venerdì 30 agosto 2013

chiusura dell’attività commerciale del bar/ristoro presso la sede di Casal BernocchChiusure festive punti Bar/Ristoro (Casal Bernocchi – G.B. Grassi ).



                     Al Commissario Straordinario
                  Dr. Alessandro Cipolla
         Al Direttore Sanitario
          Dr.Vittorio Chinni
                     Al Direttore Amministrativo
         Dr.  Filippo Coiro
                                                         Al Direttore Area Risorse Umane e Affari Generali
         Dr. Filippo Coiro
                       e, p.c. Al Consiglio dei Delegati della R.S.U.


        
                              
                 Giungono sempre più frequentemente informazioni in merito alla possibilità della chiusura del Bar–Ristoro presente all’interno della sede della Direzione Aziendale di Casal Bernocchi.
                 Tale eventualità se corrispondesse a verità rappresenterebbe un notevole disagio, non solo  per le lavoratrici e i lavoratori presenti nella suddetta sede e nel poliambulatorio adiacente, ma per gli stessi cittadini/utenti del Poliambulatorio, considerato altresì che molti di loro ( anziani, bambini, donne in gravidanza) usufruiscono della struttura sanitaria per effettuare analisi di laboratorio e possono, dopo queste, avere l’esigenza di un ristoro immediato, al fine di evitare ipoglicemie da prolungato digiuno e/o ipotensione, per ristabilire un adeguato equilibrio fisico, tenuto conto che altri esercizi commerciali nella zona sono pittosto distanti.
                E’ utile ricordare che la decisione di aprire, presso la sede di Casal Bernocchi, il Bar/ Ristoro è stata presa a seguito di alcune iniziative delle/gli stesse/i lavoratrici e lavoratori, attraverso una petizione presentata in data 22/10/2007, Prot. Az. n° 81569 e ad una nota dei Delegati RSU del 14/01/2008, Prot. n° 3449 all’allora Direzione Aziendale dell’asl Rm/D.
               La scrivente O.S. non è a conoscenza dei motivi di questa supposta decisione, ma ritiene indispensabile che vengano attivate tutte le procedure ed iniziative tese a scongiurare l’eventuale chiusura di questo servizio necessario, peraltro, a garantire un punto ristoro, compatibile con il diritto alla mensa e con le esigenze e i bisogni lavorative delle stesse/i lavoratrici e lavoratori.
              Nell’eventualità che tra i motivi di tale decisione ci fosse l’interruzione del rapporto con gli attuali gestori si chiede, altresì, di procedere con urgenza all’assegnazione della gestione del bar ristoro attraverso normali e regolari procedure giuridico/amministrative, favorendo possibilmente, ove ne ricorrano le condizioni e compatibilmente con le normative vigenti soluzioni riferibili alla cooperazione sociale e/o supporto verso i giovani disoccupati.
             Scrivente O.S., coglie altresì l’occasione per esprimere l’assoluta contrarietà a qualsiasi chiusura, come già, peraltro, avvenuto in alcuni periodi festivi sia nel Bar ristoro presenti di  Casal Bernocchi, sia in quello del Presidio Ospedaliero G.B. Grassi. Tale chiusura risulta, infatti, inspiegabile ed ingiustificabile trattandosi di servizi all’interno di strutture pubbliche dove affluiscono lavoratrici, lavoratori e gli stessi cittadini/utenti.
      Si chiede, pertanto, che vengano impartite ai titolari gestori delle suddete attività precise e specifiche condizioni per evitare il ripetersi di tali disservizi.

In attesa di un sollecito riscontro si porgono distinti saluti

                    
                       Prot. Asl Rm/D
                       n° 74728 del 21/08/2013


                                                                                      p. il Cobas Asl  Rm/D
                           le/i Delegate/i R.S.U.
                       Corrado Minioto - Cesare Morra -  Claudia Piermaria

martedì 25 giugno 2013

Deliberazione n° 1 dell’ 11/06/2013 - Protocollo d’intesa e contestuale adesione a Federsanità – ANCI anno 2013 – Osservazioni e rilievi.



                                         Al Commissario Straordinario Asl Rm/D
                      Dr. Alessandro Cipolla
                             Al Direttore Amministrativo f.f.
           Dr.Filippo Coiro
                             Al Direttore Sanitario Aziendale
                                  D.ssa Anna Rosalba  Buttiglieri

                                            Al Direttore  Area Tecnico Economico Finanziaria

                                                                         D.ssa Diana Pasquarelli
                                                                           Al Dirigente  U.O.C. AA.GG.  Studi e Documentazione
  D.ssa Paola Savina          
                       e, p.c.  Al Consiglio dei Delegati della R.S.U.



  Scrivente O.S. è venuta a conoscenza del provvedimento con il quale l’Azienda Asl Roma D ha approvato un Protocollo d’Intesa e la contestuale adesione a Federsanità - Anci per l’anno 2013, deliberazione n° 1 dell’11 giugno 2013. Con tale atto viene deliberata l’adesione dell’Azienda Asl RomaD, mediante il versamento di un contributo associativo di € 9.000,00 per l’anno 2013 alla Federsanità – ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) società di servizi a supporto dei propri associati (AA.SS.LL, AA.OO e Comuni). Con tale Convenzione, quindi, l’Azienda, in qualità di associato, si riserva di “acquisire un servizio di supporto per le Unità Operative Complesse dell’Area Tecnica e del Patrimonio”.
Il provvedimento, secondo il deliberato, troverebbe la sua motivazione dal fatto che, per le attività istituzionali di questi uffici, l’Azienda USL Roma D non possiederebbe  al proprio interno, un adeguato numero di risorse per le attività di controllo, monitoraggio e redazione della documentazione di gara…. per le numerose gare di appalto per nuovi servizi da esternalizzare o per il rinnovo di contratti in scadenza o scaduti”.
Nel Protocollo d’Intesa, che dovrà essere sottoscritto tra la Asl Roma D e la Federsanità,  vengono definiti i compensi che dovranno essere corrisposti per le singole attività espletate:                € 15.000,00 per studio, analisi e redazione dei documenti di gara,  € 5.000,00 per attività di supporto durante le fasi di gara, “compenso da concordarsi di volta in volta” a seconda dell’impegno previsto per le attività di monitoraggio e controllo.
Scrivente O.S. non può non sollevare dubbi, perplessità ed elementi di criticità in merito all’atto richiamato. 
Nell’attuale contesto economico – finanziario nazionale in cui operano le Aziende Sanitarie, obbligate ad attuare le sempre più stringenti manovre di contenimento dei costi e razionalizzazione della spesa sanitaria varate dal Governo centrale e dagli Organismi regionali, soprattutto nelle Regioni sottoposte a Piani di Rientro del debito sanitario, l’Asl  Roma D ha necessariamente dovuto  attuare le disposizioni in merito  alla riduzione delle spese per beni e servizi sanitari e della spesa per il personale, malgrado  la grave e  preoccupante carenza cronica dello stesso (medico, infermieristico, ausiliario, amministrativo, tecnico, ecc.) con il rischio evidente di acuire le già presenti criticità all’interno delle strutture socio-sanitarie.
Ed è infatti in questo scenario che l’Azienda ha adottato misure restrittive con la contrazione degli acquisti dei beni anche di natura sanitaria e nella gestione dei servizi affidati a terzi, come nel caso della riduzione delle attività di pulizia e sanificazione ambientale, a danno della qualità dei servizi stessi e con ricadute sulle condizioni di vita e di lavoro per il personale addetto a tali servizi costretto a vedersi ridurre le ore di lavoro e/o alla collocazione in cassa integrazione.  
Scrivente O.S., con tali premesse, non può non rilevare quanto appaia singolare che si sia ritenuto necessario affidare a terzi dei servizi di supporto per alcuni uffici aziendali sostenendo  la mancanza di risorse all’interno dell’Azienda. Certamente la carenza delle risorse umane e professionali non può essere negata, ma è altrettanto evidente, come è stato più volte segnalato e denunciato da questa O.S., che le politiche di gestione del personale (trasferimenti, mobilità, collocazioni, comandi, etc.) sono state caratterizzate da logiche che nulla hanno avuto a che vedere con le priorità e l’esigenze organizzative e funzionali dell’Azienda.
Si ricorda, peraltro, che compito delle Aziende Sanitarie, secondo i Piani Operativi 2011 - 2012 di cui al DCA 113/2010 era quello di pervenire in modo organico e funzionale alla  Ricognizione del personale, finalizzata alla riorganizzazione dei Servizi, delle Strutture e delle attività, sulla base delle risorse umane e professionali realmente disponibili. Nel quadro delle difficoltà gestionali di questi anni, dovuto anche ai continui avvicendamenti (Commissario, Subcommissario, Direttore Generale, Direttore ff. etc.), tale obiettivo non è stato realizzato nella Azienda Roma D e a tutt’oggi non si ha ancora notizia che ciò stia avvenendo. Il provvedimento adottato, Deliberazione n° 1 dell’11.06.13 sembrerebbe, quindi, in contrasto sia con le indicazioni di razionalizzazione e risparmio che devono osservare le Aziende Sanitarie, visti oltretutto gli oneri che ne derivano, sia con gli obblighi derivanti dai sopra richiamati Piani Operativi 2011-2012 di cui al DCA 113/2010.
Ci si chiede intanto se le Unità Operative interessate (U.O.C. Acquisizione Beni e Servizi, U.O.C. Gestione Patrimonio Immobiliare, U.O.C. Acquisizione e Gestione Sistemi Informatici - Gestione Patrimonio Mobiliare) siano state consultate per verificare le problematiche, le difficoltà e le criticità esistenti, in modo da poter individuare soluzioni capaci di realizzare quei compiti e quegli obiettivi oggetto del provvedimento deliberativo in alternativa all’acquisto da soggetti esterni dei servizi di supporto richiamati nella Delibera stessa. 
Esternalizzazioni che sono oramai entrate pesantemente nell’organizzazione sanitaria pubblica e che, occorre ricordare, inizialmente erano destinate esclusivamente ai servizi “ausiliari”, (v. la pulizia, la manutenzione, le mense ecc.,)  ma che negli ultimi anni hanno finito per interessare persino l’erogazione di servizi e prestazioni sanitarie con motivazioni, da parte delle Amministrazioni Pubbliche, come la flessibilità, la riduzione dei costi e la possibilità di “aggirare” il blocco delle assunzioni vigenti nel pubblico impiego, trasferendo, costi nei bilanci aziendali, dalla voce “personale” alla voce “beni e servizi”, mentre è dimostrato che, queste motivazioni, valutate approfonditamente e correttamente, hanno evidenziato, appunto, l’assoluta antieconomicità dell’esternalizzazione rispetto alle attività direttamente erogate dalla pubblica amministrazione.
Il provvedimento adottatto suscita, inoltre, ulteriori dubbi in merito alla non chiara definizione dei costi complessivi derivanti dall’affidamento delle attività alla Società Federsanità. Risulterebbe, infatti, che l’unico dato certo di spesa emergente dal provvedimento, sia quello dovuto alla quota associativa (9.000,00 €) per l’adesione dell’Asl Rm/D a Federsanità ANCI (a meno che non sia proprio questo il motivo e la ragione del provvedimento, cosa che, eventualmente, sarebbe ancor più da chiarire) per il quale è stata assunta un’autorizzazione di spesa sul Bilancio Economico Aziendale per l’anno 2013, mentre per gli oneri derivanti dalle attività che dovrebbero essere svolte dalla Federsanità risultano essere indicati solo i costi unitari (es. redazione della documentazione € 15.000), ma senza che siano con chiarezza e trasparenza individuabili e quantificabili i costi complessivi, come, infatti, viene riportato nell’atto…“Attività di cui all’art. 1.1 – (monitoraggio e controllo) da concordarsi di volta in volta a secondo dell’impegno previso”.
Tale impostazione dell’atto deliberativo risulterebbe, peraltro, non pienamente rispondente con le normative che regolano l’attività della Pubblica Amministrazione, secondo le quali, gli impegni economico/finanziari, prima di essere assunti dalle Aziende, debbono avere l’adeguata copertura sul Bilancio Aziendale mediante assunzione di una specifica autorizzazione di spesa. Tale situazione, quindi, potrebbe comportare la necessità di adottare ulteriori atti deliberativi per coprire costi per prestazioni fatturate, ma non preventivamente contabilizzate come accaduto anche recentemente con la Deliberazione n° 489 con la quale, in data 24 maggio 2013 viene approvata una spesa sul bilancio 2012 necessaria per la liquidazione delle fatture emesse dalla Cooperativa Sociale Lavoro OSA per prestazioni infermieristiche e riabilitative erogate presso il Presidio Ospedaliero G.B. Grassi.
Scrivente O.S. ha già avuto modo di rilevare in altre occasioni (v. anche nota Prot. Az.le n° 14296 del 12/02/2013 inviata anche al Commissario alla Sanità della Regione Lazio, Dr. Filippo Palumbo) come, attraverso l’adozione di un’insieme di provvedimenti (v. Consulenze, Incarichi Professionali, Avvisi di Selezione per il Piano Industriale per l’implementazione dei Servizi a terzi del Dipartimento di Prevenzione, all’affidamento alla Soc. ISSOS Service Global Consulting srl dell’attività di formazione per il personale dirigente per la riorganizzazione aziendale - Atto Aziendale-, alla Convenzione con l’I.N.M.I. Lazzaro Spallanzani per un incarico professionale “connesso alla gestione degli appalti di servizi e di lavori”, agli Incarichi per consulenza legale per “l’affidamento di opere edili complementari in materia di contenimento dei consumi energetici” e per “attività di consulenza e supporto nel procedimento per l’acquisizione di beni e servizi”, al potenziamento di fatto della sanità privata” - v. Accordo Integrativo dell’Atto di Convenzione con il Policlinico Portuense Spa - , la Convenzione Ospedale di Comunità   e il Progetto delCentro di Cura Per la Donna e La Famiglia” e delloScreening Mammografico  I°, II, e III° Livello”, sempre con il  Policlinico Portuense - Gruppo Garofalo) siano state adottate scelte dubbie e poco trasparenti determinando, peraltro, un aumento dei costi e degli oneri effettivi, senza che questi siano stati comparati alle reali ed effettive esigenze di priorità, di razionalità, funzionalità ed efficienza della stessa Azienda.
Scrivente O.S., nel riservarsi ulteriori approfondimenti e iniziative in merito a quanto sopra esposto, chiede una verifica e una appropriata valutazione in merito all’opportunità e alla effettiva corrispondenza alle esigenze e alle priorità aziendali del provvedimento richiamato. 
Distinti saluti
           Prot. Asl Rm/D
           n° 58323 del 24/06/2013

p. il Cobas Asl  Rm/D
le/i Delegate/i R.S.U.
Corrado Minioto - Cesare Morra -  Claudia Piermaria

lunedì 10 giugno 2013

Deliberazione n° 300 del 14.03.2013 - mobilità in entrata di un Collaboratore Amministrativo Professionale - Gestione delle Risorse Umane e Professionali.


                        Al Commissario Straordinario
                      Dr. Alessandro Cipolla
           Al Direttore Sanitario
                                     Dr.ssa Anna Rosalba Buttiglieri
                            Al Direttore Amministrativo f.f.
            Dr.  Filippo Coiro
                                                           Al Direttore Area Risorse Umane e Affari Generali
          Dr. Filippo Coiro
                       e, p.c.  Al Consiglio dei Delegati della R.S.U.


  Scrivente O.S.  è venuta a conoscenza di un’ulteriore autorizzazione per un provvedimento di mobilità in entrata.
Come già rappresentato con nota prot. n° 41296 del 06.05.2013, pur ritenendo tali provvedimenti utili, se si considera la grave carenza di personale divenuta sempre più drammatica a causa del prolungato blocco delle assunzioni, del turn over e dei  provvedimenti legati alla spending review, alla legge di stabilità, ecc., scrivente O.S. non può non ribadire che tali disposizioni continuano ad essere realizzati senza alcuna chiarezza in merito alle ragioni, alle priorità e alle necessità organizzative e funzionali dell’Azienda.
Inoltre, ancora una volta, la mobilità in entrata è stata autorizzata in modo discrezionale, senza tener conto di quei principi di trasparenza, correttezza ed equità, che dovrebbero essere alla base delle Politiche di Gestione delle Risorse Umane. Politiche che, nel corso di questi anni, hanno prodotto (v. trasferimenti, collocazioni, comandi, mobilità, ecc.) un clima di incertezza e confusione, nonché di ingiustizia e disparità tra le lavoratrici e i lavoratori, poiché assunti al di fuori di qualsiasi regola di programmazione e razionalizzazione in merito alla collocazione e all’utilizzo delle Risorse Umane e Professionali realmente esistenti, aggravando in questo modo le criticità e le problematiche nelle strutture e nei servizi socio-sanitari.
Nonostante le osservazioni, i dubbi e le perplessità più volte espressi da questa O.S. sulla Gestione delle Politiche delle Risorse Umane, anche in merito all’adozione di alcune mobilità in entrata (v. Nota/Documento  del 12/02/2013 Prot. n° 14296), autorizzazione al trasferimento di un Collaboratore Professionale Esperto - Infermiere - Caposala  (Deliberazione n° 130 del 13.12. 2012) e dell' autorizzazione in entrata di un  Dirigente Sociologo - Area Dirigenza Sanitaria Tecnica Amministrativa (Deliberazione n° 647 alla dell'08.11. 2012) si assiste ora all’ennesimo provvedimento di autorizzzione alla mobilità in entrata di un Collaboratore Amministrativo Professionale a decorrere dal 16.04.2013 (Deliberazione n° 300 del 14.03.2013) che non sembra attualmente corrispondere alle effettive esigenze e priorità aziendali, se si considera la grave carenza di figure professionali sociali, sanitarie e tecniche e tenuto altresì conto degli oneri derivanti da tali provvedimenti a carico del bilancio aziendale. In questo modo, inoltre, vengono ignorati quei principi e quei criteri di razionalizzazione e risparmio richiamati dalle direttive e disposizioni nazionali e regionali in merito alle esigenze di revisione e controllo della spesa pubblica e di attuazione del Piano di Rientro dal debito sanitario.
Ci si chiede, inoltre, a quale urgenza corrisponda e con quali criteri sia stata decisa  l’assegnazione/collocazione della suddetta Unità, all’interno della Direzione Amministrativa del G.B.Grassi, viste le difficoltà in cui si trovano ad operare molte Unità Operative anche presso la Sede Aziendale di Casal Bernocchi. 
Tale serie di provvedimenti appare alquanto singolare poiché la Direzione Aziendale, in tutti questi anni, non ha minimamente affrontato in modo organico e funzionale quella Ricognizione del Personale prevista nei Piani Operativi 2011 - 2012 di cui al DCA 113/2010 che era, per l’appunto, finalizzata alla riorganizzazione dei Servizi, delle Strutture e delle attività, sulla base delle risorse umane e professionali realmente disponibili.
  A tali, provvedimenti, peraltro, si vanno ad aggiungere una serie di trasferimenti interni di personale, soprattutto infermieristico, che sono stati promossi e autorizzati malgrado il perdurare dell’assenza di una Direzione delle Professioni Sociali e Sanitarie (SAI Aziendale).
Non si comprende, quindi, da chi, e con quali criteri di razionalizzazione e funzionalità organizzativo/gestionale, vengono assunte tali decisioni. Tutto ciò, peraltro, riteniamo vada ulteriormente a compromettere quelle criticità e quelle problematiche legate alla grave carenza del personale all’interno delle singole strutture, servizi e reparti.
   Scrivente O.S. ribadisce, quindi, ancora una volta, la necessità di definire in modo chiaro e trasparente quelle condizioni necessarie per ridare certezza del diritto, attraverso scelte e comportamenti chiari ed oculati in merito all’uso, alla gestione e alla distribuzione delle Risorse Umane e Professionali.
   Riteniamo, pertanto, non più rinviabile, a tal fine,  la definizione di un quadro di regole certe (graduatorie, avvisi e bandi di mobilità, ecc.) nel pieno ed esclusivo rispetto dei principi di equità, correttezza e trasparenza, indispensabili anche per realizzare una programmazione, organizzazione e ottimizzazione nella gestione degli uffici, dei servizi e dei reparti, in rapporto all’organizzazione del lavoro, alle dotazioni e alle carenze organiche.

              Distinti saluti

              Prot. Asl Rm/D
              n° 53633  del 10/06/2013


                                                                                        p. il Cobas Asl  Rm/D
                    le/i Delegate/i R.S.U.
                      Corrado Minioto - Cesare Morra -  Claudia Piermaria

domenica 19 maggio 2013

Centro di Educazione Motoria ( Cem) - Collocazione definitiva Lavoratrici e Lavoratori ex INRCA.



                                                                   


                                                          
          Al Presidente e Commissario alla Sanità 
          della Regione Lazio 
          On. Nicola Zingaretti 
e.p.c. Al Direttore Generale f.f. 
          Dr. Alessandro Cipolla 
          Al Direttore Sanitario Aziendale 
          Dr.ssa Anna Rosalba Buttiglieri
          Direttore Area Risorse Umane e Affari Generali
         Dr. Filippo Coiro 
        Al Consiglio delle Delegate e dei Delegati  R.S.U.    


                                                                         


Scrivente O.S., è venuta a conoscenza della Sua volontà di portare a soluzione la delicata vicenda del Centro di Educazione Motoria (Cem) di Via Ramazzini, gestito dal 1956 dalla Croce Rossa Italiana dopo che, la stessa, ne aveva dato l’annuncio della chiusura definitiva dal 1 giugno prossimo, a causa della carenza di fondi.
 La paventata chiusura della struttura metterebbe a rischio la continuità curativa, riabilitativa e assistenziale dei circa cinquanta pazienti, con gravissime disabilità psico fisiche, e avrebbe, inoltre, delle pesanti ricadute sul destino professionale-lavorativo-occupazionale dei 114 operatori sino ad oggi impegnati con competenza nelle relative attività.
Tra gli aspetti e le problematiche emerse, oltre a quelli economici e finanziari, ci sarebbero, come è stato dichiarato, quelli riguardanti il rispetto delle norme e dei requisiti di sicurezza della struttura di Via Ramazzini che ospita attualmente il Cem; motivi per i quali sarebbe stato da Lei stesso ipotizzato, il trasferimento delle attività del Cem presso uno dei padiglioni del Forlanini.
Scrivente O.S. ritiene, in ogni caso, fondamentale e prioritaria la difesa del diritto alla cura e alla salute dei pazienti seguiti presso la struttura, nonché la salvaguardia dei livelli occupazionali di tutte le operatrici e gli operatori attualmente presenti e che costituiscono, per il rapporto sino a oggi realizzato attraverso il contatto costante e quotidiano con i pazienti, un patrimonio di conoscenze, di saperi, di competenze umane e professionali indispensabile per garantire quei necessari percorsi curativi e riabilitativi.
La scrivente O.S. nell’auspicare una definitiva e positiva soluzione della suddetta problematica, in grado di riportare sicurezza e serenità nei pazienti, nelle loro famiglie e in tutte/i le operatrici e operatori interessati, chiede che venga affrontata e risolta, nel contempo, anche la questione delle lavoratrici e dei lavoratori  ex INRCA.



Infatti, come si ricorderà, a seguito dell’accordo sottoscritto dall’allora Commissario alla Sanità per la Regione Lazio, On. Bondi il 31/12/2012, 56 dei 117 dipendenti dell’INRCA vennero improvvisamente trasferiti con un “blitz” di fine anno  alla ASL Roma D, calpestandone tutele, diritti e  dignità umana e professionale. Il provvedimento assegnava anche la gestione del C.E.M. alla Asl Rm/D che avrebbe dovuto subentrare alla Croce Rossa assumendone la gestione, sostituendo, in questo modo, i lavoratori precari della Croce Rossa e mettendo gli stessi sotto il rischio costante della  perdita di lavoro.
Peraltro, dall’1 gennaio 2013 a oggi, non c’è stata nessuna chiara assunzione di responsabilità in merito alla definizione di questa delicata questione; infatti, mentre il C.E.M. continua ad assicurare l'assistenza con il personale precario della Croce Rossa che già in precedenza garantiva l’assistenza in quella struttura (prorogando i contratti mese per mese) le lavoratrici e i lavoratori ex INRCA, inseriti nei ruoli Regionali, sono ancora  in una posizione non definitivamente chiarita (comando) presso la Asl Rm/D. Una sistemazione avvenuta, vista la mancanza di chiarezza, senza che vi sia stata, in un ottica di sana gestione aziendale, un’effettiva, concreta e razionale valutazione del loro attuale utilizzo.
Ciò, riteniamo, ha contribuito ad approfondire quel clima d’incertezza, confusione e precarietà che ha finito per accentuare contraddizioni e criticità nelle varie strutture e servizi socio sanitari in una situazione che vede sempre più messa a rischio la continuità dei livelli quantitativi/qualitativi assistenziali.   
Attualmente nell’Asl Rm/D ci troviamo dinanzi ad una situazione paradossale che vede, da una parte servizi e reparti al limite della paralisi, le cui attività vengono “garantite” attraverso turni insostenibili di lavoro in straordinario per mancanza di personale (peraltro con  conseguenze che ciò può comportare per la salute e per le condizioni psico – fisiche per le/gli stesse/i operatrici e operatori) e dall’altra con un’ immissione di personale assegnato e collocato senza tener conto delle priorità e delle effettive esigenze dell’azienda.
Come Cobas dell’Asl Rm/D chiediamo che vengano attivate tutte le procedure e le iniziative necessarie per favorire la collocazione degli operatori ex INRCA,  in tutte le strutture della Regione Lazio che si trovano in carenza del personale, tenendo conto, nell’eventuale assegnazione, delle loro esigenze e necessità, soprattutto  per quanto riguarda la vicinanza con la propria sede di residenza.
Analogamente per coloro che resteranno presso l’azienda Asl Rm/D si dovrà procedere ad una immissione in ruolo attraverso  percorsi di  assegnazione definitivi a partire dalle maggiori criticità, garantendo i necessari ed ineludibili criteri di equità  e trasparenza.
Scrivente O.S., coglie infine  l’occasione per segnalare la perdurante assenza (circa sei mesi),  presso l’Asl Rm/D,  di una Direzione nella rete delle Professioni Sociali e Sanitarie che sta, di di fatto, disperdendo un patrimonio tecnico professionale affidando, aspetti di ordinaria amministrazione a Dirigenti amministrativi, che non hanno una specifica competenza in materia e a una Direzione Sanitaria dimostratasi sino ad oggi completamente assente ed inadeguata, accentuando, in questo modo, il clima di confusione, precarietà e indeterminatezza  all’interno dell’Asl Rm/D.
Certi dell’attenzione che vorrà porre alle problematiche suddette si coglie l’occasione per porgere cordiali saluti.

Prot. Asl Rm/D
n° 43890 del 13/05/2013

           
                                                           p. Il Cobas Asl Rm /D
le/i Delegate/i RSU
Corrado Minioto – Cesare Morra – Claudia Piermaria
 

giovedì 9 maggio 2013

Gestione delle risorse Umane e Professionali – trasferimenti/assegnazioni/mobilità in entrata/cambi contestuali.


               Al Direttore Generale f.f.
                      Dr. Alessandro Cipolla
           Al Direttore Sanitario
                                     Dr.ssa Anna Rosalba Buttiglieri
                      Al Direttore Amministrativo
                     Dr.  Alessandro Cipolla
                                                              Al Direttore Area Risorse Umane e Affari Generali
        Dr. Filippo Coiro
                     e, p.c.  Al Consiglio dei Delegati della R.S.U.




         Scrivente O.S. è venuta a conoscenza di ulteriori autorizzazioni per mobilità in entrata da altre Asl e Aziende Ospedaliere e di cambi contestuali tra dipendenti.
     
         Provvedimenti, riteniamo, utili e indispensabili, se si considera la grave carenza di personale  che, peraltro, diventa ogni giorno più drammatica per il prolungato blocco delle assunzioni, del turn over, per i provvedimenti legati alla spending review, alla legge di stabilità, ecc.. Tuttavia, se tali provvedimenti vengono realizzati in assenza di criteri di trasparenza, correttezza ed equità, rischiano di essere assunti discrezionalmente come risposta  a fattori e fenomeni di favoritismo, alimentando ulteriormente quel sistema, non certo trasparente e funzionale, che ha caratterizzato, in questi anni, le Politiche di Gestione delle Risorse Umane. Un sistema che ha finito per favorire non quei necessari processi di razionalizzazione e riorganizzazione delle strutture e dei servizi socio sanitari,  ma un clima di incertezza e  confusione, nonché di ingiustizia e disparità tra le lavoratrici e i lavoratori.

        Questa O.S.. ha avuto modo più volte  di segnalare e denunciare la  Gestione delle Politiche delle Risorse Umane e Professionali all'interno della Asl Rm/D e, anche di recente,  ha espresso dubbi e perplessità (v. Nota/Documento  del 12/02/2013 Prot. n° 14296) in merito anche  all'adozione di alcuni provvedimenti, riguardanti l'autorizzazione  di alcune mobilità in entrata (v. autorizzazione  di un Collaboratore Professionale Esperto - Infermiere - Caposala - Deliberazione n° 130 del 13.12. 2012) e dell' autorizzazione in entrata di un  Dirigente Sociologo - Area Dirigenza Sanitaria Tecnica Amministrativa ( Deliberazione  n° 647 alla  dell' 08.11. 2012 ).
Risulta, inoltre, che alcune mobilità realizzate attraverso la formula del "cambio contestuale" abbiano poi visto, presso l' Asl Rm/D,  un'assegnazione non propriamente corrispondente rispetto al cambio richiesto ed ottenuto. 

         Tra gli aspetti  più delicati la scrivente O.S. segnala, soprattutto, i criteri con i quali vengono valutate le varie  richieste  di mobilità. Tenuto conto, infatti, che risultano esserci, da parte di lavoratrici e lavoratori, diverse richieste in tal senso, non si comprende in base a quali priorità alcune di queste vengono considerate, rispetto ad altre che restano in attesa di un pur minimo riscontro. Non può, in assenza di regole certe, non sorgere il dubbio che, su determinate scelte, pesino ben altre motivazioni, magari frutto di "sponsor" e/o  "pressioni" di vario genere. 

         Scrivente O.S. ritiene, quindi, più che mai fondamentale ed ineludibile che le Politiche di Gestione delle Risorse Umane e Professionali siano improntate alla massima limpidezza,  realizzando un corretto, coerente e trasparente sistema di regole in materia di trasferimenti, mobilità, collocazioni e assegnazioni. Ciò si rende oggi più che mai indispensabile per far fronte alle gravi e profonde criticità e alle varie carenze organizzative/funzionali delle varie strutture  e servizi socio sanitari, causate dalla scarsità di Risorse Umane e Professionali e per riaffermare, contemporaneamente, certezza del diritto, nonchè tutela e dignità umana e professionale per ogni singola/o lavoratrice e lavoratore.

         Scrivente O.S. coglie altresì l'occasione per segnalare e denunciare il ritardo della Direzione Aziendale nel provvedere a risolvere e colmare il vuoto venuto a crearsi nella Direzione delle Professioni Sociali e Sanitarie  (SAI Aziendale) che rappresenta, in un momento così delicato, un elemento fondamentale per affrontare le gravi emergenze presenti nelle strutture e nei servizi socio sanitari anche ai fini della realizzazione di quella Ricognizione del Personale, prevista nei Piani Operativi 2011 - 2012 di cui al DCA 113/2010 finalizzata alla riorganizzazione dei Servizi, delle Strutture e delle attività, sulla base delle risorse umane e professionali realmente disponibili.

         Scrivente O.S. chiede pertanto un intervento sulle questioni sopra rappresentate e  l'immediata definizione in merito alle problematiche derivanti dall'assenza di una Direzione nella rete delle Professioni Sociali e Sanitarie. 
 
Distinti saluti  

Prot. Asl Rm/D
n° 41296 del 6 maggio 2013


                                                                                      p. il Cobas Asl  Rm/D
                    le/i Delegate/i R.S.U.
                       Corrado Minioto - Cesare Morra -  Claudia Piermaria

giovedì 2 maggio 2013

La musica è finita gli…“Amici degli Amici” se ne vanno!!!



        Scrivente O.S. prende atto che la Direzione dell’Azienda ASL Rm/D non ha proceduto ad un ulteriore rinnovo degli incarichi assegnati a professionisti esterni per attività di consulenza.


Consulenze e Incarichi che, ricordiamo, furono conferiti per la durata di un anno ad aprile 2011 e prorogati, a settembre 2011, con ampio anticipo rispetto alla loro scadenza naturale, per ulteriori 12 mesi – fino al 31.03.2013 ( n° 2) e al 30.04.2013 ( n° 1 ).

L’incredibile, se non vergognosa, proroga degli incarichi ha finito per vincolare i vertici aziendali, malgrado il quadro di incertezza e precarietà che ha contraddistinto, in questi anni, la gestione Aziendale attraverso il susseguirsi di molteplici e inammissibili avvicendamenti (Commissari, Sub-Commissari e Direttori f.f.) senza che siano mai state rese effettivamente chiare e trasparenti non solo le motivazioni, ma le posizioni, le funzioni, i ruoli svolti e la presenza stessa dei richiamati professionisti, in rapporto alle priorità e alle effettive esigenze funzionali/organizzative dell’Azienda ASL RM/D.

Tali consulenze e incarichi hanno, oltretutto, comportato un gravoso onere per l’Azienda (circa 400.000,00 euro complessivi) e, questo, mentre sempre più si faceva sentire il peso dei tagli previsti dalla Spending review, dai Piani di rientro del debito sanitario, con i tagli del personale, con pesanti e gravi ricadute  sulla qualità dei servizi offerti (v. mense, pulizie, gestione sportello unico integrato – CUP e back-office, manutenzioni) con evidenti rischi anche di conseguenze occupazionali per il personale interessato.

Come Cobas ASL RM/D ribadiamo che la difesa del servizio pubblico passa attraverso una coerente e incisiva lotta agli sprechi, alle clientele, ai favoritismi e che questo possa avvenire solo superando la visione spartitoria e una concezione della gestione aziendalista della Sanità Pubblica e se si avviano quei reali processi e percorsi di gestione partecipata e democratica, nell’interesse e nella difesa di quel Bene e di quel Diritto alla Salute sancito dalla stessa Costituzione.

Tale decisione mette, in ogni caso, fine ad una situazione protrattasi fin troppo e più volte segnalata e denunciata da questa O.S. con note e segnalazioni agli Organismi aziendali, regionali, nonché alla Procura della Corte dei Conti.
Auspichiamo, quindi, che tali fenomeni di malcostume, di spreco di denaro e risorse pubbliche e di mala gestione non abbiano più a ripetersi, ed in ogni caso, continueremo a vigilare,  a segnalare e a contrastare ogni atto tendente ad interferire con una trasparente e corretta Gestione della Cosa Pubblica.
Roma, 02 maggio 2013            
Cobas Asl Rm/D