietà e indeterminatezza  all’interno dell’Asl Rm/D.
Certi dell’attenzione che vorrà porre alle problematiche suddette si coglie l’occasione per porgere cordiali saluti.

Prot. Asl Rm/D
n° 43890 del 13/05/2013

           
                                                           p. Il Cobas Asl Rm /D
le/i Delegate/i RSU
Corrado Minioto – Cesare Morra – Claudia Piermaria
 

giovedì 9 maggio 2013

Gestione delle risorse Umane e Professionali – trasferimenti/assegnazioni/mobilità in entrata/cambi contestuali.


               Al Direttore Generale f.f.
                      Dr. Alessandro Cipolla
           Al Direttore Sanitario
                                     Dr.ssa Anna Rosalba Buttiglieri
                      Al Direttore Amministrativo
                     Dr.  Alessandro Cipolla
                                                              Al Direttore Area Risorse Umane e Affari Generali
        Dr. Filippo Coiro
                     e, p.c.  Al Consiglio dei Delegati della R.S.U.




         Scrivente O.S. è venuta a conoscenza di ulteriori autorizzazioni per mobilità in entrata da altre Asl e Aziende Ospedaliere e di cambi contestuali tra dipendenti.
     
         Provvedimenti, riteniamo, utili e indispensabili, se si considera la grave carenza di personale  che, peraltro, diventa ogni giorno più drammatica per il prolungato blocco delle assunzioni, del turn over, per i provvedimenti legati alla spending review, alla legge di stabilità, ecc.. Tuttavia, se tali provvedimenti vengono realizzati in assenza di criteri di trasparenza, correttezza ed equità, rischiano di essere assunti discrezionalmente come risposta  a fattori e fenomeni di favoritismo, alimentando ulteriormente quel sistema, non certo trasparente e funzionale, che ha caratterizzato, in questi anni, le Politiche di Gestione delle Risorse Umane. Un sistema che ha finito per favorire non quei necessari processi di razionalizzazione e riorganizzazione delle strutture e dei servizi socio sanitari,  ma un clima di incertezza e  confusione, nonché di ingiustizia e disparità tra le lavoratrici e i lavoratori.

        Questa O.S.. ha avuto modo più volte  di segnalare e denunciare la  Gestione delle Politiche delle Risorse Umane e Professionali all'interno della Asl Rm/D e, anche di recente,  ha espresso dubbi e perplessità (v. Nota/Documento  del 12/02/2013 Prot. n° 14296) in merito anche  all'adozione di alcuni provvedimenti, riguardanti l'autorizzazione  di alcune mobilità in entrata (v. autorizzazione  di un Collaboratore Professionale Esperto - Infermiere - Caposala - Deliberazione n° 130 del 13.12. 2012) e dell' autorizzazione in entrata di un  Dirigente Sociologo - Area Dirigenza Sanitaria Tecnica Amministrativa ( Deliberazione  n° 647 alla  dell' 08.11. 2012 ).
Risulta, inoltre, che alcune mobilità realizzate attraverso la formula del "cambio contestuale" abbiano poi visto, presso l' Asl Rm/D,  un'assegnazione non propriamente corrispondente rispetto al cambio richiesto ed ottenuto. 

         Tra gli aspetti  più delicati la scrivente O.S. segnala, soprattutto, i criteri con i quali vengono valutate le varie  richieste  di mobilità. Tenuto conto, infatti, che risultano esserci, da parte di lavoratrici e lavoratori, diverse richieste in tal senso, non si comprende in base a quali priorità alcune di queste vengono considerate, rispetto ad altre che restano in attesa di un pur minimo riscontro. Non può, in assenza di regole certe, non sorgere il dubbio che, su determinate scelte, pesino ben altre motivazioni, magari frutto di "sponsor" e/o  "pressioni" di vario genere. 

         Scrivente O.S. ritiene, quindi, più che mai fondamentale ed ineludibile che le Politiche di Gestione delle Risorse Umane e Professionali siano improntate alla massima limpidezza,  realizzando un corretto, coerente e trasparente sistema di regole in materia di trasferimenti, mobilità, collocazioni e assegnazioni. Ciò si rende oggi più che mai indispensabile per far fronte alle gravi e profonde criticità e alle varie carenze organizzative/funzionali delle varie strutture  e servizi socio sanitari, causate dalla scarsità di Risorse Umane e Professionali e per riaffermare, contemporaneamente, certezza del diritto, nonchè tutela e dignità umana e professionale per ogni singola/o lavoratrice e lavoratore.

         Scrivente O.S. coglie altresì l'occasione per segnalare e denunciare il ritardo della Direzione Aziendale nel provvedere a risolvere e colmare il vuoto venuto a crearsi nella Direzione delle Professioni Sociali e Sanitarie  (SAI Aziendale) che rappresenta, in un momento così delicato, un elemento fondamentale per affrontare le gravi emergenze presenti nelle strutture e nei servizi socio sanitari anche ai fini della realizzazione di quella Ricognizione del Personale, prevista nei Piani Operativi 2011 - 2012 di cui al DCA 113/2010 finalizzata alla riorganizzazione dei Servizi, delle Strutture e delle attività, sulla base delle risorse umane e professionali realmente disponibili.

         Scrivente O.S. chiede pertanto un intervento sulle questioni sopra rappresentate e  l'immediata definizione in merito alle problematiche derivanti dall'assenza di una Direzione nella rete delle Professioni Sociali e Sanitarie. 
 
Distinti saluti  

Prot. Asl Rm/D
n° 41296 del 6 maggio 2013


                                                                                      p. il Cobas Asl  Rm/D
                    le/i Delegate/i R.S.U.
                       Corrado Minioto - Cesare Morra -  Claudia Piermaria

giovedì 2 maggio 2013

La musica è finita gli…“Amici degli Amici” se ne vanno!!!



        Scrivente O.S. prende atto che la Direzione dell’Azienda ASL Rm/D non ha proceduto ad un ulteriore rinnovo degli incarichi assegnati a professionisti esterni per attività di consulenza.


Consulenze e Incarichi che, ricordiamo, furono conferiti per la durata di un anno ad aprile 2011 e prorogati, a settembre 2011, con ampio anticipo rispetto alla loro scadenza naturale, per ulteriori 12 mesi – fino al 31.03.2013 ( n° 2) e al 30.04.2013 ( n° 1 ).

L’incredibile, se non vergognosa, proroga degli incarichi ha finito per vincolare i vertici aziendali, malgrado il quadro di incertezza e precarietà che ha contraddistinto, in questi anni, la gestione Aziendale attraverso il susseguirsi di molteplici e inammissibili avvicendamenti (Commissari, Sub-Commissari e Direttori f.f.) senza che siano mai state rese effettivamente chiare e trasparenti non solo le motivazioni, ma le posizioni, le funzioni, i ruoli svolti e la presenza stessa dei richiamati professionisti, in rapporto alle priorità e alle effettive esigenze funzionali/organizzative dell’Azienda ASL RM/D.

Tali consulenze e incarichi hanno, oltretutto, comportato un gravoso onere per l’Azienda (circa 400.000,00 euro complessivi) e, questo, mentre sempre più si faceva sentire il peso dei tagli previsti dalla Spending review, dai Piani di rientro del debito sanitario, con i tagli del personale, con pesanti e gravi ricadute  sulla qualità dei servizi offerti (v. mense, pulizie, gestione sportello unico integrato – CUP e back-office, manutenzioni) con evidenti rischi anche di conseguenze occupazionali per il personale interessato.

Come Cobas ASL RM/D ribadiamo che la difesa del servizio pubblico passa attraverso una coerente e incisiva lotta agli sprechi, alle clientele, ai favoritismi e che questo possa avvenire solo superando la visione spartitoria e una concezione della gestione aziendalista della Sanità Pubblica e se si avviano quei reali processi e percorsi di gestione partecipata e democratica, nell’interesse e nella difesa di quel Bene e di quel Diritto alla Salute sancito dalla stessa Costituzione.

Tale decisione mette, in ogni caso, fine ad una situazione protrattasi fin troppo e più volte segnalata e denunciata da questa O.S. con note e segnalazioni agli Organismi aziendali, regionali, nonché alla Procura della Corte dei Conti.
Auspichiamo, quindi, che tali fenomeni di malcostume, di spreco di denaro e risorse pubbliche e di mala gestione non abbiano più a ripetersi, ed in ogni caso, continueremo a vigilare,  a segnalare e a contrastare ogni atto tendente ad interferire con una trasparente e corretta Gestione della Cosa Pubblica.
Roma, 02 maggio 2013            
Cobas Asl Rm/D

sabato 20 aprile 2013

G.B. Grassi e C.P.O. in emergenza...? Diciamola tutta!!!



     Con riferimento alle condizioni delle Strutture e dei Servizi Soci Sanitari è indubbio che ci troviamo davanti ad una situazione difficile, se non drammatica, ma “l’emergenza” di cui tanto si parla non è il frutto di un’improvvisa calamità, ma ha ragioni e responsabilità ben precise ed individuabili che dipendono, e ciò non può e  non deve essere dimenticato e rimosso, dal blocco del turn-over, delle assunzioni, dalle Leggi di stabilità, dai Piani di rientro, ecc., e, soprattutto,  dai processi di depotenziamento, di smantellamento della Sanità Pubblica tendenti a favorire politiche di  privatizzazione ormai in atto già da tempo.

     Tale situazione è, però,  anche il prodotto e la conseguenza di un’assenza di programmazione e di scelte dettate dal pressappochismo.

     Basti vedere che, mentre da una parte  si denunciava  la carenza del personale dall’altra veniva aperto presso l’Ospedale G.B. Grassi il reparto di Sub – intensiva con personale assunto a tempo determinato in occasione dell’influenza H1N1 e, più recentemente, “l’apertura” propagandistica di “Presidi di Medicina Scolastica” e persino di un fantomatico "Pronto Soccorso Scolastico".
A rendere ulteriormente più gravose le problematiche e le criticità esistenti  sono state, soprattutto, le “Politiche di Gestione delle Risorse Umane e Professionali” realizzate, nel corso di questi anni, attraverso mobilità, trasferimenti, comandi, ecc., con logiche e criteri che nulla hanno avuto a che vedere con le esigenze, i criteri di priorità, di efficienza e di funzionalità delle varie strutture e dei Servizi Socio Sanitari.

     Da anni come Cobas  andiamo dicendo, segnalando e denunciando tutto ciò, mentre molti per troppo tempo sono stati conniventi e complici silenti.

     Ora tutti si stracciano le vesti e “scoprono” l’emergenza; speriamo che di necessità si faccia virtù, ma nessuno pensi e/o si illuda che si possa cancellare la memoria per far credere che le vacche la notte sono tutte nere…


Il Cobas ASL RM/D invita tutte/i le lavoratrici ed i lavoratori a partecipare  all'Assemblea indetta dalla RSU,
per il giorno 24 aprile 2013 alle ore 11:00,
presso l'ospedale G.B. Grassi (Sala Sinibaldi)

giovedì 11 aprile 2013

Fondi di Produttività……. Facciamo un po’ di chiarezza!!!!




Sui Fondi di Produttività e, soprattutto, per quanto riguarda il pagamento delle spettanze alle lavoratrici e ai lavoratori del Comparto avvertiamo il rischio, per mancanza di una sufficiente e corretta informazione, se non delle maldestre manipolazioni dei fatti, che si alimenti un clima di confusione e di incertezza che, riteniamo, non sia utile alla chiarezza e alla comprensione della problematica in questione.
E allora proviamo a diradare quel fumo che rischia di non far vedere realmente come stanno le cose.

Per i Fondi riguardanti gli anni 2010 -2012, si precisa che quelli riferibili agli anni 2010 e 2011 sono stati già pagati, mentre per quelli relativi al 2012 è previsto il pagamento del saldo (circa 200 euro più o meno) con la retribuzione del mese di aprile 2013. 

Ciò che, invece, ancora non è stato definito è il pagamento degli arretrati riguardanti i fondi della produttività per gli anni 2006 - 2007 - 2008 - 2009, così come sono stati rideterminati con Deliberazione Aziendale n° 476 del 30 dicembre 2011.

Come Cobas dell’Asl Rm/D abbiamo più volte e da subito segnalato e denunciato questa situazione, anche quando erano in molti a far finta di nulla e orecchie da mercante, magari con la speranza che tutto venisse rimosso e/o passasse nel dimenticatoio.

Ma noi né dimentichiamo, né rimuoviamo perché:

Riteniamo che le lavoratrici e  i lavoratori, abbiano il sacrosanto diritto di vedersi riconosciuto quel minimo che gli spetta, specialmente e, soprattutto, quando non si sono risparmiate risorse per pagare onerose ed inutili consulenze, quando si è assistito alle vergognose ruberie alla Regione Lazio, quando vedono cancellato continuamente il diritto al rinnovo del contratto, quando vedono peggiorare sempre più le proprie condizioni di vita e di lavoro, mentre aumentano le ricchezze e i profitti dei soliti noti.

Basta con le chiacchiere e con i  distintivi….
le lavoratrici ed i lavoratori sono stanchi di aspettare
Servono risposte…..ORA!!!

10/04/13

SIAMO STATI FACILI PROFETI.





                                                                        
Questi sono degli stralci di quanto noi COBAS segnalavamo   nella nota    Prot. Asl Rm/D  n°109619 del 12/12/2012    indirizzata  a tutti i dirigenti della ASL, all’Associazione Regionale Salute Mentale  Lazio e   al Consiglio delle Delegate e dei Delegati  R.S.U.  riguardo le problematiche e criticità Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura del P.O. G.B. Grassi.

“in particolare, risulta, come già segnalato più volte dalle operatrici e operatori del reparto, la questione riguardante la presenza di letti in soprannumero nel corridoio, presenza dovuta, indubbiamente, alla continua richiesta di ricoveri….
La presenza di letti nel corridoio, in ogni caso costituisce elemento di violazione della dignità e dei diritti della persona, ma riteniamo rappresenti in determinate circostanze, un ulteriore elemento di criticità e di difficoltà, se non di rischio, per persone ricoverate in particolari e complesse condizioni di alterazione delle funzioni cognitive. Ciò non facilita, certamente, il ruolo e il compito delle operatrici e degli operatori incaricati dell’assistenza, ma, soprattutto, le necessarie  condizioni di idoneità per il paziente ricoverato….
Non può inoltre non essere sottolineato, come tale situazione vada ad incidere nelle delicate e complesse condizioni psico-fisiche di queste persone che potrebbero trovarsi, a volte,  in uno stato di “contenzione ”….
Riteniamo che tali situazioni non favoriscano quei necessari percorsi, tendenti ad evitare che il ricovero psichiatrico si trasformi in un ulteriore elemento di tensione e di frattura anziché in un’ opportunità positiva, indispensabile all’interno del progetto terapeutico/riabilitativo….”
Da allora nulla è stato fatto
anzi la situazione si è ulteriormente aggravata,
gli episodi di violenza tra i ricoverati sono aumenti, richiedendo sempre più spesso l’intervento della magistratura e delle forze dell’ordine,
i letti in sovrannumero sono sempre più numerosi, (in questo momento abbiamo 23 posti letto occupati contro i 13 in cui è strutturato il reparto),
in queste situazioni è precluso agli operatori quel minimo per poter operare in condizioni di sicurezza e dignità professionale.
Già la precedente si concludeva nel seguente modo:
Scrivente O.S. chiede pertanto interventi tesi a garantire funzionalità, efficienza ed efficacia ai fini di una più idonea condizione qualitativo/assistenziale del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura dell’Ospedale G.B. Grassi a  tutela delle condizioni di vita e di lavoro degli operatori e nel rispetto della salute, dei diritti e della dignità stessa delle persone ricoverate.”
CHE ALTRO DEVE ACCADERE AFFINCHE’ SI AFFRONTI QUESTA VERGONOSA SITUAZIONE
09/04/13 

Cobas Asl Rm/D