giovedì 23 gennaio 2014

“Sistema Premiante Aziendale 2014” – Produttività – corresponsione somme arretrate anni 2006-2007-2008-2009.



Al Commissario Straordinario della  Asl Rm/D
Dr. Alessandro Cipolla
Al Direttore Amministrativo
Dr.  Filippo Coiro
Al Direttore Sanitario
Dr. Vittorio Chinni
Al  Direttore Area Risorse Umane e Affari Generali
U.O.C. Trattamento Economico del Personale
Dipendente e Politiche del Personale
Dr. Filippo Coiro
e, p.c.  Al Consiglio dei Delegati della R.S.U.




        
              L’Istituto della produttività prevede che, in base all’art. 47 comma 2 del CCNL, 01.09.1995, lo stesso, sia finalizzato al raggiungimento di obiettivi e di risultati, complessivamente concordati, di regola annualmente e, in via preventiva, dalla Direzione Generale con i Dirigenti Responsabili delle Unità Operative, attraverso la gestione di budget (art. 5, comma 4 e segg. del D.lgs n° 502/1992 e dell’art.14 del D.lgs n° 29/1993) in relazione alle risorse finanziarie, strumentali ed umane attribuite alle rispettive Unità Operative.
             L’Azienda, in alternativa al regolamento aziendale del 09.01.2008, tuttora vigente, ha presentato, in via sperimentale, con il  “Protocollo applicativo per la gestione del Sistema Premiante Aziendale”, una nuova e diversa proposta per l’anno vigente 2014; a tale proposito, nell’incontro del 6 dicembre u.s. durante la riunione/incontro tra la stessa Direzione Aziendale, la R.S.U. e le OO.SS. CGIL, CISL e UIL,  ha espresso l’intenzione di implementare, per l’anno vigente, attraverso l’individuazione di un fondo a disposizione dell’Azienda, di un ulteriore importo di 500mila €, da aggiungere alla somma di circa un milione e 35mila € prevista e finalizzata all’Istituto della produttività.
 Scrivente O.S., nell’esprimere dubbi e perplessità in merito ad istituti contrattuali, come quello della “premialità” che appaiono oggi ancor più in palese contraddizione con lo stato attuale delle Strutture e dei Servizi Socio Sanitari messi a rischio di non garantire i pur minimi Livelli di Assistenza (LEA) a causa della  grave inadeguatezza e carenza di risorse finanziarie, strumentali e, soprattutto, umane e professionali, riconosce, tuttavia, che la Direzione Aziendale cerca di affrontare la presente tematica in modo diverso dal modello di “competizione stressata” indicato dalla “riforma Brunetta”, anche se contenuti, modalità e forme restano ancora tutte da chiarire, da elaborare e delineare, come quella della definizioni degli obiettivi, e del budget relativo che dovrebbero, come previsto dalle normative vigenti, essere concordati di regola annualmente, ed in via preventiva,  dalla Direzione Generale con i Dirigenti Responsabili delle Unità Operative sia per la valutazione dei risultati che per la gestione di budget stesso.
Ciò nonostante, mentre ulteriori ritardi si registrano nel rinnovo dei Contratti per le lavoratrici e i lavoratori del Pubblico Impiego, tali sistemi, siamo consapevoli, andranno sempre più caratterizzando il sistema di regolamentazione del pubblico impiego e dei Contratti in generale.
Problemi di questa natura, quindi, tenuto conto anche dell’irrisorietà dei fondi messi a disposizione, devono essere affrontati nel modo più congruo e trasparente, evitando difformità, disparità e, soprattutto disuguaglianze che finirebbero per generare ulteriore malcontento se non vere e proprie tensioni tra le stesse/i lavoratrici e lavoratori.
Vanno, pertanto, evidenziati quelli che, riteniamo, siano i vizi e le storture principali e che riguardano  anche il sistema della definizione delle quote-procapite assegnate alle Asl dalla Regione che risulterebbe, estremamente difforme tra le varie Asl della Regione Lazio determinando così, di fatto, un oggettiva disparità e difformità nelle sue modalità di applicazione tra lavoratrici e lavoratori a parità di ruolo. Sarebbe, pertanto, necessario che venissero promosse e sviluppate tutte le azioni e le iniziative possibili, verso gli organi e gli uffici Regionali, al fine di  pervenire ad un riequilibrio e ad una ripartizione più equa delle risorse economico/finanziarie.
           Quest’ O.S., fa presente, inoltre, sempre in merito alla proposta della Direzione Aziendale d’implementazione del fondo della produttività per l’anno 2014, che pur condividendo alla base il potenziamento del salario accessorio a favore delle lavoratrici e dei lavoratori, non può, tuttavia, non rilevare che la proposta di implementazione, attraverso un fondo individuato nel bilancio aziendale della somma di ulteriori 500mila € per l’anno 2014, rispetto a quella prevista di circa 1milione e35mila €, appare in profonda contraddizione se non in contrasto con l’ irrisolta problematica del pagamento dei fondi della produttività per gli anni che vanno dal 2006 al 2009, fondi che ammonterebbero a circa 2 milioni di euro a favore delle lavoratrici e dei  lavoratori del comparto, così come rideterminati con Deliberazione n° 476 del 30/12/2011, come segnalato ed evidenziato più volte da questa O.S.  ( v. note del 6 aprile 2012 Prot. Az. n° 31791, del 15/05/2012 Prot. Az. n° 43023, del 22/08/2012 Prot. Asl Rm/D n° 73726, del 22/11/2012 Prot. Asl Rm/D n° 103034,  del 18 marzo 2013, Prot. Asl Rm/D n° 25661 e del 28 novembre 2013, Prot. Az. n° 104350).
Tale questione, si fa presente, inoltre, era già stata rappresentata anche dalla RSU aziendale con nota del 12 aprile 2012, Prot. Az. n° 33717 e sollecitata frequentemente in alcuni incontri con la stessa Direzione Aziendale.
 La stessa Direzione Aziendale, si ricorda, che ha, a sua volta, inviato, in data 10/12/2012 - Prot. n° 108945 – una nota  a firma del Dott. Alessandro Cipolla, allora Direttore Generale f.f., agli Organismi e agli uffici competenti della Regione Lazio, per richiedere la messa a disposizione delle somme necessarie per permettere, appunto, la corresponsione degli importi arretrati.
Resta, quindi, incomprensibile il fatto che la Direzione aziendale dichiari la sua disponibilità per un’implementazione del “fondo di produttività per l’anno 2014”, attraverso “suoi fondi di Bilancio” per la somma di 500 mila €, quando, alle lavoratrici e ai lavoratori, viene negato a tutt’oggi il pagamento dei fondi degli arretrati suddetti.
Scrivente O.S. chiede, pertanto, in attesa di una rapida e definitiva soluzione della suddetta problematica, che la somma individuata e proposta dalla Direzione Aziendale per l’implementazione di “500mila €” per il “Sistema Premiante Aziendale 2014” venga, invece,  assegnata come “anticipazione” delle somme arretrate (Produttività 2006 – 2007 – 2008 – 2009) spettanti alle lavoratrici e ai lavoratori.
Distinti saluti

Prot. Asl Rm/D
n° 3628 del 15/01/2014
                           

p. Il Cobas Asl Rm/D
le/i Delegate/i R.S.U.
Corrado Minioto – Cesare Morra – Claudia Piermaria

              


 

venerdì 27 dicembre 2013

Caos al G.B. Grassi?..Per cortesia, quando la raccontate….raccontatela TUTTA!!!





Stiamo ancora cercando di capire chi ha “occupato” cosa, e di quale “stato di agitazione” si stia parlando, da chi, quando e in quale forme è stato proclamato, se trattasi della legittima rabbia e iniziativa autorganizzata di un gruppo di lavoratrici e lavoratori, stanchi di lavorare e vivere in condizioni sempre più estreme o se, invece, si tratta solo di un’iniziativa (a comando), di un annuncio propagandistico  fatto ad uso e consumo da parte di qualche sigla sindacale alla ricerca solo di un po’ di visibilità.

         Certo, la cosa appare alquanto singolare, considerato che la RSU aziendale non era stata né investita, né tantomeno informata dell’iniziativa. Si ricorda, con l’occasione, che la RSU aziendale è l’unico organismo sindacale eletto dalle lavoratrici e dai lavoratori iscritti e non, dove sono rappresentate tutte le organizzazioni sindacali, soprattutto, quelle più rappresentative e, peraltro dichiaratesi “vincitrici”.

Sigle sindacali che, magari, attraverso il consueto gioco delle tre carte, si fanno promotrici di “iniziative” dopo che, in tutti questi anni, sono state alquanto silenti se non complici su tutte le scelte adottate dall’azienda (v. mobilità, trasferimenti, Consulenze, aperture reparti sub intensiva e degenza breve al G.B. Grassi quando già si denunciavano le gravi carenze del personale  - Pronto soccorso, ecc. ).

Mentre divengono sempre più acute e profonde le criticità e lo stato di profonda crisi  e drammaticità all’interno delle strutture, dei reparti e dei servizi socio sanitari dell’Azienda Asl Rm/D, dovute soprattutto alla carenza di personale (infermieristico, ausiliario, tecnico, ecc.), è ancor più insopportabile e intollerabile il vergognoso valzer delle ipocrisie e delle menzogne, il coro sensazionalistico e propagandistico che si alza abitualmente da parte di esponenti, di forze politiche e sindacali  che, come le tre scimmiette, fingono di non vedere, di non sapere, di non sentire, reclamando Deroghe per le assunzioni  (quante? Tre, quattro, cinque, ma mai quante sarebbero invece necessarie), fingendo di non ricordare che la Regione Lazio e l’Asl Rm/D sono, a tutt’oggi, sotto gestione commissariale e nascondendo, soprattutto, le vere ragioni che sono alla base di  tale stato di cose.

Tutto ciò, infatti, non è frutto di un caso, ma di scelte politiche ed economico/finanziarie ben chiare, adottate, in questi anni, dai vari governi di Centro destra, di Centro sinistra e ora dalle “Larghe intese “ (Leggi di stabilità, definaziamento, spending review, blocco delle assunzioni, del turn over - da anni - e Piani di rientro) che stanno, di fatto, realizzando un progressivo processo di privatizzazione, deprimendo, depotenziando e smantellando il Servizio Sanitario Pubblico.

A tali processi di depotenziamento e di privatizzazione in atto, si accompagnano, in modo funzionale,  le logiche spartitorie nella gestione delle Asl, fenomeni di  corruzione e mala-gestione, nonchè l’uso distorto e irrazionale delle Politiche di Gestione delle Risorse Umane e Professionali, (v. mobilità, trasferimenti, consulenze, ecc.) che hanno finito per aggravare ulteriormente la già difficile situazione nelle strutture  ospedaliere e nei vari servizi socio sanitari.

Un vergognoso balletto che si svolge sempre e solo sulla pelle e sulle condizioni di vita e di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori e, soprattutto, su quella dei cittadini, costretti a veder, così, sempre più calpestato e negato il Diritto alla Salute sancito dalla Costituzione…

Per cortesia, quando la raccontate….raccontatela TUTTA!!!
Il Cobas dell’ Asl Rm/D ritiene sempre più necessario sviluppare tutte le iniziative possibili a difesa delle condizioni di vita e di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori e per contrastare i processi di privatizzazione a tutto vantaggio del mercato e del profitto; a questo è necessario rispondere costruendo in ogni posto di lavoro e in ogni Territorio un forte movimento in difesa del Servizio Sanitario Pubblico e del Diritto alla Salute.
Come Cobas dell’Asl Rm/D  confermiamo tutto il nostro impegno e la nostra volontà perché questo si realizzi.
Roma, 18/12/2013

                          Cobas asl Rm/D

Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura del P.O. G.B. Grassi – lavori giardino.



                                                                    
                                                    

Al Commissario Straordinario Asl Rm/D.
Dr. Alessandro Cipolla
Al Direttore Sanitario Aziendale
Dr. Vittorio Chinni
Al Direttore Amministrativo
Filippo Coiro
Al Direttore Dipartimento Salute Mentale.
Dr. Andrea Balbi
Al Dirigente Medico Responsabile SPDC
Dr. Giorgio Guerani
Al Dirigente U.O.C. Gestione Patrimonio Immobiliare
Ing. Domenico Di Nino
Al Direttore Sanitario P.O. G.B. Grassi
Dr. Lindo Zarelli
Al Direttore Area Risorse Umane e Affari Generali
Dr. Filippo Coiro
e,p.c.     Al Consiglio delle Delegate e dei Delegati  R.S.U.         
                                                                 
                                                                           


                                                                             
 

                   Scrivente O.S., ha già avuto modo di segnalare in alcune note ( v. nota del 12 dicembre 2012,  Prot. Az. n° 109619 e nota del 15/04/2013 inviata al Presidente e Commissario alla Sanità Regione Lazio, On. Nicola  Zingaretti  e agli Organi di Direzione Asl - Prot. Asl Rm/D n° 35040 ) lo stato di grave abbandono, d’incuria e d’insicurezza in cui versa il giardino antistante il reparto del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura del P.O. G.B. Grassi, che è, peraltro, l’unico spazio “aperto” a disposizione dei pazienti ricoverati, all’interno del Servizio stesso.

                   Scrivente O.S. aveva accolto, quindi, con soddisfazione, la notizia che l’Azienda, in data 4 luglio c.a., era pervenuta all’adozione della Deliberazione n° 99 per l’affidamento, a carattere d’urgenza, dei lavori per la risistemazione del suddetto giardino.

                  Risulta, invece, che a tutt’oggi i lavori non sono stati ancora avviati. Tale situazione è stata anche oggetto di segnalazione da parte delle operatrici e degli operatori del Servizio  Psichiatrico di Diagnosi e Cura del P.O. G.B. Grassi.

                 Scrivente O.S., tenuto conto dell’enorme disagio e difficoltà che tale situazione rappresenta, nel ritenere gravi ed ingiustificabili ulteriori ritardi, chiede che vengano attivati con urgenza tutti i provvedimenti necessari a rimuovere ostacoli e impedimenti nell’avvio e nell’esecuzione dei lavori stessi.

Certi di un sollecito riscontro si inviano distinti saluti

Prot. Asl Rm/D
n° 108991 del 12/12/2013


p. Il Cobas Asl Rm/D
le/i Delegate/i R.S.U.
Corrado Minioto – Cesare Morra – Claudia Piermaria


                                                                            

domenica 8 dicembre 2013

Rivalutazione valore ticket/buono pasto.

                                                                                                 Roma, 6 dicembre 2013

                                                               Al Commissario Straordinario della  Asl Rm/D
                                                     Dr. Alessandro Cipolla
                                        Al Direttore Amministrativo
                                                          Dr.  Filippo Coiro     
                                           Al Direttore Sanitario 
            Dr. Vittorio Chinni         
                                                    Al  Dirigente U.O.C. Acquisizione Forniture di Beni e Servizi
                                               D.ssa Diana Pasquarelli          
                  Al  Direttore Area Risorse Umane e Affari Generali
                                                          Dr. Filippo Coiro       
                                        e, p.c.  Al Consiglio dei Delegati della R.S.U.
                           




      La scrivente O.S. intende, con la presente, segnalare il ritardo con il quale l’Azienda abitualmente interviene nella distribuzione dei tickets /buoni pasto.   
Si richiama, pertanto, codesta Azienda, ad una più corretta ed idonea organizzazione al fine di  garantire il rispetto dei tempi di distribuzione dei buoni pasto stessi.

     Scrivente O.S. intende, inoltre, porre all’attenzione la problematica della rivalutazione del valore del ticket/buono pasto stesso. In base alle condizioni del precedente contratto di fornitura dei buoni pasto, questo veniva percepito con un valore nominale di 5,16 € che, al netto della quota trattenuta in busta paga, assumeva un valore reale di € 4,13. Con la delibera n.587 del 26.11.2013 u.s., viene approvato di “ristabilire il valore del buono pasto in  4,13 senza decurtazione alcuna dagli stipendi dei dipendenti”.

    Questa O.S. tenuto conto delle sempre più difficili condizioni di vita in cui versano i lavoratori e le lavoratrici a causa, anche, dell’aumento dei prezzi, in particolar modo dei beni di largo consumo, che causano una grave erosione dei già esigui ed inadeguati salari e stipendi, ribadisce come già evidenziato in precedenti note, (v. note del 25/08/2008 Prot. Az. n° 68954 e del 21/05/2012, Prot. Az. n° 44918, l’opportunità che l'Azienda valuti alcune soluzioni che consentano di assegnare ai dipendenti un buono pasto con un valore reale, effettivo di € 5,16.

  Si ribadisce che tale proposta, pur  tenendo conto delle difficoltà  economico/finanziarie e di bilancio troverebbe ragione nel fatto che le società/ditte fornitrici, nelle gare di appalto per la fornitura dei suddetti tickets, offrono uno sconto sul valore nominale dei buoni pasto e l’Azienda potrebbe considerare tale sconto a totale beneficio dei dipendenti, riconoscendo agli stessi, appunto, un buono del valore effettivo di  € 5, 16. Si fa presente, inoltre, che  il valore del buono di € 4,13 risulta, peraltro, nettamente inferiore al limite dei  7,00 € indicato dalla legge 135/2012 – spending review per il valore nominale dei buoni da corrispondere ai dipendenti pubblici.

  A questa ipotesi potrebbe aggiungersi, come già segnalato nella nota del 12/02/2013 Prot. Asl Rm/D  n° 14296, anche la possibilità dell’utilizzo di parte delle somme provenienti dai fondi di “natura privatistica” a disposizione dell’Azienda, che possono essere destinati all’acquisto di beni e servizi, come lo sono, appunto, i tickets buono pasto.

  Scrivente O.S. è ben consapevole delle oggettive difficoltà economico/finanziarie in cui le Aziende USL sono costrette ad  operare a causa delle disposizioni legate ai Piani di Rientro , alla Spending review e alla Legge di Stabilità e alle esigenze di risparmio cui queste debbono rispondere, tuttavia rileva che, tutto ciò, oltre a definanziare e depotenziare ulteriormente lo stato delle strutture e dei servizi socio sanitari, sta ricadendo pesantemente sulle già difficili condizioni di vita e di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori.

 Questa O.S. ritiene, pertanto, doveroso verificare la possibilità di realizzare e adottare tutte le iniziative e gli strumenti utili e necessari al fine di potere andare incontro alle esigenze, ai bisogni e ai diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, oggi fortemente aggrediti dalle scelte e dalle politiche economico/finanziarie in atto.

A tal fine si auspica un sollecito e positivo riscontro.

Distinti saluti

Prot. Asl Rm/D
n° 107006 del 6/12/2013
                                                                   
   p. Il Cobas Asl Rm/D 
 le/i Delegate/i R.S.U.
   Corrado Minioto – Cesare Morra – Claudia Piermaria

sabato 30 novembre 2013

Fondi Produttività – corresponsione somme arretrate anni 2006-2007-2008-2009.




                                                           Al Presidente e Commissario alla Sanità della
                                                                      Regione Lazio
                                                                        On. Nicola Zingaretti
                                 Al Commissario Straordinario della Asl Rm/D
                                                                      Dr. Alessandro Cipolla    
                                                        Al  Direttore Sanitario Aziendale
                                                                    Dr.Vittorio Chinni
                                                       Al Direttore Amministrativo                               
                                                                       Dr. Filippo Coiro                                 
                                         Al Direttore Area Risorse Umane e Affari Generali
                                                                Dott. Filippo Coiro   
                                              e,p.c.         Al Consiglio dei Delegati della R.S.U.

                                      


                
 Scrivente O.S., ha già avuto più volte modo di rappresentare alla Direzione dell’Asl Rm/D (v. note del 6 aprile 2012 Prot. Az. n° 31791, del 15/05/2012 Prot. Az. n° 43023, del 22/08/2012 Prot. Asl Rm/D n° 73726, del 22/11/2012 Prot. Asl Rm/D n° 103034 e del 18 marzo 2013, Prot. Asl Rm/D n° 25661 ) la problematica relativa al pagamento dei fondi della produttività in giacenza per gli anni che vanno dal 2006 al 2009, fondi che ammonterebbero a circa 2 milioni di euro a favore delle lavoratrici e dei  lavoratori del comparto, così come rideterminati con Deliberazione n° 476 del 30/12/2011.

Tale questione è stata anche rappresentata dalla RSU aziendale con nota del 12 aprile 2012, Prot. Az. n° 33717 e sollecitata in alcuni incontri con la Direzione Aziendale.

La stessa Direzione Aziendale ha, a sua volta, inviato nota, in data 10/12/2012, Prot. n° 108945, a firma del Dott. Alessandro Cipolla, allora Direttore Generale f.f., agli Organismi e agli uffici competenti della Regione Lazio, per richiedere la messa a disposizione delle somme necessarie per permettere la corresponsione degli importi arretrati, ma a tutt’oggi scrivente O.S. deve constatare, purtroppo, che non vi è stata alcuna positiva soluzione della problematica in oggetto.

Scrivente O.S., anche in considerazione delle sempre più precarie e difficoltose condizioni materiali di vita, anche a causa dell’ennesimo blocco dei contratti del Pubblico Impiego, ritiene, pertanto, ancor più indispensabile ed urgente un intervento risolutore da parte di tutti gli organi in indirizzo, al fine di garantire in tempi brevi alle lavoratrici e ai lavoratori quel minimo riconoscimento sino ad oggi negato.

La scrivente O.S. nel ribadire, ancora una volta, l’esigenza, l’urgenza e l’auspicio del pagamento delle somme arretrate in un’unica soluzione, propone, in alternativa, l’erogazione delle competenze dovute anche in una forma rateale ( es. 1 rata per ogni anno di arretrato, per un totale di 4 rate nell’arco di 6 mesi).

Ritenendo, pertanto, tale problematica non più rinviabile si chiede, con la presente, una rapida e positiva definizione.

Distinti saluti
           
S
 
Prot. Asl Rm/D
n° 104350 del 28/11/2013


                                               
                                                                       p. il Cobas Asl Rm/D
                                                                         le/i Delegati R.S.U.
                                       Corrado Minioto – Cesare Morra – Claudia Piermaria

L’ U R L O Il 16 novembre un’altra giornata di lotta formidabile !



Dalla Terra dei Fuochi alla Val Susa , passando per Pisa e Parma, una marea umana  in piena si sta impegnando per costruire un’altra Italia , liberata dalla malavita politica e organizzata , dalle opere devastanti e mortali , dalla precarietà dell’esistenza , dall’essere esclusi e trattati al pari dei rifiuti.

Ben oltre 60.000 a Napoli . Un fiume in piena contro il “biocidio” che ha distrutto un intero  ecosistema e per fermare la strage degli innocenti, promossa da industriali e camorristi con il business delle discariche di rifiuti tossici  nella  Terra dei Fuochi. Questi criminali assassini vanno ricercati,stanati, perseguiti, per rendere - dopo il danno -  almeno giustizia al popolo inquinato e ai parenti delle vittime,  tramite bonifiche certe, rapide e gestite con il controllo popolare e  una congrua azione risarcitoria.
Ancora in 30.000 in Val Susa, per ribadire il rifiuto di un’opera inutile-costosa-dannosa, alla vigilia del vertice Italia-Francia con il quale la “ ragion di stato della Tav ad ogni costo” intende sfidare la volontà popolare. Importante la partecipazione  delle numerose delegazioni da ogni dove, tra cui spiccavano i NO Tav francesi, il movimento per il diritto all’abitare, i NO Muos ; soprattutto la delegazione aquilana, composta da cittadini e amministratori locali intesi a rafforzare con azioni concrete il gemellaggio tra questi 2 territori, che hanno espresso la volontà comune di “ lottare per la ricostruzione de L’Aquila  con i soldi destinati alla Tav”.
In tanti a Pisa per sostenere il diritto all’occupazione degli spazi, ad avere una sede pubblica per svolgervi attività socialmente utili, che il Comune e altre istituzioni continuano a negare  e/o a rimanere indifferenti a questa riconosciuta necessità.
Così come a Parma, dove si è bloccato l’avvio del famigerato inceneritore, contestato da gran parte della popolazione e per il quale la Rete Rifiuti Zero e il Forum Acqua hanno contribuito a dare vita a  due manifestazioni nazionali per impedirne l’apertura al gestore Hera.

A questo “ urlo tonante” che si è sentito in tutta Italia, i Cobas vi hanno preso parte con nutrite delegazioni, e si apprestano a farlo il 20 novembre a Roma (h 16, p.za Campo de Fiori, limitrofa all’ambasciata  francese) e negli appuntamenti vitali di questo scorcio di fine anno.
Una mobilitazione continua, sociale e popolare, che sta imprimendo priorità e ritmi molto diversi dalle scontate e stantie agende politico-governative.
Quando avviene che sono i movimenti sociali ad incalzare le istituzioni, si scatena un moto convettivo che contagia ovunque – oltre le città anche le periferie -  è il segnale distintivo che sta per accadere qualcosa di significativo , per cui vale la pena partecipare ed impegnarsi per riappropriarsi dei bisogni-diritti  negati , per imprimere una svolta nel Paese.
Roma, 17 novembre 2013                   

                                    Confederazione Cobas

martedì 24 settembre 2013

INFORMATIVA SU TRATTANTE E CONSIGLIO RSU " INDENNITA' DI TURNETTO"



     In data 16 settembre u.s. si è svolta la riunione tra la Direzione aziendale Asl Rm/D alla presenza del Commissario Straordinario, Dr, A. Cipolla, del Direttore Sanitario Dr. V. Chinni e del Direttore Amministrativo, Dr. F. Coiro e le OO.SS. CGIL, CISL UIL Territoriali e la RSU. Tra gli argomenti riguardanti la Convocazione, vi è stata una proposta d’intesa attinente “l’'Indennità di Turnetto”.

     La RSU non avendo in precedenza discusso e affrontato la questione ha sospeso il parere in attesa dello svolgimento della riunione del Consiglio che si è svolta, poi, mercoledì 18 settembre u.s.
    Durante la riunione della RSU si è sviluppato un ampio confronto maggiormente incentrato sulla questione dell’"Indennità di Turnetto" considerando l'intenzione dell’Azienda di applicarla presumibilmente sin dal mese di ottobre.

    Si fa presente che nella discussione e nel confronto sono stati espressi e rappresentati diversi punti di vista e valutazioni, ma, di là dalle legittime posizioni, quello che, però, emergeva, era, di fatto, l'aspetto interpretativo che ciascuno  dava della proposta avanzata dall'Azienda stessa.

   Le/i Delegate/i RSU del Cobas Asl Rm/D, nell'esprimere le proprie valutazioni e osservazioni critiche in merito all’"Indennità di Turnetto", contrariamente a quanti lo considerano "elemento premiante " e strumento integrativo del salario a favore delle lavoratrici e dei lavoratori,  o a chi, magari, persino, lo spaccerà per una “conquista”, ritengono, invece, che, tali "zuccherini" nella realtà si traducano in  ulteriori elementi e strumenti di ricatto e sfruttamento che, non solo non miglioreranno la qualità dei servizi, ma andranno ad incidere ulteriormente nei confronti delle condizioni di vita e di lavoro delle operatrici e operatori  “allettati”, per noi ulteriormente ingannati, dalla possibilità di veder migliorare il proprio salario mensile.
 
     Come se il legittimo recupero salariale negato, non solo da chi ha firmato in tutti questi anni contratti vergognosi, ma, soprattutto, dai Governi che, di fatto, continuano a bloccare e a negare il rinnovo dei contratti stessi, possa essere realizzato attraverso questi strumenti “ricattatori” e sempre, e solo, sul sacrificio e sulla pelle delle lavoratrici e dei lavoratori.

Si abbia almeno il coraggio di chiamare le cose con il loro nome...
Siamo oramai alla legittimazione del “Cottimo” per i Dipendenti Pubblici.

    In realtà, l’applicazione, come si può desumere dalla proposta aziendale, non chiarisce e definisce come in realtà questo istituto sarà realmente attuato.

    Da quanto si evince , infatti, dalla proposta, così come presentata, l’incentivo sarà, probabilmente, per tutte le/gli operatrici/ori turnanti in h24 (ciò è stato richiesto anche da noi)  e sarà assegnato gradualmente garantendo da un minimo dell’80% sino al 100% del monte ore mensile.

   Ciò significa che qualsiasi assenza a vario titolo sarà elemento decurtativo dell’incentivo stesso.

   Si fa presente che, la proposta, presentata dall’Azienda, a livello sperimentale per un periodo di tre mesi (eventualmente prorogabile dopo verifica dei risultati), evidenzia, secondo noi, molti aspetti poco chiari e, peraltro, controversi,  che speriamo di poter presto discutere e affrontare attraverso un confronto e una discussione con e tra le lavoratrici e i lavoratori nelle Assemblee che la stessa RSU si è impegnata a promuovere.

     La RSU, in data 18/09/2013 ha votato a maggioranza l’approvazione della proposta del “Protocollo d’Intesa” con l’Azienda.

     Come Delegate/i RSU del Cobas ASL RM/D ci siamo astenuti ribadendo le critiche e  la perplessità di sottoscrivere, in ogni caso, un “Protocollo d’Intesa” dove non erano definiti chiaramente i contenuti, né tantomeno le modalità e le forme applicative  dell’istituto medesimo, sottolineando, soprattutto, il fatto che la stessa Azienda, nel corso di tutti questi anni, non ha ottemperato a quella programmazione e riorganizzazione dei servizi in base alle risorse umane e professionali presenti come d’altronde era da mandato Regionale, il solo capace, vista l’enorme carenza degli organici,  di garantire, sia migliori livelli di assistenza, sia migliori condizioni di vita e di lavoro delle operatrici e operatori tutti.

    Come Delegate/i RSU Cobas ASL RM/D, nel ritenere che questi elementi, non solo sono strumenti di mercificazione e ricatto, penalizzanti e colpevolizzanti per tutte le lavoratrici e per tutti i lavoratori, che, di fatto, vanno a colpire ulteriormente diritti non negoziabili (malattie, ferie, ecc.) chiediamo, in ogni caso, al fine di evitare difformità, disuguaglianze nonché confusione e disagio tra gli operatori, nel pieno rispetto delle decisioni prese dalla maggioranza RSU, prima che venga apposta la firma al “protocollo d’intesa” che, la stessa, richieda alla Direzione Aziendale tutti i chiarimenti necessari di specifica dettagliata e circostanziata in merito alle modalità d’applicazione dell’Istituto di incentivazione del "Turnetto".
 
                     
                    le/i Delegate/i R.S.U.
                       Cobas Asl Rm/D
                       Corrado Minioto - Cesare Morra -  Claudia Piermaria