venerdì 17 ottobre 2014

Deliberazione n° 468 del 17/09/2014 - Adesione a Federsanità – ANCI anno 2013 – Osservazioni e rilievi.



Al Direttore Generale
Dr. Vincenzo Panella
Al Direttore Amministrativo f.f.
Dr.Filippo Coiro
Al Direttore Sanitario
D.ssa Flavia Simonetta Pirola
Al Dirigente  U.O.C. AA.GG.  Studi e Documentazione
Dr. Marco Lapalorcia

e, p.c.     Al Presidente e Commissario alla Sanità
della Regione Lazio
On. Nicola Zingaretti
Al Sub-Commissario ad Acta
Dr. Renato Botti
Al Consiglio dei Delegati della R.S.U.


  Scrivente O.S. è venuta a conoscenza del provvedimento con il quale l’Azienda Asl Roma D ha approvato la adesione a Federsanità - Anci per l’anno 2014, Deliberazione n° 468 del 17 settembre 2014. Con tale atto viene deliberata l’adesione dell’Azienda Asl RomaD, mediante il versamento di un contributo associativo di € 9.000,00 alla Federsanità – Anci - Federazione Lazio , affinchè  l’Azienda  possa avvalersi delle diverse iniziative e dei servizi di supporto che Federsanità offre ai propri associati (AA.SS.LL., AA.OO e Comuni).
Scrivente O.S. aveva già segnalato agli Organi di Direzione della Asl, con la nota Prot. n° 58323 del del 24.06.13, osservazioni, dubbi e perplessità in merito alla adesione, alla stessa  Associazione, per l’anno 2013, (Deliberazione n° 1 del 11.06.2013), con la quale veniva inoltre prevista, in virtù di tale adesione annuale, la facoltà, per l’Azienda, di “acquisire un servizio di supporto per le Unità Operative Complesse dell’Area Tecnica e del Patrimonio”, poichè,  per le attività istituzionali di questi uffici, l’Azienda USL Roma D non aveva, secondo quanto sostenuto,   … ”al proprio interno, un adeguato numero di risorse per le attività di controllo, monitoraggio e redazione della documentazione di gara”…. per le numerose gare di appalto per nuovi servizi da esternalizzare o per il rinnovo di contratti in scadenza.
Ci si chiede, e si chiede, quindi, quali sarebbero state, in modo formale e sostanziale,  le attività di supporto rese da Federsanità, in questo anno, sia nell’ambito delle attività generali dell’Azienda, sia, soprattutto, quelle relative allo ”studio, l’analisi, la redazione dei documenti di gara ed al supporto durante le fasi di gara” che doveva essere fornito alle Unità Operative con “risorse inadeguate” e per le quali attività dovevano essere concordati dei compensi di volta in volta.
Considerato poi che, se tale quota venisse versata da ogni Azienda Sanitaria Locale, Azienda Ospedaliera, oltrechè dai Comuni, risulterebbero non irrisori gli oneri, le risorse economico-finanziarie a carico del Sistema Sanitario pubblico.
Appare singolare e contraddittorio poi il fatto che l’Asl Roma D, mentre versa una quota associativa alla Federsanità, che tra i compiti istituzionali  ha quello di “promuovere il collegamento diretto - tra gli enti associati – nell’ottica dell’integrazione dei servizi  sanitari e socio-sanitari con quelli socio-assistenziali”, allo stesso tempo non utilizza i finanziamenti, assegnati dal Comune di Roma con Determina Dirigenziale n° 2017 del 23.05.14,  per i soggiorni per gli utenti del Servizio di Salute Mentale (Nota Cobas Asl Roma D, Prot. n° 81265 de 01.10.2014).
Scrivente O.S. richiede, pertanto, considerato l’onere già sostenuto con il versamento della quota annuale, approvato con il richiamato Atto Deliberativo, che vengano esplicitate, in modo dettagliato, alle Strutture e alle Unità Organizzative Aziendali, le attività e le funzioni di supporto e di sostegno tecnico-giuridico effettivamente rese da Federsanità Anci - Lazio.

Distinti saluti               

Prot. Asl Rm/D
n° 85855 del 15/10/2014


                                                           
                  p. il Cobas Asl  Rm/D
                      le/i Delegate/
 Corrado Minioto - Cesare Morra -  Claudia Piermaria

mercoledì 1 ottobre 2014

Soggiorni per Utenti Salute Mentale.



Al Direttore Generale
Dr. Vincenzo Panella
Al Direttore Sanitario
D.ssa Flavia Simonetta Pirola
Al Direttore Amministrativo f.f.
Dr.  Filippo Coiro
Al Direttore Dipartimento Salute Mentale
Dr. Andrea Balbi
Al Responsabile U.O.P. C.S.M.
Dr. Massimo Di Colantonio

e, p.c.  All’Assessore Sostegno Sociale
 e Sussidiarietà del Comune di Roma
On. Rita Cutini
Al Dipartimento delle Politiche Sociali
Sussidiarietà e Salute del Comune di Roma
V.le Alessandro Manzoni, n° 16
00185 – Roma
Al Consiglio dei Delegati della R.S.U.

                Nell’ambito dei Programmi di Promozione della Salute, ogni anno, il Comune di Roma stanzia fondi, trasferendoli alle Aziende UU.SS.LL., per realizzare  interventi Socio-Sanitari tra i quali i soggiorni estivi per utenti del Servizio di Salute Mentale. Anche per quest’anno sarebbero stati assegnati finanziamenti, a tutte le Asl dal Dipartimento delle Politiche Sociali Sussidiarietà e Salute del Comune di Roma con Determina Dirigenziale n° 2017 del il 23/5/2014.      
            
                 I soggiorni vacanza rivestono, per gli utenti psichiatrici, ai fini di un loro reinserimento sociale, nonchè per le loro famiglie,  un momento particolarmente importante, nell’ambito di un programma terapeutico, nel quale si realizza e si rafforza un momento di aggregazione, intenso e costruttivo, tra operatori e utenti e tra gli stessi utenti. Peraltro nel periodo del soggiorno viene riconosciuto e valorizzato il lavoro e il percorso realizzato durante il corso dell’anno e viene, altresì, verificata e monitorata l’autonomia raggiunta da ogni singola/o utente; esso rappresenta, inoltre, per molti utenti, la prima ed unica occasione di allontanamento dalla realtà che quotidianamente e abitualmente vivono.
                   
               La scrivente O.S. è venuta a conoscenza che i soggiorni per gli utenti della Salute Mentale quest’anno, non sarebbero stati effettuati.



               Pur non conoscendo le motivazioni che hanno indotto la Direzione Aziendale, in tutte le sue articolazioni, a non effettuare i soggiorni di cui all’oggetto, la scrivente O.S. ritiene tale decisione fortemente lesiva dei diritti e delle aspettative degli utenti e delle loro famiglie, nonché limitante delle necessità e dei bisogni di salute di pazienti.
I programmi e i progetti terapeutici, infatti, prevedono, non solo terapie farmacologiche, consulenze psichiatriche, ecc., ma attività di riabilitazione e socializzazione, prerogative essenziali di un Servizio Territoriale per la Salute Mentale.

                  La scrivente O.S., sottolinea, inoltre, la preoccupazione che, il mancato utilizzo dei finanziamenti assegnati specificatamente dal Comune di Roma, possa in futuro compromettere ulteriori assegnazioni di contributi destinati a tale scopo.

                   Scrivente O.S. chiede, quindi, l’attivazione dei soggiorni di vacanza per i restanti mesi dell’anno; qualora ciò non dovesse essere possibile, chiede che la Direzione Aziendale si attivi verso il Dipartimento delle Politiche Sociali Sussidiarietà e Salute del Comune di Roma per rappresentare le ragioni per le quali i soggiorni suddetti non sono stati ancora effettuati, esprimendo, nel contempo, la propria volontà e il proprio impegno per una prossima realizzazione degli stessi.
                                                      
Distinti Saluti                                   
      
                        p. Il Cobas Asl Rm/D
                        le/i Delegate/i R.S.U.
Corrado Minioto – Cesare Morra – Claudia Piermaria



Prot. Asl
  n° 81265  del 1/10/2014

Il Cobas Asl Rm/D con le Lavoratrici e i Lavoratori della “Canados”



    

          Il Cobas dell'Asl Rm/D sostiene e solidarizza con tutte/i le lavoratrici ed i  lavoratori in lotta del cantiere navale Canados di Ostia.

          In un momento nel quale le famiglie vivono  schiacciate sotto il peso di una crisi economica e sociale, il governo Renzi, in accordo con la Confindustria, impone ulteriori politiche economiche e sociali antipopolari, calpestando e demolendo tutele e diritti (v.  Art. 18) e attuando riforme per una maggiore flessibilita, in nome di un’austerity che produce maggiore povertà e ulteriore precarietà e disoccupazione.

          Le/i lavoratrici/lavoratori dei cantieri navali “Canados” da lunedì 29/09/2014 sono in presidio davanti i cancelli dell'azienda per rivendicare il loro diritto al lavoro. Dopo ore, giorni e mesi di cassaintegrazione richiedono oraun incontro urgente con la Direzione Aziendale.

          L'azienda Canados, leader nel settore della cantieristica navale per le imbarcazioni di lusso, dopo aver usufruito di tutti gli ammortizzatori sociali, ad oggi ancora non si è pronunciata sul futuro degli 80 lavoratori.

          In un territorio come quello di Ostia, già fortemente morso dalla disoccupazione, la chiusura della Canados provocherebbe un ulteriore aggravamento delle condizioni economiche e sociali di molte famiglie.
        
         Chiediamo a tutta la cittadinanza, ai lavoratori precari, agli studenti ed alle realtà sociali e antagoniste, di sostenere la lotta delle lavoratricie dei lavoratori Canados, richiamando le istituzioni ad un intervento immediato e risolutivo, per ripristinare le normali condizioni di lavoro e di reddito, per il rilancio e lo sviluppo della cantieristica navale di Ostia.




Roma, 01 ottobre 2014


Cobas Asl Rm/D                        

Comunità Terapeutica Catacombe di Generosa – Struttura Via Crescenzo del Monte – Disposizioni recupero ore “accumulate” di straordinario.



Al Direttore Generale
Dr. Vincenzo Panella
Al Direttore Sanitario
D.ssa Flavia Simonetta Pirola
Al Direttore Amministrativo f.f.
Dr.  Filippo Coiro
Al Direttore Dipartimento Salute Mentale
Dr. Andrea Balbi
Al Responsabile U.O.P. C.S.M.
Dr. Massimo Di Colantonio
Alla CPSE Comunità di Via Crescenzo del Monte
Dott.ssa Paola Vendramin
e, p.c.   Al Consiglio dei Delegati della R.S.U.
                          


La scrivente O.S. è venuta a conoscenza che, con nota dell’11.09 u.s., il Direttore del Dipartimento Salute Mentale, Dr. Andrea Balbi, ha comunicato, al personale della Comunità Terapeutica Catacombe di Generosa - struttura di Via Crescenzo del Monte, che sarebbe stato effettuato un “eccesso di ore di straordinario  per le quali, per l’anno in corso, sarà “consentito il recupero nella misura del 50% delle ore accumulate”.

Scrivente O.S., ricorda al Direttore del Dipartimento Dr. Andrea Balbi, qualora lo avesse dimenticato, che il ricorso allo strumento dello straordinario è dovuto alla carenza del personale, all’interno di una struttura, quella di Via Crescenzo del Monte, che opera su turni h24.
Risultano, infatti,  essere presenti, dopo che un’unità è stata trasferita in data 2/12/2013, solo sei unità infermieristiche che devono  garantire la funzionalità, l’assistenza e la sicurezza,  in un servizio dove vi sono utenti con particolari disagi e delicate problematiche.

L’utilizzo dello straordinario, si rammenta,  non è un “optional” a disposizione delle operatrici e degli operatori che hanno la libertà se non “l’ardire” di poterlo decidere a seconda delle convenienze e delle opportunità personali, ma viene effettuato, oramai, contrariamente e in violazione delle normative contrattuali e di legge, come strumento ordinario dell’organizzazione del lavoro e dei turni.
Le lavoratrici e i lavoratori sono sottoposti, così, a condizioni e ritmi di lavoro inumani per garantire i minimi livelli assistenziali e, quindi, l’insieme delle attività e delle prestazioni necessarie, che si è richiamati ad assicurare sempre, e in ogni caso, anche quando per motivi improvvisi e imprevisti (es. malattia, infortuni, ecc.) non sopraggiunga la dovuta e opportuna sostituzione alla fine del rispettivo turno di lavoro.

Bisognerebbe tener conto, inoltre, che lavoratrici e lavoratori, soggetti a una normale turnazione di lavoro, hanno già, di per sé, la necessità di conciliare i propri tempi di vita (affetti, famiglia, interessi personali, ecc.), con quelli delle attività e funzionalità proprie del servizio di appartenenza. Ciò diviene ancor più arduo e problematico quando le necessità richieste dal servizio, soprattutto a causa della carenza del personale, obbliga gli stessi a garantire ore e turni di lavoro oltre quelli previsti e consentiti dalle normative contrattuali e di legge.

Diviene pertanto inammissibile e intollerabile che siano scaricate responsabilità organizzative e gestionali, nonché le problematiche della carenza del personale, sulle operatrici e sugli operatori, sino al punto di “ignorare” e negare diritti inalienabili e non negoziabili.

Dirigenti e Responsabili, infatti, non possono non sapere, e non ricordare, che lo strumento dello straordinario, non solo non può essere utilizzato come fattore ordinario di programmazione del lavoro, ma, in ogni caso, questo dovrebbe essere retribuito e può essere compensato con riposi sostitutivi esclusivamente a domanda del dipendente e che dovrebbero essere fruibili nel mese successivo e comunque entro l’anno successivo a quello di maturazione (art. 34 CCNL – 1999 e art. 40 CCNL 98/2001).  

Dovrebbe essere altresì considerato che “l’accumulo” che viene così a crearsi, proprio perché legato alla carenza di organico, viene a determinare una oggettiva difficoltà, per le operatrici e per gli operatori, di poter recuperare le ore in eccesso senza che questo causi ulteriori difficoltà. Infatti, le stesse ore/giorni di recupero causerebbero, di fatto, un’ulteriore carenza che richiederebbe l’utilizzo di ulteriore straordinario per poter garantire una corretta ed adeguata attività e funzionalità del servizio.

 Scrivente O.S., in merito alla nota del Direttore DSM, Dr. Andrea Balbi, nella quale viene “suggerito” che il recupero potrebbe essere effettuato durante il turno di notte, non può che esprimere perplessità e indignazione per il fatto che vengono ignorate fondamentali e basilari norme contrattuali e di legge che stabiliscono la retribuzione dello straordinario, o le modalità e tempi per il recupero delle ore in eccesso, compatibilmente con le esigenze di servizio. Ma poi, se è previsto, come sostiene il Direttore del Dipartimento, che durante il turno di notte può essere presente un solo operatore, come può lo stesso indicare, contemporaneamente, il recupero nel turno medesimo?

Di fatto il Direttore sostiene nella nota ciò che, al contempo, nega?!!!

Indicare, come fa il Direttore DSM Dr. Andrea Balbi, che il recupero potrebbe essere effettuato durante il “turno notturno” in quanto nella struttura, in base ad una norma regionale non meglio specificata, potrà essere presente un solo operatore, non solo risulta lesivo dei diritti, ma offensivo della dignità e la professionalità stessa delle lavoratrici e dei lavoratori che lì hanno operato e operano con particolare  impegno, competenza e dedizione, considerato che a tutt’oggi non risulterebbero essere stati definiti chiari e formali protocolli e procedure eventualmente corrispondenti alla normativa indicata.

Infine sostenere che all’interno della Struttura, vista anche la particolare tipologia degli utenti ospiti, potrà essere presente un solo operatore, significa non considerare gli eventuali rischi che possono sopraggiungere in occasione di eventi e situazioni di difficoltà e criticità (malori, infortuni, alterazioni, tensioni, ecc.) e le conseguenze, in termini di tutela per la salute e la sicurezza,  sia degli operatori sia degli stessi utenti.

Scrivente O.S., in considerazione di quanto sopra esposto, nel richiedere il rispetto dei diritti, delle tutele e della stessa dignità umana e professionale delle/degli operatrici/operatori, sollecita codesta Direzione Aziendale a definire con urgenza, tenendo conto della grave carenza delle Risorse Umane e Professionali e in previsione della riapertura della sede di Catacombe di Generosa, una adeguata riorganizzazione dei Servizi e delle attività inerenti il Dipartimento di Salute Mentale a salvaguardia del Bene e del Servizio Socio Sanitario Pubblico .

Distinti Saluti    

Prot. Asl Rm/D
n° 79851  del 25/09/2014                                       
                        p. Il Cobas Asl Rm/D
                        le/i Delegate/i R.S.U.
Corrado Minioto – Cesare Morra – Claudia Piermaria

Corso Università Sapienza di Roma “ Governance e organizzazione nell’integrazione socio sanitaria” - Individuazione e autorizzazione personale dipendente Asl Rm/D.



Al Direttore Generale
Dr. Vincenzo Panella
Al Direttore Amministrativo
Dr.  Filippo Coiro
Al Direttore Sanitario
D.ssa Flavia Simonetta Pirola
Al Dirigente U.O.S. Formazione del Personale
Dr.ssa Antonella Grassitelli
Al  Direttore Area Risorse Umane e Affari Generali
Dr. Filippo Coiro
e, p.c.  Al Consiglio dei Delegati della R.S.U.
                          

    La scrivente O.S. è venuta a conoscenza che l’Università Sapienza di Roma ha promosso un Bando di Concorso per un Corso, in collaborazione con l’INPS Lazio, riservato ai Dipendenti Pubblici iscritti al suddetto Ente,  di Alta Formazione riguardante la "Governance e Organizzazione nell'integrazione Socio Sanitaria", a seguito del quale alcuni posti sarebbero stati riservati, dalla stessa, all’Asl Rm/D.  
     A seguito di ciò la Direzione avrebbe individuato ed autorizzato 10 dipendenti per partecipare al suddetto Corso.

     Pur non conoscendo i criteri attraverso i quali i dipendenti partecipanti sarebbero stati individuati, poiché non  risulterebbe che, in merito a ciò, sia stato istituito, dalla Direzione Aziendale, un apposito bando di partecipazione, si esprimono anche dubbi e perplessità relativamente alla presenza,  nell'elenco dei nominativi, della Dr.ssa Carla Scarfagna, che risulta essere attualmente in comando presso altro ente istituzionale.

      La scrivente O.S., fa presente che, in merito al suddetto comando, la stessa aveva rappresentato, anche in relazione ad altri provvedimenti adottati dall’Asl Rm/D, alcuni rilievi e osservazioni,  in una nota inviata in data 12/02/2013 (Prot. Asl Rm/D  n° 14296 ) all’allora Commissario alla Sanità alla Regione Lazio, Dr. Filippo Palumbo e agli Organi di Direzione Aziendale.
       Tale comando è stato, in un secondo tempo, parzialmente rettificato con Deliberazione n° 211 del 21.02.2013, lo stesso è stato prorogato  dal 31.10.2013 al 31.12.2013. In seguito, attraverso Deliberazione n° 123 del 04.07.2013, la Direzione Generale ha pubblicato la presa d’atto della cessione anticipata con decorrenza dal 01.07.2014 per essere nuovamente concesso di recente  attraverso Deliberazione n° 439 del 02.09.2014 per il periodo dal 25.08.2014 al 24.08.2015.

      Si ritiene, pertanto, alquanto singolare, nell’attuale posizione in cui viene a trovarsi la dipendente, la scelta d’inserirla nell’elenco dei partecipanti al Corso, nel momento che la stessa Azienda Asl Roma D ha nuovamente concesso l’autorizzazione al comando della dipendente suddetta presso altro ente, negando, così, la possibilità ad altri dipendenti di poter partecipare.



       Scrivente O.S. ritiene, infine, necessario che su tali questioni vi sia la massima informazione e divulgazione  nel rispetto dei principi di trasparenza e nell’interesse dei bisogni formativi di ciascun dipendente e dell’Azienda stessa.

Distinti saluti


                       p. Il Cobas Asl Rm/D
                       le/i Delegate/i R.S.U.
Corrado Minioto – Cesare Morra – Claudia Piermaria
  

Prot. Asl Rm/D n° 78743 del 22 settembre 2014

Nuovo contratto di telefonia mobile - modalità di utilizzo dei cellulari aziendali da parte del personale dipendente.



Al Direttore Generale
Dr. Vincenzo Panella
Al Direttore Amministrativo
Dr.  Filippo Coiro
Al Direttore Sanitario
D.ssa Flavia Simonetta Pirola
Al  Dirigente U.O.C. Acquisizione Forniture di Beni e Servizi
D.ssa Diana Pasquarelli
Al  Direttore Area Risorse Umane e Affari Generali
Dr. Filippo Coiro
e, p.c.  Al Consiglio dei Delegati della R.S.U.



La Scrivente O.S. è venuta a conoscenza che, a seguito della deliberazione n° 313 del 17.07.2014 l’Azienda Asl Roma D ha stipulato un contratto per la telefonia mobile con l’operatore Vodafone, dal 01.08.2014 per la durata di un anno.

In relazione a tale provvedimento il personale dipendente, in possesso del telefono aziendale, chiamato per la sostituzione dei cellulari aziendali, avrebbe verificato, al momento dell’attivazione delle SIM Vodafone, che, in base al nuovo contratto, le stesse risultano abilitate oltreché alla ricezione, ad effettuare chiamate solo nell’ambito della rete telefonica mobile dell’Azienda.

  La scrivente O.S. ritiene che tale disposizione, qualora avesse un riscontro positivo, risulterebbe non rispondente alle necessità di un’azienda territoriale, richiamate anche nell’atto n° 313/2014, secondo il quale: “l’utilizzo della telefonia mobile, risponde alla necessità di contattare, oltre ai dirigenti, il personale che presta servizio presso le diverse sedi aziendali ubicate  in un territorio  particolarmente esteso, nonché il personale che presta servizio di reperibilità che necessita, di collegamento rapido e costante”.

Tale  modalità di utilizzo, infatti, metterebbe  gli operatori nella impossibilità di contattare, non solo i rispettivi uffici ai relativi numeri interni, ma, soprattutto, quelle/gli operatrici/tori con incarichi e funzioni ispettive che hanno, pertanto, esigenza di contattare, nell’esercizio di delicate funzioni istituzionali (v. Ispettori del Dipartimento di Prevenzione) le forze dell’ordine (carabinieri, polizia, vigili urbani, etc. ) e altri eventuali enti ed organismi e cittadini/utenti stessi.

La  Scrivente O.S. esprime, quindi, perplessità rispetto alle decisioni assunte, che metterebbero in difficoltà il personale dipendente nell’espletamento di competenze esercitate nell’interesse dell’azienda e, quindi, dei cittadini.

Si chiede pertanto che sia riconsiderata in modo più oculato tale disposizione, valutando  gli effetti e le conseguenze che la stessa potrebbe determinare, attuando eventualmente sistemi di verifica e controllo nell’ipotesi di un utilizzo improprio, qualora la suddetta decisione avesse avuto tale motivazione.
Distinti saluti
                                                                    p. Il Cobas Asl Rm/D
                                                                   le/i Delegate/i R.S.U.
                                     Corrado Minioto – Cesare Morra – Claudia Piermaria
  
Prot. Asl Rm/D  n° 77257   del  17/09/2014

domenica 7 settembre 2014

Comunicato Stampa




     Il Cobas Asl Rm/D, in merito a quanto sta accadendo nelle Strutture e nei Servizi Socio-Sanitari territoriali ribadisce  quanto già espresso nel Documento Cobas Asl Rm/D: “Stato dei Servizi Socio-Sanitari, Carenza Personale e Mobilità”  (Prot. Asl Rm/D n° 56770 del 31.07.2014) e nella Nota Cobas Asl Rm/D avente come oggetto: “Carenza del personale – Mobilità d’urgenza. Considerazioni e valutazioni.”(Prot Asl Rm/D n° 67381 del 04/08/2014) inviata alla Direzione Generale della Asl Rm/ D ed al Presidente e Commissario alla Sanità della Regione Lazio On. N. Zingaretti.

     Ritiene pertanto grave il tentativo di scaricare sulle lavoratrici ed il lavoratori la responsabilità dei disagi e dei disservizi che stanno sempre più emergendo a causa della grave carenza del personale. Problematiche e difficoltà che, certamente, non possono essere affrontati e risolti attraverso provvedimenti di mobilità estemporanei senza che venga realizzata una seria e concreta  riorganizzazione delle strutture e dei Servizi in base alle risorse umane realmente esistenti.

     La problematica della carenza del personale, proprio in ragione dell’insieme dei provvedimenti economico-finanziari (Legge di stabilità, Piani di rientro, Spending review, Blocco delle assunzioni e del Turn-over, ecc.), è destinata a divenire sempre più gravosa e non si può pensare, quindi, che questa possa essere affrontata, ancora ed in un prossimo futuro, attraverso provvedimenti tampone dettati esclusivamente dal carattere d’urgenza e dalla provvisorietà e che non risolvono i problemi, creando, anzi, ulteriori disservizi a scapito sia degli operatori che dei cittadini utenti.
     E’ necessario quindi avviare, anche attraverso un confronto con le Parti Sociali,  una  seria programmazione e riorganizzazione dell’insieme delle attività delle Strutture e dei Servizi Socio-Sanitari e una più oculata e trasparente distribuzione, collocazione e razionalizzazione del Personale tutto,  consentendo, al contempo, sia il potenziamento di quei Servizi Socio-Sanitari integrativi ( C.A.D, Cure Primarie, ecc.) e di interesse sociale (Ser.T, C.S.M., Consultori, ecc.) sia la funzionalità stessa dei Presidi Ospedalieri (C.P.O. – G.B. Grassi) in rapporto alle Risorse Umane e Professionali realmente esistenti.
      E’ pertanto compito dell’Amministrazione evidenziare le criticità e definire le strategie aziendali, le priorità, predisporre e attuare le soluzioni, secondo criteri, che garantiscano il principio del buon andamento della pubblica amministrazione e, in ottemperanza a ciò, assolvere al compito ed al dovere di predisporre gli atti corrispondenti essenzialmente in base ai principi di efficienza, di efficacia e di appropriatezza.

     Si ricorda infine, rispetto alle dichiarazioni fatte dal Direttore Generale Dott. Vincenzo Panella, nell'intervista del 03.09.2014, che lo straordinario, non è un’ “opzione” decisa dalle lavoratrici e dai lavoratori, ma viene utilizzato, dalle varie Amministrazioni, contrariamente a quanto stabilito dalle normative vigenti, come strumento di organizzazione e programmazione dell’attività e dei turni lavorativi. In questo modo si sottopongono le stesse lavoratrici e i lavoratori a turni massacranti mettendone  a rischio la loro salute e riducendo inevitabilmente anche la qualità dell'assistenza a discapito anche degli stessi cittadini-utenti.

     Il compito e il ruolo di una Direzione Aziendale riteniamo non sia quello di lasciarsi andare a dichiarazioni in modo così superficiale ed approssimativo, ma quello di cercare di conoscere, analizzare, approfondire ed affrontare le gravi problematiche e criticità esistenti e, su questo, magari, promuovere ed avviare un confronto con le Realtà Sociali e Istituzionali, assumendosi le responsabilità che le competono in virtù del proprio ruolo di governo di un’Azienda Pubblica.   

Roma, 4 settembre 2014

Cobas Asl Rm/D