sabato 30 novembre 2013

Fondi Produttività – corresponsione somme arretrate anni 2006-2007-2008-2009.




                                                           Al Presidente e Commissario alla Sanità della
                                                                      Regione Lazio
                                                                        On. Nicola Zingaretti
                                 Al Commissario Straordinario della Asl Rm/D
                                                                      Dr. Alessandro Cipolla    
                                                        Al  Direttore Sanitario Aziendale
                                                                    Dr.Vittorio Chinni
                                                       Al Direttore Amministrativo                               
                                                                       Dr. Filippo Coiro                                 
                                         Al Direttore Area Risorse Umane e Affari Generali
                                                                Dott. Filippo Coiro   
                                              e,p.c.         Al Consiglio dei Delegati della R.S.U.

                                      


                
 Scrivente O.S., ha già avuto più volte modo di rappresentare alla Direzione dell’Asl Rm/D (v. note del 6 aprile 2012 Prot. Az. n° 31791, del 15/05/2012 Prot. Az. n° 43023, del 22/08/2012 Prot. Asl Rm/D n° 73726, del 22/11/2012 Prot. Asl Rm/D n° 103034 e del 18 marzo 2013, Prot. Asl Rm/D n° 25661 ) la problematica relativa al pagamento dei fondi della produttività in giacenza per gli anni che vanno dal 2006 al 2009, fondi che ammonterebbero a circa 2 milioni di euro a favore delle lavoratrici e dei  lavoratori del comparto, così come rideterminati con Deliberazione n° 476 del 30/12/2011.

Tale questione è stata anche rappresentata dalla RSU aziendale con nota del 12 aprile 2012, Prot. Az. n° 33717 e sollecitata in alcuni incontri con la Direzione Aziendale.

La stessa Direzione Aziendale ha, a sua volta, inviato nota, in data 10/12/2012, Prot. n° 108945, a firma del Dott. Alessandro Cipolla, allora Direttore Generale f.f., agli Organismi e agli uffici competenti della Regione Lazio, per richiedere la messa a disposizione delle somme necessarie per permettere la corresponsione degli importi arretrati, ma a tutt’oggi scrivente O.S. deve constatare, purtroppo, che non vi è stata alcuna positiva soluzione della problematica in oggetto.

Scrivente O.S., anche in considerazione delle sempre più precarie e difficoltose condizioni materiali di vita, anche a causa dell’ennesimo blocco dei contratti del Pubblico Impiego, ritiene, pertanto, ancor più indispensabile ed urgente un intervento risolutore da parte di tutti gli organi in indirizzo, al fine di garantire in tempi brevi alle lavoratrici e ai lavoratori quel minimo riconoscimento sino ad oggi negato.

La scrivente O.S. nel ribadire, ancora una volta, l’esigenza, l’urgenza e l’auspicio del pagamento delle somme arretrate in un’unica soluzione, propone, in alternativa, l’erogazione delle competenze dovute anche in una forma rateale ( es. 1 rata per ogni anno di arretrato, per un totale di 4 rate nell’arco di 6 mesi).

Ritenendo, pertanto, tale problematica non più rinviabile si chiede, con la presente, una rapida e positiva definizione.

Distinti saluti
           
S
 
Prot. Asl Rm/D
n° 104350 del 28/11/2013


                                               
                                                                       p. il Cobas Asl Rm/D
                                                                         le/i Delegati R.S.U.
                                       Corrado Minioto – Cesare Morra – Claudia Piermaria

L’ U R L O Il 16 novembre un’altra giornata di lotta formidabile !



Dalla Terra dei Fuochi alla Val Susa , passando per Pisa e Parma, una marea umana  in piena si sta impegnando per costruire un’altra Italia , liberata dalla malavita politica e organizzata , dalle opere devastanti e mortali , dalla precarietà dell’esistenza , dall’essere esclusi e trattati al pari dei rifiuti.

Ben oltre 60.000 a Napoli . Un fiume in piena contro il “biocidio” che ha distrutto un intero  ecosistema e per fermare la strage degli innocenti, promossa da industriali e camorristi con il business delle discariche di rifiuti tossici  nella  Terra dei Fuochi. Questi criminali assassini vanno ricercati,stanati, perseguiti, per rendere - dopo il danno -  almeno giustizia al popolo inquinato e ai parenti delle vittime,  tramite bonifiche certe, rapide e gestite con il controllo popolare e  una congrua azione risarcitoria.
Ancora in 30.000 in Val Susa, per ribadire il rifiuto di un’opera inutile-costosa-dannosa, alla vigilia del vertice Italia-Francia con il quale la “ ragion di stato della Tav ad ogni costo” intende sfidare la volontà popolare. Importante la partecipazione  delle numerose delegazioni da ogni dove, tra cui spiccavano i NO Tav francesi, il movimento per il diritto all’abitare, i NO Muos ; soprattutto la delegazione aquilana, composta da cittadini e amministratori locali intesi a rafforzare con azioni concrete il gemellaggio tra questi 2 territori, che hanno espresso la volontà comune di “ lottare per la ricostruzione de L’Aquila  con i soldi destinati alla Tav”.
In tanti a Pisa per sostenere il diritto all’occupazione degli spazi, ad avere una sede pubblica per svolgervi attività socialmente utili, che il Comune e altre istituzioni continuano a negare  e/o a rimanere indifferenti a questa riconosciuta necessità.
Così come a Parma, dove si è bloccato l’avvio del famigerato inceneritore, contestato da gran parte della popolazione e per il quale la Rete Rifiuti Zero e il Forum Acqua hanno contribuito a dare vita a  due manifestazioni nazionali per impedirne l’apertura al gestore Hera.

A questo “ urlo tonante” che si è sentito in tutta Italia, i Cobas vi hanno preso parte con nutrite delegazioni, e si apprestano a farlo il 20 novembre a Roma (h 16, p.za Campo de Fiori, limitrofa all’ambasciata  francese) e negli appuntamenti vitali di questo scorcio di fine anno.
Una mobilitazione continua, sociale e popolare, che sta imprimendo priorità e ritmi molto diversi dalle scontate e stantie agende politico-governative.
Quando avviene che sono i movimenti sociali ad incalzare le istituzioni, si scatena un moto convettivo che contagia ovunque – oltre le città anche le periferie -  è il segnale distintivo che sta per accadere qualcosa di significativo , per cui vale la pena partecipare ed impegnarsi per riappropriarsi dei bisogni-diritti  negati , per imprimere una svolta nel Paese.
Roma, 17 novembre 2013                   

                                    Confederazione Cobas

martedì 24 settembre 2013

INFORMATIVA SU TRATTANTE E CONSIGLIO RSU " INDENNITA' DI TURNETTO"



     In data 16 settembre u.s. si è svolta la riunione tra la Direzione aziendale Asl Rm/D alla presenza del Commissario Straordinario, Dr, A. Cipolla, del Direttore Sanitario Dr. V. Chinni e del Direttore Amministrativo, Dr. F. Coiro e le OO.SS. CGIL, CISL UIL Territoriali e la RSU. Tra gli argomenti riguardanti la Convocazione, vi è stata una proposta d’intesa attinente “l’'Indennità di Turnetto”.

     La RSU non avendo in precedenza discusso e affrontato la questione ha sospeso il parere in attesa dello svolgimento della riunione del Consiglio che si è svolta, poi, mercoledì 18 settembre u.s.
    Durante la riunione della RSU si è sviluppato un ampio confronto maggiormente incentrato sulla questione dell’"Indennità di Turnetto" considerando l'intenzione dell’Azienda di applicarla presumibilmente sin dal mese di ottobre.

    Si fa presente che nella discussione e nel confronto sono stati espressi e rappresentati diversi punti di vista e valutazioni, ma, di là dalle legittime posizioni, quello che, però, emergeva, era, di fatto, l'aspetto interpretativo che ciascuno  dava della proposta avanzata dall'Azienda stessa.

   Le/i Delegate/i RSU del Cobas Asl Rm/D, nell'esprimere le proprie valutazioni e osservazioni critiche in merito all’"Indennità di Turnetto", contrariamente a quanti lo considerano "elemento premiante " e strumento integrativo del salario a favore delle lavoratrici e dei lavoratori,  o a chi, magari, persino, lo spaccerà per una “conquista”, ritengono, invece, che, tali "zuccherini" nella realtà si traducano in  ulteriori elementi e strumenti di ricatto e sfruttamento che, non solo non miglioreranno la qualità dei servizi, ma andranno ad incidere ulteriormente nei confronti delle condizioni di vita e di lavoro delle operatrici e operatori  “allettati”, per noi ulteriormente ingannati, dalla possibilità di veder migliorare il proprio salario mensile.
 
     Come se il legittimo recupero salariale negato, non solo da chi ha firmato in tutti questi anni contratti vergognosi, ma, soprattutto, dai Governi che, di fatto, continuano a bloccare e a negare il rinnovo dei contratti stessi, possa essere realizzato attraverso questi strumenti “ricattatori” e sempre, e solo, sul sacrificio e sulla pelle delle lavoratrici e dei lavoratori.

Si abbia almeno il coraggio di chiamare le cose con il loro nome...
Siamo oramai alla legittimazione del “Cottimo” per i Dipendenti Pubblici.

    In realtà, l’applicazione, come si può desumere dalla proposta aziendale, non chiarisce e definisce come in realtà questo istituto sarà realmente attuato.

    Da quanto si evince , infatti, dalla proposta, così come presentata, l’incentivo sarà, probabilmente, per tutte le/gli operatrici/ori turnanti in h24 (ciò è stato richiesto anche da noi)  e sarà assegnato gradualmente garantendo da un minimo dell’80% sino al 100% del monte ore mensile.

   Ciò significa che qualsiasi assenza a vario titolo sarà elemento decurtativo dell’incentivo stesso.

   Si fa presente che, la proposta, presentata dall’Azienda, a livello sperimentale per un periodo di tre mesi (eventualmente prorogabile dopo verifica dei risultati), evidenzia, secondo noi, molti aspetti poco chiari e, peraltro, controversi,  che speriamo di poter presto discutere e affrontare attraverso un confronto e una discussione con e tra le lavoratrici e i lavoratori nelle Assemblee che la stessa RSU si è impegnata a promuovere.

     La RSU, in data 18/09/2013 ha votato a maggioranza l’approvazione della proposta del “Protocollo d’Intesa” con l’Azienda.

     Come Delegate/i RSU del Cobas ASL RM/D ci siamo astenuti ribadendo le critiche e  la perplessità di sottoscrivere, in ogni caso, un “Protocollo d’Intesa” dove non erano definiti chiaramente i contenuti, né tantomeno le modalità e le forme applicative  dell’istituto medesimo, sottolineando, soprattutto, il fatto che la stessa Azienda, nel corso di tutti questi anni, non ha ottemperato a quella programmazione e riorganizzazione dei servizi in base alle risorse umane e professionali presenti come d’altronde era da mandato Regionale, il solo capace, vista l’enorme carenza degli organici,  di garantire, sia migliori livelli di assistenza, sia migliori condizioni di vita e di lavoro delle operatrici e operatori tutti.

    Come Delegate/i RSU Cobas ASL RM/D, nel ritenere che questi elementi, non solo sono strumenti di mercificazione e ricatto, penalizzanti e colpevolizzanti per tutte le lavoratrici e per tutti i lavoratori, che, di fatto, vanno a colpire ulteriormente diritti non negoziabili (malattie, ferie, ecc.) chiediamo, in ogni caso, al fine di evitare difformità, disuguaglianze nonché confusione e disagio tra gli operatori, nel pieno rispetto delle decisioni prese dalla maggioranza RSU, prima che venga apposta la firma al “protocollo d’intesa” che, la stessa, richieda alla Direzione Aziendale tutti i chiarimenti necessari di specifica dettagliata e circostanziata in merito alle modalità d’applicazione dell’Istituto di incentivazione del "Turnetto".
 
                     
                    le/i Delegate/i R.S.U.
                       Cobas Asl Rm/D
                       Corrado Minioto - Cesare Morra -  Claudia Piermaria

venerdì 30 agosto 2013

chiusura dell’attività commerciale del bar/ristoro presso la sede di Casal BernocchChiusure festive punti Bar/Ristoro (Casal Bernocchi – G.B. Grassi ).



                     Al Commissario Straordinario
                  Dr. Alessandro Cipolla
         Al Direttore Sanitario
          Dr.Vittorio Chinni
                     Al Direttore Amministrativo
         Dr.  Filippo Coiro
                                                         Al Direttore Area Risorse Umane e Affari Generali
         Dr. Filippo Coiro
                       e, p.c. Al Consiglio dei Delegati della R.S.U.


        
                              
                 Giungono sempre più frequentemente informazioni in merito alla possibilità della chiusura del Bar–Ristoro presente all’interno della sede della Direzione Aziendale di Casal Bernocchi.
                 Tale eventualità se corrispondesse a verità rappresenterebbe un notevole disagio, non solo  per le lavoratrici e i lavoratori presenti nella suddetta sede e nel poliambulatorio adiacente, ma per gli stessi cittadini/utenti del Poliambulatorio, considerato altresì che molti di loro ( anziani, bambini, donne in gravidanza) usufruiscono della struttura sanitaria per effettuare analisi di laboratorio e possono, dopo queste, avere l’esigenza di un ristoro immediato, al fine di evitare ipoglicemie da prolungato digiuno e/o ipotensione, per ristabilire un adeguato equilibrio fisico, tenuto conto che altri esercizi commerciali nella zona sono pittosto distanti.
                E’ utile ricordare che la decisione di aprire, presso la sede di Casal Bernocchi, il Bar/ Ristoro è stata presa a seguito di alcune iniziative delle/gli stesse/i lavoratrici e lavoratori, attraverso una petizione presentata in data 22/10/2007, Prot. Az. n° 81569 e ad una nota dei Delegati RSU del 14/01/2008, Prot. n° 3449 all’allora Direzione Aziendale dell’asl Rm/D.
               La scrivente O.S. non è a conoscenza dei motivi di questa supposta decisione, ma ritiene indispensabile che vengano attivate tutte le procedure ed iniziative tese a scongiurare l’eventuale chiusura di questo servizio necessario, peraltro, a garantire un punto ristoro, compatibile con il diritto alla mensa e con le esigenze e i bisogni lavorative delle stesse/i lavoratrici e lavoratori.
              Nell’eventualità che tra i motivi di tale decisione ci fosse l’interruzione del rapporto con gli attuali gestori si chiede, altresì, di procedere con urgenza all’assegnazione della gestione del bar ristoro attraverso normali e regolari procedure giuridico/amministrative, favorendo possibilmente, ove ne ricorrano le condizioni e compatibilmente con le normative vigenti soluzioni riferibili alla cooperazione sociale e/o supporto verso i giovani disoccupati.
             Scrivente O.S., coglie altresì l’occasione per esprimere l’assoluta contrarietà a qualsiasi chiusura, come già, peraltro, avvenuto in alcuni periodi festivi sia nel Bar ristoro presenti di  Casal Bernocchi, sia in quello del Presidio Ospedaliero G.B. Grassi. Tale chiusura risulta, infatti, inspiegabile ed ingiustificabile trattandosi di servizi all’interno di strutture pubbliche dove affluiscono lavoratrici, lavoratori e gli stessi cittadini/utenti.
      Si chiede, pertanto, che vengano impartite ai titolari gestori delle suddete attività precise e specifiche condizioni per evitare il ripetersi di tali disservizi.

In attesa di un sollecito riscontro si porgono distinti saluti

                    
                       Prot. Asl Rm/D
                       n° 74728 del 21/08/2013


                                                                                      p. il Cobas Asl  Rm/D
                           le/i Delegate/i R.S.U.
                       Corrado Minioto - Cesare Morra -  Claudia Piermaria

martedì 25 giugno 2013

Deliberazione n° 1 dell’ 11/06/2013 - Protocollo d’intesa e contestuale adesione a Federsanità – ANCI anno 2013 – Osservazioni e rilievi.



                                         Al Commissario Straordinario Asl Rm/D
                      Dr. Alessandro Cipolla
                             Al Direttore Amministrativo f.f.
           Dr.Filippo Coiro
                             Al Direttore Sanitario Aziendale
                                  D.ssa Anna Rosalba  Buttiglieri

                                            Al Direttore  Area Tecnico Economico Finanziaria

                                                                         D.ssa Diana Pasquarelli
                                                                           Al Dirigente  U.O.C. AA.GG.  Studi e Documentazione
  D.ssa Paola Savina          
                       e, p.c.  Al Consiglio dei Delegati della R.S.U.



  Scrivente O.S. è venuta a conoscenza del provvedimento con il quale l’Azienda Asl Roma D ha approvato un Protocollo d’Intesa e la contestuale adesione a Federsanità - Anci per l’anno 2013, deliberazione n° 1 dell’11 giugno 2013. Con tale atto viene deliberata l’adesione dell’Azienda Asl RomaD, mediante il versamento di un contributo associativo di € 9.000,00 per l’anno 2013 alla Federsanità – ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) società di servizi a supporto dei propri associati (AA.SS.LL, AA.OO e Comuni). Con tale Convenzione, quindi, l’Azienda, in qualità di associato, si riserva di “acquisire un servizio di supporto per le Unità Operative Complesse dell’Area Tecnica e del Patrimonio”.
Il provvedimento, secondo il deliberato, troverebbe la sua motivazione dal fatto che, per le attività istituzionali di questi uffici, l’Azienda USL Roma D non possiederebbe  al proprio interno, un adeguato numero di risorse per le attività di controllo, monitoraggio e redazione della documentazione di gara…. per le numerose gare di appalto per nuovi servizi da esternalizzare o per il rinnovo di contratti in scadenza o scaduti”.
Nel Protocollo d’Intesa, che dovrà essere sottoscritto tra la Asl Roma D e la Federsanità,  vengono definiti i compensi che dovranno essere corrisposti per le singole attività espletate:                € 15.000,00 per studio, analisi e redazione dei documenti di gara,  € 5.000,00 per attività di supporto durante le fasi di gara, “compenso da concordarsi di volta in volta” a seconda dell’impegno previsto per le attività di monitoraggio e controllo.
Scrivente O.S. non può non sollevare dubbi, perplessità ed elementi di criticità in merito all’atto richiamato. 
Nell’attuale contesto economico – finanziario nazionale in cui operano le Aziende Sanitarie, obbligate ad attuare le sempre più stringenti manovre di contenimento dei costi e razionalizzazione della spesa sanitaria varate dal Governo centrale e dagli Organismi regionali, soprattutto nelle Regioni sottoposte a Piani di Rientro del debito sanitario, l’Asl  Roma D ha necessariamente dovuto  attuare le disposizioni in merito  alla riduzione delle spese per beni e servizi sanitari e della spesa per il personale, malgrado  la grave e  preoccupante carenza cronica dello stesso (medico, infermieristico, ausiliario, amministrativo, tecnico, ecc.) con il rischio evidente di acuire le già presenti criticità all’interno delle strutture socio-sanitarie.
Ed è infatti in questo scenario che l’Azienda ha adottato misure restrittive con la contrazione degli acquisti dei beni anche di natura sanitaria e nella gestione dei servizi affidati a terzi, come nel caso della riduzione delle attività di pulizia e sanificazione ambientale, a danno della qualità dei servizi stessi e con ricadute sulle condizioni di vita e di lavoro per il personale addetto a tali servizi costretto a vedersi ridurre le ore di lavoro e/o alla collocazione in cassa integrazione.  
Scrivente O.S., con tali premesse, non può non rilevare quanto appaia singolare che si sia ritenuto necessario affidare a terzi dei servizi di supporto per alcuni uffici aziendali sostenendo  la mancanza di risorse all’interno dell’Azienda. Certamente la carenza delle risorse umane e professionali non può essere negata, ma è altrettanto evidente, come è stato più volte segnalato e denunciato da questa O.S., che le politiche di gestione del personale (trasferimenti, mobilità, collocazioni, comandi, etc.) sono state caratterizzate da logiche che nulla hanno avuto a che vedere con le priorità e l’esigenze organizzative e funzionali dell’Azienda.
Si ricorda, peraltro, che compito delle Aziende Sanitarie, secondo i Piani Operativi 2011 - 2012 di cui al DCA 113/2010 era quello di pervenire in modo organico e funzionale alla  Ricognizione del personale, finalizzata alla riorganizzazione dei Servizi, delle Strutture e delle attività, sulla base delle risorse umane e professionali realmente disponibili. Nel quadro delle difficoltà gestionali di questi anni, dovuto anche ai continui avvicendamenti (Commissario, Subcommissario, Direttore Generale, Direttore ff. etc.), tale obiettivo non è stato realizzato nella Azienda Roma D e a tutt’oggi non si ha ancora notizia che ciò stia avvenendo. Il provvedimento adottato, Deliberazione n° 1 dell’11.06.13 sembrerebbe, quindi, in contrasto sia con le indicazioni di razionalizzazione e risparmio che devono osservare le Aziende Sanitarie, visti oltretutto gli oneri che ne derivano, sia con gli obblighi derivanti dai sopra richiamati Piani Operativi 2011-2012 di cui al DCA 113/2010.
Ci si chiede intanto se le Unità Operative interessate (U.O.C. Acquisizione Beni e Servizi, U.O.C. Gestione Patrimonio Immobiliare, U.O.C. Acquisizione e Gestione Sistemi Informatici - Gestione Patrimonio Mobiliare) siano state consultate per verificare le problematiche, le difficoltà e le criticità esistenti, in modo da poter individuare soluzioni capaci di realizzare quei compiti e quegli obiettivi oggetto del provvedimento deliberativo in alternativa all’acquisto da soggetti esterni dei servizi di supporto richiamati nella Delibera stessa. 
Esternalizzazioni che sono oramai entrate pesantemente nell’organizzazione sanitaria pubblica e che, occorre ricordare, inizialmente erano destinate esclusivamente ai servizi “ausiliari”, (v. la pulizia, la manutenzione, le mense ecc.,)  ma che negli ultimi anni hanno finito per interessare persino l’erogazione di servizi e prestazioni sanitarie con motivazioni, da parte delle Amministrazioni Pubbliche, come la flessibilità, la riduzione dei costi e la possibilità di “aggirare” il blocco delle assunzioni vigenti nel pubblico impiego, trasferendo, costi nei bilanci aziendali, dalla voce “personale” alla voce “beni e servizi”, mentre è dimostrato che, queste motivazioni, valutate approfonditamente e correttamente, hanno evidenziato, appunto, l’assoluta antieconomicità dell’esternalizzazione rispetto alle attività direttamente erogate dalla pubblica amministrazione.
Il provvedimento adottatto suscita, inoltre, ulteriori dubbi in merito alla non chiara definizione dei costi complessivi derivanti dall’affidamento delle attività alla Società Federsanità. Risulterebbe, infatti, che l’unico dato certo di spesa emergente dal provvedimento, sia quello dovuto alla quota associativa (9.000,00 €) per l’adesione dell’Asl Rm/D a Federsanità ANCI (a meno che non sia proprio questo il motivo e la ragione del provvedimento, cosa che, eventualmente, sarebbe ancor più da chiarire) per il quale è stata assunta un’autorizzazione di spesa sul Bilancio Economico Aziendale per l’anno 2013, mentre per gli oneri derivanti dalle attività che dovrebbero essere svolte dalla Federsanità risultano essere indicati solo i costi unitari (es. redazione della documentazione € 15.000), ma senza che siano con chiarezza e trasparenza individuabili e quantificabili i costi complessivi, come, infatti, viene riportato nell’atto…“Attività di cui all’art. 1.1 – (monitoraggio e controllo) da concordarsi di volta in volta a secondo dell’impegno previso”.
Tale impostazione dell’atto deliberativo risulterebbe, peraltro, non pienamente rispondente con le normative che regolano l’attività della Pubblica Amministrazione, secondo le quali, gli impegni economico/finanziari, prima di essere assunti dalle Aziende, debbono avere l’adeguata copertura sul Bilancio Aziendale mediante assunzione di una specifica autorizzazione di spesa. Tale situazione, quindi, potrebbe comportare la necessità di adottare ulteriori atti deliberativi per coprire costi per prestazioni fatturate, ma non preventivamente contabilizzate come accaduto anche recentemente con la Deliberazione n° 489 con la quale, in data 24 maggio 2013 viene approvata una spesa sul bilancio 2012 necessaria per la liquidazione delle fatture emesse dalla Cooperativa Sociale Lavoro OSA per prestazioni infermieristiche e riabilitative erogate presso il Presidio Ospedaliero G.B. Grassi.
Scrivente O.S. ha già avuto modo di rilevare in altre occasioni (v. anche nota Prot. Az.le n° 14296 del 12/02/2013 inviata anche al Commissario alla Sanità della Regione Lazio, Dr. Filippo Palumbo) come, attraverso l’adozione di un’insieme di provvedimenti (v. Consulenze, Incarichi Professionali, Avvisi di Selezione per il Piano Industriale per l’implementazione dei Servizi a terzi del Dipartimento di Prevenzione, all’affidamento alla Soc. ISSOS Service Global Consulting srl dell’attività di formazione per il personale dirigente per la riorganizzazione aziendale - Atto Aziendale-, alla Convenzione con l’I.N.M.I. Lazzaro Spallanzani per un incarico professionale “connesso alla gestione degli appalti di servizi e di lavori”, agli Incarichi per consulenza legale per “l’affidamento di opere edili complementari in materia di contenimento dei consumi energetici” e per “attività di consulenza e supporto nel procedimento per l’acquisizione di beni e servizi”, al potenziamento di fatto della sanità privata” - v. Accordo Integrativo dell’Atto di Convenzione con il Policlinico Portuense Spa - , la Convenzione Ospedale di Comunità   e il Progetto delCentro di Cura Per la Donna e La Famiglia” e delloScreening Mammografico  I°, II, e III° Livello”, sempre con il  Policlinico Portuense - Gruppo Garofalo) siano state adottate scelte dubbie e poco trasparenti determinando, peraltro, un aumento dei costi e degli oneri effettivi, senza che questi siano stati comparati alle reali ed effettive esigenze di priorità, di razionalità, funzionalità ed efficienza della stessa Azienda.
Scrivente O.S., nel riservarsi ulteriori approfondimenti e iniziative in merito a quanto sopra esposto, chiede una verifica e una appropriata valutazione in merito all’opportunità e alla effettiva corrispondenza alle esigenze e alle priorità aziendali del provvedimento richiamato. 
Distinti saluti
           Prot. Asl Rm/D
           n° 58323 del 24/06/2013

p. il Cobas Asl  Rm/D
le/i Delegate/i R.S.U.
Corrado Minioto - Cesare Morra -  Claudia Piermaria

lunedì 10 giugno 2013

Deliberazione n° 300 del 14.03.2013 - mobilità in entrata di un Collaboratore Amministrativo Professionale - Gestione delle Risorse Umane e Professionali.


                        Al Commissario Straordinario
                      Dr. Alessandro Cipolla
           Al Direttore Sanitario
                                     Dr.ssa Anna Rosalba Buttiglieri
                            Al Direttore Amministrativo f.f.
            Dr.  Filippo Coiro
                                                           Al Direttore Area Risorse Umane e Affari Generali
          Dr. Filippo Coiro
                       e, p.c.  Al Consiglio dei Delegati della R.S.U.


  Scrivente O.S.  è venuta a conoscenza di un’ulteriore autorizzazione per un provvedimento di mobilità in entrata.
Come già rappresentato con nota prot. n° 41296 del 06.05.2013, pur ritenendo tali provvedimenti utili, se si considera la grave carenza di personale divenuta sempre più drammatica a causa del prolungato blocco delle assunzioni, del turn over e dei  provvedimenti legati alla spending review, alla legge di stabilità, ecc., scrivente O.S. non può non ribadire che tali disposizioni continuano ad essere realizzati senza alcuna chiarezza in merito alle ragioni, alle priorità e alle necessità organizzative e funzionali dell’Azienda.
Inoltre, ancora una volta, la mobilità in entrata è stata autorizzata in modo discrezionale, senza tener conto di quei principi di trasparenza, correttezza ed equità, che dovrebbero essere alla base delle Politiche di Gestione delle Risorse Umane. Politiche che, nel corso di questi anni, hanno prodotto (v. trasferimenti, collocazioni, comandi, mobilità, ecc.) un clima di incertezza e confusione, nonché di ingiustizia e disparità tra le lavoratrici e i lavoratori, poiché assunti al di fuori di qualsiasi regola di programmazione e razionalizzazione in merito alla collocazione e all’utilizzo delle Risorse Umane e Professionali realmente esistenti, aggravando in questo modo le criticità e le problematiche nelle strutture e nei servizi socio-sanitari.
Nonostante le osservazioni, i dubbi e le perplessità più volte espressi da questa O.S. sulla Gestione delle Politiche delle Risorse Umane, anche in merito all’adozione di alcune mobilità in entrata (v. Nota/Documento  del 12/02/2013 Prot. n° 14296), autorizzazione al trasferimento di un Collaboratore Professionale Esperto - Infermiere - Caposala  (Deliberazione n° 130 del 13.12. 2012) e dell' autorizzazione in entrata di un  Dirigente Sociologo - Area Dirigenza Sanitaria Tecnica Amministrativa (Deliberazione n° 647 alla dell'08.11. 2012) si assiste ora all’ennesimo provvedimento di autorizzzione alla mobilità in entrata di un Collaboratore Amministrativo Professionale a decorrere dal 16.04.2013 (Deliberazione n° 300 del 14.03.2013) che non sembra attualmente corrispondere alle effettive esigenze e priorità aziendali, se si considera la grave carenza di figure professionali sociali, sanitarie e tecniche e tenuto altresì conto degli oneri derivanti da tali provvedimenti a carico del bilancio aziendale. In questo modo, inoltre, vengono ignorati quei principi e quei criteri di razionalizzazione e risparmio richiamati dalle direttive e disposizioni nazionali e regionali in merito alle esigenze di revisione e controllo della spesa pubblica e di attuazione del Piano di Rientro dal debito sanitario.
Ci si chiede, inoltre, a quale urgenza corrisponda e con quali criteri sia stata decisa  l’assegnazione/collocazione della suddetta Unità, all’interno della Direzione Amministrativa del G.B.Grassi, viste le difficoltà in cui si trovano ad operare molte Unità Operative anche presso la Sede Aziendale di Casal Bernocchi. 
Tale serie di provvedimenti appare alquanto singolare poiché la Direzione Aziendale, in tutti questi anni, non ha minimamente affrontato in modo organico e funzionale quella Ricognizione del Personale prevista nei Piani Operativi 2011 - 2012 di cui al DCA 113/2010 che era, per l’appunto, finalizzata alla riorganizzazione dei Servizi, delle Strutture e delle attività, sulla base delle risorse umane e professionali realmente disponibili.
  A tali, provvedimenti, peraltro, si vanno ad aggiungere una serie di trasferimenti interni di personale, soprattutto infermieristico, che sono stati promossi e autorizzati malgrado il perdurare dell’assenza di una Direzione delle Professioni Sociali e Sanitarie (SAI Aziendale).
Non si comprende, quindi, da chi, e con quali criteri di razionalizzazione e funzionalità organizzativo/gestionale, vengono assunte tali decisioni. Tutto ciò, peraltro, riteniamo vada ulteriormente a compromettere quelle criticità e quelle problematiche legate alla grave carenza del personale all’interno delle singole strutture, servizi e reparti.
   Scrivente O.S. ribadisce, quindi, ancora una volta, la necessità di definire in modo chiaro e trasparente quelle condizioni necessarie per ridare certezza del diritto, attraverso scelte e comportamenti chiari ed oculati in merito all’uso, alla gestione e alla distribuzione delle Risorse Umane e Professionali.
   Riteniamo, pertanto, non più rinviabile, a tal fine,  la definizione di un quadro di regole certe (graduatorie, avvisi e bandi di mobilità, ecc.) nel pieno ed esclusivo rispetto dei principi di equità, correttezza e trasparenza, indispensabili anche per realizzare una programmazione, organizzazione e ottimizzazione nella gestione degli uffici, dei servizi e dei reparti, in rapporto all’organizzazione del lavoro, alle dotazioni e alle carenze organiche.

              Distinti saluti

              Prot. Asl Rm/D
              n° 53633  del 10/06/2013


                                                                                        p. il Cobas Asl  Rm/D
                    le/i Delegate/i R.S.U.
                      Corrado Minioto - Cesare Morra -  Claudia Piermaria